INCONTRO DEI VESCOVI UMRBI CON IL NUNZIO APOSTOLICO

0vescovi-umbri-con-nunzio-apostolico

Nella riunione del 12 Marzo della Conferenza episcopale umbra (Ceu), svoltasi al seminario regionale Pio XI di Assisi, i vescovi umbri hanno accolto il nuovo nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, l’arcivescovo Emil Paul Tscherrig (fino a qualche mese fa ambasciatore del Papa in Argentina), che ha portato i saluti del Santo Padre, ha augurato ai vescovi umbri di “proseguire nel cammino pastorale sull’esempio dei Santi di questa terra”.

In apertura dell’incontro i vescovi hanno ricordato i cinque anni dell’elezione di Papa Francesco, pregando affinché il suo ministero porti sempre maggiori frutti nella Chiesa universale.

Rispetto alla situazione venutasi a delineare a seguito delle recenti elezioni politiche, i vescovi umbri confidano nel senso di responsabilità degli eletti per la ricerca e la costruzione del bene comune, con particolare attenzione alle fasce sociali più deboli. Salutano i parlamentari umbri ed augurano loro un buon lavoro a servizio del Paese e della nostra regione.

Dopo la relazione di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu, sull’incontro delle Commissioni ecclesiali del 3 marzo scorso, i vescovi dell’Umbria hanno annunciato un’Assemblea ecclesiale regionale, da celebrarsi nell’anno pastorale 2018-2019, che “aiuti a focalizzare la missione contemporanea della Chiesa nella terra dei santi Benedetto e Francesco”.

“Sarà un confronto sinodale – afferma Boccardo – sullo stile del convegno della Chiesa italiana di Firenze del 2015 e che si baserà sull’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium. Avremo a cuore il bene della nostra Chiesa umbra e, attraverso un percorso di preghiera, di riflessione e di discernimento, cercheremo di essere propositivi per una crescita sinergica delle nostre comunità diocesane”.

L’Assemblea si inserisce in un tempo non felice per l’Umbria, caratterizzato da varie difficoltà legate a povertà, calo demografico, disoccupazione giovanile. Nei centri di ascolto delle Caritas diocesane non si era mai registrato un numero di giovani così alto a chiedere aiuto ed assistenza. Anche la Chiesa umbra è chiamata a prendere coscienza di questa difficile situazione e, per quanto di sua competenza, collaborare a trovare delle soluzioni. In questa direzione va il progetto delle diocesi di Perugia-Città della Pieve e Spoleto-Norcia per dare aiuto ai più giovani con borse di lavoro finalizzate alla creazione di occupazione.

TERNI. “VERSO IL SINODO 2018”

0loc

Ques’estate, in occasione del Sinodo dei Vescovi sui giovani, si andrà in pellegrinaggio a piedi a Roma grazie al grande evento nazionale “X MILLE STRADE” con tutti i giovani italiani con Papa Francesco che ci farà rivivere le emozioni tipiche delle GMG. I giovani della Diocesi partiranno da Norcia e poi, da Amelia, arriveranno a Roma percorrendo la via Amerina.

Papa Francesco, dopo aver consultato, come è consuetudine, le Conferenze Episcopali, le Chiese Orientali Cattoliche sui iuris e l’Unione dei Superiori Generali, nonché aver ascoltato i suggerimenti dei Padri della scorsa Assemblea sinodale e il parere del XIV Consiglio Ordinario, ha stabilito che la prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi si terrà dal 3 al 28 ottobre 2018 sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Il tema è “espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa verso i giovani ed è in continuità con quanto emerso dalle recenti Assemblee sinodali sulla famiglia e con i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris Laetitia. Esso intende accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia, aprendosi all`incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all`edificazione della Chiesa e della società.

Per informazioni: www.synod2018.va/content/synod2018/it.html

TERNI. FESTA DELLA FAMIGLIA

0FDF

 

A conclusione delle manifestazioni valentiniane dedicate al tema: “Per amore della città, responsabili del futuro nel presente” che hanno posto al centro dei diversi incontri i giovani e la famiglia, sabato 17 e domenica 18 marzo si terrà nella Cattedrale di Terni e al Museo Diocesano la Festa della Famiglia con dibattiti, riflessioni, testimonianze sulla famiglia cristiana e sul suo valore nella società odierna.

