CITTA’ DI CASTELLO. RIUNIONE MENSILE DEI VESCOVI UMBRI

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Si è tenuta oggi a Città di Castello, nella casa madre della congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, la riunione mensile dei vescovi umbri. Proprio oggi, 9 luglio, ricorre la festività di santa Veronica Giuliani, particolarmente sentita dalla comunità tifernate. Nel pomeriggio la solenne celebrazione eucaristica a conclusione della festa è stata presieduta da mons. Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra e concelebrata da mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello.

I vescovi sono stati salutati dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, che ha espresso ai presuli la soddisfazione per la collaborazione continua con la Chiesa locale, sia in ambito culturale che sociale, in un epoca di grandi difficoltà umane e materiali per tante famiglie.

Nel corso dei lavori, i vescovi – si legge in una nota – “si sono confrontati sulla situazione delle loro realtà ecclesiali al termine dell’anno pastorale, dando appuntamento ai giovani delle otto diocesi dell’Umbria il 4 agosto a Norcia, in segno di solidarietà con le popolazioni terremotate, e in occasione dell’incontro preparatorio al pellegrinaggio a piedi verso Roma, che si concluderà il 12 agosto con l’incontro con Papa Francesco in piazza San Pietro” in vista del Sinodo dei vescovi sui giovani.

La Conferenza episcopale umbra ha provveduto alla nomina del nuovo delegato regionale della Caritas umbra per il quinquennio 2018-2023 nella persona di Marcello Rinaldi, direttore della Caritas diocesana di Orvieto-Todi, che sarà affiancato nel delicato incarico in qualità di vice delegato dal diacono Mauro Masciotti, direttore della Caritas diocesana di Foligno.
Inoltre, i vescovi hanno nominato padre Matteo Siro, provinciale dell’ordine dei Frati minori cappuccini, delegato regionale Fies (Federazione italiana esercizi spirituali).

CERRETO DI SPOLETO. INAUGURAZIONE DEL CENTRO DI COMUNITA’

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Verrà inaugurato, domenica 8 luglio, alle 11, a Cerreto di Spoleto, in località Madonna di Costantinopoli, il quarto Centro di comunità realizzato dalla Chiesa nei territori colpiti dai terremoti del 2016. L’opera è stata possibile “grazie alla generosità di tante associazioni caritative e di tante persone di buona volontà”.

Sarà l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo, a presiedere la messa nel nuovo Centro, intitolato a san Giuseppe. Con lui il parroco di Cerreto di Spoleto, padre Jose Mecheril. È il quarto che viene realizzato nel territorio diocesano, dopo quelli di Norcia, Cascia e Avendita di Cascia.

La costruzione della struttura è stata finanziata da Caritas Austria, mentre la Federazione nazionale degli Spedizionieri internazionali ha finanziato l’acquisto della cucina e l’associazione Sentieri di Pace Onlus di Osteria Grande ha donato alcuni arredi. Il terreno sui cui sorge il Centro è di proprietà comunale: un comodato ventennale d’uso gratuito è stato stilato con la parrocchia di Cerreto. Il costo per la realizzazione è stato di circa 400mila euro. La struttura è caratterizzata da ampi saloni multifunzionali, accessibili a tutti. “Rappresentano luoghi di unione e promozione delle attività sociali, culturali, pastorali e ricreative pensati per rafforzare il tessuto sociale ispirato a valori di solidarietà, condivisione e partecipazione”, si legge in una nota della diocesi.

SPOLETO. POMERIGGIO DI PREGHIERA E RIFLESSIONE CON PADRE RANIERO CANTALAMESSA

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Venerdì 6 Luglio, presso la Casa Sorella Povertà, in viale dei Cappuccini, pomeriggio di preghiera e riflessione con Padre Raniero Cantalamessa, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

Casa Sorella Povertà vive di provvidenza per cui non sarà chiesta una quota per la cena, ma chi vorrà potrà lasciare un’offerta.

Per informazioni contattare Roberto 347 4730617.

