PERUGIA. IL CARD BASSETTI ALL’INCONTRO-CONSEGNA RICONOSCIMENTI A 23 AZIENDE

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«Il lavoro è il pane e il pane è la vita. Togliere il lavoro, o non dare il lavoro, o non consentire ai giovani di lavorare, andando per via diretta, vuol dire evangelicamente togliere la vita. E’ per questo che noi non possiamo stare soltanto a lamentarci della triste condizione socio-economica ed occupazionale dei nostri giorni». Lo ha detto il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella serata del 13 settembre, al “Villaggio della Carità” di Perugia, durante l’incontro-consegna riconoscimenti (targhe ricordo) alle prime 23 aziende che hanno aderito al progetto “Sosteniamo il lavoro” promosso da Caritas e Uffici diocesani di pastorale giovanile e per i problemi sociali e il lavoro. Un progetto finanziato dalla Cei, attraverso l’8xMille, che proseguirà per due anni coinvolgendo altre realtà produttive.

Fare quello che è possibile fare.

«Noi, in nome del Vangelo – ha sottolineato il cardinale –, dobbiamo fare quello che è possibile fare. Diceva don Lorenzo Milani: “Quando avremo fatto tutto quello che è possibile fare, anche se non abbiamo risolto i problemi, almeno ci siamo salvati l’anima”. E questo non è poco per un cristiano, perché vuol dire che avremo operato secondo il progetto di Dio. E qui il discorso è molto concreto, perché si cerca di aiutare, fomentare la vocazione dei giovani, che in un modo o in un altro è una vocazione al lavoro. Ad esempio, anche i due seminaristi che ieri ho ordinato diaconi, e che il prossimo 29 giugno ordinerò preti, sono per una missione, sono per un impegno, sono per un lavoro. Se poi pensiamo che Gesù Cristo ha predicato tre anni, mentre gli altri li ha trascorsi svolgendo un duro lavoro, vuol dire che il lavoro è l’attività dell’uomo, ma è anche il progetto di Dio sull’uomo».

Un’occupazione più stabile.

Bassetti ha ringraziato gli imprenditori che hanno avuto «il coraggio di lasciarsi coinvolgere in questo progetto per l’uomo. Una scelta, speriamo – ha detto –, che possa essere anche incentivata, allargata ad altri vostri colleghi. Soprattutto, chi inizia un’esperienza di lavoro del genere con il sostegno delle vostre aziende possa trovare un’occupazione più stabile. Questo è il progetto a cui noi miriamo. Io vi ho detto grazie – ha aggiunto –, ma forse siete anche voi imprenditori a dirlo alla Provvidenza, al Signore, perché vi ha dato l’occasione per fare del bene. Tutte le volte che il Signore ci offre quest’occasione, siamo noi che dobbiamo ringraziare».

In Cei più progetti a sostegno del lavoro giovanile.

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, avviandosi alla conclusione, ha detto: «Anche in Cei cercherò di incoraggiare il più possibile queste iniziative, perché i giovani sono una grande scommessa. Passerò un mese intero al Sinodo dei Vescovi che papa Francesco ha voluto dedicare ai giovani, dove emergeranno anche questi problemi, ma sono sicuro che la Chiesa mostrerà tutta la sua carità e maternità, soprattutto nei confronti dei giovani. La figura del cristiano oggi è quella del samaritano che si china sull’altro, che non tira dritto lungo la sua strada».

Un po’ di dati di “Sosteniamo il lavoro”.

Insieme al cardinale Bassetti erano presenti all’incontro il direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti, i direttori della Pastorale giovanile, don Luca Delunghi, e dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, il diacono Carlo Cerati, il referente del progetto “Sosteniamo il lavoro”, Francesco Pellegrino, diversi operatori Caritas e Matteo Monticelli, responsabile dell’area Toscana-Umbria della Gi Group Spa, una realtà multinazionale con agenzie di collocamento al lavoro in Italia e all’estero, che ha selezionato i 27 tirocinanti del progetto (12 donne e 15 maschi), con età media 30 anni, su un totale di 80 partecipanti alla selezione dello scorso ottobre. A ciascuno dei 27 tirocinanti è stato offerto un periodo di sei mesi con borse-lavoro dal contributo netto mensile di 550 euro. Di queste 27 persone, 9 stanno ancora svolgendo il tirocinio e delle altre 18, ben 11 hanno ottenuto dalle aziende un contratto a tempo determinato o di apprendistato dopo aver concluso il suddetto tirocinio.

