PERUGIA. AL VIA LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE ALL'”INCONTRO SUI CONSUMI DOMESTICI”

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Le crescenti richieste di aiuto da parte di famiglie per pagare le utenze domestiche (bollette fornitura acqua, energia elettrica, gas, telefono) pervenute al Centro di Ascolto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, presso il “Villaggio della Carità”, ha indotto la stessa Caritas a riproporre un nuovo “Incontro sui consumi domestici”. Il primo, che si tenne nel 2015, fu molto partecipato con più di cento persone, al punto che gli organizzatori decisero di tenerlo in due sessioni.

Il secondo incontro è in programma lunedì 28 maggio, alle ore 17, presso la “Sala Don Giacomo Rossi” del “Villaggio della Carità” (via Montemalbe 1 – zona via Cortonese). L’incontro rientra tra le attività del servizio “Il Grillo parlante” (operativo il giovedì pomeriggio, dalle ore 15 alle 18, sempre presso il Centro di Ascolto diocesano), tra i cui obiettivi quelli dell’educazione al risparmio e contro lo spreco alimentare.

L’“Incontro sui consumi domestici” si avvale della collaborazione delle ACLI provinciali di Perugia e per partecipare occorre iscriversi (le iscrizioni sono aperte da venerdì 18 a lunedì mattina 28 maggio telefonando allo 075.5733666, dalle ore 9 alle 12.30), in modo da poter permettere una migliore organizzazione di questo corso rivolto a famiglie e a singoli.

A spiegare le finalità dell’iniziativa è l’assistente sociale del Centro di Ascolto diocesano Silvia Bagnarelli: «Si tratta di un incontro pensato nell’ottica dell’educazione al risparmio nel pagamento delle utenze domestiche proposto alle famiglie che si rivolgono al nostro Centro di Ascolto trovandosi in gravi difficoltà. Con l’aiuto di alcuni esperti delle ACLI – prosegue l’operatrice Caritas – spiegheremo ai partecipanti come leggere le bollette e fare le autoletture dei contatori delle loro utenze, perché sono tutti strumenti che permettono di fare un consumo più responsabile e consapevole dei beni di prima necessità quali l’acqua, l’energia elettrica, il gas, soprattutto quello per il riscaldamento, il telefono. Sono degli strumenti che a noi sembrano abbastanza semplici, ma non lo sono per tante altre persone».

Nel presentare quest’iniziativa, Silvia Bagnarelli si sofferma su un dato preoccupante: l’aumento delle richieste di aiuto per pagare le forniture domestiche «cresciuto di molto negli ultimi anni – commenta –. Basti pensare che a settimana, in media, si recano al nostro Centro di Ascolto 80 persone, un numero cresciuto del 50% dall’inizio della crisi». Inoltre, sottolinea l’assistente sociale, «rileviamo maggiori difficoltà delle persone a districarsi, in modo particolare, con i nuovi fornitori delle utenze con il rischio di doppie fatturazioni e altri problemi legati alla gestione della casa, come il pagamento del mutuo o dell’affitto quando uno o entrambi i coniugi hanno perso il lavoro. Un incremento di richieste di aiuto che riguarda sempre più famiglie italiane (circa il 40%)».

E’ atteso nel mese di giugno l’annuale Rapporto dell’Osservatorio povertà e inclusione sociale della Caritas di Perugia diretto dall’economista Pierluigi Grasselli, che fornirà uno studio approfondito con dati aggiornati raccolti dal Centro di Ascolto diocesano su questo fenomeno.

Per fronteggiare al meglio le richieste di aiuto che riguardano spesso nuovi e svariati aspetti del fenomeno povertà non solo materiale, dallo scorso 8 marzo la Caritas diocesana, tra i servizi del suo Centro di Ascolto, ha attivato quello denominato “Il Grillo parlante”. «Si tratta – spiega ancora Silvia Bagnarelli – di un progetto di educazione a ridurre gli sprechi, soprattutto alimentari, attraverso una loro gestione consapevole. E’ un servizio che racchiude attività che il nostro Centro di Ascolto fa già quotidianamente con le persone, dal lunedì al venerdì (ore 9-12.30), ma si è deciso di dedicare più tempo a loro il giovedì pomeriggio per fornire maggiori informazioni. Ad esempio sui sussidi ed aiuti economici da parte delle Istituzioni civili preposte in materia, sul rilascio di documenti, che spesso sono per non poche persone dei veri e propri scogli di natura burocratica, su come approntare un bilancio familiare, che non può prescindere dall’educazione al risparmio, oltre a sostenere chi è in difficoltà nella ricerca attiva di un lavoro e nella compilazione di curriculum vitae e di moduli delle domande scolastiche dei figli». Soprattutto, conclude l’operatrice Caritas, «è importante ascoltare le persone affinché comprendano che non sono lasciate sole ad affrontare gravi problemi quali una malattia o una morte improvvisa di un familiare, situazioni che spesso sconvolgono non poco la vita umana».