Programma:
– 16:30 Santa Messa
– 17:30 catechesi di Padre Raniero
– 18:00 momento di ritiro e riflessione personale seguito da revisione condivisa
– 20:00 cena in fraternità

 

SPOLETO. GLI AUGURI DELL’ARCIVESCOVO AL NEO SINDACO

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“Nel momento in cui assume l’incarico di Sindaco della Città di Spoleto le esprimo vive congratulazioni e rinnovo l’impegno alla collaborazione per la ricerca e la promozione del bene comune di fronte alla crisi economica, morale e sociale della nostra Città. Formulo gli auguri di buon lavoro e porgo un cordiale saluto”.

È il telegramma che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha inviato questa mattina al nuovo sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinis.

Il presule ieri sera, durante l’omelia per la festa di san Giovanni Battista nella chiesa di san Giovanni di Baiano, a ballottaggio ancora in corso, aveva invitato i fedeli presenti a pregare per chi sarà chiamato ad amministrare la Città: «O Signore – ha detto mons. Boccardo – dona la sapienza a coloro che governeranno Spoleto i prossimi anni. In questa campagna elettorale le parole hanno preso il sopravvento sui fatti: è quindi ora necessario promuovere la concordia, impegnarsi per un clima politico più disteso, avere idee ampie, unire e valorizzare ancor di più le tante espressioni di bene che ci sono nel territorio”.

SPOLETO. CICLO DI “PREDICHE” SULLE VIRTU’ CRISTIANE AL FESTIVAL DEI 2 MONDI

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È ormai tradizione che il Festival di Spoleto proponga nel suo programma un ciclo di “Prediche” che, grazie ad interventi qualificati, offra a quanti le vogliano ascoltare qualche spunto di riflessione e approfondimento. Dopo le felici esperienze degli anni passati, nella 61ª edizione del 2018, in programma dal 29 giugno al 15 luglio, verrà affrontato il tema delle virtù cristiane.

Le “Prediche” si terranno alle ore 17.00 nella Basilica di S. Gregorio Maggiore:
– Sabato 30 giugno – La Prudenza – Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna
– Domenica 1° luglio – La Giustizia – Mons. Agostino Marchetto, Arcivescovo Segretario emerito del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti
– Venerdì 6 luglio – La Fortezza – Mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo Prelato emerito di Loreto
– Sabato 7 luglio – La Temperanza – Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano e Segretario del C9
– Domenica 8 luglio – La Fede – Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo Vescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro
– Venerdì 13 luglio – La Speranza – Mons. Giovanni d’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno
– Sabato 14 luglio – La Carità – Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia

SPOLETO. FESTA DI S. ANTONIO

 

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Il 13 giugno la Chiesa fa memoria di uno dei Santi più venerati al mondo, Antonio di Padova. Il francescano nato a Lisbona nel 1195 è profondamente legato alla Città di Spoleto: nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, infatti, fu canonizzato da papa Gregorio IX il 30 maggio 1232. Tradizionalmente la Messa si teneva nella chiesa di S. Ansano. Dal terremoto del 2016, però, è chiusa a causa del terremoto e allora è stata spostata nella vicina chiesa di S. Filippo Neri, dove ha trovato collocazione anche la statua del Santo. La festa non è stata celebrata il giorno della memoria liturgica di S. Antonio, 13 giugno, ma il giorno seguente giovedì 14 giugno: l’arcivescovo Renato Boccardo e tutti i sacerdoti della Chiesa di Spoleto-Norcia erano infatti impegnati nell’annuale assemblea del clero a Roccaporena di Cascia (11-13 giugno).

Quest’anno la ricorrenza ha assunto un significato molto particolare: i Frati Minori Conventuali della Basilica di Padova, su richiesta di mons. Boccardo, hanno inviato una reliquia del Santo da custodire nell’altare a lui dedicato nel Duomo. Un piccolo, ma importante segno che suggella il gemellaggio spirituale tra Padova e Spoleto nel nome di Antonio: nella prima è vissuto gli ultimi anni, vi è morto e sepolto, nella seconda è stato elevato agli onori degli altari. La reliquia è stata posta, durante la Messa presieduta dall’Arcivescovo nella chiesa di S. Filippo, accanto alla statua di S. Antonio.

