SPOLETO-NORCIA. BANDO PER IL SERVIZIO CIVILE PRESSO LA CARITAS

 

0SCN

Il Servizio Civile Nazionale ha la finalità di concorrere alla difesa della Patria con mezzi nonviolenti, di favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale, di promuovere la solidarietà e la cooperazione a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela  dei diritti sociali, ai servizi alla persona, all’educazione e alla pace fra i popoli.

Il Servizio Civile Universale è un’importante esperienza di crescita umana e di formazione nel campo dell’assistenza sociale, dell’animazione, della promozione culturale e della tutela dei diritti.

Possono presentare domanda tutti i giovani dai 18 ai 28 anni (è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un solo progetto).

Il servizio prevede un impegno di 30 ore settimanali per 12 mesi ed un percorso di formazione generale e specifica.

Ai volontari selezionati vengono garantiti: un contributo mensile di 433,80 Euro, il riconoscimento di crediti formativi o del tirocinio, la copertura assicurativa, l’Attestato Nazionale di fine servizio.

La Caritas diocesana di Spoleto-Norcia mette a disposizione 4 posti:

  • 2 nell’ambito del Progetto “Vogliamo esserci per ripartire – Spoleto Norcia”, assistenza disagio adulto, esclusione giovanile – sede di progetto: il Centro di Ascolto della Caritas diocesana Spoleto-Norcia;
  • 2  nell’ambito del Progetto “Vogliamo esserci per ripartire – Spoleto Norcia”, settore assistenza disagio adulto, esclusione giovanile – sede di progetto: la Mensa della Misericordia.

Le domande di partecipazione al Servizio Civile Universale dovranno essere presentate:

  • mezzo raccomandata A/R all’indirizzo della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia con invio entro le ore 23:59 di venerdì 28 settembre 2018;
  • tramite consegna a mano all’indirizzo sopra indicato, nei giorni ed orari di apertura degli uffici, in ogni caso entro le ore 18:00 di venerdì 28 settembre 2018.

Per informazioni:

Caritas Diocesana Spoleto-Norcia
Piazzetta della Misericordia, 3 – Spoleto
Tel. 0743 220485

SPOLETO. CONVEGNO SU TESTAMENTO BIOLOGICO E FINE VITA

0SPOL

Sabato 22 settembre 2018 a Spoleto presso il Centro Congressi Hotel Albornoz, l’Ufficio di pastorale della Salute dell’Archidiocesi, col sostegno del medesimo ufficio della Conferenza episcopale italiana, organizza un convegno sul tema: “Testamento biologico e fine vita: questioni aperte”. Competenti relatori affronteranno l’argomento da un punto di vista giuridico, medico e pastorale.
Il programma della mattinata.

MONTEFRANCO. INAUGURAZIONE DELLA CASA VACANZE SAN BERNARDINO

0AR

Un pomeriggio e una serata nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia per il card. Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Lunedì 13 agosto 2018, infatti, il Porporato, invitato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, ha inaugurato il nuovo corso del Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR) e ha presieduto una veglia di preghiera mariana nella Cattedrale di Spoleto (ore 21.00) in preparazione alla solennità dell’Assunta.

