FOLIGNO. ASSEMBLEA ECCLESIALE REGIONALE PER RILANCIARE LA GIOIA DEL VANGELO

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“Rilanciare in Umbria la gioia del Vangelo grazie a una conversione pastorale in senso missionario”. Le otto Chiese diocesane dell’Umbria celebreranno il 18 e 19 ottobre 2019, a Foligno, l’Assemblea ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento avrà, dunque, come fulcro l’evangelizzazione delle persone che vivono nella terra dei Santi Benedetto e Francesco: “In maniera sinodale – si legge in una nota – si rifletterà sull’urgenza di rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale dell’Umbria la gioia del Vangelo attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario”.

Questa “importante tappa del cammino delle Chiese dell’Umbria” verrà presentata alla stampa venerdì 22 febbraio, alle ore 11.30, presso la sala S. Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre). Interverrà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (ceu).

ASSISI. CONVEGNO SUL “SOVVENIRE”

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“Comunione, corresponsabilità e compartecipazione nella trasparenza e all’impegno per far funzionare bene i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici”. È quanto ha invitato a mettere in pratica mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, ai circa 100 delegati diocesani per il Sovvenire, che hanno partecipato sabato al secondo convegno regionale sul sostegno economico della Chiesa cattolica in Umbria. Mons. Giulietti, che è presidente della commissione della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire, ha ricordato come i Consigli per gli affari economici non devono avere una funzione contabile, ma assumere un ruolo determinante nell’educare, nell’essere custodi, nella ponderazione delle scelte pastorali ed economiche, attraverso piani preventivi e consuntivi che vanno dallo stanziamento alla rendicontazione puntuale e trasparente di quanto la parrocchia fa in termini economici.

Il convegno – che si è tenuto sabato a Santa Maria degli Angeli (Assisi) – ha avuto per tema il valore della trasparenza al quale ha fatto riferimento in modo specifico la relazione di mons. Paolucci Bedini (vescovo di Gubbio) che ha preso come spunto il vangelo di Luca, riferendosi alla parabola dell’amministratore infedele per illustrare i valori alla base del Sovvenire.

L’8xmille alla Chiesa Cattolica e le offerte liberali, nonché la storia del sostegno economico alla Chiesa in Italia dal 1800 a oggi sono stati al centro dell’intervento di Paolo Cortellessa, responsabile dell’ufficio studi e ricerche del Sovvenire alla Cei. Cortellessa ha cercato, nel suo intervento, di intravvedere anche gli scenari futuri per l’8xmille.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con un laboratorio in cui è stata svolta una esercitazione pratica: i referenti parrocchiali, divisi in gruppi hanno pianificato un evento di formazione e informazione sui temi del Sovvenire per le loro parrocchie.

PERUGIA. LA CHIESA PERUGINO-PIEVESE HA UN NUOVO VESCOVO AUSILIARE

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L’Archidiocesi metropolitana di Perugia-Città della Pieve ha un nuovo vescovo ausiliare, il sacerdote don Marco Salvi della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. L’annuncio della nomina da parte di papa Francesco è stato dato a mezzogiorno del 15 febbraio, nella Curia del capoluogo umbro, dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e, in contemporanea, dalla Sala Stampa della Santa Sede e dall’arcivescovo-vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro mons. Riccardo Fontana nella cattedrale della città aretina dove era in corso la solenne concelebrazione eucaristica della Patrona, la Madonna del Conforto. Giornata particolarmente significativa per il vescovo ausiliare eletto mons. Marco Salvi, a cui è stata assegnata la sede titolare di Termini Imerese, fino ad oggi parroco di San Bartolomeo ad Anghiari e rettore del Santuario diocesano della Madonna del Carmine. Mons. Salvi subentrerà, dopo la sua ordinazione episcopale che avverrà domenica 31 marzo nella cattedrale di Arezzo, a mons. Paolo Giulietti nominato arcivescovo di Lucca lo scorso 19 gennaio. Sul cammino di entrambi i presuli veglia l’apostolo Bartolomeo, distintosi per la sua vita missionaria, titolare delle chiese parrocchiali dove hanno svolto il loro ministero sacerdotale prima di ricevere la nomina a vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Mons. Giulietti è stato parroco di San Bartolomeo in Ponte San Giovanni, dove attualmente è amministratore parrocchiale.

