8X1000 E OFFERTE DEDUCIBILI PER IL CLERO NELLE DIOCESI UMBRE

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Nell’anno 2017 le otto Diocesi dell’Umbria hanno ricevuto dal servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Otto per mille e offerte deducibili per il clero) pari a 21.582.524,44 euro, con un incremento di 1.216.272,34 di euro rispetto al 2016 in gran parte ascrivibile ai maggiori fondi per Edilizia e beni culturali.

I soldi sono stati così ripartiti tra le Diocesi umbre: 2.853.372,29 di euro ad Assisi-Nocera Umbria-Gualdo Tadino; 1.967.963,86 euro a Città di Castello; 2.083.323,72 euro a Foligno; 1.832.407,84 a Gubbio; 2.531.141,05 ad Orvieto-Todi; 4.640.874,70 a Perugia-Città della Pieve; 2.644.347,38 a Spoleto-Norcia; 3.029.093,60 a Terni-Narni-Amelia.

L’otto per mille e le offerte deducibili per il clero sono due tipologie perfettamente distinte, anche se l’una non esclude l’altra. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento del clero e viceversa. E’ qui però che emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille, scelto con la firma apposta sulla dichiarazione dei redditi, è per il credente un atto di coerenza con la propria fede. Mentre l’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale, poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità in sede di dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui chi opera l’elargizione non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione.

Le voci di spesa. La domanda frequente è: come vengono spesi dalle diocesi questi soldi? Essi vengono ripartiti in quattro grandi macro aree, documentate e pubbliche: l’area Culto e pastorale comprende l’esercizio del culto nei vari ambiti pastorali, la cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana, formazione dei giovani. L’ambito Carità riguarda gli aiuti alle persone bisognose, le opere caritative diocesane o parrocchiali. L’area Sostentamento del clero è rivolta a favore del ministero dei tanti parroci che in Umbria che, come altrove, sono un punto di riferimento educativo e sociale, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. Il contributo ai sacerdoti permette alle comunità parrocchiali, dove i preti prestano il loro ministero, nei paesi e nei quartieri, di realizzare progetti a favore di famiglie, progetti di misericordia e coesione sociale per dare una speranza a tante persone spesso sole e abbandonate. Il quarto ambito Edilizia di culto e beni culturali riguarda la costruzione di nuove chiese, restauro di opere d’arte e la loro tutela e valorizzazione, l’adeguamento liturgico, cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche.

«Quello che vorremmo comunicare – scrive mons. Paolo Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire delle diocesi della Regione e sostegno economico della Chiesa (8xmille, Offerte per il sostentamento dei sacerdoti) – non sono solo delle cifre, pur importanti, ma la percezione di come le persone e le opere che beneficiano del denaro pubblico “restituiscano” alla collettività assai più di quanto hanno ricevuto, mediante numerose e varie azioni di attenzione a persone e ai loro bisogni, con un notevole effetto moltiplicatore. Servizi tra l’altro accessibili in larga parte a tutti i cittadini, anche a chi non appartiene alla Chiesa cattolica».

Il grazie dei Vescovi Umbri ai fedeli per il sostegno economico alla Chiesa. «Come Vescovi – afferma mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – vogliamo dire grazie ai tanti umbri che, con senso di corresponsabilità, comunione, solidarietà, trasparenza e libertà, contribuiscono al sostegno della vita e della missione della Chiesa».

PERUGIA. AL VIA LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE ALL'”INCONTRO SUI CONSUMI DOMESTICI”

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Le crescenti richieste di aiuto da parte di famiglie per pagare le utenze domestiche (bollette fornitura acqua, energia elettrica, gas, telefono) pervenute al Centro di Ascolto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, presso il “Villaggio della Carità”, ha indotto la stessa Caritas a riproporre un nuovo “Incontro sui consumi domestici”. Il primo, che si tenne nel 2015, fu molto partecipato con più di cento persone, al punto che gli organizzatori decisero di tenerlo in due sessioni.

Il secondo incontro è in programma lunedì 28 maggio, alle ore 17, presso la “Sala Don Giacomo Rossi” del “Villaggio della Carità” (via Montemalbe 1 – zona via Cortonese). L’incontro rientra tra le attività del servizio “Il Grillo parlante” (operativo il giovedì pomeriggio, dalle ore 15 alle 18, sempre presso il Centro di Ascolto diocesano), tra i cui obiettivi quelli dell’educazione al risparmio e contro lo spreco alimentare.

L’“Incontro sui consumi domestici” si avvale della collaborazione delle ACLI provinciali di Perugia e per partecipare occorre iscriversi (le iscrizioni sono aperte da venerdì 18 a lunedì mattina 28 maggio telefonando allo 075.5733666, dalle ore 9 alle 12.30), in modo da poter permettere una migliore organizzazione di questo corso rivolto a famiglie e a singoli.

A spiegare le finalità dell’iniziativa è l’assistente sociale del Centro di Ascolto diocesano Silvia Bagnarelli: «Si tratta di un incontro pensato nell’ottica dell’educazione al risparmio nel pagamento delle utenze domestiche proposto alle famiglie che si rivolgono al nostro Centro di Ascolto trovandosi in gravi difficoltà. Con l’aiuto di alcuni esperti delle ACLI – prosegue l’operatrice Caritas – spiegheremo ai partecipanti come leggere le bollette e fare le autoletture dei contatori delle loro utenze, perché sono tutti strumenti che permettono di fare un consumo più responsabile e consapevole dei beni di prima necessità quali l’acqua, l’energia elettrica, il gas, soprattutto quello per il riscaldamento, il telefono. Sono degli strumenti che a noi sembrano abbastanza semplici, ma non lo sono per tante altre persone».

