GIORNATA NAZIONALE DELLE OFFERTE PER IL SOSTENTAMENTO CLERO

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Il 26 novembre, domenica dedicata a Cristo Re, si terrà la Giornata Nazionale delle offerte per il sostentamento clero.

L’appuntamento annuale richiama l’attenzione dei fedeli sull’opera instancabile dei 35mila sacerdoti sempre in mezzo a noi e pronti ad aiutarci nelle fatiche della vita. Le Offerte sono dedicate al loro sostentamento.
Le Offerte per il sostentamento dei sacerdoti sono lo strumento che permette a ogni fedele di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani, che assicurano una presenza costante in tutte le parrocchie per annunciare il Vangelo e supportare le comunità.
I sacerdoti si affidano quindi alla comunità, per essere liberi di servire tutti, senza dover pensare al proprio sostentamento. Essi dedicano la vita agli altri con una presenza costante che si declina in gesti a volte coraggiosi e a volte semplici di vicinanza.
Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, queste Offerte sono uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei 35mila sacerdoti diocesani. Infatti da quasi 30 anni i sacerdoti non ricevono più uno stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte. Ogni importo è deducibile dalla dichiarazione dei redditi. E’ un piccolo gesto, ma anche una scelta di fraternità di vita nella Chiesa di cui siamo parte.

Come contribuire al sostentamento dei preti diocesani

Ecco i quattro canali per contribuire al sostentamento dei sacerdoti diocesani:

  • conto corrente postale n. 57803009 intestato a ‘Istituto centrale sostentamento clero – Erogazioni liberali’, via Aurelia 796, 00165 Roma
  • con carte di credito CartaSì, tramite numero verde 800 825 000 o direttamente sul sito www.insiemeaisacerdoti.it
  • con bonifico bancario. La lista dei conti disponibili è sul sito www.insiemeaisacerdoti.it
  • con un’Offerta diretta all’Istituto diocesano sostentamento clero (Idsc) della tua diocesi, individuandolo sull’elenco telefonico o sul sito www.insiemeaisacerdoti.it

Basta un’offerta per ricevere a casa per un anno la rivista ‘Sovvenire’ (disponibile anche in pdf sul sito www.sovvenire.it), trimestrale d’informazione Cei sul sostegno economico alla Chiesa e punto di riferimento per la comunità dei donatori italiani che, oltre a rendicontare con trasparenza gli interventi 8xmille, racconta da quasi trent’anni le opere e la missione di circa 36mila preti diocesani, compresi 600 missionari nel Terzo mondo.

GIORNATA PER LA VITA 2018: IL MESSAGGIO DEI VESCOVI ITALIANI

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“’L’amore dà sempre vita’: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema ‘Il Vangelo della vita, gioia per il mondo’”, questa l’apertura del Messaggio del Consiglio episcopale permanente della Cei per la 40ª Giornata nazionale per la vita che si celebra il 4 febbraio 2018.

Al centro della riflessione dei vescovi italiani è “la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia”, una gioia “che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità”.

“La novità della vita e la gioia che essa genera – scrivono nel Messaggio – sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli”. La grazia della gioia è “il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano ‘formare’ dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto”.

ASSISI. AL VIA LA CAMPAGNA “SCEGLI DI NON MORIRE MAI”

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Il lascito o testamento solidale è una forma moderna di dono con cui il singolo pensa al domani della collettività, un gesto gratuito e incondizionato nei confronti di persone in difficoltà anche dopo la morte. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e i media sull’importanza del lascito come strumento che permette di dare continuità all’attività dell’Istituto Serafico di Assisi per un numero sempre maggiore di persone con grandi disabilità, il centro specializzato nella riabilitazione di diverse forme di disabilità lancia la campagna di informazione e sensibilizzazione “Scegli di non morire mai”, patrocinata dal Consiglio nazionale del notariato e presentata nel corso della tavola rotonda “Un lascito nel testamento: il futuro del verbo donare”, un momento di confronto per conoscere più da vicino le potenzialità di uno strumento ancora poco conosciuto dai nostri connazionali a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, il notaio Marco Carbonari e lo psichiatra Sandro Elisei.

