TERNI. LUTTO IN DIOCESI PER LA MORTE DI MONS. GIANNI COLASANTI

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All’alba del 6 maggio, dopo una lunga e grave malattia, all’età di 77 anni ha concluso la sua esistenza terrena mons. Gianni Colasanti, parroco in solidum della parrocchia di Santa Maria Assunta nella Cattedrale di Terni da 30 anni, cappellano di Sua Santità, canonico del Capitolo della Cattedrale di Terni.

Sacerdote esemplare, con una ricca e vasta preparazione culturale e dalla lucida intelligenza, ha effuso le sue grandi capacità di cuore e di mente nel mondo della cultura, della scuola e nell’apostolato parrocchiale. Si è dedicato alla educazione dei giovani, alla pastorale sociale e alla formazione dei laici. Molto conosciuto, stimato e amato in città per l’impegno in vari ambiti della vita ecclesiale, per essere stato presenza significativa e attenta per diverse generazioni, in particolare nell’ambito teologico-culturale come direttore dell’Istituto di Scienze religiose diocesano e dell’Istituto Leonino, insegnante di Dottrina sociale della chiesa all’istituto di Scienze religiose di Assisi, ed anche per essere stato lungamente insegnante di Filosofia e storia nei Licei della città. E’stato il riferimento di molte persone in ambito teologico e morale, apprezzato per la sua apertura critica ai problemi del mondo contemporaneo, si è fatto apprezzare da laicisti e cattolici. Nel darne l’annuncio il Vescovo ed il capitolo della Cattedrale di Terni, esprimono sentimenti di profonda gratitudine al Signore per la testimonianza del suo servo buono e fedele

Mons. Gianni Colasanti era nato a Terni il 25 giugno 1940, ha svolto gli studi presso il seminario diocesano e poi in quello regionale di Assisi, ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1963 da mons. Giovanni Battista Dal Prà Laureato in Teologia dogmatica e in Filosofia è stato insegnante di Filosofia nei Licei statali di Terni. Appena ordinato sacerdote ha vissuto il suo ministero in diversi ambiti di apostolato: vicario parrocchiale a San  Gabriele dell’addolorata di Terni dal 1966 al 1974, direttore dell’oratorio della cattedrale di Terni e segretario dell’ ufficio missionario, rettore della chiesa del Sacro Cuore immacolato di Maria a Campomicciolo. Nella Cattedrale di Terni ha svolto il suo ministero sacerdotale in diversi periodi e con diversi incarichi, da parroco in solidum a priore del capitolo della Cattedrale, dal 1995 al 2007, per divenire poi Camerlengo dello stesso Capitolo.

È stato vice cancelliere della diocesi dal 1963 al 1969. Ha svolto l’incarico di cappellano del lavoro dal 1966 al 1976 all’acciaieria e alla Fabbrica d’Armi. È stato assistente diocesano dell’azione Cattolica diocesana dal 1976 al 1995; assistente ecclesiastico dell’Unione giuristi cattolici, del Movimento ecclesiale impegno culturale (Meic) e consulente ecclesiastico del Centro italiano femminile (Cif); Delegato vescovile per l’Apostolato dei laici dal 1976 e membro del comitato degli orfani di guerra. Infine Vicario episcopale per il laicato dal 2001 al 2016. A conclusione del percorso di docente negli istituti statali, gli è stato affidato l’incarico di dirigente scolastico dell’istituto Leonino, dal 2007 al 2014, e di vicepresidente della Pia fondazione autonoma “Mons. Vincenzo Tizzani” e di membro del consiglio di amministrazione e d’indirizzo.

I funerali si sono svolti lunedì 7 maggio nella Cattedrale di Terni.

