IN ARRIVO LA MEDAGLIA DEL QUINTO ANNO DI PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO

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Sarà disponibile da venerdì prossimo, 28 luglio,  presso l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica dello Stato della Città del Vaticano e presso i locali della Libreria Editrice Vaticana la medaglia del V Anno di Pontificato di Francesco, opera dell’artista Mariangela Crisciotti.

La medaglia avrà le seguenti caratteristiche: sul diritto, lo stemma di Papa Francesco, intorno la scritta in latino “Franciscus P.P. Anno V MMXVII”, sotto il nome dell’artista, sul bordo la scritta sempre in latino “E civitate vaticana” con il numero della medaglia.

Sul rovescio: la mano tesa è segno di accoglienza verso coloro che fuggono dalla loro patria in cerca di un futuro migliore: “Hospes eram et collegistis me” (Mt 25,35). Seduto per terra e quasi confuso tra la gente c’è un uomo che somiglia a Cristo: “Quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25.40).

Ogni esemplare è accompagnato da un certificato di garanzia, numerato, con timbro a secco della Segreteria di Stato e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano. I pezzi sono limitati: 50 i trittici, 50 gli esemplari in oro, 1.000 quelli in argento, 1.500 quelli in bronzo.

ASSISI. L’OMAGGIO DEGLI ARTISTI A PAPA FRANCESCO

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“Noi abbiamo bisogno di voi”. In risposta all’appello rivolto loro dal beato Paolo VI e rinnovato dai suoi successori fino a Benedetto XVI e Papa Francesco, il 2 agosto gli artisti di Umbria, Lazio, Emilia Romagna e Russia si uniranno ad Assisi per omaggiare l’arte e la sua intima relazione con la Chiesa nel giorno del Perdono. Promossa e organizzata congiuntamente dall’Associazione di volontariato San Pio da Pietrelcina onlus, dall’Associazione culturale “Tota Pulchra” e dall’International Spiritual Center con la collaborazione della città di Assisi, la giornata gode del patrocinio della Provincia di Perugia. L’evento, inoltre, sarà presentato nelle stesse ore in cui verrà pubblicato il video dell’Intenzione di preghiera del Santo Padre per il mese di agosto rivolto proprio agli artisti del nostro tempo: “Attraverso le opere del loro ingegno, aiutino tutti a scoprire le bellezza del creato”.

Sulla base di questa esortazione, che richiama i continui appelli al dialogo e a un comune ponte di comunicazione tra bellezza ed evangelizzazione condivisi da Papa San Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, otto artisti presenteranno le loro opere dando vita a un metaforico dialogo con il Papa.

Nella Sala della Conciliazione, presso il Palazzo del comune di Assisi, dopo i saluti di Stefania Proietti, sindaco di Assisi, mons. Jean-Marie Gervais, presidente dell’Associazione “Tota Pulchra”, Sergio Marinacci, segretario nazionale dell’Associazione San Pio da Pietrelcina onlus, e Cesare Fussone, presidente dell’International Spiritual Center, esporranno al pubblico e alla stampa la “missio” di questa particolare giornata tutta incentrata sull’arte e dedicata alla “via pulchritudinis”. A seguire, guidati da Luciano Lepri, critico d’arte e accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, interverranno gli artisti presenti. Tra di essi, anche Natalia Tsarkova, la pittrice ufficiale dei Pontefici, che renderà pubblica la sua opera “Il Pastore misericordioso”, immagine emblema dell’Anno giubilare dedicata a Papa Francesco. Verrà, infine, presentato al pubblico il volume “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia estetica per un nuovo rinascimento”, curato da mons. Jean Marie Gervais e Alessandro Notarnicola.