“Il lascito solidale è un dono nel testamento che ci permette di garantire continuità, anche quando noi non ci saremo più, alle tante attività che quotidianamente portiamo avanti per oltre un centinaio di persone con grandi disabilità di cui ci prendiamo cura – ha dichiarato Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, presente all’incontro –. C’è bisogno di far comprendere agli italiani il vero valore del lascito solidale affinché sempre più persone continuino ad avvicinarsi a questa forma di donazione straordinaria”.

Nel corso dell’evento, infatti, si è discusso non solo delle potenzialità del lascito solidale, straordinario strumento di donazione, ma si è parlato anche di dono, delle sue tante forme e interpretazioni. La religione cattolica, ad esempio, riconosce il dono come un atto materiale e, allo stesso tempo, spirituale perché arricchisce l’anima sia del donatore che del ricevente. E’ il caso dei Re Magi che, con le loro offerte, rappresentano lo scambio perfetto: da una parte, il ringraziamento dell’umanità per la venuta in terra di Gesù e, dall’altra, l’accettazione di Dio per il legame stretto con l’uomo.

“Il dono è la parola chiave che accompagna tutta la nostra vita, è quella parte di noi che viene offerta agli altri e che ci consente di intrecciare legami e relazioni, che racconta la nostra identità e la nostra capacità di amare e di stare al mondo. Il dono, quando è espressione di condivisione, amicizia e fraternità è sempre una via di felicità per noi e per gli altri” ha aggiunto il presidente del Serafico di Assisi Di Maolo.

IN UN LIBRO SCRITTORI E ARTISTI CONTEMPORANEI RACCONTANO “IL LORO PRESEPE”

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Scrittori e artisti contemporanei, da Enzo Bianchi a Giacomo Poretti, raccontano il “loro presepe” nel volume “Il presepe di mio papà. Racconti magici e azzardati in attesa del Natale” (Edizioni Terra Santa). L’iniziativa raccoglie alcuni testi pubblicati negli anni passati dal quotidiano Avvenire e altri inediti.

“Proprio in ricordo del Natale e dell’evento accaduto 2000 anni fa a Betlemme, abbiamo voluto legare la pubblicazione di questo libro a un progetto d’aiuto per i bambini di Betlemme portato avanti dalla Custodia di Terra Santa”, si legge in una nota delle Edizioni Terra Santa. Memoria dell’infanzia, l’eco dei Vangeli, la famiglia, gli affetti sono i temi presentati.

“Non mancano le riscoperte preziose, prima fra tutte la testimonianza sul terremoto in Irpinia e Basilicata consegnata da Mario Pomilio al Tg1 per il Natale del 1980 – scrive il giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri nella prefazione -, negli approfondimenti di taglio saggistico l’elegante excursus di Philippe Daverio sulla presenza del presepe nell’arte. Di grande profondità la meditazione proposta da Enzo Bianchi. Apre la lunga veglia di storie e di ricordi l’estrosa ma niente affatto superficiale rievocazione firmata da Giacomo Poretti, che lega il presepe alla figura del padre, sottolineando la necessaria continuità fra le generazioni”.

I lettori potranno contribuire al progetto di una “Casa del Fanciullo” destinata ai bambini di Betlemme, oltre che con l’acquisto del volume, anche partecipando all’iniziativa “B4B – Book for Bethlehem”, attraverso la cartolina predisposta all’interno del libro, che sarà presentato a Milano giovedì 16 novembre.

