NORCIA. SONO TORNATE IN CITTA’ LE MONACHE BENEDETTINE

 

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Sono tornate da ieri, domenica 10 febbraio, a Norcia le monache benedettine, che dal terremoto del 30 ottobre 2016 avevano trovato accoglienza dalle consorelle di Santa Lucia, a Trevi. Le otto claustrali, guidate da madre Caterina Corona, si sono stabilite in un modulo abitativo adattato a monastero e posizionato nel giardino della struttura ex Santa Pace, sempre di proprietà delle religiose. Numerosi i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, nel centro di comunità alla Madonna delle Grazie. A far festa con le monache di Norcia sono giunte altre religiose dell’ordine fondato dal Santo patrono d’Europa: da Trevi, da Castel Ritaldi, da Fabriano, da Pontasserchio, Viboldone.

Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato che “per ciascuno di noi c’è un progetto, una chiamata, quella che definiamo vocazione”. “Per tutti Dio ha un sogno e noi lo dobbiamo scoprire e impegnarci per realizzarlo. Ci sono scelte fondamentali nella vita che si fanno una sola volta e penso al matrimonio, alla vita religiosa e al sacerdozio: scelte, però, che devono essere riscoperte e riconfermate ogni giorno”, ha aggiunto il presule. Che ha incoraggiato a “ricominciare con forza”. “Qui a Norcia, dopo i terremoti del 2016, la gente sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse – ha affermato l’arcivescovo –. C’è la tentazione di dire: ‘andiamo a vivere altrove’. Invece è necessario gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui. E il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile. È un segno bello che ci fa guardare avanti con fiducia. La loro presenza di preghiera, di testimonianza di vita consacrata è una benedizione e una ricchezza per Norcia”. Quindi, l’invito ai nursini a “guardare avanti, prendere il largo, non cedere allo scoraggiamento”. “È possibile ricominciare e ricostruire il tessuto sociale e comunitario sostenendoci gli uni altri”.

Al termine della messa, la processione fino al modulo abitativo adattato a monastero, benedetto dall’arcivescovo. La badessa, madre Caterina Corona, aveva tra le mani la reliquia di Santa Scolastica portata dai monaci benedettini di Norcia. Mons. Boccardo prima di avviare la processione ha ricordato l’antica presenza delle monache benedettine e di tutte quelle religiose che negli anni hanno contribuito all’edificazione spirituale di Norcia, su tutte la madre Scolastica Fares, Serva di Dio, che a cavallo tra il ‘600 e il’700 ha riformato la comunità. Grande la commozione della gente. In tanti hanno abbracciato le monache e, a volte anche con le lacrime agli occhi, hanno detto: «Bentornate! Sia lodato il cielo!». Al termine, madre Caterina Corona ha ringraziato «le monache di Trevi che ci hanno accolto con tanto amore; l’Arcivescovo per la costante vicinanza; l’amministrazione comunale per aver permesso la costruzione di questo modulo». Poi, le parole che hanno commosso i presenti: «Siamo tornate principalmente per voi, cari concittadini nursini, per pregare per voi, per condividere con voi questo momento di precarietà».

Il modulo abitativo è così composto: camerette doppie, una stanza per gli incontri comunitari, una stanza-ufficio con tanto di WiFi, una cucina, un refettorio, una sala per accogliere gli ospiti e soprattutto la cappellina, fulcro di questo polo di spiritualità benedettina, dove è stato posizionato l’antico tabernacolo del monastero. Sulla porta d’ingresso è stato appeso questo cartello: “Pax. Monastero Benedettine di S. Antonio. Benvenuti”.

Quella delle benedettine di Norcia è una storia che risale al 1412, anno del riconoscimento della comunità monastica e che oggi, dopo un’interruzione di oltre due anni a causa del sisma, riparte, nel silenzio e nella preghiera, per “produrre” frutti preziosi di grazia e di misericordia per la Chiesa.

ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

SPOLETO-NORCIA. LECTIO DIVINA DELL’ARCIVESCOVO MONS. BOCCARDO

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In preparazione al Natale l’Arcivesccovo Mons. Renato Boccardo tiene un percorso di Lectio Divina sui Vangeli del Natale. Luoghi, orari e date:

  • Martedì 4 dicembre 2018, ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 6 dicembre 2018, ore 21.00: Cascia, Centro di comunità “Santa Maria della Visitazione”.
  • Martedì 11 dicembre 2018, ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 13 dicembre 2018, ore 21.00: Norcia, Centro di comunità “Papa Francesco” alla Madonna delle Grazie.
  • Martedì 18 dicembre 2018, ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 20 dicembre 2018, ore 21.00: Cascia, Centro di comunità “Santa Maria della Visitazione”.

SPOLETO. FESTA DIOCESANA DI SANTA CECILIA

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Giovedì 22 novembre 2018, festa di Santa Cecilia, l’Ufficio liturgico diocesano desidera dare vita ad un momento corale per cantare insieme la lode di Dio.

Alle ore 18.00 presso la Biblioteca diocesana a Spoleto (nel Palazzo Arcivescovile in via Aurelio Saffi n. 13) ci sarà un incontro di conoscenza reciproca, di dialogo, di confronto e di condivisione con i Direttori delle corali parrocchiali.

Alle ore 21 in Cattedrale Messa solenne di Santa Cecilia presieduta dall’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo e animata da tutti i cori parrocchiali.

«Immagino che molti di voi – si legge nella lettera che don Edoardo Rossi, direttore dell’ufficio liturgico, ha inviato ai direttori dei cori – abbiano la tradizione di celebrare insieme annualmente la Santa Patrona. Confido che quest’anno ogni corale voglia unirsi alle altre per una celebrazione diocesana, che si colloca significativamente nel nostro comune cammino di sinodalità e di edificazione della Chiesa locale, “impresa” alla quale ognuno è chiamato ad offrire il proprio contributo qualificato di competenza e dedizione. Sarà anche l’occasione per l’Arcivescovo di incontrare le corali e manifestare apprezzamento e gratitudine per il prezioso servizio che compiono fedelmente nelle rispettive comunità»

TREVI. INCONTRO DIOCESANO PER GLI OPERATORI DELLA CARITA’

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Sabato 17 novembre 2018, dalle 9.30 alle 12.30, presso i locali del Santuario del Beato Pietro Bonilli in Cannaiola di Trevi, si terrà l’incontro diocesano per gli Operatori della Carità. La scelta della data è particolarmente felice in quanto a ridosso della Giornata Mondiale dei Poveri che viene celebrata il giorno 18 novembre.

I lavori si apriranno con la Lectio divina a cui farà seguito la presentazione del Rapporto Nazionale sulle povertà. A tal proposito, interverrà Federica De Lauso, sociologa, ricercatrice, specializzata in metodologia e tecnica della ricerca sociale presso Caritas Italiana-Ufficio Studi.

SPOLETO. PERCORSO ITINERANTE “PREFIGURARE IL FUTURO”

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Venerdì 9 novembre a Spoleto, alle ore 10, presso il Centro diocesano per la pastorale giovanile, verrà presentato alla stampa e alla cittadinanza il percorso itinerante nazionale “Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità”. A fare da apripista al progetto sarà Spoleto (il prossimo 16 novembre, iscrizioni gratuite al link www.fondazionepatriziopaoletti.org/prefigurareilfuturo/).

“Prefigurare il futuro” è la prima iniziativa in Italia pensata per offrire alle comunità occasioni gratuite e aperte a tutti, guidate da psicologi, formatori e neuroscienziati, per conoscere meglio i meccanismi cerebrali alla base di scelte e comportamenti e apprendere semplici tecniche per potenziare le proprie risorse interiori. L’obiettivo è contribuire alla crescita delle comunità, con particolare riferimento a tre aree di intervento di grande attualità: giovani e futuro (scuola e lavoro), ascolto e inclusione (promozione di processi comunicativi di pace), costruzione interiore (resilienza e superamento eventi traumatici). Il progetto è della Fondazione Patrizio Paoletti, ente di ricerca e formazione in campo neuroscientifico e psicopedagogico.

