ANCARANO DI NORCIA. PRESENTATO IL RESTAURO DEL CRISTO CROCIFISSO DI BENEDETTO DA MAIANO

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Mercoledì 6 marzo 2019 ad Ancarano di Norcia, presso la sala dei moduli abitativi, è stato presentato il restauro del Cristo Crocifisso di Benedetto da Maiano proveniente dalla chiesa della Madonna Bianca. L’intervento è stato eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze grazie al progetto di recupero delle opere d’arte mobili compromesse dai terremoti del 2016, realizzato in accodo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.
Alla presentazione del restauro sono intervenuti: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, la soprintendete Marica Mercalli, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno il direttore dell’Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, il restauratore Peter Stiberc.
Fino al 6 aprile verrà esposto nella Cattedrale di Spoleto, all’interno della Cappella delle Reliquie, e potrà così essere ammirata e offerta alla devozione dei fedeli della diocesi di Spoleto-Norcia. Poi, dal 7 aprile e fino al 14 luglio, il Cristo verrà esposto presso l’importante mostra “Verrocchio il Maestro di Leonardo” che si terrà al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
Don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, nel saluto iniziale ha parlato di “momento di festa e di speranza per la comunità”. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha detto che eventi come questo “sono delle iniezioni di speranza importante, ci dicono che è possibile ripartire dopo i terremoti grazie alla sinergia tra le persone e tra di esse e le istituzioni. Presentiamo questo restauro nel Mercoledì delle Ceneri, avvio della Quaresima: una coincidenza significativa che ci fa pensare all’umanità di Dio, che emerge chiaramente in questo bellissimo Crocifisso. Ora é qui, ma è senza casa, é profugo come tanti di voi a cui il terremoto ha tolto la casa, come quelle persone che tentano di rifugisrsi in altre terre a causa della guerra, alla ricerca di accoglienza e comunità. Così è per questo Cristo, che aspetta di essere nuovamente accolto nella chiesa della Madonna Bianca di Ancarano”.
La soprintendente Marica Mercalli ha definito il Cristo “un’opera di straordinaria importanza perché di Benedetto da Maiano, il quale ha realizzato un Cristo simile, quasi identico, conservato nella Cattedrale di Firenze. In Valnerina, infatti, nel ‘400, c’erano importanti contatti con la scuola fiorentina rinascimentale e questo Cristo lo testimonia. Oggi questo legame si rafforza grazie all’Istituto nazionale dell’Opificio delle Pietre Dure che ha sede nel capoluogo toscano e che ha curato il restauro. Far tornare queste opere a casa, anche se solo per poche ore, era un impegno voluto e mantenuto della Sovrintendenza e della Diocesi”.
Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure ha parlato di questa opera come di “un capolavoro assoluto, restaurato dal settore sculture lignee dell’Opificio. Come ente, ha detto, siamo sempre in prima fila dopo i terremoti per il restauro delle opere, è un dovere morale”.
Il restauratore Peter Stiberc ha illustrato le varie fasi del recupero e ha detto che “confronti tecnici e visivi, così come pure le radiografie, hanno dimostrato che il Cristo di Ancarano è quello di Firenze sono perfettamente sovrapponibili, dello stesso materiale, e quindi entrambi di Benedetto da Maiano”.
Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha detto che per noi “è emozionante che un’opera torni nel nostro territorio dopo il sisma. Tanta strada è ancora da fare e ne siamo consapevoli, ma ci impegneremo per riappropriarsi quanto prima di tutto il nostro patrimonio. Grazie all’Arcivescoco per aver permesso la mostra a Siena delle opere ferite: da allora molte opere sono in giro per musei e ciò consente a tanti di conoscere il nostro territorio”.

SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

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È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

SPOLETO-NORCIA. LECTIO EVANGELII DELL’ARCIVESCOVO

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Nel periodo di Quaresima 2019 l’arcivescovo Mons. Renato Boccardo terrà delle Lectio Evangelii a Spoleto, Norcia e Cascia. Il filo conduttore sono le parole del Salmo 27, 8: «Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”. Il tuo volto, Signore, io cerco».

Date e luoghi:

  • Giovedì 7 marzo ore 21.00: Norcia, Centro di Comunità alla Madonna delle Grazie.
  • Martedì 12 marzo ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Mercoledì 13 marzo ore 21.00: Cascia, Centro di Comunità Santa Maria della Visitazione.
  • Martedì 19 marzo ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 21 marzo ore 21.00: Norcia, Centro di Comunità alla Madonna delle Grazie.
  • Martedì 26 marzo ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 28 marzo ore 21.00: Cascia, Centro di Comunità Santa Maria della Visitazione.
  • Martedì 02 aprile ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.
  • Giovedì 04 aprile ore 21.00: Norcia, Centro di Comunità alla Madonna delle Grazie.
  • Martedì 09 aprile ore 21.00: Spoleto, parrocchia del Sacro Cuore.

