TREVI. INCONTRO DIOCESANO PER GLI OPERATORI DELLA CARITA’

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Sabato 17 novembre 2018, dalle 9.30 alle 12.30, presso i locali del Santuario del Beato Pietro Bonilli in Cannaiola di Trevi, si terrà l’incontro diocesano per gli Operatori della Carità. La scelta della data è particolarmente felice in quanto a ridosso della Giornata Mondiale dei Poveri che viene celebrata il giorno 18 novembre.

I lavori si apriranno con la Lectio divina a cui farà seguito la presentazione del Rapporto Nazionale sulle povertà. A tal proposito, interverrà Federica De Lauso, sociologa, ricercatrice, specializzata in metodologia e tecnica della ricerca sociale presso Caritas Italiana-Ufficio Studi.

SPOLETO. PERCORSO ITINERANTE “PREFIGURARE IL FUTURO”

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Venerdì 9 novembre a Spoleto, alle ore 10, presso il Centro diocesano per la pastorale giovanile, verrà presentato alla stampa e alla cittadinanza il percorso itinerante nazionale “Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità”. A fare da apripista al progetto sarà Spoleto (il prossimo 16 novembre, iscrizioni gratuite al link www.fondazionepatriziopaoletti.org/prefigurareilfuturo/).

“Prefigurare il futuro” è la prima iniziativa in Italia pensata per offrire alle comunità occasioni gratuite e aperte a tutti, guidate da psicologi, formatori e neuroscienziati, per conoscere meglio i meccanismi cerebrali alla base di scelte e comportamenti e apprendere semplici tecniche per potenziare le proprie risorse interiori. L’obiettivo è contribuire alla crescita delle comunità, con particolare riferimento a tre aree di intervento di grande attualità: giovani e futuro (scuola e lavoro), ascolto e inclusione (promozione di processi comunicativi di pace), costruzione interiore (resilienza e superamento eventi traumatici). Il progetto è della Fondazione Patrizio Paoletti, ente di ricerca e formazione in campo neuroscientifico e psicopedagogico.

All’incontro del 9 novembre interverranno suor Anna Maria Lolli e don Edoardo Rossi, coordinatori del Centro diocesano per la pastorale giovanile di Spoleto, Beatrice Montioni, vicesindaco del Comune di Spoleto con delega ad Alta formazione, Politiche di genere, Servizi sociali alla persona, Pari opportunità, Politiche giovanili, Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione Paoletti e ideatore di “Prefigurare il futuro”, Tania Di Giuseppe, psicologa della Fondazione Patrizio Paoletti e responsabile del progetto “Prefigurare il futuro”.

“Prefigurare il futuro” è un progetto nato nel 2017, inizialmente per sostenere le comunità colpite dal sisma del Centro Italia, e poi declinato a livello nazionale per rispondere al crescente bisogno di aiuto da parte della popolazione per affrontare non solo traumi legati ad avversità naturali ma anche ai repentini cambiamenti sociali ed economici. Giunto alla sua terza edizione, è ideato e realizzato gratuitamente dalla Fondazione Patrizio Paoletti. Quest’anno in Umbria si svolge anche grazie alla collaborazione della Pastorale giovanile Spoleto-Norcia e del Comune di Spoleto e con il patrocinio del Coni Umbria.

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI, UNA GUIDA ALLA RIFLESSIONE PER LE CHIESE DELL’UMBRIA

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Si celebrerà domenica 18 novembre 2018 (XXXIII del Tempo Ordinario) la seconda Giornata mondiale dei Poveri, istituita da papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia nel 2016, e dal titolo «Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7).

Le diocesi dell’Umbria e le Caritas diocesane invitano a momenti di preghiera  dal 13 al 17 novembre e meditazione sulle parole di Papa Francesco. A tal proposito è stato pubblicata una Guida alla riflessione per le chiese dell’Umbria.