Si comincerà sabato 17 marzo alle ore 16.30 presso il Museo Diocesano con la conferenza: “La relazione di amore e tenerezza all’interno della famiglia” a cura di padre Alfredo Ferretti, responsabile del centro La Famiglia di Roma. Per chi è impossibilitato a partecipare sarà possibile seguire l’evento anche in diretta streaming collegandosi a YouTube e cercando “Festa della famiglia incontro con Padre Alfredo Feretti”.

Domenica 18 marzo alle ore 15.30 in Cattedrale la Festa della Famiglia: “Il nostro amore quotidiano in famiglia: storia di fede e di umanità”, testimonianze, canti, riflessioni, a partire dal commento dell’Inno alla carità contenuto nel IV capitolo della Esortazione apostolica “Amoris laetitia” di Papa Francesco. Specificando il senso delle espressioni di questo testo si vuol darne un’interpretazione utile all’esistenza concreta di ogni famiglia, considerando che “l’amore coniugale è un’unione che possiede tutte le caratteristiche di una buona amicizia: ricerca del bene dell’altro, reciprocità, intimità, tenerezza, stabilità, e una somiglianza tra gli amici che si va costruendo con la vita condivisa. Però il matrimonio aggiunge a tutto questo un’esclusività indissolubile, che si esprime nel progetto stabile di condividere e costruire insieme tutta l’esistenza”. (Amoris Laetitia, 123)

Alle ore 17.30 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal  Vescovo Giuseppe Piemontese.

«La festa della famiglia si colloca all’interno del cammino quaresimale – spiega don Stefano Mazzoli responsabile dell’ufficio di pastorale familiare della diocesi – e delle iniziative pensate per la festa di San Valentino e vuole offrire alle famiglie cristiane della Diocesi l’occasione di conoscersi e vivere un momento di riflessione e preghiera in un clima di festa da vivere tra di loro e con il Vescovo. L’incontro è stato pensato e realizzato con la collaborazione di tanti che hanno portato il loro specifico contributo di vita personale e associativo, convinti che la famiglia sia il motore delle comunità cristiane, della comunicazione della fede ai piccoli e agli adulti, dell’accoglienza e dell’accompagnamento della vita in tutte le sue stagioni».

Sarà organizzata l’animazione per i figli delle famiglie partecipanti alla festa.

INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO UMBRO

0TEU

Alla presenza dei vescovi umbri e dei rappresentanti della Magistratura civile, è stato inaugurato a Perugia, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo, il 6 marzo, l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu) di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e le Diocesi in Umbria.

Dopo gli interventi del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, moderatore del TEIU, e di padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale del TEIU, mons. Paolo Bianchi, vicario giudiziale del TER Lombardo, ha tenuto la sua prolusione dal tema: “Le condizioni di ammissione al processo breviore e il ruolo del vescovo in tale forma processuale”, la vera novità del MP Mitis Iudex Dominus Iesus con cui papa Francesco, nel 2015, ha riformato il processo di nullità matrimoniale canonica. Mons. Bianchi ha illustrato i due passaggi fondamentali del processus brevior: la fase preliminare, esponendo le condizioni obbligatorie per l’ammissione della causa, e il ruolo del vescovo diocesano competente di giudicare. Inoltre ha coniugato le riflessioni sul tema basandosi sia sullo studio, sia sulla esperienza personale. Lo studio ha preso in esame la dottrina prodotta negli ultimi due anni sul tema (tempo dall’entrata in vigore della legge), insieme all’esperienza maturata nel Tribunale Lombardo.

Il numero delle cause.

Padre Pawlik, nel relazionare sull’attività 2017 del TEIU, ha ricordato che «le cause di nullità matrimoniale (n.m.) pendenti al 31 dicembre 2016 erano 93 e quelle introdotte nel corso del 2017 sono state 106 e nessun Super Rato, per un totale di 199. Tra le cause di n.m., una è stata introdotta e trattata con rito breviore e unadocumentale». Nel 2017, ha proseguito il vicario giudiziale, «sono state portate a termine 104 cause di n.m., comprese quelle breviore e documentale, di cui 102 cause con sentenza affermativa, una con sentenza negativa e una è stata archiviata per la morte della parte convenuta». Inoltre, al 31 dicembre 2017, ha comunicato padre Pawlik, «risultavano pendenti 95 cause n.m. e nessuna richiesta di dispensa Super rato, di cui 9 prossime alla sentenza, 14 in fase di dibattimentale, 35 giacenti presso i periti, 36 in fase di istruttoria e una sospesa».

I capi di nullità e i tempi delle cause.

