TERNI. BANDO PER IL SERVIZIO CIVILE PRESSO LA CARITAS DIOCESANA

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La Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia, associazione di volontariato San Martino partecipano al bando di selezione per il servizio civile con il progetto “Spazio IntegrAzione Terni-Narni-Amelia” per la selezione di 4 giovani dai 18-29 anni non ancora compiuti.

Un’esperienza di formazione personale e di orientamento per tutti i giovani che intendono impegnarsi in attività sociali utili al nostro paese e alla collettività.

Il servizio civile è “una scelta che cambia la vita, tua e degli altri” ed offre ai giovani l’opportunità di partecipare ad un progetto i cui obiettivi sono la coesione sociale, lo scambio culturale e la promozione umana nel segno della cultura cristiana partendo dal cambiamento di se per raggiungere ad un miglioramento della società.

Le domande possono essere presentate a mano il mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 17.00 presso la sede Caritas Diocesana in strada di Valle Verde, 22 – Terni ed entro le ore 17.00 del 28 settembre 2018 previa verifica della domanda stessa.

Solo per venerdì 28 settembre l’orario di accettazione è esteso fino alle ore 18:00.

Tramite sistema informatico email esclusivamente con PEC (Posta Elettronica Certificata, intestata a chi presenta la domanda), entro e non oltre le ore 23:59 del 28 settembre 2018 tramite compilazione dell’Allegato 3 (.pdf e .doc), dell’Allegato 4 (.pdf e .doc) e dell’Allegato 5 (.pdf e .doc), all’indirizzo mail: segreteria@caritas-tna.it

Le domande possono essere inviate a mezzo posta con raccomandata A/R al seguente indirizzo: strada di valle verde, 22 – 05100 Terni

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

– redatta secondo il modello riportato nell’Allegato 3 al presente bando, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni riportate in calce al modello stesso e avendo cura di indicare la sede per la quale si intende concorrere;
– accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;
– corredata dall’Allegato 4 relativo all’autocertificazione dei titoli posseduti; tale allegato può essere sostituito da un curriculum vitae reso sotto forma di autocertificazione ai sensi del DPR n. 445/2000, debitamente firmato;
– corredata dall’Allegato 5 debitamente firmato relativo all’informativa “Privacy”, redatta ai sensi del Regolamento U.E. 679/2016;

Per maggiori informazioni si può contattare in numero fisso 0744 428393 o il numero cellulare 338 5032799 (persona di riferimento Silvia Moriconi).

Per maggiori informazioni e per consultare il bando: www.caritas.it/materiali/temi/serviziocivile/ProgettiBando2018/Terni.pdf

TERNI. PELLEGRINAGGIO DIOCESANO AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL PONTE

 

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L’anno pastorale per la comunità diocesana è cominciato con il pellegrinaggio e la solenne celebrazione al santuario della Madonna del Ponte.

“Papa Francesco, ravvedendo in questo un serio pericolo per il futuro della comunità umana, ripete frequentemente che occorre abbattere i muri materiali, psicologici e umani che ci fanno rinchiudere nel nostro piccolo mondo privato, disinteressandoci degli altri. Occorre costruire ponti, collegamenti, legami di ogni tipo: ponti materiali, ponti di dialogo, di amicizia, di fraternità tra persone, tra popoli e nazioni superando le differenze di lingua, cultura, religione”. Lo ha detto il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese, in occasione del pellegrinaggio e della solenne celebrazione al santuario della Madonna del Ponte, dove i fedeli hanno sostato in preghiera nella grotta che custodisce l’immagine di Maria con il Bambino.

“Anche nella nostra Italia, da un po’ di tempo a questa parte si è alimentato e diffuso in maniera esasperata un clima di paura, di sospetto nei confronti di chi è diverso, altro, sia per un diverso colore della pelle, sia per abitudini e cultura differenti, sia per coloro che non sono dei nostri”, ha aggiunto il vescovo che ha invitato i credenti a “rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie responsabilità”.

