TERNI. FOLLA DI FEDELI NELLA BASILICA DI SAN VALENTINO

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Il 14 Febbraio Terni festeggia il patrono san Valentino, vescovo e martire e copatrono della Diocesi Terni-Narni-Amelia. Un pellegrinaggio infinito quello dei ternani nella basilica di San Valentino, iniziato di buon mattino e concluso solo in serata. Migliaia e migliaia di fedeli hanno sfilato davanti alla teca che custodisce le reliquie di San Valentino, hanno partecipato alle cerimonie religiose che si sono tenute durante la giornata.

La più importante quella delle 11,30, celebrata dal vescovo, Mons. Giuseppe Piemontese.

“Il pellegrinaggio dei ternani al colle di san Valentino: unisce ed esprime in misura variabile tradizione, fede, gioia e devozione verso il grande Santo e Padre della nostra comunità civile ed ecclesiale – ha detto il vescovo nella sua omelia.

Celebriamo la festa prolungata, iniziata domenica scorsa, del santo patrono, primo vescovo e fondatore della nostra Chiesa, tutti noi, membri della Chiesa, debitori, continuatori e testimoni dell’annuncio del vangelo.

Questa comunità, in prima fila in questa operazione di custodia e trasmissione della fede e del messaggio di san Valentino.

Vogliamo crescere nella consapevolezza di essere il popolo di Valentino – ha aggiunto Mons. Piemontese –  che accoglie la proposta di porre al centro della propria testimonianza l’amore, quello che nasce da Dio ed è fatto di sentimenti autentici, di oblatività, di generosità, di promozione della libertà, di rispetto, di servizio alle persone sane e malate, di dono anche della propria vita per favorire e salvare la vita degli altri.”

“San Valentino  – ha affermato il vescovo – torni in città a distribuire rose, benedizioni, moniti amorevoli e a guarire le ferite di cittadini, Istituzioni, partiti, associazioni civili ed ecclesiali, a sostenere i sogni e le speranze dei giovani e l’impegno di tutti al dialogo, alla pacifica convivenza civile e sociale, al gusto dell’amore e del volersi bene.”

Al termine della cerimonia religiosa il vescovo ha benedetto una nuova vetrata artistica posta nella basilica di San Valentino, realizzata su progetto e disegno degli studenti del III D indirizzo Design dei metalli dell’istituto Classico Artistico “Metelli” di Terni, guidati dalla professoressa Avenoso e dal maestro vetraio Pierluigi Penzo di Amelia. La vetrata Gli innamorati e le colombe, donata dal Lions club San Valentino di Terni, raffigura la riconciliazione di due fidanzati a cui san Valentino dona una rosa tra il volo di colombe.

La vetrata, dalle dimensioni 180 x 280 cm con un’area di 5 mq, si trova nella seconda cappella di destra che è  dedicata al Bambino di Praga. Si tratta della quinta vetrata realizzata per la basilica a cominciare dalla prima posta al centro della facciata nel 1933, su commissione dei Lions.

Il bozzetto è il risultato di un lavoro corale della classe, in cui gli studenti si sono divisi i compiti nell’esecuzione del disegno dei vari personaggi, che sono poi stati posizionati all’interno dello spazio del telaio della vetrata. I colori sono stati scelti dagli studenti che hanno potuto assistere alla preparazione degli stessi con vetri di murano e sostanze appropriate.

L’esperienza costituisce un valido esempio di come l’alternanza scuola lavoro, in una scuola basata sulla creatività come il liceo artistico, offra agli studenti l’occasione per mettere alla prova le proprie capacità e per accrescere le proprie competenze.