Tra i capi di nullità accusati con i rispettivi pronunciamenti, quelli di esclusione indissolubilità, della prole e della fedeltà (ex can. 1101 § 2), di incapacità (ex can. 1095 n. 2, n. 3) e di difetto di forma canonica (ex can. 1108§1 e 111§2). Al riguardo il vicario giudiziale ha ricordato che «la causa di nullità matrimoniale, come ben noto, può essere presentata per più capi, che comunque devono essere trattati singolarmente, in quanto basta che sia provato un solo capo di nullità per dichiarare nullo il matrimonio. Così complessivamente abbiamo avuto nel 2017 ben 112 decisioni affermative e 19 negative che danno 131 decisioni, che vanno ben oltre le statistiche riferite al numero delle cause introdotte e decise. Questo confronto rende meglio l’opera del nostro Tribunale nel 2017». E’ anche «importante rilevare che oltre alla breve durata del processo di nullità – ha precisato padre Pawlik – si è raggiunta anche una rapida stesura delle sentenze a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande, nell’arco di un mese nel rispetto dei cann. 1453 e 1610 §3. Dobbiamo invece migliorare i tempi delle perizie per evitare il protrarsi delle cause oltre i tempi canonici». I tempi della durata del processo di prima istanza, nel 2017, sono stati i seguenti: meno di sei mesi per 6 cause, da sei mesi ad un anno per 64 cause, da un anno ad un anno e mezzo per 29 cause, da un anno e mezzo a due anni per 3 cause e oltre i due anni per 2 cause.

I costi delle cause.

Il vicario giudiziale si è soffermato sui costi delle cause sostenendo che «ancora oggi circolano notizie infondate riguardo ai costi per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale. Per questo tante persone sono scoraggiate, diffidenti fino a rinunciare in partenza ad accostarsi al Tribunale Ecclesiastico per introdurre la causa, pur avendone diritto e motivi validi». Attualmente il contributo delle parti alle spese processuali è il seguentela parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare € 525,00 al momento della presentazione del libello; la parte convenuta non è tenuta ad alcun contributo, ove partecipi all’istruttoria e solo nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare € 262,50.

Padre Pawlik ha anche ricordato che «nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno tante persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero dal contributo dovuto per le spese processuali. Ne sono la prova i 47 esonerati totali e i 22 che hanno ottenuto le riduzioni, mentre 37 le parti attrice e 3 le parti convenute che hanno contribuito regolarmente alle spese. Questo è stato possibile – ha evidenziato il vicario giudiziale – grazie al finanziamento dell’8xMille alla Chiesa cattolica».

«Circa il numero delle cause introdotte nel 2017 – ha spiegato padre Pawlik – si nota che ben 97 sono state patrocinate dai Patroni stabili (dove le parti non hanno dovuto spendere neppure un centesimo per l’avvocato, che è totalmente retribuito dal Tribunale) e solo 9 sono state introdotte dai Patroni di fiducia». Ha anche ricordato che «per le norme CEI, l’onorario complessivo per il patrocinio dell’avvocato di fiducia nel primo grado va dal minimo di € 1.575,00 al massimo di € 2.992,00 e nel processo di appello ai suddetti onorari si aggiungono da un minimo di € 604,00 ad un massimo di € 1.207,00».

La validità del consenso matrimoniale.

Riguardo al consenso matrimoniale, padre Pawlik ha ricordato che «alla luce dell’insegnamento Pontificio, la mancanza della fede, la lontananza dalla pratica religiosa e la vita vissuta nell’opposizione ai principi morali cristiani, ecc. (elementi che in buona parte possono essere verificati e provati con l’istruttoria canonica), incidono o almeno possono incidere gravemente sul consenso matrimoniale, che non può più essere inteso – come insegna papa Francesco – come un “automatismo”, ma esige sempre per la sua validità “una coscienza illuminata dalla fede (ossia l’intenzione di fare davvero ciò che fa la Chiesa), come il risultato di una combinazione tra umano e divino”. A queste condizioni risulta ovvio che “la coscienza assume un ruolo decisivo nelle scelte impegnative che i fidanzati devono affrontare per accogliere e costruire l’unione coniugale e quindi la famiglia secondo il disegno di Dio”. Di conseguenza la mancanza della fede può costituire una causa simulandi, dove gli sposi formalmente compiono un rito nuziale, senza però (ac)cogliere tutti i beni e le proprietà del matrimonio e così, di fatto, simulano il consenso matrimoniale. In tal caso le persone compiono un atto solo per iocum (per gioco, scherzi, burla), simulando e fingendo di sposarsi, ma di fatto non producono alcun effetto. In altre parole, alla luce dell’insegnamento di papa Francesco, non si può pretendere che l’intenzione umana generale nel consenso matrimoniale sia identificata automaticamente “a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa”».

