ASSISI. ESPOSIZIONE DI MANOSCRITTI ALCHEMICI DEL MEDIOEVO

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Un evento esclusivo si terrà sabato 23 giugno alle 17 presso la Biblioteca del Sacro Convento di Assisi. Per la prima volta 11 manoscritti alchemici del XVI e XVII secolo verranno mostrati e illustrati al pubblico. Saranno il direttore della Biblioteca della Basilica di San Francesco, fra Carlo Bottero, e il professore Paolo Capitanucci, dell’Istituto Teologico di Assisi, a presentare questo corpus iconografico, contestualizzandolo all’interno di quella tradizione di studi alchemici, ormai nota agli studiosi, che fin dai primordi ha caratterizzato l’ordine francescano.

Attraverso questi manoscritti i “francescani alchimisti” si proponevano fondamentalmente di indagare le leggi che presiedono ai processi di “perfezionamento” della materia e dello spirito umano, per sfruttare le virtualità presenti nella natura al fine di prestare soccorso a bisognosi ed ammalati.

Per l’occasione verrà pubblicata la mostra online dedicata a questo importante “tesoro” sconosciuto. Il percorso della mostra offre agli appassionati una lettura d’insieme del significato che i manoscritti alchemici hanno rappresentato per i frati nel Medioevo e che ancora oggi sono oggetto di studio.

PERUGIA. PROGETTO #APROVADISOCIAL CONTRO IL CYBERBULLISMO

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Con la fine dell’anno scolastico (in Umbria il prossimo 9 giugno) e per gran parte del periodo estivo, gli oratori parrocchiali intensificano le loro attività a sostegno di tanti genitori che, lavorando, non saprebbero a chi affidare i figli durante il giorno e svolgendo così un ruolo di rilevanza sociale oltre che educativo. Nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, le realtà oratoriali impegnate nei “Gr.Est.” (Gruppi estivi) sono una quarantina, più di 4mila i fanciulli e gli adolescenti, seguiti da un migliaio di giovani animatori. La facilità di accesso alle nuove tecnologie impone anche ad animatori e educatori di ripensare le attività per aiutare i ragazzi a crescere con maggiore consapevolezza di fronte al piccolo schermo mobile. Da queste premesse nasce il progetto “#APROVADISOCIAL: quando l’animazione si fa educazione”, già condiviso da Fondazione oratori milanesi, che coinvolgerà gli animatori delle realtà oratoriali aderenti al Coordinamento oratori perugini. Tra i partner, Fondazione Carolina di Milano fondata da Paolo Picchio, padre di Carolina, prima vittima acclarata di cyberbullismo, che ha ideato il “manifesto in dieci punti” per la formazione degli animatori, Ufficio diocesano pastorale giovanile e Coordinamento oratori perugini.

Spiega il direttore del Coordinamento, don Riccardo Pascolini: “In Umbria è presente un bullismo soft e quest’iniziativa serve” per aiutare i nostri giovani a crescere “nella stima e nel rispetto dell’altro senza escludere nessuno. E’ un atteggiamento che manifesta difficoltà di relazioni sia da parte dei cosiddetti “bulli”, che vogliono legittimare la loro presunta superiorità attraverso scontri fisici o verbali su ragazzi più deboli, sia da parte delle “vittime” che per paura spesso sono costrette a subire le persecuzioni, emarginandosi dal gruppo sempre di più”.

«Non siamo chiamati a dividere i ragazzi in buoni e cattivi – sottolinea il responsabile del Coordinamento Oratori –, ma a far crescere ogni ragazzo nel rispetto, nella stima dell’altro e cercando di vivere la fraternità senza esclusione di nessun tipo».

Il “manifesto”, che sarà diffuso in occasione dell’avvio delle attività dei “Gr.Est.”, da lunedì 11 giugno, sintetizza in dieci hashtag il valore di parole, rispetto e responsabilità nell’utilizzo dei social network e vuole essere un primo punto di riferimento per sostenere nei più giovani un percorso di consapevolezza e valorizzazione della propria persona.

