ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

TERNI. PER LA FESTA DI SAN VALENTINO, L’URNA DEL SANTO IN PROCESSIONE AL DUOMO

Fedeli vegliano urna San Valentino

Anche per il prossimo febbraio le spoglie del Patrono di Terni e dell’amore San Valentino saranno portate in processione dalla Basilica che porta il suo nome al Duomo. Lo ha annunciato il vescovo della Diocesi di Terni, Narni e Amelia Monsignor Giuseppe Piemontese spiegando che nella serata di sabato 9 febbraio si terrà un fiaccolata con tanti giovani che accompagneranno l’urna del Santo per le vie della città fino alla Cattedrale. Il giorno successivo si svolgerà il Pontificale del vescovo e al termine, in processione, San Valentino sarà riportato nella sua Basilica dove il 14 febbraio avrà luogo la tradizionale festa.

TERNI. CONTEST “FATTI SENTIRE”

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“Non vogliamo dire qualcosa ai giovani ma vogliamo ascoltarli” e così è nato il Terni Young Art Contest “Fatti sentire”, un concorso indetto dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia ed organizzato dalla Commissione di Pastorale Giovanile. È dedicato ragazzi di età compresa fra i 16 e i 30 anni, per consentire loro di dire la propria opinione su argomenti importanti come l’affettività e la corporeità, la fragilità, la chiesa, l’emarginazione ed il disagio sociale, la sofferenza, ma anche i sogni. Parlando con un linguaggio moderno e consono alle proprie attitudini: musica, videomaking, fotografia, scrittura.

Il regolamento del concorso è disponibile online sul nuovo sito www.pastoralegiovanileterni.it, le iscrizioni scadono il 7 gennaio mentre il termine per la presentazione dei lavori è il 28 gennaio.

Ogni lavoro sarà sottoposto al giudizio di una giuria tecnica, ma sarà possibile votarli anche on line dal 31 gennaio al 15 febbraio. La premiazione del concorso si terrà il 17 febbraio 2019. I vincitori riceveranno un buono del valore di 500 euro da spendere in un negozio della città.

“L’evento del sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, voluto da papa Francesco, che si è concluso a fine ottobre, pone la chiesa verso una nuova attenzione al mondo giovanile – ha detto il vescovo Giuseppe Piemontese – come chiesa diocesana volgiamo metterci in ascolto dei giovani e lo facciamo in occasione della festa di San Valentino, patrono degli innamorati, che aveva una particolare predilezione per i giovani. Cerchiamo allora di incontrare, conoscere, dialogare con i giovani delle nostre città, partendo dall’impostazione che ha il documento conclusivo del sinodo dei Vescovi, dove è previsto un momento di ascolto dei giovani, su cosa i giovani pensano della Chiesa, della fede, dei temi cruciali della vita, la fragilità, la cultura e altro”.

“Abbiamo scelto una modalità originale, quella di un concorso, spiega don Matteo Antonelli responsabile della Commissione di Pastorale Giovanile della Diocesi, per metterci in ascolto dei giovani. È un’iniziativa che nasce dalla riflessione che la Chiesa sta facendo sui giovani, alla luce anche del Sinodo che è stato celebrato ad ottobre in Vaticano e tenendo conto che il tema dei giovani sarà centrale nell’ambito delle festività di San Valentino”.

TERNI. RACCOLTA DI AVVENTO DELLA CARITAS PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

 

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L’Avvento è il periodo dell’anno liturgico dedicato alla carità, tempo propizio per tornare a riflettere sull’accoglienza dell’amore di Dio; un tempo forte di attesa, di un compimento di ciò che è già presente per i cristiani, l’amore di Dio.

La raccolta di Avvento della Caritas diocesana si terrà nella “Domenica Gaudete”, III di Avvento, il 16 dicembre in tutte le parrocchie della diocesi, e il cui ricavato sarà destinato al Fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà.
Le raccolte potranno essere consegnate alla Segreteria Caritas (che emetterà ricevuta) o, preferibilmente, versati sul Conto Corrente ” Diocesi di Terni Narni Amelia-Caritas” co Banco Popolare IBAN IT 70Q0503414400000000002961.

Complessivamente nelle precedenti ultime due raccolte (Avvento 2017 e Quaresima 2018), a fronte di entrate 17.939 € , sono state spesi oltre 20.000€. Sono stati effettuati 82 interventi materiali alle persone, rispondendo a 50 differenti richieste provenienti dalle parrocchie, 4 eseguite in collaborazione con le Conferenze San Vincenzo ed altre associazioni della Consulta; il resto degli interventi  su segnalazioni del CdA diocesano e dall’Ospedale della Solidarietà.