“Dignità e lavoro”, un convegno di rilevanza nazionale.

Il direttore della Caritas Pecetti ha evidenziato che “Sosteniamo il lavoro” è un «progetto SOS» rivolto alle realtà imprenditoriali del territorio umbro, per aiutare quanti sono alla ricerca di un lavoro dignitoso. Ha espresso gratitudine a quanti hanno lavorato alla buona riuscita del progetto, dagli operatori Caritas agli imprenditori, alla Gi Group Spa, annunciando un importante evento di rilevanza nazionale, promosso dalla Caritas diocesana su input di questo progetto, in programma a Perugia il prossimo 16 novembre. Si tratta del convegno dal titolo: “Dignità e lavoro” a cui sono stati invitati il ministro del Lavoro, la segretaria generale della Cisl, un noto economista e l’amministratore delegato di una importante azienda italiana.

Soddisfazione di aziende e tirocinanti.

Gli imprenditori intervenuti all’incontro hanno concordato sulla qualità delle persone selezionate dal progetto, testimoniata anche dagli 11 tirocinanti che hanno avuto l’opportunità di proseguire il lavoro con contratti a tempo determinato o di apprendistato. E’ stata anche una positiva esperienza di integrazione, in quanto è stato inserito nel progetto un ragazzo straniero che si è dimostrato molto valido e preparato. Due dei  tirocinanti hanno portato la loro testimonianza evidenziando che hanno potuto fare esperienze lavorative concrete, scoprendo nuove capacità professionali utili per futuri rapporti di lavoro.

I prossimi traguardi di “Sosteniamo il lavoro”.

Proprio in queste settimane è in fase di elaborazione la seconda parte di questo progetto da attuarsi nel 2019, che la Caritas perugina presenterà in Caritas italiana. Coinvolgerà 40 persone in cerca di lavoro: 10 potranno fare la stessa esperienza di quest’anno presso aziende produttive; 10 svolgeranno un corso di formazione professionale nei settori informatico o tessile; 10 saranno coinvolte in un progetto per la conduzione di macchine utensili con controllo numerico manuale; 10 effettueranno un corso di formazione imprenditoriale ai cui partecipanti giovani e adulti, se interessati ad avviare un’attività, la Caritas diocesana verificherà la possibilità di sostenerli materialmente con il “Prestito della speranza”, un’iniziativa promossa dalla Caritas italiana. «Sono “micro progetti” – ha evidenziato il direttore Pecetti – che non risolveranno il problema lavoro, ma sono un piccolo contributo per favorire occupazione nel nostro territorio, soprattutto a dare speranza e fiducia in un periodo di rassegnazione-disperazione per tante famiglie, soprattutto giovani».

PERUGIA. APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SCUOLA DIOCESANA DI MUSICA

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Sono aperte le iscrizioni dal 10 settembre alla Scuola diocesana di musica “Istituto Girolamo Frescobaldi” che inizierà le lezioni il prossimo primo ottobre. La Scuola ha sede a Perugia, presso lo storico Auditorium Marianum in corso Cavour 184.

«L’Anno Scolastico 2018-2019 – ricorda mons. Francesco Spingola, direttore dell’“Istituto Frescobaldi” – è il 54° dall’istituzione di questa Scuola musicale. E’ il momento opportuno per la formazione della persona, con la musica e alla musica…, necessario per imparare il particolare linguaggio da parte dei collaboratori canoro-musicali delle comunità parrocchiali e non solo».
«Quest’anno – annuncia con soddisfazione mons. Spingola – viene attuata per la prima volta la convenzione con il Conservatorio statale “Francesco Morlacchi” della nostra città; convenzione che permette di usufruire del credito di preparazione per quanti intendono proseguire gli studi presso lo stesso Conservatorio».

