GIORNATA NAZIONALE DI SENSIBILIZZAZIONE PER L’8X1000 ALLA CHIESA CATTOLICA

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Si celebra domani la XXIX Giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica: le parrocchie sono chiamate a diffondere il messaggio e a comunicare con trasparenza come la Chiesa usa i fondi destinati dai contribuenti italiani. I modi per farlo sono tanti. Si può comunicare con i propri parrocchiani leggendo un messaggio a fine celebrazione, coinvolgendo l’incaricato diocesano o i referenti parrocchiali per il “sovvenire”, distribuendo il materiale del kit informativo inviato a tutte le comunità o ancora partecipando al concorso TuttixTutti (www.tuttixtutti.it).

“La firma rappresenta un gesto consapevole di partecipazione alla missione della Chiesa – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica –. È importante ricordarlo ogni anno durante la Giornata nazionale, informando le comunità sulle destinazioni dei fondi affidati alla Chiesa cattolica che, comunque, non sono automatici e necessitano della libera scelta dei cittadini da rinnovare ogni anno. Partecipare a TuttixTutti, organizzando un incontro formativo, può rappresentare per le parrocchie un’opportunità in più di formazione oltre che un’occasione per vedere una propria attività sociale parrocchiale sostenuta concretamente. Premieremo infatti sia la creatività progettuale sia la creatività pastorale, perché non si può scindere l’evangelizzazione dal promuovere il bene comune”.

La possibilità di destinare l’8xmille durerà per milioni di contribuenti fino al 30 settembre, data di scadenza per presentare la scheda firmata del Modello Unico telematico o la CU (Certificazione Unica, ex CUD). Nelle parrocchie è stata distribuita anche una scheda, alternativa alla CU, utile per destinare l’8xmille, per tutti quei contribuenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi. Molti pensionati e lavoratori avranno così la possibilità di esprimersi firmando la scheda per poi consegnarla in busta chiusa ad un Caf o alla posta. Grazie all’80% dei contribuenti che ha scelto di firmare per la Chiesa cattolica, si legge in una nota del Servizio per la promozione del sostegno economico, “nel 2017 è stato possibile contribuire così alla missione della Chiesa: per il culto e la pastorale nelle diocesi e nelle parrocchie (361 milioni di euro), per i progetti di carità in Italia e nel Terzo Mondo (275 milioni), per sostenere 35 mila sacerdoti diocesani, compresi 500 fidei donum in missione nei Paesi in via di sviluppo (350 milioni di euro)”.

DAL 10 MAGGIO IN EDICOLA “MARIA CON TE”

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Sarà in edicola dal 10 maggio “Maria con te”, nuovo periodico del Gruppo Editoriale San Paolo. “È un settimanale – si legge in una nota – il primo interamente dedicato alla Madonna e alla sua presenza nella vita di ogni giorno, a sostegno e conforto di ogni credente”. “Il significato della rivista è tutto nel titolo”, spiega il direttore don Antonio Rizzolo, che già guida Famiglia Cristiana, Credere e Jesus.

“Da sempre il popolo cristiano ha manifestato il suo affetto per la Vergine, perché la sente vicina come madre che conduce al suo figlio Gesù. Il nuovo giornale mariano racconta questa devozione con notizie dai santuari e dal mondo, con le parole di papa Francesco, con la testimonianza di chi, famoso o meno, ogni giorno si affida a Lei, con reportage dai luoghi di pellegrinaggio e vari resoconti dei segni della presenza di Maria nel quotidiano”.

Condirettore del settimanale sarà Luciano Regolo, già condirettore di Famiglia Cristiana. Tra i collaboratori fissi suor Paola D’Auria che risponderà alle lettere; padre Palmiro Delalio che curerà la rubrica “La voce del Rosario”. Il punto sulle apparizioni riconosciute dalla Chiesa nel corso dei secoli sarà invece affidato allo scrittore Riccardo Caniato.

Tra chi ha espresso il suo plauso per la nuova iniziativa editoriale, il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano. “Quando don Rizzolo mi ha comunicato la decisione di dare vita a una nuova rivista mariana”, scrive Comastri in una lettera al direttore, “dentro di me ho pensato: ‘È impazzito! È già un miracolo tenere in vita le riviste esistenti…’. Terminata la telefonata, ho posato lo sguardo sulla piccola statua dell’Immacolata che tengo sul mio tavolo. Mi sembrava che dicesse: ‘Perché hai paura? La mamma – e io sono mamma! – esiste proprio per i momenti di paura…’. Penso, allora, che si possa osare: si possa e si debba trovare uno spazio per parlare della Madonna”.

