PERUGIA. GLI INTERVENTI DI FINE/INIZIO ANNO DEL CARD. BASSETTI

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“Solennità della Santa Famiglia di Nazareth”
“L’agonia della famiglia è l’agonia del cristianesimo. Solo se viene salvata la famiglia la società e la Chiesa potranno sopravvivere. La famiglia deve tornare ad essere il luogo in cui ogni persona impara a dare e ricevere amore”. Ne è convinto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei. Durante l’omelia della celebrazione eucaristica di domenica 31 dicembre, solennità della Santa Famiglia di Nazareth, nella chiesa parrocchiale di San Sisto in Perugia, Bassetti ha osservato: “Purtroppo nella nostra società si vanno diffondendo tante concezioni equivoche sull’uomo, sulla libertà, sul matrimonio, sull’amore umano, sulla sessualità. Sono purtroppo idee e progetti lontani dalla volontà di Dio”.

Il presidente della Cei ha richiamato i dati Istat secondo i quali “il matrimonio non piace: aumentano i non sposati e divorziati; in Europa si registra un milione di divorzi all’anno e il nostro è diventato il Paese delle culle vuote. Come pastore e responsabile Cei – ha proseguito – mi domando: è davvero così difficile seguire i principi della famiglia, come la Parola di Dio e la Chiesa ci propongono?”.

Tornando alla liturgia domenicale, il cardinale ha contemplato “la Santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, perché essa – ha evidenziato – è il modello di ogni famiglia cristiana” dove “nel nascondimento del lavoro quotidiano, nella preghiera, nella fede, nella comprensione reciproca, nelle gioie, nelle preoccupazioni di ogni giorno si costruisce efficacemente la Chiesa”.

“Te Deum”
“Se si fermano le famiglie, si ferma il motore sociale del Paese. Anzi, si ferma il cuore pulsante del Paese”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica con il canto del “Te Deum” in cattedrale, il 31 dicembre. Richiamando i dati sulla povertà in Italia, il porporato ha sottolineato che colpisce in particolare le famiglie. “Secondo le ultime rilevazioni, le persone che vengono considerate in povertà assoluta sono circa 4,7 milioni: con un forte aumento rispetto al 2007. Ma questa povertà assoluta ha maggiore incidenza soprattutto tra le famiglie con figli. Sono addirittura più di un milione e mezzo le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, con un aumento di ben il 97% rispetto a dieci anni fa – ha sottolineato -. Questo dato deve far riflettere tutti: istituzioni civili, religiose e soprattutto politiche”. Da qui l’appello del cardinale: “È urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane. Lo dico nell’interesse di tutti. Perché nelle famiglie risiede la struttura portante della nostra società e si pongono le basi del futuro dell’Italia”.

Nelle parole del cardinale, anche l’attenzione per “le popolazioni colpite dal terremoto sia nell’Italia centrale che a Ischia” e per “ciò che avviene in tanti Paesi delle sponde del Mediterraneo e in tante zone del mondo, dove oppressione e miseria soffocano ancora tanti fratelli”. “In particolare, non possiamo dimenticare un dramma dei nostri tempi, che purtroppo ha poca risonanza pubblica: la persecuzione contro i cristiani. Oggi, sono più di 200 milioni gli uomini e le donne che in tutto il mondo soffrono a causa della propria fede in Cristo”.

Saluto per il nuovo anno ai fedeli della Diocesi
“Alla città di Perugia, per questo nuovo anno, vorrei lasciare in dono tre verbi su cui fare discernimento: sciupare, amare, fare”. Lo ha scritto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel saluto per il nuovo anno ai fedeli della Diocesi. Il primo riferimento è al verbo “sciupare”, utilizzato da Papa Francesco al “Te Deum”. Il cardinale ha invitato alla riflessione sul “tempo prezioso sciupato in famiglia o sui luoghi di lavoro, nelle comunità ecclesiali o nelle istituzioni civili”, sulle “risorse che abbiamo sciupato dimenticandoci di tutti coloro che stanno nella sofferenza e nella miseria” e, infine, sui “luoghi che abbiamo rovinato con la nostra noncuranza e il nostro egoismo”.

Il secondo verbo è amare. “Non indica una relazione sentimentale, ma una relazione di donazione totale di Dio con i suoi figli – ha aggiunto -. Amare significa, dunque, accogliere Gesù nella propria vita ed entrare profondamente nella dimensione della Croce: ovvero dare la propria vita per gli altri. Amare vuol dire anche servire e prendersi cura di chi ti sta vicino”.