“La collocazione di una nuova vetrata, dono dei Lions e progetto e disegno degli studenti del III D (indirizzo Design dei metalli) dell’istituto Classico Artistico “Metelli” di Terni, guidati dalla professoressa Avenoso – ha affermato Mons.Piemontese –   si pone come volontà della società civile di affidare all’arte, alla tradizione e alla storia, attraverso i simboli valentiniani rappresentati, la vita, le opere, la testimonianza e l’influsso esercitato del vescovo Valentino al progresso e al bene della società, della nostra città, della Chiesa e dell’umanità intera. Questa comunità religiosa e parrocchiale viene investita della custodia anche di questi beni e della storia e dal messaggio da essi raffigurata e narrata. Una narrazione che diventa annuncio di Gesù Cristo, del suo amore per gli uomini e le donne e della consegna della speranza a giovani, innamorati, famiglie, poveri, malati, cercatori di Dio e credenti.”

TERNI. IL PONTIFICALE PER S. VALENTINO

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“Anche oggi nella nostra città, Valentino indica e propone al vescovo, ma anche a chi è rivestito di autorità, ai governanti, l’amore per il popolo nello stile del Buon Pastore e non del mercenario, che opera solo per interesse”. Lo ha detto il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese, ieri, in cattedrale, nell’omelia della messa per la festa del patrono di Terni, san Valentino.

“Siamo il popolo di Valentino, che accoglie la proposta di porre al centro l’amore, quello fatto di sentimenti autentici, di oblatività, di generosità, di promozione della libertà, di rispetto, di servizio alle persone sane e malate, di dono anche della propria vita per favorire e salvare la vita degli altri”, ha aggiunto il presule. Che ha condannato “passioni sganciate dalla nobiltà dei sentimenti, amorazzi di stagione, amori imposti, possessivi, maniere violente, femminicidi”.

Facendo riferimento alla situazione della città di Terni e a un degrado” strisciante” come “una malattia in alcune parti del suo territorio e del corpo sociale, che corre il rischio di uno stato di cronicità e di assuefazione irreversibile”, il vescovo ha indicato alcune priorità e attenzioni ad alcune emergenze perché si dia vigore ad una “nuova speranza”: “Il sostegno e la cura di una cultura, già patrimonio della nostra gente, della pacifica convivenza, della solidarietà, del rispetto delle persone, della accoglienza, della integrazione civile, sociale, della partecipazione di tutti al bene comune, con il riconoscimento di diritti e doveri; la preoccupazione per un inverno demografico foriero di sterilità generalizzata e dell’avvento di una società di vecchi”.

Preoccupazione ha espresso mons. Piemontese anche per la disoccupazione, specie quella giovanile”, che “tende ad accelerare tale fenomeno perché spinge i giovani ad emigrare”. Infine, un’esortazione ai laici cristiani per un impegno “a svolgere la missione di lievito nella società, di impegno politico”. A cento anni della sua pubblicazione, il manifesto di don Sturzo, “l’appello a tutti gli uomini liberi e forti”, può essere “l’ispirazione anche per la realtà odierna”.

TERNI. FESTA DI SAN VALENTINO 2019

 

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La Diocesi celebra solennemente la festa del santo patrono, Valentino, primo vescovo di Terni e patrono principale della Città e della Diocesi. Valentino ha testimoniato con il suo martirio le meraviglie dell’amore del Signore. Fu un vescovo esemplare che spese la sua vita per aiutare gli altri: guariva i malati, soccorreva i poveri, era attento ai bambini ed ebbe un’attenzione particolare ai giovani. San Valentino ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, durato, secondo la tradizione, ben 76 anni. Padre fondatore della comunità cristiana, testimone di Cristo e martire della fede e della carità, è speciale patrono di quanti sono legati dalla dolcezza e dal fuoco dell’amore che rappresenta il fondamento della identità della comunità cristiana, appartenenza della cultura e spiritualità. Nella tradizione è si è approfondito e ampliato la sua attenzione per l’amore umano tra giovani, fidanzati, sposi, che rende bella e gioiosa la vita. Amore che ha fondamento nell’amore verso Dio, e si prolunga verso ogni uomo, verso il prossimo.