Col Presule hanno concelebrato: mons. Luigi Piccioli vicario generale e parroco di S. Gregorio e di S. Maria nella Cattedrale; don Edoardo Rossi parroco dei Santi Pietro e Paolo; padre Matteo Marcheselli dei frati minori, parroco di Monteluco; don Luis Vielman vicario parrocchiale di S. Gregorio e di S. Maria nella Cattedrale. La liturgia è stata animata nel canto dal coro parrocchiale. Numerosi i fedeli presenti.

Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato che «S. Antonio è stato un valente predicatore, un appassionato annunciatore della Parola di Dio, un soccorso potente per quanti erano nella prova, un fermo difensore della dottrina cristiana dalle eresie. Nel nostro piccolo anche noi oggi, in questo mondo che corre senza un percorso chiaro né tantomeno una meta, siamo chiamati ad imitare il Santo di Padova ed essere annunciatori della Parola di luce e speranza. Tutti siamo chiamati a ciò, non solo i preti, le suore e i frati, ma anche i laici. Noi cristiani, infatti, possiamo essere la bussola per questa società: e non perché siamo più bravi degli altri, ma perché depositari di quella Parola che illumina tutte le altre parole. Dobbiamo annunciare il Vangelo nella semplicità della vita quotidiana. A S. Antonio – ha concluso mons. Boccardo – chiediamo forza, coraggio e fantasia per riempire le nostre giornate di perdono e di solidarietà».

Nelle preghiere dei fedeli il pensiero dell’Arcivescovo è andato a quanti «saranno chiamati dalla volontà popolare a governare la Città di Spoleto (in chiesa c’erano esponenti di tutti gli schieramenti, ndr): chiediamo al Signore di concedere loro quello spirito di servizio, quella libertà e quel disinteresse fondamentali per la costruzione del bene comune, avendo a cuore in modo particolare le sofferenze e i bisogni delle persone».

Al termine della Messa è stata avviata la processione verso la Basilica Cattedrale (S. Filippo, Corso Mazzini, Via del Mercato, Piazza del Mercato, Via Palazzo dei Duchi, Via Saffi, Via dell’Arringo, Duomo) per la sistemazione della reliquia di S. Antonio nell’altare a lui dedicato (navata sinistra, terzo dal fondo). Prima di congedare i fedeli l’Arcivescovo ha ringraziato i Frati Minori Conventuali di Padova per la reliquia ed ha invitato tutti a recitare la preghiera al Santo.

CASCIA. FESTA DI SANTA RITA

 

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Cascia ha reso omaggio alla sua più illustre concittadina, Santa Rita, una delle Sante più amate e venerate nel mondo. Nonostante un tempo incerto e temperature tutt’altro che primaverili, moltissimi devoti hanno invaso il viale e il piazzale antistante il Santuario per assistere prima al passaggio del corteo storico sulla vita di Rita, poi della reliquia e della statua della Santa e infine per partecipare al solenne pontificale presieduto dal card. Angelo Amato prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

“Il messaggio di santa Rita da Cascia è molteplice. Come mamma, invita le coppie alla fedeltà e alla educazione cristiana dei figli; ai genitori raccomanda la coerenza nella fede e nella testimonianza; i giovani li esorta ad avere speranza nel futuro e a essere generosi nel perdono, superando la logica dell’odio e della violenza; agli ammalati annuncia il vangelo della fortezza e della serenità nel portare la croce quotidiana; alla consacrate raccomanda la fedeltà alla vocazione e la gioia della comunione; a tutti, ricorda la chiamata alla santità”. Lo ha affermato il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, nell’omelia che ha pronunciato a Cascia.

Il rito è stato concelebrato, alla presenza di moltissimi fedeli che hanno affollato il piazzale antistante il santuario, dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, dal segretario della Congregazione delle Cause dei santi, mons. Marcello Bartolucci, dal vescovo emerito di Orvieto-Todi, mons. Giovanni Scanavino, con altri sacerdoti. Presente una delegazione della città slovacca di Kosice quest’anno gemellata con Cascia nel nome di santa Rita e naturalmente le donne che hanno ricevuto il riconoscimento internazionale Santa Rita 2018. Le monache, custodi del corpo della santa, hanno assistito alla messa dal portone d’ingresso del monastero. Al termine della celebrazione, il card. Amato ha benedetto le rose e si è recato a rendere omaggio al corpo della santa. Nel pomeriggio, accompagnato da mons. Boccardo, ha poi fatto visita a Roccaporena, paese natale di santa Rita.