TERNI. CORSO D’INTRODUZIONE ALL’ISLAM

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A conclusione del progetto Popoli e Religioni Arti e culture a confronto, l’Istess organizza un Corso di introduzione all’Islam che si terrà presso il cenacolo San Marco di Terni a cominciare dall’8 maggio. Il corso è stato realizzato con il contributo della Fondazione Carit.
Programma
Martedì 8 maggio ore 17,45
“O Genti del Libro! Venite a una parola comune tra noi e voi”. (Sura 3:64)
Il dialogo islamo-cristiano
Don ENZO GRECO e NASEER AHMAD

Martedì 15 maggio ore 17,45
“I capisaldi della pratica religiosa” a cura di AFERDITA DEMIRI

Martedì 22 maggio ore 17,45
“Il digiuno e la preghiera” a cura di MIMOUN EL – HACHNI

Martedi 29 maggio ore 17,45
“Il volto di Dio e dell’uomo nell’Islam”
Don ENZO GRECO

TERNI. PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU SANT’AGATA

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Giovedì 10 maggio alle ore 17,30 presso la Libreria Paoline di Terni, nell’ambito della settimana della comunicazione della San Paolo e Paoline “La verità vi farà liberi – Il coraggio della verità testimoniata” si terrà la presentazione del libro di suor Beatrice Immediata dedicato a Sant’Agata.
Intervengono: Mons. Roberto Tarquini, Lilia Sebastiani teologa, Beatrice Immediata autrice del libro.
In collaborazione con l’Istess.

Amata non solo a Catania, città di cui è patrona, ma in tutta la Sicilia, nonché in varie parti d’Italia e del mondo, Sant’Agata è un esempio di fede e coraggio, la rappresentazione di un ideale di valori non negoziabili, nemmeno di fronte alla tortura e al martirio. Giovane consacrata, vissuta nel III secolo, cadde vittima dell’editto di persecuzione dell’imperatore Decio e delle attenzioni del proconsole di Catania Quinziano. Morì martire nel 251. Una testimonianza lontana nel tempo, ma profondamente attuale, di quella speranza cristiana che accomuna i martiri di ieri e di oggi.

Il volume Sant’Agata. Cristianesimo e martirio nei primi secoli ne ripercorre la vicenda, tra storia e tradizione, mettendo in evidenza anche le varie rappresentazioni del culto attuale e la presenza della santa nell’arte. Nella seconda parte è delineata la storia del martirio nei primi tre secoli dell’era cristiana con l’ausilio di fonti autorevoli: antichi scrittori come Tertulliano, Cipriano, Eusebio, e documenti come gli Atti dei martiri di Lione e Vienne del 177, gli Atti dei martiri scillitani dell’anno 180 e altro materiale simile. Pagine, queste ultime, che spiegheranno le complesse motivazioni che spinsero gli imperatori romani, disposti solitamente ad accogliere tutte le religioni dei vari popoli sottomessi, a perseguitare i cristiani.

Beatrice Immediata è religiosa nella Congregazione delle Figlie di San Paolo. Laureata in Pedagogia, è Autrice di diversi libri a carattere storico/biografico. Ha ricevuto il Premio F.I.D.A.P.A « DONNA 2015 » BPW ITALY – Sez. di Milano, “per la divulgazione dei valori umani e sociali attraverso i suoi libri con particolare attenzione al femminile”.

NARNI. PONTIFICALE DI SAN GIOVENALE

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Festa solenne e molto partecipata a Narni in onore del patrono san Giovenale. In una cattedrale gremita di fedeli di ogni età, il vescovo Giuseppe Piemontese ha presieduto il solenne pontificale concelebrato con i sacerdoti della vicaria di Narni, con il vicario episcopale per la pastorale don Piergiorgio Brodoloni, i canonici del Capitolo della cattedrale di Narni, e alla presenza del prefetto di Terni Paolo De Biagi, del Questore di Terni Antonino Messineo, del sindaco di Narni Francesco De Rebotti, dei sindaci del comprensorio narnese e delle autorità militari provinciali, dei rappresentanti dei terzieri e del corteo storico in costume d’epoca, dei ragazzi del catechismo. La messa è stata animata dalla corale di Narni.

Una celebrazione che rinnova la grande devozione dei narnesi per il patrono della città e il messaggio di solidarietà, unità e amore di san Giovenale. Forte è stato il richiamo del vescovo Piemontese alla concordia e rispetto nella chiesa, nella società civile, in un cammino di fede verso la santità nella quotidianità della vita sull’esempio di san Giovenale, defensor civitatis, pastore che si prende cura di tutto il popolo e che invita ad essere testimoni cristiani nel mondo di oggi.