Grazie al sostegno di Caritas Italiana è nata la Cooperativa “Valle Mea” con l’obiettivo di offrire posti di lavoro tramite un’attenta gestione di alcune proprietà ecclesiastiche, ad iniziare dal Convento di S. Bernardino a Montefranco. “Valle Mea” è una cooperativa promossa dall’archidiocesi di Spoleto-Norcia al fine di creare un progetto innovativo ed ambizioso: attraverso la valorizzazione di alcune strutture della diocesi di Spoleto-Norcia di grande bellezza e di indiscusso valore storico-culturale, si pone l’obiettivo di renderle fruibili e pronte ad ogni tipo di ospitalità, alla realizzazione di eventi pubblici e privati, ad accogliere mostre, convegni ed attività di interesse artistico e culturale. Un segnale importante per il territorio specialmente in questo periodo post-sisma, un esempio di energia e vitalità, che vuole creare occasioni di rilancio e di riscatto. La cooperativa ha avviato la sua attività grazie ad un progetto di Caritas Italiana denominato “Lo sguardo ampio verso il futuro”, con l’obiettivo di fronteggiare la disoccupazione in un territorio segnato dalla chiusura di molte aziende. Inoltre, il terremoto ha reso inagibili numerose strutture pubbliche e private: l’Archidiocesi dunque mette a disposizione della comunità alcune proprietà, attualmente inutilizzate, per sviluppare progetti rivolti in modo particolare alle persone inoccupate. Una di queste è appunto il Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR): la parte nuova del complesso è stata adibita a Casa per ferie, luogo ideale per il relax della mente, del corpo e dello spirito. Si possono accogliere venti persone in sette camere doppie, tutte con bagno interno. Oltre al pernottamento, è previsto il servizio di prima colazione. Ad oggi la neo Cooperativa ha assunto due giovani del territorio.

L’inaugurazione del Convento, fino al 2016 abitato da una comunità di monache Clarisse, è avvenuta appunto alla presenza del cardinale Bassetti e di don Andrea Laregina di Caritas Italiana. C’erano molte persone della Valnerina ternana, diverse autorità civili e militari, ad iniziare dal sindaco di Montefranco Rachele Taccalozzi e da quello di Spoleto Umberto De Augustinis, i parroci del territorio. Tutti sono stati accolti con cordialità dal presidente della Cooperativa Lanfranco Amadio che, nel saluto iniziale, ha ringraziato quanti sono stati coinvolti in questo progetto: «Per primo – ha detto – l’Arcivescovo che ha fortemente voluto la nascita di “Valle Mea” per la gestione di alcune proprietà ecclesiastiche, al fine di creare posti di lavoro; poi i membri del consiglio di amministrazione, don Sem Fioretti e la dott.ssa Maria Antonella Proietti che hanno condiviso con me il cammino, di quasi due anni, per arrivare a questo importante momento; la cooperativa “Diaconia” della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino per il sostegno iniziale; il Comune di Montefranco e gli altri uffici pubblici con i quali ci siamo rapportati; le maestranze che hanno lavorato per l’adeguamento del Convento.

La gioia dell’Arcivescovo nel poter garantire qualche posto di lavoro: «È un piccolo segno di speranza in un contesto lavorativo in forte crisi». «Rivolgo un cordiale saluto a tutti voi, convenuti questa sera per quello che mi piace definire un “incontro di famiglia”», ha detto mons. Boccardo nel suo saluto agli ospiti. «Ci ritroviamo infatti per fare conoscenza di una casa e di luoghi della vita quotidiana. Ci onora in modo particolare la presenza del card. Bassetti.Questo antico Convento di San Bernardino, ricco di storia e di vita consacrata, ha ospitato negli ultimi anni le Monache Clarisse provenienti dal Monastero del Palazzo in Spoleto, che hanno trovato qui accoglienza amica e un luogo di pace e di serenità. Quando, per il ridursi del numero, l’avanzare degli anni e l’aggravarsi delle condizioni di salute, le Monache stesse hanno chiesto di essere accolte in altri Monasteri della regione ed hanno donato alla diocesi di Spoleto-Norcia questo complesso, si è aperta la possibilità di utilizzare l’immobile per farne un luogo di soggiorno e ristoro materiale e spirituale. Grazie all’aiuto di Caritas Italiana è stato dunque possibile costituire la cooperativa “Valle Mea” che, gestendo questo ed altri beni della Diocesi, potrà garantire – come già sta facendo – qualche posto di lavoro a persone del nostro territorio. È un segno di speranza che ci fa guardare fiduciosi al futuro».