Nel presentare quest’iniziativa, Silvia Bagnarelli si sofferma su un dato preoccupante: l’aumento delle richieste di aiuto per pagare le forniture domestiche «cresciuto di molto negli ultimi anni – commenta –. Basti pensare che a settimana, in media, si recano al nostro Centro di Ascolto 80 persone, un numero cresciuto del 50% dall’inizio della crisi». Inoltre, sottolinea l’assistente sociale, «rileviamo maggiori difficoltà delle persone a districarsi, in modo particolare, con i nuovi fornitori delle utenze con il rischio di doppie fatturazioni e altri problemi legati alla gestione della casa, come il pagamento del mutuo o dell’affitto quando uno o entrambi i coniugi hanno perso il lavoro. Un incremento di richieste di aiuto che riguarda sempre più famiglie italiane (circa il 40%)».

E’ atteso nel mese di giugno l’annuale Rapporto dell’Osservatorio povertà e inclusione sociale della Caritas di Perugia diretto dall’economista Pierluigi Grasselli, che fornirà uno studio approfondito con dati aggiornati raccolti dal Centro di Ascolto diocesano su questo fenomeno.

Per fronteggiare al meglio le richieste di aiuto che riguardano spesso nuovi e svariati aspetti del fenomeno povertà non solo materiale, dallo scorso 8 marzo la Caritas diocesana, tra i servizi del suo Centro di Ascolto, ha attivato quello denominato “Il Grillo parlante”. «Si tratta – spiega ancora Silvia Bagnarelli – di un progetto di educazione a ridurre gli sprechi, soprattutto alimentari, attraverso una loro gestione consapevole. E’ un servizio che racchiude attività che il nostro Centro di Ascolto fa già quotidianamente con le persone, dal lunedì al venerdì (ore 9-12.30), ma si è deciso di dedicare più tempo a loro il giovedì pomeriggio per fornire maggiori informazioni. Ad esempio sui sussidi ed aiuti economici da parte delle Istituzioni civili preposte in materia, sul rilascio di documenti, che spesso sono per non poche persone dei veri e propri scogli di natura burocratica, su come approntare un bilancio familiare, che non può prescindere dall’educazione al risparmio, oltre a sostenere chi è in difficoltà nella ricerca attiva di un lavoro e nella compilazione di curriculum vitae e di moduli delle domande scolastiche dei figli». Soprattutto, conclude l’operatrice Caritas, «è importante ascoltare le persone affinché comprendano che non sono lasciate sole ad affrontare gravi problemi quali una malattia o una morte improvvisa di un familiare, situazioni che spesso sconvolgono non poco la vita umana».

PERUGIA. NUOVO CENTRO DI ASCOLTO CARITAS

 

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E’ stata una festa di popolo l’inaugurazione del Centro di Ascolto Caritas (CdAC), realizzato nei locali del seicentesco Santuario della Madonna della Carraia, tenutasi nel pomeriggio del 13 maggio alla presenza del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, dei sindaci di Castiglione del Lago Sergio Batino e di Magione Giacomo Chiodini, del direttore della Caritas diocesana diacono Giancarlo Pecetti e del parroco moderatore della 32a Unità pastorale don Leonardo Romizi.

«Quest’opera segno va ad aggiungersi ad altre – ha ricordato il parroco –, attivata grazie ai contributi della Caritas diocesana, del Fondo comune diocesano e delle nostre sette parrocchie che compongono la 32a Unità pastorale». Il nuovo CdAC si compone di due grandi ambienti (sala d’accoglienza e magazzino viveri) e da tre stanze più piccole, per un totale di circa 120 mq.

L’incontro inaugurale è stato dedicato al tema “Ogni uomo è mio fratello”, e questo non vuole essere solo uno slogan – ha commentato don Leonardo Romizi –, ma un programma di vita. Le nostre realtà hanno buona tradizione di attenzione agli altri, sia nelle Caritas parrocchiali, sia nelle esperienze missionarie in Amazzonia e Perù, sia per la presenza dell’opera segno “Il Casolare” che è espressione tipica dell’accoglienza e dell’amore agli altri».

Il direttore della Caritas diocesana diacono Pecetti ha sottolineato l’importanza di questa nuova opera segno, partendo da tre dati che descrivono la situazione della povertà in Italia. Il numero di persone che si trovano in povertà assoluta, giunto a 4,5 milioni (equivalente a circa una persona ogni 12 che incontriamo per strada). L’aumento delle persone senza fissa dimora, che nel 2014 erano poco più di 50.724, con un incremento del 6% rispetto al 2011. Il fenomeno dei padri separati. Ricordando le strutture di accoglienza Caritas già attive, il direttore ha evidenziato come «non ci possiamo accontentare dell’esistente. È necessario aprire sempre nuove strade perché il Vangelo incarnato raggiunga l’altro, realizzando la vocazione missionaria della Chiesa». In questo senso ha ricordato altri progetti realizzati negli ultimi anni: i quattro “Empori della Solidarietà” e “Sosteniamo il lavoro” (un progetto che ha permesso l’inserimento in aziende di 21 giovani e 4 adulti). «Tutto ciò – ha detto il diacono Pecetti – con il desiderio di non essere una organizzazione assistenziale, ma di avere uno sguardo di Cristo sull’uomo».