TERNI. CELEBRAZIONE IN PREPARAZIONE AL NATALE ALL’ACCIAIERIA

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Tradizionale appuntamento in preparazione al Natale presso l’Acciaieria di Terni dove domenica 2 dicembre, prima di Avvento, il vescovo Giuseppe Piemontese ha celebrato la messa per i lavoratori e familiari della Acciai Speciali Terni, alla presenza dell’amministratore delegato dell’Ast Massimiliano Burelli, del sindaco di Terni Leonardo Latini, del Prefetto di Terni Paolo De Biagi, delle altre autorità civili e militari e della dirigenza aziendale. Un particolare pensiero per il mondo del lavoro e per lo spirito con cui si vive la propria missione per il progresso e benessere sociale.

«Seguendo una antica tradizione, la città, rappresentata dalle Istituzioni, si ritrova attorno alla grande famiglia delle Acciaierie, ai lavoratori, impiegati, dirigenza, proprietà per uno scambio di auguri in una delle feste più importanti e sentite dell’anno – ha detto il vescovo della diocesi Terni-Narni-Amelia Giuseppe Piemontese. L’atmosfera natalizia ravviva i ricordi, accende la speranza, rafforza le attese di benessere e l’impegno per un futuro migliore».

Queste le parole del vescovo Mons. Giuseppe Piemontese, durante la celebrazione: «La liturgia richiama la nostra attenzione sulla venuta del Signore Gesù, che è quella che si manifesta ogni giorno a ciascuno di noi, alla chiesa e al mondo. Una venuta che si realizza nella parola di Dio, nei sacramenti, nei poveri che incontriamo, nelle opere di giustizia che compiamo. In questo luogo di lavoro dove si svolge una gran parte della vostra vita, riconosciamo anche un progetto che è affidato ad ognuno dal Signore, per realizzare voi stessi e per contribuire al benessere e al progresso della nostra società. Il figlio di Dio si è fatto uomo, ha voluto egli stesso provare la fatica e il sudore, e insegnarci a viverla con dignità, come missione da compiere. Maestranze, imprenditori, proprietari, dirigenza, sono tutti coinvolti, attraverso la missione del lavoro, ad accogliere e a preparare l’incontro con il Signore. Nella verità, nella giustizia, nella correttezza dei rapporti, quelli personali, quelli aziendali e quelli sociali, noi ci giochiamo il valore e il destino della nostra esistenza e anche delle persone che ci sono state affidate. La nostra preghiera la condivisione del medesimo destino, l’incontro con il Signore in preparazione al Natale, la nostra presenza qui, sta ad indicare la volontà comune di vivere secondo giustizia, nell’accoglienza reciproca e del Signore che viene. Gli auguri di buon Natale, l’allestimento del presepe e dell’albero, delle luminarie, avranno senso se vivremo con intensità e nella giustizia le nostre relazioni e le scelte fondamentali della nostra vita, le stesse che Gesù Cristo ha voluto sperimentare per primo e che ci ha insegnato a vivere in attesa del suo ritorno».

Al termine della messa c’è stato un concerto degli allievi dell’Istituto Musicale “G.Briccialdi”.

AMELIA. FESTA DELLA PATRONA SANTA FERMINA

 

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Celebrata solennemente ad Amelia la festa di santa Fermina, patrona della città e copatrona della Diocesi. Il pontificale è stato presieduto nella concattedrale da padre Giuseppe Piemontese, alla presenza dei sacerdoti della diocesi e dei sindaci di Civitavecchia, Amelia, Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, animata dalla corale “Amerina”.

La celebrazione è stata introdotta dalla suggestiva rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346 e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” partita in mattinata da Civitavecchia e portata in staffetta dalle associazioni sportive di Civitavecchia e Amelia.

Alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne il richiamo forte del vescovo è stato contro il femminicidio e alla valorizzazione delle donne nella società: «Santa Fermina deve portarci ad una rinnovata elevata considerazione delle donne, a debellare le violenze sulle donne, il disprezzo della persona, la sottovalutazione delle donne, le persecuzioni delle donne fino al femminicidio. Vogliamo riaffermare una maggiore presenza e valorizzazione delle donne nella società e nella chiesa, un maggiore rispetto per la bellezza, la dignità e il valore delle donne. Il genio femminile trasformi ed elevi questa società ormai abituata alla volgarità, al disprezzo delle donne. Maria Santissima, Santa Fermina, le sante martiri della chiesa, Santa Rita, Madre Teresa le nostre mamme, le nostre sorelle e tante altre ci sostengano con l’esempio e l’intercessione per una trasformazione giusta, pacifica e fruttuosa della nostra società e del nostro territorio».