Il giudizio breviore accorcia tantissimo i tempi.

Sulla Mitis Iudex Dominus Iesus di papa Francesco è intervenuto il cardinale Bassetti, che ha parlato di «un valido strumento che accorcia i tempi con il giudizio breviorenel caso di annullamento di matrimoni. Ringraziamo il Signore per questo grande dono attraverso la Mitis Iudex Dominus Iesus che ci ha fatto il Santo Padre nell’abbreviare, a determinate condizioni, il processo canonico e metterlo direttamente nelle mani del vescovo per cui la procedura viene abbreviata tantissima quando ci sono chiari i motivi della nullità. Questo è stato davvero un gesto bellissimo del Papa, che ha fatto anche a seguito del Giubileo Straordinario della Misericordia».

Più preparati a ricevere il sacramento del matrimonio.

Il porporato ha anche ricordato che il sacramento del matrimonio «è il simbolo e segno dell’amore di Cristo con la sua Chiesa, perciò arriviamo tutti impreparati». Per questo «dobbiamo fare molto di più per la preparazione al sacramento, accompagnare di più le coppie di fidanzati o coloro che convivono in vista del matrimonio».

Il cardinale ha espresso «gratitudine al Tribunale Ecclesiastico e stima per il lavoro quotidiano e l’accuratezza nell’applicare le norme nella fedeltà alla verità e tenendo conto con carità pastorale della salus animarum riconoscendo i drammi di tanti cuori feriti che vengono a sottoporre alla Chiesa i loro drammi che colpiscono l’istituzione più fragile che è la famiglia».

I figli non ostaggi della separazione dei genitori.

Il presule si è anche soffermato sul Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre dedicato da papa Francesco ai giovani, che «manifesta la premura pastorale per loro, l’attenzione per la famiglia. I giovani – ha commentato Bassetti – sono sempre pronti a proiettarsi in avanti e a richiamare con entusiasmo la Chiesa a sostenerli e ad accompagnarli. Accanto ai giovani c’è il ruolo dei genitori e delle famiglie che nella difficoltà della separazione non facciano dei figli degli ostaggi. Aiutarli ad orientare il loro sguardo sul futuro senza paura di sbagliare ed essere iperprotettivi o al contrario assenti, quanto piuttosto nell’accompagnarli e comprenderli».

 

TERNI. QUARESIMA DI CARITÀ 2018 – RACCOLTA PER LE FAMIGLIE BISOGNOSE DELLA DIOCESI

0TR

Tempo di Quaresima, di preghiera e di carità, che impegna le parrocchie un segno collettivo, quale gesto di vicinanza e sensibilità verso i più bisognosi. Nella terza domenica di Quaresima, il 4 marzo, la raccolta delle offerte in tutte le parrocchie viene destinata dalla Caritas diocesana per dare un aiuto economico e un po’ di speranza alle tante famiglie indigenti nella Diocesi.

“La cessazione del Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre e la sospensione del Prestito della Speranza – spiega il direttore della Caritas diocesana Ideale Piantoni – ha avuto per conseguenza l’aumento rilevante di persone che si rivolgono al nostro Centro di Ascolto di Via Vollusiano, per cui abbiamo sempre più necessità di incrementare questi fondi solidali. La raccolta di Avvento, del 17 dicembre 2017, ha fruttato 6.800 € che stiamo ancora utilizzando e con la quale abbiamo aiutato, circa 20 nuclei.
In linea con le altre recenti questue, il raccolto sarà utilizzato per le Famiglie con disagi economici della Diocesi.”

I versamenti possono essere effettuati presso la segreteria della Caritas a San Martino telefono 0744/428393 o direttamente sul conto corrente IBAN IT70Q0503414400000000002961.

TERNI. IL PONTIFICALE DI MONS. PIEMONTESE

0TR

Celebrata solennemente, domenica 11 febbraio la festa di San Valentino, vescovo e martire del patrono di Terni e copatrono della Diocesi Terni-Narni-Amelia con il pontificale presieduto in una gremita Cattedrale di Terni dal vescovo mons. Giuseppe Piemontese, alla presenza dei sacerdoti della diocesi, del sindaco Leopoldo Di Girolamo, del prefetto Paolo Di Biagi, del vicepredente della Regione Fabio Paparelli, del presidente della provincia di Terni Giampiero Lattanzi, del presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi, del Questore Antonino Massineo, delle autorità militari regionali, provinciali e cittadine, dei sindaci dei Comuni della diocesi, dei fedeli ternani e delle associazioni e movimenti della diocesi.