8X1000 E OFFERTE DEDUCIBILI PER IL CLERO NELLE DIOCESI UMBRE

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Nell’anno 2017 le otto Diocesi dell’Umbria hanno ricevuto dal servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Otto per mille e offerte deducibili per il clero) pari a 21.582.524,44 euro, con un incremento di 1.216.272,34 di euro rispetto al 2016 in gran parte ascrivibile ai maggiori fondi per Edilizia e beni culturali.

I soldi sono stati così ripartiti tra le Diocesi umbre: 2.853.372,29 di euro ad Assisi-Nocera Umbria-Gualdo Tadino; 1.967.963,86 euro a Città di Castello; 2.083.323,72 euro a Foligno; 1.832.407,84 a Gubbio; 2.531.141,05 ad Orvieto-Todi; 4.640.874,70 a Perugia-Città della Pieve; 2.644.347,38 a Spoleto-Norcia; 3.029.093,60 a Terni-Narni-Amelia.

L’otto per mille e le offerte deducibili per il clero sono due tipologie perfettamente distinte, anche se l’una non esclude l’altra. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento del clero e viceversa. E’ qui però che emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille, scelto con la firma apposta sulla dichiarazione dei redditi, è per il credente un atto di coerenza con la propria fede. Mentre l’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale, poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità in sede di dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui chi opera l’elargizione non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione.

Le voci di spesa. La domanda frequente è: come vengono spesi dalle diocesi questi soldi? Essi vengono ripartiti in quattro grandi macro aree, documentate e pubbliche: l’area Culto e pastorale comprende l’esercizio del culto nei vari ambiti pastorali, la cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana, formazione dei giovani. L’ambito Carità riguarda gli aiuti alle persone bisognose, le opere caritative diocesane o parrocchiali. L’area Sostentamento del clero è rivolta a favore del ministero dei tanti parroci che in Umbria che, come altrove, sono un punto di riferimento educativo e sociale, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. Il contributo ai sacerdoti permette alle comunità parrocchiali, dove i preti prestano il loro ministero, nei paesi e nei quartieri, di realizzare progetti a favore di famiglie, progetti di misericordia e coesione sociale per dare una speranza a tante persone spesso sole e abbandonate. Il quarto ambito Edilizia di culto e beni culturali riguarda la costruzione di nuove chiese, restauro di opere d’arte e la loro tutela e valorizzazione, l’adeguamento liturgico, cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche.

«Quello che vorremmo comunicare – scrive mons. Paolo Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire delle diocesi della Regione e sostegno economico della Chiesa (8xmille, Offerte per il sostentamento dei sacerdoti) – non sono solo delle cifre, pur importanti, ma la percezione di come le persone e le opere che beneficiano del denaro pubblico “restituiscano” alla collettività assai più di quanto hanno ricevuto, mediante numerose e varie azioni di attenzione a persone e ai loro bisogni, con un notevole effetto moltiplicatore. Servizi tra l’altro accessibili in larga parte a tutti i cittadini, anche a chi non appartiene alla Chiesa cattolica».

Il grazie dei Vescovi Umbri ai fedeli per il sostegno economico alla Chiesa. «Come Vescovi – afferma mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – vogliamo dire grazie ai tanti umbri che, con senso di corresponsabilità, comunione, solidarietà, trasparenza e libertà, contribuiscono al sostegno della vita e della missione della Chiesa».

SPOLETO. PRESENTATO IL NUOVO PERCORSO MONUMENTALE DEL DUOMO

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Lunedì 14 maggio 2018, presso il Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile di Spoleto, è stato presentato il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto, che comprende la Cattedrale, il Museo Diocesano e la Basilica di Sant’Eufemia, con le inedite “visioni” dall’alto – interne ed esterne – della sommità dell’abside del Duomo e del campanile. Sono intervenuti l’arcivescovo Renato Boccardo, Marica Mercalli Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e Giuseppe Costa amministratore delegato di Civita-Opera.