Nel Messaggio del Papa per questa Giornata si sottolineano in particolare, a partire dal Salmo che gli dà il titolo, tre verbi che caratterizzano l’atteggiamento del povero e il suo rapporto con Dio: “gridare”, “rispondere” e “liberare”. Nel Messaggio il Papa ricorda inoltre come «in questa Giornata Mondiale siamo invitati a dare concretezza alle parole del Salmo: “I poveri mangeranno e saranno saziati” (Sal 22,27). Sappiamo che nel tempio di Gerusalemme, dopo il rito del sacrificio, avveniva il banchetto. In molte Diocesi, questa è stata un’esperienza che, lo scorso anno, ha arricchito la celebrazione della prima Giornata Mondiale dei Poveri. Molti hanno trovato il calore di una casa, la gioia di un pasto festivo e la solidarietà di quanti hanno voluto condividere la mensa in maniera semplice e fraterna. Vorrei che anche quest’anno e in avvenire questa Giornata fosse celebrata all’insegna della gioia per la ritrovata capacità di stare insieme. Pregare insieme in comunità e condividere il pasto nel giorno della domenica. Un’esperienza che ci riporta alla prima comunità cristiana, che l’evangelista Luca descrive in tutta la sua originalità e semplicità: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. […] Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (At 2,42.44-45).

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA II GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

NORCIA HA RICORDATO SCOSSA DI DUE ANNI FA

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Alle 7,41 Norcia si è fermata, raccolta in un momento di riflessione e preghiera in piazza San Benedetto, per ricordare il 30 ottobre di due anni fa quando una scossa di magnitudo 6,5 sconquassò la città, la Valnerina umbra. Ringraziando Dio non sono state versate le amare e dolorose lacrime per la perdita di una vita umana. L’immagine simbolo di questo sisma è stata la gente di Norcia, insieme ai Monaci benedettini, inginocchiata in preghiera intorno alla statua di S. Benedetto nella piazza principale della città subito dopo la violenta scossa, dinanzi alle macerie della Basilica del Santo patrono d’Europa.

Sono stati i monaci benedettini a guidare con i loro canti il raccoglimento sotto una pioggia battente. Il priore padre Benedetto Nivakoff e l’intera comunità religiosa, insieme al sindaco Nicola Alemanno, alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al vicario generale della diocesi Spoleto-Norcia, mons. Luigi Piccioli (l’arcivescovo Renato Boccardo è pellegrino in Terra Santa) e alcuni cittadini che hanno voluto essere presenti al toccante momento, si sono riuniti sotto la statua del santo, al cospetto della facciata ingabbiata della Basilica.

È stato proclamato il vangelo di Matteo che racconta l’episodio della casa costruita sulla roccia: “…Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia”. «Siamo raccolti in preghiera – ha detto mons. Piccioli – per fare memoria di quanto sperimentato due anni fa: la paura, la casa rovinata o crollata. Ai tecnici, su indicazioni delle autorità preposte, spetterà il compito di far sì che si ricostruisca presto su “terreno solido”.  Alla Chiesa, invece, spetta il compito di ricostruire l’anima delle persone e avere cura che poggi su un “terreno stabile e non sabbioso”». Il Vicario Generale ha anche ricordato il passo biblico dei Libri di Esdra e Neemia, due principali personaggi della restaurazione della comunità giudaica, a partire dalla ricostruzione di Gerusalemme, dopo l’esilio babilonese. «Esdra e Neemia – ha detto il principale collaboratore di mons. Boccardo – prima di mettere mano alle opere materiali della ricostruzione, rileggono per un intero giorno la Parola di Dio, mettendo nuovamente a fuoco le motivazioni che sono alla base del loro essere popolo di Israele, ricompattando la comunità attraverso un rinnovato senso dell’amicizia e della fraternità. Prima di ricostruire le mura, quindi, si ricostituiscono come popolo, così che la nuova città sia un luogo dalla vita operosa. È l’augurio anche per la ricostruzione della nostra Valnerina: è giusto e doveroso ricostruire case, chiese, scuole, edifici della vita civica e altro, ma ciò deve andare di pari passo con la rinascita del senso comunitario».

In occasione del secondo anniversario del terremoto l’Archidiocesi ha raccolto in un volume –“Dalla stella della paura… alla stella della speranza” – articoli e foto pubblicati nel periodico cartaceo diocesano Il Risveglio News. È un modo per ripercorrere la vicinanza costante e discreta, silenziosa ma fattiva della Chiesa alle popolazioni terremotate. Si rivedono i volti di tante persone (Papa, vescovi, preti, suore, volontari giunti da ogni parte d’Italia e non solo) che hanno sostenuto le popolazioni della Valnerina a curare i cuori feriti, che hanno portato quella speranza nel domani affievolita dalle scosse sismiche e sbriciolata dalla scosse burocratiche di una ricostruzione lenta e difficile.