OTRICOLI. PRESENTAZIONE DEL VOLUME “OTRICOLI SANTA MARIA ASSUNTA COLLEGIATA INSIGNE”

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Lunedì 14 maggio 2018 nella Collegiata Santa Maria Assunta Comune di Otricoli si è svolta la presentazione del volume: “Otricoli Santa Maria Assunta collegiata insigne” di Maria Grazia Brarichetti.

Questa monografia dedicata alla chiesa collegiata di Santa Maria Assunta di Otricoli si articola in tre parti. La prima considera il monumento alla luce di documenti di recente riscoperta e sullo sfondo dei grandi eventi storici che ne hanno accompagnato l’esistenza. La seconda ha il carattere di una guida illustrata. La terza delinea un profilo iconografico dei santi protettori di Otricoli secondo quanto tramandato dai dipinti ancora esistenti all’interno della chiesa. Le tre parti sono a sé stanti, ma si completano a vicenda. Opportuni rimandi ne collegano gli aspetti complementari. La monografia è dotata inoltre di apparati conclusivi comprendenti un appendice documentaria, la bibliografia generale e l’indice dei nomi menzionati nel testo.

La chiesa vanta una storia più che millenaria. Nell’impianto a capanna articolato in tre navate, oggi inglobato negli ampliamenti rinascimentali e barocchi, mostra caratteri riferibili al IX secolo, ma ne è stata ipotizzata un’origine più antica. Come edificio di culto principale di un centro fortificato posto al confine tra Umbria e Lazio e sul tracciato della via consolare Flaminia, fu oggetto di particolare attenzione da parte dei pontefici romani, fin da età medievale. Il patrimonio artistico di cui è depositaria dimostra la continuità sistematica con la quale fu rinnovata e abbellita lungo tutto il corso della sua esistenza nell’osservanza delle funzioni liturgiche proprie di una collegiata. A renderne l’aspetto solenne e ricco di decoro concorsero, nel tempo, artisti di diversa formazione. Molto forti risultano comunque, dal punto di vista della cultura di riferimento, il legame con il territorio di appartenenza e l’influenza di Roma. Fonti documentarie di recente acquisizione hanno consentito di raccogliere nuove informazioni sulla vicenda moderna dell’edificio a partire dall’evento del Giubileo del 1500 e fino alla prima metà dell’Ottocento.

SPOLETO. PRESENTATO IL NUOVO PERCORSO MONUMENTALE DEL DUOMO

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Lunedì 14 maggio 2018, presso il Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile di Spoleto, è stato presentato il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto, che comprende la Cattedrale, il Museo Diocesano e la Basilica di Sant’Eufemia, con le inedite “visioni” dall’alto – interne ed esterne – della sommità dell’abside del Duomo e del campanile. Sono intervenuti l’arcivescovo Renato Boccardo, Marica Mercalli Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e Giuseppe Costa amministratore delegato di Civita-Opera.

Il nuovo progetto dell’Archidiocesi, con la collaborazione di Civita Opera, è definito “Arte dello Spirito – Spirito dell’Arte”: due concetti, una lettura più ampia, ma allo stesso tempo unitaria, dei monumenti della città, in cui la Cattedrale torna a essere non solo fulcro spirituale, ma anche artistico, da cui si diparte ogni altro itinerario.

Come ha rilevato mons. Renato Boccardo quella del Complesso Monumentale «è una lunga storia, una storia di fede, di arte e di cultura, una storia che si può leggere attraverso le pietre, ma è necessario anche andare aldilà di quello che si vede immediatamente e di trovare “dentro” tutto ciò che racconta; bisogna tendere non solo l’orecchio del corpo ma soprattutto quello del cuore. Tale disposizione d’animo – continua il Presule – permette al visitatore di guardare in alto; abbiamo bisogno nel nostro tempo, forse più che in altri, di non perdere la luce che illumina il cammino». L’Arcivescovo ha anche detto che «queste opere d’arte, le pietre, gli affreschi e le statue contenute nel Complesso sono prima di tutto prodotti della fede: i nostri antenati hanno voluto vedere plasticamente quanto professavano con le fede. Poi, raccontano anche una storia artistica-culturale che, attraverso questo percorso, vogliamo restituire agli spoletini e ai tanti turisti che vengono. L’obiettivo è suscitare nel cuore delle persone la nostalgia delle cose belle che può aiutare ad affrontare le sfide che la vita ci pone dinanzi. Il messaggio che lanciamo oggi è: valorizzare il patrimonio ma prima ancora il messaggio che esso contiene».