All’incontro del 9 novembre interverranno suor Anna Maria Lolli e don Edoardo Rossi, coordinatori del Centro diocesano per la pastorale giovanile di Spoleto, Beatrice Montioni, vicesindaco del Comune di Spoleto con delega ad Alta formazione, Politiche di genere, Servizi sociali alla persona, Pari opportunità, Politiche giovanili, Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione Paoletti e ideatore di “Prefigurare il futuro”, Tania Di Giuseppe, psicologa della Fondazione Patrizio Paoletti e responsabile del progetto “Prefigurare il futuro”.

“Prefigurare il futuro” è un progetto nato nel 2017, inizialmente per sostenere le comunità colpite dal sisma del Centro Italia, e poi declinato a livello nazionale per rispondere al crescente bisogno di aiuto da parte della popolazione per affrontare non solo traumi legati ad avversità naturali ma anche ai repentini cambiamenti sociali ed economici. Giunto alla sua terza edizione, è ideato e realizzato gratuitamente dalla Fondazione Patrizio Paoletti. Quest’anno in Umbria si svolge anche grazie alla collaborazione della Pastorale giovanile Spoleto-Norcia e del Comune di Spoleto e con il patrocinio del Coni Umbria.

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI, UNA GUIDA ALLA RIFLESSIONE PER LE CHIESE DELL’UMBRIA

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Si celebrerà domenica 18 novembre 2018 (XXXIII del Tempo Ordinario) la seconda Giornata mondiale dei Poveri, istituita da papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia nel 2016, e dal titolo «Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7).

Le diocesi dell’Umbria e le Caritas diocesane invitano a momenti di preghiera  dal 13 al 17 novembre e meditazione sulle parole di Papa Francesco. A tal proposito è stato pubblicata una Guida alla riflessione per le chiese dell’Umbria.

Nel Messaggio del Papa per questa Giornata si sottolineano in particolare, a partire dal Salmo che gli dà il titolo, tre verbi che caratterizzano l’atteggiamento del povero e il suo rapporto con Dio: “gridare”, “rispondere” e “liberare”. Nel Messaggio il Papa ricorda inoltre come «in questa Giornata Mondiale siamo invitati a dare concretezza alle parole del Salmo: “I poveri mangeranno e saranno saziati” (Sal 22,27). Sappiamo che nel tempio di Gerusalemme, dopo il rito del sacrificio, avveniva il banchetto. In molte Diocesi, questa è stata un’esperienza che, lo scorso anno, ha arricchito la celebrazione della prima Giornata Mondiale dei Poveri. Molti hanno trovato il calore di una casa, la gioia di un pasto festivo e la solidarietà di quanti hanno voluto condividere la mensa in maniera semplice e fraterna. Vorrei che anche quest’anno e in avvenire questa Giornata fosse celebrata all’insegna della gioia per la ritrovata capacità di stare insieme. Pregare insieme in comunità e condividere il pasto nel giorno della domenica. Un’esperienza che ci riporta alla prima comunità cristiana, che l’evangelista Luca descrive in tutta la sua originalità e semplicità: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. […] Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (At 2,42.44-45).

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA II GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

NORCIA HA RICORDATO SCOSSA DI DUE ANNI FA

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Alle 7,41 Norcia si è fermata, raccolta in un momento di riflessione e preghiera in piazza San Benedetto, per ricordare il 30 ottobre di due anni fa quando una scossa di magnitudo 6,5 sconquassò la città, la Valnerina umbra. Ringraziando Dio non sono state versate le amare e dolorose lacrime per la perdita di una vita umana. L’immagine simbolo di questo sisma è stata la gente di Norcia, insieme ai Monaci benedettini, inginocchiata in preghiera intorno alla statua di S. Benedetto nella piazza principale della città subito dopo la violenta scossa, dinanzi alle macerie della Basilica del Santo patrono d’Europa.