«La cattedrale gremita non manifesta solo la devozione per il santo patrono – ha detto il vescovo Piemontese nell’omelia – ma rinnova l’unione dell’antico e valoroso popolo narnese, credente e devoto, il rafforzamento della identità cittadina, che ha le sue radici nell’azione civile e pastorale del santo vescovo Giovenale, nelle tradizioni cristallizzate negli statuti cittadini e nelle consuetudini, che vengono rinnovate per l’impegno e la dedizione di tanti narnesi veraci e generosi. Questa comunità cristiana ha sperimentato nella storia ed anche oggi il patrocinio e la protezione di san Giovenale. Molti di noi, singoli e famiglie, hanno compiuto il gesto devoto di accendere un cero di ringraziamento sulla tomba del santo per la vicinanza sperimentata di san Giovenale. Siamo fieri ed orgogliosi di essere della sua stirpe e famiglia. Ma ciò non basta. Non è sufficiente una preghiera fugace, un cero devoto, un passare veloce accanto alla tomba del Santo. Sono segni di una devozione, ma che devono tramutarsi in espressione di una ben più profonda adesione ai valori e agli insegnamenti di san Giovenale: il Vangelo come norma di vita, che porta anche noi ad essere santi».

«Il messaggio di san Giovenale di quest’anno – ha concluso il vescovo – ci viene ricordato da Papa Francesco: possiamo trovare serenità, benessere, vera gioia nella ricerca della santità, in una vita santa».

Ed infine l’augurio di padre Piemontese alla comunità narnese e alla città: «Ognuno, secondo le proprie responsabilità competenze possa guidare il popolo che gli è affidato, proteggendolo dagli innumerevoli lupi rapaci. Che ciascuno di voi, l’intera città e la comunità cristiana, alla scuola di san Giovenale possa sperimentare la concordia e la gioia, riservata a coloro che si sforzano di diventare santi, discepoli di Gesù».

Al termine della celebrazione è seguita una breve processione, interrotta dalla pioggia, per le vie del centro di Narni con il busto di san Giovenale, accompagnato dalla rappresentanza del corteo storico in costume d’epoca, dai sacerdoti della forania di Narni, dai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dalle autorità cittadine e fedeli. Al rientro nella con cattedrale per la benedizione finale il vescovo Piemontese ha rivolto il suo augurio alla città: «Esprimo l’auspicio che la partecipazione alla festa, diventi sempre più espressione di fede in Dio, di impegno per la pace e la concordia tra i cittadini, di gioia per tutti e di devozione verso san Giovenale, pastore della chiesa, successore degli apostoli, testimone di Gesù Risorto».

TERNI. PROGETTO “NON SEI PIÙ SOLO” A FAVORE DI ANZIANI E DISABILI

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Il progetto Non sei più solo a cura della Caritas Terni-Narni-Amelia e dell’Associazione di volontariato San Martino prevede la realizzazione di servizi destinati agli anziani/disabili, residenti nel Comune di Terni, con lo scopo di contrastare la solitudine, promuovere la socializzazione. Indicativamente si stimano circa 20 beneficiari.

Al fine di divenire punto di accoglienza e di ascolto nel rispetto della sensibilità all’anziano/disabile, rispondere ai bisogni espressi in tempi rapidi, offrire la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita sociale e relazionale rimanendo nel loro ambiente di vita si metteranno in campo una serie di attività, in particolare:

  • Compagnia presso il domicilio dell’anziano/a;
  • Accompagnamento per passeggiate;
  • Accompagnamento in piccole attività quotidiane (fare la spesa, andare del medico, in farmacia, presso servizi pubblici);
  • Accompagnamento presso circoli ricreativi o attività di tempo libero e di socializzazione;
  • Supporto e aiuto nel disbrigo di piccole pratiche o questioni burocratiche.

Rivolgersi allo 0744 428393 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.

TERNI. “FESTA DELLA MATERNITÀ”

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Da 27 anni la festa della Maternità fa rivivere una “esperienza di fede e di cristianesimo attivo” in cui, l’esaltazione della madre, richiama il ruolo che ad essa è stato affidato un progetto di Dio: attuare il perpetrarsi della vita in un atmosfera coinvolgente di amore, tenerezza e solidarietà.

Il messaggio che la Festa della Maternità vuole veicolare è fondamentalmente quello di finalizzare la vita ad una spiritualità che contribuisca a modificare l’egoismo e l’aridità con cui si è abituati a vivere, dando testimonianza, non solo di credo religioso, ma anche di maturità civile e presentare la maternità come preparazione, attesa e manifestazione di un evento che dà senso alla stessa storia di coppia, di cui costituiscono finalità primaria.

