TREVI. SEMINARIO “DACCI OGGI IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO”

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Dal 17 al 20 Agosto il Centro Familiare Casa della Tenerezza di Perugia invita tutti a Trevi (Pg), nella campagna umbra, per una pausa di ristoro tutta dedicata alla famiglia e alla coppia. Non sarà una vacanza alternativa, ma un tempo di vita per crescere in tutte le dimensioni, sia come singoli, sia come famiglie e fidanzati.

“Dacci oggi il nostro amore quotidiano – Alla luce del capitolo IV dell’AMORIS LAETITIA” è il titolo del seminario, pensato per famiglie e fidanzati, che affronterà il tema dell’amore sponsale e famigliare vissuto nella quotidianità attraverso catechesi, riflessioni, tempi di deserto, condivisioni e preghiera.

In famiglia capita spesso di sentirsi offesi o delusi: per questo occorre renderla un luogo dove esercitarsi, una scuola di tenerezza dove imparare a perdonarsi, liberandosi dall’ingenua credenza che amare sia una facile pratica. Partendo dalla consapevolezza di non essere perfetti, l’amore è un cammino in cui ci si aiuta. Mettendo in comune le proprie debolezze, ma anche le proprie risorse interiori ed esteriori, in famiglia si impara a dialogare nella verità e a fare spazio alle emozioni in modo sano. Nella Esortazione Apostolica Amoris Laetitia Papa Francesco cala l’inno alla carità paolino nella concreta realtà della famiglia. Così ne è intuito il luogo di origine, perché le parole di San Paolo sembrano descrivere in modo naturale ciò che accade in una famiglia quando si mettono l’amore e la tenerezza al centro della relazione.

Le catechesi del seminario saranno guidate dalla riflessione teologica di Don Carlo e dalle coppie della Casa della Tenerezza le quali, anche attraverso la propria esperienza, cercheranno di incarnare e attualizzare, nel contesto familiare e di coppia, la tematica affrontata. Anche i figli, attraverso un percorso guidato da un gruppo Scout, saranno invitati a vivere un’esperienza in linea con quella dei genitori, per cui saranno giorni di crescita per tutta la famiglia.

Per informazioni più dettagliate telefonare al 340 6104094 (Mariella).

PERUGIA. FESTIVAL INTERNAZIONALE LAURENZIANO D’ORGANO

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Sarà dedicata a “La riforma di Lutero in musica” la IX edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo che si svolgerà nella cattedrale di san Lorenzo, a Perugia, dal 29 luglio al 9 agosto alle ore 21,30. La IX edizione si arricchisce di particolari e significative ricorrenze. Non ultima quella del 50° anniversario della progettazione e realizzazione da parte della Pontificia Ditta Giovanni Tamburini  di Crema dell’organo ad opera del maestro Fernando Germani, organista italiano più importante al mondo della sua epoca. L’organo, dal 1967, con le sue 5mila e più canne, accompagna le celebrazioni liturgiche della cattedrale, il cui restauro è terminato lo scorso anno che ha previsto la pulitura, manutenzione straordinaria, intonazione, accordatura e miglioramento fonico strutturale con l’aggiunta del nuovo registro di Open Diapason 8’ e delle Trombe ad alta pressione di 16’8’4’ su misure Cavaille-Coll.

“Nella forma di un fecondo e benaugurante ecumenismo musicale – evidenzia mons. Sciurpa, presidente del Capitolo di san Lorenzo – si apre il IX Festival internazionale laurenziano d’organo”. Inoltre, annuncia mons. Sciurpa, “un concerto, quello tenuto dal nostro organista, nonché direttore del Festival, maestro Adriano Falcioni, sarà dedicato alla figura del dottor Franco Buitoni, a poco meno di un anno dalla morte”.