Tra i dieci punti di questo “manifesto” quelli che ricordano all’animatore che “Internet rappresenta un oceano di opportunità, nel bene e nel male. Quello che posti oggi resterà in qualche piega del Web per sempre… Prima di postare fermati, rifletti. Fai pensare i tuoi ragazzi e anche i bambini. Aiutali a scegliere”. Significativo il sesto punto che richiama alla “responsabilità” e alla “consapevolezza”, che “sono le armi dell’eroe del Web: per aiutare gli altri e non rimanere in trappola”. Mentre il nono punto spiega cosa è “il sexting, un fenomeno sommerso”, esortando l’animatore a vigilare e a osservare. “Se senti di qualcuno che lo pratica – recita il nono punto –, approfittane per spiegare che nuoce all’equilibrio dei ragazzi – non è sano – se posti immagini personali non autorizzate puoi commettere un reato”. Infine il decimo punto, non meno incisivo, invita l’animatore a trovare “il tempo per costruire relazioni e lasciare il tuo cellulare in deposito. Dai l’esempio. Senza si può vivere”.

PERUGIA. LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI

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«Gesù non è una presenza lontana, che abita i cieli, è una presenza concreta, un pellegrino, un corpo che affianca i nostri passi e resta con noi, ogni volta che nella nostra vita si fa sera. Quel Corpo è presente nell’Eucaristia. Per questo noi oggi ci fermiamo a contemplare l’ostia consacrata». Lo ha evidenziato, all’inizio dell’omelia della solennità del Corpus Domini, domenica 3 giugno, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in una gremita cattedrale di San Lorenzo di Perugia. Solennità che nel capoluogo umbro è culminata con la storica processione del Santissimo Sacramento (risale al secolo XIV), che ha percorso le piazze e le vie principali del centro della città, dalla cattedrale alla basilica di San Domenico, sostando in preghiera davanti alle sedi delle Istituzioni civili. La processione ha visto la partecipazione di numerosi parroci, religiosi e religiose, diaconi, seminaristi, membri di diverse confraternite e associazioni ecclesiali, degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro e di alcune migliaia di fedeli. Le preghiere sono state accompagnate dalle musiche intonate dalle Filarmoniche di Pretola e Mugnano.

Il cardinale Bassetti, che ha ringraziato quanti si sono adoperati, come ogni anno, per l’organizzazione della processione del Corpus Domini, una delle più antiche e sentite dai perugini, ha parlato, nell’omelia, del Corpo di Cristo, di «quell’ostia» in cui «è presente Gesù trasfigurato, crocifisso e risorto; un corpo che ci accompagna nelle diverse stagioni della nostra vita, fino da quando, con emozione, lo abbiamo ricevuto la prima volta. Oggi, tutti noi, vogliamo ricordare questo nostro incontro, il più bello e il più significativo con Gesù Eucaristia». Rivolgendosi ai numerosi fanciulli presenti, il cardinale ha detto: «Cari bambini, il giorno della Prima Comunione ricordatelo sempre».

«Il Corpo di Cristo – ha proseguito – ci rimanda ad un altro corpo: quello dei poveri, dei deboli, dei malati. Anche in essi c’è la carne di Cristo».

«Le parole di Gesù – ha sottolineato il presule – ci orientano ad amare le fragilità di ogni creatura. Ad esempio quel vecchio che non può alzarsi, che non chiede nemmeno più, che non ha nessuno con cui parlare; quel malato, vicino di casa, che non visito mai; quel povero a cui non mi degno di dare pochi spiccioli. Dio conosce ogni creatura… Dio sa le tragedie di tante persone violentate, uccise e finite nel nulla. Dio conosce i nomi di tutti gli esclusi, gli abbandonati, delle decine di migliaia di bambini uccisi in Siria e dei profughi o dei migranti finiti in fondo al mare. Sono tutti suoi figli e suoi fratelli e con il suo amore li riscalda, li accoglie, li protegge, li ascolta, li accarezza. Non dimentichiamoci mai, e lo dico alla sua presenza, che la debolezza dei fratelli è quella stessa di Cristo».

