AVENDITA DI CASCIA. INAUGURATO UN CENTRO DI COMUNITA’ REALIZZATO DALLA CARITAS

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“Un santuario della speranza per le persone dei Paesi dell’altipiano tra Norcia e Cascia”. Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha definito il centro di comunità “Mons. Ottorino Pietro Alberti”, che è stato inaugurato il 21 marzo ad Avendita di Cascia, la frazione più colpita da terremoti del 2016, ed è stato realizzato da Caritas italiana con il contributo delle Caritas diocesane della Sardegna.
Un gemellaggio ecclesiale all’insegna della solidarietà che trova ispirazione proprio nella figura di mons. Alberti, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia che condivise con la popolazione della Valnerina il terremoto del 1979 e dal 1988 divenne arcivescovo di Cagliari. Una figura a cui è profondamente legato l’attuale arcivescovo del capoluogo sardo, mons. Arrigo Miglio, che è intervenuto alla cerimonia d’inaugurazione.

“Ai fedeli delle chiese della Sardegna – ha detto tra l’altro mons. Miglio – racconterò della vostra fede che il terremoto non ha scalfito, della tenacia che avete nel guardare al domani con ottimismo nonostante le difficoltà e l’aver perso tutto, dell’attaccamento a questa terra che ha generato alla vita santi come Benedetto da Norcia e Rita da Cascia”.

“Qui vi ritroverete per pregare – ha affermato a sua volta mons. Boccardo – ma anche per arricchirvi in umanità, per fare festa, per incontrarvi. Andiamo avanti con fiducia, con speranza e con fantasia. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo insieme”.

Il centro, è una “delle opere segno che dicono che ricostruire una comunità ferita è possibile”, ha sottolineato don Andrea La Regina di Caritas italiana.

La struttura è di 215 metri quadri (salone polifunzionale divisibile in due ambienti, due aule, un deposito, servizi igienici, porticato), è stata costruita su un terreno di proprietà della parrocchia, per un costo complessivo di 300.000,00. Servirà per le attività pastorali, principalmente la celebrazione eucaristica, dei paesi posti sull’Altipiano tra Norcia e Cascia, ma anche per momenti d’incontro e di festa della popolazione, per attività sociali e culturali tese a rafforzare il tessuto sociale post-sima. La progettazione e la direzione dei lavori sono stati dell’architetto Giuliano Pericoli di Caritas Italiana; il Centro è stato realizzato dall’impresa SV EDIL de L’Aquila; gli arredi sono stati presi da Falconi Arredamenti di Leonessa (RI).

NORCIA. FESTA DI SAN BENEDETTO

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Mercoledì 21 marzo Norcia si è stretta intorno al proprio patrono S. Benedetto. Alle 10.30 l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto il solenne pontificale in onore del Santo patrono d’Europa, preceduto dal tradizionale corteo storico (le rappresentanze delle sei guaite, gli attuali rioni della città, che offrono un cero in onore del Santo: Porta Meggiana, Porta Massari, Porta Orientale, Porta Palatina, Porta Valledonna e Porta Narenula), cui quest’anno si è aggiunta una rappresentanza del corteo storico “Perugia 1416”. Per il secondo anno la liturgia si è svolta in Piazza S. Benedetto dinanzi alla facciata della Basilica crollata a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016. Molti i fedeli presenti, diversi i sacerdoti diocesani e religiosi giunti nel centro di Norcia, su tutti i monaci benedettini, numerose le autorità civili e militari ad iniziare dal Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, dal Questore di Perugia Giuseppe Bisogno, dal presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini, dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno.