SPOLETO-NORCIA. LA QUARESIMA DI CARITA’

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Il 6 marzo è il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni), giorno di avvio della Quaresima, ossia del tempo forte che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento. L’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo presiederà la liturgia del Mercoledì delle Ceneri alle ore 21.00 nella Basilica Cattedrale di Spoleto.

Il digiunola preghieral’elemosina sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima.

Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Afferma papa Francesco che esso «costituisce un’importante occasione di crescita perché ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame.

La Quaresima è tempo privilegiato per la preghiera. S. Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi».

Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle Diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Secondo papa Francesco, «l’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».

A tal proposito la Caritas della Chiesa locale propone due momenti in cui tutte le comunità parrocchiali raccoglieranno offerte e prodotti alimentari in favore della Caritas diocesana e della Mensa della Misericordia: il Mercoledì delle Ceneri (6 marzo) e la I Domenica di Quaresima (10 marzo). Nelle altre Domeniche di Quaresima ogni Pievania o parrocchia è chiamata a compiere gesti di generosità verso i bisogni locali.

PERUGIA. INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO UMBRO

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E’ stato inaugurato il 26 febbraio, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo di Perugia, l’Anno giudiziario 2019 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu). Sono Intervenuti il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e moderatore del Teiu, mons. Giuseppe Bonfrate, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha tenuto la prolusione sull’esortazione apostolica Amoris Leatitia, e padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale.

Quest’ultimo ha relazionato sull’attività 2018 del Teiu, «frutto di un impegno corale del Collegio dei giudici, dei collaboratori e di tutti gli operatori della giustizia canonica», ha detto padre Pawlik nel sottolineare che si è trattato di un «impegno unanime e fattivo per rispondere al meglio alle attese dei Pastori e dei fedeli che si sono avvicinati al ministero di giustizia del nostro Tribunale». Queste persone si rivolgono al Teiu, ha proseguito il vicario giudiziale, per «poter ottenere la giustizia e la verità sul loro matrimonio, hanno fiducia nel nostro operato perché non si sentono sotto l’esame dell’“inquisitore insensibile”, ma ascoltate, accolte e messe a loro agio, rasserenate, capite e benvolute. Chi opera nel nostro Tribunale lo fa con “cuore nuovo”, aperto, pronto ad immergersi nella “miseria” umana, senza scandalizzarsi, senza pregiudizi, affinché si scorga il cuore di Madre Chiesa che ama e soccorre tutti i suoi figli».

A precedere la relazione del vicario giudiziale è stato l’intervento di saluto del cardinale Bassetti incentrato sia su alcuni passaggi dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Leatitia che sul discorso dello stesso pontefice al Tribunale della Rota Romana tenuto il 29 gennaio scorso, appena tornato dalla GMG di Panama. Il cardinale, prendendo spunto da questi due documenti, ha ricordato l’impegno della Chiesa «nella cura pastorale costante e permanente per il bene del matrimonio e della famiglia». In concreto: «l’accostamento alla Parola di Dio, specialmente mediante la lectio divina; gli incontri di catechesi; il coinvolgimento nella celebrazione dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia; il colloquio e la direzione spirituale; la partecipazione ai gruppi familiari e di servizio caritativo. Dobbiamo accogliere e applicare il richiamo del Papa per formare nuove generazioni di sposi santi, fedeli, convinti della loro vocazione matrimoniale, “pronti sempre a rispondere a chiunque gli domandi ragione della speranza che è in loro” (1 Pt, 3, 15)».

Il cardinale, avviandosi alla conclusione, ha espresso gratitudine e riconoscenza al Teiu. «Non si tratta solo di parole di convenienza – ha detto Bassetti –, come potrebbe apparire dalla particolarità di questa cerimonia. Vorrei rinnovare tutta la stima, mia e dei Vescovi umbri, per il lavoro quotidiano che viene svolto nel nostro Tribunale, non solo per l’accuratezza nell’applicare le norme dell’ordinamento canonico e nella fedeltà alla verità, come si può evincere anche dai dati che avremo modo di analizzare in questa giornata. Mi preme mettere in luce ciò che non appare immediatamente, ma che rende possibile il conseguimento dei risultati di questi anni. Rinnovo così la piena fiducia al vicario giudiziale e ai suoi più stretti collaboratori: giudici, cancelliere, difensori del Vincolo, patroni stabili, periti e personale dipendente, perché hanno lavorato con impegno, applicando con la giusta fermezza la legge canonica, sempre esprimendo l’evangelica carità alle persone coinvolte, hanno sempre saputo ascoltare e riconoscere i drammi che tanti cuori feriti vengono a sottoporre al giudizio della Chiesa. Sono queste le persone che rendono il nostro Tribunale degno di stima e di fiducia». 