L’attenzione di mons. Piemontese si è concentrata anche sui ponti materiali. “Quest’anno la festa della Madonna del ponte o dei ponti associa la nostra attenzione inevitabilmente al crollo del ponte Morandi di Genova, ai morti, ai feriti, agli sfollati ai disagi per i cittadini. Insieme alle tristi sofferenze umane, la popolazione patisce le conseguenze causate dalla privazione di una essenziale via di comunicazione”.

Il pellegrinaggio alla Madonna del Ponte, copratona della Diocesi, trova le sue radici nella devozione mariana, nella cultura dell’amore e della pace, una preghiera corale per porre sotto la protezione della Madonna l’intera chiesa diocesana.

Quella del pellegrinaggio è un’antica tradizione legata ad uno dei più importanti santuari mariani del territorio dove è custodita l’immagine di Maria con il Bambino, affrescata nella grotta all’interno del santuario, risalente al 1050 e da sempre molto venerata. Già in quel periodo viandanti e pellegrini di passaggio lungo la via Flaminia avevano l’abitudine di soffermarsi davanti alla grotta, in segno di venerazione e di culto per la Madonna. Attorno alla grotta venne costruito il Santuario, consacrato poi nell’anno 1728. Con il tempo la popolarità della Madonna del Ponte si accrebbe notevolmente, tanto che nel 1754 l’immagine sacra fu solennemente incoronata.

TERNI. FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

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La parrocchia di Santa Maria Assunta della Cattedrale di Terni celebra la festa del Preziosissimo Sangue dal 14 al 23 settembre. Una festa della comunità parrocchiale che segna l’inizio del nuovo anno pastorale e la ripresa del cammino che coinvolge i diversi gruppi, associazioni, scuola catechistica.

“Una festa legata a quel tesoro nascosto e non abbastanza noto, che è la Reliquia del preziosissimo Sangue di Gesù Cristo – ricorda il parroco don Alessandro Rossini – una piccola ampolla contenente alcune piccole gocce di sangue appartenenti a Nostro Signore che per svariate vicissitudini storiche, quelle più significative ben documentate e conservate nell’archivio della Cattedrale, è giunta sino a noi. Il fascino della reliquia è legato anche ad una pagina di storia che si può rievocare leggendo una antica lapide apposta su una parete della torre Barbarasa in via Roma. Siamo infatti nel 1656 quando da Napoli giungono notizie preoccupanti di svariati casi di peste; in breve il contagio si era esteso assumendo l’aspetto di vero e proprio flagello. Da lì a poco l’epidemia si diffonde a macchia d’olio assumendo la dimensione di un flagello biblico. Il vescovo di allora, Mons. Gentili, dinanzi all’impotenza degli uomini, il 21 giugno del 1657 preleva dalla Cattedrale, ove era custodita, la Reliquia contenente il Sangue di Cristo e, in processione seguito dal capitolo del Duomo, sale sull’alto della torre dei Barbarasa e da lì benedice lo città auspicando l’intervento divino. Passa qualche tempo, sul finire di agosto i casi di peste diminuiscono fino a cessare gradualmente del tutto. La città, come al sopraggiungere della primavera, torna lentamente a rivivere. Abbiamo pensato di riproporre in maniera solenne, all’intera popolazione della città l’antico rito della benedizione con la Sacra Reliquia, alla presenza del Vescovo Giuseppe, per invocare su tutti noi come in antichità, l’intervento divino, affinché la nostra città torni a risollevarsi, a vivere e a sperare in un futuro migliore”.

La reliquia del Preziosissimo Sangue fu donata alla chiesa Cattedrale nel 1650 dal cardinale Francesco Angelo Rapaccioli allora vescovo di Terni. E’ una devozione a Gesù che ha versato il suo sangue per la redenzione dell’umanità e che più di ogni altra suggerisce lo spirito di sacrificio, incoraggia a portare la croce e ad affidarsi alla volontà di Dio.

