MONTEFRANCO. INCONTRO “OFFESA, FERITA, PERDONO”

0mon

Le Pastorali giovanile e familiare dell’Archidiocesi Spoleto-Norcia invitano all’inocntro “Offesa, ferita, perdono – Cammini di ricomposizione interiore” condotto da Ignazio Punzi e Maria Letizia Lombardi. Si terrà il 16 e 17 marzo 2019 presso il Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR).

Amarezza, odio, rancore, senso di colpa, paura, vendetta: sono alcuni nomi della nostra prigione. Riconosciamolo: siamo tutti in qualche modo dei prigionieri feriti e doloranti. Portiamo le ferite della nostra storia di figli, di fratelli, di coniugi, di genitori, di amici o di colleghi. Ferite come conseguenza del male ricevuto ma anche del male dato, sia intenzionale che involontario. È il dolore provocato dalle delusioni, dai tradimenti, dagli abbandoni, dalle violenze; dal male per omissione, per incapacità o impossibilità degli altri di offrirci la vita che ci aspettavamo o nostra di offrirla per come altri si attendevano. Sul fondo delle nostre ferite giacciono dei grumi di energia vitale congelata, simili a legacci che rendono faticoso il nostro cammino. Il rancore, le ferite, il dolore e i sensi di colpa vivono in noi come tessere separate di un mosaico che non riesce a comporre il proprio disegno, unico, bello e conclusivo. Abbiamo allora bisogno di questa ricomposizione, c’è necessità di procedere verso un’armonia interiore che dia leggerezza al nostro passo, che ci faccia sentire meno frammentati e col cuore meno spaccato. Questo processo di ricomposizione lo chiamiamo Perdono.

Info e iscrizioni: suor Anna Maria Lolli (320-8071441).

TERNI. FESTA DELLA FAMIGLIA

0festa-della-famiglia

Domenica 17 marzo 2019 a partire dalle 16.00 nella cattedrale di Terni si terrà la festa diocesana della Famiglia dal titolo: “In Gesù la famiglia ha un cuore giovane…che la sogna, la realizza, la vive”.
La festa è un appuntamento annuale che le famiglie cristiane vivono tra di loro e con il Vescovo per condividere e celebrare la fede nel Signore insieme.

“Quest’anno, in linea con l’attenzione ai giovani della Chiesa universale e della Chiesa diocesana – spiega il direttore dell’ufficio di pastorale familiare diocesano don Stefano Mazzoli – si è voluto guardare alla famiglia attraverso gli occhi dei giovani. Tre saranno le testimonianze che animeranno le festa: due giovani fidanzati che sognano e progettano la famiglia; una giovane coppia che ha realizzato da poco il sogno della famiglia anche con l’accoglienza di una nuova vita; due giovani che vivono la famiglia dalla prospettiva dei figli”.

Due gli invitati speciali: Padre Stefano Nava, frate minore che insieme ad una famiglia parlerà di come sia ancora oggi possibile amarsi e realizzare la famiglia in Dio, e Vittorio Gabassi che, insieme ad alcuni giovani, testimonierà con il canto la bellezza della fede e dell’amore.

Il gruppo dei ragazzi della Parrocchia di Valenza, che hanno vinto il contest giovani “Fatti sentire” nell’ambito musicale, organizzato in occasione delle iniziative per la Festa di San Valentino, cureranno l’accoglienza e l’animazione dei figli più piccoli delle famiglie che parteciperanno alla festa.

Il pomeriggio vivrà il suo culmine con la celebrazione della Messa presieduta dal Vescovo alle 18.30 come la stazione quaresimale. Alle famiglie partecipanti verrà consegnato un piccolo dono ricordo della festa.

SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

0ceu

È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

TERNI. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

0Ceneri

Mercoledì 6 marzo febbraio, inizio del tempo di Quaresima, periodo penitenziale verso la celebrazione della Pasqua, il vescovo mons. Giuseppe Piemontese ha presieduto la celebrazione con il rito della benedizione e imposizione delle Ceneri nella Cattedrale di Terni alle ore 18.30, con i sacerdoti e i fedeli della Comunità pastorale della Cattedrale.

Nella liturgia che caratterizza il primo giorno di Quaresima, il vescovo sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronare il fedele all’impegno penitenziale della Quaresima. Il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima prepara all’evento della Risurrezione attraverso la penitenza, il rinnovamento interiormente, la conversione.