La gratitudine del cardinale

Il cardinale Gualtiero Bassetti, informato dal nunzio apostolico mons. Emil Paul Tscherrig della nomina di mons. Salvi a suo vescovo ausiliare, ha espresso gratitudine a papa Francesco, che, dopo la recente nomina di mons. Giulietti ad arcivescovo di Lucca, ha provveduto con sollecitudine ad inviare a Perugia un vescovo ausiliare in aiuto al suo ministero episcopale svolto sia a livello diocesano che al servizio della Conferenza episcopale italiana. Gratitudine è stata espressa dal cardinale anche alla Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e al suo Pastore, mons. Riccardo Fontana, per aver donato questo figlio alla Chiesa di Perugia-Città della Pieve. Vivi ringraziamenti sono stati espressi dallo stesso cardinale a mons. Salvi per aver accettato questa nomina, di cui ha avuto modo di apprezzare le doti umane e sacerdotali durante il suo episcopato aretino. Mons. Salvi sarà un valido aiuto nella guida della Chiesa perugino-pievese in questi anni che vedono il cardinale Bassetti sempre più impegnato a livello nazionale.

I Vescovi della Conferenza Episcopale Umbra (CEU) rivolgono un caloroso e fraterno benvenuto a mons. Marco Salvi, nominato oggi (15 febbraio 2019) da papa Francesco vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, lieti di accoglierlo come collaboratore del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Mentre gli assicurano un particolare ricordo nella preghiera che invoca l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo, gli augurano fin da ora un fecondo ministero pastorale nella nostra Regione.

Vescovo architetto

Mons. Marco Salvi è nato a Sansepolcro (Ar) il 4 aprile 1954 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 28 maggio 1983. Ha frequentato l’Università di Firenze dove nel 1979 si è laureato in Architettura e Ingegneria civile e dal 1991 è iscritto all’Albo degli Architetti. Nel 1978 inizia il discernimento vocazionale nel Seminario di Arezzo, per poi conseguire il Baccellierato in Teologia presso il Seminario-Facoltà Teologica di Firenze. Ha svolto il suo ministero sacerdotale in diverse parrocchie dal 1983 a tutt’oggi. A San Bartolomeo di Anghiari è stato parroco per venti anni (1999-2019), ricoprendo anche l’incarico di coordinatore dell’Unità pastorale, e dal 1993 al 2005 è stato presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Sensibile al mondo giovanile e alle sue istanze, don Marco ha contribuito a realizzare diverse iniziative della Pastorale giovanile nelle sue parrocchie. Attento alle nuove sfide imposte dalla società, non ha fatto mancare il sostegno della Chiesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica. Significative sono sia la sua opera per la ricostruzione di edifici sacri, nell’esercitare la professione di architetto-ingegnere, che la sua esperienza di docente di Storia dell’Arte nei Licei statali aretini; esperienza che lo ha portato a contatto con molti giovani trasmettendo loro l’arte del bello, soprattutto l’arte del sapersi costruire cristiani interiormente nella vita di tutti i giorni.

