PERUGIA. LA MOSTRA “LA GRANDE GUERRA: BAGLIORI DI FEDE”

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Promossa dall’Associazione Musei Ecclesiastici Umbri (MEU), con il contributo della Regione Umbria, nell’anno centenario della fine della prima guerra mondiale, il Museo Capitolare di Perugia, in Piazza IV novembre, lo scorso 8 dicembre ha inaugurato la mostra “La grande guerra: bagliori di fede. Santini e cartoline a soggetto religioso nel primo conflitto mondiale”, a cura dello storico Luciano Tosi, con la collaborazione del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC).

Attraverso i circa 300 documenti iconografici esposti, esempi particolari di stile liberty, si ripercorrono le vicende del Paese e della Chiesa italiana, che, durante il conflitto, superarono definitivamente la storica frattura prodotta dal Risorgimento. Clero e laici cattolici parteciparono in maniera significativa alla dura prova cui la guerra sottopose l’Italia. Nei santini con le immagini di Gesù e Maria sui campi di battaglia e le preghierein tempore belli, si coglie il tentativo di mediare tra l’impegno dei cattolici per la causa nazionale e la vocazione alla pace della Chiesa, testimoniata dalla nota invocazione del papa Benedetto XV contro l’“inutile strage”. Le cartoline, spesso opera di noti illustratori e edite anche da organismi di propaganda laici e statali, documentano con le ricorrenti immagini delle famiglie dei soldati e delle messe al campo, il ruolo affidato alla religione nel sostenere il morale della popolazione e dell’esercito.

La mostra, ad ingresso libero, è visitabile da martedì-venerdì, ore 9-14: da sabato-domenica, ore 10-17, fino al 6 gennaio 2019.

CITTA DELLA PIEVE. IL CARD. BASSETTI E DACIA MARAINI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STELLA DI MYRIAM”

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Sarà presentato sabato 15 dicembre, alle ore 17, nella Chiesa del Monastero delle Clarisse Santa Lucia di Città della Pieve, il libro di suor Maria Manuela Cavrini dal titolo: La stella di Myriam (Itaca Edizioni). Clarissa bolognese della comunità monastica della cittadina umbra, suor Cavrini, responsabile della rivista «Forma Sororum. Lo sguardo di Chiara d’Assisi oggi», è autrice di diverse pubblicazioni, tra le più recenti: In viaggio con Dio. 100 briciole di fede per il cuore (2012); Sequela. Quattordici volti biblici, con Sandro Carotta (2015); La terra buona della misericordia, con Germano Marani (2016).

Fulcro della presentazione della sua ultima fatica letteraria sarà il dialogo del cardinale Gualtiero Bassetti con Dacia Maraini attorno al grande tema posto dal libro e ben sintetizzato dalla frase che conclude la prefazione della scrittrice fiorentina (che si professa non credente): «il dialogo con Dio che ci salverà dai mali del mondo». Una prefazione che coglie il nocciolo di questa pubblicazione come opera che nasce dalla certezza della fede come necessaria al vivere. Scrive infatti la Maraini: «Dio ci pone interrogativi inquietanti: “Perché alcuni credono e altri no?” si domanda Myriam. Perché Dio permette il male? “Sono domande universali e necessarie per ogni vita veramente razionale, sono domande previe di ogni cultura e filosofia”. Risposte non ce ne sono se non quelle che salgono dal profondo della fiducia: la fede è un dono di Dio, che si svela all’uomo quando meno se lo aspetta, si fa sentire, lo interpella, lo invade e lo innamora».

Un libro che è rivolto a tutti coloro che hanno il cuore giovane, cioè a persone in ricerca, che puntano all’Oltre. Un romanzo il cui obiettivo è arrivare fuori dalle sacrestie per giungere lì dove si gioca la vita dell’uomo, perché tanti possano conoscere la bellezza e il fascino della fede, che quando è autentica genera sempre un nuovo modo di vivere l’avventura drammatica e stupenda della vita.

Oltre al cardinale Gualtiero Bassetti e a Dacia Maraini, si confronteranno su questi temi Silvia Di Fabrizio, insegnante di liceo, Eugenio Dal Pane, editore. Modera l’incontro il giornalista Paolo Scandaletti e ci sarà un saluto iniziale del sindaco Fausto Scricciolo.