Un corteo composto dalle istituzioni civili e militari con i rispettivi gonfaloni partito dalla sede municipale di palazzo Spada Terni verso la Cattedrale, è stato accolto dal vescovo Giuseppe Piemontese.

La festa del patrono della città di Terni, San Valentino è per la comunità cittadina un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza di san Valentino che ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, come maestro di questa città, padre dei poveri e dei giovani innamorati, di custode dell’amore, del matrimonio, della famiglia, ma anche di testimone fino al martirio della coerenza alla fede, della libertà religiosa, del dialogo interreligioso, della cura e preoccupazione per la città.

PONTIFICALE DI SAN VALENTINO 2018 – OMELIA DEL VESCOVO

La ricorrenza della festa di san Valentino oggi ci vede radunati in questa cattedrale, chiesa madre di tutte le chiese della Diocesi e simbolo della città di Terni e del popolo di Dio, radunato attorno a Gesù Cristo e nel suo nome, come famiglia, civile ed ecclesiale, dedita a proclamare la gioia del Vangelo e a edificare una società più giusta, pacifica e fraterna. La memoria del nostro Patrono richiama la sua vita, gli aspetti dei suoi insegnamenti, che sono oggi ancora attuali, le ragioni della identità di questa città, che si onora di vedere richiamato da secoli, il suo nome accanto a quello del suo Patrono: San Valentino di Terni.

La Chiesa illustra la natura e l’attualità del messaggio dei suoi santi, risalendo a quei brani della Bibbia che hanno costituito i particolari riferimenti ideali della loro personalità, della loro vita cristiana e l’ispirazione dei loro insegnamenti.

Il cristiano e vescovo Valentino, sperimentando l’ostilità palese e latente della società e del regime imperiale del suo tempo verso la libera confessione pubblica e privata della religione cristiana, ha dovuto proteggere con prudenza e fierezza la ricerca della verità e la testimonianza della sua fede di cristiano, non solo in riferimento alla sua persona, ma anche per il popolo, affidato alle sue cure di pastore.

La storia, richiamata dalla Prima lettura, e gli scritti del profeta Geremia, vissuto nel 600 AC, all’inizio della deportazione degli Ebrei in Babilonia, sono stati per Valentino l’ispirazione, la guida e l’incoraggiamento a indicare e promuovere non solo il bene dei cristiani, ma della stessa comunità pagana nella quale viveva.

Secondo la tradizione, Valentino (Terni, 176 circa – Roma, 14 febbraio 273) è stato investito della funzione di pastore di questa Chiesa ed è stato ordinato vescovo da san Feliciano alla giovane età di 21 anni. Come il Profeta Geremia anche lui avrà protestato: “Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare perché sono giovane!”.

“Ma il Signore mi disse: non dire sono giovane. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto ciò che ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro perché io sono con te per proteggerti”.

A differenza degli altri profeti, Geremia non si limita a denunciare il peccato, ma vuole scoprirne la causa. Il profeta la individua nella profondità del “cuore perverso”, cuore che solo Dio può cambiare facendo rinascere un cuore nuovo, a Lui fedele, con cui stabilire una nuova Alleanza.

Geremia si spinge ad annunciare una Nuova Alleanza, che Dio vuole scrivere scriverà direttamente nel cuore di ognuno (cf Ger 31,31-33).

Per annunciare il dono di questa Nuova Alleanza, stabilita da Gesù, Valentino non ha temuto ostacoli, minacce e persecuzione e infatti la protezione del Signore lo ha accompagnato per una lunga vita, 97 anni di età e 75 di episcopato.

La sua guida pastorale non si è limitata ai cristiani, ma si è manifestata verso ogni persona presente nel contesto civile, sociale e religioso del suo tempo: nella cura dei malati, nel dialogo con i pagani, nella preoccupazione per la città, nell’accompagnamento e nella formazione dei giovani all’amore e al matrimonio.

Soprattutto in quest’ultimo campo la tradizione si è consolidata, facendo di san Valentino di Terni il patrono dei fidanzati, di coloro che desiderano abbandonare gli amori fluttuanti e passeggeri, per dare inizio all’amore-progetto di vita, stabile, duraturo e benedetto da Dio fino alla morte e oltre la morte. Proprio la cura nel favorire la trasformazione del cuore da instabile e perverso, secondo la profezia di Ezechiele (36,26-27), a cuore nuovo, in sintonia col disegno di Dio, è stato il segreto del successo di Valentino con i giovani fidanzati e innamorati.

