IL CARD. BASSETTI: “IL FUTURO GOVERNO SIA AL SERVIZIO DELLA GENTE”

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Al futuro Governo chiede “di essere totalmente al servizio della gente e di ascoltarla” il presidente della Cei e Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve cardinale Gualtiero Bassetti. Lo ha detto rispondendo ai giornalisti a margine del suo intervento alla presentazione, ad Assisi, del nuovo libro di padre Enzo Fortunato “Francesco il ribelle” edito da Mondadori. “Chiedo di attuare – ha sottolineato Bassetti – quello che noi anche nella dottrina sociale della Chiesa chiamiamo il bene comune che è il bene di tutti”.

“Avevo raccomandato alla gente più volte – ha sottolineato ancora il card. Bassetti – di andare a votare perché avevo paura di un flop e avrebbe voluto dire che la gente era disinteressata e lontana dalla politica. La gente ha votato e per questo ho espresso la mia gioia. Ora sarà il presidente della Repubblica, nella sua sapienza e prudenza, a dare le indicazioni più opportune”. “Di più non posso dire – ha concluso il card. Bassetti – perché mi sono ripromesso di dare qualche giudizio più specifico durante il Consiglio permanente confrontandomi con gli altri vescovi”.

IL PAPA ISTITUISCE LA FESTA DI MARIA MADRE DELLA CHIESA

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Entra nel Calendario romano la “festa” della beata Vergine Maria Madre della Chiesa. E, come stabilito da papa Francesco, la memoria liturgica sarà celebrata ogni anno in modo obbligatorio nel Lunedì dopo Pentecoste. È quanto si legge nel decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che porta la data dello scorso 11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes. A firmare il testo sono il cardinale prefetto Robert Sarah e l’arcivescovo Arthur Roche, segretario del dicastero vaticano.

L’ingresso di questa celebrazione nella preghiera liturgica della Chiesa «aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti», spiega il decreto stesso. La memoria sarà inserita in tutti i calendari e libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore. E i testi in latino sono stati già allegati al documento, mentre le loro traduzioni spetteranno alle Conferenze episcopali nazionali. La memoria liturgica vale per il rito romano, quindi non per il rito ambrosiano ad esempio. Per questo 2018 la celebrazione cadrà lunedì 21 maggio.

Già nelle Litanie lauretane – per volontà di san Giovanni Paolo II nel 1980 – la Madonna è venerata come Madre della Chiesa. Era stato comunque il beato papa Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, a dichiarare la Vergine «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei pastori, che la chiamano Madre amantissima» e a stabilire che «l’intero popolo cristiano rendesse sempre più onore alla Madre di Dio con questo soavissimo nome». In occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione, nel 1975, la Santa Sede propose una Messa votiva in onore della Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale romano. Ma ciò non era parte delle memorie del Calendario liturgico. E ancora nel 1986, sempre durante il pontificato di papa Wojtyla, vennero pubblicati altri formulari nella raccolta di Messe della beata Vergine Maria. Ed è accaduto anche che ad alcune nazioni (come Polonia e Argentina), diocesi e famiglie religiose che ne facevano richiesta fosse concessa la possibilità di aggiungere questa celebrazione nel loro Calendario particolare. Adesso la celebrazione di Maria Madre della Chiesa diventa universale per tutta la Chiesa di rito romano e obbligatoria. La decisione vuole promuovere una «devozione» che può «favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana», chiarisce il decreto.

Il titolo di Maria Madre della Chiesa ha radici profonde. Il fatto che la Vergine Maria sia Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole “profetiche” di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando evidenzia che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Riflessioni teologiche scaturite dalla pagina del Vangelo di Giovanni (Gv 19, 25) in cui si narra che Maria stava ai piedi della Croce. E Cristo le affidò il discepolo prediletto, Giovanni, dicendo: “Donna, ecco tuo figlio!”. E poi: “Ecco tua madre!”. La Madonna – sottolinea il decreto – «accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero».