Nella Cattedrale di Terni dalla fine del ‘600 la reliquia è custodita nell’altare appositamente costruito e la storia descritta in un dipinto del XVIII secolo, posto sulla parete sinistra del presbiterio, di fronte all’organo, rievoca l’incontro di San Giuseppe da Copertino con il cardinale Rapaccioli. Quando il cardinale, che si recava ad Assisi per incontrarsi con l’amico Santo, giunse nei pressi della basilica di San Francesco, vide venirgli incontro San Giu­seppe, che precedeva i frati sorreggenti il baldacchino e altri che recavano ceri, turibolo e croce processionale. Giunto all’altezza del cardinale, il santo, divinamente ispirato, si inginocchiò adorando la reliquia del Preziosissimo Sangue, che il cardinale se­gretamente recava con sé. L’episodio è una prova indiretta dell’autenticità della reliquia offertaci da San Giuseppe da Coper­tino, che l’anonimo pittore ha voluto affrescare a lato dell’Altare Maggiore, eretto nel 1 762, al fine di custodire nel suo interno la preziosa reliquia.

Oltre alla festa religiosa sono in programma eventi culturali e artistici come il convegno al Museo Diocesano di venerdì 14 settembre alle ore 18.00 “La reliquia del Preziosissimo Sangue – Spiritualità, arte e storia, nella Cattedrale di Terni” a cura dell’associazione Tempus Vitae, coordina Nuccio Fava, giornalista. (Programma completo del convegno)

Sabato 15 settembre alle ore 10 al Museo Diocesano convegno “Il dono del sangue nel segno di Gesù per la salute integrale dell’uomo” a cura dell’Avis di Terni e dell’associazione Tempus Vitae. (Programma completo del convegno)
Ore 16.30 visita guidata presso la Cattedrale, la Cripta e il Museo Diocesano e Capitolare di Terni

Venerdì 21 settembre alle ore ore 21 “L’emozione non ha voce” serata con Mogol e la sua band con l’anteprima nazionale della canzone “L’Ave Maria bella” testo di Mogol

Sabato 22 settembre ore 16.30 visita guidata presso Palazzo Bianchini, lapidi e le edicole votive intorno alla zona Duomo

TERNI. CAPPELLA OSPEDALE: PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE E ABBELLIMENTO

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L’ospedale Santa Maria di Terni ha in sé un cuore pulsante: la sua Cappella, costruita negli anni ‘60 e consacrata il 30 ottobre 1967 per rispondere alle esigenze spirituali di conforto e di culto del personale, dei malati e di tutte le persone che per vari motivi si trovano in ospedale. Dopo cinquanta anni la cappella ha bisogno di restauro, messa a norma degli impianti, adeguamento alle norme antisismiche, rinnovamento delle suppellettili liturgiche e abbellimento. Per quest’opera progettata dall’architetto Maria Grazia Di Vito, concorreranno in maniera sinergica e generosa, ciascuno per la parte di competenza, la Direzione dell’Ospedale, la Diocesi di Terni Narni e Amelia anche coinvolgendo tutte le parrocchie, la Fondazione Carit e la generosità degli ospiti, dei malati e di chi ha a cuore l’ospedale. La nuova cappella arricchirà il patrimonio spirituale, artistico e umano del popolo ternano.

Il progetto è stato presentato dal mons. Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia, da Maurizio Dal Maso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni, da padre Angelo Gatto cappellano dell’ospedale di Terni, da Maria Grazia Di Vito architetto e progettista dell’opera e con l’intervento del sindaco di Terni Leonardo Latini.

“La cappella è un po’ il cuore dell’ospedale – ha detto il vescovo Giuseppe Piemontese – una realtà che accoglie persone, soprattutto sofferenti, ma anche i familiari, tutti coloro che prestano cura e assistenza ai malati. Questo cuore che è la cappella dà ragione di vita di speranza di conforto di consolazione a chi ha fede, a chi cerca la guarigione e la serenità. La cappella è uno dei luoghi dove è presente la Chiesa Cattolica ed è sempre stato il punto di riferimento nei luoghi di lavoro, nei luoghi di incontro, nelle scuole ma soprattutto nell’ ospedale. Dov’è il desiderio e la speranza è tanto grande, dove l’abbandono e la fiducia al Signore aiuta a riprendere anche la salute la serenità e la vita”.