La santità di Fermina è stata ricordata dal vescovo come esempio per ogni cristiano da seguire nella quotidianità della vita: «Fermina ci insegna a vivere i disagi e i mali dell’esistenza nella logica di Gesù, ci insegna la fede incrollabile in Dio, l’amore al Vangelo, il rispetto della persona, la purezza dei costumi, l’aiuto al prossimo con la preghiera e le opere. Ogni anno ci rilancia l’invito a diventare santi calcando il suo percorso di donna Santa. Quest’anno vogliamo soffermarci un momento e far risuonare tale invito anche attraverso le parole di Papa Francesco a tutti i cristiani, rinnovando la convinzione la consapevolezza che la santità è questione di ogni giorno, della vita ordinaria. Il genio femminile si manifesta in stili femminili di Santità indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo e in ogni epoca. Mi preme ricordare tante donne sconosciute o dimenticate le quali ciascuna a modo suo hanno sostenuto è trasformato famiglia e comunità con la forza della loro testimonianza di santità».

Ed infine l’augurio alla comunità amerina: «Esprimo l’augurio che la città, il territorio e la comunità ecclesiale, governanti, pastori, cittadini e fedeli, possano sperimentare un tempo di benessere, di concordia, di rinnovamento morale e di fervorosa vita cristiana nel presente e nelle generazioni future».

Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone, sollecitata da una fede fervida e operosa. Secondo la sua passio, che non è anteriore al sec. VI, Fermina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore.
Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Fermina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre.
Denunciata come cristiana, Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana. Più tardi anche lei subì il martirio. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all’ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai Cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.
Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae); una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall’intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto, sulla quale è stato successivamente costruito il Forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti.
Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita e, le celebrazioni in suo onore, mostrano, ancora oggi, l’intensa devozione che la popolazione locale da secoli destina alla propria patrona. La festa di Santa Fermina a Civitavecchia si celebra il 28 Aprile, giorno in cui giunsero nella città le reliquie donate dalla città di Amelia (28 aprile 1647).

TERNI. IL VESCOVO INCONTRA IL SINDACO LATINI E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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In occasione della visita pastorale all’unità pastorale Terni Centro, il vescovo ha incontrato nella sala consiliare del Comune di Terni, il sindaco Leonardo Latini, gli assessori, alcuni consiglieri comunali e i capigruppo consiliari.
Una visita alle istituzioni cittadine che è stata un’occasione per richiamare l’attenzione su alcuni temi di comune interesse per la vita della comunità cittadina, su problematiche e prospettive ed anche in relazione alla presenza della Chiesa Cattolica nella città.

Ad accogliere il vescovo e i parroci di Terni Centro, il presidente del Consiglio Comunale Francesco Maria Ferranti, che ha ringraziato il vescovo per l’attenzione e la benevolenza che ha voluto riservare con la sua visita pastorale alla massima istituzione civica di Terni. “Auspico e lavorerò sempre affinché tra la Curia e l’istituzione comunale permanga un rapporto di confronto, collaborazione e stima, nell’interesse della città tutta, ad iniziare dalle fasce più deboli che purtroppo in questa fase storica sono in aumento”.

Il vescovo ha ricordato come la dimensione religiosa dei cittadini e il cattolicesimo, in particolare, siano realtà radicate nel popolo umbro. “Il cattolicesimo è patrimonio della nostra tradizione e radice della nostra cultura. Non rivendichiamo privilegi, ma ambiamo al riconoscimento non solo del valore storico e culturale, ma anche del servizio attuale alla città e ai cittadini”.

Ha quindi ringraziato gli amministratori comunali per il servizio svolto a favore della popolazione. “Nella chiesa troverete sempre un’alleata leale – ha aggiunto il vescovo – e collaborazione per l’aiuto e il servizio all’uomo e al bene comune. Vi invito affinchè il vostro servizio sia indirizzato a tutta la città e ai cittadini, specie quelli in condizioni disagiate, i poveri, i portatori di handicap, i senza casa: gli immigrati. Ci auguriamo che l’attenzione alle persone, all’umanità costituisca priorità e motivo di orgoglio personale e comune”.

Infine, ha ricordato i tanti progetti di natura sociale, educativa, formativa e culturale quotidianamente attuati dalla chiesa locale a favore della gente, oltre alla missione pastorale, a cominciare dalla valorizzazione spirituale e della festa civile del patrono di Terni San Valentino.

