PERUGIA. FESTA CONCLUSIVA DI “ORATORIO LEAGUE”

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È stata la palestra “Aldo Capitini” di Perugia ad ospitare, domenica scorsa, le finali della 5ª edizione di “Oratorio League”, il campionato di calcio a 5 per bambini e ragazzi degli oratori dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve promosso dal Coordinamento oratori perugini, in collaborazione con le Polisportive giovanili salesiane e l’Anspi, oratori e circoli del Comitato zonale di Perugia.

“Questa giornata all’insegna dello sport e del far festa insieme, che ha visto tanti giovani e giovanissimi – commenta don Riccardo Pascolini, responsabile del Coordinamento oratori perugini –, è stata la conferma del crescente entusiasmo che la manifestazione continua a raccogliere all’interno delle realtà parrocchiali diocesane”.

“È sempre un grande piacere partecipare a manifestazioni sportive che coinvolgono i più giovani e che puntano a trasmettere loro i veri valori dello sport”. Così l’ospite d’eccezione e campione del mondo Marco Materazzi intervenendo alla premiazione finale della 5ª edizione di “Oratorio League”. “È stata una grande emozione visitare una così bella realtà come quella oratoriale – spiega l’ex difensore della Nazionale –. Per me è davvero importante poter incontrare questi ragazzi che s’impegnano quotidianamente per i loro piccoli sogni e giocano le loro partite nei campetti oratoriali come se fossero a San Siro”.

Sei sono state le squadre ad esultare al termine della giornata: le “Sentinelle Young” della parrocchia di San Sisto, che hanno vinto il torneo “Mini League” dedicato a bambini e bambine che frequentano le scuole elementari; “Lo Schiribizzo” delle parrocchie della seconda Unità pastorale che hanno vinto l’“OratorioLeague Under 14” dedicato a ragazzi e ragazze delle medie. Per quanto riguarda gli studenti delle superiori: gli “Atletico Betlemme” della parrocchia di Montelaguardia e le “Freever GP2” di Prepo hanno vinto rispettivamente l’edizione maschile e femminile del torneo di consolazione definito “Orargioco”; mentre a vincere i tornei principali sono stati rispettivamente i ragazzi de “Le Sentinelle” di San Sisto e le ragazze delle “Astrolady” di Ponte d’Oddi.

Don Riccardo Pascolini dà appuntamento a venerdì 27 aprile, alle 14.30, presso l’impianto sportivo di Santa Sabina dove ci sarà la cerimonia d’apertura della 13ª edizione della StarCup che si concluderà martedì 1° maggio. In cinque giorni più di mille adolescenti di tutta l’arcidiocesi, oltre a sfidarsi sul campo, avranno modo di riflettere e pregare grazie al percorso catechetico preparato dal team organizzatore.

PERUGIA. INCONTRO REGIONALE VOCAZIONALE

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Incontro regionale dei Giovani in ricerca e orientamento vocazionale a Perugia, sabato 21 Aprile. In programma alle ore 19.30 la catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini Vescovo di Gubbio nella chiesa del Gesù in piazza Matteotti. Alle ore 21 la veglia di preghiera con il cardinale Gualtiero Bassetti a seguire Luce nella Notte.

Domenica 22 aprile alle ore 11 è in programma la santa messa nella Cattedrale di Perugia in diretta su Rai Uno.

L’incontro è promosso dalla Ceu, dal Servizio di pastorale Giovanile di Perugia e dalla Pastorale Universitaria.

PERUGIA. AL FESTIVAL DEL GIORNALISMO DIBATTITI DEDICATI A IMMIGRAZIONE E FAKE NEWS

 

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Si svolgerà, venerdì 13 aprile, alle 16, nella sala san Francesco, a Perugia, l’incontro su “Immigrazione: per una comunicazione positiva”’. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del Festival del giornalismo, ospiterà gli interventi di Mario Morcellini, in rappresentanza dell’Agcom, Paolo Brivio di Caritas italiana, Paola Springhetti dell’Università pontificia salesiana, mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. L’’incontro è promosso dall’Ucsi dell’Umbria e dalla Commissione regionale per le comunicazioni sociali.