“Una riqualificazione è messa a norma dal punto di vista strutturale di competenza dell’azienda ospedaliera proprietaria dell’immobile – ha sottolineato Maurizio Dal Maso direttore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria – con la messa a norma e sicurezza, riqualificazione. Successivamente una serie di opere di abbellimento e migliore funzionalità della Cappella dell’ospedale è il risultato finale da raggiungere si spera in tempi relativamente rapidi. Un intervento che intende dare maggiore attenzione a quello che ha rappresentato nella storia questo ospedale. Oggi è il progetto di massima, poi ci saranno i tavoli tecnici per quanto riguarda il progetto esecutivo, tipizzazione, costi e quant’altro. Ancora di sicuro non c’è un timing di intervento, dovendo avviare la piena strutturazione della progettazione esecutiva e della messa a gara”.

IL PROGETTO
I punti di partenza da cui sono state tratte le linee guida sia teologiche che architettoniche del progetto è il tabernacolo: centro visivo e sostanziale della Chiesa cristiana. Il tabernacolo è composto da due braccia che rappresentano il Padre, il quale dona all’umanità il Figlio simboleggiato dal pane.
Quest’opera vuole mettere in evidenza la compassione di Dio per l’uomo nei suoi momenti difficili che possono essere quelli vissuti in ospedale.
Pertanto dal tabernacolo, si irradiano tutte le linee architettoniche e quelle che hanno dato vita agli arredi della Cappella. Nello specifico, dal presbiterio si irradiano le linee che hanno dato forma al progetto delle panche fino ad arrivare alla nuova disposizione del confessionale, del fonte battesimale ed anche delle stanze per la sacrestia.

L’idea progettuale ha l’intenzione di suggerire al fedele che entra nella chiesa un percorso vero e proprio in cui sia espresso simbolicamente il nucleo della fede cristiana. Le nuove vetrate rappresentano la stessa simbologia osservata da due punti di vista: uno suggerisce al fedele il cammino dell’uomo verso Dio indicato dalla forma crescente delle vetrate e dai colori. Il secondo, riprendendo la curvatura del presbiterio, assume una forma di corona, visibile dalla città, a significare che la Cappella Santa Maria è la corona dell’ospedale garante di salvezza: dono di Dio nel cuore del popolo ternano.
Le vetrate partono da una quota corrispondente al ventre di un uomo di media altezza per crescere gradualmente nell’avvicinarsi al presbiterio, producono conseguentemente una corrispondente crescita dell’intensità luminosa a simboleggiare una crescita spirituale; i colori vanno dal blu al rosso della terza vetrata che si raccorda al rosso del presbiterio in simbolo della sofferenza di Gesù che ha donato la sua vita per l’umanità.

FOCE DI AMELIA. CELEBRAZIONE AL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

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In occasione della festa della natività di Maria l’8 settembre, presso il santuario della Madonna delle Grazie a Foce di Amelia, dove è custodita una miracolosa immagine quattrocentesca della Madonna, si rinnova la tradizione del pellegrinaggio dei malati, accompagnati dai volontari dell’Unitalsi e del Centro volontari della sofferenza (Cvs).

Il santuario di Foce è stato fin dal 1600 santuario del territorio amerino, costruito con il contributo di tante diocesi del centro Italia che, oltre a sottolineare la enorme devozione mariana e notorietà che aveva raggiunto, è stato da sempre luogo di pellegrinaggio dei malati con grande afflusso di popolo soprattutto dalle parrocchie dell’allora diocesi di Amelia.

Sabato 8 settembre alle ore 17.00 ci sarà la recita del rosario e le confessioni. Alle ore 18 la solenne concelebrazione presieduta da mons. Salvatore Ferdinandi vicario generale della diocesi alla presenza dei sacerdoti della vicaria di Amelia, fedeli e malati.