La sera prima, il 20 marzo, è arrivata a Norcia la “Fiaccola benedettina pro pace et Europa una” accesa il 24 febbraio, benedetta da papa Francesco il 7 marzo. Questo luce, che ha l’obiettivo di ricordare all’Europa le proprie radici cristiane, gire le capitali europee dal 1964, anno della proclamazione da parte di Paolo VI di S. Benedetto a patrono del Vecchio Continente. Quest’anno è stata a Berlino, in Germania, ed è rientrata a Norcia la sera del 20 marzo: le tre comunità della Terra Sancti Benedicti  (Norcia, Subiaco e Cassino) hanno ricordato con quanti si sono relazionate in terra tedesca che S. Benedetto è, come lo definì Paolo VI nella Pacis nuntius, messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà e, soprattutto, araldo della religione di Cristo e fondatore della vita monastica in Occidente.

Nell’omelia l’arcivescovo di Spoleto-Norcia ha sottolineato come le disposizioni di S. Benedetto contenute nella Regola non pretendono l’impossibile, sono realistiche, tengono conto dei limiti umani, sono attualissime, con indicazioni preziose anche per i politici di oggi e per la loro azione di governo: «L’indole comunitaria del monastero benedettino – ha detto mons. Boccardo – ha favorito nella popolazione lo sviluppo di precise caratteristiche umane e sociali: l’aiuto fraterno, l’accoglienza e l’ospitalità ai viaggiatori, l’attenzione ai poveri di ogni tipo, sono tra gli elementi della Regola di Benedetto che in Italia come altrove si tradussero in cultura popolare. Infatti, tra queste nostre contrade è nato il pensiero che ha fatto grande la civiltà europea. Senza Benedetto, senza Francesco, che Europa sarebbe? Senza i Santi che hanno reso l’Umbria bella e famosa, cosa saremmo diventati? Quello che purtroppo stiamo diventando: uomini e donne sradicati, apparentemente forti e invece fragilissimi, incapaci di distinguere il giorno dalla notte, il vero dal falso, il bene dal male. Ma se tutto è interscambiabile, non siamo mai costretti a scegliere. E un essere umano che rinuncia alla quotidiana necessità di compiere una scelta che determini e qualifichi il suo cammino continua a regredire in umanità».

Nelle parole del Presidente della Conferenza episcopale umbra non poteva mancare un cenno al terremoto che ha distrutto la Valnerina nel 2016: «Il sisma non solo ha provocato gravi danni al patrimonio artistico e ambientale, ma ha creato anche una cesura tra il passato e il futuro. Si sono persi i punti di riferimento, non si riconoscono più i luoghi familiari dove si è vissuti: è qualcosa che dagli occhi passa al cuore e si trasmette al cervello; è come l’Alzheimer di una comunità. Perché il terremoto – attraverso le ferite prodotte al paesaggio, agli edifici pubblici e privati, alle opere d’arte – ha ferito il cuore e la mente delle persone, ha reciso di colpo le radici: quello che si credeva solido è crollato, quello che credevamo nostro non esiste più. Si sopravvive, certo, ma si tratta di una sopravvivenza segnata da una amara sterilità e continuamente minacciata e ferita dal peso invincibile delle burocrazie e – Dio non voglia – da grossi giochi di potere e di interesse realizzati sulle spalle della gente. L’annuale celebrazione di San Benedetto ci aiuti dunque a rinnovare – ha concluso mons. Boccardo – un patto sociale e civile, a riscoprire le buone ragioni dello stare insieme, a resistere alla tentazione dello scoraggiamento e della delusione, a non lasciarci abbattere dal moltiplicarsi dei segni di logoramento, visibili anche quando lo spazio pubblico si configura come palestra di scontro con l’avversario e non di proposizione di idee, come abbiamo dovuto tristemente constatare nelle ultime settimane sul palcoscenico italiano».

Al termine della Messa c’è stata la processione con la reliquia di S. Benedetto per le vie di Norcia.

