PERUGIA. LE CELEBRAZIONI PER LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

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“Il Santo Padre ci propone di superare una carità episodica, non coinvolgente, in favore di un impegno fattivo e costante a fianco dei poveri. Se noi cristiani vogliamo incontrare realmente Cristo, dobbiamo toccare il suo corpo piagato in quello dei poveri. Per questo occorre adottare stili di vita diversi: occorre reagire alla cultura dello scarto e dello spreco facendo propria la cultura dell’incontro, dell’andare verso coloro che hanno bisogno”. Lo ha affermato ieri il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica nella prima Giornata mondiale dei poveri. Per l’occasione ha inaugurato il centro parrocchiale per anziani “Madre Teresa di Calcutta” a San Biagio della Valle, a Marsciano: si tratta di una struttura completamente ristrutturata per volontà dell’attuale parroco don Marco Merlini e del suo predecessore don Primo Alberati, grazie anche ai fondi statali per la ricostruzione a seguito del terremoto del 2009. Come segno importante della vicinanza ai poveri, le offerte raccolte durante la celebrazione, come è avvenuto domenica scorsa in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi perugino-pievese, sosterranno le iniziative socio-caritative della Caritas diocesana, tra cui le opere-segno che accolgono oltre 200 persone all’anno e i quattro Empori della Solidarietà dislocati sul territorio.

Nella stessa occasione, il card. Bassetti ha anche celebrato a livello diocesano la Giornata del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. “Questa madre – ha osservato – piange perché i suoi figli la deturpano, mentre Dio chiama gli uomini a custodire il creato, e di questo dovremo rendere conto”.

Non è mancato un riferimento alla visita che ha compiuto in estate ai luoghi colpiti dal terremoto, in particolare ad Amatrice. “Guardando la montagna prospiciente la cittadina – ha ricordato Bassetti – la si vedeva tutta incendiata. Si distinguevano nettamente ben quattro focolai. E mentre il terremoto è una calamità naturale, quell’incendio era opera dell’uomo”. “Ricordiamolo sempre: il rispetto del creato – ha concluso – è rispetto dell’uomo”.

 

PERUGIA. PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “SOSTENIAMO IL LAVORO”

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Nella sala che sarà intitolata il 13 dicembre al primo direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, mons. Giacomo Rossi (1930-2017), del “Villaggio della Carità” del capoluogo umbro dove trovano momentaneamente ospitalità quindici persone (adulti e minori) di famiglie senza più un lavoro, è stato presentato alla stampa il progetto “Sosteniamo il lavoro”. Si tratta di una iniziativa della Caritas diocesana in collaborazione con gli Uffici pastorali giovanile e problemi sociali e il lavoro, co-finanziata dalla Cei attraverso l’8xmille e dalla campagna “Sosteniamo il lavoro” di donazioni liberali, in collaborazione con la Gi Group spa, una realtà multinazionale con agenzie di collocamento al lavoro in tutt’Italia e all’estero, e alcune aziende del territorio.

“Al Centro di Ascolto diocesano arrivano in media al giorno una quindicina di persone in difficoltà, spesso per mancanza di lavoro – ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti –. Noi cerchiamo di dare loro speranza anche con il progetto ‘Sosteniamo il lavoro’ e, nel contempo, sensibilizzare la comunità e le realtà produttive a fare la loro parte per individuare sinergicamente nuove metodologie di approccio al problema sociale legato al tema del lavoro”. Anche il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, don Luca Delunghi, intervenendo alla conferenza stampa, ha parlato di “piccoli semi di speranza che la Chiesa, attenta all’unione tra mondo giovanile e mondo del lavoro, getta affinché poi germoglino”.

Alla presentazione del progetto è intervenuto il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che ha parlato della necessità di “un grande piano di sviluppo dell’Italia” basato “su due elementi di cruciale importanza: la famiglia e la messa in sicurezza del territorio”. Bassetti è convinto che “bisogna avere il coraggio di investire su questi due fattori, che possono essere concretamente da traino per il mondo del lavoro e per un migliore equilibrio della società, perché la famiglia e il territorio sono due fonti grandissime di lavoro e, al tempo stesso, hanno una grande caratura morale e un immediato ritorno economico”. Il porporato ha poi ribadito la necessità di fare tutti la propria parte, ad iniziare dalla Chiesa, anche a livello locale, con “micro progetti” sostenuti dall’8xmille che siano accolti dalla comunità come esempi, stimoli a creare maggiori opportunità di lavoro. Al riguardo ha citato la positiva esperienza del Progetto Policoro.

Sono 20 le borse lavoro per giovani e adulti in cerca di occupazione messe a disposizione del progetto “Sosteniamo il lavoro” attivo nella diocesi di Perugia-Città della Pieve. Il progetto “di alto valore sociale – spiegano i promotori – si ripeterà per due anni e consiste nell’assegnazione di 20 borse lavoro da circa 550 euro netti mensili, per un periodo di tirocinio di 6 mesi, con l’auspicio che le borse lavoro possano trasformarsi in un lavoro duraturo”.