In questa prospettiva, due “visioni” straordinarie faranno parte dell’innovazione del percorso di luce. Per la prima volta il visitatore potrà ammirare dall’alto il ciclo di Filippo Lippi nell’abside e salire sulla vetta del campanile, dalla terra al cielo come espone l’iconografia degli affreschi del pittore fiorentino: dall’Annunciazione alla Natività, dalla Morte della Vergine all’Assunzione fino alla rappresentazione dell’Empireo. In particolare, nella vista in prossimità dell’abside, si può meglio osservare l’affresco del catino con l’Incoronazione della Vergine: Dio Padre e Maria risultano così figure imponenti e il visitatore riconosce da qui il popolo del Paradiso distinguendo le figure dei Profeti e delle eroine del mondo biblico.

Lo scopo è dunque quello di creare un percorso unitario fra i vari siti che si collegano alla Cattedrale in cui protagonista è la luce che accompagna il visitatore, anche con l’ausilio di una nuova videoguida multilingua, già all’esterno della chiesa, in un cono prospettico in discesa verso la facciata. La luce che genera altra luce si ritrova all’interno dell’ampia navata fino dunque alla visione del catino absidale e al raggiungimento della sommità del campanile.

D’altra parte la cattedrale custodisce vari capolavori, dalla facciata al Pavimento alle varie Cappelle percorrendo stili e scuole, dall’arte delle origini al Romanico, dal Rinascimento al Barocco fino al Neoclassicismo. Ma il Duomo non conserva soltanto monumenti, è anche luogo per eccellenza della spiritualità, con particolare riguardo alla Cappella delle Reliquie dove è custodita la preziosa lettera autografa di san Francesco d’Assisi a frate Leone. Al santo, che ebbe la sua conversione a Spoleto, è dedicato anche un ciclo di affreschi ancora inedito, con l’episodio del lupo di Gubbio, che potrà essere mostrato ai visitatori durante la salita alla vista dell’abside.

Il nuovo itinerario di visita del Complesso Monumentale si diparte dal fianco destro della chiesa, dalla Cappella degli Eroli, vescovi di Spoleto, dedicata all’Assunta con affreschi di Jacopo Siculo raffiguranti Profeti e scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Il visitatore sarà idealmente accolto dalla Madonna Assunta venerata dal vescovo Eroli. Madonna e vescovo accolgono il visitatore, oggi come un tempo. D’altra parte all’Assunta è intitolata la Cattedrale e la visita conduce agli affreschi di Filippo Lippi con questa tematica nell’abside, culmen del percorso estetico e religioso.

Nel fianco destro della Cattedrale sarà dunque predisposto il punto di accoglienza per l’ingresso alla Cattedrale e ai vari siti del Complesso, dove vi sarà anche la distribuzione dell’audioguida in varie lingue e una libreria con un’offerta editoriale attinente al Complesso.

Oltre alla visita della Cattedrale, sarà possibile proseguire il cammino al Museo Diocesano e alla Basilica di Sant’Eufemia, che potrà ospitare anche mostre temporanee di arte sacra antica e moderna. Il Museo, situato all’interno del palazzo Arcivescovile, è stato inaugurato alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso con lo scopo di conservare e di valorizzare il patrimonio storico-artistico del territorio dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Le opere sono disposte cronologicamente nelle sale di rappresentanza del palazzo, dette “appartamento del Cardinale”, che presentano affreschi eseguiti a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Alcuni capolavori permettono al visitatore di conoscere scuole artistiche locali e “forestiere”, dell’arte delle origini al Rinascimento fino al Barocco. Maestri spoletini, fiorentini, romani, dall’autore della Croce azzurra al Maestro di San Felice di Giano, da Neri di Bicci a Filippino Lippi, da Domenico Beccafumi al Cavalier d’Arpino fino Gian Lorenzo Bernini.

La chiesa di Sant’Eufemia, uno dei più notevoli edifici romanici dell’Umbria, si inserisce e impreziosisce il percorso del Museo Diocesano. Restano incerte le origini di questa chiesa: secondo l’ipotesi più accreditata, essa sorge sull’area che un tempo era occupata dal palatium quando Spoleto fu sotto il dominio dei Longobardi che elessero la città a sede ducale. La basilica risulterebbe dunque come l’evoluzione della cappella palatina dei duchi longobardi dedicata alla stessa Sant’Eufemia.