Il direttore artistico Falcioni così presenta questa nona edizione caratterizzata da diversi brani che saranno eseguiti da organisti di fama: «Il corale ci accompagnerà in tutto questo nono Festival organistico. Per i cinquecento anni della riforma luterana, dall’Ein fest burg” scritto proprio da Lutero, al Vater Unser (Padre Nostro), tutti i concerti, come sempre affidati ai migliori organisti sulla scena internazionale, avranno questo come filo conduttore. Un progetto in prima assoluta per il nostro Festival sarà l’abbinamento dell’arte visita alla musica. Ci sarà infatti la proiezione del film muto del 1923 di De Mille “I Dieci Comandamenti” con l’improvvisazione dell’organo come colonna sonora di Ferruccio Bartoletti. Improvvisazione che sarà anche presente nei concerti di Maurice Clerc, Kerel Martinek ed Eugenio Fagiani, affermati specialisti di questa antica arte. La monumentale Fantasia sul corale “Ad nos, ad salutarem undum” di Liszt sarà invece il centro del programma del virtuoso Alessandro Bianchi, mentre Bach e la scuola organistica nord europea lo sarà per i concerti del norvegese Karel Nordstoga e Gerhard Loeffler. A Piergiovanni Domenighini, ormai perugino di adozione, è affidato il concerto delle “giovani promesse”».

PERUGIA. DON MAFFEIS AL “SUMMER MEDIA CAMP”

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È in svolgimento a Perugia, fino al 22 luglio, nella “Sala San Francesco” dell’arcivescovado, il “Summer media camp” rivolto a giovani dai 18 ai 30 anni con la passione per i media ecclesiali e non solo, con laboratori e condivisione di esperienze. L’iniziativa è stata organizzata dalla Commissione regionale per le comunicazioni sociali della Ceu su proposta del vescovo delegato, mons. Paolo Giulietti, ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Si tratta di un corso formativo con incontri tenuti da professionisti e docenti universitari inerenti a vari ambiti della comunicazione sociale (carta stampata, radio, televisione, Internet, fotografia…) e con visite guidate ai media ecclesiali umbri (La Voce, Umbria Radio e il quotidiano online www.umbriaoggi.news). Tra i relatori anche don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e sottosegretario della Conferenza episcopale italiana (Cei).

Il media camp ha ricevuto il plauso e l’incoraggiamento del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che ha salutato i giovani partecipanti e gli operatori dei media ecclesiali umbri il 18 luglio, in occasione della “lezione” di don Maffeis.

“Studiare tanto, essere sensibili e fare tesoro dell’esperienza”, ha detto il direttore dell’Ufficio Cei, che ha sottolineato come “la forza dei nostri mezzi della comunicazione sociale siano i territori e le parrocchie, importanti punti di osservazione-ascolto per raccontare la vita delle persone. È una vita di affetti e di sofferenze umane e materiali, ma anche di gioie e di speranze. Si tratta di vite che vanno raccontate e un giornalista cristiano ha uno sguardo a 360 gradi sulla realtà e non ha paura a parlare dei problemi del lavoro, che si fa fatica a trovarlo, di povertà e miserie non solo economiche, di sanità, di scuola, di famiglia”. Occorre, ha ribadito Maffeis, “dare voce al territorio nella maniera più pulita e affascinante perché nel tempo di Facebook la Chiesa ha qualcosa che altri non hanno, il radicamento sul territorio e dando voce alla sua gente fa davvero la differenza”.

Don Maffeis, rivolgendosi ai giovani del “Summer media camp”, ha detto loro: “Non basta aprire un profilo social, occorre abitare la rete con testimonianze di vita”. Tra gli esempi la vedova del giudice Paolo Borsellino, Agnese, menzionata a Perugia da don Maffeis nel 25° anniversario della strage di Via D’Amelio (19 luglio 1992 – 19 luglio 2017). Di Agnese Borsellino don Maffeis ha ricordato il libro “Ti racconterò tutte le storie che potrò”, frutto di un dialogo, attraverso la “rete”, tra la stessa autrice e diverse migliaia di iscritti alla sua pagina Facebook creata dal giornalista Salvo Palazzolo, coautore del libro.

SPELLO. IL CARD. BASSETTI INCONTRA I VERTICI NAZIONALI DI AZIONE CATTOLICA

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“Ci sono tre parole che, meglio di altre, sintetizzano la liturgia della Parola di oggi: il seminatore; il terreno; le orecchie. Tre parole a cui sono legati tre verbi di cruciale importanza: seminare; accogliere; ascoltare”. Attorno a questi tre verbi si è sviluppata l’omelia che il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha svolto durante la messa celebrata ieri a Casa San Girolamo di Spello, incontrando la presidenza nazionale dell’Azione cattolica.