L’ECONOMISTA GRASSELLI COMMENTA I DATI ISTAT SU POVERTA’

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I dati sulla povertà nel 2016 contenuti nel Rapporto Istat pubblicato nei giorni scorsi “pongono in evidenza il drammatico aumento di questa dimensione sociale in Umbria”, confermando “i dati riportati nel Secondo Rapporto sulle povertà curato dall’Osservatorio delle povertà della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve”. Ad affermarlo è l’economista Pierluigi Maria Grasselli, direttore dell’Osservatorio, secondo il quale, per contrastare la povertà “in modo efficace occorrerebbero politiche, ai vari livelli di governo, profondamente diverse da quelle attualmente praticate”. Anche se “il modello di welfare ancora operante nel nostro Paese si rivela del tutto insufficiente”, sostiene , va notata una “svolta sostanziale” nella politica italiana con l’estensione del Sia (Sostegno all’inclusione attiva), l’approvazione nel marzo 2017 della legge delega per il contrasto alla povertà, con il Memorandum firmato dal Governo e dall’Alleanza contro la povertà nello scorso aprile. “Non più differibile”, osserva, “l’avvio di una gestione più partecipata del welfare da parte delle amministrazioni regionali e locali”. Il  Memorandum, evidenzia Grasselli, “riguarda la collaborazione tra Governo ed Alleanza nel percorso di attuazione della sopra ricordata legge delega” di contrasto alla povertà. Per l’economista, proponendo questa collaborazione il Memorandum “attribuisce un importante ruolo alla società civile e ai suoi corpi intermedi” con “uno specifico riferimento ai servizi di accompagnamento per una effettiva inclusione sociale delle persone”. Per quanto riguarda la gestione associata del Reddito di inclusione (Rei) sul territorio, “il Memorandum assegna la definizione delle forme di questa alla competenza regionale. Vedremo – conclude – anche in Umbria quali modalità saranno proposte”.

I VESCOVI UMBRI INCONTRANO BARTOLOMEO I

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“Nel nome dei santi umbri, Benedetto da Norcia e Francesco di Assisi, dal cuore antico dell’Italia siamo latori di un messaggio e di un anelito di pace e di bene”. Lo ha affermato ieri il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, incontrando, in Turchia, i vescovi umbri, al termine del loro pellegrinaggio guidato dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana.

“Come cristiani – ha osservato Bartolomeo I – non possiamo tacere di fronte alle ingiustizie del mondo, agli sconvolgimenti epocali di questi anni, con la immane tragedia della migrazione di popoli, che sfuggono ad un’economia egoistica e che priva troppi esseri umani delle più elementari necessità e della dignità di essere tutti icone di Dio”. Ma insieme, ha proseguito, “dobbiamo affrontare l’accoglienza, che a sua volta provoca difficoltà e diffidenze in altri popoli, che troppe volte si trovano soli ad affrontare tali flussi di uomini, donne, bambini, anziani, con poche risorse, privi di una visone a lungo termine per trovare soluzioni soddisfacenti per tutti”.

Ieri, 7 luglio, nella giornata in cui si è ricordato il 45° anniversario della morte del patriarca ecumenico Atenagora, i vescovi umbri hanno vissuto un breve momento celebrativo nel cimitero del monastero di Balikli, luogo di sepoltura del patriarca Atenagora e di altri arcivescovi. Il cardinale Bassetti ha ricordato le grandi figure di pastori Paolo VI e Atenagora: “Alla scuola di questi grandi padri nella fede, ci impegniamo a progredire nel dialogo della carità e preghiamo ardentemente affinché ci sia dato un giorno non lontano di comunicarci insieme al Sacro Calice”. L’arcivescovo ha parlato anche del “dramma di tante persone che bussano alle porte dell’Europa per il quale – ha rilevato – è costante l’impegno delle Chiese che sono in Italia per una loro accoglienza dignitosa e sicura”. E poi ha ringraziato Bartolomeo I per il pensiero di vicinanza e solidarietà rivolto alle persone della terra umbra colpite dal terremoto.

