
L’esperienza avviata nel 2011 di presentare nel mese di maggio dedicato alla Beata Vergine Maria una serie di concerti denominati “ELEVAZIONI SPIRITUALI MARIANE”, continua anche in questo anno 2012. In programma 4 concerti corali che si terranno nelle domeniche del mese di maggio alle ore 15. 30, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. Saranno ospiti delle formazioni corali dell’Umbria e del Lazio. L’ingresso è libero.
Programma:
6 maggio 2012
“ENSEMBLE LIBERCANTUS”
Direttore: M° Vladimiro Vagnetti
13 maggio 2012
Coro “LAUDESI UMBRI” di Spoleto
Direttore: M° P. Antonio Giannoni
20 maggio 2012
Coro “CITTÀ DI BASTIA”
Direttore: M° Piero Caraba
27 maggio 2012
Coro “VOCALIA CONSORT” – Roma
Direttore: M° Marco Berrini
2 maggio 2012

| Si è aperta nella suggestiva cornice del Centro espositivo della Rocca Paolina (Cerp) in Perugia, la mostra documentale-fotografica dal titolo “L’Istituto Serafico Ieri e Oggi”, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose del capoluogo umbro. Questo importate evento è stato realizzato dal Serafico in occasione dei primi 140 anni di attività, in collaborazione con la Provincia di Perugia ed ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Assisi e Perugia e dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve. L’Istituto Serafico, definito un “luogo alto di carità e dignità della persona umana”, è un centro di riabilitazione altamente qualificato, accreditato con il Servizio sanitario nazionale e specializzato nella riabilitazione di bambini, ragazzi e giovani adulti ipovedenti, ciechi e sordomuti con associate altre minorazioni, provenienti dal territorio nazionale. Attualmente trovano ospitalità 70 ragazzi in regime residenziale e 20 in da hospital e numerosi sono trattamenti ambulatoriali al giorno.
La mostra di questa benemerita Opera della Chiesa che è in Assisi, fondata il 17 settembre 1871 per merito del beato padre Ludovico da Casoria, è visitabile fino al 19 maggio e si articola in diverse ed interessanti sezioni. Tra queste quella dedicata alla storia del Serafico collegata alla storia umbra ed italiana in ambito sociale, sanitario e scolastico, raccontata attraverso trentuno grandi pannelli (cm. 200×85). All’interno della mostra è stato allestito un punto informativo fisso, che sarà animato in alcuni giorni dal personale e da alcuni ragazzi dell’Istituto, con attività dimostrative artistiche (pittura e lavorazione ceramica) in estemporanea. Si tratta di veri e propri laboratori artistico-espressivi dal significativo titolo “Artista per un giorno”, dove in gruppo verranno svolte attività di espressione grafico-pittorica, di manipolazione-modellatura della creta e della plastica, attraverso le quali ogni partecipante rappresenta un’immagine di sé incarnata in un animale fantastico. Inoltre, i laboratori offrono anche la costruzione di un percorso narrato che parla della propria individualità attraverso la tecnica del collage. Queste attività di laboratorio sono parte del progetto individuale-riabilitativo offerto in Istituto a ciascun ospite.
Il presidente del Serafico, Gino Brunozzi, nel curare la nota introduttiva del catalogo della mostra, che contiene in sintesi il materiale fotografico-documentale collezionato da mani sapienti in occasione del 140° di fondazione dell’Istituto, sottolinea: «descrivere 140 anni di vita del Serafico, che ha permesso a migliaia di persone di trovare in esso la “propria casa” non è stato facile. Il periodo è lungo e attraversato da avvenimenti importanti che hanno contribuito a disperdere buona parte del patrimonio documentale; basti pensare alle due guerre mondiali, ai vari cambi di gestione e al terremoto del 1997».
«La mostra – prosegue – vuole restituire non tanto la nitidezza dei dettagli, quanto cogliere una visione d’insieme in grado di esprimere la validità di una storia che custodisce un patrimonio di valori e conoscenze ancora oggi validi per l’uomo del terzo millennio».
«L’augurio che formulo al lettore di questo catalogo, come pure al visitatore della Mostra – conclude il presidente del Serafico –, è quello di poter cogliere nella storia fatta d’immagini e documenti la passione e i sacrifici delle donne e degli uomini che hanno donato una parte importante della loro vita per il bene dell’Opera e dei ragazzi che assiste». |
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27 aprile 2012

Le sorelle clarisse del monastero di S.Agnese invitiano a pregare il terzo sabato del mese (fino a giugno) per tutti in sacerdoti della diocesi, affinché il Signore li custodisca e li sostenga nel loro prezioso ministero.
Dalle ore 21 alle 23, Ufficio delle Letture e adorazione eucaristica presso la chiesa del monastero.
Sabato 19 Maggio e sabato 16 Giugno i prossimi appuntamenti.
23 aprile 2012