Il cardinale – accolto dal presidente Matteo Truffelli e dall’assistente ecclesiale mons. Gualtiero Sigismondi – ha trascorso la mattinata con la presidenza, per un confronto durante il quale ha invitato a riprendere e sviluppare il profilo di chiesa e di laicato presenti nella “Evangelii nuntiandi” di Papa Paolo VI e nella “Evangelii gaudium” di Papa Francesco.

Ha quindi parlato di una “chiesa del tempo ordinario”, nel quale l’Ac è chiamata a svolgere un ruolo “essenziale”. Si trattava, ha ricordato il porporato, del primo incontro con un’associazione ecclesiale da quando ha assunto la presidenza Cei. “Il seminatore – ha fra l’altro affermato nell’omelia – compie due diversi movimenti: esce e semina. Esce da dove? Non si tratta di un’uscita da un luogo a un altro. È un’uscita esistenziale e mistagogica. Esce da se stesso per andare incontro all’altro. È quello a cui ci invita continuamente papa Francesco. È un’uscita che è essenzialmente un atto di amore totale e gratuito, e mai un semplice gesto esteriore. È questo un punto cruciale: il cristianesimo non è una religione incentrata sul dovere, ma è una fede fondata sull’amore preveniente da Dio”.

Il cardinale Gualtiero Bassetti ha inoltre affermato: “Gesù invita continuamente i suoi discepoli ad ascoltare. Li invita a non farsi dominatori, ma docili custodi di una Parola che è stata rivelata e donata. Custodi di una parola di vita che devono donare al mondo con la stessa gioia e la stessa gratuità con cui l’hanno ricevuta. Quel seme e quella parola che hanno avuto non è di loro proprietà. Essi hanno il privilegio di esserne intermediari preziosi, ma mai proprietari unici. E questo è il dono che ogni credente ha ricevuto: ognuno nel proprio ministero o nel proprio ruolo. E questo è anche il grande dono per l’Azione cattolica”. “Infatti, questi tre verbi che abbiamo appena accennato – seminare, accogliere, ascoltare – rappresentano il cuore pulsante dell’azione dei laici nel mondo contemporaneo… Tre azioni, tre verbi, che caratterizzano da sempre la storia dell’Azione cattolica e che possono essere messe accanto alle tre parole che da sempre la contraddistinguono: preghiera, azione e sacrificio”.

Paolo VI, ha detto il presidente Cei, in occasione del centenario dell’Azione cattolica “ne ribadì con forza la missione: ‘servizio costante per il prossimo e difesa della verità’. Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della fondazione ha invitato l’Ac a raggiungere le ‘periferie’ e a cercare ‘senza timore il dialogo con chi vive accanto’ perché è nel ‘dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti’. Queste parole di due grandi papi si legano alla perfezione con le tre azioni che abbiamo messo in rilievo oggi, seminare, accogliere, ascoltare, e ne danno un ancor maggior significato. Perché nulla è impossibile a Dio”.

PERUGIA. IL CARD. BASSETTI CHIUDE LA VISITA PASTORALE

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“Durante questa Visita abbiamo visto, grazie a Dio, delle realtà pastorali belle, ma abbiamo anche colto l’urgenza di camminare insieme”. Lo ha affermato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, all’assemblea conclusiva della Visita pastorale alle comunità parrocchiali delle sette Unità pastorali della prima zona della diocesi (Perugia città), tenutasi nella serata del 10 giugno in una gremita Sala-Teatro “Giovanni Paolo II” della Parrocchia dell’Oasi di Sant’Antonio.

La Visita pastorale del card.Bassetti, iniziata nell’autunno 2013 a quattro ambiti sociali di attualità e interesse per la Chiesa diocesana – lavoro, immigrazione, sanità e università –, ha riguardato le 32 Unità pastorali delle sette zone della diocesi. Le ultime a essere state visitate sono quelle del capoluogo umbro con una popolazione complessiva di circa 70mila abitanti.

“In un mondo e in una società sempre più frantumate – ha proseguito il cardinale –, diventa una bella testimonianza, quella dei cristiani che camminano insieme, in comunione e che hanno anche il coraggio di condividere. Non basta più condividere la preghiera, i nostri denari per chi soffre sostenendo le tante opere di carità”, ma “è necessario che impariamo anche a condividere la pastorale, cominciando a lavorare di più insieme, soprattutto attraverso le Unità. E questo è il compito, lo sforzo che chiediamo a tutti, sacerdoti e laici, pur sapendo che non è così facile. È lo spirito del Concilio Vaticano II che ci ha portato a una nuova visione di Chiesa più in comunione e corpo di Cristo”.