«Facciamoci un esame di coscienza: non diamo soltanto qualcosa dei nostri beni, diamo qualcosa di noi stessi, diamo il nostro tempo nell’amare e nel servire gli altri». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo, il pomeriggio del 13 maggio, all’inaugurazione del Centro di Ascolto Caritas (CdAC) nel seicentesco Santuario della Madonna della Carraia, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose locali e di numerosi fedeli delle comunità parrocchiali di Sanfatucchio, Panicarola, Macchie, Paciano, Vaiano, Villastrada e Sant’Arcangelo del Lago, costituenti la 32a Unità pastorale dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve che insiste su tre comuni dell’area del Trasimeno, Castiglione del Lago, Paciano e Magione. Questo nuovo CdAC è stato attivato per sostenere circa 50 famiglie in difficoltà grazie anche all’aiuto di una ventina di volontari. Il cardinale Bassetti si è soffermato proprio sull’importanza del volontariato, esortando tutti i cristiani ad essere dei buoni samaritani,perché, come ha sottolineato, «alla fine della vita Dio non ci chiederà altro che questo: “Ti sei chinato sugli altri? Ti sei interessato degli altri?” Questa domanda mi fa tremare quando ci penso, ma mi aiuta anche a vivere, perché il Signore non vuole essere uno spauracchio, ma Colui che ci stimola e ci invita ad amare».

Il presule ha esordito sottolineando l’importanza di una conversione pastorale e spirituale nella Chiesa che metta al centro la «pedagogia della carità». Si è detto «felice di vedere un’assemblea così numerosa», perché «questo è il segno che il concetto di carità sta entrando nella Chiesa. Sempre nella Chiesa si è vissuta la dimensione della carità: a Torino, ad esempio, vi sono i santi del sociale e della carità, Don Bosco, Cafasso, Cottolengo. A Firenze abbiamo avuto don Facibene, che tra gli orfani della prima e seconda guerra mondiale aveva accolto più di 1200 bambini, e lo chiamavano “il padre” in tutta la Toscana. Da sempre abbiamo questi “eroi della carità”, ma quello che mancava era una vera e propria pedagogia della carità. Anche nella mia generazione, ad esempio, si cercava un approfondimento della fede e della speranza, ma una pedagogia della carità nella Chiesa non esisteva. C’è voluto un uomo della grandezza di Paolo VI e la spinta di tutto il Concilio Vaticano II per intuire questa necessità».

«Dobbiamo ringraziare lo Spirito del Concilio – ha commentato Bassetti – se oggi si riflette sempre più su questo argomento: una carità organizzata, strutturata che sappia affrontare le necessità odierne, come, ad esempio, il problema di trovare alloggi per i padri separati. Conosco dei piccoli imprenditori che sono caduti in povertà perché non sono in grado di sostenere l’onere del mantenimento di una famiglia che si è scissa e qualcuno dorme nelle roulotte. Grazie a Dio, se noi possiamo parlare di questi problemi, è perché anche nell’ambito della Chiesa è cambiata mentalità: sta prendendo piede la pedagogia della carità, la pedagogia del samaritano».

Al riguardo il cardinale ha richiamato «in maniera forte il dovere della comunità cristiana di crescere in questa pedagogia della carità. Sento ancora confessioni troppo individualistiche – ha detto –, come se il cristianesimo fosse un fatto “tra me e Dio”. Non ci confessiamo su quelle che sono le nostre mancanze di carità nei confronti del prossimo, ma essere cristiani significa far parte di un unico corpo, alimentato da un’unica linfa, che è lo Spirito Santo, lo Spirito dell’amore».

Il presidente della Cei ha anche ricordato quanto da lui detto ad un recente incontro sull’amministrazione dei beni materiali della Chiesa italiana dove, «seguendo l’esempio dei miei predecessori – ha detto –, ho esortato i presenti a favorire al massimo la carità, perché è il fine della vita cristiana. Se ci sono 3 lire in più da spendere devono andare per la carità, non per le opere di culto o per il restauro dei monumenti. Prima la carità, prima il terzo mondo. Stiamo finanziando con circa 90 milioni di euro progetti per i Paesi più poveri della terra».

Il Santuario della Madonna di Carraia, costruito nella seconda metà XVII secolo, diventa oggi un luogo di Carità. Significativa la struttura muraria della chiesa a croce greca in stile neoclassico, le cui linee architettoniche sono ispirate a quelle del Bramante. Annessa al Santuario è la grande casa del cappellano, al cui interno vivevano fino a 11 sacerdoti ed era presente anche un appartamento riservato – fino alla seconda metà del XIX secolo – al vescovo diocesano, in occasione delle sue Visite pastorali alla vicina parrocchia di Panicarola. Il complesso è stato sottoposto a lavori di restaurazione già nel 1991, lavori che sono stati poi completati nell’ultimo anno grazie anche al contributo della Caritas diocesana e al Fondo comune dell’Archidiocesi, proprio per ospitare il nuovo CdAC. Quest’ultimo è composto da due grandi ambienti (sala d’accoglienza e magazzino viveri) e da tre stanze più piccole, per un totale di circa 120 mq, al primo piano della ex casa canonica.

