PAPA FRANCESCO CONFERMA MONS. BOCCARDO MEMBRO DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

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Il Santo Padre Francesco ha confermato “in aliud quinquennium” (per altri cinque anni) l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo nell’ufficio di membro della Congregazione delle Cause dei Santi, presieduta dal card. Angelo Amato. È il dicastero che ha competenza per tutto quello che riguarda la procedura che porta alla beatificazione e alla canonizzazione dei “Servi di Dio”: inoltre, sentito il parere della Congregazione per la Dottrina della Fede, ottiene dal Papa l’attribuzione ai santi del titolo di Dottore della Chiesa; essa ha inoltre il compito di verificare anche l’autenticità delle reliquie.

«Ringrazio il Papa – afferma mons. Boccardo – per la rinnovata fiducia con la quale mi chiama a proseguire il servizio ecclesiale nell’esame dei frutti di santità generati dalla sequela di Cristo nella vita dei credenti. Il Presule era stato chiamato ad essere membro di questa Congregazione nel 2012 da Benedetto XVI.

SPOLETO. TAVOLI DI LAVORO PER AIUTARE IL VESCOVO A MEGLIO SERVIRE LA CHIESA

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Nel Documento pastorale a conclusione dell’Assemblea Sinodale, «per favorire un’esperienza concreta di sinodalità», l’Arcivescovo mons. Renato Boccardo annunciava l’intenzione di istituire cinque “tavoli”  «aperti a preti e laici che vogliano riflettere ed impegnarsi … per aiutare il vescovo a meglio servire ed animare la Chiesa che gli è affidata e per contribuire efficacemente alla diffusione del messaggio evangelico nel nostro territorio» (n. 66).

«Dopo che il Documento è stato diffuso e, si spera, letto ed esaminato con attenzione ed interesse sembra ora giunto il momento – afferma mons. Boccardo – di dare avvio al percorso dei tavoli, ai quali è affidata una missione di studio, progettazione, proposta, discernimento comunitario e verifica (nn. 67-71)».

  • Diocesi e territorio, animatore: don Luciano Avenati
  • Matrimonio e famiglia, animatore: don Sem Fioretti
  • Giovani e famiglia, animatore: suor Anna Maria Lolli
  • Fede e cultura, animatore: prof. Luca Diotallevi
  • Carità e impegno sociale, animatori: avv. Giorgio Pallucco e prof.ssa Battistina Vargiu

Chi lo desidera può iscriversi ad uno dei tavoli, secondo la propria sensibilità ed interesse, nella ferma convinzione che l’esperienza vissuta nell’Assemblea Sinodale può e deve continuare a portare frutto per il bene della nostra Diocesi. La partecipazione non è riservata esclusivamente a chi è stato delegato all’Assemblea: tutti sono benvenuti e ognuno potrà dare un contributo significativo alla riflessione e al discernimento di tutti.

Il primo incontro (dei tre previsti nel corso dell’anno pastorale) avrà luogo a Cannaiola di Trevi, presso il Santuario del Beato Pietro Bonilli, sabato 27 gennaio 2018 dalla ore 15 alle ore 19 (Iscrizioni ed informazioni: segreteria.arcivescovo@spoletonorcia.it; tel. 0743.231061).

SPOLETO. FESTA DI SAN PONZIANO

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Il 14 gennaio la Chiesa di Spoleto-Norcia celebra il suo Patrono principale, il martire Ponziano, protettore della Città di Spoleto. Come sempre, ricco il programma delle celebrazioni che trovate sopra. Quest’anno, poi, la festa è arricchiata dal dono di un nuovo sacerdote: il 13 gennaio, infatti, alle ore 18.00 in Duomo l’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo ordinerà presbitero il diacono Bartolomeo Gladson Sagayarai, che svolge il suo ministero a Trevi, Borgo Trevi, Bovara, Santa Maria in Valle.