Infine, il terzo verbo: fare. “Il cristianesimo è prima di tutto un fatto concreto, avvenuto nella storia e che continua a ripetersi quotidianamente, che non può essere rinchiuso all’interno di norme morali o aspirazioni ideali. Alle parole devono seguire i fatti, perché così ha amato Gesù. L’auspicio per questo 2018, dunque, è che sempre più i fatti concreti seguano parole”.

Tre quelli indicati, in particolare, dal cardinale: prendersi cura dei poveri “senza alcuna distinzione culturale”; prendersi cura delle famiglie con figli; prendersi cura della “nostra amata città di Perugia con onestà e spirito di servizio”.

L’AUGURIO DEL CARD. BASSETTI PER UN “NATALE BUONO”

L’augurio di un Natale “buono”, cioè un Natale “fecondo di bene”, un Natale “che è personalizzato: buono per te, per la tua vita, per la tua famiglia, per il tuo paese, la tua città, per tutto il mondo”. “Un Natale ‘buono’ che sia quindi un Natale di pace”. Inizia così il videomessaggio di auguri per il Sir del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei. La pace, spiega il porporato, “non è l’assenza delle contese, delle guerre. La pace è il dono di Dio, la pace è un cuore pacificato. La pace è il più grande miracolo che Iddio possa compiere nel cuore dell’uomo e per tutta l’umanità perché la pace l’ha portata Gesù quando è venuto sulla terra” e “il Risorto appena ha incontrato i suoi apostoli: Pace a voi”.

PERUGIA. VEGLIA D’AVVENTO DEI GIOVANI

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Un invito “a vincere le delusioni, come hanno saputo fare i Magi”, perché “questo è anche il nostro cammino di fede: non dobbiamo permettere che la delusione ci abbatta. Non dobbiamo rimanere delusi se qualcuno ci dice: non vengo con te! Alla Grotta di Betlemme non sono arrivati i sacerdoti e gli scribi, quelli che erano di casa, è arrivata gente forestiera, venuta da lontano. Sono arrivati gli ‘abusivi’, come i tanti profughi che oggi arrivano anche in Italia. Gente, che secondo la mentalità corrente, non c’entrava nulla”. Lo ha ricordato il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, ieri sera nella veglia di preghiera di Avvento organizzata dalla Pastorale giovanile nella cattedrale San Lorenzo. “Il Regno di Dio – ha osservato il cardinale – non è fatto di gente che sta ad aspettare. Il Regno di Dio, lo dico con forza, è fatto di gente che sa mettersi in cammino! Gente che non si aspetta nulla, che si ferma ai bordi della strada perché costretta, ma chi sta volontariamente fermo su questi bordi non troverà mai la via per incontrare Gesù. Ragazzi, sappiate che il rischio più grosso della vostra vita rimane alla fine quello di fermarsi, di non partire. Coraggio, fate come i Magi, partite!”.

Guardando i ragazzi di fronte a lui, il porporato ha detto: “Vedo una Chiesa giovane, viva, che non è il futuro che aspettiamo, ma il futuro già presente della nostra diocesi. Il futuro è qui, siete voi e con voi ci prepareremo a sfidare tutte quelle prove che il Signore ci manda e lo faremo insieme, come questa sera, ascoltando la Parola di Dio, cantando e pregando”.

Al termine della veglia sono stati annunciati alcuni degli eventi più significativi in preparazione al Sinodo dedicato ai giovani nel 2018, come la “Settimana della Scuola” dal 5 al 9 marzo, la veglia “In ascolto verso il Sinodo” del 21 aprile, il Campo estivo vocazionale “Tu seguimi dal 1° al 6 luglio, il pellegrinaggio dei giovani italiani a Roma dal 4 al 12 agosto, e la Missione in Malawi dal 16 settembre al 6 ottobre.