La rivista, di 68 pagine, va in edicola al prezzo fisso di 1 euro e, per il primo numero, sarà allegato in regalo un volume con i più bei pensieri e le preghiere dedicati da Papa Francesco alla Madonna.

MUSEI VATICANI: TORNANO LE APERTURE SERALI

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I Musei Vaticani rinnovano l’appuntamento con le aperture notturne rendendosi accessibili anche la sera, dal 20 aprile al 26 ottobre, tutti i venerdì dalle 19 alle 23, ultimo ingresso ore 21,30. “L’apertura straordinaria offre, in primo luogo, la possibilità di visitare i Musei del Papa in un orario inconsueto, lontano dai ritmi vorticosi dei circuiti del turismo di massa, diventando così uno spazio privilegiato per chi desidera beneficiare al meglio del patrimonio culturale che i Vaticani racchiudono”, si legge in un comunicato.

Le aperture notturne esprimono, altresì, “l’attenzione dei Musei Vaticani verso il pubblico romano normalmente impegnato nelle attività quotidiane durante i consueti orari di apertura del giorno: i cittadini della capitale possono, una volta a settimana, riappropriarsi dei propri Musei, scrigno di tante opere che sublimano l’identità della Città Eterna”. Il rinnovato accordo con ATAC sigilla questo intento: esclusivamente durante le aperture serali, tutti i possessori della Metrebus Card e della èRoma potranno acquistare, senza l’obbligo di prenotazione, un biglietto per la visita in notturna del venerdì al prezzo speciale di 17 euro.

Protagonista delle aperture notturne sarà anche quest’anno la musica del vivo, con una serie di concerti compresi nel costo del biglietto. “Museidisera Arte, Musica” è il titolo della rassegna musicale frutto della collaborazione tra i Musei Vaticani e il Comitato nazionale italiano musica (Cidim). Si parte venerdì 20 aprile, con la fanfara dei bersaglieri di Aprilia Adelchi Cotteri.

“Mi rivolgo soprattutto ai giovani: non perdete questa occasione – commenta Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani –. Sono convinta che non ci sia nulla di più sorprendente che immergersi nella bellezza delle collezioni vaticane illuminate dalla luna che si affaccia dietro la basilica di San Pietro. E l’emozione è ancora più forte perché ci si muove tra le note delle più celebri melodie, fra i cortili e i luoghi che nei secoli sono stati attraversati dai pontefici e dai più grandi artisti della storia. Le arti in dialogo tra loro, le porte aperte al cuore e agli occhi. Sono sicura vi emozionerete e uscendo porterete con voi qualcosa di prezioso e inaspettato”.

Per informazioni: www.museivaticani.va

L’ESORTAZIONE APOSTOLICA “GAUDETE ET EXSULTATE”

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“Non aver paura” della “santità della porta accanto”. È l’imperativo che fa da sfondo alla terza Esortazione apostolica di Papa Francesco – dopo l’Evangelii Gaudium e l’Amoris LaetitiaGaudete et Exsultate, resa pubblica ieri. I santi non sono solo quelli già beatificati e canonizzati, ma il “popolo” di Dio, cioè ognuno di noi, chiamato a vivere la santità come un itinerario fatto di “piccoli gesti” quotidiani.

Il titolo “Gaudete et exsultate”, “Rallegratevi ed esultate”, ripete le parole che Gesù rivolge “a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua”. Nei cinque capitoli e le 44 pagine del documento, il Papa segue il filo del suo magistero più sentito, la Chiesa prossima alla “carne di Cristo sofferente”. I 177 paragrafi non sono, avverte subito, “un trattato sulla santità con tante definizioni e distinzioni”, ma un modo per “far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità”, indicando “i suoi rischi, le sue sfide, le sue opportunità” (n. 2).

Prima di mostrare cosa fare per diventare santi, Francesco si sofferma nel primo capitolo sulla “chiamata alla santità” e rassicura: c’è una via di perfezione per ognuno e non ha senso scoraggiarsi contemplando “modelli di santità che appaiono irraggiungibili” o cercando “di imitare qualcosa che non è stato pensato” per noi (n. 11). “I santi che sono già al cospetto di Dio” ci “incoraggiano e ci accompagnano” (n. 4), afferma il Papa. Ma, soggiunge, la santità cui Dio chiama a crescere è quella dei “piccoli gesti” (n. 16) quotidiani, tante volte testimoniati “da quelli che vivono vicino a noi”, la “classe media della santità” (n. 7).