In occasione della Festa della Maternità vengono proposte iniziative volte alla sensibilizzazione verso le problematiche della maternità e alla riscoperta del suo valore primario, sia spirituale che umano, attraverso tavole rotonde animate dagli studenti delle Scuole Medie Superiori, conferenze, trasmissioni radiofoniche e televisive, mostre dei lavori degli studenti degli Istituti di Provincia.

Il tema scelto quest’anno per il concorso riservato agli studenti degli istituti secondari: “I like….Mi piace…e con un click si entra in contatto con il mondo!!” Secondo te, la comunicazione virtuale è davvero il mezzo più immediato per un dialogo amichevole e costruttivo? Le emozioni ricevute possono poi generare sentimenti profondi e durevoli?

La proposta rivolta ai giovani prende l’avvio dalla constatazione dei forti condizionamenti negativi esercitati sull’amore umano da una sociocultura omologante e deaffettivante, responsabile non poco dell’incapacità dell’uomo di dare voce alle emozioni e ai sentimenti, di ascoltare la propria affettività e di prendersi cura di essa e di rispettarla.

La festa della Maternità, promossa dall’associazione morale e culturale “Festa della maternità” e dalla parrocchia di Santa Maria dell’Oro, prevede tre appuntamenti: il 3 maggio alle ore 16 a palazzo Gazzoli con il Pomeriggio musicale animato dagli studenti del: Liceo Musicale Angeloni di Terni, Liceo Scientifico Donatelli di Terni, Liceo Artistico e Classico di Terni, Liceo Scientifico Galilei di Terni, I.S.S.M. G. Briccialdi di Terni. Coordina: Prof. A. Veneri.

Venerdì 4 maggio alle ore 9.00 al Museo Diocesano di Terni la tavola rotonda “I giovani e i socialnetwork” con la premiazione del concorso per le scuole. Introduce Francesca Baldizzone Gardenghi, presidente dell’associazione “Festa della Maternità”, coordina il prof. M. Petronio. Intervengono: il prof. Raffaele Federici, prof. Marco Moschini, prof. Uliano Conti di Terni. Seguirà la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso per le scuole medie superiori.

La festa religiosa sarà celebrata domenica 6 maggio alle ore 11 al santuario di Santa Maria dell’Oro presieduta da don Claudio Bosi, con la benedizione particolare a gestanti e mamme e in conclusione la consegna della pergamena ricordo e il brindisi augurale.

La festa della Maternità, istituita dal Dr. Remo Valigi nel 1993, dedica con ricorrenza annuale un momento di riflessione, ammirazione e celebrazione della donna che nutre in seno la sua creatura. E’ un inno di devozione e di rispetto alla vita nascente e all’amore, che va coltivato e rafforzato soprattutto nelle generazioni più giovani. Da qui scaturisce la nostra volontà di offrire agli adolescenti un’occasione di condivisione, di riflessione e di ascolto attraverso la presentazione pubblica delle loro performances creative,intese nel senso più ampio, da quelle musicali a quelle artistico-espressive e a quelle multimediali. La Rassegna Musicale e la Tavola Rotonda su tematiche relative alla sfera affettivo-familiare, di anno in anno sempre in linea con le mutazioni sociali in atto, costituiscono il momento conclusivo di un percorso di ricerca che i giovani affrontano con notevole impegno e serietà di indagine durante l’intero arco dell’anno scolastico per acquisire e difendere quei valori dei quali l’umanità non può fare a meno.

NARNI. FESTA DEL PATRONO SAN GIOVENALE

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La festa del santo patrono Giovenale è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, nel rinnovare la tradizione religiosa e culturale nelle sue diverse valenze.
La festa religiosa avrà il suo momento centrale il 3 maggio alle ore 10.30 con il solenne pontificale e la processione per le vie della città con il busto del Santo e la benedizione a piazza dei Priori, celebrazione che sarà anticipata dalla novena in Cattedrale alle ore 18 con la messa con riflessione guidata dai canonici.

Altro appuntamento tradizionale è quello del 2 maggio alle ore 21 con la rievocazione storica in Cattedrale dell’offerta dei ceri al successore di San Giovenale e il simbolico segno della liberazione del prigioniero come gesto di solidarietà.