Il quarto vescovo ausiliare

Mons. Salvi approda a Perugia, città d’arte e di cultura umbra per eccellenza, come quarto vescovo ausiliare che la Chiesa diocesana ha avuto nell’ultimo mezzo secolo. Il primo è stato mons. Agostino Ferrari Toniolo (1917-2004), nipote del beato Giuseppe Toniolo, ordinato vescovo ausiliare nel 1967 e nel 1971 al servizio della Curia romana come osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO, quindi nel Consiglio mondiale dell’alimentazione. Il secondo è stato mons. Giovanni Benedetti (1917-2017), nominato vescovo ausiliare nel 1974 e due anni più tardi vescovo di Foligno, molto amato dai folignati fino al suo ritorno alla Casa del Padre avvenuto poco dopo il compimento del centesimo anno di vita. Il terzo è mons. Paolo Giulietti, nominato vescovo ausiliare nel 2014, che, in qualità di delegato ad omnia e a nome di tutto il Clero e della comunità cristiana diocesana, dà il benvenuto fraterno al suo successore, augurandogli una fruttuosa opera evangelizzatrice-missionaria sull’esempio dell’apostolo Bartolomeo al servizio della Chiesa di Perugia-Città della Pieve e della società civile.

PERUGIA. AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PROGETTO “SOSTENIAMO IL LAVORO”

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«La cosa più bella dei volontari Caritas è che hanno sempre un sorriso malgrado le loro preoccupazioni in casa, come tutti. Essere accolta, ascoltata da loro mi fa stare bene e cosa posso dire a quanti incontrano delle difficoltà nella vita? Non tentennate, fatevi aiutare dalla Caritas, ci sono persone pronte e disponibili per voi». Lo racconta una frequentatrice del “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” del capoluogo umbro nel video di apertura-benvenuto al nuovo sito ufficiale della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve (www.caritasperugia.it) realizzato nell’ambito del progetto “Civis Mei” (un’iniziativa finanziata dal Fondo LIRE U.N.R.R.A del Ministero dell’Interno) e recensito nell’ultimo numero di «InformaCaritas» della Caritas italiana.

Il “Villaggio della Carità” di Perugia (situato in via Montemalbe 1 – zona via Cortonese) è la sede della gran parte dei servizi offerti dalla Caritas diocesana, oltre ad ospitare la sua direzione retta dai coniugi Maria Luisa e Giancarlo Pecetti, inaugurato cinque anni fa. Attualmente ospita il Centro di Ascolto diocesano, il Consultorio medico e l’Emporio della Solidarietà “Tabgha”. Soprattutto, grazie ai suoi sei grandi appartamenti, può accogliere una dozzina di famiglie in difficoltà per complessive quaranta persone tra adulti e minori. A settimana sono più di 60 le persone che si recano al Centro di Ascolto per chiedere un aiuto e 460 famiglie vanno a fare la “spesa” all’Emporio. «La gente – racconta Mario, un volontario – ha più bisogno di ascolto che di cose. Per noi volontari è importante la persona, la persona che deve riacquistare il sorriso, la serenità».

Tra le difficoltà impellenti c’è la ricerca di un lavoro dignitoso. «Per questo abbiamo dato vita nel 2017 – evidenzia il direttore Giancarlo Pecetti – al progetto “SoSteniamo il lavoro” realizzato insieme agli Uffici diocesani di pastorale giovanile e per i problemi sociali e il lavoro, finanziato dalla Caritas italiana, attraverso i fondi dell’8xMille della Chiesa cattolica, e con le risorse a disposizione della nostra Caritas diocesana».

La seconda edizione di questo progetto (la prima ha dato a sedici persone giovani adulte una opportunità di lavoro in aziende del territorio) sarà avviata a fine febbraio con la fase della selezione delle candidature pervenute in Caritas. Candidature che devono essere accompagnate da curriculum vitae, Isee, certificato storico lavorativo e indicando uno dei quattro ambiti del progetto a cui si vuole partecipare: 1) tirocini retribuiti presso importanti aziende con sede nella provincia di Perugia; 2) corso professionale di “addetto alle macchine utensili tradizionali e a CNC”; 3) corso professionale di “addetto al rammendo e al rammaglio”; 4) corso formativo di “imprenditoria e autoimpiego”.