Nella prefazione l’arcivescovo Boccardo scrive: «La stella della speranza continua a brillare con grande splendore. La gente non si stanca di guardare avanti e continua a seminare iniziative di vita che germogliano e portano frutto. È gente che in maniera silenziosa alza lo sguardo al cielo per ricercare la stella della preghiera e si affida al Dio provvidente e misericordioso. Tra questa gente – dice mons. Boccardo – brilla però anche la stella della delusione e della frustrazione: in tanti sono venuti e hanno detto “non vi dimenticheremo, non vi lasceremo soli”, ma dopo due anni tante promosse sono risultate vane, la ricostruzione stenta a ripartire, la burocrazia ritarda ogni iniziativa e la sfiducia e la rassegnazione sono sempre in agguato. Ma c’è un’altra stella – conclude il Presule – che sembra meno luminosa e che invece risplende nella notte più oscura: è quella dell’impegno che guida il cammino di tanti che, spesso nel silenzio e nella discrezione, vogliono tessere nuovamente il tessuto sociale e restituire a questi territori una vita sicura e dignitosa e garantire ai giovani un futuro possibile e fecondo».

SPOLETO. CELEBRAZIONE DIOCESANA DEL ROSARIO

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“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. La preghiera “Sub tuum praesidium” – rinvenuta in un papiro del basso Egitto, la più antica dedicata alla Vergine dopo l’Ave Maria – è risuonata ieri sera in una gremitissima cattedrale di Spoleto al termine del rosario presieduto dall’arcivescovo Renato Boccardo e recitato secondo l’intenzione di Papa Francesco di “proteggere la Chiesa dal diavolo”. Sul presbiterio, dinanzi all’altare maggiore, la statua della Madonna in adorazione del Bambino, adagiato sul suo grembo e benedicente, proveniente dalla chiesa di S. Procolo in Avendita di Cascia; dopo i sismi del 2016, che hanno lesionato gravemente l’edificio sacro, la scultura del XVI secolo è ricoverata presso il deposito del Beni culturali a Santo Chiodo di Spoleto.

Prima della recita del rosario mons. Boccardo ha detto tra l’altro che “contro i tentativi diabolici dobbiamo ricorrere con più forza alla preghiera. Il demonio in modo intelligente suscita invidia, alimenta cattiveria, si insinua nella mente e nel cuore dell’uomo. E Papa Francesco, soprattutto in questo mese di ottobre dedicato alla Madonna del Rosario, ha invitato i fedeli di tutto il mondo a chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo”.

In diocesi diverse parrocchie hanno risposto all’appello del Pontefice, ma Boccardo ha spiegato di avere voluto “anche un momento diocesano” con “la statua della Madonna della chiesa Avendita di Cascia sfigurata dal male del terremoto, e ora recuperata, per chiederle di tenere anche noi tra le sue braccia, come fa col Figlio, donandoci quella fortezza necessaria per la lotta contro il male innescato dal demonio”.

Dopo la benedizione, l’arcivescovo e i fedeli hanno recitato, come chiesto da Papa Francesco, la preghiera a S. Michele Arcangelo composta da Leone XIII: I: “S. Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio. Capo supremo delle milizie celesti, fà sprofondare nell’inferno, con la forza di Dio, Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo per lo perdizione delle anime. Amen”.

ASSISI. GIORNATA REGIONALE DI FORMAZIONE IN PASTORALE DELLE VOCAZIONI

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Per il terzo anno consecutivo l’Ufficio regionale per la pastorale delle vocazioni della Conferenza episcopale umbra (Ceu) offre una giornata per riflettere su tematiche inerenti al discernimento e alla educazione dei giovani, in programma sabato 17 novembre (ore 9-12.30), presso il Pontificio Seminario Umbro “Pio XI” di Assisi, rivolta in particolare a sacerdoti e a consacrati. Sono previsti partecipanti anche da fuori Umbria. L’incontro del 17 novembre verte su un tema che ha per titolo “Trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro” e per sottotitolo “Accompagnare il discernimento vocazionale dichiarandosi adulti”.

“Quest’anno, cogliendo anche l’occasione del recente Sinodo dei vescovi su ‘giovani e vocazione’ – spiega don Alessandro Scarda, responsabile dell’Ufficio regionale per le vocazioni – abbiamo chiesto a suor Roberta Vinerba, neo direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Assisi (Issra), di aiutarci a focalizzare l’attenzione sull’importanza di adulti che possano essere punti di riferimento per quei giovani che cercano nella Chiesa una risposta ai loro sogni più belli e nobili”.