PERUGIA. IL PRANZO DI NATALE OFFERTO DAL CARD. BASSETTI

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Uno degli eventi di Natale, che coinvolge sempre più l’intera comunità diocesana perugino-pievese, è l’iniziativa del Pranzo di Natale comunitario. Oltre a quello offerto il giorno di Natale dal cardinale Gualtiero Bassetti, presso “Villa Sacro Cuore”, a quanti vengono ospitati durante l’anno nelle opere segno-strutture di accoglienza della Caritas diocesana, ai frequentatori del Centro di Ascolto presso il “Villaggio della Carità” e ai migranti accolti in strutture messe a disposizione dalla Chiesa locale, ci sono i pranzi preparati e serviti in alcune comunità parrocchiali di periferia e opere segno. In queste realtà vengono ospitati a Natale e/o nei giorni delle festività natalizie persone non tanto in difficoltà materiali, ma povere per solitudine.

Anno dopo anno aumenta il numero di coloro, anche privati, che fanno propria l’iniziativa diocesana del Pranzo di Natale comunitario voluta per la prima volta quindici anni fa dall’allora arcivescovo Giuseppe Chiaretti e proseguita dal successore, il cardinale Gualtiero Bassetti

PERUGIA. GIORNATA DI SOLIDARIETA’ PER L’EMPORIO “TABGHA”

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In preparazione al Natale la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, nella III Domenica d’Avvento (17 dicembre), promuove la Giornata di solidarietà per l’Emporio “Tabgha” con iniziative di sensibilizzazione e raccolte di offerte nelle parrocchie della Prima Zona pastorale (Perugia città). Si tratta di un’iniziativa volta a far conoscere e a sostenere il servizio dell’Emporio “Tabgha” che, con i suoi 50 e più volontari, è anche un “centro di ascolto” per le tante famiglie che settimanalmente si recano a “fare la spesa”.

A spiegare le finalità di quest’iniziativa, che quest’anno ha per tema “Natale, dono del Signore”, sono il diacono Giancarlo Pecetti e la moglie Luisa, direttore e condirettrice della Caritas diocesana: “I quattro ‘Empori della Solidarietà’ attivati nella nostra comunità diocesana sono stati una bella intuizione – sottolineano i coniugi Pecetti –, perché aiutano e sostengono le famiglie in difficoltà rispettando la loro dignità e le loro abitudini alimentari. L’Emporio ‘Tabgha’ è un bene da custodire e sostenere. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere tutte le parrocchie in una forma diretta a contribuire attraverso i fedeli alla gestione di questo servizio. A tutti coloro che liberamente sentiranno il desiderio di sostenere l’Emporio verrà donata una delle palline di Natale artigianali fatte con tanta gioia dalle mamme ospiti del nostro ‘Villaggio della Carità’”.

L’Emporio, in poco più di tre anni di attività, ha aiutato 790 nuclei familiari (attualmente 470) di cui quasi il 25% di cittadini italiani (al primo posto come nazionalità), distribuendo 388 tonnellate di generi alimentari, di prodotti di prima necessità per l’igiene intima e per la casa e di materiale scolastico.

L’Emporio “Tabgha” e gli altri tre Empori Caritas realizzati nel 2016, come opere segno del Giubileo straordinario della Misericordia in zone maggiormente toccate dalla crisi, sono stati fortemente voluti dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Complessivamente i quattro Empori Caritas (Perugia città, San Sisto, Ponte San Giovanni e Marsciano) sono frequentati settimanalmente da circa 1.200 famiglie.

PERUGIA. INTITOLAZIONE DELLA SALA RIUNIONI DEL “VILLAGGIO DELLA CARITA'” A MONS. ROSSI

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Quest’anno lo scambio degli auguri natalizi, in programma per il 13 dicembre tra i volontari e gli operatori dell’Emporio “Tabgha” e del “Villaggio della Carità”, sede della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve (via Montemalbe 1 – zona via Cortonese), sono stati caratterizzati da un incontro culminato con l’intitolazione della sala riunioni del “Villaggio della Carità” a mons. Giacomo Rossi (1930-2017), fondatore e primo direttore della Caritas perugina, ritornato alla Casa del Padre lo scorso 23 giugno dopo una lunga malattia.

“Don Giacomo Rossi è stato il padre della carità nella nostra diocesi, comprendendo la grande innovazione del Concilio Vaticano II e di Papa Paolo VI, perché noi la Caritas la dobbiamo al beato Paolo VI e al Concilio”. Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, si è espresso durante l’incontro-intitolazione della sala riunione del “Villaggio della Carità”.

