NORCIA. DALLA UE 28 MLN DI EURO PER RICOSTRUZIONE UMBRIA E BASILICA SAN BENEDETTO

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La Commissione europea stanzierà 28 milioni di euro dei fondi della politica di coesione “a favore del rilancio dell’attività economica di una regione, l’Umbria, colpita da gravi eventi sismici”: di questi fondi, 5 milioni saranno destinati alla ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia. Lo comunica una nota del palazzo Berlaymont di Bruxelles. A ciò si aggiunge un cofinanziamento italiano di pari importo. In totale 400 milioni di euro di fondi nazionali e dell’Ue contribuiranno alla ricostruzione e al rilancio dell’economia delle quattro regioni, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal terremoto nel 2016 e 2017. In questo contesto la ricostruzione della basilica beneficerà complessivamente di finanziamenti per 10 milioni di euro.

Corina Cretu, commissaria responsabile per la politica regionale, dichiara: “La ricostruzione di questo gioiello del patrimonio culturale europeo a Norcia con fondi della politica di coesione sarà un simbolo duraturo della solidarietà dell’Unione nei confronti dell’Italia, come ricordato dal presidente Juncker. L’esempio della basilica di San Benedetto da Norcia, santo patrono d’Europa, restituita al suo antico splendore con il contributo di giovani volontari provenienti da Francia, Grecia o Ungheria, ispirerà le future generazioni di europei”.

ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

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“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

SPOLETO. AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DI “CINEMATOGRAPHERS”

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Al via la seconda edizione del Laboratorio di cinematografia “Cinematographers Spoleto”. L’iniziativa, voluta dalla Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia e diretta dal regista Stefano Francesco Alleva, sarà presentata giovedì 9 novembre alle 18.30 presso il Centro diocesano di pastorale giovanile in piazza Garibaldi a Spoleto. Con l’occasione, verrà proiettato il cortometraggio “Domani è un altro giorno” realizzato dai “Cinematographers Spoleto” al termine del corso 2016-2017.

“L’esperienza dello scorso anno – afferma suor Anna Maria Lolli, responsabile della Pastorale giovanile – si è rivelata estremamente positiva e ha incoraggiato la prosecuzione di questo impegnativo e approfondito iter formativo in materia di cinematografia e audiovisivi”.

Anche quest’anno il percorso laboratoriale sarà diviso in due fasi: la prima, di carattere prevalentemente teorico e didattico, e la seconda di attuazione ed esercitazione pratica che prevede la realizzazione di un progetto di audiovisivo interamente ideato, scritto, realizzato e interpretato dai partecipanti. Al termine del corso verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di partecipazione e frequenza che varrà come credito formativo. Gli incontri avranno la durata di due ore circa ciascuno con cadenza settimanale e si svolgeranno presso la sede della Pastorale giovanile di Spoleto, in piazza Garibaldi. Stefano Francesco Alleva sarà affiancato, per lo svolgimento del programma didattico/formativo, dall’attrice Ewa Spadlo e dal filmmaker Massimo Menghini.

Il programma del corso prevede inoltre interventi di noti professionisti del settore per la trattazione di argomenti e materie specifiche (Fotografia, Scenografia e Costumi, Suono, Colonna Sonora).

NORCIA. INAUGURATO IL RESTAURO DELLE CAMPANE DI S. MARIA ARGENTEA

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È stato ufficialmente inaugurato, nella mattina di sabato 4 novembre, il restauro delle campane di Santa Maria Argentea di Norcia, presso il Centro di comunità di Santa Maria delle Grazie dove sono state provvisoriamente istallate, su di una torre campanaria costruita “ad hoc”. L’opera di ripristino è stata proposta del Rotary Club di Crema, finanziata dal Gruppo Arvedi di Cremona ed eseguita dalla ditta Sabbadini campane di Fontanella (Bg). Un gesto condiviso anche dalla diocesi e dall’Amministrazione comunale di Crema.

Per l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, si tratta di “un ulteriore anello della ‘catena di solidarietà’ che ha fatto sì che non ci sentissimo soli”. “Sono gesti che vanno al di là della pura vicinanza; esprimono piuttosto condivisione”, ha proseguito l’arcivescovo, rilevando che “le campane sono preziosissime per una comunità: segnano il tempo, scandiscono i vari momenti della vita di una popolazione. Dunque, diventano un tassello in più verso il recupero della normalità, una normalità che è faticosa”. “Questo gesto – ha aggiunto – diventa allora un segno di attenzione particolarmente delicato e, per questo, dico grazie a chi lo ha reso possibile dal punto di vista tecnico, economico, materiale. Grazie per questa solidarietà concreta, che diventa per noi ‘un’iniezione’, una spinta ad andare avanti”.

