ASSISI. INCONTRO NAZIONALE DI FORMAZIONE DEGLI ANIMATORI UNITALSI

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Saranno più di 300 i soci Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), provenienti da tutta Italia, che si ritroveranno da venerdì 12 a domenica 14 gennaio ad Assisi per l’incontro annuale di formazione spirituale dedicato ai volontari che quest’anno guideranno e accompagneranno tutti i partecipanti, gli ammalati, i fratelli e le sorelle disabili nei pellegrinaggi verso Lourdes, Terra Santa, Fatima e Pompei. L’appuntamento nella città della pace e del “Poverello” riveste un’importanza particolare in vista delle celebrazioni previste per il 160° anniversario delle apparizioni di Lourdes che si susseguiranno durante tutto l’anno.

L’incontro sarà inaugurato nel pomeriggio del 12 gennaio da don Sabino Troia, vice-assistente ecclesiastico regionale, e da padre Giuseppe Battistelli, commissario della Custodia di Terra Santa per l’Umbria, e concluso da una riflessione del presidente nazionale, Antonio Diella. Sabato sono previsti interventi, fra gli altri, di Emanuele Boero, direttore Unitalsi Lourdes, di don Carmine Arice, assistente ecclesiastico della sezione piemontese e padre generale del Cottolengo, della sociologa Alessandra Alò. Nel pomeriggio, padre Giulio Michelini, predicatore degli esercizi spirituali del Papa e della Curia Romana nella Quaresima 2017, affronterà il tema “Il pellegrinaggio nella Bibbia”. A conclusione della giornata la relazione di mons. Felice Di Molfetta, assistente ecclesiastico della sezione pugliese e vescovo emerito di Cerignola-Ascoli Satriano. Domenica mattina le conclusioni affidate a Diella e a don Troia e la messa alle 11 nella basilica di Santa Maria degli Angeli.

TERNI. MONS.PIEMONTESE:”ASSURDO MORIRE SUL POSTO DI LAVORO”

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“Il vescovo mons. Giuseppe Piemontese, insieme all’intera diocesi, è vicino alla famiglia Menichino, che piange la scomparsa del caro Gianluca”. Lo scrive in una nota la diocesi di Terni-Narni-Amelia, in merito alla morte del giovane operaio dell’Ast, vittima di un incidente sul lavoro in cui rimase coinvolto il 10 luglio scorso, presso il reparto a freddo Pix1.

“La morte prematura di un giovane lavoratore, mentre compie il suo dovere e a causa di esso, getta nella costernazione i suoi cari, gli amici e l’intera comunità civile”, si legge.

“Disperazione e rabbia possono solo aumentare la sofferenza”, continua la nota, che riporta anche un appello: “Invitiamo quanti hanno responsabilità ad adoperarsi perché si faccia quanto è umanamente possibile perché non si ripetano tali morti assurde. Inoltre tutti, in tale circostanza, riflettano sulla preziosità della vita e sul senso della morte”.

Infine, l’impegno nella preghiera. “Uniti nella preghiera affidiamo al Signore il caro Gianluca perché finalmente riposi in pace, e chiediamo che Gesù, Crocifisso e Risolto, insieme a Maria Addolorata, donino conforto e consolazione a tutti i familiari e a quanti piangono per questa morte”.

E’ ONLINE IL SITO DEDICATO ALL’ASCOLTO DEI GIOVANI

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E’ online il nuovo portale dedicato all’ascolto dei giovani, altra tappa verso il Sinodo di ottobre. Un progetto che vuole esplorare ambizioni, speranze e paure delle giovani generazioni. Non si tratta di un sondaggio, ma di uno strumento teso all’ascolto che vuole favorire un confronto di gruppo: a scuola, in università, nei gruppi parrocchiali e in quelli informali, laddove i giovani vivono.

Il Sinodo si svolgerà a ottobre, ma Papa Francesco ha espresso più volte la volontà di arrivare a questo grande incontro con i Vescovi avendo ‘ascoltato’ i giovani del mondo, tutti, anche quelli più lontani dalla Chiesa perché i sogni e il futuro non lasciano fuori nessuno.

È da questa spinta che nasce il progetto #velodicoio.