San Valentino l’amore, i giovani sono gli ambiti centrali della festa 2019 del patrono di Terni e della Diocesi.
“Gli eventi che proponiamo dal punto di vista religioso – ricorda il vescovo Mons. Giuseppe Piemontese – vogliono coinvolgere sempre di più la città e sottolineare gli aspetti legati alla spiritualità di San Valentino e all’attualità di oggi. Quest’anno abbiamo voluto mettere al centro della riflessione dell’attenzione della comunità i giovani “sospesi tra passato e futuro”, ma in realtà che oggi vivono una condizione di estrema precarietà. I giovani ai quali San Valentino ha dedicato molto delle sue attenzioni. Alcune iniziative di conoscenza dei giovani, un concorso che vuole aiutare i giovani ad esprimersi e a farsi conoscere e anche a conoscere la figura di San Valentino”.
All’approfondimento del documento finale del Sinodo è dedicata la novena di San Valentino, animata ogni giorno da una diversa Forania e dai movimenti e associazioni ecclesiali fino al 13 febbraio.

Domenica 10 febbraio alle ore 9.30 sarà celebrato il solenne pontificale in Cattedrale che sarà preceduto dall’accoglienza da parte del vescovo del corteo delle Istituzioni regionali e locali, autorità civili e militari, i sindaci dei Comuni della Diocesi con i Gonfaloni. Durante il pontificale si svolgeranno due segni particolari: i rappresentanti delle parrocchie di Terni offriranno un cero al Santo Patrono e il Sindaco Leonardo Latini accenderà la lampada votiva al Santo e pronunzierà l’atto di affidamento della città al Santo Patrono.
Al termine seguirà la processione per accompagnare, nella preghiera, l’urna di San Valentino per le vie della città verso la Basilica. Percorso: Cattedrale, via Aminale, corso del Popolo, piazza Ridolfi, piazza Europa, via Garibaldi, rotonda , via Piave, rotonda M.L.King, strada delle Grazie, via fratelli Cervi, via G.M. Serrati, via San Valentino, via papa Zaccaria, basilica di San Valentino.
Per favorire la partecipazione al solenne pontificale e alla successiva processione dalle ore 9.00 alle ore 12 di domenica 10 febbraio non saranno celebrate Messe nelle chiese della città di Terni.