Boccardo ha ringraziato anche il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, partecipe dell’iniziativa ma impossibilitato ad essere presente. L’inaugurazione si è conclusa con la benedizione dell’arcivescovo Boccardo e il suono delle campane.

MONTEFALCO. INCONTRI PER CONOSCERE AMORIS LAETITIA DI PAPA FRANCESCO

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L’Assemblea Sinodale appena conclusa ha chiesto che, tra gli eventi della formazione pastorale, uno fosse dedicato ad una conoscenza più approfondita dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco. Ecco allora che la Pastorale famliare dell’archidiocesi Spoleto-Norcia ha pensato ad otto incontri, uno al mese (da novembre 2017 a giugno 2018), per presentare e commentare a capitoli il documento papale. Relatori saranno: un sacerdote e una coppia di sposi della Diocesi. Si parte il 9 novembre 2017 alle 21.00 col primo capitolo. Gli incontri si terranno nel Salone del Santuario della Madonna della Stella in Montefalco.

Di seguito date, orari, preti e coppie che guideranno la presentazione.

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NORCIA. BENEDETTO IL NUOVO ORATORIO

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È stato benedetto ieri mattina, a Norcia, un salone destinato alle attività parrocchiali. Ad un anno dalla scossa del terremoto del 30 ottobre 2016, i giovani di Norcia possono ora contare su una struttura polivalente che si trova accanto al Centro di comunità di Santa Maria delle Grazie realizzato da Caritas Italiana. Il salone, benedetto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, è stato finanziato da una raccolta fondi promossa dalla parrocchia di Norcia e, riferisce al Sir il parroco, don Marco Rufini, ha visto partecipare oltre un migliaio di benefattori.

“Ad oggi – aggiunge il parroco – il salone non ha un nome. Questo gli verrà dato dai giovani stessi, attraverso un concorso. Con questa struttura abbiamo così rimosso i tendoni nei quali abbiamo trascorso lo scorso inverno e l’ultima, torrida, estate. Sarà la casa dei nostri ragazzi e sostituirà il vecchio oratorio rimasto inagibile sin dal terremoto del 24 agosto 2016”.

NORCIA. UN ANNO DOPO

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Ore 7.41 del 30 ottobre 2016 – ore 7.41 del 30 ottobre 2017: un anno dopo la forte scossa che l’ha devastata gli abitanti di Norcia e dei comuni vicini, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni regionali e locali, alle autorità civili e militari, si sono ritrovati in piazza san Benedetto, in quella “chiesa a cielo aperto” che sono oggi “la concattedrale di Santa Maria Argentea, la basilica di San Benedetto e il palazzo del Comune”, “monumenti di storia e di fede con i quali si intreccia la memoria e la vita di queste popolazioni”.

In silenzio, tutti sotto la statua di san Benedetto, rimasta miracolosamente intatta nonostante le ripetute scosse, hanno ascoltato i rintocchi delle campane messe in salvo dalle chiese distrutte e il canto del “Veni Creator” dei monaci benedettini. A dare ulteriore senso all’incontro la lettura del Vangelo di Matteo, quello della casa costruita sulla roccia. “Tutti vorremmo essere come l’uomo saggio del brano evangelico – ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia , mons. Renato Boccardo – e sapere come costruire la nostra casa, materiale e interiore, in modo che possa sopportare tranquillamente pioggia, vento, fuoco e terremoto senza temere di essere danneggiata o addirittura di crollare. Anche per questo siamo qui questa mattina, a un anno esatto dalla scossa che ha colpito il nostro territorio”.

“Ricordare, sognare, imparare” sono stati i tre verbi usati dall’arcivescovo per cogliere il contento dell’incontro: “Ricordare non significa semplicemente richiamare alla memoria un avvenimento ma soprattutto rivivere, rendere attuale e rinnovare. Il 30 ottobre 2016, quando tutto crollava abbiamo fatto esperienza della nostra fragilità e impotenza davanti alle forze della natura. È vero, le case, le chiese, le attività commerciali sono state danneggiate, qualcuna anche distrutta, ma la nostra vita è salva. Ricordare – ha aggiunto il presule – significa anche celebrare la vicinanza, la solidarietà, l’aiuto che in questi dodici mesi ci hanno circondato.