Già nel Cenacolo Maria ha iniziato la propria missione materna pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo. E la scelta della memoria liturgica nel Lunedì dopo Pentecoste è legata proprio a questa presenza della Vergine nel Cenacolo. Nel corso dei secoli – aggiunge il documento del dicastero vaticano – «la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII».

GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

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“Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima”. È l’appello del Papa, al termine dell’Angelus di domenica 4 febbraio. “La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan”, ha annunciato Francesco, che ha invitato “anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme”. “Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, ‘risana i cuori affranti e fascia le loro ferite’”, ha assicurato il Papa rivolgendo “un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: ‘Che cosa posso fare io per la pace?’”. “Sicuramente possiamo pregare”, la risposta di Francesco. “Ma non solo”, ha aggiunto: “Ognuno può dire concretamente ‘no’ alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!”.

INCONTRO FAMIGLIE DUBLINO: ON LINE LE CATECHESI DI PREPARAZIONE

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Saranno “on line” dal 2 febbraio le sette catechesi internazionali in preparazione al IX Incontro mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Dublino dal 21 al 26 agosto. Ad annunciarlo è stato il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Si tratta di sette catechesi”, “semplici e stimolanti”, messe a disposizione di diocesi, parrocchie e famiglie per aiutarle nel loro cammino di avvicinamento all’importante appuntamento. Le sette catechesi, on line in cinque lingue sul sito e sul canale Youtube del Dicastero, sono costruite attorno alla pagina evangelica dello smarrimento di Gesù dodicenne e il suo ritrovamento nel tempio, mostrando un intreccio tra il testo di Amoris Laetitia e la vicenda singolare della Santa Famiglia di Nazareth.

Si parte da uno sguardo concreto alle  famiglie di oggi (prima), indicando l’attualità della Parola di Dio capace di illuminare il quotidiano  familiare delle mura domestiche (seconda) per giungere al grande sogno che Dio ha per ogni  famiglia (terza), anche lì dove le fragilità e le debolezze sembrano infrangerlo (quarta). Tutto questo fa sì che la famiglia sia nel mondo generatrice di una cultura nuova, quella della vita (quinta), della  speranza (sesta) e della gioia (settima). Ogni catechesi si apre con una preghiera e si conclude con  alcune domande possibili da condividere in famiglia o nella comunità ecclesiale.

I sette passi delle catechesi sono accompagnati da un emozionante itinerario musicale con altrettanti brani eseguiti da Andrea Bocelli nel Concerto alla basilica della Sagrada Familia di Barcellona, nell’ambito del progetto “Il grande mistero. Il Vangelo della famiglia scuola di umanità per i nostri tempi”, che il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha cominciato dal 2015 insieme al maestro all’interno di grandi basiliche europee: finora la Sagrada Famiglia di Barcellona, il santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia e la basilica di Santo Stefano a Budapest.

Oltre alle catechesi e ai video musicali, i materiali messi a disposizione in preparazione all’incontro di Dublino, ha spiegato Marco Tibaldi, del citato Dicastero pontificio, comprendono anche sette video di presentazione del progetto formativo, che “possono essere utilizzati anche come efficace sintesi dei contenuti proposti, in quanto ripropongono sia in chiave simbolica sia testuale gli snodi principali del contenuto delle catechesi bibliche, il brano eseguito o scelto dal maestro Bocelli e alcune chiavi per poterlo utilizzare negli incontri formativi”.

DUE FRANCOBOLLI DEDICATI ALLA PASQUA E A DON PUGLISI

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L’Ufficio filatelico e numismatico dello Stato della Città del Vaticano rende noto che le prossime emissioni filateliche del 6 febbraio 2018 saranno dedicate alla Pasqua e al 25° anniversario di morte del beato don Pino Puglisi, assassinato nel 1993 dalla mafia. I bozzetti rivelano che il primo, realizzato dall’artista Raul Berzosa Fernandez, raffigura un Cristo risorto e benedicente ed è proposto in un foglio da 10 francobolli (dimensioni 177 x 106 mm), valore facciale 0,95 euro, tiratura massima  250.000 serie complete.