Le cattedre attivate dalla Scuola diocesana di musica per il nuovo A.S. sono: teoria, pianoforte, organo, canto gregoriano, canto corale, coro di voci bianche, canto lirico, violino, violoncello, chitarra, arpa, clavicembalo, tastiera, flauto, clarinetto, sassofono, tromba, storia della musica, armonia. Le lezioni strumentali e di canto lirico sono tutte individualizzate e concordate con gli allievi. La frequenza è vivamente raccomandata anche agli adulti. Oltre la sede principale, vi sono sedi distaccate in via Caprera 29 (chiesa Madonna delle Grazie) e presso i complessi parrocchiali di Monteluce e di Madonna Alta di Perugia e di Bagnaia (per info dettagliate e iscrizioni telefonare di pomeriggio allo 075.5736171).

PERUGIA. LA SOLENNITA’ DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

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E’ sempre molto sentita e partecipata la solennità della Madonna delle Grazie, che la Chiesa di Perugia-Città della Pieve celebra nella cattedrale di San Lorenzo, mercoledì 12 settembre (ore 18), avviando il nuovo Anno pastorale in Diocesi. Un appuntamento che vede numerosi fedeli e parroci attorno al loro pastore, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Il presule, al termine della celebrazione eucaristica, come vuole la tradizione, si raccoglierà in preghiera davanti alla venerata immagine della Madonna delle Grazie dipinta da un allievo della scuola del Perugino su una delle colonne della navata centrale della cattedrale. L’arcivescovo reciterà l’atto di affidamento della città e dell’Archidiocesi alla protezione della Beata Vergine Maria scritta dal suo predecessore, il cardinale Gioacchino Pecci, vescovo di Perugia dal 1846 al 1878, poi papa Leone XIII.

Nella solennità della Madonna delle Grazie la Chiesa diocesana farà festa a due suoi seminaristi, Giosuè Busti e Giordano Commodi, che il cardinale Bassetti ordinerà diaconi “transeunti” (diventeranno sacerdoti il prossimo anno). La loro chiamata-vocazione totale al Signore, come quella di altri giovani seminaristi giunti quasi al termine della formazione, è per l’intera comunità diocesana una testimonianza di Chiesa viva e in cammino. E la vitalità evangelica e missionaria della Chiesa perugino-pievese si coglie anche nella “Lettera alla diocesi a conclusione della Visita pastorale 2013-2017” dal titolo: In questa casa è la mia salvezza, a firma del cardinale Gualtiero Bassetti e del vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti. Questo documento, in cui si legge che la casa della salvezza è la Chiesa, sarà distribuito ai fedeli il 12 settembre in cattedrale. La lettera, oltre a «formulare un bilancio» della Visita, offre delle «indicazioni per il cammino degli anni a venire», scrivono il cardinale e il suo ausiliare, «accogliendo i suggerimenti preziosi dell’Assemblea diocesana dello scorso novembre» e traccia «linee di azione» per «una Chiesa decisamente orientata alla missione».

Come sono chiamati alla missione Giosuè Busti e Giordano Commodi, proiettati al loro sacerdozio futuro, quello di «un uomo dedito e attento ai bisogni di chi incrocia lungo il cammino – scrive Giordano –, un uomo sospeso tra croce e risurrezione e che rivolge costantemente il suo sguardo al Padre per essere guidato».

Chi sono Giosuè Busti e Giordano Commodi?

Giosuè Busti ha 30 anni ed è originario di Ponte Valleceppi (Perugia). La sua esperienza di fede nasce prestissimo, in casa, grazie all’educazione ricevuta e al grande esempio cristiano trasmesso dai genitori. A 19 anni si appropria di questa esperienza di fede, maturandola ancor più nella Comunità Magnifica e attraverso il cammino di conversione intrapreso successivamente all’interno della stessa, vivendo e sperimentando nei successivi cinque anni il servizio agli altri e nella Pastorale diocesana giovanile, allora diretta da don Riccardo Pascolini. Il cammino di fede nella comunità, il servizio in diocesi e altre esperienze ancora, hanno fatto nascere in Giosuè un interrogativo, relativo alla volontà di Dio per la sua vita. Sempre meno attratto dalla possibilità di una vocazione matrimoniale, sentiva nascere e rafforzarsi dentro di sé la chiamata di Dio a donare tutta la sua vita a Lui e alla Chiesa, come risposta all’amore ricevuto.