Le candidature devono essere fatte pervenire entro il 24 febbraio via e-mail a: info@caritasperugia.it (per quelle consegnate a mano, presso il Centro di Ascolto, entro le ore 12.00 di venerdì 22 febbraio. Per info dettagliate su come partecipare al progetto, consultare il sito: www.caritasperugia.it/progetti/

PERUGIA. CELEBRATA LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

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In una gremita chiesa parrocchiale “Regina della Pace” del quartiere Santa Lucia di Perugia si è svolta, domenica scorsa, a livello diocesano, la XXVII Giornata mondiale del malato che Chiesa celebra oggi, 11 febbraio, solennità della Beata Vergine Maria di Lourdes. Il cardinale Gualtiero Bassetti ha presieduto la celebrazione eucaristica con diversi sacerdoti alla presenza di centinaia di fedeli tra malati, disabili, anziani, familiari, operatori socio-sanitari e volontari di associazioni e organizzazioni che prestano la loro opera in ospedali, case di cura e di riposo, strutture per persone diversamente abili e a domicilio. Il porporato, salutando tutti loro all’inizio dell’omelia, ha evidenziato che questa Giornata pone al centro «una comunità, purtroppo, sempre più vasta che richiede giorno per giorno una continua attenzione e una fraterna dedizione». La presenza di medici e di aderenti alle associazioni di volontariato «testimonia quanto nella nostra Chiesa e nella società sia sviluppato il senso di solidarietà e di aiuto al prossimo».

Riflettendo sulle letture della Parola di Dio proclamata nella messa di domenica, dedicate a «tre personaggi biblici, Isaia, Paolo e Simon Pietro», il cardinale ha parlato del «limite umano» che «constatiamo anche nella precarietà della nostra dimensione fisica, nella malattia, accompagnata da dolore, sofferenza e, molto spesso, solitudine. Il dolore della malattia non è mai totalmente condivisibile, resta racchiuso in noi, solo Dio lo conosce. La malattia ci è compagna di vita, a volte in maniera più evidente, altre volte in maniera più nascosta. La solitudine ingigantisce il senso del dolore e dal corpo lo fa entrare fin dentro l’anima, così che tutto il nostro essere “geme e soffre” nella finitezza umana. Noi cristiani, del resto, siamo ben consapevoli, che non possiamo pretendere di costruirci vie di autentica felicità facendo a meno della croce. La croce di Gesù, la nostra croce, è riassunta nell’Eucaristia, che è vita donata, pane spezzato per la vita nostra e del mondo. L’Eucaristia ci sostiene e ci ricorda il senso ultimo della sofferenza, l’immedesimazione nel Signore morto e risorto».

«Nel tempo della malattia – ha evidenziato il cardinale –, cerchiamo certo l’aiuto della medicina e della tecnica per risolvere il problema almeno sul piano fisico. Ma una cura altrettanto importante è quella della solidarietà e della vicinanza tra malato e assistente. La presenza accanto ai fratelli malati è un aiuto altrettanto efficiente come quello medico: dona fiducia e sollievo, spazza via le paure. Anche porgere un bicchiere d’acqua, non è solo un gesto che disseta, ma che ridona vita. Com’è importante questo servizio verso i fratelli malati, anziani e sofferenti. Quanto è importante che esso sia un dono gratuito tra persone che si riconoscono fratelli. A questa vasta realtà della solidarietà umana è dedicato il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale del malato 2019, dal titolo eloquente: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). “La gratuità umana – ricorda il Papa – è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano…”».