Le parole del card. Gualtiero Bassetti. «Come Presidente della Conferenza episcopale italiana plaudo all’archidiocesi di Spoleto-Norcia per la nascita di questa Cooperativa, un piccolo, ma fondamentale segno di speranza per chi è alla ricerca di lavoro. Come Chiesa certamente non possiamo risolvere tutti i problemi, ma iniziative come questa possono indicare alla società alcuni orientamenti. Esulto quando come comunità cristiana riusciamo a dare il nostro piccolo contributo e permettere così a qualche giovane di non dover lasciare l’Italia per lavoro. La nostra parte la continueremo fare collaborando con tutti, ma essendo anche coscienza critica della società». Poi, l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ha ricordato il suo legame con S. Bernardino a cui è intitolato il Convento: «Nel 1994 S. Giovanni Paolo II mi nominò vescovo di Massa Marittima-Piombino e il giorno dell’ingresso mi colpì una lapide vicino al Battistero della Cattedrale con su scritto: qui nel 1380 fu battezzato S. Bernardino. E da allora questo Santo francescano attento ai bisogni della gente è stato un punto di riferimento per il mio episcopato». Il Cardinale, poi, ha ringraziato l’arcivescovo Boccardo per l’invito dicendo: «Come potevo dire di no al mio Presidente, perché mons. Boccardo, come sapete, è la guida di noi Vescovi umbri». Il Porporato ha poi salutato e abbracciato Velia Santarelli, mamma del compianto mons. Mario Curini, montefrancano, morto del 2012 a 46 anni a seguito di una caduta da cavallo.

La serata si è conclusa con due brani musicali eseguiti dinanzi alla fonte di S. Bernardino, nel parco del Convento, dal coro londinese diretto dal maestro Colin Baldy. Poi, c’è stato il taglio del nastro, la visita al Convento e un momento di convivialità.

Per informazioni: www.casavacanzesanbernardino.it

NORCIA. RICOSTRUZIONE DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO

0NO

Mercoledì 1° agosto 2018, probabilmente nella giornata più calda dell’anno, a Norcia, alle ore 16.00, presso gli Ufficio Speciale per la Ricostruzione (U.S.R.) – Regione Umbria post sisma 2016, si è tenuta la prima riunione della Commissione ministeriale di indirizzo per l’intervento di recupero della Basilica di S. Benedetto in Norcia. All’ordine del giorno dell’organismo presieduto dal prof. Antonio Paolucci (già Ministro dei Beni Culturali, commissario del Governo per la ricostruzione della Basilica di S. Francesco in Assisi dopo il sisma del 1997 e direttore dei Musei Vaticani) c’era l’insediamento ufficiale e la definizione del cronoprogramma e delle attività. La commissione, oltre a Paolucci, è così composta: prof. Giovanni Carbonara per il Mibact; arch. Luigi Di Prinzio per il Comune di Norcia; arch. Filippo Battoni per il Commissario straordinario; arch. Diego Zurli per la Regione Umbria; arch. Roberto Santarelli per l’archidiocesi di Spoleto Norcia.

«Ci occuperemo – ha commentato al termine il prof. Paolucci – del restauro e della reinvenzione della Basilica di S. Benedetto. È stata la riunione prima, quella in cui ci siamo scambiati le prime idee, abbiamo fissato la prossima riunione l’11 settembre a Roma, altre ne faremo a Norcia. Il nostro lavoro consiste nel fornire ai progettisti le dritte fondamentali, i confini insuperabili, i limiti da non violare, quello che ci aspettiamo da loro ecc… Di tutto vi renderemo contezza. Come sapete io sono stato Commissario del Governo per la ricostruzione di S. Francesco in Assisi dopo il terremoto del 1997 e ora sono qui a Norcia. Ebbene devo dire che l’intervento sul S. Francesco era molto più facile di quanto non sarà quello sul S. Benedetto. Ad Assisi era chiaro il nostro compito: consolidare le strutture lesionate, ricomporre le lacerazioni nelle pitture di Giotto e Cimabue. Erano obiettivi previsti e praticabili. Qui è molto più difficile, perché non è ancora chiaro quello che si chiederà ai progettisti, in quanto ancora non sappiamo bene cosa troveremo una volta smaltite tutte le macerie». Alla domanda se la Basilica tornerà così come era prima Paolucci ha risposto: «Sarà difficile, di certo tornerà all’uso liturgico, religioso e al godimento pubblico. Come ci tornerà è il nostro oggetto di studio».

