NORCIA. “DIALOGHI CON I CITTADINI” PROMOSSI DALLA UE

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“Costruire un’Europa migliore con i cittadini per le generazioni future”: è il tema assegnato al dibattito che il prossimo 4 settembre vedrà protagonisti il commissario europeo per l’istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, Tibor Navracsics, e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a Norcia. Si tratta di uno dei “Dialoghi con i cittadini”, da tempo promossi dall’Ue per avvicinare le istituzioni europee alle realtà sociali e territoriali dei Paesi membri. L’incontro si svolgerà dalle 18 alle 19.30 in piazza San Benedetto a Norcia e sarà moderato da Gigi Donelli, giornalista di “Radio24”.

Tajani e Navracsics, spiega una nota della Commissione, “discuteranno con il pubblico degli aiuti Ue per la ricostruzione delle regioni terremotate, del Corpo europeo di solidarietà e delle altre iniziative dell’Unione per i giovani, delle iniziative programmate nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale e del Libro bianco sul futuro dell’Ue”.

“Scopo dei dialoghi è avvicinare i cittadini alle istituzioni europee dando loro la possibilità di esprimere la loro opinione sulle politiche comunitarie e di ottenere delle risposte dirette su questioni che toccano la loro quotidianità”.

L’evento potrà essere seguito in diretta in webstreaming collegandosi al sito http://ec.europa.eu/italy/index_it.htm o sull’account twitter della Commissione europea, @europainitalia. Sarà possibile porre domande e partecipare al dibattito utilizzando l’hashtag #EUdialogues.

Per poter partecipare è obbligatorio iscriversi al seguente link : modulo-registrazione

NORCIA. LA CARITAS DI COMO FINANZIERA’ UN CENTRO DELLA COMUNITA’

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Una delegazione della Caritas di Como – guidata dal direttore Roberto Bernasconi – è in visita in questi giorni nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto dell’agosto scorso. L’obiettivo della visita è concretizzare i rapporti con la Caritas di Spoleto-Norcia in vista della realizzazione di un centro della comunità, finanziato con le offerte raccolte dai fedeli della diocesi di Como, nella parrocchia di Campi di Norcia in Valnerina, a pochi chilometri da Norcia. Ad accogliere la delegazione don Luciano Avenati, parroco di Campi, e il direttore della Caritas di Spoleto-Norcia, Giorgio Pallucco.

“Con questa visita – ha spiegato il direttore Bernasconi – poniamo le basi per la realizzazione di questo progetto”. Il direttore Pallucco ha ringraziato la Caritas di Como e ha sottolineato che i lavori partiranno non appena saranno completati i passaggi burocratici con l’amministrazione comunale, proprietaria di un immobile che deve essere abbattuto. Si tratta della ex scuola del paese e sul terreno verrà costruito il centro della Comunità, che avrà una volumetria di circa 200 metri quadri.

“Ringraziamo la Caritas di Como – ha proseguito Pallucco – perché ci darà la possibilità di creare uno spazio che sarà un punto di riferimento per una comunità ancora fortemente segnata dal sisma”. La speranza è quella di poter inaugurare il centro prima della fine dell’anno. “Ci diamo appuntamento alla vigilia di Natale per l’inaugurazione”, ha chiosato Bernasconi.

La delegazione della diocesi di Como ha incontrato anche il vescovo di Spoleto Norcia, monsignor Renato Boccardo.

TREVI. SEMINARIO “DACCI OGGI IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO”

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Dal 17 al 20 Agosto il Centro Familiare Casa della Tenerezza di Perugia invita tutti a Trevi (Pg), nella campagna umbra, per una pausa di ristoro tutta dedicata alla famiglia e alla coppia. Non sarà una vacanza alternativa, ma un tempo di vita per crescere in tutte le dimensioni, sia come singoli, sia come famiglie e fidanzati.

“Dacci oggi il nostro amore quotidiano – Alla luce del capitolo IV dell’AMORIS LAETITIA” è il titolo del seminario, pensato per famiglie e fidanzati, che affronterà il tema dell’amore sponsale e famigliare vissuto nella quotidianità attraverso catechesi, riflessioni, tempi di deserto, condivisioni e preghiera.