A margine del Festival, per i giornalisti presenti a Perugia e per gli operatori dei media locali, domenica 15 aprile, alle 10, è in programma anche un incontro su “Fake news e post verità”, ispirato dal tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Ne parleranno padre Francesco Occhetta, assistente nazionale Ucsi e scrittore de “La Civiltà Cattolica”, padre Paolo Benanti, docente all’Università pontificia gregoriana, Marco Mazzoni, presidente del Corecom Umbria. Alle 11.30, nella cattedrale di San Lorenzo, padre Occhetta presiederà una celebrazione eucaristica.

“OSPITALITA’ MISERICORDIOSA”: PER L’ESTATE PIU’ DI MILLE NOTTI GRATUITE IN 50 STRUTTURE

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In occasione della Domenica dedicata alla Divina Misericordia (8 aprile) torna l’iniziativa “Ospitalità Misericordiosa” nata col Giubileo del 2016. Tramite il portale no-profit www.ospitalitareligiosa.it saranno più di mille le notti messe gratuitamente a disposizione la prossima estate da una cinquantina di strutture per far trascorrere un breve periodo di serenità a chi si trova in stato di indigenza o di difficoltà. Mare, montagna, natura e città d’arte: sono tante le opportunità che diocesi, parrocchie e Caritas potranno utilizzare gratuitamente a beneficio dei loro assistiti. L’iniziativa è patrocinata dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, guidato da don Gionatan De Marco.

Lo stesso Papa Francesco già lo scorso anno aveva commentato l’iniziativa esprimendo “gratitudine per il premuroso gesto” e auspicando “un sempre più generoso impegno a favore di quanti sono bisognosi e indigenti”, in linea con i suoi continui appelli a non relegare la misericordia al solo periodo giubilare. Anche per questo l’iniziativa continua a crescere e raccoglie sempre più consensi, sia da chi la vive come ospite, sia da chi accoglie. “Un’esperienza di accoglienza, di condivisione e soprattutto di gioia, che per qualche giorno fa dimenticare il volto della sofferenza”, il senso di questa operazione su larga scala, spiega Fabio Rocchi, presidente di www.ospitalitareligiosa.it.

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

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La festa della Divina Misericordia è stata istituita ufficialmente da Giovanni Paolo II nel 1992 che la fissò per tutta la Chiesa nella prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”.

Gesù, secondo le visioni avute da suor Faustina Kowalska e annotate nel Diario, parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”. Negli anni successivi  Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

PERCHÉ È STATA SCELTA LA PRIMA DOMENICA DOPO PASQUA?

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore“. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo. Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che “elargirà grazie di ogni genere”.

COME SI FESTEGGIA?

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
– che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
– che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. “Sì, – ha detto Gesù – la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta”.

CHI ERA SUOR FAUSTINA KOWALSKA?

Nata in un villaggio polacco e battezzata col nome di Elena, è la terza dei 10 figli di Marianna e Stanislao Kowalski. Che sono contadini poveri, nella Polonia divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco. Lei fa tre anni di scuola, poi va a servizio. Pensava di farsi suora già da piccola, ma realizza il progetto solo nell’agosto 1925: a Varsavia – ora capitale della Polonia indipendente – entra nella comunità della Vergine della Misericordia, prendendo i nomi di Maria Faustina. E fa la cuoca, la giardiniera, la portinaia, passando poi per varie case della Congregazione (tra cui, quelle di Varsavia, Vilnius e Cracovia). Ma al tempo stesso è destinataria di visioni e rivelazioni che i suoi confessori le suggeriscono di annotare in un diario (poi tradotto e pubblicato in molte lingue). E tuttavia non crede che questi fatti straordinari siano un marchio di santità. Lei scrive che alla perfezione si arriva attraverso l’unione intima dell’anima con Dio, non per mezzo di “grazie, rivelazioni, estasi”. Queste sono piuttosto veicoli dell’invito divino a lei, perché richiami l’attenzione su ciò che è stato già detto, ossia sui testi della Scrittura che parlano della misericordia divina e poi perché stimoli fra i credenti la fiducia nel Signore (espressa con la formula: “Gesù, confido in te”) e la volontà di farsi personalmente misericordiosi. Muore a 33 anni in Cracovia. Beatificata nel 1993, è proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le reliquie si trovano a Cracovia-Lagiewniki, nel santuario della Divina Misericordia. La sua festa ricorre il 5 ottobre.