Poi “sognare”: “Obbligati a guardare al domani con fiducia – ha proseguito mons. Boccardo – coltiviamo il sogno di vedere non solo i muri messi in sicurezza, le macerie numerate e accumulate, le promesse moltiplicate e rimaste incompiute, le richieste legittime relegate su qualche tavolo, ma una vera e propria e concreta ricostruzione delle case, delle aziende, dei monumenti che muova risorse e intelligenze e permetta di affrontare il peso delle giornate e dell’inverno che si avvicina con la garanzia della sicurezza e della stabilità. Sogniamo che l’emergenza sia presto dichiarata conclusa perché ognuno avrà potuto fare ritorno alla propria casa e ritrovato il proprio lavoro e le proprie relazioni. Sogniamo che gli edifici ora crollati possano presto essere restituiti alla loro originaria bellezza e funzionalità, con nuove idee, progetti, materiali nuovi, più sicuri, e altrettanto belli. Essi saranno il ricordo vivo di questo terremoto”.

Il terzo verbo proposto da mons. Boccardo è stato “imparare”. Il sisma non è solo “un evento temporale, pur grave da consegnare agli archivi” ma anche “una scuola di vita” da cui trarre insegnamento. “Abbiamo imparato che non siamo padroni del mondo e che nonostante i progressi della scienza e della tecnica non possiamo prevedere, gestire e orientare il corso degli eventi naturali. Abbiamo imparato che tanti patrimoni accumulati con anni di sacrificio non sono necessariamente garanzia di sicurezza e invulnerabilità. Abbiamo imparato che i gesti gratuiti di solidarietà sono capaci di rinsaldare il tessuto sociale rendendolo ricco in umanità. Sono poche le cose che contano davvero nella vita e queste dobbiamo ricercare con costanza”.

NORCIA. IL CARD. PAROLIN CELEBRA PER RICORDARE AD UN ANNO DI DISTANZA

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«Il terremoto tra il 26 e il 30 ottobre 2016 sconvolse il normale ritmo della vita di queste terre, ricche d’arte, di bellezze paesaggistiche e di tradizioni culturali, che hanno trovato la loro più solida ispirazione nella fede cristiana. Una fede vissuta e testimoniata lungo i secoli, che ha modellato il volto di queste colline e di questi spazi, che favoriscono il raccoglimento e la contemplazione, e che ha plasmato tanto le coscienze quanto le architetture delle vostre piazze e delle vostre chiese». Con queste parole il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, ha avviato l’omelia nella piazza S. Benedetto a Norcia, dinanzi alla facciata ingabbiata della basilica, crollata, del Santo patrono d’Europa.

Il Porporato è giunto a Norcia alle 10.50, dopo una sosta nel Palazzo Arcivescovile di Spoleto dove è stato accolto dall’arcivescovo Renato Boccardo e dove ha ammirato la maestosa cattedrale. Con Parolin hanno concelebrato: mons. Boccardo, il vicario generale mons. Luigi Piccioli, il parroco di Norcia don Marco Rufini, il priore dei benedettini padre Benedetto Nivakoff, sacerdoti diocesani e religiosi della Valnerina. La liturgia è stata animata dalla corale parrocchiale di Norcia; il servizio liturgico è stato curato dal cerimoniere arcivescovile don Edoardo Rossi, coadiuvato dai seminaristi. Presenti molte autorità civili e militari, ad iniziare dal presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini e dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno. Sul palco dove è stato allestito il presbiterio, dinanzi alla Castellina, è stata posta l’immagine della Madonna Addolorata tanto venerata a Norcia ed estratta dalle macerie in modo provvidenziale la sera del 29 ottobre 2016, a poche ore dalla forte scossa che ha distrutto tutto. Molti i fedeli giunti da tutta la Valnerina.

L’arcivescovo Boccardo ha salutato il card. Parolin con queste parole: «Siamo la popolazione del terremoto, che convive da un anno con questo ospite scomodo e le sue conseguenze. La sua presenza ci porta la carezza del Papa, che in questi mesi tante volte e in molti modi ci ha manifestato vicinanza e sollecitudine: dica a Papa Francesco da parte nostra un grande grazie, profondo e commosso. Fanno da pareti perimetrali della piazza che ci accoglie, divenuta oggi chiesa a cielo aperto, la Concattedrale di Santa Maria Argentea, la Basilica di San Benedetto e il Palazzo del Comune, monumenti di storia e di fede con i quali si intreccia la memoria e la vita di queste popolazioni. Questi muri gravemente danneggiati rappresentano in un qualche modo tutte le ferite inferte dal terremoto alle persone, alle relazioni, alle case, alle aziende, alle chiese e agli edifici pubblici; ferite che – seppur parzialmente e sporadicamente curate – ancora non possono diventare cicatrici perché si esperimenta ogni giorno la carenza o il ritardo di cure efficaci e risolutive, la fatica dell’attesa, la tentazione dello scoraggiamento e della rinuncia.  I cristiani sanno e credono che, risorgendo da morte, Cristo Signore ha debellato ogni forma di male e ha restituito ai deboli la forza, agli sfiduciati la speranza, ai dispersi l’unità. Grazie, Eminenza, perché è venuto a pregare con noi e per noi in questa Eucaristia».