In famiglia capita spesso di sentirsi offesi o delusi: per questo occorre renderla un luogo dove esercitarsi, una scuola di tenerezza dove imparare a perdonarsi, liberandosi dall’ingenua credenza che amare sia una facile pratica. Partendo dalla consapevolezza di non essere perfetti, l’amore è un cammino in cui ci si aiuta. Mettendo in comune le proprie debolezze, ma anche le proprie risorse interiori ed esteriori, in famiglia si impara a dialogare nella verità e a fare spazio alle emozioni in modo sano. Nella Esortazione Apostolica Amoris Laetitia Papa Francesco cala l’inno alla carità paolino nella concreta realtà della famiglia. Così ne è intuito il luogo di origine, perché le parole di San Paolo sembrano descrivere in modo naturale ciò che accade in una famiglia quando si mettono l’amore e la tenerezza al centro della relazione.

Le catechesi del seminario saranno guidate dalla riflessione teologica di Don Carlo e dalle coppie della Casa della Tenerezza le quali, anche attraverso la propria esperienza, cercheranno di incarnare e attualizzare, nel contesto familiare e di coppia, la tematica affrontata. Anche i figli, attraverso un percorso guidato da un gruppo Scout, saranno invitati a vivere un’esperienza in linea con quella dei genitori, per cui saranno giorni di crescita per tutta la famiglia.

Per informazioni più dettagliate telefonare al 340 6104094 (Mariella).

SPOLETO. AL MUSEO DIOCESANO UN LABORATORIO PER RESTAURO OPERE FERITE DAL TERREMOTO

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La sala Barberini del Museo diocesano di Spoleto è stata trasformata in laboratorio di restauro delle opere d’arte ferite dai terremoti del 2016 che hanno sconvolto l’Italia centrale. L’idea è nata dal dialogo tra l’arcivescovo Renato Boccardo ed Emanuela D’Abbraccio, unica restauratrice di Norcia, con collaborazioni in tutta Italia e incarichi diretti anche dai Musei Vaticani. A Norcia aveva il laboratorio di restauro sotto la sacrestia della Concattedrale di Santa Maria, edificio crollata quasi per intero. Al momento del terremoto stava restaurando, tra l’altro, due altari laterali e una tavola nella Basilica di S. Benedetto e una tela nella chiesa di S. Agostino, entrambe crollate. Dopo le scosse dello scorso anno D’Abbraccio s’è ritrovata senza casa, senza laboratorio, senza lavoro.

“Poi un giorno – racconta – la proposta di mons. Boccardo di proseguire la mia attività all’interno del Museo diocesano di Spoleto, riportando così al loro antico splendore alcune opere d’arte lesionate dal terremoto e permettendo ai tanti visitatori di seguire in diretta il restauro”. “Ho accettato con entusiasmo – prosegue – e ringrazio il vescovo e l’Ufficio beni culturali della diocesi per questa opportunità: è solo uno dei tanti segni di prossimità che la Chiesa di Spoleto-Norcia riserva a noi terremotati”.

Al momento è in restauro, previa autorizzazione della Sovrintendenza e con i finanziamenti giunti dal Museo diocesano di Padova, una tela del ‘600 raffigurante la Madonna con Bambino tra Santi del pittore fiorentino Anastasio Fontebuoni, estratta dopo il terremoto del 30 ottobre dalle macerie della Chiesa di S. Agostino a Norcia. Seguiranno gli interventi al Cristo parlante del ‘400 che si trovava nella Concattedrale di Santa Maria e quello della tavola del 1561 raffigurante la Resurrezione di Lazzaro di Michelangelo Carducci che si trovava nella basilica di S. Benedetto.

Per mons. Boccardo, “il laboratorio di restauro è un ulteriore segno di speranza per questi nostri territori duramente provati dal sisma e quanto prima desiderosi di tornare alla normalità”.

SPELLO. IL CARD. BASSETTI INCONTRA I VERTICI NAZIONALI DI AZIONE CATTOLICA

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“Ci sono tre parole che, meglio di altre, sintetizzano la liturgia della Parola di oggi: il seminatore; il terreno; le orecchie. Tre parole a cui sono legati tre verbi di cruciale importanza: seminare; accogliere; ascoltare”. Attorno a questi tre verbi si è sviluppata l’omelia che il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha svolto durante la messa celebrata ieri a Casa San Girolamo di Spello, incontrando la presidenza nazionale dell’Azione cattolica.