 

INCONTRO DEI VESCOVI UMRBI CON IL NUNZIO APOSTOLICO

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Nella riunione del 12 Marzo della Conferenza episcopale umbra (Ceu), svoltasi al seminario regionale Pio XI di Assisi, i vescovi umbri hanno accolto il nuovo nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, l’arcivescovo Emil Paul Tscherrig (fino a qualche mese fa ambasciatore del Papa in Argentina), che ha portato i saluti del Santo Padre, ha augurato ai vescovi umbri di “proseguire nel cammino pastorale sull’esempio dei Santi di questa terra”.

In apertura dell’incontro i vescovi hanno ricordato i cinque anni dell’elezione di Papa Francesco, pregando affinché il suo ministero porti sempre maggiori frutti nella Chiesa universale.

Rispetto alla situazione venutasi a delineare a seguito delle recenti elezioni politiche, i vescovi umbri confidano nel senso di responsabilità degli eletti per la ricerca e la costruzione del bene comune, con particolare attenzione alle fasce sociali più deboli. Salutano i parlamentari umbri ed augurano loro un buon lavoro a servizio del Paese e della nostra regione.

Dopo la relazione di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu, sull’incontro delle Commissioni ecclesiali del 3 marzo scorso, i vescovi dell’Umbria hanno annunciato un’Assemblea ecclesiale regionale, da celebrarsi nell’anno pastorale 2018-2019, che “aiuti a focalizzare la missione contemporanea della Chiesa nella terra dei santi Benedetto e Francesco”.

“Sarà un confronto sinodale – afferma Boccardo – sullo stile del convegno della Chiesa italiana di Firenze del 2015 e che si baserà sull’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium. Avremo a cuore il bene della nostra Chiesa umbra e, attraverso un percorso di preghiera, di riflessione e di discernimento, cercheremo di essere propositivi per una crescita sinergica delle nostre comunità diocesane”.

L’Assemblea si inserisce in un tempo non felice per l’Umbria, caratterizzato da varie difficoltà legate a povertà, calo demografico, disoccupazione giovanile. Nei centri di ascolto delle Caritas diocesane non si era mai registrato un numero di giovani così alto a chiedere aiuto ed assistenza. Anche la Chiesa umbra è chiamata a prendere coscienza di questa difficile situazione e, per quanto di sua competenza, collaborare a trovare delle soluzioni. In questa direzione va il progetto delle diocesi di Perugia-Città della Pieve e Spoleto-Norcia per dare aiuto ai più giovani con borse di lavoro finalizzate alla creazione di occupazione.

INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO UMBRO

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Alla presenza dei vescovi umbri e dei rappresentanti della Magistratura civile, è stato inaugurato a Perugia, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo, il 6 marzo, l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu) di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e le Diocesi in Umbria.

Dopo gli interventi del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, moderatore del TEIU, e di padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale del TEIU, mons. Paolo Bianchi, vicario giudiziale del TER Lombardo, ha tenuto la sua prolusione dal tema: “Le condizioni di ammissione al processo breviore e il ruolo del vescovo in tale forma processuale”, la vera novità del MP Mitis Iudex Dominus Iesus con cui papa Francesco, nel 2015, ha riformato il processo di nullità matrimoniale canonica. Mons. Bianchi ha illustrato i due passaggi fondamentali del processus brevior: la fase preliminare, esponendo le condizioni obbligatorie per l’ammissione della causa, e il ruolo del vescovo diocesano competente di giudicare. Inoltre ha coniugato le riflessioni sul tema basandosi sia sullo studio, sia sulla esperienza personale. Lo studio ha preso in esame la dottrina prodotta negli ultimi due anni sul tema (tempo dall’entrata in vigore della legge), insieme all’esperienza maturata nel Tribunale Lombardo.

Il numero delle cause.