In questa prospettiva, il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto diverrà il luogo principe della spiritualità e dell’offerta culturale della città, al fine di promuovere la bellezza divina e terrena, l’unicità di questo sacro luogo, il racconto della città, attraverso un’esperienza consapevole da parte del visitatore.

La Soprintendente Marica Mercalli ha parlato dell’importanza dei musei diocesani (268 in Italia e 7 in Umbria) definiti «dei preziosi presidi di quei territori che, per vari motivi, non possono conservare le opere d’arte nelle loro chiese. Pensiamo ad esempio – ha detto – al Cristo che era nella chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia. Era conservato nel museo diocesano di Spoleto e si è così salvato dal crollo che la chiesa ha subito a causa del terremoto del 26-30 ottobre 2016. Nello specifico – ha concluso la Mercalli – questo museo diocesano di Spoleto può diventare luogo di ricovero per le opere ferite dal sisma e che si stanno restaurando, magari organizzando delle mostre temporanee che mostrino le vari fasi del recupero)».

Giuseppe Costa ha affermato che «Civita-Opera offre servizi per la valorizzazione dei beni culturali e per creare nuovi posti di lavoro (si contano 1000 dipendenti, a Spoleto sono stati assunti quattro giovani)».

TERNI. FESTA SANTA RITA

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La festa di Santa Rita da Cascia sarà celebrata anche a Terni nella chiesa di San Pietro, che custodisce l’immagine della Santa umbra venerata da tantissimi fedeli in città.
Il 19, 20 e 21 si terrà il triduo di Santa Rita alle ore 17 con la recita del Santo Rosario e a seguire i Vespri solenni, alle ore 18 la Santa Messa.
Martedì 22 maggio, festa di Santa Rita, saranno celebrate le lodi alle 7 e le sante messe alle ore 7.30 – 8.30 – 9.30 – 11.00. Alle ore 12 ci sarà la supplica alla Santa. Alle 18 ci sarà la solenne concelebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Giovanni Scanavino, vescovo agostiniano.
Nel giorno della festa di Santa Rita, come tradizione, verranno distribuite le rose e benedette in chiesa al termine di ogni celebrazione.

Durante il Triduo e la Festa si ricevono le iscrizioni alla Pia Unione di Santa Rita; ogni 22 del mese, verrà celebrata una S. Messa per gli iscritti e per i loro cari, vivi e defunti. Il giorno della Festa la chiesa resterà chiusa dalle 13.00 alle 15.00, per motivi organizzativi. Nello stesso orario è sospesa la distribuzione delle rose.

La parrocchia S. Pietro organizza un pellegrinaggio a Cascia sabato 23 giugno. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi all’Ufficio Parrocchiale (tel. 0744 406154), ogni mattina dalle 9.00 alle 12.00, oppure ogni sera al termine della S. Messa delle ore 18.00.

PERUGIA. NUOVO CENTRO DI ASCOLTO CARITAS

 

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E’ stata una festa di popolo l’inaugurazione del Centro di Ascolto Caritas (CdAC), realizzato nei locali del seicentesco Santuario della Madonna della Carraia, tenutasi nel pomeriggio del 13 maggio alla presenza del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, dei sindaci di Castiglione del Lago Sergio Batino e di Magione Giacomo Chiodini, del direttore della Caritas diocesana diacono Giancarlo Pecetti e del parroco moderatore della 32a Unità pastorale don Leonardo Romizi.

«Quest’opera segno va ad aggiungersi ad altre – ha ricordato il parroco –, attivata grazie ai contributi della Caritas diocesana, del Fondo comune diocesano e delle nostre sette parrocchie che compongono la 32a Unità pastorale». Il nuovo CdAC si compone di due grandi ambienti (sala d’accoglienza e magazzino viveri) e da tre stanze più piccole, per un totale di circa 120 mq.

L’incontro inaugurale è stato dedicato al tema “Ogni uomo è mio fratello”, e questo non vuole essere solo uno slogan – ha commentato don Leonardo Romizi –, ma un programma di vita. Le nostre realtà hanno buona tradizione di attenzione agli altri, sia nelle Caritas parrocchiali, sia nelle esperienze missionarie in Amazzonia e Perù, sia per la presenza dell’opera segno “Il Casolare” che è espressione tipica dell’accoglienza e dell’amore agli altri».