SPOLETO. LE CELEBRAZIONI NATALIZIE DELL’ARCIVESCOVO BOCCARDO

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“Nel Natale ormai prossimo sentiremo risuonare un annuncio formidabile: ‘Oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore’. Esso fa del Natale un giorno di autentica e profonda commozione, di gaudio interiore, di speranza certa”. Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo invita a celebrare la ricorrenza della nascita di Gesù. “La particolare atmosfera che si rinnova a Natale non vuole nascondere però lo spessore tragico della nostra storia, segnata ancora da guerre e violenze, da povertà e malattie; non vuole negare la pesantezza di una situazione spesso troppo dura, che sembra volerci far perdere la speranza: il mio pensiero va a quanti nella nostra diocesi, e nell’Umbria tutta, vedono minacciato il posto di lavoro, in particolare alla Maran di Spoleto e alla Carrefour di Cascia – prosegue il presule -. Il lavoro, come ci ricorda il Papa, assicura dignità: auspico che, nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutti, con speciale attenzione alle famiglie, si giunga ad una soluzione equa che non impoverisca ulteriormente il nostro territorio. Anche noi, come i pastori di Betlemme, desideriamo vedere la luce apparsa nelle tenebre!”.

Nella Notte di Natale, l’Arcivescovo celebrerà la Messa di mezzanotte nella basilica cattedrale di Spoleto. Il 25 dicembre, invece, mons. Boccardo celebrerà tre Messe: alle 9 con le persone ricoverate all’Hospice “La Torre sul Colle” di Spoleto; alle 11.30 nella basilica cattedrale di Spoleto; alle 17 a Norcia, presso il Centro di comunità alla Madonna delle Grazie.

Nei giorni successivi condividerà i giorni delle feste con i giovani, con gli anziani dell’Istituto Nazareno, con i detenuti del Carcere di Spoleto, con le persone in difficoltà accolte dai Padri Cappuccini di Spoleto. Visiterà i presepi viventi di Montefalco e Rapicciano di Spoleto e assisterà ad un’elevazione spirituale nella parrocchia di S. Martino in Trignano.

MONTEFIORELLO DI VALLO DI NERA. RESTAURATE DUE TELE DELLA CHIESA IMMACOLATA CONCEZIONE

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Giornata di festa domenica 17 dicembre per la piccola comunità (una ventina gli abitanti stabili) di Montefiorello di Vallo di Nera. Alle 18 la popolazione ha accolto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo venuto per il restauro di due opere d’arte conservate nella chiesa dell’Immacolata Concezione: un ritratto di Santa Apollonia e l’Adorazione dei Magi. Il presule ha presieduto la Messa insieme al parroco di Vallo di Nera, don Roberto Crisogianni, presente anche il sindaco di Vallo di Nera, Agnese Benedetti.

Le due opere sono state riportate al loro antico splendore dalla restauratrice nursina Emanuela D’Abbraccio; il lavoro è stato voluto dal parroco e dal sindaco ed è stato finanziato dall’Università Agraria di Meggiano-Piedipaterno presieduta da Igino Dominici che ha come finalità la gestione del patrimonio storico-artistico del vecchio Comune di Meggiano-Piedipaterno, comunità che oggi fanno riferimento, sia civilmente che ecclesiasticamente, a Vallo di Nera. Il quadro che ritrae Santa Apollonia, patrona dei dentisti, è della seconda metà del ‘700 ed è a tempera su carta. L’altra opera restaurata, l’Adorazione dei Magi, è della seconda metà del ’600 ed è a olio su tela con cornice coeva.

Nell’omelia l’arcivescovo ha esortato i presenti ad una buona preparazione al Natale, indicando tre atteggiamenti da tenere: “Alimentate il dialogo con Dio andando a Messa, curando la riflessione interiore e il modo di relazionarci con gli altri. Prestate attenzione alle ispirazioni della coscienza: oggi, purtroppo, ascoltiamo altri maestri e non lo Spirito di Dio. Teniamo ciò che è buono e togliamo ciò che è male: ci siamo abituati a tutto, non ci scuote più nulla, siamo divenuti insensibili, non prestiamo attenzione a ciò che accade intorno a noi”.