Padre Pawlik, nel relazionare sull’attività 2017 del TEIU, ha ricordato che «le cause di nullità matrimoniale (n.m.) pendenti al 31 dicembre 2016 erano 93 e quelle introdotte nel corso del 2017 sono state 106 e nessun Super Rato, per un totale di 199. Tra le cause di n.m., una è stata introdotta e trattata con rito breviore e unadocumentale». Nel 2017, ha proseguito il vicario giudiziale, «sono state portate a termine 104 cause di n.m., comprese quelle breviore e documentale, di cui 102 cause con sentenza affermativa, una con sentenza negativa e una è stata archiviata per la morte della parte convenuta». Inoltre, al 31 dicembre 2017, ha comunicato padre Pawlik, «risultavano pendenti 95 cause n.m. e nessuna richiesta di dispensa Super rato, di cui 9 prossime alla sentenza, 14 in fase di dibattimentale, 35 giacenti presso i periti, 36 in fase di istruttoria e una sospesa».

I capi di nullità e i tempi delle cause.

Tra i capi di nullità accusati con i rispettivi pronunciamenti, quelli di esclusione indissolubilità, della prole e della fedeltà (ex can. 1101 § 2), di incapacità (ex can. 1095 n. 2, n. 3) e di difetto di forma canonica (ex can. 1108§1 e 111§2). Al riguardo il vicario giudiziale ha ricordato che «la causa di nullità matrimoniale, come ben noto, può essere presentata per più capi, che comunque devono essere trattati singolarmente, in quanto basta che sia provato un solo capo di nullità per dichiarare nullo il matrimonio. Così complessivamente abbiamo avuto nel 2017 ben 112 decisioni affermative e 19 negative che danno 131 decisioni, che vanno ben oltre le statistiche riferite al numero delle cause introdotte e decise. Questo confronto rende meglio l’opera del nostro Tribunale nel 2017». E’ anche «importante rilevare che oltre alla breve durata del processo di nullità – ha precisato padre Pawlik – si è raggiunta anche una rapida stesura delle sentenze a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande, nell’arco di un mese nel rispetto dei cann. 1453 e 1610 §3. Dobbiamo invece migliorare i tempi delle perizie per evitare il protrarsi delle cause oltre i tempi canonici». I tempi della durata del processo di prima istanza, nel 2017, sono stati i seguenti: meno di sei mesi per 6 cause, da sei mesi ad un anno per 64 cause, da un anno ad un anno e mezzo per 29 cause, da un anno e mezzo a due anni per 3 cause e oltre i due anni per 2 cause.

I costi delle cause.

Il vicario giudiziale si è soffermato sui costi delle cause sostenendo che «ancora oggi circolano notizie infondate riguardo ai costi per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale. Per questo tante persone sono scoraggiate, diffidenti fino a rinunciare in partenza ad accostarsi al Tribunale Ecclesiastico per introdurre la causa, pur avendone diritto e motivi validi». Attualmente il contributo delle parti alle spese processuali è il seguentela parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare € 525,00 al momento della presentazione del libello; la parte convenuta non è tenuta ad alcun contributo, ove partecipi all’istruttoria e solo nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare € 262,50.

Padre Pawlik ha anche ricordato che «nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno tante persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero dal contributo dovuto per le spese processuali. Ne sono la prova i 47 esonerati totali e i 22 che hanno ottenuto le riduzioni, mentre 37 le parti attrice e 3 le parti convenute che hanno contribuito regolarmente alle spese. Questo è stato possibile – ha evidenziato il vicario giudiziale – grazie al finanziamento dell’8xMille alla Chiesa cattolica».

«Circa il numero delle cause introdotte nel 2017 – ha spiegato padre Pawlik – si nota che ben 97 sono state patrocinate dai Patroni stabili (dove le parti non hanno dovuto spendere neppure un centesimo per l’avvocato, che è totalmente retribuito dal Tribunale) e solo 9 sono state introdotte dai Patroni di fiducia». Ha anche ricordato che «per le norme CEI, l’onorario complessivo per il patrocinio dell’avvocato di fiducia nel primo grado va dal minimo di € 1.575,00 al massimo di € 2.992,00 e nel processo di appello ai suddetti onorari si aggiungono da un minimo di € 604,00 ad un massimo di € 1.207,00».