Il cardinale Bassetti, avviandosi alla conclusione, ha ricordato la grande santa del nostro tempo Madre Teresa di Calcutta, rivolgendosi in particolare ai numerosi volontari presenti. «Bene si addice a tutti questi “angeli” del volontariato – ha detto il presule – quella carta d’identità che Madre Teresa aveva stilato per ogni cristiano: “Siate sempre l’espressione della bontà di Dio…”». Al riguardo ha richiamato l’attenzione sul concetto di «ospedale “etico”, come oggi si chiede», che «è fatto non solo dalle strutture, ma dal cuore di chi ci lavora. E così ogni assistenza al malato. Grazie per la vostra presenza, carissimi volontari, e per il dono gratuito della vostra vita accanto ai malati e ai sofferenti. Maria, che sostenne il Figlio Gesù nell’ora della croce, sia il modello di ogni vicinanza al dolore e ci aiuti a far nostre le sofferenze del prossimo, perché la condivisione è inizio di salvezza».

Il cardinale, al termine della messa, si è intrattenuto con alcuni disabili abbracciandoli e dandogli la benedizione, tra cui Zelinda Elmi del Centro volontari della sofferenza (Cvs), e con i collaboratori dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute diretto dal dottor Stefano Cusco. Quest’Ufficio promuove da sette anni, a livello di Zone pastorali, il Meeting “E io vi ristorerò… nella sofferenza la Speranza” rivolto ad anziani, malati, disabili, operatori sanitari, volontari e famiglie.

Ad aprire la celebrazione eucaristica è stata la testimonianza del diacono Luciano Cerati della Quinta Zona pastorale dell’Archidiocesi (Marsciano – Valle del Nestore), dove si è svolto lo scorso anno la sesta edizione del Meeting, che quest’anno si terrà a Perugia città (Prima Zona pastorale), domenica 2 giugno, in pieno centro storico, culminando con il grande concerto serale, sulla gradinata della cattedrale di San Lorenzo, dei sette Cori zonali dell’Archidiocesi in rappresentanza delle diverse Corali parrocchiali. «Il Meeting è stato per le nostre comunità parrocchiali – ha sottolineato il diacono Cerati – come formazione per l’avvicinarsi al mondo della sofferenza, perché tante sue sfaccettature, spesso, non le conosciamo. E’ necessario entrare il quel mondo per conoscerlo come in tutte le cose della vita. Penso che sia importante la partecipazione di tante persone, come è successo nella nostra Zona pastorale, per la riuscita del Meeting, un’esperienza che non si cancella facendoci stare più vicino a quanti soffrono non solo nel corpo, perché la depressione è una malattia come lo è la povertà economica che si porta dietro la solitudine ed altro. I parroci, soprattutto, devono essere i promotori di questo evento di formazione e di evangelizzazione». Al termine della celebrazione il cardinale Bassetti ha consegnato al vicario episcopale della Prima Zona pastorale, mons. Saulo Scarabattoli, il simbolo del 7°Meeting, lo “Stendardo”, che sarà custodito in cattedrale per un anno.

PERUGIA. IL CARD. BASSETTI INCONTRA RELIGIOSI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA

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“La nostra è la chiamata ad essere per il Signore e poi a vivere in maniera diretta, intensa la realtà della Chiesa, che è il corpo mistico di Cristo, e servire tutta l’umanità, perché, come dice la Lumen Gentium, il fine della Chiesa è la salvezza, la comunione e l’unità di tutto il genere umano”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, incontrando ieri pomeriggio una rappresentanza di religiosi e religiose per la 22ª Giornata mondiale della vita consacrata.

Come ha sottolineato lo stesso cardinale, l’incontro è stato su “temi concreti, pratici e cruciali” che investono diversi istituti religiosi. In primis quello di fare più comunione tra loro per proseguire in sinergia l’opera di servizio alla Chiesa, alla comunità dei credenti e alla società civile (non pochi istituti religiosi sono impegnati nella gestione di scuole e di strutture socio-assistenziali e sanitarie) a prescindere dalla loro costante diminuzione sul territorio dovuta alla crisi delle vocazioni. Queste, le ha definite il cardinale, “sono il miracolo più grande che ci sia: Dio che si china sulle sue creature, piccoline come siamo noi, e le chiama. Ogni vocazione, particolarmente quelle al sacerdozio, alla vita consacrata e alla vita missionaria della Chiesa, quelle che chiamiamo di speciale consacrazione, è diversa dall’altra, perché la vocazione è ciò che di più di personale esista, come ogni persona è unica ed irripetibile”.