Il 23 Aprile il calendario liturgico universale ricorda il Beato Egidio d’Assisi. E’ il terzo compagno di san Francesco d’Assisi, dopo i concittadini Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani. Entrambi benestanti e colti, i due hanno lasciato tutto una settimana prima di lui, per vivere col Poverello nella zona boscosa della Porziuncola, in capanne singole di tronchi e rami, mangiando di solito pane e olive.
Egidio li raggiunge il 23 aprile 1208, e non aveva nulla da abbandonare. È un bracciante analfabeta, padrone solo di un mantello: ma anche questo gli dura poco, perché dopo alcuni giorni lo regala a un mendicante. Ha tre passioni: viaggiare, predicare, lavorare. Va a giornata dai contadini dove e quando è possibile, e così procura cibo ai primi confratelli. Cerca di istruirsi, fa l’apprendistato accompagnando Bernardo, e a volte con lui prende botte, perché la gente li scambia per “ribaldi”.
Nella primavera del 1209, con una decina di confratelli, accompagna Francesco a Roma, dove il papa Innocenzo III approva la prima regola dei frati Minori, ma solo a voce. Nel 1212-1213 va pellegrino a Santiago de Compostela, a San Michele al Gargano, a San Nicola di Barie poi in Terrasanta. Sempre lavorando anche qui, perché conosce tutti i mestieri delle campagne.
Francesco chiede ai suoi frati di predicare innanzitutto “attraverso le azioni”, ossia col loro comportamento. Ma quando ci sono problemi di lingua, si predica “con le azioni”, anche in senso letterale. Ad esempio, Francesco si copre il capo di cenere quando invita alla penitenza. Pure Egidio si aiuta con azioni mimiche: inscena la disperazione dei dannati con gesti delle braccia e con movimenti del corpo; oppure “illustra” la beatitudine dei giusti con gli atti di chi suona campane celesti. Una predicazione che stupisce, attrae, ma a volte provoca le reazioni aggressive di chi non capisce. Nell’ottobre1226, lui e frate Bernardo, i due primi compagni (Pietro Cattani è già morto), sono accanto a Francesco morente, che vorrebbe benedire Bernardo ma, essendo cieco, pone dapprima la mano sul capo di Egidio. Nel ricordo dei frati Minori, questi è il confratello limpido e laborioso, il portatore di gioia. I Fioretti ricordano la sua visita a frate Bernardo morente: «Venne quello ierarchico e divino frate Egidio, il quale veggendo frate Bernardo, con grande allegrezza disse: “Sursum corda, frate Bernardo, sursum corda!”». Sempre nei Fioretti troviamo un episodio di pura fantasia, mai avvenuto, che tuttavia rivela l’amore di tutto l’Ordine per questo generoso pioniere: vi si racconta che il re Luigi IX diFrancia sarebbe accorso come pellegrino a Perugia, soltanto per conoscerlo, e per stare con lui “per grande spazio…,senza dirsi parole insieme”.
La vita di frate Egidio si conclude nel convento francescano di Monteripido presso Perugia, dove il lavoratore instancabile si ritira nel silenzio. Nel 1777, il pontefice Pio VI conferma il culto di lui come beato. Il Martirologio romano ne ricorda “l’intrepida fede e la meravigliosa semplicità”.
23 aprile 2012