PERUGIA. LE INIZIATIVE IN VISTA DEL NATALE

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«Desideriamo avvicinarci al Natale rinvigorendo la nostra speranza. La speranza dei miti e dei piccoli. La speranza dei semplici e dei poveri». Così il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel suo messaggio per il “tempo forte” di Avvento inviato dalle colonne del quotidiano Avvenire, domenica 9 dicembre, nel rilasciare un’ampia intervista su importanti temi pastorali e sociali, esortando i «laici cattolici» a promuovere «un Forum civico aperto a chi ha a cuore un futuro solidale ed europeo».

Preparandosi la comunità diocesana perugino-pievese a vivere il Natale come «segno di speranza per chi è in difficoltà», domenica 16 dicembre, Terza d’Avvento, la Caritas promuove nelle comunità parrocchiali una giornata di sensibilizzazione a favore delle sue opere segno. Si tratta dell’“Avvento di fraternità” per essere vicini ai fratelli bisognosi di aiuti non sempre materiali, frequentatori del Centro di Ascolto diocesano dove annualmente si recano in 3.000. Sono persone che non chiedono solo denaro per pagare le utenze domestiche, l’affitto, gli studi dei propri figli …, ma in difficoltà per la perdita del lavoro, per una grave malattia o per un lutto improvviso in famiglia. Chi non ha più una casa trova ospitalità al “Villaggio della Carità” (sede della Caritas diocesana), che attualmente ospita 10 famiglie (per complessivi 40 adulti e minori). Diverse persone sono accolte durante l’anno, per brevi-medi periodi, nelle Case “Sant’Anna dei Servitori”, per uomini senza fissa dimora, e “San Vincenzo de’ Paoli”, per donne sole con minori, o viene servito loro, dal lunedì al sabato, un pasto caldo al Punto di Ristoro sociale “San Lorenzo”. Quest’opera segno, attiva da dieci anni (2008-2018) grazie a un progetto di collaborazione della Caritas con il Comune di Perugia, è anche luogo di ascolto e di condivisione di tante storie di vita. Non da ultimo è l’aiuto settimanale a più di 1.200 famiglie in difficoltà fornito dai quattro Empori della Solidarietà realizzati dalla Caritas con le Parrocchie di “zone sensibili”: Perugia città, San Sisto, Ponte San Giovanni e Marsciano.

A Natale, come per tutto l’anno, non viene meno la vicinanza e l’attenzione della Chiesa locale a queste opere di carità. La Caritas diocesana si attiva nel periodo di Avvento, come in quello di Quaresima, a sensibilizzare quanti posso condividere parte dei loro averi con chi ha meno o non ha nulla, promuovendo una raccolta di offerte in denaro, come è tradizione, la Terza Domenica d’Avvento, il prossimo 16 dicembre, in tutte le comunità parrocchiali dell’Archidiocesi.

Nell’attesa della giornata “Avvento di fraternità 2018”, l’Associazione perugina di volontariato (Apv), promossa dalla Caritas diocesana, organizza mercoledì 12 dicembre, alle ore 17.30, presso il “Villaggio della Carità” di Perugia (via Montemalbe 1 – zona via Cortonese), l’incontro di riflessione in preparazione al Natale dal titolo: “Tenerezza e gratuità dell’amore”. Interverrà Giovanna Negrotto Cambiaso, sorella della Fraternità pellegrina contemplativa frère Charles de Foucauld di Assisi.

E’ una tradizione che si consolida negli anni l’appuntamento del “Pranzo di Natale” offerto dal cardinale Gualtiero Bassetti a quanti sono soli o senza fissa dimora, frequentatori abituali delle parrocchie del centro storico, alle persone che vivono tutto l’anno nelle opere segno diocesane e agli assistiti dei progetti corridoi umanitari e accoglienza richiedenti protezione internazionale. Il prossimo 25 dicembre si ritroveranno in molti insieme al cardinale Bassetti e ai suoi collaboratori Caritas, presso la struttura ricettiva diocesana “Villa Sacro Cuore” di Perugia, per consumare insieme il pranzo della festività religiosa più attesa dell’anno. Simili iniziative si svolgono nel periodo natalizio anche in comunità parrocchiali di periferia e non poche famiglie perugine iniziano ad aprire le porte delle loro case alle persone in difficoltà o che vivono in solitudine.

ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

VILLA DI MAGIONE. MONS. BASSETTI INAUGURA IL NUOVO ORATORIO

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“Il nostro oratorio, un’opera realizzata con l’impegno di laici motivati, è denominato ‘Mosaico’, concepito per accogliere varie categorie di persone che compongono la nostra comunità in costante crescita demografica”. Così don Idilio Pasquoni, parroco di Villa, frazione di Magione, nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, presenta l’oratorio che verrà inaugurato dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti sabato 8 dicembre, alle 12.30, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione. Si concretizza così il sogno che don Pasquoni ha manifestato fin dal 2002, anno del suo arrivo a Villa: quello di costruire un oratorio per fanciulli e ragazzi, ma anche un luogo di incontro per anziani, famiglie, lavoratori dove poter svolgere attività di catechesi e sociali.

Per festeggiare l’apertura sono stati organizzati tre giornate – dal 7 al 9 dicembre – pensate “per ringraziare il Signore e quanti si sono prodigati alla realizzazione di questo progetto”. La cerimonia inaugurale di sabato 8 sarà preceduta, alle 11, dalla celebrazione eucaristica presieduta dal card. Bassetti insieme ai parroci dell’Unità pastorale.

L’oratorio “Mosaico” si sviluppa su due plessi con una superficie complessiva di 450 mq, uno composto da otto aule, l’altro da un salone con cento posti a sedere, collegati tra loro da un colonnato. Il costo del complesso oratoriale è stato di 700mila euro finanziato per il 75% dall’8xmille della Chiesa cattolica e il restante 25% dalla parrocchia, che è affiancata nella gestione delle attività e dei progetti educativi dall’associazione e circolo Anspi.

PERUGIA. PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEL CONVEGNO “DIGNITA’ E LAVORO”

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“Rendiamo partecipi le comunità civili e religiose dell’Umbria ed anche la Chiesa italiana di quanto è emerso al convegno della nostra Caritas diocesana sull’importante tema “Dignità e lavoro”, possibile strumento anche di riflessione e confronto per le realtà locali”. Questo è quanto ha proposto lo scorso 16 novembre l’arcivescovo di Perugia, il card. Gualtiero Bassetti, concludendo i lavori del convegno “Dignità e lavoro”, promosso dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve.

“Facciamo conoscere alla nostra gente, anche attraverso i mass media – ha proseguito il cardinale –, le buone pratiche emerse per sostenere giovani e adulti a fare impresa, quindi a creare loro stessi occupazione, soprattutto la volontà di imprenditori, sindacati e istituzioni civili e religiose di dare vita insieme ad un osservatorio che possa contribuire a creare concrete opportunità lavorative dignitose”.

Un’idea subito raccolta dagli organizzatori dell’appuntamento, che presenteranno giovedì prossimo in una conferenza stampa i risultati dell’incontro, nato sulla scia del progetto “SoSteniamo il lavoro” promosso dalla Caritas perugina insieme agli Uffici diocesani per i problemi sociali e il lavoro e per la pastorale giovanile e finanziato dall’8xmille della Chiesa cattolica.“SoSteniamo il lavoro” ha coinvolto ad oggi 25 realtà produttive del territorio ed ha offerto una prima opportunità occupazionale dignitosa a 27 giovani e adulti (tirocini avviati).

Giovedì 22 novembre, a mezzogiorno, nella sala S. Francesco dell’arcivescovado di Perugia oltre ai risultati del convegno, verranno comunicare le fasi successive di questo progetto che inizieranno nei primi mesi del 2019. Il progetto offre opportunità di lavoro, formazione professionale e possibilità di fare impresa ad altri 40 giovani e adulti, investendo complessivamente (per i tre anni della sua durata 2018-2020) la somma di 570.000 euro attraverso i fondi dell’8xmille e della Caritas diocesana di Perugia.