Alla fine, più che un ritratto, si vorrebbe che venissero fuori i pensieri, le aspirazioni, le opinioni anche critiche della fascia d’età 16-29.

Il progetto è suddiviso su 10 macro temi: RICERCA – FARE CASA – INCONTRI – COMPLESSITA’ – LEGAMI – CURA – GRATUITA’ – CREDIBILITA’ – DIREZIONE – PROGETTI

Per ogni tema, saranno disponibili delle domande a cui i giovani potranno rispondere liberamente, fermandosi o lasciando l’area di lavoro, qualora ritenessero di farlo e eventualmente ritornandoci in un secondo momento.

Inoltre, i temi potranno essere integrati da un video-testimonianza per ogni parola chiave con le risposte e le reazioni dei giovani stessi, i loro dubbi e le loro incertezze.

Le risposte sono riservate. Per accedere al progetto e rispondere alle domande basterà inserire poche informazioni di base che sono richieste esclusivamente per  disegnare più attentamente il ritratto di un’intera generazione.

TERNI. COMMEMORAZIONE DI GIUNIO TINARELLI E ACCOGLIENZA DELLE RELIQUIE DEI VEGGENTI DI FATIMA

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Il 14 gennaio 1956 Giunio Tinarelli moriva nel suo letto nel quale era immobilizzato da oltre vent’anni per una grave malattia. Aveva appena 44 anni e una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza. Per commemorarlo, l’Unitalsi e il Centro Volontari della Sofferenza, come ormai da diversi anni, promuovono nel sessantaduesimo anniversario della morte, dall’11 al 18 gennaio varie iniziative di riflessione, preghiera con l’accoglienza delle reliquie dei santi Francisco e Giacinta Marto i piccoli veggenti di Fatima canonizzati il 13 maggio 2017, che saranno portate in pellegrinaggio in vari luoghi di cura e case di riposo di Terni.

  • Giovedì 11 gennaio alle ore 10 le reliquie dei veggenti saranno nella Casa Circondariale di Terni. Alle ore 15.30 al centro geriatrico “Le Grazie”di Terni.
  • Venerdì 12 gennaio alle ore 10 visita al centro geriatrico di Collerolletta. Ore 17.30 Messa in Cattedrale e alle ore 18.30 concerto “I Giullari di Dio”.
  • Sabato 13 gennaio alle ore 10.30 le reliquie dei veggenti saranno all’Ospedale di Terni. Alle ore 15.30 incontro in piazza Europa e processione verso il Duomo dove alle 16.30 ci sarà il Rosario meditato e la Messa.
  • Domenica 14 gennaio alle ore 10 al Museo Diocesano ci sarà la commemorazione del venerabile Giunio Tinarelli e alle ore 12 la Messa presieduta da padre Mario Piatti della famiglia Cuore Immacolato di Maria di Fatima. Seguirà il pranzo presso la Mensa della Società Terni. Alle ore 16.30 in Cattedrale la Messa presieduta da mons. Giuseppe Piemontese
  • Lunedì 15 gennaio alle ore 8.30 Messa in Cattedrale e quindi il trasferimento nella parrocchia Nostra Signora di Fatima (Gabelletta)
  • Giovedì 18 gennaio alle ore 15.30 il trasferimento alla Cattedrale dì Narni

Giunio Tinarelli, che morì ad appena 44 anni di cui venti trascorsi nell’immobilità, è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza, di una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Una vocazione che ha segnato la vita del giovane operaio delle Acciaierie, sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio, fin quando la poliartrite anchilosante e spondilite non gli consentirono più alcun movimento, ma non impedirono al giovane Giunio di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes con il treno dei malati. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere, conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri.

GUBBIO. CELEBRAZIONE PER LA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

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La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera nel quale tutte le confessioni cristiane pregano insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso. Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il centenario. Dal 1968 il tema e i testi per la preghiera sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, per protestanti e ortodossi, e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per i cattolici.

PERCHÉ SI CELEBRA DAL 18 AL 25 GENNAIO?

La data tradizionale nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico. Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa.

QUANDO NASCE?