E ancora il card. Bassetti: “La nostra è una diocesi viva anche se ha i suoi problemi un po’ come tutte le realtà umane divine, dove da una parte c’è lo Spirito Santo che guida, illumina, dà forza e incoraggia, dall’altra parte ci sono tutte le creature umane con i loro limiti».

Per il cardinale Bassetti la Visita pastorale «non è affatto terminata…, continua soprattutto nell’ambito delle scuole della città di Perugia», come lo stesso presule ha precisato ai microfoni di Umbria Radio. «Sono stato invitato da alcuni dirigenti scolastici a visitare i loro istituti, dove andrò durante il nuovo Anno pastorale che coincide con quello scolastico. Questo tipo d’invito ritengo che sia uno degli aspetti più importanti del mio ministero, perché le domande più profonde sul senso della vita non mi sono state rivolte dalle assemblee parrocchiali, ma dagli incontri nelle scuole, dagli studenti anche non credenti, che però si ponevano dei problemi e per loro era un’occasione preziosa parlare con il vescovo a 360 gradi. Qualunque quesito che i ragazzi ti pongono c’è sempre il modo per annunciare il Vangelo e Gesù Cristo».

Altro ambito toccato dal cardinale, che appena gli sarà possibile ritornerà a visitare, è quello «in fermento del carcere», come lui stesso l’ha definito. Inoltre, «problema primario», da sempre molto a cuore al porporato è quello «del mondo del lavoro, soprattutto giovanile, dove è difficile trovare una prima occupazione, e dei quaranta-cinquantenni che perdono il lavoro e faticano molto a reinserirsi. Questi sono problemi primari, perché il lavoro è una realtà che tocca direttamente la dignità della persona».

PERUGIA. LA VISITA PASTORALE DEL CARD. BASSETTI VERSO LA CONCLUSIONE

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“La Chiesa che emerge dall’Evangelii Gaudium e dall’Amoris Laetitia, è quella che accoglie e accompagna anche tante persone che vivono ai margini. Abbiamo bisogno di una Chiesa che integra”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, nel corso dell’assemblea, svoltasi a Torgiano, con la quale si è chiusa la visita nella terza zona “Bassa Valle del Tevere” dell’arcidiocesi. Ai parroci moderatori sono state consegnate “Lettere pastorali conclusive della visita”, illustrate nei loro “aspetti comuni” dal vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti.

Nel corso della visita pastorale – “un cammino che inizia, non finisce”, ha rilevato Bassetti – “sono emerse delle tematiche che sono il contenuto pastorale del nostro cammino di Chiesa attenta, che vuole stare vicino alla gente, inclusiva, che cerca di accogliere tutti, nessuno può essere escluso”. “Se abbiamo letto con attenzione e profondità l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco – ha aggiunto – comprendiamo l’importanza di una Chiesa accogliente per essere una madre che segue con premura tutti i suoi figli”.

“Ho l’impressione che in diocesi, salvo qualche rara eccezione, si sia approfondito poco quest’esortazione apostolica che il Papa ci ha dato come segno di una conversione pastorale”, ha rilevato il cardinale, sottolineando che “mons. Giulietti, nel presentarvi le Lettere pastorali, non ha parlato di aggiustamenti ma di una vita concreta, che deve agganciarsi sempre di più con quella che è la situazione di tutta la gente per essere Chiesa ‘ospedale da campo’, Chiesa in ‘uscita’”.

Il prossimo 10 luglio alle ore 21, presso il teatro “San Giovanni Paolo II” dell’Oasi di Sant’Antonio in Perugia, si terrà l’assemblea conclusiva della Visita alle sette Unità pastorali (U.p.) della Prima Zona (Perugia città), che chiude di fatto la stessa Visita pastorale. In autunno si terrà l’incontro diocesano su quanto è emerso dalla Visita, fornendo le “indicazioni pastorali” per il cammino futuro della Chiesa perugino-pievese.