La validità del consenso matrimoniale.

Riguardo al consenso matrimoniale, padre Pawlik ha ricordato che «alla luce dell’insegnamento Pontificio, la mancanza della fede, la lontananza dalla pratica religiosa e la vita vissuta nell’opposizione ai principi morali cristiani, ecc. (elementi che in buona parte possono essere verificati e provati con l’istruttoria canonica), incidono o almeno possono incidere gravemente sul consenso matrimoniale, che non può più essere inteso – come insegna papa Francesco – come un “automatismo”, ma esige sempre per la sua validità “una coscienza illuminata dalla fede (ossia l’intenzione di fare davvero ciò che fa la Chiesa), come il risultato di una combinazione tra umano e divino”. A queste condizioni risulta ovvio che “la coscienza assume un ruolo decisivo nelle scelte impegnative che i fidanzati devono affrontare per accogliere e costruire l’unione coniugale e quindi la famiglia secondo il disegno di Dio”. Di conseguenza la mancanza della fede può costituire una causa simulandi, dove gli sposi formalmente compiono un rito nuziale, senza però (ac)cogliere tutti i beni e le proprietà del matrimonio e così, di fatto, simulano il consenso matrimoniale. In tal caso le persone compiono un atto solo per iocum (per gioco, scherzi, burla), simulando e fingendo di sposarsi, ma di fatto non producono alcun effetto. In altre parole, alla luce dell’insegnamento di papa Francesco, non si può pretendere che l’intenzione umana generale nel consenso matrimoniale sia identificata automaticamente “a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa”».

Il giudizio breviore accorcia tantissimo i tempi.

Sulla Mitis Iudex Dominus Iesus di papa Francesco è intervenuto il cardinale Bassetti, che ha parlato di «un valido strumento che accorcia i tempi con il giudizio breviorenel caso di annullamento di matrimoni. Ringraziamo il Signore per questo grande dono attraverso la Mitis Iudex Dominus Iesus che ci ha fatto il Santo Padre nell’abbreviare, a determinate condizioni, il processo canonico e metterlo direttamente nelle mani del vescovo per cui la procedura viene abbreviata tantissima quando ci sono chiari i motivi della nullità. Questo è stato davvero un gesto bellissimo del Papa, che ha fatto anche a seguito del Giubileo Straordinario della Misericordia».

Più preparati a ricevere il sacramento del matrimonio.

Il porporato ha anche ricordato che il sacramento del matrimonio «è il simbolo e segno dell’amore di Cristo con la sua Chiesa, perciò arriviamo tutti impreparati». Per questo «dobbiamo fare molto di più per la preparazione al sacramento, accompagnare di più le coppie di fidanzati o coloro che convivono in vista del matrimonio».

Il cardinale ha espresso «gratitudine al Tribunale Ecclesiastico e stima per il lavoro quotidiano e l’accuratezza nell’applicare le norme nella fedeltà alla verità e tenendo conto con carità pastorale della salus animarum riconoscendo i drammi di tanti cuori feriti che vengono a sottoporre alla Chiesa i loro drammi che colpiscono l’istituzione più fragile che è la famiglia».

I figli non ostaggi della separazione dei genitori.

Il presule si è anche soffermato sul Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre dedicato da papa Francesco ai giovani, che «manifesta la premura pastorale per loro, l’attenzione per la famiglia. I giovani – ha commentato Bassetti – sono sempre pronti a proiettarsi in avanti e a richiamare con entusiasmo la Chiesa a sostenerli e ad accompagnarli. Accanto ai giovani c’è il ruolo dei genitori e delle famiglie che nella difficoltà della separazione non facciano dei figli degli ostaggi. Aiutarli ad orientare il loro sguardo sul futuro senza paura di sbagliare ed essere iperprotettivi o al contrario assenti, quanto piuttosto nell’accompagnarli e comprenderli».