COLLEVALENZA. GIORNATA REGIONALE DELLA VITA CONSACRATA

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Sabato 26 maggio 2018 a Collevalenza si terrà la giornata regionale della Vita Consacrata alla quale sono invitati tutti i Religiosi e Religiose dell’Umbria. Una giornata di riflessione sul tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dal tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, prevista per il mese di ottobre 2018. L’incontro si svolgerà con il seguente programma:

  • Ore 8.30: Arrivo;
  • Ore 9.00: Ora media nell’Auditorium. Presiede S.E.Mons. RENATO BOCCARDO, presidente Ceu;  Introduzione di S.E. Mons. DOMENICO CANCAN, delegato Ceu;
  • Ore 9.30 -11.30: Relazione di don ANDREA LONARDO, presbitero di Roma sul tema: “I giovani, la fede, discernimento e accompagnamento vocazionale”; Interventi;
  • Ore 12.00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. RENATO BOCCARDO;
  • Ore 13.00: Pranzo.

È un’altra occasione per rafforzare la profonda comunione delle consacrate e dei consacrati alle Chiese che sono in Umbria e alla Chiesa Universale.

PERUGIA. LA MOSTRA “800 ANNI DI PRESENZA FRANCESCANA IN TERRA SANTA”

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“Non è una mostra, è un angolo di Terra Santa a Perugia, perché ci sono immagini, oggetti, libri, video, musiche, conferenze, persone…, che parlano dei luoghi dove è nato Gesù”. Così il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Gilulietti, ha presentato alla stampa la mostra documentaria “800 anni di presenza francescana in Terra Santa”, fruibile nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Oberdan 54 di Perugia, da oggi, mercoledì 9 (giorno dell’inaugurazione ufficiale, alle ore 18), al 23 maggio, promossa dall’associazione “Santo Sepolcro di Foligno onlus”, con il patrocinio dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

“Chi visiterà quest’esposizione – ha proseguito mons. Giulietti – si immergerà nella Terra Santa per alcuni motivi. Innanzitutto la Terra Santa è la terra del Signore e per noi cristiani e per la cultura occidentale in generale è il luogo di riferimento senza il quale non si comprende la Scrittura e quindi non si comprendono le radici della nostra civiltà. Per cui la Terra Santa per credenti e non credenti è qualcosa che non si può non conoscere. Visitare quest’esposizione significa accrescere la propria conoscenza di questo lembo di terra così importante per la storia dell’umanità e per tutte le grandi religioni”.

Padre Giuseppe Battistelli, commissario di Terra Santa per l’Umbria e presidente dell’associazione “Santo Sepolcro Foligno onlus”, ha illustrato la mostra documentaria e le sue principali finalità. Innanzitutto, ha precisato padre Battistelli, “sottolineare gli 800 anni di presenza dei frati minori in Terra Santa, far conoscere in maniera approfondita questa Terra Santa, ma martoriata, promuovere i pellegrinaggi e raccogliere fondi a sostegno delle nostre comunità cristiane che vivono a dir poco una situazione drammatica. In maniera particolare, sosteniamo i bambini bisognosi di Gerico, che è un progetto del Commissariato di Terra Santa per l’Umbria”.

Con questa mostra si vuole indicare cosa fanno i Francescani minori, ad iniziare dalla costruzione e gestione di scuole, come quella di Gerico, ospedali e orfanotrofi, dove vengono accolti tanti minori senza distinzione di fede e nazionalità.

La mostra ha lo scopo di sostenere, attraverso il Commissariato di Terra Santa per l’Umbria, i bambini bisognosi di Gerico, della scuola “Terra Sancta School” e di altre precarie realtà. Visite guidate su prenotazione sono riservate a parrocchie, gruppi e classi di scuole secondarie di 2° grado. È possibile richiederle prenotandosi all’indirizzo email: associazione@santosepolcrofolignoonlus.it. Gli orari sono i seguenti: giorni feriali: 10-13/15-20 – venerdì, sabato e domenica: 10-20.

Durante il periodo dell’esposizione si terranno diversi incontri socio-culturali e musicali con la finalità di favorire la conoscenza della Terra Santa e delle opere che i Frati Minori della Custodia hanno realizzato in otto secoli in Medio Oriente. Di seguito il calendario di eventi e concerti nei giorni della mostra (tutti alle ore 18), presso l’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia in via Oberdan 54.