SABATO 25 NOVEMBRE LA COLLETTA DEL BANCO ALIMENTARE

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Sabato 25 novembre si terrà in tutta Italia la ventunesima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare (Gnca), promossa dalla Fondazione Banco alimentare. Quel giorno, 145mila volontari in quasi 13mila supermercati inviteranno a donare alimenti a lunga conservazione che verranno distribuiti a 8.035 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) che aiutano più di 1.585.000 persone bisognose in Italia, di cui quasi 135mila bambini fino a 5 anni. Le donazioni di alimenti andranno a integrare quanto il Banco alimentare recupera grazie alla sua attività quotidiana, combattendo lo spreco di cibo, oltre 66mila tonnellate già distribuite quest’anno.

In Italia 4 milioni e 742mila persone soffrono di povertà alimentare, di questi 1 milione e 292mila sono minori. Sulla scorta del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri che ricorre il 19 novembre, il Banco alimentare invita “tutti ad un cambio di prospettiva” partecipando alla Gnca “con rinnovato impeto, donando una parte della propria spesa a chi ha bisogno”. Un gesto di carità diventato quello più partecipato in Italia: dai 14.800 volontari del 1996 agli oltre 145mila di oggi. Più di 5.500 mila i donatori l’anno scorso. L’evento gode dell’alto patronato della presidenza della Repubblica ed è reso possibile grazie alla collaborazione dell’Esercito italiano e alla partecipazione di decine di migliaia di volontari aderenti anche all’Associazione nazionale alpini, alla Società San Vincenzo De Paoli, alla Compagnia delle opere sociali.

“Chiedo di partecipare fino in fondo a questa iniziativa, perché oltre ad aiutare i più poveri donando parte della vostra spesa potrete prendere coscienza in modo concreto di quanto la carità cambi anche il cuore di chi la fa, come ci ricorda spesso Papa Francesco”. In occasione della 21esima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e Arcivescovo della Diocesi Perugia-Città della Pieve, ha deciso di accompagnare questo gesto di carità con un suo videomessaggio in cui ricorda l’impegno della Chiesa e di Papa Francesco nella lotta quotidiana alla povertà.

“È molto importante l’opera svolta tutto l’anno dal Banco alimentare – afferma il presidente Cei – e va incoraggiata in ogni modo perché permette di recuperare l’eccedenza di cibo che viene poi donata alle persone in difficoltà”. La colletta alimentare del 25 novembre, prosegue, “è un gesto di giustizia sociale e fa sempre più piacere vedere che diventa anche un gesto di grande coinvolgimento popolare a cui partecipa gente di ogni età, di ogni condizione, di ogni religione. Il segreto del successo è racchiuso nella proposta stessa: in un fatto semplice e familiare come il fare la spesa al supermercato c’è la possibilità, con un piccolo sacrificio personale, di aiutare concretamente milioni di poveri”. “Quest’anno poi – sottolinea Bassetti – c’è un fatto significativo: la colletta alimentare, il 25 novembre, avviene pochi giorni dopo quella giornata così importante che il Santo Padre ha voluto proclamare, la Giornata del povero: avere collegato la colletta ad una giornata così significativa per tutta la Chiesa mi sembra davvero un gesto profetico e importante che ci ricorda come la prima delle opere di misericordia sia ‘dar da mangiare agli affamati’”.

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI

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La pietas verso i defunti risale alle origini dell’umanità. Già in epoca cristiana, nelle catacombe, i cristiani disegnavano sulla parete della tomba, in cui era deposto il loro congiunto, la figura di Lazzaro, riportato in vita dal Signore. Nel X secolo, si diede inizio al rito liturgico della Commemorazione dei fedeli defunti, derivazione dell’abitudine monastica di dedicare un intero giorno dell’anno alla preghiera per tutti gli estinti. La Chiesa, come Madre di tutti i fedeli suoi figli, desidera sempre sentirli stretti in un unico abbraccio, così prega per i vivi e per i morti, anch’essi vivi nel Signore. Deduciamo che l’amore materno della Chiesa è più forte della morte.