«Celebriamo il mistero dell’Eucaristia, che è la nostra vera festa – ha ricordato il cardinale –. Dico con forza e l’ho già ripetuto in altre circostanze, per celebrare degnamente il sacramento dell’Eucaristia, torniamo a santificare la festa, la domenica, il giorno del Signore. Facciamo di tutto per partecipare alla celebrazione eucaristica e vivere il riposo, anch’esso dono di Dio. Sono molte le persone che devono lavorare di domenica… Auspichiamo che essa torni ad essere il giorno del Signore e dell’uomo. Il giorno in cui si è vicini alla propria famiglia che ha bisogno di affetto. La domenica sia il giorno degli affetti e del volontariato. Santificando la domenica, nel passato tante opere di carità e di misericordia si sono potute sviluppare».

Il cardinale Bassetti ha concluso l’omelia sottolineando che «Cristo si è rivestito delle apparenze del pane per farci capire che è Lui l’alimento, il principio interiore, rinnovatore della nostra povera esistenza terrena… Nutriamoci di Lui, se vogliamo vivere in pienezza la nostra esistenza cristiana. Nell’Eucaristia Dio si fa piccolo, si fa cibo, per essere in piena comunione con l’uomo, adattandosi a lui, penetrando nel suo stesso essere».

 

TERNI. PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI

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Celebrata giovedì sera a Terni la festività del Corpus Domini con la messa presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese e la processione eucaristica con il Santissimo Sacramento per le vie della città, dalla chiesa di San Francesco alla Cattedrale.
Un lungo corteo di sacerdoti, confraternite delle vari zone della diocesi con i loro stendardi, ministranti e rappresentanti delle parrocchie e delle associazioni, animato da preghiere e canti, ha toccato le vie del centro cittadino.
Un momento importante a fine anno pastorale, in cui al centro della celebrazione è l’Eucaristia, fonte e culmine della vita della chiesa, attraverso la quale si sperimenta la comunione tra le varie realtà della diocesi, nella corale preghiera per i deboli, i poveri, per chiunque ha bisogno di amore e di consolazione, vicino o lontano, è il segno tangibile di una condivisione e partecipazione alla vita cittadina e ai suoi problemi.

«La Chiesa diocesana radunata attorno all’Eucarestia, in questa festa, esprime la volontà di abbandonarsi alla volontà del Padre; è l’impegno rinnovato a spezzare il pane, l’amore, il sapere, l’esperienza sociale, la condivisione dei progetti con i fratelli – ha ricordato il vescovo nell’omelia durante la celebrazione nella chiesa di San Francesco -. Eccoci allora, Comunità dei discepoli, popolo santo fedele di Dio che cammina nella storia verso la terra promessa. Un cammino tra gli uomini in compagnia di Gesù, che continua oggi a stare con noi, prendendo su di sé le sofferenze, le gioie e le speranze di tutti gli uomini. Quelle degli uomini e delle donne della nostra Diocesi, delle nostre città, della nostra Nazione; in questo momento di crisi, di incertezza, di timori; in una città in dissesto finanziario, nel mezzo della competizione elettorale; in una nazione divisa che sembra aver perso gli antichi riferimenti ideali condivisi, necessari per affrontare le lotte per la giustizia, il benessere e la pacifica convivenza. Questo pane eucaristico ha alimentato gli uomini nei secoli della storia, donando senso, provvidenza e speranza a migliaia di generazioni di uomini e donne. Sembra che oggi questo pane sia rifiutato o disprezzato. Senza questo pane della vita il nostro cammino nella storia sarà sempre più incerto, saremo facilmente preda della ribellione, dell’idolatria, dell’orgoglio e dell’ingiustizia, della fame e della sete che nessuno può saziare».
L’invito del vescovo è stato per una preghiera corale perché il pane della Parola, della fede e dell’Eucarestia faccia superare ogni ostacolo diabolico e proseguire nell’amore, nella condivisione e nella fraternità, una preghiera per la pace nel mondo, per l’unità e la pace dell’Italia e per la rinascita della nostra città di Terni, per la santificazione di tutti noi.