«Il concetto di restituzione – ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo al termine della riunione – è più profondo di quelli di ricostruzione o restauro. Perché parlo restituzione? Perché la Basilica di S. Benedetto costituisce un patrimonio non solo di arte e di storia, ma anche di fede che ha segnato la vita di intere generazioni e che continua a parlare al popolo europeo. Allora si tratta di restituire a Norcia e al Vecchio Continente questo simbolo. Rimetteremo insieme le pietre, ed è giusto, faremo una nuova copertura, la Basilica tornerà ad essere luogo per le celebrazioni e il culto, ma la vogliamo anche restituire al mondo, all’Europa e a Norcia con la freschezza e la novità mai diminuita del messaggio di S. Benedetto che è un messaggio di pace, di riconciliazione, di unità, di superamento delle differenze e delle contrapposizioni».

Alle 18.00 in Piazza S. Benedetto, di fianco alle macerie della Basilica, si è tenuto un incontro tra la popolazione e la Commissione presieduta da Paolucci, alla presenza anche del sindaco Nicola Alemanno, dell’Arcivescovo, della Sovrintendente alle Belle Arti, all’Archeologia e al Paesaggio dell’Umbria Marica Mercalli, del Sovrintendete speciale per le aree colpite dal sisma Paolo Iannelli, del priore dei monaci benedettini padre Benedetto Nivakoff. Ha moderato il giornalista dell’agenzia Ansa Gianluigi Basilietti. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza che il progetto di ricostruzione sia partecipato con la popolazione, anche se – ha detto – «ancora non sappiamo come verrà ricostruita». L’arcivescovo Boccardo ha ribadito la sua visione espressa più volte, ossia di una ricostruzione che tenga conto delle ferite che il terremoto ha inferto alla chiesa. «Ciò – ha detto il Presule – per onestà storica. Non possiamo far finta che il 24 agosto e il 26 e 30 ottobre 2016 non sia successo nulla». La sovrintendente Mercalli propende piuttosto per una ricostruzione filologica, tecnicamente si usa il termine anastilosi, cioè rimettendo insieme elemento per elemento di un edificio distrutto, pietra per pietra in questo caso: quelle della Basilica di S. Benedetto si stanno catalogando singolarmente, ed è per questo che lo smaltimento delle macerie prosegue lentamente. La Mercalli ha portato l’esempio della chiesa di S. Andrea Apostolo a Venzone (UD) completamente distrutta dal sisma del 1976 e ricostruita proprio per anastilosi tra il 1988 e il 1995 ricollocando le pietre originali. Francesca Diosi è intervenuta chiedendo che la Basilica venga ricostruita così come era prima, perché – ha detto – «noi vogliamo dimenticare il terremoto che ha distrutto la città». Anche Gianpietro Angelini, ex sindaco di Norcia, ha sostenuto la necessità di cancellare la memoria del sisma e ha chiesto alla commissione di non allungare troppo i tempi per la ricostruzione, in considerazione del fatto – ha detto – «che pochi sono gli elementi originali della Basilica».