La seconda emissione consiste in un minifoglio da 6 francobolli (dimensioni 130 x 110 mm) raffiguranti il beato Puglisi circondato dai ragazzi di cui si occupava nel quartiere Brancaccio di Palermo, dove era nato il 15 settembre 1937, per strapparli dalla strada che sentendosi minacciata ne commissionò l’uccisione. Sullo sfondo la sua chiesa e in primo piano la dicitura: “La sera del 15 settembre 1993 don Pino Puglisi è assassinato a Palermo dalla mafia”. Nel dépliant che accompagna i bozzetti vengono ricordate le parole di Papa Francesco: “È stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto”. Il francobollo è realizzato dall’artista Marco Ventura. Il valore facciale dell’emissione è di 1 euro, la tiratura massima di 360.000 serie complete.

“IO PREGO CON VOI”, IL NUOVO LIBRO DI PAPA FRANCESCO

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Esce in questi giorni in libreria per le Edizioni San Paolo il volume “Io prego con voi – Preghiera e preghiere secondo Bergoglio”, di Papa Francesco: un vero e proprio “manuale” per avvicinarsi all’arte della preghiera e per cominciare a coltivarla, lo definisce la casa editrice nel comunicato di presentazione. Ogni domenica il Papa chiede ai fedeli, al termine dell’Angelus, di “ricordarsi di pregare per lui”. Lui stesso, però, in questi anni si è rivelato un vero maestro di preghiera, nel solco del fondatore della Compagnia di Gesù, quell’Ignazio che “inventò” gli esercizi spirituali come tempo dedicato a stare in presenza di Cristo.

In questo libro, il lettore troverà le preghiere che Papa Francesco ha recitato pubblicamente in questi anni, ma anche quelle che appartengono alla sua formazione e devozione personale. Infine, le sue profonde riflessioni sull’arte del pregare, dello stare di fronte a Dio meditando la Parola e trasformandola in appello orante. Presenti nel volume, tra le altre, due fra le preghiere più amate dai fedeli: la preghiera delle cinque dita e la preghiera a Maria che scioglie i nodi.

E’ ONLINE IL SITO DEDICATO ALL’ASCOLTO DEI GIOVANI

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E’ online il nuovo portale dedicato all’ascolto dei giovani, altra tappa verso il Sinodo di ottobre. Un progetto che vuole esplorare ambizioni, speranze e paure delle giovani generazioni. Non si tratta di un sondaggio, ma di uno strumento teso all’ascolto che vuole favorire un confronto di gruppo: a scuola, in università, nei gruppi parrocchiali e in quelli informali, laddove i giovani vivono.

Il Sinodo si svolgerà a ottobre, ma Papa Francesco ha espresso più volte la volontà di arrivare a questo grande incontro con i Vescovi avendo ‘ascoltato’ i giovani del mondo, tutti, anche quelli più lontani dalla Chiesa perché i sogni e il futuro non lasciano fuori nessuno.

È da questa spinta che nasce il progetto #velodicoio.

Alla fine, più che un ritratto, si vorrebbe che venissero fuori i pensieri, le aspirazioni, le opinioni anche critiche della fascia d’età 16-29.

Il progetto è suddiviso su 10 macro temi: RICERCA – FARE CASA – INCONTRI – COMPLESSITA’ – LEGAMI – CURA – GRATUITA’ – CREDIBILITA’ – DIREZIONE – PROGETTI

Per ogni tema, saranno disponibili delle domande a cui i giovani potranno rispondere liberamente, fermandosi o lasciando l’area di lavoro, qualora ritenessero di farlo e eventualmente ritornandoci in un secondo momento.

Inoltre, i temi potranno essere integrati da un video-testimonianza per ogni parola chiave con le risposte e le reazioni dei giovani stessi, i loro dubbi e le loro incertezze.