“Ciascuno di noi forma se stesso a partire da un modello di vita riuscita”. Lo evidenzia suor Roberta Vinerba nell’anticipare alcuni contenuti della sua lectio. “L’umanità di Gesù, che è l’uomo riuscito – prosegue la religiosa –, è il paradigma di ogni vita risolta, il modello che tanto affascina con la sua radicalità e nitidezza. Lui, in ultimo, è il sogno realizzato: a partire dunque dal desiderio di fare della propria vita qualcosa di bello e di valore, cercheremo di comprendere come la trasformazione dei sogni (desideri) sia un compito quotidiano che attiene ai doveri quotidiani e che questo processo, particolarmente urgente per i giovani, non si attua se non con l’aiuto e il riferimento di adulti significativi. Che purtroppo è quello che, troppo spesso, manca”.

 

TODI. NATO IL PRIMO OSSERVATORIO REGIONALE SUL WELFARE AZIENDALE

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È nato a Todi nei giorni scorsi il primo Osservatorio regionale sul welfare aziendale, su iniziativa del Movimento per la vita dell’Umbria e del Comune di Todi, con il supporto di Elcom System Spa e la consulenza di Jointly-Il welfare condiviso. Obiettivo di questo presidio è di promuovere una cultura del welfare aziendale sul territorio umbro, nell’ottica di aumentare il benessere delle persone dentro e fuori le aziende. Il tutto favorendo la condivisione delle buone pratiche già esistenti e incoraggiando l’incontro fra mondo imprenditoriale, amministrazioni locali e realtà del terzo settore.

“Si tratta di uno strumento che ha grandi obiettivi – afferma il presidente del Movimento per la vita dell’Umbria, Vincenzo Silvestrelli –: in un momento di grave difficoltà per il lavoro, si vogliono infatti trovare elementi di coesione tra imprenditori, lavoratori e istituzioni”.

Il Movimento per la vita, da sempre attento alla cultura dell’accoglienza della vita dal suo concepimento alla morte naturale, intende promuovere anche tutte quelle condizioni sociali che sono favorevoli all’accoglienza della vita; per questo si fa promotore di questa iniziativa. A tale proposito è stata inaugurata anche una sezione dedicata al welfare aziendale nel sito web www.mpvumbria.org.

Le realtà costituenti l’Osservatorio si impegneranno a sostenere nelle aziende la diffusione di iniziative di welfare in grado di aiutare le famiglie in ambiti come la sanità e l’assistenza a parenti bisognosi, l’educazione dei figli, l’adozione di orari di lavoro flessibili, nonché nel sostegno alle spese per gli asili e i centri estivi. L’Osservatorio sostiene anche il disegno di legge regionale per la costituzione di una analoga struttura sul welfare aziendale promossa dal Consiglio regionale dell’Umbria e valuterà di sciogliersi qualora esso realizzi in ambito istituzionale le stesse finalità.

SPOLETO. CELEBRATA DA MONS. BOCCARDO LA FESTA LITURGICA DI SAN GPII

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“Ho ottenuto dal Governatorato della Stato della Città del Vaticano questo ultimo stemma rimasto di Giovanni Paolo II. È un dono ulteriore che vogliamo custodire come ricordo vivo del Pontefice. Verrà collocato all’ingresso della nuova chiesa a lui intitolata, che speriamo di poter consacrare entro l’anno prossimo”. È l’annuncio dato ieri dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, al termine della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò per la festa liturgica di san Giovanni Paolo II. Nel popoloso quartiere alle porte della città è in costruzione la nuova chiesa parrocchiale, con annesso centro pastorale, che sarà dedicata proprio al Papa polacco, di cui mons. Boccardo è stato per anni collaboratore.

“Le parole che il Papa Giovanni Paolo II pronunciò il giorno dell’avvio del servizio petrino – ‘Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate, le porte a Cristo!’ – sono ancora attuali”, ha sottolineato l’arcivescovo nell’omelia. “Fare memoria di questo pastore mirabile per dottrina e santità di vita, come lo definisce la liturgia, e che tutti noi abbiamo conosciuto e amato, ci rimanda alla Parola di Dio”.