“La Chiesa, in questo “tempo favorevole” ci propone e aiuta ad iniziare da capo – ricorda il vescovo nella sua lettera alla comunità diocesana per la Quaresima -. Per la società odierna, noi compresi, che tendiamo a sentirci e a comportarci come immortali, è quanto mai opportuno che la Chiesa, con il tempo liturgico della Quaresima, ci ricordi quale sia la nostra condizione, che benché indulga a manie di potenza, è impregnata di caducità e solo andando dietro Gesù Salvatore si può trovare consistenza e vita. Essa è un cammino, che partendo dal deserto delle tentazioni, e passando dal monte della trasfigurazione, conduce al monte della crocifissione e della Risurrezione”.

Di seguito l’omelia di mons. Giuseppe Piemontese:

Ricominciamo “da capo”
La nostra società conosce due modalità principali del tempo: lavoro – svago.
Lavoro che è sinonimo di fatica, generalmente costrizione, disagio… è il prezzo che si deve pagare per vivere o sopravvivere in attesa dello svago, divertimento, vacanza,
Il senso vero del lavoro e della festa purtroppo è nascosto e coperto dalla logica mondana e dalle manifestazioni amplificate e incentivate proposte dai media con la continua riproposizione e organizzazione di sagre, mascherate, carnevale, halloween, sfilate varie, vacanze invernali, pasquali, estive. Ogni occasione con i suoi riti e liturgie più o meno ripetuti e irriverenti.

Il tempo della Chiesa è tempo di Dio, per Dio, durante il quale l’uomo trova realizzazione, pienezza di vita nel senso più ampio, gioia. Un tempo che ripercorre la storia della salvezza, un tempo nel quale la comunità ed ogni singola persona si appropria della sua umanità, trasformata da Cristo e dal suo mistero di incarnazione, morte e risurrezione, disteso e trascorso nella storia.
Un tempo caratterizzato non tanto dalla allegria sguaiata, ma caratterizzato da gioia profonda, pensieri, sentimenti, memoria, attesa, compassione, pentimento, veglia, fraternità, convivialità, festa, eucarestia. Caratteristiche che si esplicitano in gesti, ritualità, canti, liturgie secolari simboliche e coinvolgenti persone e comunità, esteriorità e interiorità.

Inizia la Quaresima, con il rito delle ceneri: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
Certamente ognuno di noi tende a sentirsi e a comportarsi come immortale e non è male che in qualche occasione ci si ricordi che la realtà non segue i nostri sogni. Ma il senso del rito celebrato in chiesa ha tutta un’altra portata.
Ritorniamo al racconto della creazione di Adamo, quando Dio prese della polvere della terra, la plasmò e con il suo soffio la rese essere vivente. Nel salmo 50 si dice che Dio gradisce un cuore contrito. Il termine contrito, dal latino conterere, (stritolare, consumare spiaccicati, triturati.) allude proprio a questo rendere polvere il cuore. Quando ci sentiamo afflitti, quando subiamo un’offesa o un’ingiustizia, quando subiamo una prova, senza ribellarci o adirarci, è come se il nostro cuore venisse pestato fino ad essere ridotto in polvere. È reso polvere quando non ha più diritti da avanzare, da rivendicare. Allora, come polvere della terra, Dio lo può plasmare di nuovo e il nostro cuore rinasce come essere nuovo, capace di sentimenti nuovi, più umani e divini allo stesso tempo.
È il senso appunto della penitenza quaresimale: riconsegnare il nostro cuore a Dio perché possa essere di nuovo modellato da Lui; lasciandoci plasmare dalla Parola, ascoltata nella preghiera, da una vita sobria, da relazioni rinnovate da Cristo con la grazia della sua passione, morte e risurrezione.
E’ il senso del cammino quaresimale, che inizia oggi e colma il nostro cuore di gioia e di speranza per la rinnovata vittoria di Cristo e nostra con Cristo sul peccato e sui tentacoli della morte.
La liturgia segna il cammino della conversione personale e comunitaria, quotidianamente; soprattutto la domenica lasciamoci ammaestrare per essere forti nella lotta quotidiana contro il peccato e il male.
Le armi per vincere sono quelle della tradizione, richiamate da Papa Francesco nel suo massaggio per la quaresima 2019:
“La Quaresima chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”

L’attualità della quaresima di quest’anno richiama la nostra chiesa diocesana, coinvolta nella visita pastorale, ma anche nel confronto con la missione-giovani, all’accoglienza delle consegne del sinodo dei vescovi su “I giovani la fede e il discernimento vocazionale”. L’assemblea diocesana di domenica scorsa ci ha riproposto l’urgenza di prendere consapevolezza di essere Chiesa Madre nella cura e nell’accompagnamento delle giovani generazioni.