In realtà, la prima ipotesi di una preghiera per l’unità delle Chiese, antenata dell’odierna Settimana di preghiera, nasce in ambito protestante alla fine del XVIII secolo; e nella seconda metà dell’Ottocento comincia a diffondersi un’Unione di preghiera per l’unità sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth (1867) sia da papa Leone XIII (1894), che invita a inserirla nel contesto della festa di Pentecoste. Agli inizi del Novecento, poi, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scrive l’enciclica patriarcale e sinodale Lettera irenica (1902), in cui invita a pregare per l’unione dei credenti in Cristo. Sarà infine il reverendo Paul Wattson a proporre definitivamente la celebrazione dell’Ottavario che lo celebra per la prima volta a Graymoor (New York), dal 18 al 25 gennaio, auspicando che divenga pratica comune.

Nel 1926 Il movimento Fede e Costituzione dà avvio alla pubblicazione dei Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani (Suggestions for an Octave of Prayer for Christian Unity), mentre nel 1935 l’abate Paul Couturier, in Francia, promuove la Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani, basata sulla preghiera per «l’unità voluta da Cristo, con i mezzi voluti da lui». Nel 1958 Il Centre Oecuménique Unité Chrétienne di Lione (Francia) inizia la preparazione del materiale per la Settimana di preghiera in collaborazione con la commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

PIEDILUCO. FESTA DEL BUON GESÙ

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La parrocchia Santa Maria del Colle di Piediluco celebra la festa del Buon Gesù il 14 gennaio alle ore 11 con la messa solenne e a seguire il pranzo nei saloni parrocchiali. Alle ore 15 ci sarà la processione con il Crocifisso del Buon Gesù per le vie del paese, con la partecipazione della Banda di Sangemini.

In preparazione alla solennità del Buon Gesù ci sarà il triduo dall’11 al 13 gennaio alle ore 16.30 con la recita del Rosario e la messa e la preghiera al crocifisso del Buon Gesù.

Per tutto il periodo della festa, al termine di ogni appuntamento verranno distribuite le ciambelle benedette.

Il crocefisso ligneo del Buon Gesù custodito alla chiesa di San Francesco è legato alla tradizione che narra che in quella stessa data, in una notte della fine del XVI secolo, i cavalli che trasportarono il crocefisso da Monteluco di Spoleto a Leonessa, stanchi, si fermarono a Piediluco e non vollero più ripartire. Ciò fu interpretato dai piedilucani come il segno alla volontà del Buon Gesù di restare per sempre tra di loro.

Il 21 gennaio per la festa di Sant’Antonio abate dopo la messa delle ore 11 ci sarà la benedizione degli animali davanti alla Chiesa di S. Francesco.

PERUGIA. L’ARRIVO IN CATTEDRALE DEI RE MAGI

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“La famiglia è il cardine della società e della Chiesa. E come Chiesa siamo da sempre impegnati a sostenere e a difendere la famiglia, che ha la sua origine nel progetto di Dio, fin dall’inizio della storia della salvezza”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in occasione della sacra rappresentazione dell’arrivo dei Re Magi nella cattedrale di san Lorenzo, a Perugia, nel pomeriggio dell’Epifania. Quest’anno ad animarla sono stati i giovani dell’oratorio parrocchiale di Ospedalicchio.

“Vedo tutti gli anni nella nostra cattedrale, la sera dell’Epifania, una sacra rappresentazione dell’arrivo dei Magi, giunti da lontano per adorare Gesù, davvero originale, nuova e molto bella, mai ripetitiva”, ha affermato il cardinale. “Non è stata una commedia – ha proseguito – ma una recitazione bellissima descrivendo i fatti della vita con semplicità. Sembrava quasi di aver reso il nostro tempo contemporaneo al tempo di Gesù anche con espressioni caratteristiche dell’intercalare perugino. La spontaneità di Maria e Giuseppe nel descrivere la loro famiglia come le altre è stata importantissima, quasi un monito: se viene meno la Sacra Famiglia, modello per tutte le famiglie, crolla tutto”.

Poi, il ringraziamento ai protagonisti della rappresentazione e ai diversi attori e figuranti. “È stato bellissimo rendere il Vangelo con espressioni attuali, ma questo non ha tolto nulla alla sacralità di un presepe. Il vostro è stato un vero presepe raccontato nella vita di oggi”. Infine, dal card. Bassetti l’invito a “tenere vivo il Natale e continuare a tenere viva, anche tra i giovani, la fede”.