Il direttore della Caritas diocesana diacono Pecetti ha sottolineato l’importanza di questa nuova opera segno, partendo da tre dati che descrivono la situazione della povertà in Italia. Il numero di persone che si trovano in povertà assoluta, giunto a 4,5 milioni (equivalente a circa una persona ogni 12 che incontriamo per strada). L’aumento delle persone senza fissa dimora, che nel 2014 erano poco più di 50.724, con un incremento del 6% rispetto al 2011. Il fenomeno dei padri separati. Ricordando le strutture di accoglienza Caritas già attive, il direttore ha evidenziato come «non ci possiamo accontentare dell’esistente. È necessario aprire sempre nuove strade perché il Vangelo incarnato raggiunga l’altro, realizzando la vocazione missionaria della Chiesa». In questo senso ha ricordato altri progetti realizzati negli ultimi anni: i quattro “Empori della Solidarietà” e “Sosteniamo il lavoro” (un progetto che ha permesso l’inserimento in aziende di 21 giovani e 4 adulti). «Tutto ciò – ha detto il diacono Pecetti – con il desiderio di non essere una organizzazione assistenziale, ma di avere uno sguardo di Cristo sull’uomo».

«Facciamoci un esame di coscienza: non diamo soltanto qualcosa dei nostri beni, diamo qualcosa di noi stessi, diamo il nostro tempo nell’amare e nel servire gli altri». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo, il pomeriggio del 13 maggio, all’inaugurazione del Centro di Ascolto Caritas (CdAC) nel seicentesco Santuario della Madonna della Carraia, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose locali e di numerosi fedeli delle comunità parrocchiali di Sanfatucchio, Panicarola, Macchie, Paciano, Vaiano, Villastrada e Sant’Arcangelo del Lago, costituenti la 32a Unità pastorale dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve che insiste su tre comuni dell’area del Trasimeno, Castiglione del Lago, Paciano e Magione. Questo nuovo CdAC è stato attivato per sostenere circa 50 famiglie in difficoltà grazie anche all’aiuto di una ventina di volontari. Il cardinale Bassetti si è soffermato proprio sull’importanza del volontariato, esortando tutti i cristiani ad essere dei buoni samaritani,perché, come ha sottolineato, «alla fine della vita Dio non ci chiederà altro che questo: “Ti sei chinato sugli altri? Ti sei interessato degli altri?” Questa domanda mi fa tremare quando ci penso, ma mi aiuta anche a vivere, perché il Signore non vuole essere uno spauracchio, ma Colui che ci stimola e ci invita ad amare».

Il presule ha esordito sottolineando l’importanza di una conversione pastorale e spirituale nella Chiesa che metta al centro la «pedagogia della carità». Si è detto «felice di vedere un’assemblea così numerosa», perché «questo è il segno che il concetto di carità sta entrando nella Chiesa. Sempre nella Chiesa si è vissuta la dimensione della carità: a Torino, ad esempio, vi sono i santi del sociale e della carità, Don Bosco, Cafasso, Cottolengo. A Firenze abbiamo avuto don Facibene, che tra gli orfani della prima e seconda guerra mondiale aveva accolto più di 1200 bambini, e lo chiamavano “il padre” in tutta la Toscana. Da sempre abbiamo questi “eroi della carità”, ma quello che mancava era una vera e propria pedagogia della carità. Anche nella mia generazione, ad esempio, si cercava un approfondimento della fede e della speranza, ma una pedagogia della carità nella Chiesa non esisteva. C’è voluto un uomo della grandezza di Paolo VI e la spinta di tutto il Concilio Vaticano II per intuire questa necessità».

«Dobbiamo ringraziare lo Spirito del Concilio – ha commentato Bassetti – se oggi si riflette sempre più su questo argomento: una carità organizzata, strutturata che sappia affrontare le necessità odierne, come, ad esempio, il problema di trovare alloggi per i padri separati. Conosco dei piccoli imprenditori che sono caduti in povertà perché non sono in grado di sostenere l’onere del mantenimento di una famiglia che si è scissa e qualcuno dorme nelle roulotte. Grazie a Dio, se noi possiamo parlare di questi problemi, è perché anche nell’ambito della Chiesa è cambiata mentalità: sta prendendo piede la pedagogia della carità, la pedagogia del samaritano».

Al riguardo il cardinale ha richiamato «in maniera forte il dovere della comunità cristiana di crescere in questa pedagogia della carità. Sento ancora confessioni troppo individualistiche – ha detto –, come se il cristianesimo fosse un fatto “tra me e Dio”. Non ci confessiamo su quelle che sono le nostre mancanze di carità nei confronti del prossimo, ma essere cristiani significa far parte di un unico corpo, alimentato da un’unica linfa, che è lo Spirito Santo, lo Spirito dell’amore».