Il cardinale – accolto dal presidente Matteo Truffelli e dall’assistente ecclesiale mons. Gualtiero Sigismondi – ha trascorso la mattinata con la presidenza, per un confronto durante il quale ha invitato a riprendere e sviluppare il profilo di chiesa e di laicato presenti nella “Evangelii nuntiandi” di Papa Paolo VI e nella “Evangelii gaudium” di Papa Francesco.

Ha quindi parlato di una “chiesa del tempo ordinario”, nel quale l’Ac è chiamata a svolgere un ruolo “essenziale”. Si trattava, ha ricordato il porporato, del primo incontro con un’associazione ecclesiale da quando ha assunto la presidenza Cei. “Il seminatore – ha fra l’altro affermato nell’omelia – compie due diversi movimenti: esce e semina. Esce da dove? Non si tratta di un’uscita da un luogo a un altro. È un’uscita esistenziale e mistagogica. Esce da se stesso per andare incontro all’altro. È quello a cui ci invita continuamente papa Francesco. È un’uscita che è essenzialmente un atto di amore totale e gratuito, e mai un semplice gesto esteriore. È questo un punto cruciale: il cristianesimo non è una religione incentrata sul dovere, ma è una fede fondata sull’amore preveniente da Dio”.

Il cardinale Gualtiero Bassetti ha inoltre affermato: “Gesù invita continuamente i suoi discepoli ad ascoltare. Li invita a non farsi dominatori, ma docili custodi di una Parola che è stata rivelata e donata. Custodi di una parola di vita che devono donare al mondo con la stessa gioia e la stessa gratuità con cui l’hanno ricevuta. Quel seme e quella parola che hanno avuto non è di loro proprietà. Essi hanno il privilegio di esserne intermediari preziosi, ma mai proprietari unici. E questo è il dono che ogni credente ha ricevuto: ognuno nel proprio ministero o nel proprio ruolo. E questo è anche il grande dono per l’Azione cattolica”. “Infatti, questi tre verbi che abbiamo appena accennato – seminare, accogliere, ascoltare – rappresentano il cuore pulsante dell’azione dei laici nel mondo contemporaneo… Tre azioni, tre verbi, che caratterizzano da sempre la storia dell’Azione cattolica e che possono essere messe accanto alle tre parole che da sempre la contraddistinguono: preghiera, azione e sacrificio”.

Paolo VI, ha detto il presidente Cei, in occasione del centenario dell’Azione cattolica “ne ribadì con forza la missione: ‘servizio costante per il prossimo e difesa della verità’. Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della fondazione ha invitato l’Ac a raggiungere le ‘periferie’ e a cercare ‘senza timore il dialogo con chi vive accanto’ perché è nel ‘dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti’. Queste parole di due grandi papi si legano alla perfezione con le tre azioni che abbiamo messo in rilievo oggi, seminare, accogliere, ascoltare, e ne danno un ancor maggior significato. Perché nulla è impossibile a Dio”.

NORCIA. LA MEMORIA SI S. BENEDETTO, PATRONO D’EUROPA

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“Nella Chiesa di Spoleto-Norcia la memoria liturgica di S. Benedetto viene celebrata con solennità il 21 marzo, giorno della morte del Patriarca dei monaci d’Occidente. Quest’oggi invece viene ricordato come patrono d’Europa”. Lo ricorda al Sir l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Oggi, presegue, “a Norcia c’è stata una celebrazione eucaristica presieduta dal priore dei monaci, padre Benedetto Nivakoff, nel monastero di S. Benedetto al Monte, appena fuori dalla cinta muraria della città. Infatti, la basilica e il monastero di San Benedetto, nella città di Norcia, come tutti sappiamo, sono crollati a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016”.