 

SPOLETO. “DALL’ACCOMPAGNAMENTO ALL’AUTONOMIA”

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“Dall’accompagnamento all’autonomia”. Questo il nome di un nuovo percorso che la Caritas, la Pastorale giovanile, la Pastorale del lavoro e il Progetto Policoro dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia hanno avviato grazie ai fondi dell’8xmille della Conferenza episcopale italiana, a sostegno dell’occupazione. In particolare, verranno attivati dei tirocini lavorativi extracurricolari. Per sei mesi diciotto persone riceveranno 400 euro mensili per un’esperienza di formazione, guidata e supervisionata dalla Caritas. Destinatari del progetto, realizzato attraverso la collaborazione con la multinazionale italiana Gi Group, sono gli inoccupati, i disoccupati, membri di famiglie vulnerabili economicamente e inattivi over 45 anni. L’obiettivo principale è sostenere i nuclei familiari mediante un percorso d’inserimento o reinserimento lavorativo che garantisca un’entrata mensile a fronte di un impegno che possa valere come qualificazione professionale, acquisizione di competenze e, in ultimo, la prospettiva di assunzione definitiva.

“Questo progetto – spiega Giorgio Pallucco, direttore della Caritas diocesana e delegato regionale di Caritas Umbria – è una risposta concreta della Chiesa a quelle persone che nel nostro territorio hanno perso il lavoro o ne sono alla ricerca. È anche una risposta alle esortazioni del nostro arcivescovo Renato Boccardo che ci invita sempre a rinnovare la fantasia della carità”.

Un’occasione, continua Pallucco, per “contribuire al cammino della società, favorendo la maturazione, anche in ambito lavorativo, di una sensibilità umana ed evangelica, sociale e culturale adeguata al nostro tempo e al nostro territorio, che metta al centro la persona”.

Coloro che fossero interessati ad un colloquio di selezione devono inviare il proprio curriculum entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 21 marzo 2018 al seguente indirizzo mail: caritaspolavoro@gmail.com.

SPOLETO. GLI APPUNTAMENTI DELLA QUARESIMA

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Prosegue la Quaresima con il percorso della lectio divina, a cura dell’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo, tutti i martedì alle ore 21, presso la palestra del Sacro Cuore a Spoleto. Ogni venerdì, inoltre, l’Arcivescovo presiede la Via Crucis nei vicariati dell’Archidiocesi, secondo il calendario qui sotto riportato.
La Quesima si è avviata con il Mercoledì delle Ceneri, il 14 febbraio.

I martedì di Quaresima, ore 21.00, presso la palesatra del Sacro Cuore a Spoleto, l’Arcivescovo terrà un percorso di lectio divina:

  • Martedì 27 febbraio.
  • Martedì 6, 13 e 20 marzo.

I Venerdì di Quaresima alle ore 21.00 mons. Boccardo presiederà le Via Crucis nei Vicariati dell’Archidiocesi:

  • Venerdì 9 marzo: Vicariato del Clitunno a Trevi (dal convento di S. Martino al Duomo di S. Emiliano).
  • Venerdì 16 marzo: Vicariato Extra-Urbano (luogo in via di definizione).
  • Venerdì 23 marzo: Vicariato dei Sibillini a Norcia (Insediamenti SAE zona industriale).
  • Venerdì 30 marzo (Venerdì Santo): Vicariato Urbano a Spoleto (Piazza del Mercato, Giro della Rocca, Cattedrale).

NORCIA. FIRMA DEL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL RECUPERO E IL RESTAURO DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO

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“Oggi è una giornata importante per l’Umbria ferita dai terremoti del 2016. Questo protocollo è un segno concreto rilevante in vista del recupero dell’immenso patrimonio storico-artistico della Valnerina distrutto dalle scosse sismiche e un messaggio di speranza fondamentale per la popolazione che ha perso la casa e che, con tenacia e senza abbandonare il territorio, attende di poter riprendere una vita normale a partire proprio dal riavere la propria abitazione”. Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, commenta la firma del protocollo d’intesa per il recupero, il restauro e il ripristino della basilica di san Benedetto di Norcia, monumento simbolo dell’Italia centrale ferita dal terremoto del Centro Italia.