Mons. Renato Boccardo ha invitato a “cogliere il vero senso del Natale, che è riconoscere Dio che ci viene incontro e prende su di sé la nostra natura umana”. “In questo – ha proseguito – ci sostengono le persone che ci hanno preceduto sulla terra: esse ci ricordano che la vita ha senso nella misura in cui è spesa bene”. Per l’arcivescovo, “sono proprio loro, i vostri antenati di Montefiorello, che vollero con tutto il cuore e con tanta fede questi quadri, facendo anche dei significativi sforzi economici per realizzarli. Ora che sono stati restaurati non dobbiamo solo ammirarli, ma siamo chiamati a coltivare la fede che queste immagini hanno generato negli anni”.

NORCIA. UN APPOSITA COMMISIONE PER LA RICOSTRUZIONE DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO

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“Il terremoto è come l’Alzheimer di una comunità”. Parola di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, intervenuto nei giorni scorsi al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato alla Pontificia Università Gregoriana dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

“La terra che trema – afferma l’arcivescovo – non ha preavvisi e si muove nell’ora in cui non te lo aspetti. Il terremoto della Valnerina dell’autunno dello scorso anno ha non solo creato delle ferite al patrimonio artistico e ambientale, ma anche una cesura tra il passato e il futuro. Chi non l’ha provato può difficilmente comprendere che cosa significhi sentirsi senza più punti di riferimento. Fortunatamente non abbiamo avuto vittime, ma è davvero terribile non riconoscere più i luoghi familiari dove si è vissuti, è qualcosa che dagli occhi passa al cuore e si trasmette al cervello: è come l’Alzheimer di una comunità. Perché il terremoto – attraverso le ferite prodotte al paesaggio, agli edifici, alle opere d’arte – ha ferito il cuore e la mente delle persone”.

Dal terremoto, prosegue Boccardo, “sono germogliate tante meschinità ma è sbocciata anche tanta solidarietà” che fa nascere la “speranza di un futuro che ancora potrà esserci”. “Abbiamo sentito ripetere da mesi la parola ‘ricostruzione’”, aggiunge l’arcivescovo, “ma ancora non se ne vede l’attuazione. Dei nostri 200 edifici di culto, alcuni gravemente danneggiati, altri crollati, nessuno è agibile. Abbiamo avuto un finanziamento per il restauro della concattedrale Santa Maria Argentea a Norcia, ma – conclude – le macerie non sono ancora state rimosse ed è impossibile accedervi”.

Inoltre, mons. Renato Boccardo ha annunciato l’imminente costituzione di una “apposita commissione” per la ricostruzione della cattedrale di Norcia. Si tratta, spiega il presule, “di una commissione costituita da Mibact, archidiocesi (che ne è la proprietaria), Regione Umbria e Comune di Norcia, che ne studierà le modalità, magari anche attraverso un concorso internazionale aperto ai grandi nomi dell’architettura contemporanea”. “Come cittadini – prosegue – abbiamo il diritto di pretendere che i lavori di ricostruzione garantiscano la massima sicurezza., superando con sapiente realismo l’approccio feticistico che taluni vorrebbero imporre nel rapporto con gli edifici storici”.

Case, aziende e chiese devono essere “una priorità per restituire alla gente della Valnerina una vita dignitosa e sicura ma occorre domandarsi come e dove ricostruire, con quali criteri”. “Esprimo perplessità – scandisce Boccardo – circa il proposito enunciato di ricostruire ‘tutto come era’”. Procedere in questo modo “significherebbe al termine dei lavori trovarsi davanti a un vero falso, anche se un falso d’autore”. Le ferite si rimarginano ma le cicatrici rimangono. “Il terremoto fa storia ed entra nella memoria dei popoli. Gli edifici sacri e profani portano il segno delle vicissitudini che hanno affrontato nel corso dei secoli. E’ giusto – si chiede a conclusione – che le ferite del terremoto del 2016 vengano completamente cancellate, o bisognerà piuttosto riproporre questo patrimonio di arte e di fede in modo nuovo, che racconti alle generazioni future anche questo capitolo doloroso della nostra storia?”.