Il nuovo progetto dell’Archidiocesi, con la collaborazione di Civita Opera, è definito “Arte dello Spirito – Spirito dell’Arte”: due concetti, una lettura più ampia, ma allo stesso tempo unitaria, dei monumenti della città, in cui la Cattedrale torna a essere non solo fulcro spirituale, ma anche artistico, da cui si diparte ogni altro itinerario.

Come ha rilevato mons. Renato Boccardo quella del Complesso Monumentale «è una lunga storia, una storia di fede, di arte e di cultura, una storia che si può leggere attraverso le pietre, ma è necessario anche andare aldilà di quello che si vede immediatamente e di trovare “dentro” tutto ciò che racconta; bisogna tendere non solo l’orecchio del corpo ma soprattutto quello del cuore. Tale disposizione d’animo – continua il Presule – permette al visitatore di guardare in alto; abbiamo bisogno nel nostro tempo, forse più che in altri, di non perdere la luce che illumina il cammino». L’Arcivescovo ha anche detto che «queste opere d’arte, le pietre, gli affreschi e le statue contenute nel Complesso sono prima di tutto prodotti della fede: i nostri antenati hanno voluto vedere plasticamente quanto professavano con le fede. Poi, raccontano anche una storia artistica-culturale che, attraverso questo percorso, vogliamo restituire agli spoletini e ai tanti turisti che vengono. L’obiettivo è suscitare nel cuore delle persone la nostalgia delle cose belle che può aiutare ad affrontare le sfide che la vita ci pone dinanzi. Il messaggio che lanciamo oggi è: valorizzare il patrimonio ma prima ancora il messaggio che esso contiene».

In questa prospettiva, due “visioni” straordinarie faranno parte dell’innovazione del percorso di luce. Per la prima volta il visitatore potrà ammirare dall’alto il ciclo di Filippo Lippi nell’abside e salire sulla vetta del campanile, dalla terra al cielo come espone l’iconografia degli affreschi del pittore fiorentino: dall’Annunciazione alla Natività, dalla Morte della Vergine all’Assunzione fino alla rappresentazione dell’Empireo. In particolare, nella vista in prossimità dell’abside, si può meglio osservare l’affresco del catino con l’Incoronazione della Vergine: Dio Padre e Maria risultano così figure imponenti e il visitatore riconosce da qui il popolo del Paradiso distinguendo le figure dei Profeti e delle eroine del mondo biblico.

Lo scopo è dunque quello di creare un percorso unitario fra i vari siti che si collegano alla Cattedrale in cui protagonista è la luce che accompagna il visitatore, anche con l’ausilio di una nuova videoguida multilingua, già all’esterno della chiesa, in un cono prospettico in discesa verso la facciata. La luce che genera altra luce si ritrova all’interno dell’ampia navata fino dunque alla visione del catino absidale e al raggiungimento della sommità del campanile.

D’altra parte la cattedrale custodisce vari capolavori, dalla facciata al Pavimento alle varie Cappelle percorrendo stili e scuole, dall’arte delle origini al Romanico, dal Rinascimento al Barocco fino al Neoclassicismo. Ma il Duomo non conserva soltanto monumenti, è anche luogo per eccellenza della spiritualità, con particolare riguardo alla Cappella delle Reliquie dove è custodita la preziosa lettera autografa di san Francesco d’Assisi a frate Leone. Al santo, che ebbe la sua conversione a Spoleto, è dedicato anche un ciclo di affreschi ancora inedito, con l’episodio del lupo di Gubbio, che potrà essere mostrato ai visitatori durante la salita alla vista dell’abside.

Il nuovo itinerario di visita del Complesso Monumentale si diparte dal fianco destro della chiesa, dalla Cappella degli Eroli, vescovi di Spoleto, dedicata all’Assunta con affreschi di Jacopo Siculo raffiguranti Profeti e scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Il visitatore sarà idealmente accolto dalla Madonna Assunta venerata dal vescovo Eroli. Madonna e vescovo accolgono il visitatore, oggi come un tempo. D’altra parte all’Assunta è intitolata la Cattedrale e la visita conduce agli affreschi di Filippo Lippi con questa tematica nell’abside, culmen del percorso estetico e religioso.