IL PROGRAMMA DIOCESANO

IL PROGRAMMA DI TUTTE LE MANIFESTAZIONI FINO AL 23 MARZO

TERNI. MESSAGGIO DEL VESCOVO ALLA CITTÀ PER LA FESTA DI SAN VALENTINO

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Quest’anno abbiamo voluto porre al centro dell’attenzione della comunità cittadina ed ecclesiale il tema dei giovani. Scelta dettata dalla riflessione, particolarmente viva negli ultimi tempi.
Il Sinodo dei vescovi, convocato da Papa Francesco e celebrato nel mese di ottobre 2018, ha raccolto le preoccupazioni e le speranze di vescovi, giovani, religiosi di tutto il mondo in riferimento alla condizione dei giovani e alla pastorale giovanile.
La visita pastorale, che sto facendo da due anni alla Diocesi, mi dà la possibilità di incontrare le comunità cristiane, la gente, le Istituzioni, le associazioni e in particolare i giovani, gli studenti.
Ho avuto modo di interessarmi ai giovani nelle parrocchie visitate e negli incontri con gli studenti delle scuole superiori.
Nelle scuole ho notato giovani interessati ai temi della scuola, cultura, della società, della religione e del lavoro. Nel dialogo con loro ho intravisto la loro proiezione e slancio nel futuro, ma anche la preoccupazione per le incertezze occupazionali nel nostro territorio e anche in Italia. De resto il grande numero di giovani che lasciano il territorio ternano per altre regioni o per l’estero è preoccupante (nel 2016 sono emigrati circa 600 giovani). Se poi si considera l’inverno demografico che colpisce l’Italia e specie la nostra regione, fenomeno foriero di sterilità generalizzata e dell’avvento di una società di vecchi, non c’è che da essere preoccupati.
Nelle parrocchie, tolte alcune lodevoli eccezioni, ho notato grande difficoltà di aggregazione e di partecipazione da parte dei giovani. Molte sono le domande che ci poniamo: sono i giovani che si sono allontanati dalla Chiesa, hanno altri interessi o siamo noi adulti a non riuscire più ad attraversare il ponte temporale, generazionale, informatico, che ci unisce alle generazioni nuove?
Abbiamo preso in mano le riflessioni del documento conclusivo del Sinodo dei giovani e abbiamo voluto metterci in ascolto delle domande espresse e inespresse dei giovani. Stiamo interrogando i giovani in maniera diretta e attraverso un contest-concorso, lanciato in occasione della festa di san Valentino. Come Chiesa vogliamo avviare un tempo di particolare attenzione ai giovani, perchè con umiltà e attenzione, possiamo comprendere, aprire spazi, ascoltare, dialogare e condividere gioie e speranze con le giovani generazioni.
In questa situazione rivolgiamo un appello alla politica nazionale e locale, alle imprese, alle associazioni di categoria, ai sindacati, oltre che a tutti coloro che hanno a cuore la gioventù e il futuro della nostra città e nazione di fare qualcosa, prima che sia troppo tardi.

Durante la visita pastorale ho l’opportunità di incontrare la gente anche per strada e di andare per il territorio, fino alle zone più nascoste. Mi spiace vedere zone trascurate, a volte abbandonate, che diventano ricettacolo di rifiuti e pericolosi rifugi divandali.
La collaborazione dei cittadini, dei negozianti e delle associazioni civili e religiose nell’abbellimentodella città in occasione delle feste natalizie (luminarie, alberi di Natale, presepi, dotazione di vasi e piante, ecc.) indica che i ternani vogliono una città bella e vivibile e sono disposti a fare anche dei sacrifici di natura economica e a cambiare abitudini.
Occorre che in questo tempo di emergenza si stimolino e si coordino le forze migliori, cittadini, associazioni e amministratori per un impegno continuativo per rendere bella e vivibile la nostra città. E’ vero che la situazione di dissesto amministrativonon consente di fare molte cose, ma alcune si possono fare e soprattutto auspichiamo che la crisi non pesi solo su alcuni, non schiacci i più poveri.
La politica è l’arte di amministrare la città, promuovendo il bene comune, il bene di tutti e non di una parte, favorendo il dialogo e recependo gli stimoli e le proposte buone da chiunque vengano.

Negli ultimi tempi è maggiormente percepibile, in alcune frange di cittadini e di politici uno scadimento nel dialogo e nelle relazioni interpersonali, una perdita del senso di umanità nei rapporti con il prossimo, inteso come persone che ci sono accanto o quelle descritte da Gesù nel Buon samaritano. Il timore per la propria sicurezza, la paura dell’estraneo e del diverso, lo stato di precarietà economica e sociale stanno facendo perdere quella lucidità mentale e quel coraggio civico che porta ad affrontare i problemi con razionalità, intelligenza, solidarietà e compassione. E’ in atto una guerra tra poveri, fomentata da proclami miracolistici e nella quale stiamo perdendo anche quel senso di famiglia e di solidarietà che ha sempre contraddistinto il popolo italiano e la nostra Terni e che potrebbe contribuire a risolvere responsabilmente i problemi.

