TERNI. CONVEGNO SU SAN BONAVENTURA

0St-Bonaventure

“Nudus et pauper” – Il significato della scelta francescana di povertà nell’interpretazione di Bonaventura da Bagnoregio – è il convegno in programma venerdi 1° Dicembre 2017 alle ore 16 al cenacolo San Marco di Terni in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Bonaventura.

Il convegno è promosso dall’Istess con il contributo del MIBACTe la collaborazione della Facoltà di Teologia e della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum di Roma e il patrocinio del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio.

Aprirà il convegno padre Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia, seguiranno le relazioni: “La rilettura della povertà francescana fatta da San Bonaventura, snodo delicato del passaggio dall’intuizione all’istituzione” a cura di padre Prospero Rivi – Antonianum di Bologna; “Poveri ma tenaci: Fedele da Fanna, Bernardino da Portogruaro e l’edizione dell’Opera Omnia di Bonaventura” a cura di Barbara Faes – Antonianum di Roma; “Dal Doctor Seraphicus a San Bonaventura. Due opere d’arte umbre a confronto: l’arazzo del Sacro Convento e la pala di Piermatteo d’Amelia per i frati conventuali di Terni” a cura di Giuseppe Cassio – storico dell’arte. Presiede e modera padre Pietro Messa – Antonianum di Roma. Conclude Stefania Parisi direttore Istess.

Giovanni Fidanza nacque a Bagnoregio (Viterbo) nel 1218. Bambino fu guarito da san Francesco, che avrebbe esclamato: « Oh bona ventura ». Gli rimase per nome ed egli fu davvero una «buona ventura» per la Chiesa. Studiò a Parigi e durante il suo soggiorno in Francia, entrò nell’Ordine dei Frati Minori. Insegnò teologia all’università di Parigi e formò intorno a sé una reputatissima scuola. Nel 1257 venne eletto generale dell’Ordine francescano, carica che mantenne per diciassette anni con impegno al punto da essere definito secondo fondatore dell’Ordine. Scrisse numerose opere di carattere teologico e mistico ed importante fu la «Legenda maior», biografia ufficiale di San Francesco, a cui si ispirò Giotto per il ciclo delle Storie di San Francesco. Fu nominato vescovo di Albano e cardinale. Partecipò al II Concilio di Lione che, grazie anche al suo contributo, segnò un riavvicinamento fra Chiesa latina e Chiesa greca. Proprio durante il Concilio, morì a Lione, il 15 luglio 1274.

AMELIA. FESTA DELLA PATRONA SANTA FERMINA

santa_fermina_v_m_

Venerdì 24 novembre ad Amelia si celebrerà la festa di Santa Fermina, patrona della città e copatrona della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Una celebrazione che è un evento comunitario religioso e civile, un incontro annuale tra Amelia e Civitavecchia per rinsaldare il gemellaggio tra le due città nel nome della comune patrona Fermina, giovane martire del III secolo. Due saranno i principali momenti liturgici di venerdì 24 novembre: alle ore 11.15 la celebrazione nella Cattedrale presieduta dal vescovo di Civitavecchia-Tarquinia mons. Luigi Marrucci con i sacerdoti di Civitavecchia, alla presenza dei pellegrini, delle autorità e rappresentanze della città laziale, insieme ai bambini del catechismo e fedeli di Amelia. Al termine ci sarà l’omaggio ai pellegrini e autorità con l’esibizione del complesso bandistico “Città di Amelia” e la premiazione degli alunni del concorso “S.Fermina” riservato alle scuole dell’amerino.
Alle ore 17.30 la solenne celebrazione nella Cattedrale di Amelia sarà presieduta da padre Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia, alla presenza dei sacerdoti della diocesi e dei sindaci di Civitavecchia, Amelia, Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, animata dalla corale “Amerina”. La celebrazione sarà preceduta alle 17 dalla rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346 e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” portata dalle associazioni sportive di Civitavecchia. Nei tradizionali abiti del Trecento, i rappresentanti dei borghi del territorio comunale offrono alla patrona grossi ceri il cui peso equivale simbolicamente a quello dei nuclei familiari presenti nel borgo che essi amministrano.