Le risposte sono riservate. Per accedere al progetto e rispondere alle domande basterà inserire poche informazioni di base che sono richieste esclusivamente per  disegnare più attentamente il ritratto di un’intera generazione.

I DONI PORTATI DAI MAGI A GESU’

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Per nostra abitudine, il 6 gennaio, siamo soliti festeggiare la Befana, ma in realtà la festa è dedicata ai tre Re Magi: si celebra, infatti, l’Epifania! La leggenda della Befana, la vecchina che gira per il mondo sulla sua scopa per portare i regali ai bambini è una tradizione italiana, nata in tempi antichi. L’Epifania, descritta da Matteo nel suo Vangelo, ricorda l’evento dell’arrivo di tre saggi partiti dall’Oriente, che seguendo una cometa, arrivarono a Betlemme e ai quali Gesù Bambino rivelò la sua natura divina, oltre che umana. Oro, incenso e mirra sono i doni dei Magi al Bambino Gesù, sono tre doni dal significato simbolico.
L’oro è il metallo prezioso per eccellenza e rappresenta la “regalità” del Bambino nato.
L’incenso è un profumo che va bruciato, perché espanda la sua essenza ed è molto usato durante i riti religiosi. Simbolo di preghiera e venerazione verso Dio, ricorda la sua “divinità”.
La mirra è il derivato di una pianta medicinale che, mischiato con olio, veniva usato per scopi medicinali, cosmetici e anche religiosi. Infatti, serviva per la mummificazione e offerta in dono a Gesù anticipa “la sua futura sofferenza redentrice”.
Così, domani aggiungiamo i tre Re Magi nel nostro Presepe, davanti alla grotta della Natività.

PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

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“Il servizio della Chiesa ai malati e a coloro che se ne prendono cura deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro”. Inizia così il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio sul tema: “Ecco tuo figlio… Ecco tua madre”.

Parole, queste, commenta Francesco, che dimostrano come la croce “non rappresenta una tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà d’amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo”.

“Le parole di Gesù danno origine alla vocazione materna di Maria nei confronti di tutta l’umanità”, osserva il Papa: “Lei sarà in particolare la madre dei discepoli del suo Figlio e si prenderà cura di loro e del loro cammino. E noi sappiamo che la cura materna di un figlio o una figlia comprende sia gli aspetti materiali sia quelli spirituali della sua educazione”.

“Il dolore indicibile della croce trafigge l’anima di Maria, ma non la paralizza”, fa notare Francesco: “Al contrario, come Madre del Signore inizia per lei un nuovo cammino di donazione. Sulla croce Gesù si preoccupa della Chiesa e dell’umanità intera, e Maria è chiamata a condividere questa stessa preoccupazione. Gli Atti degli Apostoli, descrivendo la grande effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, ci mostrano che Maria ha iniziato a svolgere il suo compito nella prima comunità della Chiesa. Un compito che non ha mai fine”.

PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE VOCAZIONI

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“Non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina”. A ricordarlo è il Papa, nel messaggio per la 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, in programma il 22 aprile sul tema: “Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore”.

“Nell’ottobre prossimo – esordisce Francesco – si svolgerà la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che sarà dedicata ai giovani, in particolare al rapporto tra giovani, fede e vocazione. In quell’occasione avremo modo di approfondire come, al centro della nostra vita, ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge e come questo sia il progetto di Dio per gli uomini e le donne di ogni tempo”.

“Anche in questi nostri tempi inquieti – si legge nel messaggio – il mistero dell’incarnazione ci ricorda che Dio sempre ci viene incontro ed è il Dio-con-noi, che passa lungo le strade talvolta polverose della nostra vita e, cogliendo la nostra struggente nostalgia di amore e di felicità, ci chiama alla gioia”.

“Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale – l’appello centrale del Papa – si tratta di ascoltare, discernere e vivere”, come ha fatto Gesù fin dall’inizio della sua missione.