  • Giovedì 10 maggio – Presentazione del documentario “Il Santo Sepolcro di Gerusalemme”
  • Venerdì 11 maggio – 800 anni della presenza francescana in Terra Santa – prof. Andrea Maiarelli
  • Sabato 12 maggio – Le condizioni dei cristiani in Terra Santa e nel vicino Oriente – padre Giuseppe Battistelli
  • Domenica 13 maggio – Concerto di Note leggere dell’Italia romantica (Luciano Tristaino, flautista – Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena)
  • Lunedì 14 maggio – Presentazione del documentario “Dio parla e fa alleanza con il suo popolo”
  • Martedì 15 maggio – Pellegrinaggi a piedi in Terra Santa – mons. Paolo Giulietti
  • Mercoledì 16 maggio – Presentazione del documentario “Il Santo Sepolcro di Gerusalemme”
  • Giovedì 17 maggio – Concerto di Lauda Medioevale. Misticismo e poesia (Laura Toppetti, soprano – Istituto Diocesano di Musica Sacra di Firenze)
  • Venerdì 18 maggio – Dalla Terra Santa a Perugia: il messale miniato di San Giovanni d’ Acri – prof. Mirko Santanicchia
  • Sabato 19 maggio – Ordini Militari e Ospitalieri in Terra Santa – prof. Paolo Caucci Von Saucken
  • Domenica 20 maggio – Giovani archi in concerto (Scuola di Musica del Trasimeno)
  • Lunedì 21 maggio – Presentazione del documentario “Dio parla e fa alleanza con il suo popolo“
  • Martedì 22 maggio – Il Beato Egidio, terzo compagno di san Francesco. Iconografia e culto – prof.ssa Maria Rita Silvestrelli
  • Mercoledì 23 maggio – Shalom Yerushalayim. Canti ebraici (Serena Gianoni, soprano; Patrizia Vescovi, pianoforte; Susanna Casella, chitarra).

PERUGIA. QUATTRO INCONTRI SUL TEMA DELLA “SANTITA'”

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Fino al 28 maggio il Centro ecumenico “San Martino” di Perugia, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, promuove un ciclo di quattro incontri (in calendario il 7, 14, 21 e 28 maggio, ore 18), presso la sua sede (via del Verzaro 23), dedicato al tema della “Santità”.

«Prendendo spunto dalla nuova esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et Exsultate” – spiega Annarita Caponera, presidente del “San Martino” –, il Centro ecumenico propone un discorso sulla chiamata alla santità universale che è incompatibile con l’individualismo, il dogmatismo e il settarismo. Questo è il cuore dell’esortazione, il più importante testo del Magistero della Chiesa cattolica sulla santità dai tempi di Lumen Gentium, la Costituzione sulla Chiesa del Concilio Vaticano II».

Per questo motivo lo scorso aprile il Centro “San Martino” ha dedicato due incontri di presentazione della “Gaudete et Exsultate” a cura della sua presidente, la prof.ssa Caponera, docente di ecumenismo e dialogo interreligioso presso l’Istituto Teologico di Assisi (ITA). I due incontri sono stati anche ripresi e pubblicati sul canale youtube del Centro ecumenico (scaricabili dai seguenti link https://youtu.be/ljedIP3HNWM, https://youtu.be/l-QDsORKqwY ) e hanno visto centinaia di visualizzazioni data l’attualità del tema.

Nel mese di maggio verrà pertanto proposto, a conclusione della presentazione dell’esortazione apostolica di papa Francesco, un incontro (il primo di questo ciclo) dal titolo La roadmap della santità, in cui si evidenzieranno le caratteristiche della santità nel mondo contemporaneo, in programma lunedì prossimo. Seguiranno gli altri tre in cui saranno coinvolti come relatori il reverendo Petru Heisu, nuovo parroco della comunità ortodossa romena di Perugia, che tratterà della santità nell’ortodossia (lunedì 14), il prof. Marco Pucciarini, docente di Storia delle religioni all’ITA, che relazionerà sul mondo interreligioso in particolare le religioni orientali con un discorso su “Santità e santoni nelle religioni orientali” (lunedì 21), e don Mauro Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, che, nell’ambito della conoscenza sull’Islam del Corano, affronterà il tema dal titolo: “Oggetto e centro della ‘rivelazione’ islamica” (28 maggio).

PERUGIA. LA GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

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Il 13 maggio, Domenica dell’Ascensione, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, stabilita nel primo decreto del Concilio Vaticano II, Inter mirifica (4 dicembre 1963), dedicato agli “strumenti di comunicazione sociale”. Il tema scelto da papa Francesco per questa 52a Giornata è “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”.

Anche la Chiesa di Perugia-Città della Pieve, domenica 13, annuncia il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, «sottolineerà il tema della comunicazione nella predicazione come nella preghiera dei fedeli». Inoltre, nell’Archidiocesi perugino-pievese, Domenica dell’Ascensione si terrà la giornata diocesana de Avvenire con uno scambio reciproco di informazione: il quotidiano cattolico sarà distribuito nelle comunità parrocchiali con una sua intera pagina dedicata alla presentazione della Chiesa diocesana con i suoi mezzi di comunicazione: il settimanale La Voce (dal 1953), l’emittente radiofonica Umbria Radio (dal 1984) e il quotidiano online www.umbriaoggi.news (dal 2017).

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 52ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

PERUGIA. IL CARD. BASSETTI ALLA VEGLIA DI PREGHIERA PER IL LAVORO

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“Il lavoro è sacro”, non “è merce, non è fine a se stesso, ma è libero, generativo ed umano”. Il monito è del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che la sera del 30 aprile ha guidato la veglia di preghiera per il lavoro promossa nella chiesa parrocchiale “Santa Famiglia di Nazareth” di San Sisto dall’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro.

“Papa Francesco, nel sostenere che ‘questa è un’economia che ti uccide’, non si discosta di molto dai suoi predecessori”,  ha osservato Bassetti ricordando che “quasi novanta anni fa, Pio XI disse per i quaranta anni della Rerum novarum di Leone XIII che ‘questa è un’economia che ti dissangua’”. “Anche allora come oggi – l’opinione del porporato – il lavoro era fine a se stesso e non a vantaggio dell’uomo, ma soltanto di pochi e intenti ad accumulare ricchezza”.