Ma la sua azione principale è stata quella di pastore e vescovo di questo territorio della valle del Nera e del Serra, della diocesi di Interamna, spinto dal chiaro obiettivo di educare fondare, animare e guidare al Dio vivente, la comunità del suo tempo.

QUALE MESSAGGIO si può ricavare dalla testimonianza di san Valentino per i cristiani di oggi, per noi concittadini del Santo, per la nostra città?

Al tempo di Valentino la nostra città era un municipio di dimensioni ridotte, dalla complessità certamente non paragonabile a quella di oggi, però la limitatezza di mezzi, l’istruzione riservata a pochi privilegiati e le condizioni di vita precarie richiedevano, ai Vescovi-Pastori e ai responsabili della popolazione, una dedizione molto impegnativa e faticosa,

Oggi siamo ad un tornante molto delicato della storia della nazione, siamo testimoni di un cambiamento epocale e strutturale, nel guado della Quarta rivoluzione industriale, che speriamo, presto, possa coinvolgere anche la nostra città. Le elezioni politiche imminenti, stanno per aprirci a scenari inediti e imprevedibili.

La nostra città, in particolare, da un po’ di anni a questa parte, attraversa una delle stagioni più delicate e incerte: a livello economico si notano divari notevoli tra gruppi di cittadini abbienti e sacche di povertà intollerabili. Notevole preoccupazione suscita l’affievolimento dei valori morali e civili e la disinvoltura o peggio il poco rispetto da parte di gruppi di cittadini verso le Istituzioni.

La grave situazione economica del Comune, le ricorrenti proposte sulla collocazione geografica della città, la persistente e preoccupante disoccupazione giovanile con la conseguente emorragia di giovani, che annualmente emigrano all’estero, le varie forme di povertà strisciante che perdurano nonostante dichiarazioni ottimistiche di ripresa economica nazionale ed europea: sono elementi e tasselli di un quadro che richiede riflessione intelligente e partecipazione civile e pacata da parte dei singoli cittadini e di tutte le forze politiche, culturali, associative, sociali e imprenditoriali.

Nel riferimento specifico alla attualità della nostra città, credo che occorra avviare un personale e comune esame di coscienza, sincero, leale e costruttivo per risalire alle cause dell’attuale situazione. Il mondo politico, partitico, sociale, imprenditoriale, sindacale, culturale, associativo, ecclesiastico: tutti siamo chiamati in causa, tutti abbiamo il dovere, ciascuno per la sua parte, per individuare le ragioni che hanno portato la nostra città alla corrente situazione di “dissesto” e collaborare per riportarla in sicurezza e alla dignità, che le spetta. Vanno ricercate nelle pieghe delle dinamiche democratiche della città almeno degli ultimi 30 anni, oltre al tanto bene compiuto, quali sono state le scelte azzardate o sbagliate, le manie di grandezza, le accondiscendenze populistiche, i silenzi interessati, le astensioni comode, le deleghe deresponsabilizzanti, le asserzioni qualunquistiche, le decisioni rischiose, le proteste di facciata, i benefici di parte, il rimpallo delle responsabilità, le promesse irrealizzate, ecc.

La crisi economica mondiale, che ha attanagliato l’Italia e la nostra città dal 2008, non è sufficiente a spiegare la situazione attuale. Occorre andare in profondità e discernere la problematica con lucidità e lealtà, senza accontentarsi di individuare facili “capri espiatori”.

Valentino è stato pastore secondo il cuore e l’esempio di Gesù: pastore buono e bello, che si è collocato a seconda della necessità, avanti, in mezzo e dietro al gregge, suo popolo. Avanti per indicare e segnare decisamente la strada; in mezzo per formare e convincere con argomenti e discorsi persuasivi; dietro per raccogliere con amore chi faticava a seguire la carovana.

Per restare fedele al suo popolo, servirlo e proteggerlo ha più volte patito umiliazioni e persecuzioni e alla fine ha subito il martirio: la morte con le verghe e con la decapitazione.

Coloro che si propongono o vengono proposti a svolgere funzioni di governo a livello nazionale o locale devono guardarsi dalla tentazione dell’ambizione, sempre latente, o dalla prospettiva di ricavarne benefici personali o di parte per lasciarsi muovere dallo spirito di servizio e dal bene di tutto il popolo, quale stile, motivazione e obiettivo dell’agire.

Quanti sono disposti a sacrificare la vita per amore della città?