«Di fronte alle prime perplessità – commenta questo momento della sua vita Giosuè – sono stato rafforzato dalla sempre più profonda convinzione che Dio sa meglio di me qual è il mio bene, e che avrei trovato la piena felicità e la realizzazione della mia vita facendo luce su cosa il mio cuore desiderava più profondamente. Sulla base di queste convinzioni a ottobre 2012, a 24 anni, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e dopo un primo periodo di discernimento, ho iniziato l’Anno propedeutico nel Seminario regionale di Assisi e ho così intrapreso il cammino che mi ha portato fino all’ordinazione diaconale».

Giordano Commodi ha 38 anni e proviene da Gualdo Tadino (Pg). Studente di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, ha interrotto il percorso universitario a pochi esami dalla laurea perché assunto in una farmacia, dove ha lavorato per cinque anni, fino all’ingresso in Seminario. Cresciuto negli anni dell’infanzia a contatto con i frati Cappuccini del Convento della Madonna del Divino Amore, vicino casa, nell’età adolescenziale si era poi completamente distaccato da qualsiasi percorso di crescita spirituale. Durante gli studi universitari inizia a frequentare il cammino dei Dieci Comandamenti proposto dal Convento di Monteripido di Perugia. «Colpito dalla Parola che mi veniva annunciata – racconta Giordano – ho avuto come la sensazione di respirare a pieni polmoni, di ricevere un nutrimento mai assaggiato prima, finché ciò che inizialmente sembrava pura curiosità è divenuto un bisogno».

Seguendo il consiglio di alcuni amici, Giordano inizia a frequentare la realtà parrocchiale di Castel del Piano (Perugia), e a conoscere il parroco don Francesco Buono, che lo inserisce nelle diverse attività parrocchiali destinate a giovani e adulti. «Grazie a quelle esperienze, gradualmente cresceva sempre più dentro di me – prosegue il suo racconto – il desiderio di donarmi, di spendere totalmente la mia vita per gli altri. Mi accorgevo che, quanto più mi donavo, tanto più ricevevo. Cominciò però anche una grande lotta interiore: tutto ciò che possedevo, la casa, il lavoro, il denaro, erano un inciampo che non riuscivo ad allontanare. Nel silenzio, nella preghiera e nell’Adorazione, queste difficoltà si sono infine sciolte».

PERUGIA. AL VIA LE ATTIVITA’ DEL CENTRO TEOLOGICO “LEONE XIII”

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È tempo di avvio dell’anno scolastico anche per il neo Centro teologico diocesano (Ctd) “Leone XIII” di Perugia-Città della Pieve, costituito con decreto dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti l’8 giugno scorso. Oggi, martedì 11 settembre, alle ore 18, presso la sede di Montemorcino, gli interventi di saluto del corpo docente apriranno ufficialmente il primo anno di attività del Ctd, nato dalla trasformazione della Scuola diocesana di teologia sorta nel 1979. Il Ctd, per la diversa strutturazione del piano studi che offre rispetto alla Scuola, si avvale della collaborazione dell’Istituto teologico di Assisi (Ita) e dell’Istituto superiore di scienze religiose di Assisi (Issra).

Il card. Bassetti, che ha fortemente voluto il Ctd, evidenzia, nel suo decreto costitutivo che il Centro teologico “Leone XIII”, “continuerà a offrire un servizio qualificato di formazione, adeguato agli orientamenti ecclesiali e maggiormente rispondente alle necessità dei tempi presenti”.

Nel formulare agli allievi e ai docenti gli auguri di buon studio-lavoro, il porporato auspica che il Ctd possa avvicinare sempre più persone allo studio della teologia anche per una maggiore conoscenza personale delle Sacre scritture.

È possibile iscriversi al nuovo Centro teologico diocesano via e-mail a: centroteologicopg@gmail.com, o telefonando allo 075.41393 (il martedì, dalle ore 16 alle 20) e per info dettagliate consultare il sito: http://diocesi.perugia.it/centroteologico.