PERUGIA. PROSEGUE IL PERCORSO A TAPPE “SUI PASSI DI…”

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Saranno i locali della chiesa parrocchiale di san Barnaba a Perugia ad ospitare domenica 18 novembre (ore 17) la seconda tappa di “Sui passi di…”, percorso ideato dalla Pastorale delle vocazioni dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

“È la seconda tappa di un percorso iniziato il 21 ottobre scorso e proseguirà fino alla prossima primavera – spiegano i promotori del percorso -, dedicato all’ascolto e alla preghiera per le vocazioni”. “Sui passi di…” ha preso il via nella suggestiva cornice del monastero di santa Chiara.

“In più di 50 giovani tra vecchie e nuove conoscenze hanno raccolto l’invito ad animare-seguire l’attività del nostro Ufficio diocesano – proseguono i promotori -, richiamati dal desiderio di mettersi in cammino. Una giornata di riflessione guidata dalla presenza delle sorelle Clarisse, che hanno aperto i loro cuori e le loro storie di vocazione ai giovani presenti. Ad introdurre la giornata una mappa geografica dell’Umbria senza città, ma con tanti luoghi più o meno concreti che identificano luoghi esistenziali nei quali suor Irene, dell’equipe diocesana, ha invitato i presenti a collocarsi, perché all’inizio di un viaggio è sempre bene aver chiaro da dove si parte per poter giungere alla vera meta”.

A guidare la riflessione, attraverso la catechesi, è stato il direttore dell’Ufficio per la pastorale delle vocazioni don Alessandro Scarda, che “ha invitato i giovani a mettersi in viaggio, a superare la paura di scoprire realmente chi sono ed avere il coraggio di guardare avanti e non restare ostaggi del passato, nella necessità di riscoprirsi figli bisognosi del Padre; uscire dal proprio Egitto verso la Terra Promessa recuperando la fiducia nell’orizzonte che si apre”.

Già fissate le prossime tappe del percorso: il 9 dicembre, il 13 gennaio, il 10 febbraio e il 14 aprile (ore 18-22), sempre presso la parrocchia di San Barnaba di Perugia.

PERUGIA. SOLENNITA’ DEL SANTO PATRONO ERCOLANO

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«La città è un patrimonio inestimabile, la cui protezione e custodia è dovere di tutti. L’esempio ci viene dal nostro Santo patrono, il vescovo Ercolano, che fu uno dei maggiori artefici della difesa di Perugia assediata dai Goti di Totila». Così il cardinale Gualtiero Bassetti nell’omelia della celebrazione eucaristica di domenica 11 novembre dedicata al vescovo e martire, “defensor civitatis”, vissuto nel VI secolo, patrono della città e dell’Università degli Studi di Perugia, nella splendida chiesa a pianta ottagonale di Sant’Ercolano gremita di fedeli. «Il martirio di Ercolano – ha proseguito il cardinale – ci ricorda che la martiria, cioè la testimonianza di Cristo mediante il proprio sangue, oggi, forse ancora più di ieri, è fonte perenne di vitalità della Chiesa».

«Ercolano morì martire – ha ricordato il presule –, ucciso in odio alla fede, ma anche perché aveva protetto e difeso la città. I nostri padri ebbero una felice intuizione, nel proclamarlo patrono dello “Studium Generale Civitatis Perusii” sin dai suor albori, perché salvando la città, egli salvò anche la sua millenaria cultura. E l’Università, quando è all’altezza della sua vocazione, è l’Istituzione che, più delle altre, raccoglie ed esprime l’identità di un intero popolo. Essa elabora sempre nuova cultura, crea collegamenti con le culture di altri popoli e sviluppa quel fecondo dialogo che rende possibile tutti quei legami di amicizia che promuovono la pace».