Nel fianco destro della Cattedrale sarà dunque predisposto il punto di accoglienza per l’ingresso alla Cattedrale e ai vari siti del Complesso, dove vi sarà anche la distribuzione dell’audioguida in varie lingue e una libreria con un’offerta editoriale attinente al Complesso.

Oltre alla visita della Cattedrale, sarà possibile proseguire il cammino al Museo Diocesano e alla Basilica di Sant’Eufemia, che potrà ospitare anche mostre temporanee di arte sacra antica e moderna. Il Museo, situato all’interno del palazzo Arcivescovile, è stato inaugurato alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso con lo scopo di conservare e di valorizzare il patrimonio storico-artistico del territorio dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Le opere sono disposte cronologicamente nelle sale di rappresentanza del palazzo, dette “appartamento del Cardinale”, che presentano affreschi eseguiti a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Alcuni capolavori permettono al visitatore di conoscere scuole artistiche locali e “forestiere”, dell’arte delle origini al Rinascimento fino al Barocco. Maestri spoletini, fiorentini, romani, dall’autore della Croce azzurra al Maestro di San Felice di Giano, da Neri di Bicci a Filippino Lippi, da Domenico Beccafumi al Cavalier d’Arpino fino Gian Lorenzo Bernini.

La chiesa di Sant’Eufemia, uno dei più notevoli edifici romanici dell’Umbria, si inserisce e impreziosisce il percorso del Museo Diocesano. Restano incerte le origini di questa chiesa: secondo l’ipotesi più accreditata, essa sorge sull’area che un tempo era occupata dal palatium quando Spoleto fu sotto il dominio dei Longobardi che elessero la città a sede ducale. La basilica risulterebbe dunque come l’evoluzione della cappella palatina dei duchi longobardi dedicata alla stessa Sant’Eufemia.

In questa prospettiva, il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto diverrà il luogo principe della spiritualità e dell’offerta culturale della città, al fine di promuovere la bellezza divina e terrena, l’unicità di questo sacro luogo, il racconto della città, attraverso un’esperienza consapevole da parte del visitatore.

La Soprintendente Marica Mercalli ha parlato dell’importanza dei musei diocesani (268 in Italia e 7 in Umbria) definiti «dei preziosi presidi di quei territori che, per vari motivi, non possono conservare le opere d’arte nelle loro chiese. Pensiamo ad esempio – ha detto – al Cristo che era nella chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia. Era conservato nel museo diocesano di Spoleto e si è così salvato dal crollo che la chiesa ha subito a causa del terremoto del 26-30 ottobre 2016. Nello specifico – ha concluso la Mercalli – questo museo diocesano di Spoleto può diventare luogo di ricovero per le opere ferite dal sisma e che si stanno restaurando, magari organizzando delle mostre temporanee che mostrino le vari fasi del recupero)».

Giuseppe Costa ha affermato che «Civita-Opera offre servizi per la valorizzazione dei beni culturali e per creare nuovi posti di lavoro (si contano 1000 dipendenti, a Spoleto sono stati assunti quattro giovani)».

COLLEVALENZA. GIORNATA REGIONALE DELLA VITA CONSACRATA

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Sabato 26 maggio 2018 a Collevalenza si terrà la giornata regionale della Vita Consacrata alla quale sono invitati tutti i Religiosi e Religiose dell’Umbria. Una giornata di riflessione sul tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dal tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, prevista per il mese di ottobre 2018. L’incontro si svolgerà con il seguente programma:

  • Ore 8.30: Arrivo;
  • Ore 9.00: Ora media nell’Auditorium. Presiede S.E.Mons. RENATO BOCCARDO, presidente Ceu;  Introduzione di S.E. Mons. DOMENICO CANCAN, delegato Ceu;
  • Ore 9.30 -11.30: Relazione di don ANDREA LONARDO, presbitero di Roma sul tema: “I giovani, la fede, discernimento e accompagnamento vocazionale”; Interventi;
  • Ore 12.00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. RENATO BOCCARDO;
  • Ore 13.00: Pranzo.

È un’altra occasione per rafforzare la profonda comunione delle consacrate e dei consacrati alle Chiese che sono in Umbria e alla Chiesa Universale.