“Nella Chiesa – ha proseguito – si è sempre vissuta la carità, ma non con la chiarezza di concetti come sono stati elaborati da Paolo VI e dal Concilio. Si è sempre fatta l’elemosina, ma quello che deve essere l’annuncio della carità, che va fatto come l’annuncio della fede e della liturgia, l’ha detto chiaramente il Concilio Vaticano II”. Secondo il cardinale, “don Giacomo ha avuto il grande merito di portare questa innovazione nella nostra comunità diocesana, ad esempio con l’attivazione del centro di ascolto diocesano. Come si fa a ‘diagnosticare’ i bisogni delle persone se non ascoltarle e informarsi sulla loro vita e se non ci si china su di loro come il Samaritano? Sarebbe come un medico che ti dà per telefono le medicine senza visitarti”.

Il card. Bassetti, rivolgendosi ai volontari presenti, ha evidenziato che “il volontariato non è un darsi da fare per qualcosa, ma è una vocazione, è l’unica cosa della vita cristiana che ha continuità; è la nostra stessa vita che deve essere caratterizzata dai colori del volontariato”. “Come presidente della Cei – ha confidato – sono chiamato a firmare tantissimi progetti; quelli che firmo più volentieri, però, sono quelli che riguardano il sostegno ad opere di carità”. Il cardinale ha concluso ricordando la pedagogia della carità lasciata in eredità da don Rossi: “Prima dei mezzi e dei soldi vengono i volti”.

“Con lui – ricorda Liguori – demmo vita a ‘Notizie Caritas’ (inserto redazionale del settimanale La Voce), il foglio periodico di collegamento della ‘rete’ Caritas diocesana e regionale, e realizzammo una trasmissione radiofonica quotidiana in onda su Umbria Radio, che oggi si chiama ‘Gocce di Carità’, che anni fa ottenne dei premi speciali della Giunta regionale dell’Umbria per il miglior programma radiofonico di comunicazione sociale”.

Mons. Rossi, oltre ad aver fondato la Caritas diocesana e dato vita a diversi servizi di valenza anche sociale, si prodigò ad attivare a Perugia, a partire dal 1989, un servizio di ascolto e di accoglienza per studenti immigrati, poi divenuto il Centro di ascolto diocesano. Nei suoi venticinque anni di direttore della Caritas diocesana (1976-2001) portò avanti numerosi progetti a favore degli “ultimi”: disabili e malati senza alcuna assistenza, detenuti e detenute, persone in gravi condizioni di disagio e di emarginazione, giovani e svantaggiati in cerca di lavoro, dando vita a diverse opere segno, cooperative sociali e contribuendo alla nascita dell’Associazione perugina di volontariato (Apv) e all’opera del Centro volontari della sofferenza (Cvs).

PERUGIA. INAUGURATO IL PRESEPE DELLE LOGGE DI BRACCIO

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“Quest’anno abbiamo voluto fare il presepe estremamente povero e Gesù Bambino non ha nemmeno la capanna, perché è il segno della nostra povertà. Siamo tutti poveri, peccatori e anche se crediamo di essere qualcuno, siamo tutti bisognosi di perdono e della misericordia di Dio”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha commentato l’allestimento del tradizionale presepe nelle Logge di Braccio adiacente alla cattedrale di San Lorenzo di Perugia.

Il presepe è stato inaugurato e benedetto dallo stesso Bassetti nel pomeriggio di ieri, domenica 10 dicembre. Al momento inaugurale erano presenti anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, un nutrito gruppo di fedeli tra cui alcuni giovani teologi dell’Università Lateranense in visita a Perugia e i cantori di Comunione e Liberazione che hanno animato con canti natalizi l’inaugurazione del presepe realizzato da alcuni ragazzi dell’Operazione Mato Grosso.

L’arcivescovo nella sua riflessione ha ricordato quando incontrò Madre Teresa di Calcutta: “Le chiesi chi fosse il povero del nostro tempo, ma lei non rispose menzionando né una categoria sociologica né moralistica, disse semplicemente: ‘Tutti siamo poveri perché dobbiamo morire’”. “Siamo tutti dei mendicanti di ‘Luce’ – ha evidenziato il cardinale – e la ‘Luce’ viene dal Natale, che è più soffusa rispetto a quella della Resurrezione che illumina con intensità ogni uomo che viene in questo mondo”.