Per il presule, “a quasi un anno dalla prima e forte violenta scossa che ha distrutto l’Italia centrale (24 agosto 2016), siamo chiamati a metterci alla scuola di S. Benedetto, grande costruttore della civiltà europea fondata sui valori cristiani, per ridare nuovo slancio al tessuto sociale delle nostre comunità, fortemente lacerato. Il patrono d’Europa mise al centro l’uomo per ricostruire la società dalle macerie dell’Impero Romano. Lo stesso dobbiamo fare noi: solo avendo cura dell’interiorità dei fratelli e delle sorelle terremotati, possiamo intraprendere il percorso della ricostruzione delle case, degli edifici pubblici, delle chiese. A poco, infatti, servirebbero i muri se le comunità si sono sfilacciate, se non hanno più un’identità, un’anima”.

“Il messaggio di S. Benedetto, che ha permesso al cristianesimo di incarnarsi nella realtà rendendola più umana, armoniosa e unita, può allora essere per tutti modello di ‘rinascita’ dalle ferite del terremoto”, conclude l’arcivescovo.

NORCIA. SENZ’ACQUA CONVENTO DEI MONACI BENEDETTINI

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I monaci benedettini di Norcia da circa tre settimane sono senz’acqua: lo dice all’ANSA il priore, padre Benedetto Nivakoff. “La siccità e il terremoto che ha deviato alcune delle falde acquifere nel sottosuolo – spiega il religioso – hanno fatto restare a secco San Benedetto in Monte, dove oggi la comunità vive dopo che il sisma ha distrutto il nostro monastero dentro le mura della città”.

Per ovviare al problema “ogni giorno dei volontari ci portano circa 1.000 litri di acqua, ma non è sufficiente per il fabbisogno di tutti,: in questo momento qui viviamo in 25, tra monaci e ospiti”.

Del problema, il priore ha messo a conoscenza le istituzioni, “ma dobbiamo cercare una soluzione noi stessi: così stiamo pensando di realizzare un pozzo che possa soddisfare le nostre esigenze, anche se il problema maggiore è che il sisma ha deviato e modificato i giacimenti”.

IN UMBRIA 1350 GUIDE E SCOUTS DA TUTTA ITALIA

logo tra terra e cielo

“Sporcarsi le mani con attività concrete che possano lasciare un segno sui luoghi del sisma”. È questo l’obiettivo del progetto “Tra terra e cielo” promosso dal Consiglio regionale umbro dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci). Saranno predisposti “cinque percorsi di routes” – si legge in una nota – che, dal 15 luglio al 9 settembre, offriranno “la possibilità di fare strada e servizio sui territori colpiti dal sisma” a oltre 1.350 scout tra capi e ragazzi, provenienti da 90 gruppi di tutta Italia.

“Superata la fase iniziale d’emergenza e assistenza, dove non è mai venuto meno il contatto diretto tra l’associazione, le popolazioni e i luoghi colpiti dal terremoto, l’Agesci Umbria – prosegue la nota – ha messo a punto un progetto di servizio valido, concreto e di sostegno continuativo alle comunità locali”.

Dieci percorsi, in tutto 340 chilometri, per riscoprire la spiritualità e prestare servizio sui territori colpiti dal sisma. Il progetto voluto da Agesci Umbria è l’aggiornamento e la rivisitazione di ‘Francesco vai!’ che nel 1997-’98 portò centinaia di scout in Umbria e Marche durante l’emergenza e nella fase di post-assistenza.

E’ il Veneto la regione più rappresentata tra i Clan che parteciperanno alle Routes di “Tra Terra e Cielo” che coinvolgerà 85 Comunità R/S da tutta Italia.

Di queste 20 vengono appunto dal Veneto, a cominciare dal Clan del Valdalpone 1 che partirà il 15 luglio (Route 3a Norcia-Preci) seguito dal Resana 1 e Vicenza 12 che partiranno il 22 luglio rispettivamente per le Route 4a Cascia-Norcia e 2a Spoleto-Monteleone. A seguire la Puglia con 12 Clan partecipanti, poi il Lazio con 8 e Lombardia e Umbria con 7. Saranno invece 6 i Clan dell’Emilia Romagna mentre 4 verranno da Toscana e Calabria, 3 da Campania, Piemonte e Friuli, 2 da Abruzzo, Sicilia e Liguria. Infine 1 Clan da Marche e Sardegna.