PERUGIA. RIAPRE LA SALA DEL SANT’ANELLO RESTAURATA

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E’ stata un’occasione di festa e di gioia non solo per coloro che si professano credenti e devoti della Beata Vergine, ma per tutta la città di Perugia, perché la “Sala del Sant’Anello” della cattedrale di San Lorenzo, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Natività di Maria, ritorna ad essere accessibile a tutti grazie ad un’accurata opera di restauro che ha permesso il recupero di un ambiente della storia della cattedrale perugina che risale al XV secolo, come anche la ricostituzione della Confraternita del Sant’Anello. E’ in sintesi quanto hanno detto il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, il presidente del Capitolo della cattedrale mons. Fausto Sciurpa, e l’avv. Roberto Tittarelli, priore della Confraternita del Sant’Anello, nell’intervenire all’inaugurazione dei lavori di restauro della “Sala del Sant’Anello” tenutasi nel pomeriggio dell’8 settembre.

Questi lavori sono stati eseguiti da due professionisti del restauro, Elisa Becchetti e Francesco Rocchini, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. La realizzazione del progetto del recupero di quest’ambiente della cattedrale è stata possibile grazie al contributo finanziario della Fondazione Compignano presieduta da Augusto Coli, un benefattore molto legato alla sua terra, che, come lui stesso ha detto: «ho avuto dalla vita un po’ di più di quello che mi serve». E quel «po’ di più» lo mette a disposizione del prossimo, sostenendo progetti volti allo sviluppo culturale, socio-economico ed occupazionale del territorio.

Il cardinale Bassetti, nel suo intervento, ha elogiato la Confraternita del Sant’Anello per l’impegno profuso a tenere viva un’antica tradizione legata ad una reliquia ritenuta dalla pietà popolare l’anello con cui la Beata Vergine fu sposata a san Giuseppe. «E’ molto importante che queste antiche confraternite, molte delle quali oggi soltanto sulla carta – ha evidenziato il presule –, tornino a vivere perché in fondo ci ripropongono dei pezzi della nostra storia e tradizione che è opportuno approfondire, altrimenti perdiamo la nostra identità e si appiattisce tutto». Il cardinale ha auspicato lo sviluppo di «una maggiore attenzione-devozione da parte della città e dell’intera comunità diocesana nei confronti del Sant’Anello. Questa mattina sono stato a Prato – ha raccontato – dove in questo momento si tiene l’ostensione della Sacra Cintola della Madonna con 7mila persone, perché la Prato civile e la Prato religiosa trovano in quel simbolo il senso profondo della loro unità. L’anello è ancora più importante, perché è segno della realtà meravigliosa del sacramento del matrimonio, della famiglia. Vorrei che si ritornasse ad approfondire in questo senso quelle che sono le nostre radici, partendo dal significato del Sant’Anello, che rappresenta una tradizione fortissima, non documentata storicamente, ma che si tramanda da più di cinque secoli, non nata dal nulla, che vuol dire che giunge da qualche radice profonda ponendoci tutti in un ascolto e in un’attenzione e, per i credenti, in una grande devozione».

Questa venerata reliquia è custodita nella cattedrale perugina dal 1488, esattamente da 530 anni, e la confraternita che porta il suo nome si è adoperata non poco a riportare al suo antico splendore la “Sala del Sant’Anello”, sede dell’antica Confraternita, nuovamente fruibile dopo più di mezzo secolo di «abbandono», come ha sottolineato nel suo intervento la rappresentante della Soprintendenza dell’Umbria Maria Brucato. «E’ stato un lavoro non facile – ha sottolineato la dott.ssa Brucato –, perché alcune parti pittoriche e decorative erano mancanti. L’importanza della sala è nelle pitture (come la riproduzione ottocentesca del “Matrimonio della Vergine” del Perugino, il cui originale fu trafugato dalla cattedrale di San Lorenzo dalle truppe francesi all’inizio del XIX secolo, n.d.r.), ma è soprattutto in quello che rappresenta questo luogo anche attraverso la ricostituita Confraternita del Sant’Anello composta da molti giovani»

La festa e la gioia di centinaia di fedeli, giunti anche dall’antico suggestivo borgo medioevale di Compignano di Marsciano (Pg), è culminata con la tradizionale ed attesa ostensione del Sant’Anello, detta comunemente “calata”, a cura dei membri della Confraternita. La reliquia, conservata in una cassaforte posta ad otto metri d’altezza nella cappella del Sant’Anello, è stata collocata sul sottostante altare per la venerazione dei fedeli.