«Il terremoto manifesta – detto Parolin nell’omelia – una di quelle forze distruttrici che non si possono prevedere che ci ricorda che, anche se possiamo fare molto per arginarne gli effetti, la nostra esistenza rimane soggetta all’immensità delle forze cosmiche. Ci ricorda soprattutto che il creato – splendido e degno della nostra ammirazione –  rimanda al Creatore e che l’essere umano è nelle sue mani, condotto da Lui ad un destino definitivo di salvezza, di pace e di felicità, laddove non vi saranno né i terremoti del suolo né le angosce dell’anima e tutti approderemo alla meta. La facciata di questa Basilica, ingabbiata nei ponteggi della ricostruzione, è l’emblema del sisma, ma è ancora di più la prova della capacità dell’essere umano di risollevarsi, di tornare a sperare, a guardare in alto verso il Cielo e, con la forza di questo sguardo, tornare verso la terra e porre tutta l’intelligenza, la maestria, la fantasia e l’impegno al servizio di un corale riscatto, per risollevare, insieme alle mura delle case, dei luoghi di lavoro e delle chiese, anche il morale delle persone e delle comunità e la gioia di vivere».

«A seguito delle calamità naturali, dopo che si sono scatenati gli elementi, – ha proseguito il card. Segretario di Stato – si è scatenata anche la generosità, l’altruismo, la corsa a donare il proprio tempo, le proprie energie e il proprio denaro per essere d’aiuto alle persone più colpite e bisognose. In quei frangenti l’insieme dei pubblici poteri, in sinergia con le associazioni della società civile ed i singoli, si sono impegnati in un’azione congiunta per portare i soccorsi. Penso in concreto all’impegno delle differenti istituzioni pubbliche a partire dalla Protezione Civile, dal Corpo dei Vigili del Fuoco e dai diversi enti locali e statali, alla solidarietà manifestata alla Chiesa di Spoleto-Norcia da parte del Santo Padre, da parte della Santa Sede, da diverse Diocesi e dalla Conferenza Episcopale, penso alla generosità di parrocchie, istituti ed associazioni religiose e, in modo speciale, al sostegno e alla vicinanza a voi mostrata dalla Caritas diocesana e nazionale. Penso ai tanti privati cittadini che hanno dato il loro fattivo contributo. Significativo è stato poi l’impegno delle massime istituzioni europee a finanziare l’opera di ricostruzione di questa Basilica, riconoscendo implicitamente il ruolo insostituibile per l’Europa del Cristianesimo e della cultura che ha saputo ispirare».

Poi l’appello di Parolin: «Da questo luogo così altamente simbolico faccio appello a tutte le istituzioni civili, ecclesiali e private perché cooperino con alacrità e costanza, in sintonia con le popolazioni interessate, affinché, quella sinergia dimostrata nei primi tempi dopo il sisma continui e, anzi, si intensifichi, in modo da portare a termine le opere progettate e quelle avviate, snellendo nei limiti del possibile le procedure. Si compia in tal modo ogni sforzo per evitare lo spopolamento di diversi borghi, ripetutamente feriti dagli eventi tellurici, che li hanno coinvolti in questi decenni, con crolli e diffuse lesioni. Auspico pertanto una corale e decisa azione che muova risorse e intelligenze per ricostruire, insieme alle case e alle Chiese, anche l’animo delle persone, per sconfiggere la paura e la rassegnazione, due calamità invisibili, eppure gravi quasi quanto un terremoto».

CASCIA. PROCESSIONE IN RICORDO DEL SISMA

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Una processione, che è stata anche una fiaccolata, partita dal santuario di Santa Rita, si è svolta nella notte a Cascia per non dimenticare le due scosse di terremoto del 26 ottobre di un anno fa, che fecero da prologo a quelle del 30. A presiederla il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo.

Alla processione hanno preso parte decine di persone, presenti anche le monache di Santa Rita e il rettore del santuario, Padre Bernardino Pinciaroli e il sindaco Mario De Carolis. “Quelle scosse di un anno fa – ha detto – ci misero in guardia e hanno evitato che la mattina del 30 ottobre si verificasse una tragedia”.