Poi l’ex primo cittadino ha chiesto cosa ne sarà della Basilica e dei monaci una volta riaperta al culto, visto – ha affermato pubblicamente – «che il Vescovo, così si dice, vuole prendere il monastero per la sua residenza». «Chiediamo che voi monaci – ha proseguito Angelini rivolto a padre Benedetto – viviate a fianco della Basilica e non nel costruendo monastero di S. Benedetto al Monte. Non abbiamo portato a Norcia i “figli” di S. Benedetto” per fargli fare gli eremiti. Altrimenti si sarebbero stabiliti intorno all’Abbazia di S. Eutizio». Ad Angelini ha risposto l’Arcivescovo: «I monaci già da qualche anno prima del terremoto avevano acquistato dalla Diocesi la ex villa del Seminario di Norcia con l’intenzione di stabilirvi il monastero. Alcuni di loro sarebbero stati in città per l’animazione pastorale della Basilica e l’accoglienza dei pellegrini. Ciò perché la vita monastica richiede un ambiente raccolto e silenzioso; soprattutto in estate ciò non poteva essere garantito e tutti ricordiamo, infatti, che nei mesi più caldi dell’anno si trasferivano nella casa parrocchiale di Agriano di Norcia. Poi è sopraggiunto il terremoto. Con i monaci allora abbiamo iniziato un dialogo, giunto alla seguente conclusione. Quando tutto sarà ricostruito, la Basilica tornerà ad essere luogo di culto animato dai monaci. Gli edifici che loro occupavano contempleranno: una parte riservata ai monaci (che quindi garantiranno una duplice presenza a Norcia, in monte e in città), una parte per l’abitazione del parroco di Norcia (quella dove risiedeva prima del sisma è difficilmente recuperabile, ndr) e una parte da riservare all’Arcivescovo che, ricordo, porta anche il titolo di Norcia. Anche perché, quando nel 2000 giunsero i monaci l’accordo stipulato tra il Comune e la Curia prevedeva che la Diocesi mettesse a disposizione l’Episcopio e la Curia e il Comune fornisse al Vescovo un’abitazione: questa seconda parte dell’accordo non è stata mai concretizzata».

Al di là dei vari punti di vista, tutti legittimi e degni di rispetto, l’unica cosa certa è che il lavoro di recupero della basilica di S. Benedetto sarà lento e lungo, ci vorrà molta pazienza. Rassicura il fatto che siamo sostenuti dai migliori specialisti. Alla Commissione presieduta da Paolucci ora il compito di indicare le linee guida per la ricostruzione che i partecipanti al concorso internazionale dovranno necessariamente seguire.

SPOLETO-NORCIA. AL VIA LA RICOSTRUZIONE DI 11 CHIESE TERREMOTATE

0sn

Sono trascorsi quasi due anni dai terremoti del 24 agosto e 26-30 ottobre 2016, che hanno devastato l’Italia centrale. Ora, per undici delle oltre 350 chiese inagibili della diocesi Spoleto-Norcia, partono i lavori di ricostruzione. Le somme per il recupero di queste chiese sono parte dei fondi nazionali gestiti dal Commissario e trasferiti nella contabilità speciale intestata alla presidente delle Regione, vicecommissario per la ricostruzione in Umbria.

I lavori interesseranno le chiese di S. Giovanni Battista in Giappiedi di Cascia (275.904,08 euro), Santa Maria Annunziata in Cerreto di Spoleto (33.502,85 euro), S. Michele Arcangelo in Cortigno di Norcia (48.226,44 euro), S. Salvatore in Usigni di Poggiodomo (319.944,80 euro), Santa Maria Assunta in Sellano (53.712,98 euro), Santa Maria in Vallo di Nera (320.066,31 euro), S. Giovanni Battista in Agriano di Norcia (198.053,62 euro), Madonna Addolorata in Maltignano di Cascia (245.024,61 euro), Santa Maria Assunta in Strettura di Spoleto (309.702,93 euro), S. Felice in Castel S. Felice di S. Anatolia di Narco (222.583,00 euro) e Santa Giuliana e S. Alberto in Collazzoni di Preci (246.305,92 euro).

Gli uffici tecnici dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia hanno espletato tutte le procedure per l’invito alla gara d’appalto; il 7, l’8 e il 9 agosto prossimi verranno aperte le buste con le offerte e assegnati i lavori, che inizieranno, presumibilmente, nel mese di settembre.

“Saluto con particolare favore e soddisfazione la ‘partenza’ dei primi cantieri per il restauro di alcune chiese danneggiate dal terremoto commenta”, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. “È un segno concreto della ricostruzione possibile, che – sottolinea – risponde all’attesa viva delle comunità che individuano nella chiesa del paese uno dei luoghi più eloquenti della loro fede e della loro identità. Auspico che si moltiplichino anche i cantieri per le case e gli edifici pubblici da ricostruire, affinché le nostre popolazioni possano riprendere al più presto la normalità di una vita dignitosa e sicura”.