Il 2 Novembre ci dà l’occasione di riflettere sulla realtà delle cose e soprattutto, di porre l’attenzione sulla caducità della vita. Con indifferenza ci passano davanti le cose, le persone e il tempo, senza lasciare traccia alcuna nel nostro mondo interiore: tutto scompare, perché lo viviamo con superficialità. La vita è un continuo passaggio, una continua trasformazione che ha come elemento primo il tempo. Il tempo vive con noi le nostre gioie e i nostri dolori, assiste nel suo trascorrere, aiutandoci a comprendere che ogni cosa passa. E il cammino della vita, giorno dopo giorno, si consuma e il nostro tempo si esaurisce. In questo giorno, è importante ritornare a riflettere sulle cose essenziali dell’esistenza e sui valori autentici, per essere pronti all’incontro con Dio Amore. Nella luce di Dio, la morte è un passaggio dalla terra al cielo, un dolce incontro col Padre e gli Angeli verso la vita eterna.

INAUGURAZIONE DEL PRESEPE E DELL’ALBERO IN PIAZZA SAN PIETRO

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Sarà l’abbazia territoriale di Montevergine ad offrire il presepe che verrà allestito per il Natale 2017. A darne notizia è il Governatorato, rendendo noto che l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero di Natale in piazza San Pietro avrà luogo il 7 dicembre, alle ore 16.30.

L’opera d’arte presepiale, realizzata in stile settecentesco secondo la più antica tradizione napoletana vedrà impegnato un laboratorio artigianale partenopeo e sarà costruita su un’ampia superficie di circa 80 metri quadri, con un’altezza massima di circa sette metri, ispirata alle opere della Misericordia e rappresentata da ben 20 figure, con un’altezza variabile intorno ai due metri, composte, per le teste e gli arti, in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto.

Ad accompagnare il presepe ci sarà l’ormai tradizionale e maestoso albero donato, quest’anno, dalla arcidiocesi di Elk, in Polonia. Sarà un imponente abete rosso alto 28 metri, con una circonferenza massima di circa 10 metri alla base, che rimane rilevante per tutta la sua altezza. Il taglio verrà effettuato dal Corpo Forestale locale, che sarà poi presente a Roma con una sua delegazione. L’albero sarà trasportato su un percorso stradale di oltre 2.000 Km che attraverserà il centro Europa. L’addobbo, poi, sarà curato dagli artisti, rappresentati dai bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani. Questi bambini, insieme ai loro genitori, hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia ricreativa presso i laboratori ospedalieri permanenti, ideati, coordinati e gestiti dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus, realizzando delle sfere e stelle di argilla, successivamente riprodotte in materiale sintetico per l’allestimento. Quest’anno, i piccoli artisti saranno affiancati dai loro coetanei delle zone terremotate del centro Italia, appartenenti all’arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Nella mattina del 7 dicembre, la delegazione polacca, quella campana, insieme ad alcuni piccoli artisti, verranno ricevuti in udienza dal Papa per la presentazione ufficiale dei doni. Il pomeriggio, come di consueto, in piazza San Pietro avrà luogo una breve cerimonia per l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero di natale, che rimarranno illuminati fino alla notte di domenica 7 gennaio 2018, giorno in cui si commemora il Battesimo del Signore e si conclude, nella liturgia, il Tempo di Natale.

PAPA FRANCESCO: IL CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI FINO A GENNAIO

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Molto fitto il calendario delle celebrazioni liturgiche del Papa nei prossimi due mesi. A diffonderlo è la Sala Stampa della Santa Sede. Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, Francesco celebrerà la Messa, alle ore 15.15, presso il Cimitero americano di Nettuno.

Il giorno seguente, nella basilica di San Pietro, presiederà alle 11.30 la celebrazione eucaristica in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno.

Il 19 novembre si celebra la prima Giornata mondiale dei poveri, con la Messa del Papa alle ore 10 nella basilica di San Pietro.

Dal 26 novembre al 2 dicembre, il viaggio apostolico in Myanmar e Bangladesh.