VIA CRUCIS: IL TESTO INTEGRALE DELLA PREGHIERA FINALE DEL PAPA

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Ecco il testo integrale della preghiera composta dal Santo Padre e letta al termine della Via Crucis di venerdì 30 Marzo al Colosseo:

Signore Gesù, il nostro sguardo è rivolto a te, pieno di vergogna, di pentimento e di speranza.

Dinanzi al tuo supremo amore ci pervada la vergogna per averti lasciato solo a soffrire per i nostri peccati:

la vergogna per essere scappati dinanzi alla prova pur avendoti detto migliaia di volte: “anche se tutti ti lasciano, io non ti lascerò mai”;

la vergogna di aver scelto Barabba e non te, il potere e non te, l’apparenza e non te, il dio denaro e non te, la mondanità e non l’eternità;

la vergogna per averti tentato con la bocca e con il cuore, ogni volta che ci siamo trovati davanti a una prova, dicendoti: “se tu sei il messia, salvati e noi crederemo!”;

la vergogna perché tante persone, e perfino alcuni tuoi ministri, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria perdendo la loro degnità e il loro primo amore;

la vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre; un mondo divorato dall’egoismo ove i giovani, i piccoli, i malati, gli anziani sono emarginati;

la vergogna di aver perso la vergogna;

Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa vergogna!

Il nostro sguardo è pieno anche di un pentimento che dinanzi al tuo silenzio eloquente supplica la tua misericordia:

il pentimento che germoglia dalla certezza che solo tu puoi salvarci dal male, solo tu puoi guarirci dalla nostra lebbra di odio, di egoismo, di superbia, di avidità, di vendetta, di cupidigia, di idolatria, solo tu puoi riabbracciarci ridonandoci la dignità filiale e gioire per il nostro rientro a casa, alla vita;

il pentimento che sboccia dal sentire la nostra piccolezza, il nostro nulla, la nostra vanità e che si lascia accarezzare dal tuo invito soave e potente alla conversione;

il pentimento di Davide che dall’abisso della sua miseria ritrova in te la sua unica forza;

il pentimento che nasce dalla nostra vergogna, che nasce dalla certezza che il nostro cuore resterà sempre inquieto finché non trovi te e in te la sua unica fonte di pienezza e di quiete;

il pentimento di Pietro che incontrando il tuo sguardo pianse amaramente per averti negato dinanzi agli uomini.

Signore Gesù, dacci sempre la grazia del santo pentimento!

Dinanzi alla tua suprema maestà si accende, nella tenebrosità della nostra disperazione, la scintilla della speranza perché sappiamo che la tua unica misura di amarci è quella di amarci senza misura;

la speranza perché il tuo messaggio continua a ispirare, ancora oggi, tante persone e popoli a che solo il bene può sconfiggere il male e la cattiveria, solo il perdono può abbattere il rancore e la vendetta, solo l’abbraccio fraterno può disperdere l’ostilità e la paura dell’altro;

la speranza perché il tuo sacrificio continua, ancora oggi, a emanare il profumo dell’amore divino che accarezza i cuori di tanti giovani che continuano a consacrarti le loro vite divenendo esempi vivi di carità e di gratuità in questo nostro mondo divorato dalla logica del profitto e del facile guadagno;

la speranza perché tanti missionari e missionarie continuano, ancora oggi, a sfidare l’addormentata coscienza dell’umanità rischiando la vita per servire te nei poveri, negli scartati, negli immigrati, negli invisibili, negli sfruttati, negli affamati e nei carcerati;

la speranza perché la tua Chiesa, santa e fatta da peccatori, continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia, solleva e testimonia il tuo amore illimitato per l’umanità, un modello di altruismo, un’arca di salvezza e una fonte di certezza e di verità;

la speranza perché dalla tua croce, frutto dell’avidità e codardia di tanti dottori della Legge e ipocriti, è scaturita la Risurrezione trasformando le tenebre della tomba nel fulgore dell’alba della Domenica senza tramonto, insegnandoci che il tuo amore è la nostra speranza.

Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa speranza!

Aiutaci, Figlio dell’uomo, a spogliarci dall’arroganza del ladrone posto alla tua sinistra e dei miopi e dei corrotti, che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare, un condannato da criticare, uno sconfitto da deridere, un’altra occasione per addossare sugli altri, e perfino su Dio, le proprie colpe.

Ti chiediamo invece, Figlio di Dio, di immedesimarci col buon ladrone che ti ha guardato con occhi pieni di vergogna, di pentimento e di speranza; che, con gli occhi della fede, ha visto nella tua apparente sconfitta la divina vittoria e così si è inginocchiato dinanzi alla tua misericordia e con onestà ha derubato il paradiso! Amen!

ASSISI. SEMINARIO CEI: “INIZIAZIONE CRISTIANA: UN PERCORSO INCLUSIVO”

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Un’occasione per riflettere sull’iniziazione cristiana delle persone disabili e per conoscere le pratiche realizzate nelle varie diocesi. Con questi obiettivi è stato organizzato ad Assisi, il 27 e il 28 aprile, il seminario nazionale, a cura del Settore Cei per la catechesi delle persone disabili. “Iniziazione cristiana: un percorso inclusivo” sarà il tema degli incontri.

L’iniziativa si svolgerà a distanza di 14 anni dalla pubblicazione del documento “L’iniziazione cristiana alle persone disabili” e di 4 dal seminario su “catechesi e disabilità”. Ad aprire gli appuntamenti nel pomeriggio del 27 aprile sarà la lectio divina di padre Giulio Michelini, alla quale seguirà la relazione sui cinque sensi per essere iniziati alla fede di padre José Tolentino Mendonça. Entrambi hanno predicato gli esercizi spirituali per Papa Francesco. In serata, sarà inaugurata la mostra “O tutti o nessuno! Alcuni strumenti pastorali inclusivi” e si apriranno gli atelier sensoriali sulle buone prassi nell’iniziazione cristiana sperimentate nelle diocesi. “Non solo laboratori. Attraverso i cinque sensi faremo esperienze che aiuteranno noi a cambiare, a rimetterci in discussione”, spiega suor Veronica Donatello, responsabile nazionale del Settore.

L’indomani mattina mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e delegato per la catechesi in Umbria, presiederà una Messa. Al termine, Enzo Biemmi, coordinatore dell’Ufficio catechistico nazionale, farà il punto su “iniziazione cristiana, comunità, inclusione”. Le riflessioni continueranno con una tavola rotonda su “un’iniziazione cristiana inclusiva” con mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, e alcune voci dalle comunità. Concluderanno l’iniziativa gli interventi di mons. Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, e di suor Donatello. “Si tratta di un percorso – spiega quest’ultima – che può essere inclusivo se tutti facciamo squadra, se ognuno con i suoi doni e le sue capacità partecipa. L’invito è rivolto ai responsabili dei settori, alle associazioni e ai movimenti, alle congregazioni che da anni operano in questo ambito”.

SPOLETO-NORCIA. INTERVISTA DEL SIR A MONS. BOCCARDO

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“Per le zone della Valnerina, e in particolare per i tre Comuni segnati dal sisma, Norcia, Preci e Cascia, la Passione coincide con la lotta quotidiana per riprendere una vita sicura, dignitosa e, dunque, recuperare occupazione e ristabilire l’organizzazione sociale. La passione oggi per queste zone consiste nel resistere per ritrovare una vita normale”. È quanto afferma mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, in un’intervista al Sir.