La Chiesa, da Leone XIII, che fu vescovo di Perugia per 32 anni (1846-1878), “non finisce mai di dire che il lavoro è sacro – ha evidenziato il cardinale –, perché è legato all’evento grandioso della creazione dell’uomo”. E non è un caso che la vita quotidiana della Santa Famiglia di Nazareth, la “madre” di tutte le famiglie cristiane, ruotò attorno a un lavoro umile ma dignitoso, dove il Figlio cresceva nella bottega del padre falegname. “A ricordarlo – ha commentato Bassetti – fu Paolo VI nel suo storico viaggio del 1964 in Terra Santa” quando disse che Nazareth “è una scuola dove si impara il modo di vivere in famiglia, una comunità di amore…, e si impara a comprendere la legge severa del lavoro ma redentrice della fatica umana’. Nazareth ci insegna che il lavoro non è merce, non è fine a se stesso, ma è libero, generativo ed umano”.

“Il lavoro – ha concluso il cardinale – è sacro dalla creazione dell’uomo alla redenzione del Figlio di Dio”. A precedere la veglia l’inaugurazione della Mostra“LabOra. Persona. Lavoro. Bene comune. Immagini e testimonianze sul significato, la dignità e le sfide del lavoro”.

PERUGIA. LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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Numerosi giovani dell’Umbria hanno accolto l’invito degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni di partecipare a Perugia, nella serata del 21 aprile, alla 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni dal titolo: “Dammi un cuore che ascolta” (cf. 1Re 3,9). Questa Giornata, a livello nazionale, è stata celebrata nel capoluogo umbro con due eventi: la catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, presso la chiesa del Gesù in piazza Matteotti; la Veglia di preghiera e l’Adorazione eucaristica presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella cattedrale di San Lorenzo raggiunta in processione aux flabeaux dalla chiesa del Gesù. Ai due eventi ha partecipato anche di mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, che al termine della Veglia in San Lorenzo, insieme ad alcuni sacerdoti, si è messo in ascolto di quanti volevano accedere al sacramento della confessione, mentre l’Adorazione eucaristica è proseguita in silenzio fino a quasi l’una di notte. Alla Veglia sono intervenuti don Michele Gianola, don Alessandro Scarda, rispettivamente direttori degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni, e don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, che ha presentato le iniziative in preparazione dell’appuntamento di agosto con papa Francesco, a Roma, in vista del Sinodo dei Vescovi di ottobre dedicato ai giovani. Ad accompagnare la preghiera durante la Veglia sono stati i canti e le musiche del Coro diocesano giovanile “Voci di Giubilo” diretto da don Alessandro Scarda. Questa 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è culminata, domenica mattina 22 aprile, con la solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo, trasmessa in diretta da Rai Uno, presieduta dal cardinale Bassetti.

La catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini

«Il titolo di questa serata di preghiera – ha esordito mons. Paolucci Bedini –  è “Dammi un cuore che ascolta”, una frase di una preghiera innalzata a Dio da Salomone, quando apprende la notizia della morte del padre e di essere chiamato a diventare il nuovo re di Israele». Salomone è un giovane, sta crescendo, si sta affacciando alla vita adulta, e gli è chiesta una cosa grande: diventare Re. La vita non aspetta. Ha una grande eredità sulle spalle, quella di Davide, il più grande re della storia di Israele. Non è facile prendere il suo posto, ma Salomone come tutti i giovani sogna grandi cose. E come tutti, di fronte a una grande responsabilità, teme di fallire, è spaventato da quello che la vita gli chiede. «In questo – ha affermato il vescovo – è molto simile a noi”. Salomone, come anche i giovani di oggi, non sa darsi delle regole, perché, ha proseguito mons. Paolucci Bedini, «la vita ha bisogno anche di regole, di mappe, di tracce da seguire. E questo si impara quando si è ragazzi: nella vita non si entra da vecchi, ma da giovani, quando ancora nello zaino non c’è tutto quello che serve, ma c’è il grande desiderio di andare avanti, di correre… Dicendo “sono solo un ragazzo”, Salomone dimostra una bellissima virtù, l’umiltà», mettendo «la sua vita nelle mani di Dio», che «gli chiede l’unica cosa indispensabile, non la soluzione dei problemi attuali, ma un cuore capace di ascolto. La virtù dell’essenzialità, di chi sa riconoscere ciò che nella vita non può mancare: il cuore», che è «l’interezza della persona: libertà, responsabilità, pensieri, intenzioni. Il cuore nella Bibbia è tutto questo e noi possiamo entrare nella vita solo se il nostro cuore è in grado di ascoltare. Come diceva Il Piccolo Principe “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”». Avviandosi alla conclusione, il vescovo di Gubbio ha esortato i giovani «ad ascoltare sempre i piccoli e i poveri. Siamo chiamati quotidianamente ad ascoltare chi ci vive accanto…  Dio è contento perché Salomone chiede il discernimento. Nella vita abbiamo bisogno di guide, accompagnatori, madri e padri spirituali, guide che ci amano in nome di Dio, e nessuno di noi è in grado di camminare da solo». Mons. Paolucci Bedini ha concluso con «una provocazione: ascoltare fa rima con obbedire. Perché se io ascolto me stesso davvero, se ascolto Dio davvero e se ascolto gli altri davvero, alla fine mi ritrovo davanti alla verità di me, di Dio e degli altri. L’ascolto vero è quello che mi ha fatto scoprire quale è la strada migliore per me. A quel punto sono io che obbedisco alla mia vita, perché sono io che non vedo strada migliore. Obbedisco alla vita».