PERUGIA. IL CARD. BASSETTI OMAGGIO A DON GIACOMO ROSSI

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Le parrocchie di Sant’Egidio – Lidarno hanno dato domenica pomeriggio l’ultimo saluto al loro pastore, monsignor Giacomo Rossi, morto il 23 giugno a 86 anni. A celebrare la messa funebre il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il vescovo di Gubbio monsignor Mario Ceccobelli e numerosi parroci della IV zona pastorale dell’arcidiocesi.

Il brano evangelico delle Beatitudini, ha detto il cardinale Bassetti nell’omelia, “ben rappresenta la missione sacerdotale di don Giacomo, che ha fatto della Carità il suo stile di vita, privilegiando sempre i poveri e gli afflitti, i miti e i misericordiosi. Un amore smisurato per il prossimo che lo ha portato a seguire la volontà di Paolo VI e a fondare la Caritas diocesana”. “Don Giacomo era un grande parroco – ha continuato il cardinale – ma al contempo umile e di poche parole, nel momento del bisogno lui c’era”.

Anche Ivo Del Negro, ex sindaco di Trasaghis (Udine), ha ricordato l’impegno di don Giacomo nel soccorrere le popolazioni del Friuli dopo il terremoto del 1976. “Don Giacomo – ha detto – per noi ha rappresentato l’uomo della speranza e della rinascita. Dopo il disastroso sisma che ha colpito le nostre popolazioni, egli ha saputo confortare ed esortare con parole di speranza e condivisione. Ha saputo instillare, con la sua forza e il suo coraggio, il nostro desiderio di rinascita”. Oggi, ha concluso l’ex sindaco, “le campane del mio paese hanno suonato a morto e una messa è stata celebrata in suffragio di don Giacomo, perché Peonis e Trasaghis hanno perso una persona preziosa. La mia presenza qui, tra voi, dopo 40 anni dai tragici eventi, testimonia i legami e le relazioni profonde che don Giacomo ha saputo creare. Siate orgogliosi di lui”.

La celebrazione si è conclusa con un elogio funebre dei parrocchiani che hanno salutato il loro pastore, guida e padre instancabile per oltre 62 anni.

PERUGIA. STATUA DI SAN FRANCESCO DAVANTI AD AEROPORTO

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“Una nuova stagione per l’aeroporto San Francesco d’Assisi, sotto il segno proprio del santo assisano”: così la presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, all’inaugurazione della rotatoria antistante lo scalo, dove è stata installata una statua di S. Francesco, realizzata dall’artista assisano Leonello Proietti. Presenti i sindaci di Perugia, Assisi e Bastia, Andrea Romizzi, Stefania Proietti e Bastia, Stefano Ansideri, nonché il sottosegretario Gianpiero Bocci.

“Una festa per un’inaugurazione che arricchisce indubbiamente l’aeroporto” ha sottolineato Porzi. “Con la statua, che rappresenta San Francesco benedicente – ha aggiunto -, ogni persona che arriverà in Umbria, sarà accolta dal simbolo della nostra terra e della nostra storia. Una inaugurazione che avviene a pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle nuove rotte che collegheranno l’Umbria al resto d’Italia e ad importanti centri esteri e che speriamo possa essere il preludio per un duraturo e proficuo sviluppo”.

La scultura raffigura San Francesco benedicente, con due colombe in mano. Il Santo – ha ricordato l’artista – poggia su un tronco di olivo, simbolo della pace nel mondo, con alla base delle solide radici che simboleggiano l’attaccamento nei confronti del territorio. San Francesco ha, nel contempo, le braccia rivolte verso il cielo in segno di apertura al mondo.

PERUGIA. INAUGURAZIONE DELL’EX CONVENTO DEI SERVI DI MARIA

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Dopo alcuni anni di lavori di consolidamento strutturale e restauro ritorna all’antico splendore, in pieno centro storico di Perugia, il complesso architettonico del XVI-XVII secolo dell’ex Convento dei Servi di Maria in via Pinturicchio. A coronamento dell’opera, il cui progetto di realizzazione era stato selezionato e presentato nel 2006 alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, martedì 28 giugno (ore 11), si svolgerà la cerimonia di inaugurazione. Interverranno il sindaco di Perugia, avv. Andrea Romizi, il vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti, e il presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc), dott. Giorgio Volpi, l’ente proprietario di questo complesso architettonico. Durante l’incontro saranno presentate, con videoproiezione e pannelli illustrativi, le fasi del recupero delle strutture murarie dei lati sud ed est del chiostro monumentale.