Il sindaco Latini ha ringraziato il vescovo perla visita e ricordato come l’opera della chiesa sia importante per la città specie nei luoghi di formazione e aggregazione dei ragazzi e giovani come gli oratori e le attività caritative e culturali per la crescita della comunità. “La tradizione cattolica della città può rappresentare il collante per poter restituire quella dignità che la città merita – ha detto il sindaco -. Sappiamo come in questo momento storico sia difficile amministrare e in modo tale che le persone più disagiate abbiano ciò di cui hanno bisogno. Sappiamo che c’è la necessità di dare risposte e quello che stiamo facendo è  di riportare la persona al centro dell’azione amministrativa, non più la struttura burocratica, non più solo servizi erogati alla persona”.

Il vescovo ha donato al sindaco, a ricordo della visita, un quadro con il testo del Cantico delle Creature di San Francesco e, a conclusione della visita, ha impartito la benedizione a tutti i presenti.

TERNI. CONVEGNO “LA BUONA BANCA. LA LEZIONE DI RAFFAELE MATTIOLI” E RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

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Venerdì 16 novembre presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, via XI febbraio 4, con inizio alle ore 9,30, si terrà il convegno: “BENE COMUNE: Banche tra risparmio, economia reale, famiglie ed imprese”. 

L’occasione è fornita dalla presentazione del libro di Fulvia Sisti “La buona Banca-la lezione di Raffaele Mattioli.

Promosso dall’ Associazione Tempus Vitae, dall’associazione Il Punto Centro Ternano di Cultura, la Confcommercio di Terni e dall’Università degli studi di Perugia, con il patrocinio del Comune di Terni, il convegno prevede gli interventi, tra gli altri di Cristina Montesi, Duccio Martelli, Marina Gigliotti, Loris Nadotti , docenti Dipatimento di Economia dell’Università di Perugia. L’evento verrà coordinato e moderato dal giornalista RAI Dott. Roberto Amen.

Le banche italiane hanno grandi tradizioni. Sia per la storia lontana, con la nascita nel Quattrocento dei primi Monti di Pietà su iniziativa di alcuni illuminati frati francescani. Sia per la storia recente con le figure di grandi banchieri che hanno saputo affrontare e risolvere le crisi del loro tempo.

Tra questi un posto di rilievo lo merita sicuramente Raffaele Mattioli, definito dai francesi “Il più grande banchiere italiano dopo Lorenzo il Magnifico”.

A Mattioli è dedicato un libro scritto da Fulvia Sisti (“La buona banca”) che raccoglie tra le altre cose la testimonianza del figlio Maurizio Mattioli con ricordi e documenti inediti. Ne esce un ritratto di una grande personalità aperta alla cultura e alla società, impegnata in una prospettiva nazionale di “bene comune”, decisa a svolgere in tutte le sue dimensioni l’arte del fare banca. Un’arte che è soprattutto quella di fare da tramite tra il risparmio e l’economia reale, tra le famiglie e le imprese. Senza le tentazioni speculative di una finanza impegnata a fare i soldi con i soldi.

Nella seconda parte del convegno, con inizio alle ore 17,30, verrà presentata la rassegna cinematografica “Luci ed Ombre della finanza creativa” che prevede la proiezione, per quattro giovedì, di quattro di film che affronteranno il tema della finanza mondiale, nella consapevolezza del ruolo del cinema come strumento di educazione finanziaria e di introduzione all’economia reale. 

Al termine della presentazione verrà proiettato il primo film in programma della rassegna “La Ricerca della Felicità” con lettura filmica e dibattito a cura della Prof.ssa Cristina Montesi dell’università degli Studi di Perugia, Dipartimento di economia.

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AMELIA. CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE DELLA CONCATTEDRALE

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Con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale Mons. Salvatore Ferdinandi, domenica 18 Novembre nella Concattedrale di Amelia si farà memoria del 338° Anniversario della sua Dedicazione.

Dopo l’incendio che nel 1629 la distrusse in parte, la Cattedrale fu ricostruita nelle attuali forme barocche ad opera dei vescovi Torquato Perotti e Gaudenzio Poli e la Dedicazione avvenne al termine dei lavori, il 17 Novembre 1680 da Mons. Giuseppe Sallustio Fadulfi, Vescovo di Amelia.

La celebrazione di quest’anno coincide con il decennale della ricostituzione della Cappella musicale del Duomo. Le testimonianze documentarie relative alla Cappella musicale della Cattedrale di Amelia risalgono al sec. XVI, ma ciò non esclude che l’attività musicale in Duomo abbia una più antica origine. Illustri maestri si sono succeduti nei secoli alla guida della Cappella, alcuni dei quali hanno lasciato una significativa traccia nella storia della musica italiana, a testimoniare la considerazione in cui era tenuta la musica sacra nella Chiesa madre dell’allora diocesi amerina.