«Ercolano, oltre ad essere difensore e testimone della città – ha evidenziato il cardinale –, ha anche incarnato la figura biblica del Buon Pastore. Per questo, a metà del VI secolo, il santo vescovo ha favorito con tutte le sue forze una Chiesa evangelica. Anche questa nostra Chiesa perugino-pievese del terzo millennio è sfidata a rinnovare la propria immagine, per essere fedele al comando del Signore. Ma oggi la ministerialità non esaurisce se stessa, come avveniva ai tempi di sant’Ercolano, nel servizio dei presbiteri, ma sollecitata dal Concilio Vaticano II e soprattutto dopo l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, necessita di un positivo protagonismo dei laici, consapevoli anch’essi dell’ansia del Buon Pastore. Perciò occorre che tutti, pastori consacrati, uomini e donne, abbiano una forte empatia verso il mondo. Abbiano un cuore aperto a tutti e siano sale, luce, lievito per la crescita umana e spirituale di ogni creatura. Occorrono laici dalla fede forte, che sappiano custodire le molteplici frontiere della città, della cultura, ed accogliere i poveri e coloro che chiedono ospitalità».

«La città va difesa, come ai tempi di Ercolano, anche se oggi le insidie sono ben altre! La città va soprattutto amata e curata, perché ci è madre. Ma soprattutto a noi cristiani tocca tenere vivo un altro testimone per il mondo: quello di una Chiesa forse più povera di strutture, ma più ricca dello Spirito e delle Beatitudini; quello di una Chiesa forse più ai margini, ma piena di fraternità, più gioiosa ed accogliente. Non abbiamo paura di essere buoni, abbiamo paura di non essere vivi abbastanza per potere portare la nostra testimonianza. Abbiamo bisogno di una Chiesa che sia davvero più segno del Risorto e più credibile nel gridare la speranza del mondo che è il Vangelo».

Avviandosi alla conclusione, il cardinale Bassetti ha detto: «Pensando al nostro celeste patrono Ercolano mi sono chiesto cosa ci direbbe se tornasse oggi nella sua città? Forse ci direbbe qualche inquietudine ma ci farebbe bene, perché ci aiuterebbe a crescere e ci libererebbe dal nostro modo di pensare “si è sempre fatto così”, perché dobbiamo accogliere il nuovo che avanza».

Al termine della celebrazione è stato donato dall’Amministrazione comunale il cero votivo acceso davanti alle reliquie di sant’Ercolano. Il cardinale ha salutato i rappresentanti delle Istituzioni civili, accademiche e degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro presenti ed ha avuto parole di ringraziamento e gratitudine per il rettore della chiesa di Sant’Ercolano don Francesco Benussi e per quanti si sono prodigati alla buona riuscita delle celebrazioni in onore del Santo patrono animate anche dal coro de “I Madrigalisti di Perugia” diretti dal maestro Mauro Chiocci. Celebrazioni che hanno visto, come ha evidenziato lo stesso presule, la presenza in Sant’Ercolano della rappresentanza dei cinque storici rioni della città con i loro stendardi, segno di unità nel far memoria delle proprie origini civili e religiose. Un sentito ringraziamento per l’amore e l’impegno per la cura materiale della chiesa intitolata al Santo patrono, è stato espresso dal cardinale Bassetti al presidente Alfredo Arioti Branciforti del Sodalizio di San Martino, benemerita istituzione laica di carità sorta nel XVI secolo proprietaria della chiesa di Sant’Ercolano.

 

PERUGIA. IL CARD. BASSETTI INCONTRA LE FAMIGLIE DEL LUNA PARK

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“Vi porto il saluto di tutti i vescovi italiani come presidente della Cei perché voi, grazie a Dio, viaggiate per l’Italia”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha salutato le ottanta famiglie del luna park allestito per un mese nell’area di Pian di Massiano del capoluogo umbro, incontrate ieri per l’annuale appuntamento con gli operatori (circa 350) di questo mondo viaggiante che da quasi 70 anni, in autunno, giunge a Perugia.

All’inizio della messa celebrata dall’arcivescovo sulla pista di un autoscontro, don Francesco Medori, incaricato diocesano della Pastorale per i fieranti e i circensi, ha presentato le quattro ragazze e le quattro bambine che si sono preparate a ricevere i sacramenti della Cresima e della Prima comunione dalle mani del cardinale.