 

TERNI. FESTA DELLA BEFANA A CURA DELLA SAN VINCENZO

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Divertimento e regali per grandi e piccoli alla “Festa della Befana della San Vincenzo de’Paoli”, che ha riscosso grande successo e partecipazione. Nell’oratorio della parrocchia di San Matteo a Campitello di Terni, circa 300 ospiti di diverse nazionalità, famiglie, anziani, poveri, extracomunitari, assistiti dall’associazione caritativa, insieme ai benefattori e volontari, al gruppo di animazione Supermatti, hanno festeggiato insieme l’Epifania, con una ricca merenda per tutti, la lotteria, i regali alle famiglie, con l’arrivo della Befana a cavallo della scopa, che ha dispensato calze pieni di dolciumi e giochi a bambini festanti. La conclusione con l’estrazione della lotteria con premi in dolciumi e cesti alimentari.

E’ stata in particolare festeggiata la più anziana volontaria della San Vincenzo di Terni la signora Lucia Mastrini Belarducci della parrocchia di Sant’Antonio, che ha spento le 100 candeline il 26 dicembre scorso.

Alla festa hanno portato il loro saluto la nuova presidente della San Vincenzo de’Paoli diocesana Alessandra Rossi insieme ai nuovi membri del consiglio centrale dell’associazione.

Una tradizione d’inizio anno, che nello spirito dell’associazione di volontariato San Vincenzo de’ Paoli di Terni, rinnova una piacevole occasione di festa e d’incontro per molte famiglie, per ritrovarsi insieme in allegria, cercando di allontanare per un giorno i tanti problemi che vivono le famiglie assistite. Un’iniziativa di solidarietà della San Vincenzo de’ Paoli che si aggiunge al settimanale impegno costituito dalla distribuzione di generi di prima necessità ed aiuti finanziari. Una solidarietà attiva ed estesa che si alimenta di quell’amore che privilegia gli altri, perché i poveri, i deboli, i bisognosi siano amati e accolti.

«Sono momenti importanti di festa e di solidarietà – spiega Antonella Catanzani, coordinatrice Umbria e Lazio della San Vincenzo de Paoli – che cementano l’amicizia tra soci, benefattori e assistiti. Sono occasioni d’incontro per uscire dalla solitudine che spesso diventa il male peggiore per chi vive situazioni di povertà e disagio, e per trovare momenti di socializzazione e di evasione dal grigiore della quotidianità. Cercheremo, in futuro, di organizzare altri incontri proprio per non limitare il nostro impegno alla sola assistenza materiale per rinnovare la nostra specifica opera di che è di prossimità, condivisione e amicizia con chi è più bisognoso».

I DONI PORTATI DAI MAGI A GESU’

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Per nostra abitudine, il 6 gennaio, siamo soliti festeggiare la Befana, ma in realtà la festa è dedicata ai tre Re Magi: si celebra, infatti, l’Epifania! La leggenda della Befana, la vecchina che gira per il mondo sulla sua scopa per portare i regali ai bambini è una tradizione italiana, nata in tempi antichi. L’Epifania, descritta da Matteo nel suo Vangelo, ricorda l’evento dell’arrivo di tre saggi partiti dall’Oriente, che seguendo una cometa, arrivarono a Betlemme e ai quali Gesù Bambino rivelò la sua natura divina, oltre che umana. Oro, incenso e mirra sono i doni dei Magi al Bambino Gesù, sono tre doni dal significato simbolico.
L’oro è il metallo prezioso per eccellenza e rappresenta la “regalità” del Bambino nato.
L’incenso è un profumo che va bruciato, perché espanda la sua essenza ed è molto usato durante i riti religiosi. Simbolo di preghiera e venerazione verso Dio, ricorda la sua “divinità”.
La mirra è il derivato di una pianta medicinale che, mischiato con olio, veniva usato per scopi medicinali, cosmetici e anche religiosi. Infatti, serviva per la mummificazione e offerta in dono a Gesù anticipa “la sua futura sofferenza redentrice”.
Così, domani aggiungiamo i tre Re Magi nel nostro Presepe, davanti alla grotta della Natività.