Il presidente della Cei ha anche ricordato quanto da lui detto ad un recente incontro sull’amministrazione dei beni materiali della Chiesa italiana dove, «seguendo l’esempio dei miei predecessori – ha detto –, ho esortato i presenti a favorire al massimo la carità, perché è il fine della vita cristiana. Se ci sono 3 lire in più da spendere devono andare per la carità, non per le opere di culto o per il restauro dei monumenti. Prima la carità, prima il terzo mondo. Stiamo finanziando con circa 90 milioni di euro progetti per i Paesi più poveri della terra».

Il Santuario della Madonna di Carraia, costruito nella seconda metà XVII secolo, diventa oggi un luogo di Carità. Significativa la struttura muraria della chiesa a croce greca in stile neoclassico, le cui linee architettoniche sono ispirate a quelle del Bramante. Annessa al Santuario è la grande casa del cappellano, al cui interno vivevano fino a 11 sacerdoti ed era presente anche un appartamento riservato – fino alla seconda metà del XIX secolo – al vescovo diocesano, in occasione delle sue Visite pastorali alla vicina parrocchia di Panicarola. Il complesso è stato sottoposto a lavori di restaurazione già nel 1991, lavori che sono stati poi completati nell’ultimo anno grazie anche al contributo della Caritas diocesana e al Fondo comune dell’Archidiocesi, proprio per ospitare il nuovo CdAC. Quest’ultimo è composto da due grandi ambienti (sala d’accoglienza e magazzino viveri) e da tre stanze più piccole, per un totale di circa 120 mq, al primo piano della ex casa canonica.

COLLEVALENZA. GIORNATA REGIONALE DELLA VITA CONSACRATA

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Sabato 26 maggio 2018 a Collevalenza si terrà la giornata regionale della Vita Consacrata alla quale sono invitati tutti i Religiosi e Religiose dell’Umbria. Una giornata di riflessione sul tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dal tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, prevista per il mese di ottobre 2018. L’incontro si svolgerà con il seguente programma:

  • Ore 8.30: Arrivo;
  • Ore 9.00: Ora media nell’Auditorium. Presiede S.E.Mons. RENATO BOCCARDO, presidente Ceu;  Introduzione di S.E. Mons. DOMENICO CANCAN, delegato Ceu;
  • Ore 9.30 -11.30: Relazione di don ANDREA LONARDO, presbitero di Roma sul tema: “I giovani, la fede, discernimento e accompagnamento vocazionale”; Interventi;
  • Ore 12.00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. RENATO BOCCARDO;
  • Ore 13.00: Pranzo.

È un’altra occasione per rafforzare la profonda comunione delle consacrate e dei consacrati alle Chiese che sono in Umbria e alla Chiesa Universale.

CONCORSO INTERNAZIONALE “#giveTRUTHvisibility”

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Un concorso per la realizzazione di poster e video rivolto a comunicatori, grafici e video maker di tutto il mondo sul tema della 52ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali “La verità vi farà liberi: Fake news e giornalismo di pace”. A lanciare “#giveTRUTHvisibility”, “raccogliendo la sfida di un argomento così caldo e attuale”, sono Signis (Associazione mondiale cattolica per la comunicazione) e la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. I partecipanti possono inviare i loro video o manifesti sul tema del messaggio. Per i vincitori è previsto un premio in denaro.

“Incoraggiamo talenti da tutto il mondo ad affrontare questo tema così importante e a far conoscere il proprio lavoro attraverso la nostra rete mondiale di media cattolici”, dichiara Helen Osman, presidente di Signis. Nataša Govekar, direttore del dipartimento teologico-pastorale del Segretariato per la Comunicazione del Vaticano e collegamento ufficiale con Signis, spiega che la nuova iniziativa mira ad incoraggiare un dialogo internazionale sul tema delle “fake news”. “Speriamo che questo concorso – afferma – spinga e motivi soprattutto i giovani a contribuire in modo creativo al tema delle fake news e verso un giornalismo di pace”.

La richiesta di partecipazione deve essere completata e inviata entro il 30 settembre 2018. I poster e i video saranno diffusi in tutto il mondo attraverso i membri di Signis, presenti in 90 nazioni. Dettagli per l’iscrizione al concorso e sul copyright sono reperibili sulla pagina Facebook www.facebook.com/signiscompetitions/.

TERNI. VERSO UN PARCO CULTURALE ECCLESIALE NELLA VICARIA TERNI4

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Il nostro territorio è visitabile? E’ l’interrogativo che si sono poste le sei parrocchie che fanno parte della Forania 4 con il vicario foraneo don Luca Andreani e comprendente: Santa Maria dell’Oro, Santa Maria del Rivo, San Matteo in Campitelli, San Giovanni Bosco a Campomaggiore, Nostra Signora di Fatima a Gabelletta e la parrocchia di Sangemini. L’intento è quello di approfondire gli aspetti legati al territorio, legati alla spiritualità, turismo, cultura, sport, natura, paesaggio, cammini e agricoltura, in un’ottica di valorizzazione del territorio anche da un punto di vista culturale ed economico.