NORCIA. LE SUORE SI TRASFERISCONO IN PUGLIA

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Le suore clarisse di Norcia si trasferiscono in Puglia, nell’ex convento di Sant’Antonio di Biccari che rientra nella diocesi foggiana di Lucera-Troia.

Costrette ad abbandonare il monastero adiacente alla Basilica di San Benedetto di Norcia dopo il terremoto di un anno fa, le “sorelle povere di Santa Chiara” si erano inizialmente trasferite a Trevi (Perugia) e subito dopo in Molise. Adesso, per le sei religiose, il nuovo trasloco in Puglia “dove rimarranno finché il monastero di Norcia, da dove non si erano mai allontanate dal 1385, non sarà ristrutturato”, fanno sapere dalla diocesi Spoleto-Norcia.

NORCIA. DALLA UE 28 MLN DI EURO PER RICOSTRUZIONE UMBRIA E BASILICA SAN BENEDETTO

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La Commissione europea stanzierà 28 milioni di euro dei fondi della politica di coesione “a favore del rilancio dell’attività economica di una regione, l’Umbria, colpita da gravi eventi sismici”: di questi fondi, 5 milioni saranno destinati alla ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia. Lo comunica una nota del palazzo Berlaymont di Bruxelles. A ciò si aggiunge un cofinanziamento italiano di pari importo. In totale 400 milioni di euro di fondi nazionali e dell’Ue contribuiranno alla ricostruzione e al rilancio dell’economia delle quattro regioni, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal terremoto nel 2016 e 2017. In questo contesto la ricostruzione della basilica beneficerà complessivamente di finanziamenti per 10 milioni di euro.

Corina Cretu, commissaria responsabile per la politica regionale, dichiara: “La ricostruzione di questo gioiello del patrimonio culturale europeo a Norcia con fondi della politica di coesione sarà un simbolo duraturo della solidarietà dell’Unione nei confronti dell’Italia, come ricordato dal presidente Juncker. L’esempio della basilica di San Benedetto da Norcia, santo patrono d’Europa, restituita al suo antico splendore con il contributo di giovani volontari provenienti da Francia, Grecia o Ungheria, ispirerà le future generazioni di europei”.

ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

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“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

SPOLETO. AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DI “CINEMATOGRAPHERS”

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Al via la seconda edizione del Laboratorio di cinematografia “Cinematographers Spoleto”. L’iniziativa, voluta dalla Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia e diretta dal regista Stefano Francesco Alleva, sarà presentata giovedì 9 novembre alle 18.30 presso il Centro diocesano di pastorale giovanile in piazza Garibaldi a Spoleto. Con l’occasione, verrà proiettato il cortometraggio “Domani è un altro giorno” realizzato dai “Cinematographers Spoleto” al termine del corso 2016-2017.

“L’esperienza dello scorso anno – afferma suor Anna Maria Lolli, responsabile della Pastorale giovanile – si è rivelata estremamente positiva e ha incoraggiato la prosecuzione di questo impegnativo e approfondito iter formativo in materia di cinematografia e audiovisivi”.

Anche quest’anno il percorso laboratoriale sarà diviso in due fasi: la prima, di carattere prevalentemente teorico e didattico, e la seconda di attuazione ed esercitazione pratica che prevede la realizzazione di un progetto di audiovisivo interamente ideato, scritto, realizzato e interpretato dai partecipanti. Al termine del corso verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di partecipazione e frequenza che varrà come credito formativo. Gli incontri avranno la durata di due ore circa ciascuno con cadenza settimanale e si svolgeranno presso la sede della Pastorale giovanile di Spoleto, in piazza Garibaldi. Stefano Francesco Alleva sarà affiancato, per lo svolgimento del programma didattico/formativo, dall’attrice Ewa Spadlo e dal filmmaker Massimo Menghini.

Il programma del corso prevede inoltre interventi di noti professionisti del settore per la trattazione di argomenti e materie specifiche (Fotografia, Scenografia e Costumi, Suono, Colonna Sonora).