“Ci prepariamo a vivere il Natale – ha rilevato Bassetti – con tutta questa povertà del presepe, che esprime tante povertà, come quella del terremoto che ha colpito ampie zone del Lazio, delle Marche, dell’Umbria e l’Isola di Ischia, che ho visitato recentemente”. “Quanta povertà, quante persone con un lavoro precario o senza lavoro, quanti poveri vivono sulla strada… Questo presepe è il segno di tutte le nostre povertà materiali, spirituali e morali”. “Che davvero la ‘Luce’ di Betlemme possa illuminare ogni uomo e ogni donna di buona volontà, perché Gesù è venuto tra noi per questo”.

CITTA’ DELLA PIEVE. PRESENTATA LA NUOVA FONDAZIONE DELLA RESIDENZA PROTETTA “CREUSA BRIZI BITTONI”

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“La residenza protetta ‘Creusa Brizi Bittoni’ si è solidificata con il passaggio da ente morale a fondazione, segno di maggiore attenzione verso gli anziani ospitati con la concreta possibilità di ampliare ulteriormente, attraverso il suo nuovo statuto, i servizi a loro offerti. Questo è un segno molto bello ed anche questa struttura va considerata un’opera segno, segno di carità e di speranza della nostra Chiesa”. Lo ha evidenziato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, in occasione della presentazione ufficiale dello statuto della “Fondazione Creusa Brizi Bittoni”, la Residenza protetta che oggi è “una delle strutture-fiore all’occhiello per l’assistenza ad anziani” dell’arcidiocesi perugina-pievese.

Bassetti ha chiesto “una partecipazione sempre più intensa di quanti operano in questa struttura e dell’intera comunità locale, perché è una realtà della vostra città e non è più un ‘ricovero per vecchi’”. “Certamente – ha aggiunto – è una realtà con le sue fragilità, ma è la nostra stessa vita ad avere delle fragilità. La vita è una parabola completa con i due momenti di maggiore fragilità: la nascita, i bambini, e il declino, gli anziani”. “Il mio auguro – ha evidenziato il cardinale – è quello che ci sia sinergia da parte di tutti nella cura degli anziani, perché saremo sempre più una società della terz’età dove le nascite sono sempre meno”. Rispetto alle difficoltà e criticità nella gestione di questo tipo di strutture, l’arcivescovo ha osservato con speranza che “non sappiamo quando finirà la ‘notte’ di queste strutture, ma la loro ‘alba’ viene”.

La residenza protetta accoglie 53 anziani non autosufficienti dando lavoro a 48 persone. Nel progetto di ampliamento della struttura, ha spiegato il presidente, Vincenzo Cappannini, “verrebbero attivati 23 nuovi posti letto, con conseguente incremento di almeno 15 posti lavoro”.

PERUGIA. L’ARTE AL SERVIZIO DELLA CARITA’

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Non solo realtà ecclesiali, ma anche associazioni “laiche” impegnate nel sociale si mobilitano per  sostenere l’attività dell’Emporio della Solidarietà “Tabgha” della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, situato presso il “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” del capoluogo umbro (zona via Cortonese, nelle vicinanze della chiesa di San Barnaba). L’associazione “Rione di Porta Eburnea” (uno dei cinque quartieri medioevali di Perugia) ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione in quest’inizio di periodo natalizio coinvolgendo nel progetto uno dei più noti artisti umbri, il maestro Franco Venanti, che, oltre a caldeggiare l’iniziativa, ha acconsentito all’associazione di realizzare una riproduzione fotografica del suo pregevole dipinto “San Francesco ed il lupo” le cui stampe (dimensioni 50X70 cm), firmate dall’autore e custodite in cartelle, sono state prodotte dal “Centro Stampa Morlacchi”.

Questa riproduzione, a tiratura limitata, è disponibile di quanti sono interessati, lasciando un contributo volontario di almeno 50 euro, presso l’esercizio commerciale “Tati Store” (rivendita tabacchi 71Pg) in via del Circo 19 di Perugia, davanti alla sede regionale della Rai (per info e prenotazioni stampe contattare l’associazione al 335.8350911, oppure inviare e-mail: info@portaeburnea.it).

Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ad una raccolta fondi per l’Emporio “Tabgha”, che ha avuto il plauso e l’incoraggiamento del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, del sindaco di Perugia Andrea Romizi, del parroco di Santo Spirito in Porta Eburnea mons. Saulo Scarabattoli, vicario episcopale della Prima Zona pastorale dell’Archidiocesi, e del direttore della Caritas diocesana diacono Giancarlo Pecetti.