Al termine della celebrazione seguirà una breve processione sul piazzale antistante il santuario e l’impartizione della benedizione eucaristica ai malati e fedeli.

Nel santuario di Santa Maria delle Grazie, edificato nel 1648, si venera un affresco della Vergine, traslato da un’edicola originariamente posta sulla sponda del torrente Beccio. Il 13 maggio 1629 la sacra immagine fu solennemente traslata a Foce, dove venne costruito l’attuale Santuario e dove il 13 giugno 1859 fu incoronata, su nulla osta del papa Pio IX, a testimonianza dei tanti fatti prodigiosi avvenuti per intercessione di Maria. All’interno del santuario si trova un altare di notevole fattura ed alcune tele d’epoca.

OTRICOLI. ACCOLTI 5 UOMINI ERITREI DELLA NAVE DICIOTTI

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Saranno accolti nel pomeriggio di oggi, venerdì 31 agosto, ad Otricoli cinque uomini eritrei giunti in Italia con la nave Diciotti e ospitati in questi giorni a Rocca di Papa. L’iniziativa di accoglienza nella diocesi di Terni-Narni-Amelia si pone in continuità con l’attività finora svolta tramite la Caritas diocesana e l’associazione di volontariato San Martino: un impegno avviato da diversi anni aderendo ai vari progetti in ambito nazionale, ultimo in ordine di tempo quello dei Corridoi umanitari della Conferenza episcopale italiana-Caritas italiana e Comunità di Sant’Egidio.

Il piccolo gruppo sarà ospitato ad Otricoli, in una casa messa a disposizione dalla diocesi, e sarà seguito, nell’anno di permanenza nella cittadina umbra, da tre operatori e un mediatore culturale che conosce la lingua madre degli eritrei.
Per loro è previsto un primo accompagnamento per l’espletamento delle pratiche burocratiche e per l’inserimento nel nuovo contesto abitativo e sociale, e quindi un affiancamento di operatori e mediatori culturali nel successivo percorso di integrazione e autonomia, attraverso la formazione linguistica, culturale e lavorativa, assistenza medica e accesso ai servizi presenti sul territorio.

TERNI. VISITA PASTORALE ALL’OSPEDALE

VESCOVO TERNI

Dal 2 all’8 settembre 2018 il Vescovo, padre Giuseppe Piemontese, sarà in visita pastorale all’ospedale Santa Maria di Terni e all’Hospice in zona Le Grazie.
E’ un tempo di incontro e dialogo fraterno col vescovo, che viene a confermare la fede, a incoraggiare le persone e le comunità, immerse nelle sfide del tempo. La visita pastorale in ospedale intende approfondire la conoscenza delle varie realtà che operano nella struttura e soprattutto essere segno di vicinanza e fraternità da parte del vescovo con i malati e sofferenti e con coloro che si prendono cura di tutte le persone ricoverate e loro familiari.

Programma:
– Domenica 2 settembre ore 10.30 Santa Messa di inizio visita.
– Giovedì 6 settembre ore 16.30 Vespri solenni con Adorazione eucaristica. Presentazione della realtà ospedaliera e illustrazione della vita ospedaliera e delle opere realizzate. Incontro con: Missionarie Identes, Confraternita, gruppo preghiera Padre Pio e Associazioni.
– Venerdì 7 settembre ore 10.00. Incontro con la dirigenza. Pomeriggio: Incontro con il personale e visita ai malati
– Sabato 8 settembre ore 17:00 Hospice: celebrazione della messa. Saluto ai malati, ai familiari e al personale.

NARNI SCALO. FESTA DELLA MADONNA DEL PONTE

 

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Nel santuario diocesano della Madonna del Ponte a Narni scalo è custodita la bellissima immagine di Maria con il Bambino, affrescata nella grotta all’interno del santuario, risalente al 1200 e da sempre molto venerata. Con il tempo non ultima la variazione della viabilità, la grotta venne a ricoprirsi di vegetazione al punto di non essere più visibile. Nel 1714 un cacciatore narnese, aggirandosi lungo le pendici del monte Sant’Angelo, in ricerca di selvaggina o forse da avverse condizioni atmosferiche, entrò in una grotta e man mano che la sua vista si abituava alla penombra, notò l’immagine della Vergine.