Il vicario giudiziale padre Pawlik ha snocciolato i dati che sintetizzano l’attività annuale del Teiu da cui si evince, come lo stesso religioso ha relazionato, «l’incremento dei procedimenti decisi e un lieve calo delle cause introdotte dovuto all’avvicendamento di un patrono stabile». Questi due aspetti, «rappresentano la risposta più evidente alla sfida lanciata dalla vigente nuova normativa canonica, ma è stato anche il frutto di un impegno di sensibilizzazione capillare realizzato nel corso dello scorso anno. L’informazione e la formazione rappresentano lo strumento più idoneo alla conoscenza della dimensione giudiziale della Chiesa. Grazie anche all’intervento di parroci e sacerdoti, che informano e incoraggiano i fedeli a verificare la propria situazione matrimoniale presso il nostro Tribunale, talune diffidenze e incomprensioni, che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali ecclesiastici, come l’eccessiva lunghezza dei processi e la questione degli oneri economici esagerati, iniziano lentamente ad essere ridimensionate». Grazie a questo «rapporto fondamentale con i sacerdoti, ancora da migliorare», ha sottolineato padre Pawlik, «si esprime al meglio la natura pastorale del servizio giudiziale, che sempre più assume la forma di un servizio “in uscita”. Anche gli operatori della giustizia ecclesiale si sentono, ormai, a pieno titolo, protagonisti di una “Chiesa in uscita”».

Il vicario giudiziale, nel riferire sull’attività 2018 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e Diocesi dell’Umbria, ha evidenziato che le cause pendenti al 31 dicembre 2017 erano 94 e quelle introdotte nell’ultimo anno 95, unasuper rato e nessun breviore. Sempre nel 2018 sono state trattate 189 cause di cui quelle concluse 111 (110 con sentenza affermativa, nessuna con sentenza negativa, una è andata perenta). Al 31 dicembre scorso risultavano pendenti 78 cause e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui 8 prossime alla sentenza, 12 in fase dibattimentale, 30 giacenti presso i periti, 27 in fase di istruttoria e una sospesa. Tra i principali capi di nullità quelli per “incapacità ex can 1095 n. 2” (59 casi) e per “incapacità ex can 1095 n. 2 e n. 3 (58 casi). La maggior parte delle cause concluse nel 2018 sono durate da sei a un anno (73 casi), da un anno a un anno e mezzo (34 casi) e quattro meno di sei mesi. «Tempi di durata brevi», ha commentato padre Pawlik, il cui merito va anche all’attività dei “patroni” sia “stabili” (avvocati messi a disposizione gratuitamente dal Teiu) sia “esterni” (scelti dalle parti tra gli avvocati ecclesiastici con onorari da un minimo di euro 1.575,00 a un massimo di euro 2.992,00). I patroni stabili sono stati scelti per 84 delle cause introdotte nel 2018, mentre appena 9 hanno riguardato i patroni esterni e una con patrocinio ex officio. Questi dati, ha rilevato padre Pawlik, «confermano la gravità della crisi economica che continua a gravare sulle persone, molte delle quali non avrebbero avuto la possibilità di ricorrere agli avvocati ecclesiastici (esterni) e senza l’assistenza del patrono stabile non avrebbero potuto conoscere la verità sul loro matrimonio». Altri dati significativi sono la presenza di figli nelle 111 cause concluse nel 2018, riguardanti ben 64 casi, le fasce di età delle parti “attrice” e “convenuta” (per entrambe quella centrale, dai 41 ai 50 anni, è la maggiore rispettivamente con 49 e 46 casi) e le professioni delle parti (al primo posto gli impiegati e a seguire gli operai, i liberi professionisti, i commercianti e artigiani, gli insegnanti e i non occupati). Le cause completate nel 2018 provengono dalle otto Diocesi umbre: Perugia, 42 cause; Terni 12; Spoleto 13; Assisi 14; Città di Castello 7; Orvieto 8; Gubbio 5; Foligno 10.