«Quest’iniziativa dell’associazione “Rione di Porta Eburnea” – commenta Pecetti – è un concreto sostegno-gesto di vicinanza della città all’Emporio “Tabgha”, in cui l’Arte si pone al servizio della Carità. Un servizio per famiglie in difficoltà a causa della crisi, fortemente voluto dal cardinale Bassetti che nel 2016, come segno concreto del Giubileo della Misericordia, ha sollecitato la Caritas a realizzare altri tre Empori della Solidarietà nelle aree periferiche più provate dalla crisi».

«L’Emporio “Tabgha” – ricorda il direttore della Caritas – offre il suo servizio a famiglie che risiedono nei quartieri delle Parrocchie della Prima Zona pastorale (Perugia città). Quest’Emporio, nei primi tre anni di attività (inaugurato nell’autunno 2014, n.d.r.) ha sostenuto 790 nuclei familiari (attualmente 470) di cui quasi il 25% di cittadini italiani (al primo posto come nazionalità), distribuendo 388 tonnellate di generi alimentari, di prodotti di prima necessità per l’igiene intima e per la casa e di materiale scolastico, di cui 340 tonnellate tramite la “cassa” dell’Emporio e le restanti 48 tonnellate distribuite ad altre strutture caritative. All’Emporio “Tabgha” prestano servizio circa 50 volontari ben formati e motivati, impegnati anche nell’opera di ascolto dei fruitori di questo importante servizio di valenza anche sociale realizzato con il contribuito della Caritas italiana (fondo 8xMille), della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e di alcune realtà imprenditoriali».

«E’ molto importante non solo in prossimità del Natale – sottolinea il diacono Pecetti – che associazioni “laiche” quali la “Rione di Porta Eburnea” promuovano simili iniziative di sensibilizzazione, che rientrano tra le proprie finalità come la promozione sociale, la rivitalizzazione dei quartieri del centro storico e il decoro urbano. Un sentito ringraziamento al presidente e al vice presidente dell’associazione, Giancarlo Barboni e Armando Flores Rodas, oltre che al maestro Franco Venanti, grazie al quale, come ha detto il cardinale Bassetti in occasione della presentazione dell’iniziativa, “Arte e Carità messe insieme, come in questo caso, formano un binomio perfetto!”».

PERUGIA. LE CELEBRAZIONI PER LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

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“Il Santo Padre ci propone di superare una carità episodica, non coinvolgente, in favore di un impegno fattivo e costante a fianco dei poveri. Se noi cristiani vogliamo incontrare realmente Cristo, dobbiamo toccare il suo corpo piagato in quello dei poveri. Per questo occorre adottare stili di vita diversi: occorre reagire alla cultura dello scarto e dello spreco facendo propria la cultura dell’incontro, dell’andare verso coloro che hanno bisogno”. Lo ha affermato ieri il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica nella prima Giornata mondiale dei poveri. Per l’occasione ha inaugurato il centro parrocchiale per anziani “Madre Teresa di Calcutta” a San Biagio della Valle, a Marsciano: si tratta di una struttura completamente ristrutturata per volontà dell’attuale parroco don Marco Merlini e del suo predecessore don Primo Alberati, grazie anche ai fondi statali per la ricostruzione a seguito del terremoto del 2009. Come segno importante della vicinanza ai poveri, le offerte raccolte durante la celebrazione, come è avvenuto domenica scorsa in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi perugino-pievese, sosterranno le iniziative socio-caritative della Caritas diocesana, tra cui le opere-segno che accolgono oltre 200 persone all’anno e i quattro Empori della Solidarietà dislocati sul territorio.

Nella stessa occasione, il card. Bassetti ha anche celebrato a livello diocesano la Giornata del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. “Questa madre – ha osservato – piange perché i suoi figli la deturpano, mentre Dio chiama gli uomini a custodire il creato, e di questo dovremo rendere conto”.

Non è mancato un riferimento alla visita che ha compiuto in estate ai luoghi colpiti dal terremoto, in particolare ad Amatrice. “Guardando la montagna prospiciente la cittadina – ha ricordato Bassetti – la si vedeva tutta incendiata. Si distinguevano nettamente ben quattro focolai. E mentre il terremoto è una calamità naturale, quell’incendio era opera dell’uomo”. “Ricordiamolo sempre: il rispetto del creato – ha concluso – è rispetto dell’uomo”.