Quest’anno, in comunione con le Diocesi dell’Umbria, vogliamo dare corpo alla sinodalità delle nostre Chiese per preparare l’Assemblea Ecclesiale di ottobre p.v. sul tema “Perché la nostra gioia sia piena. L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. In un tempo di scristianizzazione e di indifferenza vogliamo lasciarci afferrare da Cristo, morto e risorto, per riconoscere le piaghe degli uomini contemporanei e annunciare in forma nuova il Vangelo mutuando l’entusiasmo e lo stile dei nostri santi fondatori e particolarmente dei santi Benedetto e Francesco.
Proprio in tema di missione, vogliamoaccogliere l’esortazione di san Paolo, nella seconda lettura, ad essere collaboratori di Dio, collaboratori al mistero della riconciliazione perché gli uomini possano fare esperienza dell’amore di Dio, della riconciliazione, testimoniata da noi, nel tempo favorevole.

 

TERNI. ALLA LIBRERIA PAOLINE INCONTRI SUI CLASSICI DELLA SPIRITUALITÀ

0ingresso

La Libreria Paoline di Terni, in viale G. Mazzini 25, organizza degli incontri di introduzione alla lettura dei classici della spiritualità. Gli incontri saranno tenuti da Don Roberto Tarquini e si svolgeranno il giovedì, alle ore 17.30, nei locali della libreria.

Di seguito il programma degli incontri:
– Giovedì 14 marzo – Imitazione di Cristo
– Giovedì 21 marzo – La Vita di Cristo in Santa Teresa D’Avila
– Giovedì 28 marzo – Il Castello Interiore
– Giovedì 04 aprile – Come leggere San Giovanni della Croce

TERNI. ASSEMBLEA ECCLESIALE: ”I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE NELLA NOSTRA DIOCESI”

 

0AA

“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale nella nostra diocesi” è il tema dell’Assemblea ecclesiale diocesana che si è tenuta domenica 3 marzo nella cattedrale Santa Maria Assunta di Terni.
Un’assemblea sui giovani e la pastorale giovanile diocesana nella quale sono state presentate le consegne del Sinodo dei vescovi, con la testimonianza di don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale giovanile.

“C’è una domanda che arriva dritta e forte alla comunità – ha detto don Falabretti –: in un tempo in cui le relazioni sono sempre di più smaterializzate, ci si parla per messaggi, video, foto, social, c’è bisogno di ritrovare la possibilità di fare esperienze di comunità, quelle esperienze che mettono le persone le une vicino alle altre, perché il corpo, lo sguardo, l’ascolto hanno ancora una forza che è insuperabile e che sa stupire. Senza ascoltare quello che sta dicendo l’altro non nasce un dialogo e si fa fatica a costruire comunità, tessere delle relazioni. Se ascoltiamo i giovani li possiamo accompagnare e aiutare a capire e come comunità cristiana metterci insieme in ascolto del Vangelo».

L’assemblea è stata l’occasione per riflettere sui giovani e sulla Pastorale giovanile diocesana, alla luce del recente evento “Fatti sentire” proposto in occasione della festa del patrono San Valentino, che è stata dedicata al tema: “In ascolto dei giovani sospesi tra passato e futuro”. Spazio è stato dato alla presentazione di quanto è stato fatto in questi anni.