“OSPITALITA’ MISERICORDIOSA”: PER L’ESTATE PIU’ DI MILLE NOTTI GRATUITE IN 50 STRUTTURE

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In occasione della Domenica dedicata alla Divina Misericordia (8 aprile) torna l’iniziativa “Ospitalità Misericordiosa” nata col Giubileo del 2016. Tramite il portale no-profit www.ospitalitareligiosa.it saranno più di mille le notti messe gratuitamente a disposizione la prossima estate da una cinquantina di strutture per far trascorrere un breve periodo di serenità a chi si trova in stato di indigenza o di difficoltà. Mare, montagna, natura e città d’arte: sono tante le opportunità che diocesi, parrocchie e Caritas potranno utilizzare gratuitamente a beneficio dei loro assistiti. L’iniziativa è patrocinata dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, guidato da don Gionatan De Marco.

Lo stesso Papa Francesco già lo scorso anno aveva commentato l’iniziativa esprimendo “gratitudine per il premuroso gesto” e auspicando “un sempre più generoso impegno a favore di quanti sono bisognosi e indigenti”, in linea con i suoi continui appelli a non relegare la misericordia al solo periodo giubilare. Anche per questo l’iniziativa continua a crescere e raccoglie sempre più consensi, sia da chi la vive come ospite, sia da chi accoglie. “Un’esperienza di accoglienza, di condivisione e soprattutto di gioia, che per qualche giorno fa dimenticare il volto della sofferenza”, il senso di questa operazione su larga scala, spiega Fabio Rocchi, presidente di www.ospitalitareligiosa.it.

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

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La festa della Divina Misericordia è stata istituita ufficialmente da Giovanni Paolo II nel 1992 che la fissò per tutta la Chiesa nella prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”.

Gesù, secondo le visioni avute da suor Faustina Kowalska e annotate nel Diario, parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”. Negli anni successivi  Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

PERCHÉ È STATA SCELTA LA PRIMA DOMENICA DOPO PASQUA?

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore“. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo. Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che “elargirà grazie di ogni genere”.

COME SI FESTEGGIA?

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
– che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
– che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. “Sì, – ha detto Gesù – la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta”.

CHI ERA SUOR FAUSTINA KOWALSKA?

Nata in un villaggio polacco e battezzata col nome di Elena, è la terza dei 10 figli di Marianna e Stanislao Kowalski. Che sono contadini poveri, nella Polonia divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco. Lei fa tre anni di scuola, poi va a servizio. Pensava di farsi suora già da piccola, ma realizza il progetto solo nell’agosto 1925: a Varsavia – ora capitale della Polonia indipendente – entra nella comunità della Vergine della Misericordia, prendendo i nomi di Maria Faustina. E fa la cuoca, la giardiniera, la portinaia, passando poi per varie case della Congregazione (tra cui, quelle di Varsavia, Vilnius e Cracovia). Ma al tempo stesso è destinataria di visioni e rivelazioni che i suoi confessori le suggeriscono di annotare in un diario (poi tradotto e pubblicato in molte lingue). E tuttavia non crede che questi fatti straordinari siano un marchio di santità. Lei scrive che alla perfezione si arriva attraverso l’unione intima dell’anima con Dio, non per mezzo di “grazie, rivelazioni, estasi”. Queste sono piuttosto veicoli dell’invito divino a lei, perché richiami l’attenzione su ciò che è stato già detto, ossia sui testi della Scrittura che parlano della misericordia divina e poi perché stimoli fra i credenti la fiducia nel Signore (espressa con la formula: “Gesù, confido in te”) e la volontà di farsi personalmente misericordiosi. Muore a 33 anni in Cracovia. Beatificata nel 1993, è proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le reliquie si trovano a Cracovia-Lagiewniki, nel santuario della Divina Misericordia. La sua festa ricorre il 5 ottobre.

VIA CRUCIS: IL TESTO INTEGRALE DELLA PREGHIERA FINALE DEL PAPA

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Ecco il testo integrale della preghiera composta dal Santo Padre e letta al termine della Via Crucis di venerdì 30 Marzo al Colosseo:

Signore Gesù, il nostro sguardo è rivolto a te, pieno di vergogna, di pentimento e di speranza.