La meditazione del cardinale Gualtiero Bassetti

«Siamo qui in ascolto e per chiedere a Dio che ci dia un cuore che sa ascoltare, come chiedeva il giovane Salomone nella sua preghiera». Così il cardinale Bassetti ha introdotto la sua meditazione alla Veglia di preghiera in San Lorenzo. «Il nostro – ha proseguito il porporato – è un tempo meraviglioso per mettersi in ascolto della Parola di Dio, che ci dice di lasciare la propria terra, le proprie sicurezze per uscire e andare a incontrare gli altri: i giovani, gli uomini e le donne di oggi. Ma uscire richiede una conversione, un cambiamento radicale della nostra mente e del nostro cuore. Bisogna avere il coraggio di andare al di là del nostro modo di pensare e di vedere. Andare al largo è intraprendere lo sguardo e il cammino della fede. Nella vita c’è sempre Qualcuno che ci cerca e ci attende. Occorre mettersi in cammino, ma per arrivare dove? Ripescando nella memoria, mi è tornato in mente un pensiero di San Giovanni Paolo II, nella Giornata vocazionale del 1984, che disse ai giovani: sappiate unire i vostri sforzi con tutti gli uomini di buona volontà per realizzare pienamente il bene dell’umanità nella novità, nella libertà, nella gratuità e nell’amore. Quattro parole formidabili, che possono essere un programma di vita. Chi si mette in uscita cerca tutto questo. Vuole essere libero per camminare in una vita nuova. Io sento il bisogno di rinnovarmi e di cambiare. La vocazione non è un fatto statico, che avviene una volta nella tua vita, ma è un fatto dinamico, che sempre siamo chiamati a rinnovare. Questo ci mete in uscita continuamente». «Anche noi come Abramo – ha ricordato il cardinale Bassetti – sentiamo la fatica nella nostra vita, l’inadeguatezza dinanzi ai compiti che Dio ci chiama a compiere. E Dio ci dice ‘guarda il cielo, conta le stelle se ti riesce di contarle!’ Le stelle brillano nel buio, ci fanno compagnia. È come se Dio dicesse a ciascuno di noi: sei pronto a seguirmi? Il peccato più grande, ragazzi, è quello di sentirci inutili, perché siamo preziosi agli occhi di Dio, che ci dice di non sprecare la vita, l’esistenza».

Il cardinale ha poi letto una lettera di una madre cinquantenne che con il marito e i loro undici figli avevano partecipato al mattino alla messa nella cappella dell’Arcivescovado. «Alla Veglia di preghiera di questa sera – scrive la mamma – dica ai giovani che tutte le vocazioni, compresa quella al matrimonio, sono strade che scremano la poesia, gli ideali da telenovela… Glielo dica che ai piedi verranno le vesciche per la durezza del cammino, che le mani suderanno per la fatica e che il cuore sussulterà  spesso per la paura di non farcela o di sbagliare tutto. Glielo dica che faranno i conti con la loro meravigliosa umanità, ma anche tanto fragile e ferita. Nella vita è come nel calcio, per arrivare alla finale della Champions, ci vuole la grinta di allenarsi, di correre, cadere e rialzarsi e di non abbattersi mai. Bella quest’icona del Calcio applicata a tutte le vocazioni!». La lettera di questa madre prosegue chiedendo al cardinale di dire, sempre ai giovani, «che non si è mai soli nella partita della vita, perché siamo titolari in una squadra di campioni dove c’è un pallone d’oro, un fuoriclasse vero che sta in porta, un attacco e una difesa, che è Gesù Cristo. E allora poco conta essere il massaggiatore, il porta-borracce, o altro. Le vocazioni sono tutte belle, l’essenziale è starci in ogni ruolo, tanto la coppa è uguale per tutti e profuma di una vittoria che è più bella di quella di un mondiale!».

I giovani protagonisti e interlocutori veri del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Il cardinale Bassetti ha concluso la sua meditazione soffermandosi sul Sinodo di ottobre in Vaticano: «La Chiesa sta per offrirvi un dono stupendo – ha evidenziato –, il Sinodo dei Vescovi a voi dedicato: “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”. Voi non dovrete essere solo l’oggetto della riflessione ecclesiale, ma siete chiamati a coinvolgervi quali protagonisti e interlocutori veri. Se la nostra società non vi offre appigli scontati, certezze facili o strade aperte e sicure, la madre Chiesa vuole proporvi quella pienezza di vita e di amore che il Signore ha pensato per ciascuno di voi. Questo è il Sinodo e non fosse questo non servirebbe a nulla. Si tratta di una grande sfida, ad aprirsi a nuovi stili di vita, a nuove conquiste e a forme di protagonismo. Per quello che posso, sento di potervi dire già ora, a nome del Papa e di tutti i nostri vescovi, che vi saremo vicini e cercheremo di esservi di aiuto e di accompagnarvi con tutto l’affetto e la premura di padri in questo cammino».