Il card. Bassetti ha sottolineato la necessità di una maggiore collaborazione, anche nell’“affrontare problematiche di scottante attualità come quelle delle scuole paritarie gestite da istituti religiosi”. “Nel 2017 sono state chiuse oltre 300 di queste scuole per carenza di fondi e di personale – ha proseguito –. Attualmente, in Italia ci sono 12.652 scuole cattoliche con quasi 900mila alunni. Sono scuole paritarie, non private, aperte a tutti dove spesso vengono accolti ragazzi con gravi disagi, ma anche di altre religioni purché condividano il nostro metodo educativo che si basa sulla vita buona del Vangelo. Queste scuole sono una risorsa per la Chiesa e per la società nell’offrire una formazione integrale sia dal punto di vista umano che dal punto di vista cristiano”.

PERUGIA. RIAPERTA LA STORICA CHIESA SANTA MARIA ASSUNTA

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Una festa per la comunità del quartiere di Monteluce e per l’intera città di Perugia, quella della riapertura al culto della chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, risalente al secolo XIII, splendido scrigno di storia e di arte, avvenuta domenica 16 dicembre, dopo essere stata chiusa nel marzo 2017 a seguito dell’ultimo evento sismico. Una festa che “raddoppia”, perché avvolta dal clima delle imminenti festività natalizie, come ha detto il “padrone di casa”, il prefetto Claudio Sgaraglia, nell’intervenire all’incontro di presentazione dei lavori di consolidamento strutturale tenutosi dopo la celebrazione eucaristica di riapertura presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. La proprietà della chiesa di Monteluce è del Ministero dell’Interno, facente parte del Fec, il Fondo edifici di culto, del quale fanno parte, come ha precisato lo stesso prefetto, 850 chiese italiane di cui 23 nella sola provincia di Perugia. Soddisfazione per la sinergia e la collaborazione di tutte le istituzioni prodigatesi per la conservazione e salvaguardia di questo importantissimo luogo di culto e di storia del capoluogo umbro, è stata espressa dal prefetto Sgaraglia e dal cardinale Bassetti.

Alla riapertura della chiesa sono intervenuti anche il segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali, Giovanni Panebianco, la direttrice della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Marica Mercalli, e il sindaco di Perugia Andrea Romizi. Il parroco don Nicola Allevi, nel dare il benvenuto di buon mattino (erano da poco trascorse le 9) a tutti i presenti (diverse centinaia di fedeli), che hanno gremito la chiesa in una gelida domenica di tardo autunno, ha esordito dicendo: «Il 16 dicembre 2018 la comunità di Monteluce rientra in casa sua e questo è per noi una grande gioia grazie all’iniziativa del Ministero dell’Interno e a quanti si sono adoperati nella realizzazione dei lavori necessari alla messa in sicurezza della chiesa».

All’interno la chiesa si presenta con una grande rete di nylon con tiranti di metallo posta all’altezza delle volte in protezione da eventuali distacchi di intonaco; mentre all’esterno è stato realizzato un ponteggio a protezione della facciata e controfacciata, in particolar modo del rosone. Queste opere sono state necessarie per permettere l’esecuzione del completamento dei lavori di consolidamento strutturale di parte delle volte interne, del tetto e del rosone, senza compromettere l’uso della chiesa. E’ stato proprio il distacco di parti di intonaco dalle volte che ha determinato, nel marzo 2017, l‘ordinanza del Comune di Perugia di chiusura al pubblico della chiesa.