L’8 dicembre: il tradizionale atto di venerazione all’Immacolata, alle ore 16, in piazza di Spagna.

Il 12 dicembre, festa della Beata Vergine Maria di Guadalupe, il Papa presiederà la Messa per l’America Latina nella basilica di San Pietro, alle ore 18.

La messa della notte di Natale, il 24 dicembre, è in programma alle 21.30 nella basilica di San Pietro, seguita, lunedì 25 alle ore 12, dalla benedizione “Urbi et Orbi” dalla loggia centrale della basilica di San Pietro.

Il 2017 terminerà, liturgicamente, per Papa Francesco il 31 gennaio, con la Messa, i primi vespri e il Te Deum di ringraziamento per l’anno trascorso, alle ore 17 nella basilica vaticana.

Il 1° gennaio 2018 è la Giornata mondiale della pace, che Papa Francesco celebra con una Messa nella basilica di San Pietro, alle ore 10.

Stesso orario e stesso luogo, il 6 gennaio, per la Messa dell’Epifania.

Il giorno seguente, come è ormai tradizione, il Papa celebrerà la Messa e battezzerà alcuni bambini nella Cappella Sistina, alle 9.30.

Dal 15 al 22 gennaio il viaggio apostolico in Cile e Perù.

NUOVA EDIZIONE DEL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

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In questo mese di ottobre ricorre il 25° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica. Per celebrare questo anniversario, il Gruppo Editoriale San Paolo, in coedizione con la Libreria Editrice Vaticana, pubblica una speciale edizione (1720 pagine, euro 29,90) corredata da un nuovo commento teologico-pastorale, curato da monsignor Rino Fisichella,  con il coinvolgimento di 40 esperti: tra cui l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, monsignor Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il fondatore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, la monaca benedettina  Anna Maria Cànopi, le teologhe Ina Siviglia e Cettina Militello, e tra i teologi il padre domenicano Thomas Joseph White e il padre gesuita Jared Wicks.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alle librerie San Paolo e alle migliori librerie religiose, oppure chiamare il Numero Verde 800.509645 o inviare un’e-mail a servizio.clienti@stpauls.it.

OTTOBRE MESE DEL ROSARIO

Papa Leone XIII, nell’enciclica “Supremi apostolatus”, del 1883, decretò che il mese di ottobre fosse dedicato al culto della Vergine del Rosario. Egli sottolineò la prodigiosa efficacia di questa preghiera che, recitata con animo puro e devoto, può ottenere dal Padre in Cristo, con l’intercessione della Madre, protezione contro i mali che minacciano la Chiesa e l’intera umanità e conseguire i beni di giustizia e pace tra i singoli e i popoli. Per le persone umili, la meditazione dei vari misteri è il compendio della storia della salvezza, toccando esso tutti gli aspetti della vita di Cristo, l’incarnazione, la passione, morte e risurrezione. Il Rosario è una devozione alla Madonna che ci porta a Gesù. È un intreccio di lodi, di benedizioni e di gloria alla Madre Misericordiosa, parte viva nel mistero dell’incarnazione, per cui si ebbe la redenzione del genere umano. Col Rosario ricordiamo a Maria la parola con cui l’arcangelo Gabriele la proclamò benedetta fra le donne; le ricordiamo lo slancio del suo cuore, invaso dallo spirito divino, di correre in aiuto della cugina Elisabetta. Nel Rosario la celebriamo assunta in anima e corpo in cielo, coronata Regina dell’Universo dalla Santissima Trinità. La parola “Ave” è espressione della nostra ammirazione, del nostro amore e, ogni volta che la ripetiamo facciamo memoria della sua predestinazione, della sua memoria e della sua gloria. La bellezza del Rosario non risiede solo nel suo essere il nostro canto d’amore dedicato a Maria, ma è anche lo sfogo del cuore nel dolore, è la dolce preghiera che restituisce calma, pace e serenità all’anima.