L’OPUSCOLO DELLA CHIESA UMBRA SUL BILANCIO DEL 2017

0BADU

Le schede che accompagnano i rendiconti di ciascuna delle otto Diocesi dell’Umbria sono solo un piccolo esempio: illustrano opere sociali, interventi di manutenzione del patrimonio storico-artistico, esperienze educative per le nuove generazioni…
Che dire, poi, del ministero dei parroci? Essi sono assai spesso punti di riferimento educativo e sociale per l’intero paese o quartiere, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. La sezione finale, dedicata agli oratori, tenta di tradurre in cifre la ricaduta sociale di uno spazio educativo che la Chiesa.

L’OPUSCOLO

PERUGIA. AL VIA LA “SUMMER MEDIA CAMP”

0SMC2018

Usare i social network in modo intelligente e professionale per una comunicazione efficace. Si svolgerà con quest’obiettivo il “Summer media camp 2018” promosso dalla Conferenza episcopale umbra con le redazioni di “Umbria Radio” e “La Voce”. Sarà rivolto a giovani, tra i 18 e i 30 anni, appassionati di comunicazione. L’appuntamento con la seconda edizione del “Summer media camp” è dal 24 al 27 luglio, a Perugia, nel palazzo arcivescovile e nel Centro internazionale accoglienza.

Quattro i corsi organizzati in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti umbri. Il primo tratterà le “News nel sistema ibrido dei media. La comunicazione della Chiesa al tempo dei social media”. Ne parleranno Rita Marchetti, docente di Sociologia all’Università di Perugia, e don Walter Insero, collaboratore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. Altro tema: “Le community: risorsa per un’informazione affidabile. L’informazione al tempo delle community social-buone pratiche sul tema” con i giornalisti Bruno Mastroianni e Daniele Morini. Francesca Triani e Andrea Canton parleranno de “Le nuove vie dell’informazione: quale social network per quale obiettivo?”, mentre le “strategie per aumentare la circolazione delle notizie. Web marketing & Social media marketing” saranno approfondite da Lucia Rosati e Barbara Serafini.

L’apertura e le conclusioni dei lavori saranno affidate a mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Ceu per le comunicazioni sociali: “Ci aspettiamo dalla crescita delle competenze sui social media una nuova vitalità anche per i media più tradizionali, che se ne possono avvalere per suscitare nuovo interesse”.

Il “Summer media camp 2018” vuole approfondire la possibilità offerta dai social di diffondere notizie e costruire comunità, avvalendosi dell’esperienza di esperti e professionisti di fama nazionale nel campo del social media marketing, con laboratori full immersion, condivisione di esperienze e visite guidate nel mondo della comunicazione.

Gli interessati possono ancora iscriversi e conoscere nei dettagli il programma dell’iniziativa (http://summercamp.chiesainumbria.it/ ; summermediacamp@chiesainumbria.it).

NORCIA. GIORNATA REGIONALE DEI GIOVANI “X MILLE STRADE”

0permillestrade

Il 4 agosto. a Norcia si terrà la Giornata regionale dei Giovani “X MILLE STRADE” promossa dal Servizio di Pastorale giovanile e Coordinamento oratori della Conferenza episcopale umbra (Ceu) in vista del Sinodo ordinario dei Vescovi 2018 dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale“.

Programma:

  • 9.30: arrivo a Norcia – Pellegrinaggio verso Piazza S. Benedetto.
  • 11.00: agorà dei giovani umbri.
  • 13.00: pranzo al sacco.
  • 15.00: laboratori della fede – Benedizione pellegrini e consegna credenziali.
  • a seguire: partenza dei cammini diocesani verso Roma per l’incontro con Papa Francesco dell’11 e 12 agosto a Roma.