SANTA FERMINA
Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone, sollecitata da una fede fervida e operosa. Secondo la sua passio, che non è anteriore al sec. VI, Fermina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore.
Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Fermina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre.

Denunciata come cristiana, Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana. Più tardi anche lei subì il martirio. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all’ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai Cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.
Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae); una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall’intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto, sulla quale è stato successivamente costruito il Forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti.

Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita e, le celebrazioni in suo onore, mostrano, ancora oggi, l’intensa devozione che la popolazione locale da secoli destina alla propria patrona. La festa di Santa Fermina a Civitavecchia si celebra il 28 Aprile, giorno in cui giunsero nella città le reliquie donate dalla città di Amelia (28 aprile 1647).

TERNI. CELEBRAZIONI PER LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

0GMP

La prima giornata mondiale del Poveri, indetta da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia, è stata celebrata nelle parrocchie della Diocesi con la preghiera e l’invito ad una maggiore sensibilizzazione, a volgere lo sguardo sui poveri, cercando in loro Gesù povero ed umile che chiede di tendere una mano per aiutarlo, con un sorriso, con una carezza o con un aiuto concreto.

Il vescovo Giuseppe Piemontese ha presieduto la celebrazione nella chiesa di San Giovanni Bosco a Campomaggiore. Nell’oratorio parrocchiale è seguito un pranzo con cibo di varie etnie in agape fraterna con circa ottanta immigrati dello Sprar ed Emergenza Sbarchi che sono accolti nelle strutture cittadine.

“Oggi ci viene detto di prestare attenzione ai poveri – ha ricordato il vescovo -, quelli che non hanno nulla, che sono in difficoltà, ai poveri di ogni genere, come Gesù che è venuto a predicare il Vangelo ai poveri. Il papa nel suo messaggio ricorda che ogni uomo che “ha nel suo volto l’immagine di Dio sia amato, onorato e sostenuto. I poveri non sono destinatari di buona pratiche di volontariato o di gesti estemporanei, ma è necessario che ne tocchiamo il corpo piagato per incontrare Gesù, quando incontriamo i poveri incontriamo Gesù”. Siamo chiamati ad incontrare e tendere la mano ai poveri, abbracciarli per far sentire l’amore che spezza il cerchio della solitudine.
Noi abbiamo tante paure che ci impediscono di mettere in pratica queste parole. I santi ci possono aiutare perchè con il loro esempio hanno abbracciato i poveri servendoli nella consapevolezza di servire Gesù. Dobbiamo liberarci dalle paure ad allargare il cuore, andare incontro a Gesù con amore e disponibilità. La povertà si esprime in tante maniera non solo nella privazione dei beni di prima necessità: sono poveri quelli che non hanno la libertà, non possono accedere all’istruzione, chi non ha casa, chi vive nel Terzo mondo, in schiavitù. Abbiamo bisogno di liberarci e chiedere al Signore di essere più coraggiosi, a lasciarci andare, a rischiare, a mettere a disposizione degli altri ciò che abbiamo ricevuto. Dietro gli esempi dei santi mettiamoci in cammino per sperimentare insieme la gioia della misericordia”.

Per approfondire il senso di questa Giornata è opportuno leggere il messaggio del Santo Padre dal titolo “Non amiamo a parole ma con i fatti”.