“Vogliamo risvegliare in noi sentimenti di fiducia e di responsabilità – ha affermato il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese in conclusione -. Non vogliamo rassegnarci ad essere una comunità priva della presenza delle giovani generazioni, della loro voglia di vivere e del loro contributo alla speranza e all’umanizzazione della nostra società. Abbiamo abdicato alla nostra responsabilità. Ci siamo con troppa facilità stancati di tenere canali di dialogo aperti per conoscerci, aiutarci. Anche in tempi difficili dobbiamo osare di più: modificando la nostra mentalità, dando, noi per primi, più spazio ad un percorso di vita cristiana coerente e generoso; e poi prestando attenzione ai giovani e ricercando con loro un confronto sulle domande di senso, sui valori, dialoghi costruttivi, scambio di doni”.

PERUGIA. INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO UMBRO

0teu

E’ stato inaugurato il 26 febbraio, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo di Perugia, l’Anno giudiziario 2019 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu). Sono Intervenuti il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e moderatore del Teiu, mons. Giuseppe Bonfrate, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha tenuto la prolusione sull’esortazione apostolica Amoris Leatitia, e padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale.

Quest’ultimo ha relazionato sull’attività 2018 del Teiu, «frutto di un impegno corale del Collegio dei giudici, dei collaboratori e di tutti gli operatori della giustizia canonica», ha detto padre Pawlik nel sottolineare che si è trattato di un «impegno unanime e fattivo per rispondere al meglio alle attese dei Pastori e dei fedeli che si sono avvicinati al ministero di giustizia del nostro Tribunale». Queste persone si rivolgono al Teiu, ha proseguito il vicario giudiziale, per «poter ottenere la giustizia e la verità sul loro matrimonio, hanno fiducia nel nostro operato perché non si sentono sotto l’esame dell’“inquisitore insensibile”, ma ascoltate, accolte e messe a loro agio, rasserenate, capite e benvolute. Chi opera nel nostro Tribunale lo fa con “cuore nuovo”, aperto, pronto ad immergersi nella “miseria” umana, senza scandalizzarsi, senza pregiudizi, affinché si scorga il cuore di Madre Chiesa che ama e soccorre tutti i suoi figli».

A precedere la relazione del vicario giudiziale è stato l’intervento di saluto del cardinale Bassetti incentrato sia su alcuni passaggi dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Leatitia che sul discorso dello stesso pontefice al Tribunale della Rota Romana tenuto il 29 gennaio scorso, appena tornato dalla GMG di Panama. Il cardinale, prendendo spunto da questi due documenti, ha ricordato l’impegno della Chiesa «nella cura pastorale costante e permanente per il bene del matrimonio e della famiglia». In concreto: «l’accostamento alla Parola di Dio, specialmente mediante la lectio divina; gli incontri di catechesi; il coinvolgimento nella celebrazione dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia; il colloquio e la direzione spirituale; la partecipazione ai gruppi familiari e di servizio caritativo. Dobbiamo accogliere e applicare il richiamo del Papa per formare nuove generazioni di sposi santi, fedeli, convinti della loro vocazione matrimoniale, “pronti sempre a rispondere a chiunque gli domandi ragione della speranza che è in loro” (1 Pt, 3, 15)».

Il cardinale, avviandosi alla conclusione, ha espresso gratitudine e riconoscenza al Teiu. «Non si tratta solo di parole di convenienza – ha detto Bassetti –, come potrebbe apparire dalla particolarità di questa cerimonia. Vorrei rinnovare tutta la stima, mia e dei Vescovi umbri, per il lavoro quotidiano che viene svolto nel nostro Tribunale, non solo per l’accuratezza nell’applicare le norme dell’ordinamento canonico e nella fedeltà alla verità, come si può evincere anche dai dati che avremo modo di analizzare in questa giornata. Mi preme mettere in luce ciò che non appare immediatamente, ma che rende possibile il conseguimento dei risultati di questi anni. Rinnovo così la piena fiducia al vicario giudiziale e ai suoi più stretti collaboratori: giudici, cancelliere, difensori del Vincolo, patroni stabili, periti e personale dipendente, perché hanno lavorato con impegno, applicando con la giusta fermezza la legge canonica, sempre esprimendo l’evangelica carità alle persone coinvolte, hanno sempre saputo ascoltare e riconoscere i drammi che tanti cuori feriti vengono a sottoporre al giudizio della Chiesa. Sono queste le persone che rendono il nostro Tribunale degno di stima e di fiducia». 