Esprimo l’auspicio-augurio affinché quelli che verranno, non siano giorni di imbarbarimento civile e politico. La forza della persuasione non sia affidata al vociare scomposto e soverchiante, o peggio all’insulto, ma all’argomentare ragionevole e convincente, alla proposta realistica e costruttiva in vista del bene comune, secondo le fondamentali regole della democrazia. Penso che in questa circostanza ci sia bisogno di un sussulto di orgoglio e di amore per la città e i cittadini. Solo la leale partecipazione e forte collaborazione democratica di tutte le componenti civili potrà risolvere i problemi presenti e ridare speranza e a questa nostra città.

Parafrasando il profeta Isaia (62, 1), e mutuando l’operato di san Valentino, sento di poter pubblicamente affermare, mi auguro anche a nome di tutti:

“Per amore del mio popolo non tacerò

Per amore di questa città (Terni) non mi darò pace,

finchè non sia stabilita la giustizia… civile, religiosa e sociale,

e la pace e il benessere non raggiungano tutti i suoi figli”.

Gesù, che dona la sua vita per tutti noi in questa Eucarestia, voglia esaudire i nostri desideri per intercessione di san Valentino.

CINQUE CAMMINI DEI GIOVANI UMBRI PER L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

0RA

Sei mesi prima dell’evento “Per mille strade”, l’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco in programma a Roma per l’11 e 12 agosto 2018 in preparazione al Sinodo dei vescovi, i giovani umbri hanno già a disposizione cinque itinerari per il loro pellegrinaggio a piedi alla volta della “Città eterna”. A darne notizia è il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti, esperto-cultore di pellegrinaggi a piedi in diversi luoghi sacri italiani ed esteri.

I giovani umbri a Roma, annuncia mons. Giulietti sull’ultimo numero del settimanale “La Voce”, saranno più di un migliaio insieme ad oltre 100mila coetanei provenienti da tutta Italia. Riferendosi a quanto emerso durante la “Fiera dei cammini”, tenutasi a fine gennaio a Sacrofano (Roma), mons. Giulietti rileva che in Umbria sono stati scelti “cinque percorsi di pellegrinaggio che aiuteranno senz’altro i giovani a scoprire la ricchezza spirituale ed ecclesiale dell’Umbria, ma che dovrebbe soprattutto incoraggiare le comunità cristiane dell’Umbria a farsi accoglienti – non solo per un giorno! – della realtà giovanile. Per tornare ad essere ‘posti per i giovani’”.

I giovani delle diocesi Perugia-Città della Pieve e Terni-Narni-Amelia hanno puntato su un antico itinerario, la “Via Amerina”; quelli di Città di Castello percorreranno la “Via di Francesco” mentre quelli di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno e Spoleto-Norcia hanno scelto di costruire degli itinerari per l’occasione, toccando luoghi significativi dei propri territori e camminando insieme con partenza dalla città serafica. I giovani di Orvieto percorreranno la “via” che congiunge il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza al Santuario di Bolsena; infine la diocesi di Gubbio ha scelto di raggiungere l’abbazia di Fonte Avellana, significativa per la storia della propria Chiesa, interessando però le “periferie”: comunità e paesi che si trovano ai margini del territorio diocesano coinvolgendoli maggiormente nella vita della diocesi.

TERNI. LETTERA DEL VESCOVO PER SAN VALENTINO 2018

VESCOVO TERNI

Le feste dei santi patroni sono occasione provvidenziale per le nostre persone e per la comunità diocesana per rafforzare la nostra fedeltà al Signore e la comunione ecclesiale. Fare memoria della testimonianza del martirio e della specificità del carisma dei nostri patroni è la “via nostra” della comunicazione del Vangelo ai nostri fedeli e ai nostri giorni. Quest’anno celebreremo solennemente e comunitariamente la festa di san Valentino il giorno 11 febbraio secondo il programma, che è stato largamente diffuso. La coincidenza del 14 febbraio con il mercoledì delle ceneri rafforza ulteriormente la necessità di anticipare alla domenica 11 febbraio la festività liturgica e anche la solenne concelebrazione eucaristica. Lo spostamento temporaneo dell’urna del Santo in Cattedrale e la successiva processione vuole essere un ulteriore segno della vicinanza di Valentino alle nostre famiglie, alle nostre case e alla nostra città, bisognosa di grazia e di forza spirituale e morale.
Per favorire la partecipazione di sacerdoti, diaconi e fedeli al solenne pontificale, in cattedrale, e alla successiva processione, chiedo che dalle ore 9.30 alle ore 12 di domenica 11 febbraio non sia celebrata la Santa Messa nelle chiese della città di Terni. Nelle altre città e paesi della Diocesi i parroci si organizzino in modo da poter partecipare alla solenne concelebrazione a Terni e alla successiva processione sia modificando gli orari delle messe oppure facendosi sostituire da sacerdoti vicari o da altri sacerdoti collaboratori parrocchiali. Si avvisino i fedeli e si incoraggino alla partecipazione in cattedrale e alla testimonianza di fede e di amore al Santo con la presenza attiva e devota alla processione. I fedeli che non potranno o non vorranno partecipare, possono scegliere di partecipare alla S. Messa del sabato sera o di altri orari. Chiedo ai parroci dei paesi fuori Temi di tenermi informato, tramite mail, su come si organizzeranno per prendere parte alla concelebrazione.
Vi ringrazio per l’attenzione e l’adesione che darete alla presente e invoco su ciascuno la benedizione del Signore.