“Ricordare vuole dire anzitutto rendere grazie perché non abbiano avuto vittime” ha sottolineato con l’ANSA monsignor Boccardo. “Inoltre – ha aggiunto -, questa è una fiaccolata significativa per chiedere l’aiuto di Dio per la ricostruzione, dei muri e delle nostre vite. La luce delle fiaccole illuminerà la notte e accenderà la speranza”.

«Dopo 365 giorni – continua l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo – è urgente tornare alla normalità, riprendere il cammino coscienti di dove e come si vuole andare, cioè ricostruire le nostre comunità moralmente e materialmente il prima possibile,  ma con la consapevolezza che il terremoto ha reso uomini, edifici e paesaggi diversi da come erano prima. Le ferite del sisma sono ancora sanguinanti e ci vorrà purtroppo del tempo prima che si mutino in cicatrici. In questo percorso, non sempre facile e spedito, l’amicizia e la solidarietà di tanti costituiscono per noi come l’olio della consolazione e il vino della speranza (Lc 10, 25-37)».

Di seguito i prossimi appuntamenti in Diocesi: Venerdì 27 ottobre alle 18.00 a Norcia, presso il Centro di Comunità Madonna delle Grazie, ci sarà una tavola rotonda dal tema “Norcia e l’Addolorata. Un cammino che continua”. Intervengono: l’Arcivescovo; l’ing. Fabio Iambrenghi; il vescovo di Porto-Santa Rufina mons. Gino Reali; la restauratrice Emanuela D’Abbraccio. Sabato 28 ottobre alle ore 21.00 il Vescovo presiederà una Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Domenica 29 ottobre alle 11.00 a Norcia in Piazza S. Benedetto ci sarà la Celebrazione Eucaristica presieduta dal card. Pietro Parolin Segretario di Stato di Papa Francesco. Lunedì 30 ottobre alle 7.41, ora della forte scossa, mons. Boccardo presiederà a Norcia, intorno alla statuta di S. Benedetto nella piazza principale, un momento di preghiera…per ricordare. Alle 10.00 a Cascia, nella Basilica di Santa Rita, celebrerà la Messa di ringraziamento per tutte le associazioni di volontariato che in questo anno si sono fatte prossime alla gente della Valnerina.

INAUGURAZIONE DEL PRESEPE E DELL’ALBERO IN PIAZZA SAN PIETRO

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Sarà l’abbazia territoriale di Montevergine ad offrire il presepe che verrà allestito per il Natale 2017. A darne notizia è il Governatorato, rendendo noto che l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero di Natale in piazza San Pietro avrà luogo il 7 dicembre, alle ore 16.30.

L’opera d’arte presepiale, realizzata in stile settecentesco secondo la più antica tradizione napoletana vedrà impegnato un laboratorio artigianale partenopeo e sarà costruita su un’ampia superficie di circa 80 metri quadri, con un’altezza massima di circa sette metri, ispirata alle opere della Misericordia e rappresentata da ben 20 figure, con un’altezza variabile intorno ai due metri, composte, per le teste e gli arti, in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto.

Ad accompagnare il presepe ci sarà l’ormai tradizionale e maestoso albero donato, quest’anno, dalla arcidiocesi di Elk, in Polonia. Sarà un imponente abete rosso alto 28 metri, con una circonferenza massima di circa 10 metri alla base, che rimane rilevante per tutta la sua altezza. Il taglio verrà effettuato dal Corpo Forestale locale, che sarà poi presente a Roma con una sua delegazione. L’albero sarà trasportato su un percorso stradale di oltre 2.000 Km che attraverserà il centro Europa. L’addobbo, poi, sarà curato dagli artisti, rappresentati dai bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani. Questi bambini, insieme ai loro genitori, hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia ricreativa presso i laboratori ospedalieri permanenti, ideati, coordinati e gestiti dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus, realizzando delle sfere e stelle di argilla, successivamente riprodotte in materiale sintetico per l’allestimento. Quest’anno, i piccoli artisti saranno affiancati dai loro coetanei delle zone terremotate del centro Italia, appartenenti all’arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Nella mattina del 7 dicembre, la delegazione polacca, quella campana, insieme ad alcuni piccoli artisti, verranno ricevuti in udienza dal Papa per la presentazione ufficiale dei doni. Il pomeriggio, come di consueto, in piazza San Pietro avrà luogo una breve cerimonia per l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero di natale, che rimarranno illuminati fino alla notte di domenica 7 gennaio 2018, giorno in cui si commemora il Battesimo del Signore e si conclude, nella liturgia, il Tempo di Natale.