Ancora una volta non possiamo tacere il tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo, che purtroppo non governato in maniera adeguata, sta diventando fortemente divisivo sia per la complessità della sua conduzione sia per la violenza di un vento decisamente contrario alla umana pietà e anche ad una ragionevole soluzione.
Siamo consapevoli di essere inadeguati a risolvere il problema, che tuttavia non è un problema di Chiesa o dell’Europa. Le persone che oggi sono tra noi, sono una emergenza e un problema che riguarda tutti i cittadini, ciascuno secondo il grado delle sue responsabilità e va trattato non con diktat, ma con ragionevolezza, con politiche intelligenti, mosse dal diritto intriso di umanità e anche un pizzico di misericordia, da parte di Autorità e cittadini.
Non posso non fare appello al senso di umanità dei cittadini, cristiani e non, anche in vista di evitare situazioni di ulteriori disagi per tutti.

TERNI. PRESENTAZIONE DEL LIBRO SULLA STORIA DI MARIA ELETTA

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Ha unito l’Europa fondando monasteri a Terni, Vienna, Graz e Praga e vissuto da protagonista la Guerra dei Trent’anni e la caduta del muro di Berlino: non male per una monaca di clausura. È l’incredibile storia di madre Maria Eletta del Gesù, al secolo Caterina Tramazzoli, raccontata nel libro Maria Eletta: una monaca in cammino da Terni nel cuore dell’Europa, scritto da Arnaldo Casali (autore di San Valentino, il segreto del Santo innamorato) e pubblicato dal Monastero delle Carmelitane di Terni, che sarà presentato domenica 3 febbraio alle 17.30 al Cenacolo San Marco.

Giovane carmelitana nata a Terni da una famiglia nobile ma povera, Caterina – dopo essere diventata una delle prime monache del Carmelo di Terni – era diventata un’amica personale dell’Imperatore che l’aveva incaricata di fondare monasteri in Austria e Boemia per contrastare l’egemonia dei protestanti. Dopo una vita avventurosa Eletta ha avuto una morte altrettanto avventurosa: il suo corpo, infatti, ha continuato a muoversi per quattrocento anni suscitando la devozione dei fedeli e le superstizioni del regime comunista che ha perseguitato ed esiliato per quarant’anni le monache senza avere il coraggio di toccare l’urna in cui è esposta la badessa.

Il volume sarà presentato, insieme all’autore, da Stefania Parisi – direttore dell’Istess, e Maria Molé, che ha curato un progetto scolastico dedicato a Eletta. Nel corso della presentazione verrà proiettato anche un reportage video realizzato dallo stesso Casali nel monastero di Praga e prodotto da Aferdita Demiri e Luca Mannaioli del Terni Film Festival.

Pur essendo una figura centrale nella storia religiosa del XVII secolo, Maria Eletta è ancora in gran parte sconosciuta e la sua riscoperta sta riscuotendo molto interesse anche in Repubblica Ceca, tanto che il ministro Alena Schillerová ha voluto incontrare l’autore del libro durante i sopralluoghi effettuati a Praga lo scorso settembre.

Il libro viene distribuito all’Istess ad offerta libera. L’intero ricavato va a sostegno del Monastero delle Carmelitane di Terni, che ha finanziato il progetto.