La lunga processione silenziosa, interrotta solo da preghiere e canti, si è snodata lungo le vie del centro di Terni con una sosta davanti all’edicola della Madonna del popolo in piazza della Repubblica per la meditazione proposta dall’Azione Cattolica e letta dalla vicepresidente Rita Pileri. «La paura o la delusione qualche volta possono avere buoni motivi, ma sempre ingannano la vista. La paura rende ciechi. I discepoli di Emmaus avevano tanta paura e tanta delusione nel cuore da non riconoscere più quel Gesù con cui tante volte avevano cenato e che quella sera era a tavola con loro. È per colpa della paura e della delusione che oggi crediamo che la sicurezza di una città dipenda da mura alte possenti. Per capire da cosa viene la sicurezza e la forza di una città non possiamo affidarci alla paura ed alla delusione, dobbiamo provare a capire cosa c’è al cuore di una città. Non vi è la maledizione, ma la benedizione; non vi è il male ed il delitto, ma l’amore e la misericordia. Dio consente e dona la città perché gli uomini e le donne camminino nella libertà verso la vita; perché la varietà fiorisca e con essa si possa sperimentare il piacere, e non solo il bisogno, della relazione; perché agli uomini ed alle donne sia donata altro tempo per poter ricominciare».

La processione si è conclusa nella cattedrale di Terni con l’adorazione eucaristica e la benedizione solenne con il Santissimo Sacramento.

LA MEDITAZIONE INTEGRALE

L’OMELIA DEL VESCOVO

CITTA’ DI CASTELLO. DONATA AL PAPA COPIA DELLA “VOCAZIONE DI SAN MATTEO”

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Da oggi, Papa Francesco potrà contemplare a Santa Marta il suo quadro preferito: la “Vocazione di San Matteo” di Caravaggio. Durante l’udienza di ieri, infatti, è stata donata a Francesco una copia della tela di Michelangelo Merisi, attualmente nella chiesa di San Luigi dei Francesi, tappa obbligata per Bergoglio fin da quando da cardinale soggiornava a Roma. Il quadro, ammirato ogni anno da milioni di turisti nella Capitale, racchiude anche il significato del motto scelto dal Papa per il suo pontificato: “Miserando atque eligendo”.  La copia del quadro che verrà esposta a Casa Santa Marta è stata dipinta dalla Bottega Tifernate di Città di Castello e donata al Papa da Stefano Lazzari, fondatore della Bottega Tifernate, insieme ad una delegazione di vertici Sky e Vatican Media.

L’occasione del quadro, realizzato su tela utilizzando le stesse tecniche e i colori ottenuti con gli stessi procedimenti seguiti dal Caravaggio, è stata la realizzazione del film d’arte “Caravaggio, l’anima e il sangue”, prodotto da Sky e Magnitudo Film in collaborazione con Vatican Media, che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica e che si aggiunge al filone dei film d’arte Sky dedicati ai grandi artisti italiani noti ed ammirati in tutto il mondo quali “Raffaello – il Principe delle Arti” e “Michelangelo -Infinito”, ad ottobre nei cinema, che vede la collaborazione sia di Vatican Media che dei Musei Vaticani. La Bottega Tifernate ha partecipato a entrambi i progetti, realizzando le copie dei dipinti per le scene di finzione.

“Un grande onore e una grande soddisfazione aver potuto donare al Pontefice questo straordinario dipinto, un capolavoro dell’arte di Caravaggio che sintetizza con forza e drammaticità il tema della misericordia e dell’universale chiamata di Cristo”, commenta Lazzari: “Un tema che è molto affine al messaggio che Papa Francesco propone alla Chiesa e al mondo”.

La Bottega Tifernate collabora già da molti anni con i Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi a Firenze, il Metropolitan Museum di New York e altri fra i principali Musei e Gallerie nel mondo. Ha brevettato una particolare tecnica, la “pictografia”, che consente di realizzare copie di antichi capolavori (affreschi, dipinti su legno e su tela) identiche all’originale, grazie anche al ricorso di pittura e finitura analoghe a quelle antiche.

TERNI. PRESENTAZIONE DEL LIBRO: “DIO TI AMA”

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Mercoledì 23 maggio al cenacolo San Marco di Terni è stato presentato il libro “Dio ti ama. Percorsi per il raccoglimento dell’anima” di Giovanni Di Schino, Edizioni Tau.

Il libro raccoglie un ciclo di meditazioni, ricco di profondi spunti di riflessione, per entrare nel raccoglimento dell’anima, per cercare risposta nell’amore incondizionato di Dio, fonte indispensabile della vita e della felicità dell’uomo.