Dinanzi al tuo supremo amore ci pervada la vergogna per averti lasciato solo a soffrire per i nostri peccati:

la vergogna per essere scappati dinanzi alla prova pur avendoti detto migliaia di volte: “anche se tutti ti lasciano, io non ti lascerò mai”;

la vergogna di aver scelto Barabba e non te, il potere e non te, l’apparenza e non te, il dio denaro e non te, la mondanità e non l’eternità;

la vergogna per averti tentato con la bocca e con il cuore, ogni volta che ci siamo trovati davanti a una prova, dicendoti: “se tu sei il messia, salvati e noi crederemo!”;

la vergogna perché tante persone, e perfino alcuni tuoi ministri, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria perdendo la loro degnità e il loro primo amore;

la vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre; un mondo divorato dall’egoismo ove i giovani, i piccoli, i malati, gli anziani sono emarginati;

la vergogna di aver perso la vergogna;

Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa vergogna!

Il nostro sguardo è pieno anche di un pentimento che dinanzi al tuo silenzio eloquente supplica la tua misericordia:

il pentimento che germoglia dalla certezza che solo tu puoi salvarci dal male, solo tu puoi guarirci dalla nostra lebbra di odio, di egoismo, di superbia, di avidità, di vendetta, di cupidigia, di idolatria, solo tu puoi riabbracciarci ridonandoci la dignità filiale e gioire per il nostro rientro a casa, alla vita;

il pentimento che sboccia dal sentire la nostra piccolezza, il nostro nulla, la nostra vanità e che si lascia accarezzare dal tuo invito soave e potente alla conversione;

il pentimento di Davide che dall’abisso della sua miseria ritrova in te la sua unica forza;

il pentimento che nasce dalla nostra vergogna, che nasce dalla certezza che il nostro cuore resterà sempre inquieto finché non trovi te e in te la sua unica fonte di pienezza e di quiete;

il pentimento di Pietro che incontrando il tuo sguardo pianse amaramente per averti negato dinanzi agli uomini.

Signore Gesù, dacci sempre la grazia del santo pentimento!

Dinanzi alla tua suprema maestà si accende, nella tenebrosità della nostra disperazione, la scintilla della speranza perché sappiamo che la tua unica misura di amarci è quella di amarci senza misura;

la speranza perché il tuo messaggio continua a ispirare, ancora oggi, tante persone e popoli a che solo il bene può sconfiggere il male e la cattiveria, solo il perdono può abbattere il rancore e la vendetta, solo l’abbraccio fraterno può disperdere l’ostilità e la paura dell’altro;

la speranza perché il tuo sacrificio continua, ancora oggi, a emanare il profumo dell’amore divino che accarezza i cuori di tanti giovani che continuano a consacrarti le loro vite divenendo esempi vivi di carità e di gratuità in questo nostro mondo divorato dalla logica del profitto e del facile guadagno;

la speranza perché tanti missionari e missionarie continuano, ancora oggi, a sfidare l’addormentata coscienza dell’umanità rischiando la vita per servire te nei poveri, negli scartati, negli immigrati, negli invisibili, negli sfruttati, negli affamati e nei carcerati;

la speranza perché la tua Chiesa, santa e fatta da peccatori, continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia, solleva e testimonia il tuo amore illimitato per l’umanità, un modello di altruismo, un’arca di salvezza e una fonte di certezza e di verità;

la speranza perché dalla tua croce, frutto dell’avidità e codardia di tanti dottori della Legge e ipocriti, è scaturita la Risurrezione trasformando le tenebre della tomba nel fulgore dell’alba della Domenica senza tramonto, insegnandoci che il tuo amore è la nostra speranza.

Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa speranza!

Aiutaci, Figlio dell’uomo, a spogliarci dall’arroganza del ladrone posto alla tua sinistra e dei miopi e dei corrotti, che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare, un condannato da criticare, uno sconfitto da deridere, un’altra occasione per addossare sugli altri, e perfino su Dio, le proprie colpe.

Ti chiediamo invece, Figlio di Dio, di immedesimarci col buon ladrone che ti ha guardato con occhi pieni di vergogna, di pentimento e di speranza; che, con gli occhi della fede, ha visto nella tua apparente sconfitta la divina vittoria e così si è inginocchiato dinanzi alla tua misericordia e con onestà ha derubato il paradiso! Amen!