TERNI-NARNI-AMELIA. GLI AUGURI DEL VESCOVO ALLA COMUNITÀ DIOCESANA

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Quest’anno la visita pastorale mi ha dato l’opportunità e la gioia di incontrare le comunità cristiane nelle varie componenti: famiglie, associazioni e gruppi vari nelle parrocchie; ho stretto la mano a persone di oqnietà e condizione: bambini, giovani, adulti, anziani, sani, malati. Questi ultimi li ho visitati nelle proprie abitazioni, nella case di riposo, negli ospedali. Ho incontrato anche studenti nelle scuole, liberi professionisti, lavoratori sul luogo di lavoro o scioperanti per difendere il posto di lavoro, Istituzioni civili, giudiziarie e militari. Di tutti e di ognuno ho intuito o condiviso la propria storia, fatta di progetti, gioie, speranze, sofferenze, disagi, disoccupazione e preoccupazioni per il presente e o per il futuro.
Nei vari incontri non sono mancate persone povere, afflitte da vari gradi di precarietà e gli immigrati di ogni condizione: regolari e irregolari senza permesso di soggiorno, richiedenti asilo o giunti a noi dai corridoi umanitari; bambini inseriti nelle scuole pubbliche e minori non accompagnati. Ho incontrato urta umanità dalla provenienza globale: albanesi, rumeni,  africani, sudamericani, asiatici, bengalesi, filippini e di tante altre origini.
Una umanità mortificata dalla crisi economica, preoccupata non del futuro, ma del mese successivo, per molti di come arrivare al giorno dopo. E tuttavia ho incontrato tante persone animate dalla speranza e dalla voglia di resistere e lottare.
A tutti ho fatto risuonare la buona notizia che Gesù, duemila anni fa, è venuto a prendere su di sé la nostra umanità, le nostre miserie e a infonderci speranza, proclamando la Pace in terra agli uomini, che sono amati da Dio. Il grande messaggio di Gesù: Dio è padre di tutti gli uomini. E per questo gli uomini sono legati dal vincolo di fratellanza, a qualunque razza, popolo e nazione appartengano. Nel Natale tale annuncio si rinnova secondo la tradizione e risuona più attuale che mai anche ai nostri giorni. L’invocazione: “Vieni Signore Gesù” diventa grido comunitario e planetario perché gli uomini riscoprano il legame di fraternità, che li unisce ed inizi un tempo di pace, di giustizia e di benessere condiviso da tutti.

Un’icona. In questo Natale l’icona preminente non è quella di Gesù che nasce nella grotta, ma quella della Santa Famiglia di Maria, Giuseppe e il bambino Gesù in cerca di un rifugio, nella città di Betlemme e infine esule e profuga in Egitto.
Se vogliamo vivere un Natale vero, cristiano occorre che cambi il nostro cuore e ciascuno si apra a sentimenti e opere di compassione, umanità, accoglienza-e condivisione.

Quest’anno il “presepe vivente”, in molte parti d’Italia, non sarà una sacra “rappresentazione”, ma una drammatizzazione dal vivo perché le varie leggi e ordinanze che si vanno promulgando, se nelle intenzioni vogliono infondere sicurezza nelle nostre comunità, di fatto mettono sulla strada e abbandonano a se stessi e tra mille difficoltà, immigrati e cittadini indigenti, che si aggirano nelle nostre città. E tuttavia abbiamo fiducia perché, come suggerisce la parola di Dio, “Il povero grida e il Signore lo ascolta” (sal. 34,7). Vi sono ancora tra noi molti uomini e donne di buona volontà, più di quanto non immaginiamo, che a Natale e in futuro, si faranno strumenti generosi della vicinanza e della Provvidenza di Dio.

A tutte le persone incontrate, a quelle che non ho potuto incontrare, a te che mi ascolti auguro di sperimentare la provvidenza e la tenerezza di Dio, manifestata in Gesù Cristo, e di godere dei doni natalizi del benessere spirituale e materiale, della gioia e della pace.
Buon Natale e sereno anno nuovo!

+ P. Giuseppe Piemontese OFM Conv
Vescovo

ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

TERNI. PER LA FESTA DI SAN VALENTINO, L’URNA DEL SANTO IN PROCESSIONE AL DUOMO

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Anche per il prossimo febbraio le spoglie del Patrono di Terni e dell’amore San Valentino saranno portate in processione dalla Basilica che porta il suo nome al Duomo. Lo ha annunciato il vescovo della Diocesi di Terni, Narni e Amelia Monsignor Giuseppe Piemontese spiegando che nella serata di sabato 9 febbraio si terrà un fiaccolata con tanti giovani che accompagneranno l’urna del Santo per le vie della città fino alla Cattedrale. Il giorno successivo si svolgerà il Pontificale del vescovo e al termine, in processione, San Valentino sarà riportato nella sua Basilica dove il 14 febbraio avrà luogo la tradizionale festa.