A RIETI DUE MOSTRE FOTOGRAFICHE SU SAN FRANCESCO

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Gli archi del Palazzo Papale della diocesi, a Rieti, ospiteranno dall’8 luglio al 4 ottobre due mostre fotografiche nell’ambito de “I borghi di Francesco”, progetto nato con l’obiettivo di “contribuire a realizzare azioni di promozione turistica e di valorizzazione dei borghi situati nel territorio dell’anello del Cammino di Francesco unitamente al monte Terminillo ed alla Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, anch’essi attraversati dalle tappe del Cammino”.

Le mostre hanno il compito, partendo da ottiche differenti, di trasmettere emozioni attraverso la ‘narrazione’ di luoghi, opere d’arte e persone. In particolare, “I Borghi di Francesco” presenta una serie di 50 scatti di fotografi amatoriali e professionisti della zona mentre “Il Cammino di Francesco” si compone di 50 scatti d’autore realizzati nel 2005 da Steve Mc Curry, fotografo professionista di fama internazionale che “ha fissato momenti di grande pathos e bellezza.

“Con questo progetto – spiegano i promotori – Rieti ed il reatino, si portano alla ribalta nazionale” attraverso “una proposta di qualità che vuole essere l’inizio di un percorso culturale e turistico motore di rilancio del centro Italia”.

Il progetto “I borghi di Francesco”, proseguono, è “accessibile per tutti in un’ottica di turismo sostenibile”: dal trekking sui sentieri di Francesco, agli aspetti storici e culturali dei piccoli centri, ai “sapori” dei prodotti tipici, alle tradizioni popolari.

“Nell’epoca dei selfie – ha spiegato il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili – la rassegna fotografica potrebbe sembrare fuori dal tempo. In realtà McCurry ci dà la possibilità di riscoprire cosa sia la fotografia e attraverso di essa l’anima di questo nostro territorio, che forse il nostro sguardo abituato rischia di perdere”. Per il vescovo si tratta di un aiuto a intercettare “l’anima, e dunque la vocazione, di Rieti”, che si trova nella sua “vocazione naturalistica, culturale e spirituale”.

Per Pompili la manifestazione dedicata ai Borghi è un “prologo” a “un altro momento che vivremo in città dal 2 dicembre al 6 gennaio, con la Valle del Primo Presepe: un tentativo di ritrovare l’intuizione originaria di san Francesco, che a Greccio inventò ciò che è diventato poi nell’immaginario collettivo, non solo la memoria dell’incarnazione, ma anche una sorta di radiografia dell’animo umano”. “Di questa traccia – ha concluso il vescovo – la nostra valle conserva la memoria ed è importante che noi per primi ce ne facciamo carico e sappiamo costruire attorno ad essa la capacità di attrarre in questo territorio tante persone”, perché le diverse iniziative “non siano solo memoria”, ma anche “proiezione in avanti”.

ASSISI. XV CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’ MISSIONARIA

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La diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino ospita dal 24 al 27 agosto prossimi, presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, il convegno nazionale di formazione e spiritualità missionaria. Per questa 15^ edizione, il tema scelto è: “La messe è molta – Ma noi cosa vediamo?.

Missio nazionale, col suo direttore don Michele Autuoro, sollecita la partecipazione di quanti possono essere interessati: sacerdoti, religiosi/e, gruppi missionari e quanti altri collaborano nelle attività. Occorre iscriversi entro il 16 luglio.

I VESCOVI UMBRI IN VIAGGIO IN TURCHIA

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I vescovi dell’Umbria, guidati dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, sono in questi giorni in Turchia, per un pellegrinaggio ecumenico e interreligioso, che avrà il suo culmine con l’incontro di venerdì 7 luglio ad Istanbul con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, giunto in Umbria lo scorso settembre in occasione del 30° anniversario dello storico incontro di preghiera per la pace in Assisi promosso da Giovanni Paolo II con i rappresentanti delle religioni del mondo.