Il vicario giudiziale padre Pawlik ha snocciolato i dati che sintetizzano l’attività annuale del Teiu da cui si evince, come lo stesso religioso ha relazionato, «l’incremento dei procedimenti decisi e un lieve calo delle cause introdotte dovuto all’avvicendamento di un patrono stabile». Questi due aspetti, «rappresentano la risposta più evidente alla sfida lanciata dalla vigente nuova normativa canonica, ma è stato anche il frutto di un impegno di sensibilizzazione capillare realizzato nel corso dello scorso anno. L’informazione e la formazione rappresentano lo strumento più idoneo alla conoscenza della dimensione giudiziale della Chiesa. Grazie anche all’intervento di parroci e sacerdoti, che informano e incoraggiano i fedeli a verificare la propria situazione matrimoniale presso il nostro Tribunale, talune diffidenze e incomprensioni, che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali ecclesiastici, come l’eccessiva lunghezza dei processi e la questione degli oneri economici esagerati, iniziano lentamente ad essere ridimensionate». Grazie a questo «rapporto fondamentale con i sacerdoti, ancora da migliorare», ha sottolineato padre Pawlik, «si esprime al meglio la natura pastorale del servizio giudiziale, che sempre più assume la forma di un servizio “in uscita”. Anche gli operatori della giustizia ecclesiale si sentono, ormai, a pieno titolo, protagonisti di una “Chiesa in uscita”».

Il vicario giudiziale, nel riferire sull’attività 2018 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e Diocesi dell’Umbria, ha evidenziato che le cause pendenti al 31 dicembre 2017 erano 94 e quelle introdotte nell’ultimo anno 95, unasuper rato e nessun breviore. Sempre nel 2018 sono state trattate 189 cause di cui quelle concluse 111 (110 con sentenza affermativa, nessuna con sentenza negativa, una è andata perenta). Al 31 dicembre scorso risultavano pendenti 78 cause e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui 8 prossime alla sentenza, 12 in fase dibattimentale, 30 giacenti presso i periti, 27 in fase di istruttoria e una sospesa. Tra i principali capi di nullità quelli per “incapacità ex can 1095 n. 2” (59 casi) e per “incapacità ex can 1095 n. 2 e n. 3 (58 casi). La maggior parte delle cause concluse nel 2018 sono durate da sei a un anno (73 casi), da un anno a un anno e mezzo (34 casi) e quattro meno di sei mesi. «Tempi di durata brevi», ha commentato padre Pawlik, il cui merito va anche all’attività dei “patroni” sia “stabili” (avvocati messi a disposizione gratuitamente dal Teiu) sia “esterni” (scelti dalle parti tra gli avvocati ecclesiastici con onorari da un minimo di euro 1.575,00 a un massimo di euro 2.992,00). I patroni stabili sono stati scelti per 84 delle cause introdotte nel 2018, mentre appena 9 hanno riguardato i patroni esterni e una con patrocinio ex officio. Questi dati, ha rilevato padre Pawlik, «confermano la gravità della crisi economica che continua a gravare sulle persone, molte delle quali non avrebbero avuto la possibilità di ricorrere agli avvocati ecclesiastici (esterni) e senza l’assistenza del patrono stabile non avrebbero potuto conoscere la verità sul loro matrimonio». Altri dati significativi sono la presenza di figli nelle 111 cause concluse nel 2018, riguardanti ben 64 casi, le fasce di età delle parti “attrice” e “convenuta” (per entrambe quella centrale, dai 41 ai 50 anni, è la maggiore rispettivamente con 49 e 46 casi) e le professioni delle parti (al primo posto gli impiegati e a seguire gli operai, i liberi professionisti, i commercianti e artigiani, gli insegnanti e i non occupati). Le cause completate nel 2018 provengono dalle otto Diocesi umbre: Perugia, 42 cause; Terni 12; Spoleto 13; Assisi 14; Città di Castello 7; Orvieto 8; Gubbio 5; Foligno 10.

FOLIGNO. ASSEMBLEA ECCLESIALE REGIONALE PER RILANCIARE LA GIOIA DEL VANGELO

ceu_logo

“Rilanciare in Umbria la gioia del Vangelo grazie a una conversione pastorale in senso missionario”. Le otto Chiese diocesane dell’Umbria celebreranno il 18 e 19 ottobre 2019, a Foligno, l’Assemblea ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento avrà, dunque, come fulcro l’evangelizzazione delle persone che vivono nella terra dei Santi Benedetto e Francesco: “In maniera sinodale – si legge in una nota – si rifletterà sull’urgenza di rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale dell’Umbria la gioia del Vangelo attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario”.