La Grotta, inglobata nel Santuario, è ornata da un frontespizio ricco di un maestoso complesso di statue e altorilievi in stucco bianco, che riveste il fronte anteriore delta Grotta. monumentale apparato decorativo, in stile barocco, è opera dello scultore Michele Chiesa da Como, valente e poliedrico artista ticinese, che ha realizzato gli stucchi negli anni 1727/28. In alto, al centro, si staglia la figura della Vergine Maria che è assunta in cielo. Ai suoi lati vi sono due statue di donne: la Virtù della Giustizia e la Virtù della sapienza. La parte centrale è un trionfo di personaggi: san Michele arcangelo che sovrasta il demonio sconfitto; san Giuseppe con il bastone fiorito in mano; al centro un angelo tiene in mano una minuscola bilancia, sui cui piatti si trovano due piccole teste, raffiguranti Adamo e Gesù, il nuovo Adamo. L’intera costruzione si sviluppa per un’altezza di oltre 10 metri, per un fronte di circa 8 metri, ed ha una estensione totale di circa 85 mq.

Nei giorni della festa, dal 31 agosto al 9 settembre 2018, ci sarà la messa alle ore 7.30 e alle 18 e il rosario meditato dal 3 all’8 settembre alle ore 17.15 mentre il 31 agosto alle ore 21 il rosario meditato si terrà a partire dall’edicola di via della Doga e il domenica 2 settembre alle ore 17 con l’Unitalsi. La messa delle 18 sarà animata dalle diverse parrocchie della vicaria di Narni, il 3 settembre con la parrocchia di S.Antonio di Padova, il 4 settembre con la parrocchia di SS. Giovenale e Cassio, il 5 settembre dalle associazioni mariane della diocesi.

Sabato 8 settembre è in programma alle ore 20.45 la processione con l’immagine della Madonna, dalla chiesa di S.Antonio di Narni scalo al Santuario, accompagnata dalla filarmonica città di Narni.

Domenica 9 settembre sante messe alle ore 7.30 e 10.30 con rinnovo delle Promesse matrimoniali.
Alle ore 18 si terrà la solenne celebrazione con i sacerdoti della diocesi a conclusione del pellegrinaggio diocesano presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese. Il pellegrinaggio, che trova le sue radici nella devozione mariana, nella cultura dell’amore, è divenuto un appuntamento di comunione e di condivisione dell’intera diocesi legato ad uno dei più importanti santuari mariani del territorio e partirà alle ore 13.45 dalla cattedrale di Terni.

PROGRAMMA COMPLETO

TERNI. ESCURSIONE SULLA CROCE DEL MONTE LA PELOSA

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Tradizionale escursione sul Monte La Pelosa sabato 8 settembre 2018, organizzata in memoria di don Antonio Pauselli e dei coniugi Maria Pia e Mario Del Sorbo: persone legate da una forte amicizia e dalla passione per la montagna che hanno contribuito alla ideazione, costruzione e installazione della croce posta in cima. L’appuntamento è alle 9 sulla piazza di Polino per poi celebrare la S.Messa alle ore 11.15 sulla cima della Pelosa, ai piedi della croce. Si concluderà la giornata con il pranzo al sacco.

Una croce. Da un’idea di don Antonio Pauselli alle mani esperte di Mario Del Sorbo, uno dei realizzatori. E dopo di loro, e insieme a loro, le braccia, le gambe e gli zaini del gruppo scout Terni 1 e di altri volontari che hanno trasportato fino alla cima del Monte La Pelosa, a 1636 metri, tutti i materiali necessari per l’erezione della croce.
Questo è il 1982. Don Antonio è viceparroco nella parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata. Mario e Maria Pia sono una delle belle e instancabili coppie che hanno dato il loro contributo alle varie attività pastorali. Gruppo di sostegno per gli alcolisti, catechismo, azione cattolica e vita di tutti i giorni… un impegno costante e sincero che ha alimentato l’amicizia con don Antonio.
La realizzazione della croce segna tutti in modo particolare. Non è stata solo l’opera di un artigiano.