Un pellegrinaggio nei luoghi delle origini del cristianesimo cominciato da Smirne dove c’è stato l’incontro con i rappresentanti della comunità cattolica e la visita alla chiesa di San Policarpo e alla cattedrale di San Giovanni, riaperta al culto nel 2013, dopo i lavori di restauro a seguito dei danni di un incendio e dopo un periodo di chiusura in quanto usata dai militari americani per quasi 50 anni. I lavori di rifacimento sono stati realizzati grazie al contributo della Cei, che ha provveduto anche alla ristrutturazione di alcuni locali adiacenti alla chiesa che ospitano attualmente circa venti profughi siriani e iracheni.

Il pellegrinaggio ha toccato successivamente Efeso con la visita all’antica città dell’impero romano e bizantino, luogo della predicazione di San Paolo, e quindi la visita a Selçuk nel sito della grande basilica cristiana costruita sulla tomba di San Giovanni, risalente al IV secolo. Il card. Bassetti ha inoltre concelebrato messa nella casa della Beata Vergine Maria a Efeso con i confratelli vescovi, con i frati francescani cappuccini che custodiscono il santuario e con padre Massimiliano Palinuro, sacerdote fidi bonum della diocesi di Ariano Irpino e rettore della cattedrale di Smirne, che ha accompagnato i vescovi in questa prima parte del viaggio.

Il viaggio ecumenico proseguirà il 7 luglio con l’incontro con il patriarca ecumenico Bartolomeo I e la celebrazione eucaristica a Santa Ciriaca presieduta dal patriarca, e con la preghiera al monastero di Balikli sulla tomba del patriarca Atenagora di cui proprio il 7 luglio ricorrono i 45 anni della morte.

IN UMBRIA 1350 GUIDE E SCOUTS DA TUTTA ITALIA

logo tra terra e cielo

“Sporcarsi le mani con attività concrete che possano lasciare un segno sui luoghi del sisma”. È questo l’obiettivo del progetto “Tra terra e cielo” promosso dal Consiglio regionale umbro dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci). Saranno predisposti “cinque percorsi di routes” – si legge in una nota – che, dal 15 luglio al 9 settembre, offriranno “la possibilità di fare strada e servizio sui territori colpiti dal sisma” a oltre 1.350 scout tra capi e ragazzi, provenienti da 90 gruppi di tutta Italia.

“Superata la fase iniziale d’emergenza e assistenza, dove non è mai venuto meno il contatto diretto tra l’associazione, le popolazioni e i luoghi colpiti dal terremoto, l’Agesci Umbria – prosegue la nota – ha messo a punto un progetto di servizio valido, concreto e di sostegno continuativo alle comunità locali”.

Dieci percorsi, in tutto 340 chilometri, per riscoprire la spiritualità e prestare servizio sui territori colpiti dal sisma. Il progetto voluto da Agesci Umbria è l’aggiornamento e la rivisitazione di ‘Francesco vai!’ che nel 1997-’98 portò centinaia di scout in Umbria e Marche durante l’emergenza e nella fase di post-assistenza.

E’ il Veneto la regione più rappresentata tra i Clan che parteciperanno alle Routes di “Tra Terra e Cielo” che coinvolgerà 85 Comunità R/S da tutta Italia.

Di queste 20 vengono appunto dal Veneto, a cominciare dal Clan del Valdalpone 1 che partirà il 15 luglio (Route 3a Norcia-Preci) seguito dal Resana 1 e Vicenza 12 che partiranno il 22 luglio rispettivamente per le Route 4a Cascia-Norcia e 2a Spoleto-Monteleone. A seguire la Puglia con 12 Clan partecipanti, poi il Lazio con 8 e Lombardia e Umbria con 7. Saranno invece 6 i Clan dell’Emilia Romagna mentre 4 verranno da Toscana e Calabria, 3 da Campania, Piemonte e Friuli, 2 da Abruzzo, Sicilia e Liguria. Infine 1 Clan da Marche e Sardegna.