Questa “importante tappa del cammino delle Chiese dell’Umbria” verrà presentata alla stampa venerdì 22 febbraio, alle ore 11.30, presso la sala S. Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre). Interverrà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (ceu).

ASSISI. CONVEGNO SUL “SOVVENIRE”

0sov

“Comunione, corresponsabilità e compartecipazione nella trasparenza e all’impegno per far funzionare bene i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici”. È quanto ha invitato a mettere in pratica mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, ai circa 100 delegati diocesani per il Sovvenire, che hanno partecipato sabato al secondo convegno regionale sul sostegno economico della Chiesa cattolica in Umbria. Mons. Giulietti, che è presidente della commissione della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire, ha ricordato come i Consigli per gli affari economici non devono avere una funzione contabile, ma assumere un ruolo determinante nell’educare, nell’essere custodi, nella ponderazione delle scelte pastorali ed economiche, attraverso piani preventivi e consuntivi che vanno dallo stanziamento alla rendicontazione puntuale e trasparente di quanto la parrocchia fa in termini economici.

Il convegno – che si è tenuto sabato a Santa Maria degli Angeli (Assisi) – ha avuto per tema il valore della trasparenza al quale ha fatto riferimento in modo specifico la relazione di mons. Paolucci Bedini (vescovo di Gubbio) che ha preso come spunto il vangelo di Luca, riferendosi alla parabola dell’amministratore infedele per illustrare i valori alla base del Sovvenire.

L’8xmille alla Chiesa Cattolica e le offerte liberali, nonché la storia del sostegno economico alla Chiesa in Italia dal 1800 a oggi sono stati al centro dell’intervento di Paolo Cortellessa, responsabile dell’ufficio studi e ricerche del Sovvenire alla Cei. Cortellessa ha cercato, nel suo intervento, di intravvedere anche gli scenari futuri per l’8xmille.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con un laboratorio in cui è stata svolta una esercitazione pratica: i referenti parrocchiali, divisi in gruppi hanno pianificato un evento di formazione e informazione sui temi del Sovvenire per le loro parrocchie.

TERNI. SUCCESSO PER IL CONTEST GIOVANI “FATTI SENTIRE”

0cont

Successo per il contest giovani “Fatti sentire. Un’opportunità per dire la tua”, organizzato dalla commissione di pastorale giovanile della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Ieri, al cinema Politeama di Terni, l’evento conclusivo. I temi dell’affettività e corporeità, della fragilità, della Chiesa, dell’emarginazione e disagio sociale, della sofferenza, dei sogni sono stati al centro della riflessione dei ragazzi. Oltre una quarantina gli elaborati in cui i giovani si sono espressi con diversi linguaggi: dalla musica alla scrittura, dalla fotografia ai video. Alla manifestazione hanno partecipato anche il vescovo Giuseppe Piemontese e l’assessore alla scuola e università del Comune di Terni Valeria Alessandrini.

Per la sezione scrittura il 1º premio è andato al racconto “Mi farò primavera” della giovanissima studentessa liceale Lisa Didimo, con “un testo suggestivo, scritto in modo agile e coinvolgente – si legge nelle motivazioni -, ricco di metafore significative e pieno di valori”. Per la sezione musica il 1º premio è andato a “La voja” del Gruppo “Valenza Staff” dell’oratorio della parrocchia di Santa Maria della Pace di Valenza. Per la sezione videomaking il 1º premio è stato assegnato a “Dedicato a chi sogna” di Juri Frezzotti, mentre per la sezione fotografia il 1º premio è stato assegnato alla foto “2cor 12,10” di Tommaso Sereni. Il premio del voto popolare online è andato alla fotografia “Specchio unico confidente” di Leonardo Zen. I vincitori delle quattro categorie e quello del voto online sul sito hanno ricevuto un buono spesa del valore di 500 euro da spendere in un negozio a scelta del vincitore.

La serata si è conclusa con il divertente e accattivante spettacolo teatrale “La Bibbia” del comico di Zelig, Paolo Cevoli.