A seguire, sempre in cattedrale, il cardinale Bassetti, durante la celebrazione eucaristica, ha consacrato all’Ordo virginum Tamara di Girolamo, insegnante d’infanzia e catechista, laureata in Scienze dell’educazione, che sta concludendo il triennio di Scienze Religiose per il conseguimento del Baccalaureato.

 

PERUGIA. PUBBLICATO BANDO DI SERVIZIO CIVILE PRESSO LA CARITAS DIOCESANA

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La Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve rende noto che dal 23 agosto 2018 è pubblicato nel suo sito internet ufficiale, con link www.caritasperugia.it/news/bando-di-selezione-il-servizio-civile-spirit-brotherhood-perugia, il bando di selezione per il Servizio Civile presso la sua sede, a seguito della pubblicazione in data 20 agosto 2018 del Bando di Concorso per la selezione di 53.363 volontari, dai 18 ai 29 anni, da inserire in progetti in Italia e all’estero, da parte dell’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale.

Il progetto redatto dalla Caritas diocesana perugino-pievese ed approvato dal sopracitato Ufficio per il SC nazionale, spiegano in Caritas, «è denominato “In a spirit of brotherhood”, ispirandosi al Vangelo e riprendendo le parole conclusive del primo articolo della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, intende riportare il fenomeno della migrazione e dell’accoglienza ad una dimensione più umana, promuovendo il valore dello spirito di fratellanza nei giovani che presteranno il SC».

«Gli elementi qualificanti dello svolgimento del SC in Caritas – sottolineano i responsabili – sono: servizio, con un approccio promozionale, a vantaggio delle persone che vivono sul territorio; formazione, come grande occasione di crescita umana per chi compie il servizio. La Caritas propone un accompagnamento formativo articolato lungo tutto il periodo di SC; sensibilizzazione, come mezzo per diffondere la cultura della nonviolenza e della solidarietà. In Caritas l’esperienza che si vive è occasione di informazione e presa di coscienza da parte della comunità, riguardo ai disagi del territorio e ai valori del SC».

«Fare il Servizio Civile nella Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve – concludono – significa fare un cammino di crescita insieme. Camminando insieme, infatti, ci si può immedesimare con i compagni di viaggio e comprenderne il loro punto di vista sul mondo, premessa indispensabile per la costruzione di un dialogo di pace, aperto e costruttivo, e per una crescita sotto il profilo umano e professionale».

Il bando per il progetto “In a spirit of brotherhood” prevede la selezione di quattro operatori volontari presso la sede del Centro di accoglienza cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

La domanda di partecipazione alla selezione deve pervenire a Caritas diocesana entro e non oltre le ore 23:59 del 28 settembre 2018 (ore 12:00 per la consegna a mano). Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione. Le selezioni si svolgeranno nel mese di ottobre 2018. Le date ed il luogo per la selezione saranno comunicate tramite un avviso sul sito della Caritas diocesana almeno 15 giorni prima della selezione. Tale avviso ha effetto di notifica per tutti i candidati. I candidati selezionati inizieranno il Servizio Civile nel mese di gennaio 2019.

Per maggiori informazioni e per consultare il bando si possono visitare i siti www.caritas.it www.caritasperugia.it www.serviziocivile.gov.it, oppure telefonare al numero 075.572.09.70 o scrivere a: info@caritasperugia.it

ASSISI. CONVEGNO “LA TEOLOGIA DELLA TENEREZZA IN PAPA FRANCESCO”

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Il Centro Familiare Casa della Tenerezza ha organizzato un importante Convegno dal titolo: “La Teologia della Tenerezza in papa Francesco” che si svolgerà ad Assisi, presso la Domus Pacis, dal 14 al 16 settembre con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale di Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Italiana, della Conferenza Episcopale Umbra, dell’Istituto Teologico di Assisi, dell’Ordine dei Frati Minori di Assisi e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi. Il giorno precedente, il 13 settembre, gli iscritti al Convegno avranno la possibilità e la gioia di partecipare  all’udienza privata con il Santo Padre nella Sala Clementina del Vaticano.