Padre Giuseppe Piemontese OFMConv
vescovo di Terni-Narni-Amelia

PROGRAMMA DELLA FESTA DI SAN VALENTINO 2018

STRONCONE. CELEBRAZIONI PER IL TRANSITO DEL BEATO ANTONIO VICI

0str

Presso il santuario del Beato Antonio Vici e dell’Ave Maria a Stroncone dal 4 al 7 febbraio si terranno le celebrazioni nel transito del beato Antonio Vici da Stroncone. La comunità dei Frati minori, l’ordine francescano secolare e l’associazione del santuario di San Francesco invitano tutti alla partecipazione.

4 – 5 – 6 febbraio triduo
ore 17.00 adorazione eucaristica
ore 18.00 celebrazione eucaristica presiede padre Giancarlo Lati, o.f.m. del convento Sacro Speco di Narni

Mercoledì 7 febbraio festa del transito del beato Antonio
ore 9.00 celebrazione eucaristica presiede padre Sergio Prina Cerai, o.f.m. parroco di Stroncone e Coppe
ore 11.00 celebrazione eucaristica presiede mons. Giuseppe Piemontese, o.f.m. conv.
ore 18.00 celebrazione eucaristica presiede padre Pietro Messa, o.f.m. professore alla pontificia università Antonianum

TERNI. SEMINARIO FILOSOFICO “I PRESUPPOSTI FILOSOFICI DEL DIALOGO E DELL’INCONTRO”

0ISTE

E’ più facile apprezzare la filosofia quando l’esperienza di vita quotidiana s’interseca con la ricerca del sapere. Una metodologia condivisa dai tantissimi studenti degli istituti superiori della provincia, e quest’anno aperto anche agli adulti, che partecipano al seminario filosofico 2018 “I presupposti filosofici del dialogo e dell’incontro” promosso dall’Istess, dall’associazione culturale Pericle, dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia con il contributo della Fondazione Carit.

Dal 3 febbraio al 16 marzo, ogni sabato si terranno incontri con illustri relatori o lavori di gruppo guidati da counselors filosofici, nelle sedi del cenacolo San Marco e  Museo Diocesano di Terni.

Agli studenti sarà rilasciato un attestato valido per i crediti formativi.

Le conferenze – dibattito si terranno presso il Museo Diocesano di Terni

SABATO 3 FEBBRAIO ORE 16.30 – “La filosofia dell’errore” relatore Massimo Donà professore ordinario di Filosofia Teorica, università San Raffaele di Milano

SABATO 10 FEBBRAIO, ORE 16.30 – “Le ragioni della società aperta” relatore Dario Antiseri professore emerito di Metodologia delle Scienze Sociali, Università LUISS di Roma

SABATO 3 MARZO ORE 16.30 – “Il volto dell’altro” relatore Giuseppe Ferraro professore ordinario di Filosofia Morale, università Federico II di Napoli

I laboratori filosofici si terranno presso il cenacolo San Marco, via del Leone 12 – Terni

VENERDI 16 FEBBRAIO – VENERDI 23 FEBBRAIO – VENERDI 9 MARZO dalle ore 15.30 – 17.30

Conclusione e presentazione dei risultati dei laboratori: venerdì 16 marzo ore 15.30

In alternativa: GIOVEDI 8 FEBBRAIO – GIOVEDI 22 FEBBRAIO – GIOVEDI 8 MARZO ore 21.00

Le iscrizioni ai gruppi si ricevono entro venerdì 3 febbraio 2018 presso la segreteria ISTESS (ore 10.00 – 12.00) in via del Leone 12 – Terni Tel. 0744 421954 segreteria@istess.it / www.istess.it