Questi lavori, come è emerso dai vari interventi nel corso della loro presentazione, hanno richiesto del tempo non solo di procedure, come ha spiegato la soprintendente Mercalli, «ma abbiamo avuto delle precedenze di interventi per evitare una perdita irreparabile del patrimonio delle chiese distrutte nella Valnerina, la zona più colpita dal terremoto del 2016, che ha causato danni ingenti».

Il segretario generale Panebianco, legato alla città di Perugia, nel prendere la parola ha detto: «abbiamo restituito alla comunità questa bellissima chiesa, parte di un patrimonio storico-artistico unico al mondo, ma estremamente fragile che noi tutti abbiamo il dovere di custodire come cita l’articolo 9 della Costituzione. Da oggi i fedeli e tutti coloro che a vario titolo di fruizioni individuale, spirituale e turistica possono accedere in sicurezza in questo luogo e il nostro impegno è quello di fare il possibile affinché i lavori definitivi si realizzino da qui a poco senza compromettere il suo uso».

Visibilmente commosso il sindaco Romizi, che ha ricordato: «Questo luogo è da sempre una parte importante della nostra città, un luogo nel quale tutti noi e i nostri antenati si sono ritrovati in tante occasioni di gioia e di dolore (la chiesa era adiacente alla sede dello storico Policlinico Santa Maria della Misericordia, n.d.r.), in una dimensione profondamente intima e comunitaria. Un luogo che non poteva non essere restituito al quartiere di Monteluce che sta rivivendo un momento di grande speranza con l’avvio di diversi cantieri e con la presenze di diverse attività pubbliche e private di interesse sociale».

Alle parole del primo cittadino hanno fatto da eco quelle del parroco don Nocola: «E’ un momento di grande speranza per la nostra Monteluce con la sua “piazza” che piano piano sta prendendo forma con i nuovi uffici comunali, la nuova sede dell’Usl, lo studentato, la clinica “Porta Sole”, la nostra chiesa che viene  riaperta… Tutti segni che danno speranza al domani, ad un futuro florido, che possa ridare anche lavoro a tante persone che abitano questo quartiere di Perugia».

Il cardinale Bassetti, nell’introdurre alla celebrazione eucaristica, ha evidenziato che «soltanto attraverso un’opera in sinergia si è tornati a vivere questa splendida chiesa cara al popolo perugino. Prima di tutto ringraziamo il Signore per averci permesso di ritornare in questo luogo sacro, perché è sempre Lui nella nostra vita il datore di tutti i beni tanto più che stiamo per celebrare la liturgia della Terza domenica di Avvento, che ci invita a prepararci come assemblea riunita nel nome di Dio a vivere il mistero dell’incarnazione del Natale che sta per compiersi».

«Non c’è motivo di essere tristi perché il Signore è vicino – ha esordito nell’omelia il cardinale –. Un Dio che si prende cura di noi, che ci dona la pace e custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri e ci ascolta. Dio è la fonte della nostra forza, della nostra gioia». Commentando il Vangelo della domenica, il presule ha detto: «Stamani è la figura di Giovanni il Battista che ci prende per mano per condurci a sperimentare sul serio questa gioia. La gioia non nasce dai nostri successi, ma dall’ascolto della Parola di Dio. Giovanni ci chiede di diventare retti, onesti, leali, ci invita al comportamento generoso e umano nei confronti dei nostri fratelli in una società come la nostra dove è facile essere arroganti, trattare male soprattutto chi non si conosce e conta poco. Infine Giovanni ci chiede di servire i fratelli e di aprirci al prossimo con parole molto forti: “Chi ha due tuniche ne dia una e chi ha da mangiare pensi anche al povero. La risposta di Giovanni va attualizzata nella nostra vita aprendo ancor più il cuore alla carità, di fare più spazio ai deboli. Nell’annuncio del Battista dinanzi a Gesù: “io vi ho battezzato in acqua, lui vi battezzerà in Spirito Santo”, si nasconde il motivo della nostra gioia».