FESTA DI SAN GIUSEPPE, SPOSO DI MARIA VERGINE

Sacra-Famiglia

Giuseppe è il capo della Sacra Famiglia e, sebbene, persona molto silenziosa, la sua autorità veniva rispettata dai membri di questa famiglia: Gesù e Maria. Questa autorità trovava fondamento nella saggezza, nella virtù, nella consapevolezza di Giuseppe dei bisogni concreti delle persone che gli erano state affidate. E provvide a questi bisogni lavorando con le nude mani di operaio, nella sua bottega di falegname. Giuseppe amava profondamente Maria e di fronte al misterioso bambino che ella aspettava, voleva porre fine alla faccenda con discrezione. Ma, essendo “uomo giusto”, cioè disponibile a compiere fedelmente la volontà di Dio, prese Maria con sé, e obbediente consegnò la propria vita, perché si compisse un progetto tanto misterioso, quanto grande. Egli iniziò, così, una vita nuova in cui scoprì il senso profondo di essere sposo fedele di Maria e padre responsabile di quel bimbo. Gesù fu affidato all’amore di Giuseppe: egli gli diede il nome, conferendogli l’identità sociale, e attraverso di lui, Dio consegnò quel bimbo, l’“Emmanuele”, il “Dio con noi” alla storia. Giuseppe era al fianco di Maria: una coppia affiatata, intenta nella costruzione di una famiglia che aveva al suo centro la ricerca della volontà di Dio e l’obbedienza alla sua legge. Come capofamiglia, egli aiutava i suoi cari nel realizzare la propria vocazione. Il semplice falegname di Nazareth, dopo aver preso con sé Maria e il bambino, li custodì nei momenti sereni e nelle difficoltà: di fronte alla dolcezza della madre e alla debolezza del figlio, egli si pose con la sua ferma presenza, senza mai rinnegare le scelte fatte. È divenuto, così, simbolo visibile di Dio, il Padre buono che ha cura di tutti. San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale, dal cielo, ne è oggi guida e sostegno.

AL VIA LE ISCIZIONI PER L’INCONTRO DEI GIOVANI CON PAPA FRANCESCO

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Oggi, mercoledì 14 marzo si apriranno le iscrizioni per partecipare all’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 agosto, sul tema “Siamo Qui!”. In una nota il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, che ha promosso l’evento in vista del Sinodo giovani di ottobre, fornisce le prime informazioni sulle modalità di partecipazione che può avvenire attraverso l’iscrizione nel sito dedicato (https://giovani.chiesacattolica.it/cpt_sinodo_giovani/iscrizioni/) contenente tutte le indicazioni necessarie circa i pacchetti (con pasti e senza pasti), i dettagli per i pagamenti che prevedono riduzioni del 5% per chi si iscriverà entro il 15 aprile, il kit del pellegrino, il “pass” per entrare nelle aree dell’evento (Circo Massimo e Piazza S. Pietro), l’accesso per i giovani disabili, la scontistica di Trenitalia (30/40 % e una gratuità ogni 15 persone) per chi arriva a Roma in treno fino all’ospitalità per i gruppi di giovani che arrivano da lontano fornita dalla Diocesi di Roma dietro un contributo di 5 euro a notte.

Il programma dell’incontro prevede, l’11 agosto, alle 13, l’apertura dei cancelli al Circo Massimo, a seguire le testimonianze e alle 18.30 l’arrivo del Papa e l’inizio della Veglia di preghiera per il Sinodo. Dalle 21.30 alle 23.30 una grande festa e dalla mezzanotte la notte bianca dei giovani. Il giorno dopo, 12 agosto, l’ingresso a san Pietro è previsto dalle 6 del mattino. Alle 9,30 la messa e l’Angelus.

IL CARD. BASSETTI: “IL FUTURO GOVERNO SIA AL SERVIZIO DELLA GENTE”

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Al futuro Governo chiede “di essere totalmente al servizio della gente e di ascoltarla” il presidente della Cei e Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve cardinale Gualtiero Bassetti. Lo ha detto rispondendo ai giornalisti a margine del suo intervento alla presentazione, ad Assisi, del nuovo libro di padre Enzo Fortunato “Francesco il ribelle” edito da Mondadori. “Chiedo di attuare – ha sottolineato Bassetti – quello che noi anche nella dottrina sociale della Chiesa chiamiamo il bene comune che è il bene di tutti”.

“Avevo raccomandato alla gente più volte – ha sottolineato ancora il card. Bassetti – di andare a votare perché avevo paura di un flop e avrebbe voluto dire che la gente era disinteressata e lontana dalla politica. La gente ha votato e per questo ho espresso la mia gioia. Ora sarà il presidente della Repubblica, nella sua sapienza e prudenza, a dare le indicazioni più opportune”. “Di più non posso dire – ha concluso il card. Bassetti – perché mi sono ripromesso di dare qualche giudizio più specifico durante il Consiglio permanente confrontandomi con gli altri vescovi”.