I primi a partire il 15 luglio, oltre ai veneti del Valdalpone, saranno i laziali del Pavona 1 (Route 1a Spoleto-Cerreto), i pugliesi del Sava 1 (Route 1b Cerreto-Spoleto), i calabresi del Cassano 1 (Route 3b Preci-Norcia) e i liguri del Genova 48 (Route 4a Cascia-Norcia). In totale 1094 Rover/Scolte e 229 Capi dal 15 luglio al 9 settembre lungo 10 percorsi in attività di servizio, animazione alle popolazioni, pulizia del verde e lavori di manutenzione in tre basi scout e non solo, a Monteluco di Spoleto, Piedipaterno di Vallo di Nera e Maltignano di Cascia.

I borghi attraversati permetteranno agli scout di riscoprire storia, natura e tradizione della Valnerina. Sono invece 13 i punti notte dove gli scout monteranno le tende per dormire: Campi di Norcia, Cascia, Cerreto di Spoleto, Collegiacone, Maltignano, Monteleone di Spoleto, Monteluco, Norcia, Poggiodomo, Preci, Scheggino, Spoleto, Vallo di Nera. Lungo il cammino gli scout potranno vivere incontri e testimonianze spirituali con eremiti della Valnerina, monaci benedettini di Norcia, suore agostiniane di Cascia e frati francescani di Spoleto.

PELLEGRINAGGIO NOTTURNO DA POLINO A CASCIA

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E’ ormai un appuntamento tradizionale di luglio, il pellegrinaggio a piedi da Polino a Cascia, promosso dalla parrocchia di S.Gabriele di Terni, dall’associazione Progetto Verde, dal comune di Polino e dalla Proloco di Polino, e da quella di Monteleone di Spoleto, che si terrà tra la sera di sabato 8 e la domenica 9 luglio.
Un percorso di 25 km camminando sotto le stelle che comincerà con il ritrovo dei partecipanti alle ore 20.00 a Polino presso la piazza principale del paese e si concluderà domenica 9 luglio alle ore 7 con l’arrivo a Cascia al santuario di santa Rita dove alle 8.30 ci sarà la celebrazione. Durante i 25 km di cammino sono previste soste per la preghiera e il raccoglimento, tre posti di ristoro oltre alla colazione a Cascia. Il pellegrinaggio sarà assistito da un’ambulanza e da un medico e dalla protezione civile.
Iscrizioni e informazioni: 349 7168408 (Carlo); 0744 300306 (Rosalba) o presso la libreria Paoline in via Mazzini a Terni.

pc

NORCIA. IL CARD. BASSETTI INAUGURA IL CENTRO DI COMUNITA’

centro caritas norcia - per awn plus umbria - grazie

“Come ha detto papa Francesco, occorre ricostruire le case, ma anche i cuori. Per questo non è sufficiente l’ingegno, ma è necessaria la carità”: lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, inaugurando ieri sera a Norcia un Centro di comunità, costruito grazie a una raccolta fondi portata avanti da Caritas Nord Est e Caritas Italiana dopo il sisma del 30 ottobre.

Alla cerimonia, nel quartiere di Madonna delle Grazie, erano presenti anche il vescovo di Norcia, Renato Boccardo, il presidente Caritas, mons. Francesco Antonio Soddu, la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, e il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. All’interno della struttura è stato posizionato il quadro con l’immagine della Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, che da dopo il sisma era conservata nel deposito dei beni culturali di Santo Chiodo di Spoleto.

La struttura è la prima dei cinque centri di comunità – edifici che ospiteranno celebrazioni eucaristiche, catechesi, incontri comunitari e momenti di socialità – realizzati col sostegno della Caritas nazionale e di delegazioni regionali nella diocesi di Spoleto-Norcia. Gli altri sorgeranno a Cascia, Avendita di Cascia, Campi-Ancarano di Norcia, Madonna di Costantinopoli a Cerreto di Spoleto.

“Norcia – afferma mons. Boccardo – ora avrà un luogo antisismico dove celebrare l’eucaristia e vivere tutte le attività parrocchiali”. Si tratta di “un bel segno di speranza per questa comunità profondamente ferita dal terremoto e che attende con trepidazione la ricostruzione delle case, delle chiese e degli altri edifici”, aggiunge Boccardo.