BEVAGNA. AL VIA I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DELLLA CHIESA MADONNA DELLA VALLE

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Chiesa della Madonna della Valle- Bevagna

Al via i lavori per la messa in sicurezza della chiesa della Madonna della Valle a Bevagna. Il 19 ottobre 2018 la Regione dell’Umbria ha notificato all’arcidiocesi di Spoleto-Norcia il nulla osta a procedere per intervenire alla messa in sicurezza della chiesa edificata nel 1212 e più volte riedificata. L’importo complessivo dei lavori è pari a 196.023,18 euro. L’edificio era chiuso a causa del terremoto del 1997. I lavori sono stati avviati il 20 febbraio 2019. La fine è prevista per il 18 giugno 2019.

“Grazie al dialogo e alla collaborazione instaurati da tempo con l’Amministrazione comunale di Bevagna e la Sovrintendenza dell’Umbria – afferma l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo – si è giunti felicemente ad iniziare i lavori per la messa in sicurezza del complesso della Madonna della Valle, con l’auspicio che questo non sia che l’inizio del cammino che condurrà al recupero completo della chiesa che custodisce un’immagine mariana così cara e venerata dalla gente di queste vallate”.

Naturalmente soddisfatto il sindaco Annarita Falsacappa: “I lavori di messa in sicurezza rientrano in quelli post sisma del 2016. Con quei terremoti, infatti, la chiesa era particolarmente peggiorata. La volontà è ora quella di continuare con la successiva ristrutturazione. Vorrei ringraziare l’arcivescovo Renato Boccardo per aver ascoltato le richieste della popolazione di Bevagna, gli uffici della Curia spoletina per la fattiva collaborazione e proficua sinergia con quelli del Comune, la Sovrintendenza per aver accolto la richiesta di mantenere la chiesa nella sua totalità”.

FOLIGNO. ASSEMBLEA ECCLESIALE REGIONALE PER RILANCIARE LA GIOIA DEL VANGELO

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“Rilanciare in Umbria la gioia del Vangelo grazie a una conversione pastorale in senso missionario”. Le otto Chiese diocesane dell’Umbria celebreranno il 18 e 19 ottobre 2019, a Foligno, l’Assemblea ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento avrà, dunque, come fulcro l’evangelizzazione delle persone che vivono nella terra dei Santi Benedetto e Francesco: “In maniera sinodale – si legge in una nota – si rifletterà sull’urgenza di rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale dell’Umbria la gioia del Vangelo attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario”.

Questa “importante tappa del cammino delle Chiese dell’Umbria” verrà presentata alla stampa venerdì 22 febbraio, alle ore 11.30, presso la sala S. Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre). Interverrà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (ceu).

NORCIA. “FIACCOLA BENEDETTINA 2019”

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La Fiaccola Benedettina tornerà a suggellare l’unione culturale, sociale e spirituale d’Europa, seguendo il classico cammino di San Benedetto tra Norcia, Subiaco e Cassino, arricchito anche da un itinerario in alcuni luoghi simbolo della Polonia. È quanto prevede il calendario delle iniziative del Marzo Benedettino 2019, il mese in cui si svolgono le celebrazioni in onore di San Benedetto Patrono d’Europa, presentate oggi a Roma, presso la sede del Parlamento Europeo in Italia.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco della città di Norcia, Nicola Alemanno; di Subiaco, Francesco Pelliccia; l’ Abate di Montecassino, don Donato Ogliari e l’Assessore alle Pari opportunità della Regione Lazio, Lorenza Bonaccorsi.

L’accensione della fiaccola ‘Pro Pace et Europa Una’ avverrà a Norcia, sabato 23 febbraio alle 16,30, all’interno della Basilica di San Benedetto con una cerimonia che si preannuncia particolarmente emozionante, visto che il luogo di culto è soggetto ad interventi di ricostruzione, dopo i danneggiamenti subiti dal terremoto del 2016. Mercoledì 27 poi la fiaccola sarà accolta e benedetta da Papa Francesco in Piazza San Pietro e giovedì 28 inizierà il suo cammino europeo.

Quest’anno la ‘luce di Benedetto’ illuminerà il continente dalla Polonia, da Cracovia, terra di San Giovanni Paolo II che tanto si è adoperato per la pace nel mondo, appellando esso stesso nel corso del suo pontificato la fiaccola ‘Pro Europa Una’ anche come ‘Pro Pace’. Nel suo cammino polacco, la fiaccola raggiungerà anche il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, luogo altamente simbolico e significativo per la trasmissione della memoria comune europea. Sempre in Polonia ci sarà la cerimonia di condivisione della fiamma con quattro monasteri benedettini locali e la celebrazione eucaristica presso la Cattedrale di Cracovia.