L’Idsc ha acquistato l’immobile nel 2002, su sollecitazione dell’allora arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, dalla Congregazione dei Servi di Maria che si apprestava a lasciare il capoluogo umbro per la riduzione del numero dei suoi religiosi. L’operazione, che ha avuto inizio nel 1999, è stata ben ponderata dal Consiglio di amministrazione dell’Idsc, che in questi anni aveva portato a termine una simile con l’acquisto di un importante e prestigioso immobile della seconda metà del secolo scorso (conosciuto come il “Palazzo dell’Inps”) situato nelle vicinanze di piazza Garibaldi, a pochi passi dall’acropoli. Entrambe le operazioni hanno come loro finalità principale la messa in rendita di questi immobili attraverso l’affitto degli ambienti interni, i cui proventi, spiega il presidente dell’Idsc Giorgio Volpi, «contribuiscono a liberare ulteriori risorse che potranno essere utilizzate da parte di Conferenza episcopale italiana (Cei) per finalità caritative ed assistenziali in Italia e nel Mondo. Infatti, preme ricordare, come in caso di maggior apporto economico, grazie ai risultati di gestione conseguiti di anno in anno, al sistema sostentamento clero da parte degli Istituti diocesani, risulta poi minore la necessità di prelevare somme per la remunerazione dei sacerdoti dal totale di quanto annualmente viene incassato nell’ambito dell’operazione “Otto per mille”».

Non solo il recupero di un significativo complesso architettonico, le cui pietre sono “pregne” di storia, andrà a favorire uno sviluppo sociale non irrilevante per la città con il ripopolamento, quindi il ritorno alla vitalità, di un quartiere del centro, ma l’ex Convento dei Servi di Maria rappresenta per la Chiesa perugina un’opera di carità seppur indiretta.

«Con questa inaugurazione – annuncia il presidente dell’Idsc – il grande complesso immobiliare di via Pinturicchio rientra, quindi, a pieno titolo nel patrimonio urbanistico del centro storico della nostra città. Si tratta di un progetto che, a seguito della proposta fatta a suo tempo dall’Amministrazione comunale, ha aderito condividendo la qualificazione di partner privato con i Padri Salesiani, che avevano già dato la propria disponibilità al bando “Contratti di quartiere II” così da consentire importanti interventi anche a complessi immobiliari di proprietà del Comune nell’asse da Porta Pesa a Porta Eburnea. L’iter burocratico connesso con le procedure per l’ammissione al contributo, avviato nel 2001, si concluse nel 2007 e successivamente nel dicembre del 2010 iniziarono i lavori».

Le opere edilizie, per espressa volontà del Consiglio di amministrazione dell’Idsc sono state affidate, come evidenzia il dott. Volpi, a «realtà imprenditoriali del nostro territorio avendo l’Istituto scelto di far rimanere in zona un flusso economico non indifferente, tenuto conto dei momenti di generalizzata difficoltà, in modo da valorizzare capacità e potenzialità che non sempre noi umbri riusciamo ad adeguatamente apprezzare». Tant’è vero che il Quadro tecnico economico (Q.t.e.) di quest’opera di ristrutturazione prevedeva un ammontare di euro 4.632.000,00, di cui euro 1.967.173,00 sono stati coperti da contributo erogato dal Comune di Perugia attraverso il bando del “Contratto di Quartiere II”.

La parte del complesso architettonico dell’ex Convento dei Servi di Maria di pertinenza dell’Idsc è quella dei lati sud ed est del chiostro monumentale, le cui opere di ristrutturazione e restauro hanno permesso di realizzare diciannove alloggi con 46 posti letto, da locare a canone concordato, realizzati prevedendo dimensioni tali da assicurarne una vivibilità e fruibilità più che buona. Basti pensare che le persone che li abiteranno avranno a disposizione spazi che ormai non è così facile trovare. La parte ristrutturata si estende su una superficie di 1.268 mq, di cui 394 mq di zone a giorno, 305 mq di camere, 121 mq di bagni, 70 mq di disimpegni e 378 mq di destinazioni diverse inclusa la storica “Sala del Capitolo” dell’ex Convento dei Servi di Maria.