Ad un anno e mezzo dal sisma che ha sconvolto il Centro Italia, mons. Boccardo rileva che “Passione, qui, vuol dire un lavoro che non si trova, un’impresa che tarda a ripartire, una casa che non si vede”. “Al di là delle macerie fatte di pietre, di muri crollati, il terremoto – osserva – ha provocato anche tante ferite nelle relazioni sociali creando disgregazione. Molte persone sono partite, si sono allontanate”.

A tutto ciò si aggiunge un altro problema: “Qualche giorno fa alcune persone mi dicevano che sta facendo più danni la burocrazia che il terremoto. Il sisma in pochi secondi distrugge, ma poi in un modo e nell’altro finisce. La burocrazia invece si sviluppa nel tempo creando rabbia, delusione e frustrazione da parte di coloro che da troppo tempo aspettano risposte concrete”.

L’arcivescovo sottolinea quello che “forse è l’aspetto positivo del sisma: la gente della Valnerina non si è sentita sola”. Secondo Boccardo, la “grande gara di solidarietà morale e concreta che ha visto tanti attori in gioco, associazioni, singoli, gruppi, istituzioni oggi resta come patrimonio di umanità del popolo italiano”.

Dopo aver ricordato che “il Signore non manda il terremoto per punire ma gli eventi della natura fanno il loro corso”, l’arcivescovo si augura che “che la Resurrezione del Signore porti a tutti e, in particolare, alle famiglie di qui che devono continuare la loro Via Crucis, la gioia e la pace del cuore per andare avanti con forza e speranza”.

ASSISI. VIDEO MESSAGGIO DI MONS. SORRENTINO ALLE CONFRATERNITE

“Dobbiamo crescere nella celebrazione della Pasqua, della resurrezione del Signore”. Lo dice il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nel video messaggio rivolto alle Confraternite diocesane per la Settimana Santa, introdotto da fra Marcello Fadda. “Sentire la Passione di Gesù – aggiunge il vescovo – aiuta anche a capire il senso della nostra vita. Gesù soffre e muore per noi. Non dobbiamo preoccuparci se la nostra vita tante volte sconta la fatica. Se facciamo squadra, unità con il Signore, diventa tutto più leggero e abbiamo la possibilità di dare un sorriso, di offrire la speranza ai fratelli intorno a noi”. A conclusione del messaggio dopo gli auguri del vescovo Sorrentino, fra Marcello Fadda sottolinea che “possiamo unire la nostra vita al sacrificio, all’offerta e alla resurrezione di Gesù Cristo. Insieme lo possiamo vivere come confraternita, come famiglie, come diocesi, come chiese e nel mondo intero”.

PERUGIA. PRESENTAZIONE DEL LIBRO “TUTTO PUO’ CAMBIARE”

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Sarà presentato giovedì 5 aprile, alle 17.30, nell’aula magna di palazzo Gallenga dell’Università per stranieri di Perugia il libro “Tutto può cambiare” di Andrea Riccardi. Il volume, una conversazione del fondatore di Sant’Egidio con Massimo Naro, teologo, attento a parlare di Dio nella complessità dei linguaggi del mondo contemporaneo, edito dalle edizioni San Paolo, è pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario della Comunità di S. Egidio. Alla presentazione interverranno insieme agli autori il rettore Giovanni Paciullo, il card. Gualtiero Bassetti, il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. Modera il giornalista Rosario Carello di Tgr dell’Umbria.

Il volume, si legge dalla quarta di copertina, è “una lettura non convenzionale, cui attingere per vivere nella complessità della globalizzazione, senza averne paura e senza essere spaesati. Con una bussola chiara: un Vangelo capace di creare speranza anche nelle situazioni più difficili e una grammatica della convivenza per ricucire tessuti sociali frammentati, nelle grandi solitudini contemporanee…”.

Dallo scritto di Riccardi “emerge una riflessione sulla Comunità di Sant’Egidio, maturata nella periferia umana e urbana del mondo, su percorsi di riconciliazione e di pace che cambiano ogni giorno in meglio la vita di tanti, nelle zone più disagiate d’Italia, in Paesi lacerati da conflitti e da guerre”.