Sono stati i monaci benedettini a guidare con i loro canti il raccoglimento sotto una pioggia battente. Il priore padre Benedetto Nivakoff e l’intera comunità religiosa, insieme al sindaco Nicola Alemanno, alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al vicario generale della diocesi Spoleto-Norcia, mons. Luigi Piccioli (l’arcivescovo Renato Boccardo è pellegrino in Terra Santa) e alcuni cittadini che hanno voluto essere presenti al toccante momento, si sono riuniti sotto la statua del santo, al cospetto della facciata ingabbiata della Basilica.

È stato proclamato il vangelo di Matteo che racconta l’episodio della casa costruita sulla roccia: “…Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia”. «Siamo raccolti in preghiera – ha detto mons. Piccioli – per fare memoria di quanto sperimentato due anni fa: la paura, la casa rovinata o crollata. Ai tecnici, su indicazioni delle autorità preposte, spetterà il compito di far sì che si ricostruisca presto su “terreno solido”.  Alla Chiesa, invece, spetta il compito di ricostruire l’anima delle persone e avere cura che poggi su un “terreno stabile e non sabbioso”». Il Vicario Generale ha anche ricordato il passo biblico dei Libri di Esdra e Neemia, due principali personaggi della restaurazione della comunità giudaica, a partire dalla ricostruzione di Gerusalemme, dopo l’esilio babilonese. «Esdra e Neemia – ha detto il principale collaboratore di mons. Boccardo – prima di mettere mano alle opere materiali della ricostruzione, rileggono per un intero giorno la Parola di Dio, mettendo nuovamente a fuoco le motivazioni che sono alla base del loro essere popolo di Israele, ricompattando la comunità attraverso un rinnovato senso dell’amicizia e della fraternità. Prima di ricostruire le mura, quindi, si ricostituiscono come popolo, così che la nuova città sia un luogo dalla vita operosa. È l’augurio anche per la ricostruzione della nostra Valnerina: è giusto e doveroso ricostruire case, chiese, scuole, edifici della vita civica e altro, ma ciò deve andare di pari passo con la rinascita del senso comunitario».

In occasione del secondo anniversario del terremoto l’Archidiocesi ha raccolto in un volume –“Dalla stella della paura… alla stella della speranza” – articoli e foto pubblicati nel periodico cartaceo diocesano Il Risveglio News. È un modo per ripercorrere la vicinanza costante e discreta, silenziosa ma fattiva della Chiesa alle popolazioni terremotate. Si rivedono i volti di tante persone (Papa, vescovi, preti, suore, volontari giunti da ogni parte d’Italia e non solo) che hanno sostenuto le popolazioni della Valnerina a curare i cuori feriti, che hanno portato quella speranza nel domani affievolita dalle scosse sismiche e sbriciolata dalla scosse burocratiche di una ricostruzione lenta e difficile.

Nella prefazione l’arcivescovo Boccardo scrive: «La stella della speranza continua a brillare con grande splendore. La gente non si stanca di guardare avanti e continua a seminare iniziative di vita che germogliano e portano frutto. È gente che in maniera silenziosa alza lo sguardo al cielo per ricercare la stella della preghiera e si affida al Dio provvidente e misericordioso. Tra questa gente – dice mons. Boccardo – brilla però anche la stella della delusione e della frustrazione: in tanti sono venuti e hanno detto “non vi dimenticheremo, non vi lasceremo soli”, ma dopo due anni tante promosse sono risultate vane, la ricostruzione stenta a ripartire, la burocrazia ritarda ogni iniziativa e la sfiducia e la rassegnazione sono sempre in agguato. Ma c’è un’altra stella – conclude il Presule – che sembra meno luminosa e che invece risplende nella notte più oscura: è quella dell’impegno che guida il cammino di tanti che, spesso nel silenzio e nella discrezione, vogliono tessere nuovamente il tessuto sociale e restituire a questi territori una vita sicura e dignitosa e garantire ai giovani un futuro possibile e fecondo».