Giovanni Di Schino, autore del libro, vive a Terni, è laureato in chimica ed ha lavorato a Terni negli stabilimenti industriali come esperto di sicurezza ambientale e del lavoro. Studioso di filosofia e teologia con riferimenti alla fisica quantistica e alle neuroscienze, è un laico che svolge attività di catechesi per adulti e di volontariato presso la mensa di San Valentino.

FOLIGNO. UN SUSSIDIO PER GLI EDUCATORI DEGLI ORATORI

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Un sussidio per gli oratori dal titolo “Il creato non può attendere”. A proporlo per il secondo anno consecutivo, attraverso l’equipe di formatori del Coordinamento oratori, è la diocesi di Foligno, in vista dell’inizio delle attività estive. Lo strumento di lavoro è rivolto agli educatori impegnati negli oratori e presenta alcuni passaggi dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì”. Al centro, il tema di come “vivere il creato”. “Questo sussidio vuole essere un supporto utile a vivere l’esperienza dell’oratorio come un viaggio attraverso gli elementi che compongono il nostro creato: acqua, terra, cielo, e uomo”, si legge in una nota. Il viaggio proposto permetterà ai ragazzi di trovare occasioni per riflettere sul rapporto con la natura e il profondo legame con l’uomo, che “è chiamato a essere suo custode e non dominatore”. I ragazzi faranno parte del “Jumpers team” e saranno impegnati per quattro settimane, tra giugno e luglio, nella “scoperta, nel salvataggio e nella costruzione del creato”. “Educatori, animatori e ragazzi, grazie a un ‘vascello’ (l’oratorio), potranno viaggiare in ogni parte della terra per poter intervenire in aiuto degli elementi importanti della custodia del creato attraverso esperienze diverse”.

CASCIA. FESTA DI SANTA RITA

 

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Cascia ha reso omaggio alla sua più illustre concittadina, Santa Rita, una delle Sante più amate e venerate nel mondo. Nonostante un tempo incerto e temperature tutt’altro che primaverili, moltissimi devoti hanno invaso il viale e il piazzale antistante il Santuario per assistere prima al passaggio del corteo storico sulla vita di Rita, poi della reliquia e della statua della Santa e infine per partecipare al solenne pontificale presieduto dal card. Angelo Amato prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

“Il messaggio di santa Rita da Cascia è molteplice. Come mamma, invita le coppie alla fedeltà e alla educazione cristiana dei figli; ai genitori raccomanda la coerenza nella fede e nella testimonianza; i giovani li esorta ad avere speranza nel futuro e a essere generosi nel perdono, superando la logica dell’odio e della violenza; agli ammalati annuncia il vangelo della fortezza e della serenità nel portare la croce quotidiana; alla consacrate raccomanda la fedeltà alla vocazione e la gioia della comunione; a tutti, ricorda la chiamata alla santità”. Lo ha affermato il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, nell’omelia che ha pronunciato a Cascia.

Il rito è stato concelebrato, alla presenza di moltissimi fedeli che hanno affollato il piazzale antistante il santuario, dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, dal segretario della Congregazione delle Cause dei santi, mons. Marcello Bartolucci, dal vescovo emerito di Orvieto-Todi, mons. Giovanni Scanavino, con altri sacerdoti. Presente una delegazione della città slovacca di Kosice quest’anno gemellata con Cascia nel nome di santa Rita e naturalmente le donne che hanno ricevuto il riconoscimento internazionale Santa Rita 2018. Le monache, custodi del corpo della santa, hanno assistito alla messa dal portone d’ingresso del monastero. Al termine della celebrazione, il card. Amato ha benedetto le rose e si è recato a rendere omaggio al corpo della santa. Nel pomeriggio, accompagnato da mons. Boccardo, ha poi fatto visita a Roccaporena, paese natale di santa Rita.

ORVIETO. SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI

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Come ogni anno in occasione della festività del Corpus Domini (Corpo del Signore, 2a domenica dopo la Pentecoste, 9a dopo Pasqua) Orvieto rivive la solennità della cerimonia, con la processione e la esposizione del Sacro Corporale, il lino macchiato del sangue del Salvatore durante la celebrazione della Santa Messa a Bolsena. Il corteo con la reliquia sfila per le suggestive vie del centro medievale di Orvieto, offrendo uno spettacolo incantevole e indimenticabile.

PROGRAMMA

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