SPOLETO. SUOR PAOLA SISTI E’ LA NUOVA SUPERIORA GENERALE DELLA SACRA FAMIGLIA

0SIS

Suor Paola Sisti è la nuova superiora generale delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto. È stata eletta mercoledì scorso, memoria liturgica di san Benedetto da Norcia, in occasione del XVII Capitolo generale ordinario. Sr. Sisti, finora superiora della comunità di Manaus in Brasile, succede a sr. Agnese Grasso, che ha guidato l’Istituto negli ultimi sei anni. Bresciana, 69 anni, suor Paola dopo la professione religiosa è stata in diverse comunità: a Spoleto, Roma, ancora Spoleto, Vicenza e Milano. Nel 1985, poi, è partita missionaria per il Cile. Nel 2000 è stata trasferita in Brasile. Ha una sorella, anche lei suora della Sacra Famiglia di Spoleto, sr. Bernarda, missionaria in India.

Sono state elette, invece, le consigliere, cioè quelle suore che coadiuveranno madre Paola nel governo dell’Istituto. Si tratta di sr. Agnese Grasso, prima consigliera e vicaria generale, sr. Andreilla Fioravanzo, seconda consigliera, sr. Irenea Gisondi, terza consigliera, sr. Provvidenza Orobello, quarta consigliera e segretaria generale e sr. Raffaella Di Santo, economa generale.

Suor Paola è la decima superiora generale delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, la nona eletta dal Capitolo generale ordinario. “È stata una vera sorpresa dello Spirito – racconta madre Sisti -. Il 29 maggio sono partita dal Brasile in vista del Capitolo, evento al quale finora non avevo mai partecipato. E nemmeno lontanamente immaginavo di poter essere eletta. Dopo qualche giorno la delegata del Cile-Brasile, sr. Paulina Pavez, mi ha detto: guarda che inizia a circolare anche il tuo nome. E io: scoraggiale, non sono all’altezza, sono in terra di missione da tantissimi anni, non conosco i meccanismi di governo dell’Istituto. Poi l’11 mattina sono stata eletta: mi sono sentita male, piccola, indegna. Mi son detta: ma perché io, che tra l’altro non sono conosciuta benissimo tra le suore, essendo da tanti anni all’estero? Ho chiesto qualche minuto di silenzio, ho invocato il Bonilli dicendogli ‘pensati tu Padre’, e poi ho accettato la volontà del Signore”.

PELLEGRINAGGIO A PIEDI NELLA NOTTE DA POLINO A CASCIA

cascpoli

E’ ormai un appuntamento tradizionale di luglio, il pellegrinaggio a piedi da Polino a Cascia, promosso dalla parrocchia di S.Gabriele di Terni, dall’associazione Progetto Verde, dal comune di Polino e dalla Proloco di Polino e quella di Monteleone di Spoleto.
Un percorso di 25 km camminando sotto le stelle in programma tra sabato 28 e domenica 29 luglio.
Il ritrovo è previsto per le ore 20.00 a Polino presso la piazza principale del paese, alle 21 il trasferimento al Salto del cieco e alle 23.30 l’inizio del pellegrinaggio che si concluderà domenica 29 luglio alle ore 7 con l’arrivo a Cascia, la colazione e alle 8.30 con la celebrazione presso il santuario.

Durante i 25 km di cammino sono previste soste per la preghiera e il raccoglimento, tre posti di ristoro oltre alla colazione a Cascia. Il pellegrinaggio sarà assistito da un’ambulanza e da un medico e dalla protezione civile. Per il ritorno da Cascia sono previsti autobus granturismo o mezzi propri. La quota comprensiva dell’assistenza
sanitaria, del ristoro e della colazione presso l’Hotel delle Rose a Cascia e con il rientro in autobus è di 18 euro, mentre con il rientro con mezzi propri è di 13 euro.

Il pellegrinaggio è lungo e la notte fredda per cui occorrono scarpe adatte a lunghe camminate e indumenti pesanti per la notte.

Iscrizioni e informazioni: 3497168408 (Carlo); 0744 300306 (Rosalba) o presso la libreria Paoline in via Mazzini a Terni.