La sigla è avvenuta oggi a Roma davanti a Paola De Micheli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016. Hanno sottoscritto il protocollo oltre a De Micheli, Carla Di Francesco, segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Catiuscia Marini, presidente della Giunta regionale dell’Umbria; mons. Renato Boccardo e Nicola Alemanno sindaco di Norcia.

“L’avvio del percorso di ricostruzione della basilica – afferma Boccardo – è un incentivo per tutti a proseguire nella più delicata ricostruzione dell’interiorità delle persone e del tessuto sociale delle comunità. In questo ci illumina il messaggio di S. Benedetto, grande costruttore della civiltà europea, fondato sulla collaborazione, sull’accoglienza, sulla solidarietà, sull’unità, sulla civiltà e sulla fedeltà alla persona umana”.

Presidente della Commissione di indirizzo per la ricostruzione della basilica sarà Antonio Paolucci, già ministro dei Beni Culturali, direttore dei Musei Vaticani e commissario del Governo per la ricostruzione post-sisma 1997 della basilica di S. Francesco ad Assisi.

CINQUE CAMMINI DEI GIOVANI UMBRI PER L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

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Sei mesi prima dell’evento “Per mille strade”, l’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco in programma a Roma per l’11 e 12 agosto 2018 in preparazione al Sinodo dei vescovi, i giovani umbri hanno già a disposizione cinque itinerari per il loro pellegrinaggio a piedi alla volta della “Città eterna”. A darne notizia è il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti, esperto-cultore di pellegrinaggi a piedi in diversi luoghi sacri italiani ed esteri.

I giovani umbri a Roma, annuncia mons. Giulietti sull’ultimo numero del settimanale “La Voce”, saranno più di un migliaio insieme ad oltre 100mila coetanei provenienti da tutta Italia. Riferendosi a quanto emerso durante la “Fiera dei cammini”, tenutasi a fine gennaio a Sacrofano (Roma), mons. Giulietti rileva che in Umbria sono stati scelti “cinque percorsi di pellegrinaggio che aiuteranno senz’altro i giovani a scoprire la ricchezza spirituale ed ecclesiale dell’Umbria, ma che dovrebbe soprattutto incoraggiare le comunità cristiane dell’Umbria a farsi accoglienti – non solo per un giorno! – della realtà giovanile. Per tornare ad essere ‘posti per i giovani’”.

I giovani delle diocesi Perugia-Città della Pieve e Terni-Narni-Amelia hanno puntato su un antico itinerario, la “Via Amerina”; quelli di Città di Castello percorreranno la “Via di Francesco” mentre quelli di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno e Spoleto-Norcia hanno scelto di costruire degli itinerari per l’occasione, toccando luoghi significativi dei propri territori e camminando insieme con partenza dalla città serafica. I giovani di Orvieto percorreranno la “via” che congiunge il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza al Santuario di Bolsena; infine la diocesi di Gubbio ha scelto di raggiungere l’abbazia di Fonte Avellana, significativa per la storia della propria Chiesa, interessando però le “periferie”: comunità e paesi che si trovano ai margini del territorio diocesano coinvolgendoli maggiormente nella vita della diocesi.

SPOLETO. TORNA “PARTY CON NOI”

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Domenica 28 gennaio 2018 torna il “Party con Noi”, consueto appuntamento della Pastorale Giovanile della Diocesi rivolto ai cresimandi e cresimati e ai ragazzi degli Oratori. Una festa di partenza con le caratteristiche del pellegrinaggio, con una serie di giochi da fare in gruppo e a coppie con l’aiuto dei animatori.