I primi a partire il 15 luglio, oltre ai veneti del Valdalpone, saranno i laziali del Pavona 1 (Route 1a Spoleto-Cerreto), i pugliesi del Sava 1 (Route 1b Cerreto-Spoleto), i calabresi del Cassano 1 (Route 3b Preci-Norcia) e i liguri del Genova 48 (Route 4a Cascia-Norcia). In totale 1094 Rover/Scolte e 229 Capi dal 15 luglio al 9 settembre lungo 10 percorsi in attività di servizio, animazione alle popolazioni, pulizia del verde e lavori di manutenzione in tre basi scout e non solo, a Monteluco di Spoleto, Piedipaterno di Vallo di Nera e Maltignano di Cascia.

I borghi attraversati permetteranno agli scout di riscoprire storia, natura e tradizione della Valnerina. Sono invece 13 i punti notte dove gli scout monteranno le tende per dormire: Campi di Norcia, Cascia, Cerreto di Spoleto, Collegiacone, Maltignano, Monteleone di Spoleto, Monteluco, Norcia, Poggiodomo, Preci, Scheggino, Spoleto, Vallo di Nera. Lungo il cammino gli scout potranno vivere incontri e testimonianze spirituali con eremiti della Valnerina, monaci benedettini di Norcia, suore agostiniane di Cascia e frati francescani di Spoleto.

QUARTO CONCISTORO DI PAPA FRANCESCO

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Il quarto Concistoro di Papa Francesco in quattro anni di pontificato, nel solco dei tre che l’hanno preceduto – convocati il 22 febbraio 2014, il 14 febbraio 2015 e il 19 novembre 2016 – si preannuncia ancora una volta non come un premio alla carriera, appannaggio delle sedi cardinalizie più blasonate, ma come il frutto di una scelta operata valutando il tasso di servizio pieno ed effettivo accanto alla porzione di Chiesa in cui ciascuno dei candidati prescelti ha “servito” finora. Nel Concistoro di oggi, 28 giugno, il Papa creerà 5 nuovi cardinali, tutti elettori: due dall’Europa, uno dall’America Latina, uno dall’Africa e uno dall’Asia.

Sono quindi in totale 60, tra titolari e non titolari di diritto di voto in Conclave, i cardinali creati da Bergoglio in questi quattro anni. Il Collegio cardinalizio è formato attualmente da 225 membri, di cui 121 elettori e 104 non elettori (dati aggiornati al 19 giugno 2017).

Sempre più marcato il processo di internazionalizzazione: con il quarto Concistoro del primo Papa latinoamericano sono rappresentate infatti nel Sacro Collegio più di 80 nazioni. Si tratta, inoltre, del primo Concistoro di Papa Francesco in cui non vengono creati cardinali ultraottantenni.

Il primo appuntamento pubblico dei nuovi porporati sarà la concelebrazione, il 29 giugno, della Messa presieduta dal Papa per la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo.

Tra le nuove porpore, spicca per l’eccezionalità della procedura seguita dal Papa Gregorio Rosa Chavez, 75 anni, vescovo ausiliare di San Salvador, amico d’infanzia e uno dei più stretti collaboratori di Oscar Arnulfo Romero, il vescovo ucciso nel 1980 e proclamato beato nel 2015 proprio da Bergoglio, che ne ha autorizzato il riconoscimento del martirio. E proprio per volere di Papa Francesco, Rosa Chavez diventa cardinale pur essendo solo vescovo ausiliare. Mons. Chávez è nato a Sociedad il 3 settembre 1942. È stato ordinato sacerdote il 24 gennaio 1970, presso la cattedrale di San Miguel, nel Salvador, dove è stato parroco dal 1970 al 1973, oltre che direttore diocesano dei social media, assistente spirituale di diverse associazioni e movimenti e rettore del Seminario centrale di San Salvador. Nominato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di San Salvador, il 3 luglio 1982, attualmente è parroco della chiesa di San Francisco a San Salvador e presidente della Caritas per l’America Latina, per i Caraibi e della Caritas nazionale.