Dopo il suo ritorno in Italia, la Fiaccola sarà accolta il 10 marzo al Sacro Speco di Subiaco e il 17 a Cassino; da qui, scortata dai gruppi podistici delle tre città, percorrerà interamente a piedi proprio il tracciato del ‘Cammino’ per far rientro a Norcia la sera del 20 marzo. Le celebrazioni benedettine, religiose e civili, si concluderanno in contemporanea nelle tre città il 21 marzo.

“San Benedetto oltre ad essere un Santo è un uomo che ha guardato anche ad aspetti terreni come la pace e il lavoro senza il quale non c’è dignità. L’Europa ha impedito che rinascano ideologie devastanti per l’essere umano, garantendo la pace per oltre 70 anni, mettendo al centro la persona”, ha detto il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. “Come Parlamento ci siamo impegnati a sostenere questa iniziativa  – ha aggiunto Tajani – perché raccoglie diversi aspetti, sociali, religiosi e turistici e ci porta a riscoprire la nostra identità”.

Anche il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di alimentare l’unità dell’Europa coltivando le sue radici culturali e spirituali: “Le sole ragioni di carattere socio economico in questo momento non sono più sufficienti. Occorre far appello a valori più forti e sempre attuali che il messaggio benedettino può dare e di cui noi siamo importanti depositari e non dobbiamo mai smettere di promuoverlo e di portare avanti con determinazione quei valori di pace per cui l’Europa si è fatta garante”.

ASSISI. CONVEGNO SUL “SOVVENIRE”

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“Comunione, corresponsabilità e compartecipazione nella trasparenza e all’impegno per far funzionare bene i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici”. È quanto ha invitato a mettere in pratica mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, ai circa 100 delegati diocesani per il Sovvenire, che hanno partecipato sabato al secondo convegno regionale sul sostegno economico della Chiesa cattolica in Umbria. Mons. Giulietti, che è presidente della commissione della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire, ha ricordato come i Consigli per gli affari economici non devono avere una funzione contabile, ma assumere un ruolo determinante nell’educare, nell’essere custodi, nella ponderazione delle scelte pastorali ed economiche, attraverso piani preventivi e consuntivi che vanno dallo stanziamento alla rendicontazione puntuale e trasparente di quanto la parrocchia fa in termini economici.

Il convegno – che si è tenuto sabato a Santa Maria degli Angeli (Assisi) – ha avuto per tema il valore della trasparenza al quale ha fatto riferimento in modo specifico la relazione di mons. Paolucci Bedini (vescovo di Gubbio) che ha preso come spunto il vangelo di Luca, riferendosi alla parabola dell’amministratore infedele per illustrare i valori alla base del Sovvenire.

L’8xmille alla Chiesa Cattolica e le offerte liberali, nonché la storia del sostegno economico alla Chiesa in Italia dal 1800 a oggi sono stati al centro dell’intervento di Paolo Cortellessa, responsabile dell’ufficio studi e ricerche del Sovvenire alla Cei. Cortellessa ha cercato, nel suo intervento, di intravvedere anche gli scenari futuri per l’8xmille.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con un laboratorio in cui è stata svolta una esercitazione pratica: i referenti parrocchiali, divisi in gruppi hanno pianificato un evento di formazione e informazione sui temi del Sovvenire per le loro parrocchie.

NORCIA. POTRA’ ESSERE VISITATO L’INTERNO DELLA BASILICA

Un'immagine delle macerie che si stanno rimuovendo dall'interno della Basilica San Benedetto di Norcia, 7 settembre 2018. ANSA/BASILIETTI

La Basilica di San Benedetto a Norcia tornerà visitabile per alcune ore anche all’interno, tra le macerie. Accadrà sabato 23 febbraio, in occasione dell’accensione della Fiaccola benedettina che apre ufficialmente gli eventi legati al patrono d’Europa.

Ad annunciarlo è stato il sindaco, Nicola Alemanno, nell’ambito della presentazione della 56/a edizione di “Nero Norcia”, manifestazione dedicata al tartufo e ai prodotti della Valnerina. “Consentiremo a chi lo vorrà – ha detto Alemanno – di tornare, anche se per breve tempo, a calpestare i marmi della navata centrale della Basilica, ovviamente nella parte già liberata dalla macerie”.

Questo sarò possibile grazie alla realizzazione di un percorso che “permetterà alle persone di entrare, in totale sicurezza, all’interno della Basilica dalla parte di dove un tempo c’era il portico” ha spiegato ancora il sindaco.