“I santi – ha proseguito – non sono dei super eroi, ma dei poveracci che hanno provato a vivere seriamente quanto scritto nel Vangelo, ad imitare con forza, senza paura dei fallimenti, Cristo”. “È quanto ha fatto Giovanni Paolo II nella sua vita di prete, vescovo e infine Papa”, ha osservato Boccardo, aggiungendo che “ricordare la sua figura vuol dire non dimenticare che noi tutti siamo salvati gratuitamente da Dio così come siamo, con i nostri limiti e difetti”. “Il Papa polacco ci ha più volte detto che Cristo non toglie nulla, ma dona tutto. E ciò vuol dire per noi cristiani di oggi essere delle persone normali, non bigotte, che provano ad ascoltare la Parola di Dio e capire cosa dice per la mia vita. Affidiamo a S. Giovanni Paolo II le nostre intenzioni di preghiera affinché le presenti al Signore”.

Nella nuova chiesa verrà collocata anche la reliquia di Papa Wojtyła – un’ampolla di sangue – ora conservata in cattedrale e donata a mons. Boccardo dal card. Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia e segretario particolare di Karol Woytila per oltre quarant’anni.

SPOLETO. ITINERARIO DI FORMAZIONE PER ADULTI

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L’Archidiocesi Spoleto-Norcia, propone anche per l’anno pastorale 2018-2019 un itinerario di formazione per adulti. Il tema è: “Affinché Cristo sia formato in voi – Tracce per una regola di vita spirituale”. Gli incontri, quindicinali, si terranno presso la Casa di preghiera della Suore della Sacra Famiglia a Collerisana di Spoleto il sabato dalle ore 10.00 alle 11.30. Primo appuntamento, 27 ottobre. Coordina don Luciano Avenati, Vicario Episcopale per la Formazione.

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SPOLETO-NORCIA. AL VIA I CANTIERI PER 11 CHIESE DANNEGGIATE DAL TERREMOTO

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In questi giorni partono i cantieri per undici chiese della diocesi di Spoleto-Norcia, lavori previsti e regolati dalle ordinanze n. 23/2017 e n. 32/2017: “Messa in sicurezza delle chiese danneggiate dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 con interventi finalizzati a garantire la continuità dell’esercizio del culto”.

La diocesi rende noto l’elenco delle chiese, l’importo dei lavori e la ditta che si è aggiudicata la gara di appalto: chiesa di S. Giovanni Battista in Giappiedi di Cascia, 275.904,08 euro, impresa “Corinzi 13” di Gubbio; chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata in Cerreto di Spoleto, 33.502,85 euro, impresa “Ste.pa Lavori” di Roma; chiesa di S. Michele Arcangelo in Cortigno di Norcia, 48.226,44 euro, impresa “Cricchi” di Roma; chiesa di S. Salvatore in Usigni di Poggiodomo, 319.944,80 euro, impresa “Fratelli Garnieri” di Collazzone; chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Sellano, 53.712,98 euro (l’impresa vincitrice ha rinunciato, si provvederà a breve ad assegnazione lavori); chiesa parrocchiale di Santa Maria in Vallo di Nera, 320.066,31 euro, impresa “Novatecno” di S. Martino in Campo di Perugia; chiesa di S. Giovanni Battista in Agriano di Norcia, 198.053,62 euro, impresa “Colle Rosa” di Norcia; chiesa della Madonna Addolorata in Maltignano di Cascia 245.024,61 euro, impresa “Krea Costruzioni” di Perugia; chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Strettura di Spoleto, 309.702,93 euro, impresa “Re.ri.t.” di Spoleto; chiesa di S. Felice in Castel S. Felice di S. Anatolia di Narco, 222.583,00 euro, impresa “I.Co.M.E.S.” di Napoli; chiesa di Santa Giuliana e S. Alberto in Collazzoni di Preci, 246.305,92 euro, impresa “Cifolelli Edilizia” di Roma.

Proprio in questi giorni, dal 16 al 19 ottobre, una delegazione della diocesi, guidata dall’arcivescovo Renato Boccardo, è in Alto Adige per dire grazie alla diocesi di Bolzano-Bressanone che è stata vicina alle popolazioni della Valnerina con ingenti somme.

Sabato 20 ottobre, invece, l’Assemblea diocesana, sul tema “Amate questa Chiesa. Siate questa Chiesa”, aprirà nella basilica cattedrale di Spoleto ufficialmente l’anno pastorale 2018-2019, che vedrà l’arrivo a gennaio 2019 di due famiglie di profughi dall’Eritrea e l’ordinazione sacerdotale di un giovane spoletino in primavera.