La serie dei Maestri di cappella e degli organisti si esaurisce con i nomi di Ubaldo Minelli e Giacomo Presuttari per poi interrompersi fino alla ricostituzione della Cappella musicale voluta dai Monsignori Alessandro Bigi e Antonino De Santis dieci anni or sono.

Per l’occasione la Cappella musicale ha curato la pubblicazione di un nuovo libro dei canti per favorire la partecipazione di tutta l’assemblea oltre che nella preghiera anche nel canto.

Inoltre, durante la celebrazione saranno ricordati i Canonici e gli Amici del Duomo defunti.

TERNI. FILM FESTIVAL “POPOLI E RELIGIONI”

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La XIV edizione del Terni Film Festival “Popoli e religioni” si terrà dal 10 al 18 novembre al Cityplex Politeama, Santuario San Francesco e Bct di Terni.
“L’età imperfetta” il tema di questa edizione, che racconta l’adolescenza attraverso sogni, speranze, ideali, rabbia, amicizia, creatività, ma anche identità sessuale, bullismo e anoressia. L’adolescenza nella cultura islamica e in quella ebraica, ricordando giovani che hanno sacrificato la loro vita per un grande ideale, come Jan Palach e Peppino Impastato, ma anche un grande prete che ha dedicato ai ragazzi tutta la sua vita come don Lorenzo Milani e due adolescenti straordinari quali Francesco d’Assisi e madre Eletta, giovane ternana che ha fondato i Carmeli di Vienna, Graz e Praga.

L’inaugurazione del festival si terrà domenica 11 novembre dalle ore 16 con la proiezione del film “L’età imperfetta” di Ulisse Lendaro e alle 18 la presentazione ufficiale con mons. Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia, Stefania Parisi direttore dell’Istess, Arnaldo Casali direttore artistico del festival, Michele Castellani gestore del Cityplex, Francesco Venturini dell’associazione di volontariato San Martino, le autorità civili e la giuria internazionale: Jerzy Stuhr, Guglielmo Poggi, Nav Ghotra.

“Questo è un festival, una festa del cinema della nostra città – ha detto il vescovo – che ha ormai assunto delle dimensioni non soltanto regionali, ma anche internazionali. Vogliamo predisporci a gustare una serie di proiezioni cinematografiche interessanti e piacevoli. E’ un film festival “Popoli e religioni” dove la nostra attenzione, il nostro sguardo viene proiettato sull’umanità intera, sui popoli, molti dei quali sono presenti nella città di Terni, e le religioni, le stesse appunto che in qualche maniera sono rappresentante nella nostra città. Attraverso la proiezione di film vogliamo che la riflessione si svolga sui temi, ma anche sulle realtà dei popoli e delle religioni, che oggi sono “condannati a convivere”. Direi che piacevolmente siamo chiamati a convivere, per scambiarci le ricchezze, quelle culturali, quelle spirituali, quelle materiali gli uni per gli altri, in un tempo che sta remando un pochettino contro. Io credo che fino a qualche tempo eravamo un po’ tutti orientati verso questo dediserio di conoscenza, di collaborazione, oggi è un pochettino più difficile ma noi continuiamo su questa strada”.

Tra gli ospiti più attesi Terence Hill, che presenterà il suo film e riceverà l’Angelo alla carriera. Il premio alla carriera andrà invece ad una giovane regista che ha dedicato la sua intera opera all’adolescenza: Alice Rohrwacher, di cui verranno proiettati tutti i film.
Il premio “Gastone Moschin” andrà a Marialuna Cipolla, cantautrice che ad appena 19 anni è stata candidata al David di Donatello.

Il Festival quest’anno inaugura due nuove sezioni: “Come ci vedete”, riservata a corti realizzati da immigrati che vivono in Italia e “L’età imperfetta” in cui i giovani parlano dei giovani e vengono giudicati da coetanei.

Una trilogia dedicata alla danza con due film dedicati a ragazze che sognano di diventare ballerine: “L’età imperfetta” di Ulisse Lendaro e “In punta di piedi” di Alessandro D’Alatri, e il corto “Inner flame” la storia di una ragazza israeliana sorda che vuole entrare in un accademia di danza.

Il focus di domenica 18 novembre è dedicato alla Nigeria e vedrà canti, danze, una cena etnica, ma anche un incontro dedicato alla tratta delle prostitute e la partecipazione di giocatori di basket di origine nigeriana che militano nella Nazionale italiana.

Programma completo: www.popoliereligioni.it