 

 

ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

0as

“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

TERNI. PERCORSO ESPERIENZIALE SUL BARCONE DEI MIGRANTI: “SCONFINATI. SIAMO SULLA STESSA BARCA”

0sco

“‘Sconfinati’ – siamo sulla stessa barca” è la manifestazione di sensibilizzazione ed approfondimento sui temi delle migrazioni, da chi parte a chi resta nei paesi d’origine, a chi attraversa i luoghi di transito e a chi abita i paesi di approdo, promossa dall’associazione di volontariato San Martino, dalla Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia e dalla Diocesi. Un vero e proprio percorso esperienziale che si potrà sperimentare dal 9 al 18 novembre in piazza della Repubblica a Terni, nella tensostruttura appositamente allestita con la collaborazione di Caritas ambrosiana che è stata l’ideatrice del progetto.

L’inaugurazione si terrà il 9 novembre alle ore 10.30 alla presenza del vescovo  Giuseppe Piemontese, del prefetto di Terni Paolo De Biagi e della altre autorità cittadine.

Nell’esperienza di “Sconfinati”, come nei giochi di ruolo, i visitatori assumeranno l’identità delle migliaia di stranieri che scappano dalla Siria, dalla Nigeria, dal Pakistan e da tutti quei Paesi dove guerra, povertà o gli effetti dei cambiamenti climatici rendono impossibile la sopravvivenza. Riceveranno un passaporto con una nuova nazionalità. Dovranno con pochi soldi mercanteggiare con i trafficanti per assicurarsi un passaggio di fortuna. Alla fine saliranno tutti a bordo di una barca vera. Giunti all’approdo, faranno i conti con il destino: sapranno se il loro sogno potrà essere realizzato o se invece si infrangerà su un confine invalicabile che li respingerà verso il dramma da cui erano scappati. Un percorso della durata di 15 minuti, basato sulle storie autentiche raccolte dai volontari, in cui si sperimenta direttamente una millesima parte di quel che sente un migrante.

TERNI. TORNA IL FESTIVAL “POPOLI E RELIGIONI”

0FFPER

Sarà “Metamorfosi” il tema dell’edizione 2017 del festival cinematografico “Popoli e religioni” di Terni organizzato dall’Istituto di studi teologici e storico-sociali con il contributo della Fondazione Carit e il patrocinio della Regione Umbria e del Pontificio Consiglio per la cultura e la collaborazione del Polo universitario di Terni, in programma dal 10 al 20 novembre.

Metamorfosi in ogni suo aspetto, a partire dai grandi classici con il film di Alex Swanton tratto dal celebre racconto di Franz Kafka, presentato in anteprima nazionale domenica 12 novembre alle ore 16 al Cityplex, e da Ovidio con lo spettacolo di David Riondino, Daniele Mencarelli e Gabriella Compagnone per voce, musica e sabbia sempre il 12 novembre alle ore 21.30; la metamorfosi sociale, con il ruolo della donna raccontato con ironia dalla cabarettista Annalisa Aglioti, membro della giuria; la metamorfosi del pianeta Terra, con la conseguenza più spaventosa e imprevedibile: il terremoto.

L’inaugurazione del festival è in programma sabato 11 novembre a palazzo Gazzoli dove alle 16.30 si terrà un interessante incontro con Franco Cardini: “Il califfato e l’Europa. Dalle crociate all’Isis: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri”e quindi l’apertura del festival e la consegna dell’Angelo alla carriera a Franco Cardini.

Il 12 novembre alle ore 17.30 al Cityplex “Metamorfosi, introduzione alla tredicesima edizione di Popoli e Religioni –Terni Film Festival”. Interventi di Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia, Stefania Parisi, direttore dell’Istess e David Riondino, vincitore della XII edizione del Terni Film Festival e presidente della Giuria.
Alle ore 18 “La Catalogna e la metamorfosi dell’Europa” incontro con Miriam Diez Bosch, Observatorio Blanquerna de Comunicacion, Religion y Cultura di Barcellona.