Un primo appuntamento di riflessione condivisa è in programma domenica 13 maggio alle ore 17 nell’oratorio della parrocchia di Santa Maria del Rivo con la tavola rotonda aperta alla comunità e la cittadinanza per proporre, idee e proposte progettuali, in modo da poter al meglio definire un progetto si sviluppo dell’area pedemontana di Terni.

Nel corso della tavola rotonda saranno poi costituiti dei laboratori tematici: Arte, Cultura, e Religione, Sport Natura e Ambiente, Sapere e Sapori pedemontani, Cammini religiosi, etc. per la raccolta delle proposte della cittadinanza, per poi essere successivamente messe a partecipazione condivisa attraverso un nuovo incontro che si terrà il 17 giugno.

L’idea di fondo potrebbe essere quella di sfociare, se condiviso, in tempi abbastanza brevi alla costituzione di un parco culturale ecclesiale, inteso come il progetto che promuove, recupera e valorizza il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, recettivo di un territorio, azione particolarmente importante per una fruizione turistica, promozionale e pastorale e per una vacanza di qualità.

L’iniziativa rientra nell’ambito della preparazione alla visita pastorale del vescovo Piemontese, che dal 20 settembre incontrerà le comunità della vicaria Terni 4 a partire dalla parrocchia di Santa Maria del Rivo.

PERUGIA. LA MOSTRA “800 ANNI DI PRESENZA FRANCESCANA IN TERRA SANTA”

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“Non è una mostra, è un angolo di Terra Santa a Perugia, perché ci sono immagini, oggetti, libri, video, musiche, conferenze, persone…, che parlano dei luoghi dove è nato Gesù”. Così il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Gilulietti, ha presentato alla stampa la mostra documentaria “800 anni di presenza francescana in Terra Santa”, fruibile nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Oberdan 54 di Perugia, da oggi, mercoledì 9 (giorno dell’inaugurazione ufficiale, alle ore 18), al 23 maggio, promossa dall’associazione “Santo Sepolcro di Foligno onlus”, con il patrocinio dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

“Chi visiterà quest’esposizione – ha proseguito mons. Giulietti – si immergerà nella Terra Santa per alcuni motivi. Innanzitutto la Terra Santa è la terra del Signore e per noi cristiani e per la cultura occidentale in generale è il luogo di riferimento senza il quale non si comprende la Scrittura e quindi non si comprendono le radici della nostra civiltà. Per cui la Terra Santa per credenti e non credenti è qualcosa che non si può non conoscere. Visitare quest’esposizione significa accrescere la propria conoscenza di questo lembo di terra così importante per la storia dell’umanità e per tutte le grandi religioni”.

Padre Giuseppe Battistelli, commissario di Terra Santa per l’Umbria e presidente dell’associazione “Santo Sepolcro Foligno onlus”, ha illustrato la mostra documentaria e le sue principali finalità. Innanzitutto, ha precisato padre Battistelli, “sottolineare gli 800 anni di presenza dei frati minori in Terra Santa, far conoscere in maniera approfondita questa Terra Santa, ma martoriata, promuovere i pellegrinaggi e raccogliere fondi a sostegno delle nostre comunità cristiane che vivono a dir poco una situazione drammatica. In maniera particolare, sosteniamo i bambini bisognosi di Gerico, che è un progetto del Commissariato di Terra Santa per l’Umbria”.

Con questa mostra si vuole indicare cosa fanno i Francescani minori, ad iniziare dalla costruzione e gestione di scuole, come quella di Gerico, ospedali e orfanotrofi, dove vengono accolti tanti minori senza distinzione di fede e nazionalità.

La mostra ha lo scopo di sostenere, attraverso il Commissariato di Terra Santa per l’Umbria, i bambini bisognosi di Gerico, della scuola “Terra Sancta School” e di altre precarie realtà. Visite guidate su prenotazione sono riservate a parrocchie, gruppi e classi di scuole secondarie di 2° grado. È possibile richiederle prenotandosi all’indirizzo email: associazione@santosepolcrofolignoonlus.it. Gli orari sono i seguenti: giorni feriali: 10-13/15-20 – venerdì, sabato e domenica: 10-20.