TERNI. CONTEST “FATTI SENTIRE”

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“Non vogliamo dire qualcosa ai giovani ma vogliamo ascoltarli” e così è nato il Terni Young Art Contest “Fatti sentire”, un concorso indetto dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia ed organizzato dalla Commissione di Pastorale Giovanile. È dedicato ragazzi di età compresa fra i 16 e i 30 anni, per consentire loro di dire la propria opinione su argomenti importanti come l’affettività e la corporeità, la fragilità, la chiesa, l’emarginazione ed il disagio sociale, la sofferenza, ma anche i sogni. Parlando con un linguaggio moderno e consono alle proprie attitudini: musica, videomaking, fotografia, scrittura.

Il regolamento del concorso è disponibile online sul nuovo sito www.pastoralegiovanileterni.it, le iscrizioni scadono il 7 gennaio mentre il termine per la presentazione dei lavori è il 28 gennaio.

Ogni lavoro sarà sottoposto al giudizio di una giuria tecnica, ma sarà possibile votarli anche on line dal 31 gennaio al 15 febbraio. La premiazione del concorso si terrà il 17 febbraio 2019. I vincitori riceveranno un buono del valore di 500 euro da spendere in un negozio della città.

“L’evento del sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, voluto da papa Francesco, che si è concluso a fine ottobre, pone la chiesa verso una nuova attenzione al mondo giovanile – ha detto il vescovo Giuseppe Piemontese – come chiesa diocesana volgiamo metterci in ascolto dei giovani e lo facciamo in occasione della festa di San Valentino, patrono degli innamorati, che aveva una particolare predilezione per i giovani. Cerchiamo allora di incontrare, conoscere, dialogare con i giovani delle nostre città, partendo dall’impostazione che ha il documento conclusivo del sinodo dei Vescovi, dove è previsto un momento di ascolto dei giovani, su cosa i giovani pensano della Chiesa, della fede, dei temi cruciali della vita, la fragilità, la cultura e altro”.

“Abbiamo scelto una modalità originale, quella di un concorso, spiega don Matteo Antonelli responsabile della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi, per metterci in ascolto dei giovani. È un’iniziativa che nasce dalla riflessione che la Chiesa sta facendo sui giovani, alla luce anche del Sinodo che è stato celebrato ad ottobre in Vaticano e tenendo conto che il tema dei giovani sarà centrale nell’ambito delle festività di San Valentino”.

TERNI. RACCOLTA DI AVVENTO DELLA CARITAS PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

 

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L’Avvento è il periodo dell’anno liturgico dedicato alla carità, tempo propizio per tornare a riflettere sull’accoglienza dell’amore di Dio; un tempo forte di attesa, di un compimento di ciò che è già presente per i cristiani, l’amore di Dio.

La raccolta di Avvento della Caritas diocesana si terrà nella “Domenica Gaudete”, III di Avvento, il 16 dicembre in tutte le parrocchie della diocesi, e il cui ricavato sarà destinato al Fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà.
Le raccolte potranno essere consegnate alla Segreteria Caritas (che emetterà ricevuta) o, preferibilmente, versati sul Conto Corrente ” Diocesi di Terni Narni Amelia-Caritas” co Banco Popolare IBAN IT 70Q0503414400000000002961.

Complessivamente nelle precedenti ultime due raccolte (Avvento 2017 e Quaresima 2018), a fronte di entrate 17.939 € , sono state spesi oltre 20.000€. Sono stati effettuati 82 interventi materiali alle persone, rispondendo a 50 differenti richieste provenienti dalle parrocchie, 4 eseguite in collaborazione con le Conferenze San Vincenzo ed altre associazioni della Consulta; il resto degli interventi  su segnalazioni del CdA diocesano e dall’Ospedale della Solidarietà.