«Sulla base dell’accordo di programma e della successiva specifica convenzione – spiega il presidente dell’Idsc –, l’Amministrazione comunale può disporre in misura pari ad un giorno al mese e comunque dodici giorni all’anno della bella e grande “Sala del Capitolo” per attività culturali che contribuiscono a rivitalizzare sia il complesso immobiliare sia l’intera zona della città».

«La chiara vocazione di Perugia quale polo universitario e luogo di permanente scambio interculturale fra tanti studenti italiani e stranieri – evidenzia il dott. Volpi nell’invitare cittadini e autorità civili, religiose e del mondo della cultura all’inaugurazione del 28 giugno –, può e deve rappresentare un patrimonio sul quale programmare una parte non secondaria del nostro futuro, particolarmente dei giovani. Al contempo è opportuno e necessario che si creino i presupposti per consentire a famiglie, anche di recente formazione, di vivere in contesti urbanistici ed immobiliari con caratteristiche e dimensioni tali da assicurare la necessaria serenità».

PERUGIA. GIORNATA DIOCESANA DEI GR.EST.

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Fin dal primo mattino di ieri l’area del “Percorso Verde” di Pian di Massiano, a Perugia, è diventata una armonia di tanti colori, quelli delle magliette indossate dai 4.000 bambini e giovani animatori dei “Grest” (Gruppi estivi) dei 33 oratori parrocchiali dell’arcidiocesi. È stato il loro 9° raduno della Giornata diocesana del “Grest” promossa dall’Ufficio coordinamento oratori perugini, che si è avvalso della
Per don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile e guida del Coordinamento perugino e regionale degli oratori, “vedere il volto di un bambino stupito e gioiosamente meravigliato della sorpresa che ogni anno lo attende e che con cura viene preparata per lui, proprio per lui, ridà a ciascuno di noi adulti il senso profondo della missione che ci appartiene, della volontà di rimettersi al servizio sempre, giorno dopo giorno, del motivo ultimo per cui l’oratorio è chiamato a farsi prossimo e accogliente, dal sagrato della Chiesa alla strada, secondo le peculiarità di ciascuno”.

Ha portato il saluto del cardinale Gualtiero Bassetti il vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti. “Il tempo è un bene prezioso che non possiamo permetterci di sprecare o perdere – ha evidenziato il presule –; il tempo è irripetibile, non torna ma passa invece e proprio per questo non dobbiamo lasciarlo sfuggire senza coglierne la preziosità”.

Mons. Giulietti ha ricordato le parole di Papa Francesco alla Gmg di Cracovia che invitava i giovani e a non essere giovani che perdono tempo sul divano, che si lasciano passare la vita sopra, che guardano il treno che passa: “Non perdete tempo, ma prendete tempo per ciò che nella vita è prezioso e per ciò che nella vita vale”, l’invito di mons. Giulietti. Vincitore del “Grande gioco della Giornata diocesana 2017” è stato il “Grest” dell’Oratorio Anspi “Le Sentinelle di Deruta”, che si è aggiudicato una ricca fornitura di gelati da gustare in Oratorio.

Per don Pascolini “i Gr.est non sono parcheggi dove i genitori lasciano i figli al mattino per andare al lavoro, ma sono delle realtà socio-aggregative-educative di primaria importanza caratterizzate da uno spirito di prossimità che è il proprio. Si tratta di una proposta sempre di attualità e dal grande valore pedagogico”. Quella di quest’estate è intitolata: “Momo prenditempo”, ispirata liberamente al romanzo ‘Momo’ di Michael Ende.

Al centro dei Gr.est 2017 sarà il tema del ‘tempo’ che, precisa don Pascolini – c’è il tema del tempo che è un dono prezioso che siamo chiamati a gestire con cura, nel servizio, nella dedizione agli altri, nella qualità degli spazi di vita che ci ritagliamo per noi e per i nostri affetti. Imparare da piccoli a dare il giusto valore al tempo sarà una dote preziosa per la nostra vita da adulti”.

Novità importante di quest’anno è che i Gr.est sono stati riconosciuti idonei per il percorso di alternanza scuola-lavoro degli studenti delle superiori.