La teologia della tenerezza abbraccia l’essere e l’agire globale della Chiesa, in ogni sua vocazione, aggregazione e forma di vita; cambia soltanto la modalità attuativa. L’abbraccio della croce è il vertice di questa teologia: rivela l’infinita tenerezza di Dio verso l’umanità e dice noi a noi stessi come “esseri di tenerezza”.

Scopo del convegno è:
• verificare l’apporto decisivo del Santo Padre e gli sviluppi prevedibili per il futuro della riflessione teologica e della vita della Chiesa;
•svolgere un’indagine seria e rigorosa sulla ecclesiologia di tenerezza di Papa Francesco.

Il convegno interessa in modo diretto la teologia del matrimonio e della famiglia e la teologia della vita consacrata e del ministero ordinato in modo indiretto, tutti i battezzati e gli operatori della pastorale.

NB„ l’ufficio scolastico della CEl riconoscerà i crediti formativi per quanti parteciperanno all’intero convegno. inoltre, chi interessato potrà richiedere un attestato di partecipazione.

Per info, costi e scheda dl iscrizione www.casadellatenerezza.it – info@casadellatenerezzait  – Mariella 3404104094

PERUGIA. L’OMELIA DEL CARD. BASSETTI IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SAN LORENZO

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“La carità, cosiddetta politica, che stimola le persone a mettere i propri talenti e le proprie energie a servizio del bene comune per la costruzione della città e dello Stato, deve nascere dal desiderio di servizio disinteressato. Ma non si potrà mai conseguire il bene comune se non con strumenti politici buoni e giusti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, stamani nell’omelia della messa che ha celebrato, in occasione della solennità di san Lorenzo, nella cattedrale di Perugia, dedicata al martire.

Indicandolo come modello di “Chiesa in uscita”, “per la nostra città e per la società in cui viviamo”, il porporato ha invitato i fedeli a non prendere scorciatoie: “L’essere cristiani non caratterizzato soltanto dai doveri che abbiamo verso Dio o la nostra famiglia, ma dal vivere per gli altri è il vero modo di mettere Dio al primo posto, come ha fatto san Lorenzo”.

Cardine della società indicato dal cardinale è l’amore: “Una città, una nazione, che invece che sulla solidarietà e sul bene comune tendesse a fondarsi sull’egoismo e sul privilegio, avrebbe smarrito il senso profondo del suo ruolo ordinatore e della sua finalità civilizzatrice e umanizzante”.

Nelle parole del card. Bassetti l’impegno della Chiesa, che “non ha altri modi di essere presente nella società che vivendo la sua vocazione al servizio a partire dai piccoli, dai poveri, dallo straniero, dall’orfano e dalla vedova”.

Citando Paolo VI, il presidente della Cei ha evidenziato che “la carità deve investire la politica con la propria forza di illuminazione, energia di dedizione, capacità di servizio”. “Certo, tutto questo esige un impegno pedagogico ed educativo molto forte – ha affermato il card. Bassetti –; ma se non si fossero mossi in questo senso i nostri padri, noi oggi non avremmo una Carta costituzionale, che rimane un orientamento sicuro”.

PERUGIA. NUOVI PARROCI E VICARI NELLE CHIESE DELLA DIOCESI

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Nell’Archidiocesi di Perugi-Città della Pieve prosegue l’avvicendamento alla guida delle parrocchie avviato dopo la conclusione della Visita pastorale (2013-2017)  del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e la riorganizzazione delle parrocchie in Unità pastorali (Up). I nuovi parroci e vicari parrocchiali faranno ingresso nelle rispettive parrocchie-Up tra settembre e ottobre, all’inizio dell’Anno pastorale 2018-2019. Quest’anno i trasferimenti e le nuove nomine sono in numero ridotto rispetto al 2017, legate soprattutto alla destinazione dei cinque neo-ordinati sacerdoti e alla quiescenza di alcuni parroci. Le disposizioni della Curia arcivescovile riguardano le comunità parrocchiali-Up di Marsciano, San Valentino e Castello delle Forme, Elce e Case Bruciate in Perugia, Montebello, San Marco, Paciano, Vaiano e Villastrada, Torgiano e Brufa, Tuoro e Passignano sul Trasimeno, San Mariano e Girasole, Santo Spirito e Santi Biagio e Savino in Perugia.