20 aprile 2012

| Un centinaio tra operatori pastorali e volontari delle Caritas parrocchiali hanno partecipato all’incontro voluto dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti sulla crisi che sta mettendo a dura prova non poche famiglie perugine, tenutosi il 17 aprile al “Mater Gratiae” di Perugia. Purtroppo, il presule, a causa del male di stagione (l’influenza), non ha potuto prendervi parte delegando ad intervenire il direttore della Caritas diocesana, Daniela Monni.
«La grande crisi che ogni giorno leggiamo sui giornali – ha evidenziato il direttore – arriva attraverso il volto di sempre più persone non solo al Centro di ascolto diocesano, ma a quelli parrocchiali, dalla porta della chiesa di periferia a quella della cattedrale. Non ci sarà chiesto quante bollette abbiamo pagato, o quante persone abbiamo accolto, ma se abbiamo fatto questo con amore. La Caritas parrocchiale e diocesana non è un’opera di uomini per gli uomini…; sarebbe, altrimenti, solo un gruppo di filantropi! La Caritas è un dono di Dio alla sua Chiesa che raggiunge l’uomo».
Rivolgendosi ai volontari parrocchiali, Daniela Monni ha detto loro: «E’ sempre più necessario lavorare insieme, in comunione per evitare che le persone vengano “spedite” come pacchi postali dal Centro di ascolto parrocchiale a quello diocesano. Ma per fare questo è necessario un grande impegno: ogni Caritas è chiamata innanzitutto ad educare, perché la carità – come ha scritto Papa Benedetto XVI nel recente messaggio di Quaresima – riguarda tutti i cristiani: “tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali e materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale”. La carità, la sua testimonianza, non è delegabile ad alcuno ed è tanto più vera quanto più è testimonianza condivisa di una famiglia, di una comunità. Lo stesso mons. Bassetti ci esorta in questo particolare momento di condividere i beni delle nostre famiglie con quelle in difficoltà».
Diversi sono intervenuti dopo aver ascoltato le parole di Daniela Monni, esprimendo la necessità di essere più vicini alle persone, là dove ogni giorno vivono, perché solo così potranno sentirsi amate. Il direttore della Caritas ha poi ricordato uno scritto di Madre Teresa di Calcutta in cui si interrogava: “sappiamo chi sono i nostro poveri? Conosciamo i nostri vicini, i poveri della nostra zona? E’ così facile per noi parlare e parlare dei poveri di altri luoghi. Molto spesso abbiamo chi soffre, chi è solo, le persone anziane, non volute, infelici ed esse sono vicine a noi e noi neppure le conosciamo. Non abbiamo nemmeno il tempo per sorridere loro”.
Dall’incontro è giunta una conferma che fa ben sperare nel prosieguo di un’azione di carità intrapresa da tempo: «nelle nostre comunità locali – ha commentato Daniela Monni – già molte persone vivono esperienze di accoglienza, condivisione: chi aiuta i bambini, chi visita gli anziani, condomini che si accollano le spese di chi ha un momento di difficoltà… Urge diffondere sempre più questa testimonianza di carità, perché arrivi a tutti e non sia solo privilegio di alcuni. “Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone” – come ci ha richiamato il Santo Padre -, perché davanti alle ombre del tempo presente, l’unica luce che dona speranza è quella che viene da Dio e che sa nella storia tradursi: “aveva un cuore solo e un’anima sola… e nessuno era tra loro bisognoso”».
Sia durante il periodo estivo che alla ripresa delle attività pastorali, in settembre, le Caritas parrocchiali si dedicheranno a riflettere sui tempi emersi nel corso dell’incontro, preparandosi anche a lavorare insieme nelle neo costituite Unità pastorali. |
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20 aprile 2012


19 aprile 2012

Anonymus ha rivolto le sue attenzioni anche alle istituzioni ecclesiastiche di Terni. Il gruppo formato da vari hacker che agiscono come un unico utente allo scopo di tutelare il web e i diritti umani bloccando o pubblicando vari articoli, perlopiù nei siti mondiali più rilevanti, ha attaccato il portale web della diocesi di Terni.
Dopo il sito del Vaticano, reso inaccessibile per due volte in pochi giorni, e quello di radio Vaticana, della quale sono stati visualizzati i dati d’accesso, nel pomeriggio di mercoledì 18 aprile, nel portale web della diocesi sono comparsi alcuni link abusivi rivendicati da Anonymus.
Nel dettaglio, un membro di Anonymus ha pubblicato quattro articoli al posto degli originali che poi sono stati rimossi dalla Diocesi riportando la situazione alla normalità.
19 aprile 2012

I Francescani di Perugia invitano la cittadinanza a partecipare alle celebrazioni in onore del beato Egidio d’Assisi, terzo compagno di San Francesco, nel 750° della sua morte. Uomo di grande contemplazione e di mirabili virtù evangeliche, il beato Egidio visse per circa trent’anni nell’eremo di Monteripido in Perugia, dove morì il 23 aprile 1262. Il suo corpo fu portato nella chiesa di San Francesco al Prato e oggi è venerato nell’attiguo oratorio di San Bernardino. I suoi celebri Detti, pieni di sapienza e di humour, sono consigli preziosi e validi anche per l’uomo d’oggi. Nutrito è il programma delle celebrazioni presso il Convento di San Francesco al Prato-Oratorio di San Bernardino, e si concluderanno sabato 30 giugno, presso il convento di San Francesco al Monte in Monteripido.
SAN FRANCESCO AL MONTE – MONTERIPIDO
Sabato 30 giugno
Ore 10,00 – Giornata di studio su “Egidio d’Assisi tra storia e agiografia”
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18 aprile 2012

Sabato 12 maggio si terrà un pellegrinaggio diocesano ad Isola del Gran Sasso d’Italia (Provincia di Teramo, Abruzzo), presso il Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti, in occasione del 150° anniversario della morte del Santo che appartenne all’ordine dei Passionisti fondati da S. Paolo della Croce.
Profondo il legame di S. Gabriele con la Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Quando il piccolo Francesco aveva quattro anni, la sua famiglia da Assisi si trasferì a Spoleto, città nella quale frequentò gli insegnamenti dei Fratelli delle scuole cristiane e dei Gesuiti. Egli conduceva una vita normale per un ragazzo della sua età e della sua epoca. Durante la processione della Santissima Icone, il 22 agosto 1856, Francesco sentì una voce interiore (locuzione mariana) che lo invitava a lasciare la vita borghese per farsi religioso. Francesco prese i voti nella comunità Passionista, assumendo il nome di Gabriele dell’Addolorata.
S. Gabriele è il Santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso: con questi tre appellativi è conosciuto in tutto il mondo.
Chiunque voglia saperne di più circa il pellegrinaggio, può contattare la propria parrocchia.
16 aprile 2012
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