Quando dopo alcuni anni Mario si ammala, e fino a quando le ultime forze lo hanno sostenuto, amava recarsi, insieme a Maria Pia, ai piedi di quella croce per meditare e pregare. E così la moglie, i figli e tutti gli amici, per anni hanno rivissuto insieme il ricordo di Mario celebrando la messa in cima alla Pelosa. Quando poi è venuta a mancare anche Maria Pia è stato naturale unire anche il ricordo di lei in quella speciale occasione. Lei che si è spenta in ospedale con accanto l’immagine di quella croce.

Il 15 agosto 2012 è il giorno in cui don Antonio sale al Cielo. È il giorno in cui la Chiesa celebra l’Assunzione in Cielo di Maria. È il giorno in cui la montagna celebra la Festa delle Guide. E don Antonio guida lo è certamente stato per coloro che hanno avuto l’opportunità di fare qualche passo con lui… e non solo in montagna!

MONTEFRANCO. INAUGURAZIONE DELLA CASA VACANZE SAN BERNARDINO

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Un pomeriggio e una serata nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia per il card. Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Lunedì 13 agosto 2018, infatti, il Porporato, invitato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, ha inaugurato il nuovo corso del Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR) e ha presieduto una veglia di preghiera mariana nella Cattedrale di Spoleto (ore 21.00) in preparazione alla solennità dell’Assunta.

Grazie al sostegno di Caritas Italiana è nata la Cooperativa “Valle Mea” con l’obiettivo di offrire posti di lavoro tramite un’attenta gestione di alcune proprietà ecclesiastiche, ad iniziare dal Convento di S. Bernardino a Montefranco. “Valle Mea” è una cooperativa promossa dall’archidiocesi di Spoleto-Norcia al fine di creare un progetto innovativo ed ambizioso: attraverso la valorizzazione di alcune strutture della diocesi di Spoleto-Norcia di grande bellezza e di indiscusso valore storico-culturale, si pone l’obiettivo di renderle fruibili e pronte ad ogni tipo di ospitalità, alla realizzazione di eventi pubblici e privati, ad accogliere mostre, convegni ed attività di interesse artistico e culturale. Un segnale importante per il territorio specialmente in questo periodo post-sisma, un esempio di energia e vitalità, che vuole creare occasioni di rilancio e di riscatto. La cooperativa ha avviato la sua attività grazie ad un progetto di Caritas Italiana denominato “Lo sguardo ampio verso il futuro”, con l’obiettivo di fronteggiare la disoccupazione in un territorio segnato dalla chiusura di molte aziende. Inoltre, il terremoto ha reso inagibili numerose strutture pubbliche e private: l’Archidiocesi dunque mette a disposizione della comunità alcune proprietà, attualmente inutilizzate, per sviluppare progetti rivolti in modo particolare alle persone inoccupate. Una di queste è appunto il Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR): la parte nuova del complesso è stata adibita a Casa per ferie, luogo ideale per il relax della mente, del corpo e dello spirito. Si possono accogliere venti persone in sette camere doppie, tutte con bagno interno. Oltre al pernottamento, è previsto il servizio di prima colazione. Ad oggi la neo Cooperativa ha assunto due giovani del territorio.