Durante il periodo dell’esposizione si terranno diversi incontri socio-culturali e musicali con la finalità di favorire la conoscenza della Terra Santa e delle opere che i Frati Minori della Custodia hanno realizzato in otto secoli in Medio Oriente. Di seguito il calendario di eventi e concerti nei giorni della mostra (tutti alle ore 18), presso l’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia in via Oberdan 54.

  • Giovedì 10 maggio – Presentazione del documentario “Il Santo Sepolcro di Gerusalemme”
  • Venerdì 11 maggio – 800 anni della presenza francescana in Terra Santa – prof. Andrea Maiarelli
  • Sabato 12 maggio – Le condizioni dei cristiani in Terra Santa e nel vicino Oriente – padre Giuseppe Battistelli
  • Domenica 13 maggio – Concerto di Note leggere dell’Italia romantica (Luciano Tristaino, flautista – Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena)
  • Lunedì 14 maggio – Presentazione del documentario “Dio parla e fa alleanza con il suo popolo”
  • Martedì 15 maggio – Pellegrinaggi a piedi in Terra Santa – mons. Paolo Giulietti
  • Mercoledì 16 maggio – Presentazione del documentario “Il Santo Sepolcro di Gerusalemme”
  • Giovedì 17 maggio – Concerto di Lauda Medioevale. Misticismo e poesia (Laura Toppetti, soprano – Istituto Diocesano di Musica Sacra di Firenze)
  • Venerdì 18 maggio – Dalla Terra Santa a Perugia: il messale miniato di San Giovanni d’ Acri – prof. Mirko Santanicchia
  • Sabato 19 maggio – Ordini Militari e Ospitalieri in Terra Santa – prof. Paolo Caucci Von Saucken
  • Domenica 20 maggio – Giovani archi in concerto (Scuola di Musica del Trasimeno)
  • Lunedì 21 maggio – Presentazione del documentario “Dio parla e fa alleanza con il suo popolo“
  • Martedì 22 maggio – Il Beato Egidio, terzo compagno di san Francesco. Iconografia e culto – prof.ssa Maria Rita Silvestrelli
  • Mercoledì 23 maggio – Shalom Yerushalayim. Canti ebraici (Serena Gianoni, soprano; Patrizia Vescovi, pianoforte; Susanna Casella, chitarra).

PERUGIA. QUATTRO INCONTRI SUL TEMA DELLA “SANTITA'”

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Fino al 28 maggio il Centro ecumenico “San Martino” di Perugia, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, promuove un ciclo di quattro incontri (in calendario il 7, 14, 21 e 28 maggio, ore 18), presso la sua sede (via del Verzaro 23), dedicato al tema della “Santità”.

«Prendendo spunto dalla nuova esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et Exsultate” – spiega Annarita Caponera, presidente del “San Martino” –, il Centro ecumenico propone un discorso sulla chiamata alla santità universale che è incompatibile con l’individualismo, il dogmatismo e il settarismo. Questo è il cuore dell’esortazione, il più importante testo del Magistero della Chiesa cattolica sulla santità dai tempi di Lumen Gentium, la Costituzione sulla Chiesa del Concilio Vaticano II».

Per questo motivo lo scorso aprile il Centro “San Martino” ha dedicato due incontri di presentazione della “Gaudete et Exsultate” a cura della sua presidente, la prof.ssa Caponera, docente di ecumenismo e dialogo interreligioso presso l’Istituto Teologico di Assisi (ITA). I due incontri sono stati anche ripresi e pubblicati sul canale youtube del Centro ecumenico (scaricabili dai seguenti link https://youtu.be/ljedIP3HNWM, https://youtu.be/l-QDsORKqwY ) e hanno visto centinaia di visualizzazioni data l’attualità del tema.

Nel mese di maggio verrà pertanto proposto, a conclusione della presentazione dell’esortazione apostolica di papa Francesco, un incontro (il primo di questo ciclo) dal titolo La roadmap della santità, in cui si evidenzieranno le caratteristiche della santità nel mondo contemporaneo, in programma lunedì prossimo. Seguiranno gli altri tre in cui saranno coinvolti come relatori il reverendo Petru Heisu, nuovo parroco della comunità ortodossa romena di Perugia, che tratterà della santità nell’ortodossia (lunedì 14), il prof. Marco Pucciarini, docente di Storia delle religioni all’ITA, che relazionerà sul mondo interreligioso in particolare le religioni orientali con un discorso su “Santità e santoni nelle religioni orientali” (lunedì 21), e don Mauro Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, che, nell’ambito della conoscenza sull’Islam del Corano, affronterà il tema dal titolo: “Oggetto e centro della ‘rivelazione’ islamica” (28 maggio).