Un invito all’accoglienza, alla solidarietà e all’unità che trova la sua origine proprio nella testimonianza di San Giovenale primo vescovo di Narni vissuto nel IV secolo. Venuto dall’Africa del nord, Giovenale, giovane medico, giunge a Roma, forse per sfuggire alle persecuzioni o per perfezionare gli studi. Per la sua pietà il papa S. Damaso I lo ordinò vescovo di Narni nel 368. Giovenale svolse con amore e fedeltà il ministero, affidatogli da Gesù alla guida della comunità. Si pose ad evangelizzare, organizzando la vita civile e soprattutto ecclesiale.
Una presenza viva quella di San Giovenale, che con la sua predicazione divenne l’anima dell’intera città nei secoli difficili delle persecuzioni contro i cristiani. Ancora oggi la festa in suo onore si rinnova con la solennità che da sempre i narnesi riservano al loro santo patrono.

Alla festa del patrono è collegata la tradizionale festa rievocativa medioevale della Corsa all’Anello che propone rievocazioni medioevali e spettacoli vari. In questo periodo Narni si tuffa nel 1371 per far rivivere a tutti i visitatori la magia del medioevo narnese: suoni, colori, sapori e gesta in un ambiente suggestivo e coinvolgente. Spettacoli degli sbandieratori, taverne tipiche dei terzieri Fraporta, Mezule e Santa Maria che riproporranno le giornate medioevali.

PROGRAMMA SACRO E PARROCCHIALE IN ONORE DI SAN GIOVENALE NELLA 50^ EDIZIONE DELLA CORSA ALL’ANELLO

  • Fino al 30 maggio – Cattedrale “Imago Sancti Iuvenalis. L’immagine del Santo Patrono a Narni”
  • Dal 24 aprile al 2 maggio — Cattedrale Novena in onore di San Giovenale. Celebrazione Eucaristica alle ore 18 e pellegrinaggio delle Parrocchie della Forania sulla tomba del Patrono
  • Martedì 24 aprile ore 16,00 Cattedrale, “San Giovenale e la sua città. Memoria, identità e futuro” tavola rotonda a cura della Parrocchia Ss. Giovenale e Cassio in collaborazione con AC diocesana e ISTESS Terni.
  • Venerdì 27 aprile ore 18 Cattedrale Celebrazione in onore della Beata Lucia nell’anniversario del culto pubblico
  • Sabato 28 aprile ore 18,30 Cattedrale, presentazione del restauro del busto argenteo di San Giovenale Interventi di M. Mercalli, S. Furelli e S. Buonamore, Soprintendenza BB.CC. dell’Umbria
  • Mercoledì 2 maggio ore 18 Cattedrale, solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Piero Delbosco, vescovo di Cuneo-Fossano.
    Ore 21: “De Cereis et Palii Qfferendi” Offerta dei ceri e Pali e liberazione del prigioniero alla presenza del vescovo Mons. Giuseppe Piemontese e del vescovo di Cuneo-Fossano Mons. Piero Delbosco. Suggestiva rievocazione della tradizionale offerta al Patrono San Giovenale. La luminaria delle Autorità Comunali e Pontificie, delle Corporazioni, dei Castelli, porge il proprio omaggio al Vescovo della Città.
  • Giovedì 3 maggio ore 10.30 Solenne celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese e processione in onore del Patrono Giovenale per le vie della Città con le reliquie del Santo.
    Ore 19 Estrazione dei biglietti della Benefici otteria
    Ore 21,15 “Concerto di San Giovenale in Cattedrale” con la “Filarmonica Fornoviana”, attraverso un avvincente repertorio originale e “ripensato” per soli ottoni.
  • Sabato 5 maggio ore 15 vie della città “Atia scoperta del Patrono”, caccia al tesoro. Ore 18 Cattedrale, Santa Messa di gemellaggio con la Confraternita di San Giovenale di Benevento.
  • Domenica 6 maggio ore 16 Cattedrale, “A cantar San Giovenale”, rassegna canora in onore del Santo Patrono.
  • Martedì 8 maggio ore 10 Teatro comunale, “Antiche e nuove schiavitù dal Medioevo ai nostri giorni” Moderatore Luca Bondi, presidente di Semi di Pace International.
  • Mercoledì 9 maggio ore 21.30 Chiesa di San Francesco, benedizione cavalieri del Terziere Fraporta. A seguire processione verso la Cattedrale.
  • Giovedì 10 maggio ore 21.30 Chiesa di Santa Maria Impensole, benedizione cavalieri del Terziere Santa Maria. A seguire processione verso la Cattedrale.
  • Venerdì 11 maggio ore 21.30 Chiesa di Santa Margherita, benedizione cavalieri del Terziere Mezule. A seguire processione verso la Cattedrale.