Un’eccezione, quella di Rosa Chavez, che in materia di assegnazione delle porpore si aggiunge a quella concessa nel Concistoro del 2016 ad un “semplice” sacerdote, Ernest Simoni, torturato dal regime ateo di Tirana, o a Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di una sede periferica come Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana dove il Papa ha scelto di aprire la prima Porta Santa del Giubileo della misericordia. E così dall’Africa e dall’Asia, precisamente dal Mali e dal Laos, provengono altri due nuovi cardinali. Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako, è nato a Segou il 27 dicembre 1943, dove è stato ordinato sacerdote il 10 luglio 1971. Dal 1982 e per alcuni anni ha lavorato in qualità di parroco a Markala e come docente presso il Seminario maggiore di Bamako. Il 27 giugno 1998 è stato nominato arcivescovo di Bamako. Ha avuto un ruolo attivo nei negoziati di pace in Mali. È il Laos, invece, la patria di Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, nato l’8 aprile 1944 a Laos. Ordinato sacerdote il 5 novembre 1972, ha inaugurato “la scuola di catechisti” e la prassi delle visite ai villaggi delle montagne. Nel 1975 è stato nominato parroco e pro-vicario dell’Eccellenza vicario apostolico di Vientiane. Il 30 ottobre 2000 è stato nominato vicario apostolico di Pakse e consacrato vescovo il 22 aprile 2001. Il 2 febbraio 2017, è stato nominato amministratore apostolico “Sede Vacante et ad nutum Sanctae Sedis” di Vientiane.

Quando è stato ordinato vescovo di Stoccolma nel 1998, monsignor Anders Arborelius era il primo vescovo svedese dai tempi di Lutero. Ora diventa anche il primo cardinale di Svezia, grazie anche al dialogo certificato da Francesco durante il viaggio apostolico compiuto il 31 ottobre scorso per partecipare alle celebrazioni del cinquecentenario della riforma protestante. Mons. Arborelius è nato a Sorengo il 24 settembre 1949. Si è convertito al cattolicesimo all’età di 20 anni. Nel 1971 è entrato a far parte dell’Ordine dei padri carmelitani scalzi, l’ 8 settembre 1979 è stato ordinato sacerdote a Malmö e il 29 dicembre 1998 è stato consacrato vescovo presso la cattedrale cattolica di Stoccolma. Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Conferenza episcopale della Scandinavia, mentre nel 2015 è stato eletto vicepresidente della stessa. L’altro cardinale europeo è Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, nato a Cretas il 21 aprile 1946 e ordinato sacerdote il 20 settembre 1970. È stato viceparroco e parroco tra il 1990 e il 1996, oltre che vicario episcopale per la diocesi di Saragozza. Per un anno è stato missionario in Zaire.

L’OBOLO DI SAN PIETRO

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“Non amiamo a parole ma con i fatti”. “La carità è seminare speranza”. “È misericordioso quello che sa condividere e anche compatire i problemi delle altre persone”. “Le opere di misericordia sono quelle che ci tolgono dall’egoismo e ci fanno imitare Gesù più da vicino”. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Sono alcune delle frasi pronunciate da Papa Francesco per spiegare ai fedeli la misericordia, la carità, la solidarietà, la speranza, la condivisione. Valori legati anche alla Giornata per la Carità del Papa, la tradizionale colletta dell’Obolo di San Pietro.

Due –informa il competente ufficio della Santa Sede – gli appuntamenti dedicati alla raccolta delle offerte da parte dei fedeli per sostenere i più bisognosi in tutto il mondo. Il 25 giugno, la domenica più vicina alla solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ci sarà la colletta in tutte le chiese. A Roma, come da tradizione, si svolgerà il 29 giugno,  in concomitanza con la festività dei Santi Patroni Pietro e Paolo.