L’inaugurazione del Convento, fino al 2016 abitato da una comunità di monache Clarisse, è avvenuta appunto alla presenza del cardinale Bassetti e di don Andrea Laregina di Caritas Italiana. C’erano molte persone della Valnerina ternana, diverse autorità civili e militari, ad iniziare dal sindaco di Montefranco Rachele Taccalozzi e da quello di Spoleto Umberto De Augustinis, i parroci del territorio. Tutti sono stati accolti con cordialità dal presidente della Cooperativa Lanfranco Amadio che, nel saluto iniziale, ha ringraziato quanti sono stati coinvolti in questo progetto: «Per primo – ha detto – l’Arcivescovo che ha fortemente voluto la nascita di “Valle Mea” per la gestione di alcune proprietà ecclesiastiche, al fine di creare posti di lavoro; poi i membri del consiglio di amministrazione, don Sem Fioretti e la dott.ssa Maria Antonella Proietti che hanno condiviso con me il cammino, di quasi due anni, per arrivare a questo importante momento; la cooperativa “Diaconia” della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino per il sostegno iniziale; il Comune di Montefranco e gli altri uffici pubblici con i quali ci siamo rapportati; le maestranze che hanno lavorato per l’adeguamento del Convento.

La gioia dell’Arcivescovo nel poter garantire qualche posto di lavoro: «È un piccolo segno di speranza in un contesto lavorativo in forte crisi». «Rivolgo un cordiale saluto a tutti voi, convenuti questa sera per quello che mi piace definire un “incontro di famiglia”», ha detto mons. Boccardo nel suo saluto agli ospiti. «Ci ritroviamo infatti per fare conoscenza di una casa e di luoghi della vita quotidiana. Ci onora in modo particolare la presenza del card. Bassetti.Questo antico Convento di San Bernardino, ricco di storia e di vita consacrata, ha ospitato negli ultimi anni le Monache Clarisse provenienti dal Monastero del Palazzo in Spoleto, che hanno trovato qui accoglienza amica e un luogo di pace e di serenità. Quando, per il ridursi del numero, l’avanzare degli anni e l’aggravarsi delle condizioni di salute, le Monache stesse hanno chiesto di essere accolte in altri Monasteri della regione ed hanno donato alla diocesi di Spoleto-Norcia questo complesso, si è aperta la possibilità di utilizzare l’immobile per farne un luogo di soggiorno e ristoro materiale e spirituale. Grazie all’aiuto di Caritas Italiana è stato dunque possibile costituire la cooperativa “Valle Mea” che, gestendo questo ed altri beni della Diocesi, potrà garantire – come già sta facendo – qualche posto di lavoro a persone del nostro territorio. È un segno di speranza che ci fa guardare fiduciosi al futuro».

Le parole del card. Gualtiero Bassetti. «Come Presidente della Conferenza episcopale italiana plaudo all’archidiocesi di Spoleto-Norcia per la nascita di questa Cooperativa, un piccolo, ma fondamentale segno di speranza per chi è alla ricerca di lavoro. Come Chiesa certamente non possiamo risolvere tutti i problemi, ma iniziative come questa possono indicare alla società alcuni orientamenti. Esulto quando come comunità cristiana riusciamo a dare il nostro piccolo contributo e permettere così a qualche giovane di non dover lasciare l’Italia per lavoro. La nostra parte la continueremo fare collaborando con tutti, ma essendo anche coscienza critica della società». Poi, l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ha ricordato il suo legame con S. Bernardino a cui è intitolato il Convento: «Nel 1994 S. Giovanni Paolo II mi nominò vescovo di Massa Marittima-Piombino e il giorno dell’ingresso mi colpì una lapide vicino al Battistero della Cattedrale con su scritto: qui nel 1380 fu battezzato S. Bernardino. E da allora questo Santo francescano attento ai bisogni della gente è stato un punto di riferimento per il mio episcopato». Il Cardinale, poi, ha ringraziato l’arcivescovo Boccardo per l’invito dicendo: «Come potevo dire di no al mio Presidente, perché mons. Boccardo, come sapete, è la guida di noi Vescovi umbri». Il Porporato ha poi salutato e abbracciato Velia Santarelli, mamma del compianto mons. Mario Curini, montefrancano, morto del 2012 a 46 anni a seguito di una caduta da cavallo.

La serata si è conclusa con due brani musicali eseguiti dinanzi alla fonte di S. Bernardino, nel parco del Convento, dal coro londinese diretto dal maestro Colin Baldy. Poi, c’è stato il taglio del nastro, la visita al Convento e un momento di convivialità.

Per informazioni: www.casavacanzesanbernardino.it