TERNI. INCONTRO CON ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

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Nell’ambito del laboratorio permanente sull’educazione avviato dall’Azione cattolica diocesana, venerdì 27 aprile alle 17.30 presso la Chiesa di S Cristoforo a Terni si terrà l’incontro con il prof. Galli della Loggia “Cosa si deve e cosa non si deve chiedere alla scuola”.

Il 4 maggio alle ore 21 nella chiesa di San Cristoforo a Terni, si terrà l’incontro per il confronto e approfondimento.

In tante ed in tanti condividiamo una esperienza esaltante e difficile: educare oggi, educare in questo “mondo” che cambia così in fretta e così in profondità, educare in questa nostra città, che attraversa un momento tra i più critici della sua storia. Come insegna il Concilio Vaticano II nella Gravissimum educationis, educare è una possibilità oggi più aperta e più urgente di ieri. Per questa ragione la AC diocesana insieme ad alcuni docenti ha promosso un gruppo che vuole assumere questa sfida, aiutandosi ed aiutando ad educare oggi, in questa città; con realismo, senza nascondersi le condizioni in cui versano oggi le istituzioni educative. E con motivata speranza.

PERUGIA. LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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Numerosi giovani dell’Umbria hanno accolto l’invito degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni di partecipare a Perugia, nella serata del 21 aprile, alla 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni dal titolo: “Dammi un cuore che ascolta” (cf. 1Re 3,9). Questa Giornata, a livello nazionale, è stata celebrata nel capoluogo umbro con due eventi: la catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, presso la chiesa del Gesù in piazza Matteotti; la Veglia di preghiera e l’Adorazione eucaristica presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella cattedrale di San Lorenzo raggiunta in processione aux flabeaux dalla chiesa del Gesù. Ai due eventi ha partecipato anche di mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, che al termine della Veglia in San Lorenzo, insieme ad alcuni sacerdoti, si è messo in ascolto di quanti volevano accedere al sacramento della confessione, mentre l’Adorazione eucaristica è proseguita in silenzio fino a quasi l’una di notte. Alla Veglia sono intervenuti don Michele Gianola, don Alessandro Scarda, rispettivamente direttori degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni, e don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, che ha presentato le iniziative in preparazione dell’appuntamento di agosto con papa Francesco, a Roma, in vista del Sinodo dei Vescovi di ottobre dedicato ai giovani. Ad accompagnare la preghiera durante la Veglia sono stati i canti e le musiche del Coro diocesano giovanile “Voci di Giubilo” diretto da don Alessandro Scarda. Questa 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è culminata, domenica mattina 22 aprile, con la solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo, trasmessa in diretta da Rai Uno, presieduta dal cardinale Bassetti.

La catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini

«Il titolo di questa serata di preghiera – ha esordito mons. Paolucci Bedini –  è “Dammi un cuore che ascolta”, una frase di una preghiera innalzata a Dio da Salomone, quando apprende la notizia della morte del padre e di essere chiamato a diventare il nuovo re di Israele». Salomone è un giovane, sta crescendo, si sta affacciando alla vita adulta, e gli è chiesta una cosa grande: diventare Re. La vita non aspetta. Ha una grande eredità sulle spalle, quella di Davide, il più grande re della storia di Israele. Non è facile prendere il suo posto, ma Salomone come tutti i giovani sogna grandi cose. E come tutti, di fronte a una grande responsabilità, teme di fallire, è spaventato da quello che la vita gli chiede. «In questo – ha affermato il vescovo – è molto simile a noi”. Salomone, come anche i giovani di oggi, non sa darsi delle regole, perché, ha proseguito mons. Paolucci Bedini, «la vita ha bisogno anche di regole, di mappe, di tracce da seguire. E questo si impara quando si è ragazzi: nella vita non si entra da vecchi, ma da giovani, quando ancora nello zaino non c’è tutto quello che serve, ma c’è il grande desiderio di andare avanti, di correre… Dicendo “sono solo un ragazzo”, Salomone dimostra una bellissima virtù, l’umiltà», mettendo «la sua vita nelle mani di Dio», che «gli chiede l’unica cosa indispensabile, non la soluzione dei problemi attuali, ma un cuore capace di ascolto. La virtù dell’essenzialità, di chi sa riconoscere ciò che nella vita non può mancare: il cuore», che è «l’interezza della persona: libertà, responsabilità, pensieri, intenzioni. Il cuore nella Bibbia è tutto questo e noi possiamo entrare nella vita solo se il nostro cuore è in grado di ascoltare. Come diceva Il Piccolo Principe “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”». Avviandosi alla conclusione, il vescovo di Gubbio ha esortato i giovani «ad ascoltare sempre i piccoli e i poveri. Siamo chiamati quotidianamente ad ascoltare chi ci vive accanto…  Dio è contento perché Salomone chiede il discernimento. Nella vita abbiamo bisogno di guide, accompagnatori, madri e padri spirituali, guide che ci amano in nome di Dio, e nessuno di noi è in grado di camminare da solo». Mons. Paolucci Bedini ha concluso con «una provocazione: ascoltare fa rima con obbedire. Perché se io ascolto me stesso davvero, se ascolto Dio davvero e se ascolto gli altri davvero, alla fine mi ritrovo davanti alla verità di me, di Dio e degli altri. L’ascolto vero è quello che mi ha fatto scoprire quale è la strada migliore per me. A quel punto sono io che obbedisco alla mia vita, perché sono io che non vedo strada migliore. Obbedisco alla vita».

La meditazione del cardinale Gualtiero Bassetti

«Siamo qui in ascolto e per chiedere a Dio che ci dia un cuore che sa ascoltare, come chiedeva il giovane Salomone nella sua preghiera». Così il cardinale Bassetti ha introdotto la sua meditazione alla Veglia di preghiera in San Lorenzo. «Il nostro – ha proseguito il porporato – è un tempo meraviglioso per mettersi in ascolto della Parola di Dio, che ci dice di lasciare la propria terra, le proprie sicurezze per uscire e andare a incontrare gli altri: i giovani, gli uomini e le donne di oggi. Ma uscire richiede una conversione, un cambiamento radicale della nostra mente e del nostro cuore. Bisogna avere il coraggio di andare al di là del nostro modo di pensare e di vedere. Andare al largo è intraprendere lo sguardo e il cammino della fede. Nella vita c’è sempre Qualcuno che ci cerca e ci attende. Occorre mettersi in cammino, ma per arrivare dove? Ripescando nella memoria, mi è tornato in mente un pensiero di San Giovanni Paolo II, nella Giornata vocazionale del 1984, che disse ai giovani: sappiate unire i vostri sforzi con tutti gli uomini di buona volontà per realizzare pienamente il bene dell’umanità nella novità, nella libertà, nella gratuità e nell’amore. Quattro parole formidabili, che possono essere un programma di vita. Chi si mette in uscita cerca tutto questo. Vuole essere libero per camminare in una vita nuova. Io sento il bisogno di rinnovarmi e di cambiare. La vocazione non è un fatto statico, che avviene una volta nella tua vita, ma è un fatto dinamico, che sempre siamo chiamati a rinnovare. Questo ci mete in uscita continuamente». «Anche noi come Abramo – ha ricordato il cardinale Bassetti – sentiamo la fatica nella nostra vita, l’inadeguatezza dinanzi ai compiti che Dio ci chiama a compiere. E Dio ci dice ‘guarda il cielo, conta le stelle se ti riesce di contarle!’ Le stelle brillano nel buio, ci fanno compagnia. È come se Dio dicesse a ciascuno di noi: sei pronto a seguirmi? Il peccato più grande, ragazzi, è quello di sentirci inutili, perché siamo preziosi agli occhi di Dio, che ci dice di non sprecare la vita, l’esistenza».