A Marsciano don Marco Pezzanera, giovane sacerdote originario del luogo, prende il posto di mons. Giuseppe Ricci, il quale, dopo 17 anni di servizio, rimarrà a collaborare con il nuovo parroco. Don Marco sarà moderatore dell’unità pastorale 23 e parroco anche di Schiavo e Migliano.

Al posto di Don Pezzanera nelle parrocchie di San Valentino e Castello delle Forme subentra don Miroslaw Puchacz, sacerdote polacco della Diocesi di Drohiczyn, finora parroco di Paciano, Vaiano e Villastrada.

Lascia l’oratorio parrocchiale OSMA di Marsciano don Gaetano Romano SDB, che assume l’ufficio di parroco solidale di Elce e Case Bruciate; parroco moderatore di entrambe sarà don Riccardo Pascolini. Nella parrocchia di Elce si darà particolare attenzione alla pastorale dei numerosi studenti universitari presenti in zona.

Don Luca Bartoccini, parroco uscente di Elce, assumerà l’ufficio di Canonico Sacrista nella Cattedrale di San Lorenzo in Perugia, continuando a dirigere il Centro di Formazione Pastorale.

Padre Dante Camurri SdC, finora vicario parrocchiale di Brufa, assumerà l’ufficio di vicario parrocchiale di Montebello.

Padre Gabriele Cristaldini OFM Capp lascerà l’incarico di Cappellano del Sodalizio San Martino per servire come vicario parrocchiale la parrocchia di San Marco

Don Mauro Angelini, recentemente incardinato nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve dall’ordine dei Frati Minori, è stato nominato assistente spirituale del Perugia Calcio.

Padre Alberto Viganò OP è stato nominato assistente della sezione perugina dell’UGCI, Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Venendo ai  nuovi ordinati sacerdoti: don Augusto Martelli sarà parroco di Paciano, Vaiano e Villastrada; don Federico Casini vicario parrocchiale a Torgiano e Brufa; don Giovanni Yang vicario parrocchiale a Tuoro e Passignano sul Trasimeno; don Nicolò Gaggia vicario parrocchiale di San Mariano e Girasole; don Pietro Squarta vicario parrocchiale di Santo Spirito e dei Santi Biagio e Savino in Perugia.

Come previsto nella riforma del centro storico del capoluogo umbro varata in seguito alla suddetta Visita pastorale, dal 1 settembre 2018 la parrocchia di San Giovanni Rotondo alla Chiesa Nuova, detta anche di San Filippo Neri, viene soppressa e il relativo territorio unito alla Parrocchia di Sant’Andrea in Porta Santa Susanna. Il patrimonio della parrocchia estinta passerà alla Diocesi, eccetto la chiesa di San Filippo, che sarà restituita alla Congregazione dell’Oratorio (Padri Filippini), divenendo Rettoria.

Nello scorso mese di giugno, dopo la modifica dello Statuto, è stato nominato il nuovo Capitolo dei canonici della concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio di Città della Pieve, così composto: don Piero Becherini, don Paolo Cherubini, don Aldo Gattobigio, mons. Augusto Panzanelli, don Leonardo Romizi, don Alessandro Segantin, mons. Remo Serafini, don Simone Sorbaioli (arciprete).

CARD. BASSETTI: “MARCHIONNE UOMO DI UMILI ORIGINI”

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Di Sergio Marchionne ricorda “l’uomo, di umili origini, emigrato con la sua famiglia in Canada dove ha potuto studiare e realizzarsi come padre e come professionista” il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia. Che “con profonda commozione” esprime le sue “più sincere condoglianze alla famiglia”.

“E ne ricordo – ha affermato il cardinale Bassetti parlando ancora di Marchionne – il dirigente d’azienda che, con coraggio e intelligenza, ha saputo scrivere una delle più importanti pagine di storia industriale degli ultimi decenni. In questo momento, in cui la pietà cristiana supera ogni sterile polemica umana, prego per lui il Signore – ha concluso il presidente della Cei – perché lo accolga nella Sua pace e doni consolazione a quanti lo hanno avuto caro”.