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 55ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

PERUGIA. “FESTA DEL LAVORO E DELLA SOLIDARIETA'”

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“Davanti a me c’è un popolo di Dio in festa per celebrare l’Eucaristia in una circostanza molto bella: la prima ‘Festa del lavoro e della solidarietà’ nella zona industriale di San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte organizzata dalle parrocchie che sostengono l’Emporio Caritas Divina Misericordia”. È un servizio per famiglie in difficoltà a causa della mancanza di lavoro. Il popolo di Dio è fatto di famiglie che compongono la Chiesa; la Chiesa è una famiglia di famiglie”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha introdotto la celebrazione eucaristica, nel tardo pomeriggio di ieri, nella tensostruttura allestita nel piazzale dell’azienda Bragiola davanti all’antica cappella dell’Assunta, nel cuore della zona industriale di San Sisto-Sant’Andrea delle Fratte di Perugia che conta più di 400 realtà produttive ad iniziare dallo “storico” stabilimento Nestlé-Perugina.

L’evento, che ha visto la partecipazione di numerose famiglie è stato dedicato al tema del lavoro e della solidarietà, coinvolgendo diverse aziende i cui dipendenti hanno dato vita a un torneo di calcio a 5 per richiamare il significato della giornata di festa e condivisione nei loro luoghi di lavoro. Giornata che è iniziata al mattino con la “passeggiata ecologica in bici” (partenza e arrivo davanti alla cappella dell’Assunta) ed è proseguita nel pomeriggio con l’appuntamento più atteso per i bambini dai 3 ai 10 anni: “Pompieropoli – Gioco pompiere per un giorno”, con la partecipazione di una rappresentanza dei Vigili del Fuoco.

La celebrazione eucaristica è stata preceduta dalla premiazione delle squadre-aziende vincitrici del torneo di Calcio a 5 da parte del card. Bassetti. Il parroco moderatore dell’Unità pastorale, don Claudio Regni, ha ricordato i primi due anni di attività dell’Emporio “Divina Misericordia”, in particolare l’impegno dei 35 volontari che indossavano delle felpe azzurre con scritto “Il bene è contagioso” e l’aiuto ricevuto da istituzioni, aziende e fondo 8xmille Cei per le opere di carità. “Ci troviamo in questo luogo – ha sottolineato il porporato – per qualche cosa che riguarda la solidarietà, l’aiuto fraterno, la carità, il pane da spezzare e da condividere con gli altri”.

“Oggi siamo qui – ha proseguito – per fare la festa del nostro popolo, delle nostre famiglie perché vogliamo crescere nella dimensione della solidarietà e della condivisione; vogliamo che il lavoro, che è pane e vita, non manchi a nessuno e per questo siamo qui ad innalzare la nostra preghiera e per dire grazie al Signore di tutti i doni che ci elargisce”.

All’inizio dell’omelia, Bassetti ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla crisi in Siria, raccontando loro quanto gli aveva detto tempo fa a Roma il nunzio apostolico cardinale Mario Zenari, in occasione della presentazione di un progetto per la costruzione di un ospedale dove sono massicci i bombardamenti: “La Siria, ormai da diversi anni, è cinque volte peggio dell’inferno”. Infine, l’invito a leggere l’ultima esortazione apostolica di Papa Francesco sulla santità, Gaudete et Exsultate. “C’è la santità eroica dei santi – ha commentato il cardinale –, ma c’è quella santità pratica, concreta che è quell’amore che noi spendiamo tutti i giorni nell’avvicinare chi ci sta vicino, nell’accogliere chi è lontano, nel dire una parola buona perché potremmo essere noi i primi ad averne bisogno”.

In occasione della prima “Festa del lavoro e della solidarietà” la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve diffonde i dati del Report 2017 “Il bene è contagioso” relativi all’attività dei quattro Empori presenti sul territorio diocesano.

Ne emerge, come mette in evidenza il direttore Caritas, il diacono Giancarlo Pecetti, che “il primo prodotto ricevuto in dono dai nostri Empori è quello del volontariato, che non ha prezzo. Nel 2017 sono state 162 le persone, tra le quali anche dei giovani, che hanno prestato opera di volontariato per complessive 19.542 ore annue, 121 ore in media per ogni volontario con un valore economico totale di impatto sociale di 292.739 euro (con costo lordo all’ora di 14,98 euro per un lavoratore di 5° livello)”.

“Dei 162 volontari – aggiunge – 40 sono stati impegnati nell’Emporio ‘Betlemme’ di Marsciano, 42 nel ‘Siloe’ di Ponte San Giovanni, 35 nel ‘Divina Misericordia’ di San Sisto e 45 nel ‘Tabgha’ di Perugia”.

I quattro Empori, complessivamente, hanno rilasciato, nel 2017, 1.129 tessere famiglia e 173 tessere baby, assistendo 3.870 persone con un approvvigionamento di 261 tonnellate di prodotti alimentari e per l’igiene, di cui 131,5 ricevute in donazione (64,7 dall’Agea e 66,8 da privati o aziende) e le restanti 129,5 acquistate per il 95% grazie al contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Le famiglie assistite dall’Emporio “Tabgha” sono 487 (21% italiane) per complessive 1.517 persone, dall’Emporio “Divina Misericordia” 317 (25% italiane) per 1.121 persone, dall’Emporio “Siloe” 168 (27% italiane) per 619 persone e dall’Emporio “Betlemme” 157 (32% italiane) per 613 persone.