All’interno di Popoli e Religioni viene quest’anno creato il premio “Gastone Moschin” per il cinema in Umbria, destinato ad artisti che hanno contribuito alla valorizzazione della regione e allo sviluppo del cinema, del teatro e della televisione nel suo territorio. L’Umbria deve molto a Gastone Moschin chene ha aiutato lo sviluppo artistico con un autentico volontariato culturale: ha infatti fondato a Terni con la moglie Marzia Ubaldi e la figlia Emanuela la scuola di recitazione Mumos, che ha attirato giovani da ogni angolo d’Italia e professionisti attivi oggi al cinema, in teatro, in televisione e nel doppiaggio. Quest’anno il riconoscimento andrà a Luca Manfredi per il film In arte Nino, girato in gran parte nell’Umbria meridionale, e verrà consegnato a Manfredi sabato 11 novembre alle 22.30 da Marzia Ubaldi ed Emanuela Moschin.

Nei giorni seguenti ci saranno proiezioni dei film e cori in concorso, incontri con gli autori e dibattiti su temi di attualità, proiezioni mattutine per gli studenti, il focus sull’India cinema, danza, folklore, testimonianze domenica 19 novembre. In totale le proiezioni saranno 44, di cui un terzo italiane. L’ingresso è gratuito.

Programma completo: www.diocesi.terni.it/wp-content/uploads/2017/11/Programma-popoli-e-religioni-2017.pdf

TERNI. CORSO DI CRISTIANITÀ

0corso-cristianità

Tre giorni vissuti insieme nell’ascolto, nel dialogo, nel confronto e nella condivisione delle esperienze di fede, un’esperienza cristiana vissuta comunitariamente. Il 99° Corso di Cristianità donne diocesano si terrà a Polino presso la casa Don Bosco dal 16 al 19 novembre guidato da don Luciano Afloarei per la parte spirituale, e da Antonella Viterbi.

Tre giorni residenziali in cui l’animatore laico, insieme ad un gruppo di coordinamento costituito da persone che già in precedenza hanno fatto l’esperienza dei corsi, è protagonista affiancato da sacerdoti che, esercitando il proprio ministero annunciano e proclamano il Vangelo e i contenuti fondamentali della fede cristiana, mentre le riflessioni e risonanze avvengono in un confronto aperto, in un clima amichevole e con attività coinvolgenti tra i partecipanti. La peculiarità dei corsi di cristianità sta proprio nel protagonismo laicale sia per l’animazione degli incontri sia, poi, per la testimonianza di vita cristiana nella quotidianità e nei diversi ambiti sociali.

Giovedì 16 novembre alle ore 21 nella chiesa di San Giovannino ci sarà la veglia di preghiera per l’inizio del Corso e domenica 19 novembre alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria della Misericordia la chiusura del Corso.

TERNI. RASSEGNA DEL LIBRO D’AUTORE “POPOLI E RELIGIONI A CONFRONTO”

0ras

Popoli e Religioni non è solo film festival, ma è diventato in questo anno 2017-2018 anche “Rassegna del Libro d’Autore: Popoli e religioni culture a confronto”, la quale intende far ripercorrere attraverso la lettura di alcuni libri e le esperienze dirette degli autori, questo grido di speranza e di fiducia nella rinascita a vita nuova.

Sono 6 gli appuntamenti mensili fino a marzo 2018, sempre con l’intervento degli autori, di esperti e testimoni. Primo appuntamento sabato 21 ottobre alle ore 17,00 al Museo Diocesano di Terni, con la presentazione del libro La riva invisibile del mare, nel quale l’autore, Salvatore Dimaggio, racconta storie vere, al limite dell’incredibile, e smaschera le regole di un business pervasivo che costringe una parte sempre più consistente del mondo a migrare. Si tratta del più grande fenomeno del nostro tempo che sta cambiando radicalmente il nostro pianeta. Profugo, rifugiato, richiedente asilo, clandestino … dietro ognuna di queste parole, spesso usate a sproposito, ci sono diritti e trappole, opportunità e affari illeciti.

0film