Nell’omelia, Bassetti ha rivelato che “sono innamorato della vostra vita nomade, viaggiante, una testimonianza umana e cristiana che nella società di oggi diventa un segno di libertà. Siete un esempio di libertà che va oltre tanti schemi in cui la società si è chiusa fin troppo nel proprio egoismo”.
Il cardinale, ricordando che quest’anno sono 24 anni che incontra da vescovo le famiglie del luna park (prima a Massa Marittima, poi ad Arezzo ed oggi a Perugia), ha detto loro che “le ‘nozze d’argento’ del mio episcopato desidero festeggiarle anche con tutti voi, stando insieme a pranzo il prossimo anno”.

Il desiderio di Bassetti è stato subito accolto da Enzo La Scala, coordinatore e portavoce del luna park: “Abbiamo il piacere e l’onore di averla come nostra guida spirituale ed è quello che a noi serve per andare avanti giorno dopo giorno nell’affrontare i sacrifici, soprattutto quando il tempo è poco clemente. Oggi abbiamo avuto un’impronta felice, perché la vita non è solo pioggia o sole, è la speranza, e lei ci ha dato un segnale di speranza”.

PERUGIA. LECTIO BIBLICA SUL VANGELO DI LUCA

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Il Settore Apostolato Biblico (SAB) dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve avvia la sua attività 2018-2019, venerdì 9 novembre, con un ciclo di incontri dedicato alla lettura del Vangelo di Luca, che viene proclamato nelle domeniche del prossimo anno liturgico, dopo la partecipazione molto numerosa e soprattutto costante agli incontri di approfondimento della Parola di Dio degli ultimi due anni, secondo un metodo che vede (con cadenza annuale) un’alternanza fra Antico e Nuovo Testamento.

Gli incontri inaugurali dei precedenti due cicli hanno avuto come relatore il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, mentre a quello di quest’anno, in programma questo pomeriggio alle ore 19, nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, interverrà il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori introdotto dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Folignate di nascita e fiorentino di adozione, Betori, biblista ed esperto dell’opera lucana, ha conseguito il dottorato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, diretto all’epoca dal cardinale Carlo Maria Martini, con una tesi sull’inizio degli Atti degli Apostoli dal titolo: Perseguitati a causa del Nome. Strutture dei racconti di persecuzione in Atti 1,12-8,4. Autore di numerosi saggi, Betori si è dedicato in particolare allo studio delle opere di Luca applicando, fra i primi in Italia, le metodologie legate all’ analisi strutturale e alla semiotica, ed è stato docente di introduzione alla Sacra Scrittura e di esegesi del Nuovo Testamento presso l’Istituto Teologico di Assisi (ITA) di cui è preside padre Giulio Michelini (Ofm), coordinatore del SAB di Perugia. Il cardinale Betori, in qualità di direttore dell’Ufficio catechistico della Cei, è stato fra i promotori dello sviluppo dell’Apostolato Biblico (AB).

«L’arcivescovo di Firenze – spiega padre Michelini – darà inizio alla lettura del Vangelo che accompagnerà quest’anno la riflessione della nostra comunità diocesana, giunta al suo terzo anno di esperienza con il Settore Apostolato Biblico. Il SAB, istituito con decreto dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti il 16 dicembre 2016, vede la collaborazione di sacerdoti, religiosi e laici che desiderano dedicarsi alla lettura e allo studio della Sacra Scrittura, e si impegnano a diffonderne la ricchezza tra i fedeli e anche tra i non credenti e i non appartenenti alla Chiesa, e che comunque riconoscono il valore e l’importanza della Bibbia».

«Dopo questo primo incontro inaugurale e introduttivo – annuncia padre Michelini –, lo studio del Vangelo di Luca proseguirà con un nutrito programma, che vedrà la partecipazione dei più importanti studiosi del Terzo Vangelo, tra i quali anche due esegete, Rosanna Virgili e Marinella Perroni».

Tutti gli incontri hanno la durata di un’ora e si terranno, tranne quello in cattedrale, presso il salone del Convento di Monteripido a Perugia, alle ore 19.30. L’ingresso è libero.

Di seguito il programma completo in pdf, da scaricare e conservare: locandina SAB 2018 2019