Il cardinale ha poi letto una lettera di una madre cinquantenne che con il marito e i loro undici figli avevano partecipato al mattino alla messa nella cappella dell’Arcivescovado. «Alla Veglia di preghiera di questa sera – scrive la mamma – dica ai giovani che tutte le vocazioni, compresa quella al matrimonio, sono strade che scremano la poesia, gli ideali da telenovela… Glielo dica che ai piedi verranno le vesciche per la durezza del cammino, che le mani suderanno per la fatica e che il cuore sussulterà  spesso per la paura di non farcela o di sbagliare tutto. Glielo dica che faranno i conti con la loro meravigliosa umanità, ma anche tanto fragile e ferita. Nella vita è come nel calcio, per arrivare alla finale della Champions, ci vuole la grinta di allenarsi, di correre, cadere e rialzarsi e di non abbattersi mai. Bella quest’icona del Calcio applicata a tutte le vocazioni!». La lettera di questa madre prosegue chiedendo al cardinale di dire, sempre ai giovani, «che non si è mai soli nella partita della vita, perché siamo titolari in una squadra di campioni dove c’è un pallone d’oro, un fuoriclasse vero che sta in porta, un attacco e una difesa, che è Gesù Cristo. E allora poco conta essere il massaggiatore, il porta-borracce, o altro. Le vocazioni sono tutte belle, l’essenziale è starci in ogni ruolo, tanto la coppa è uguale per tutti e profuma di una vittoria che è più bella di quella di un mondiale!».

I giovani protagonisti e interlocutori veri del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Il cardinale Bassetti ha concluso la sua meditazione soffermandosi sul Sinodo di ottobre in Vaticano: «La Chiesa sta per offrirvi un dono stupendo – ha evidenziato –, il Sinodo dei Vescovi a voi dedicato: “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”. Voi non dovrete essere solo l’oggetto della riflessione ecclesiale, ma siete chiamati a coinvolgervi quali protagonisti e interlocutori veri. Se la nostra società non vi offre appigli scontati, certezze facili o strade aperte e sicure, la madre Chiesa vuole proporvi quella pienezza di vita e di amore che il Signore ha pensato per ciascuno di voi. Questo è il Sinodo e non fosse questo non servirebbe a nulla. Si tratta di una grande sfida, ad aprirsi a nuovi stili di vita, a nuove conquiste e a forme di protagonismo. Per quello che posso, sento di potervi dire già ora, a nome del Papa e di tutti i nostri vescovi, che vi saremo vicini e cercheremo di esservi di aiuto e di accompagnarvi con tutto l’affetto e la premura di padri in questo cammino».

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 55ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

TERNI. RACCOLTE OLTRE 7 TONNELLATE DI PRODOTTI PER GLI EMPORI SOLIDALI

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Ammonta ad oltre 7 tonnellate di prodotti alimentari e per l’igiene la raccolta che la Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia e l’associazione di volontariato San Martino hanno effettuato lo scorso sabato in undici supermercati di Terni, Amelia e per la prima volta a Narni, per sostenere l’attività dell’emporio solidale di via Vollusiano a Terni e dell’emporio solidale di Amelia-Narni presso la Cittadella della solidarietà.

“Il positivo riscontro della raccolta – sottolinea Ideale Piantoni, direttore della Caritas diocesana – è un segno importante di solidarietà, speranza e condivisione che ci aiuta concretamente a sostenere e incrementare l’attività degli empori solidali per svolgere un servizio sempre più esteso ed efficace, di fronte anche al mutare della povertà e della presenza più numerosa di famiglie di italiani bisognosi e del calo di stranieri”. “Purtroppo le risorse per continuare nell’opera degli empori sono sempre meno e di conseguenza anche le persone che possono beneficiarne”, aggiunge il direttore, sottolineando che “per questo le raccolte alimentari diventano essenziali per consentire di poter dare risposte concrete alle persone che si rivolgono alla Caritas”.

Nella raccolta sono stati coinvolti 224 volontari nei vari supermercati, tra cui molti giovani, 5 scout, 10 immigrati, 3 senzatetto, 18 bambini del catechismo, 5 catechisti e 4 sacerdoti, 12 persone tra autisti, addetti allo scarico in magazzino e al carico sui mezzi. Attualmente nell’emporio solidale di Terni vengono aiutati 125 nuclei familiari per un totale 450 persone che usufruiscono del servizio, mentre nell’emporio solidale di Amelia, a cui fanno riferimento le attività caritative della zona di Amelia e alcune parrocchie del narnese, vengono aiutati 150 nuclei familiari.