CITTA DELLA PIEVE. IL CARD. BASSETTI E DACIA MARAINI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STELLA DI MYRIAM”

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E’ stato presentato sabato 15 dicembre, nella Chiesa del Monastero delle Clarisse Santa Lucia di Città della Pieve, il libro di suor Maria Manuela Cavrini dal titolo: La stella di Myriam (Itaca Edizioni). Clarissa bolognese della comunità monastica della cittadina umbra, suor Cavrini, responsabile della rivista «Forma Sororum. Lo sguardo di Chiara d’Assisi oggi», è autrice di diverse pubblicazioni, tra le più recenti: In viaggio con Dio. 100 briciole di fede per il cuore (2012); Sequela. Quattordici volti biblici, con Sandro Carotta (2015); La terra buona della misericordia, con Germano Marani (2016).

Fulcro della presentazione della sua ultima fatica letteraria è stato il dialogo del cardinale Gualtiero Bassetti con Dacia Maraini attorno al grande tema posto dal libro e ben sintetizzato dalla frase che conclude la prefazione della scrittrice fiorentina (che si professa non credente): «il dialogo con Dio che ci salverà dai mali del mondo». Una prefazione che coglie il nocciolo di questa pubblicazione come opera che nasce dalla certezza della fede come necessaria al vivere. Scrive infatti la Maraini: «Dio ci pone interrogativi inquietanti: “Perché alcuni credono e altri no?” si domanda Myriam. Perché Dio permette il male? “Sono domande universali e necessarie per ogni vita veramente razionale, sono domande previe di ogni cultura e filosofia”. Risposte non ce ne sono se non quelle che salgono dal profondo della fiducia: la fede è un dono di Dio, che si svela all’uomo quando meno se lo aspetta, si fa sentire, lo interpella, lo invade e lo innamora».

Un libro che è rivolto a tutti coloro che hanno il cuore giovane, cioè a persone in ricerca, che puntano all’Oltre. Un romanzo il cui obiettivo è arrivare fuori dalle sacrestie per giungere lì dove si gioca la vita dell’uomo, perché tanti possano conoscere la bellezza e il fascino della fede, che quando è autentica genera sempre un nuovo modo di vivere l’avventura drammatica e stupenda della vita.

ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

VILLA DI MAGIONE. MONS. BASSETTI INAUGURA IL NUOVO ORATORIO

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“Il nostro oratorio, un’opera realizzata con l’impegno di laici motivati, è denominato ‘Mosaico’, concepito per accogliere varie categorie di persone che compongono la nostra comunità in costante crescita demografica”. Così don Idilio Pasquoni, parroco di Villa, frazione di Magione, nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, presenta l’oratorio che verrà inaugurato dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti sabato 8 dicembre, alle 12.30, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione. Si concretizza così il sogno che don Pasquoni ha manifestato fin dal 2002, anno del suo arrivo a Villa: quello di costruire un oratorio per fanciulli e ragazzi, ma anche un luogo di incontro per anziani, famiglie, lavoratori dove poter svolgere attività di catechesi e sociali.

Per festeggiare l’apertura sono stati organizzati tre giornate – dal 7 al 9 dicembre – pensate “per ringraziare il Signore e quanti si sono prodigati alla realizzazione di questo progetto”. La cerimonia inaugurale di sabato 8 sarà preceduta, alle 11, dalla celebrazione eucaristica presieduta dal card. Bassetti insieme ai parroci dell’Unità pastorale.

L’oratorio “Mosaico” si sviluppa su due plessi con una superficie complessiva di 450 mq, uno composto da otto aule, l’altro da un salone con cento posti a sedere, collegati tra loro da un colonnato. Il costo del complesso oratoriale è stato di 700mila euro finanziato per il 75% dall’8xmille della Chiesa cattolica e il restante 25% dalla parrocchia, che è affiancata nella gestione delle attività e dei progetti educativi dall’associazione e circolo Anspi.