SPOLETO. CELEBRAZIONE DIOCESANA DEL ROSARIO

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“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. La preghiera “Sub tuum praesidium” – rinvenuta in un papiro del basso Egitto, la più antica dedicata alla Vergine dopo l’Ave Maria – è risuonata ieri sera in una gremitissima cattedrale di Spoleto al termine del rosario presieduto dall’arcivescovo Renato Boccardo e recitato secondo l’intenzione di Papa Francesco di “proteggere la Chiesa dal diavolo”. Sul presbiterio, dinanzi all’altare maggiore, la statua della Madonna in adorazione del Bambino, adagiato sul suo grembo e benedicente, proveniente dalla chiesa di S. Procolo in Avendita di Cascia; dopo i sismi del 2016, che hanno lesionato gravemente l’edificio sacro, la scultura del XVI secolo è ricoverata presso il deposito del Beni culturali a Santo Chiodo di Spoleto.

Prima della recita del rosario mons. Boccardo ha detto tra l’altro che “contro i tentativi diabolici dobbiamo ricorrere con più forza alla preghiera. Il demonio in modo intelligente suscita invidia, alimenta cattiveria, si insinua nella mente e nel cuore dell’uomo. E Papa Francesco, soprattutto in questo mese di ottobre dedicato alla Madonna del Rosario, ha invitato i fedeli di tutto il mondo a chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo”.

In diocesi diverse parrocchie hanno risposto all’appello del Pontefice, ma Boccardo ha spiegato di avere voluto “anche un momento diocesano” con “la statua della Madonna della chiesa Avendita di Cascia sfigurata dal male del terremoto, e ora recuperata, per chiederle di tenere anche noi tra le sue braccia, come fa col Figlio, donandoci quella fortezza necessaria per la lotta contro il male innescato dal demonio”.

Dopo la benedizione, l’arcivescovo e i fedeli hanno recitato, come chiesto da Papa Francesco, la preghiera a S. Michele Arcangelo composta da Leone XIII: I: “S. Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio. Capo supremo delle milizie celesti, fà sprofondare nell’inferno, con la forza di Dio, Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo per lo perdizione delle anime. Amen”.

ASSISI. GIORNATA REGIONALE DI FORMAZIONE IN PASTORALE DELLE VOCAZIONI

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Per il terzo anno consecutivo l’Ufficio regionale per la pastorale delle vocazioni della Conferenza episcopale umbra (Ceu) offre una giornata per riflettere su tematiche inerenti al discernimento e alla educazione dei giovani, in programma sabato 17 novembre (ore 9-12.30), presso il Pontificio Seminario Umbro “Pio XI” di Assisi, rivolta in particolare a sacerdoti e a consacrati. Sono previsti partecipanti anche da fuori Umbria. L’incontro del 17 novembre verte su un tema che ha per titolo “Trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro” e per sottotitolo “Accompagnare il discernimento vocazionale dichiarandosi adulti”.

“Quest’anno, cogliendo anche l’occasione del recente Sinodo dei vescovi su ‘giovani e vocazione’ – spiega don Alessandro Scarda, responsabile dell’Ufficio regionale per le vocazioni – abbiamo chiesto a suor Roberta Vinerba, neo direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Assisi (Issra), di aiutarci a focalizzare l’attenzione sull’importanza di adulti che possano essere punti di riferimento per quei giovani che cercano nella Chiesa una risposta ai loro sogni più belli e nobili”.

“Ciascuno di noi forma se stesso a partire da un modello di vita riuscita”. Lo evidenzia suor Roberta Vinerba nell’anticipare alcuni contenuti della sua lectio. “L’umanità di Gesù, che è l’uomo riuscito – prosegue la religiosa –, è il paradigma di ogni vita risolta, il modello che tanto affascina con la sua radicalità e nitidezza. Lui, in ultimo, è il sogno realizzato: a partire dunque dal desiderio di fare della propria vita qualcosa di bello e di valore, cercheremo di comprendere come la trasformazione dei sogni (desideri) sia un compito quotidiano che attiene ai doveri quotidiani e che questo processo, particolarmente urgente per i giovani, non si attua se non con l’aiuto e il riferimento di adulti significativi. Che purtroppo è quello che, troppo spesso, manca”.