La selezione per la loro assegnazione (14 riservate a giovani e 6 ad adulti) è avvenuta nel mese di ottobre e ha riguardato 50 candidati (34 giovani e 16 adulti) individuati tra coloro che si sono rivolti alla rete Caritas. “La perdita di lavoro o il non lavoro – aggiungono i promotori del progetto – porta non soltanto ad una perdita di dignità, ma a tutta una serie di riflessi con conseguenze disastrose per la nostra società. Dall’impossibilità di formarsi una famiglia, di mettere al mondo dei figli, alla dipendenza a lungo dai genitori”. Ecco perché uno degli obiettivi del progetto è “costruire un servizio di accompagnamento all’autonomia delle persone attraverso l’attivazione di percorsi formativi professionalizzanti e/o di avvio all’impiego”. “Sosteniamo il lavoro” si avvale anche di una campagna di donazioni liberali (Iban: IT74D0570403000000000161500) che vengono raccolte dalla Fondazione di Carità San Lorenzo di Perugia (via Montemalbe, 1 – 06125 Perugia) e per informazioni più dettagliate contattare lo 075.5720970.

 

ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

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“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

SABATO 25 NOVEMBRE LA COLLETTA DEL BANCO ALIMENTARE

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Sabato 25 novembre si terrà in tutta Italia la ventunesima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare (Gnca), promossa dalla Fondazione Banco alimentare. Quel giorno, 145mila volontari in quasi 13mila supermercati inviteranno a donare alimenti a lunga conservazione che verranno distribuiti a 8.035 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) che aiutano più di 1.585.000 persone bisognose in Italia, di cui quasi 135mila bambini fino a 5 anni. Le donazioni di alimenti andranno a integrare quanto il Banco alimentare recupera grazie alla sua attività quotidiana, combattendo lo spreco di cibo, oltre 66mila tonnellate già distribuite quest’anno.

In Italia 4 milioni e 742mila persone soffrono di povertà alimentare, di questi 1 milione e 292mila sono minori. Sulla scorta del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri che ricorre il 19 novembre, il Banco alimentare invita “tutti ad un cambio di prospettiva” partecipando alla Gnca “con rinnovato impeto, donando una parte della propria spesa a chi ha bisogno”. Un gesto di carità diventato quello più partecipato in Italia: dai 14.800 volontari del 1996 agli oltre 145mila di oggi. Più di 5.500 mila i donatori l’anno scorso. L’evento gode dell’alto patronato della presidenza della Repubblica ed è reso possibile grazie alla collaborazione dell’Esercito italiano e alla partecipazione di decine di migliaia di volontari aderenti anche all’Associazione nazionale alpini, alla Società San Vincenzo De Paoli, alla Compagnia delle opere sociali.

“Chiedo di partecipare fino in fondo a questa iniziativa, perché oltre ad aiutare i più poveri donando parte della vostra spesa potrete prendere coscienza in modo concreto di quanto la carità cambi anche il cuore di chi la fa, come ci ricorda spesso Papa Francesco”. In occasione della 21esima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e Arcivescovo della Diocesi Perugia-Città della Pieve, ha deciso di accompagnare questo gesto di carità con un suo videomessaggio in cui ricorda l’impegno della Chiesa e di Papa Francesco nella lotta quotidiana alla povertà.

“È molto importante l’opera svolta tutto l’anno dal Banco alimentare – afferma il presidente Cei – e va incoraggiata in ogni modo perché permette di recuperare l’eccedenza di cibo che viene poi donata alle persone in difficoltà”. La colletta alimentare del 25 novembre, prosegue, “è un gesto di giustizia sociale e fa sempre più piacere vedere che diventa anche un gesto di grande coinvolgimento popolare a cui partecipa gente di ogni età, di ogni condizione, di ogni religione. Il segreto del successo è racchiuso nella proposta stessa: in un fatto semplice e familiare come il fare la spesa al supermercato c’è la possibilità, con un piccolo sacrificio personale, di aiutare concretamente milioni di poveri”. “Quest’anno poi – sottolinea Bassetti – c’è un fatto significativo: la colletta alimentare, il 25 novembre, avviene pochi giorni dopo quella giornata così importante che il Santo Padre ha voluto proclamare, la Giornata del povero: avere collegato la colletta ad una giornata così significativa per tutta la Chiesa mi sembra davvero un gesto profetico e importante che ci ricorda come la prima delle opere di misericordia sia ‘dar da mangiare agli affamati’”.

PERUGIA. CELEBRATA LA SOLENNITA’ DI SANT’ERCOLANO

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«Sono trascorsi 1470 anni dal martirio del santo Patrono e defensor civitatis. Ercolano. Era il 7 novembre 547 (come narrano le cronache), quando i Goti di Totila assediarono Perugia ed il vescovo Ercolano la difese fino al sacrificio estremo della vita, prendendosi cura della povera gente indifesa ed oppressa. Testimoniò il Vangelo di Cristo con la vita ed il suo esempio rimane ancora oggi più che mai significativo». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha esordito nell’omelia della solennità di sant’Ercolano, vescovo e martire, defensor civitatis, patrono della città e dell’Università di Perugia, domenica 5 novembre, nella suggestiva chiesa duecentesca a forma ottagonale intitolata al Santo, scrigno prezioso di storia e d’arte di proprietà del Sodalizio di San Martino, benemerita istituzione socio-caritativa laica risalente al ‘500. In Sant’Ercolano si trova il “sacrario militare della città”, il monumento ai caduti in guerra, e alla solenne celebrazione in onore del Patrono, oltre al sindaco Andrea Romizi, ad alcuni membri dell’Amministrazione comunale e del Sodalizio di San Martino, era presente una rappresentanza dell’“Associazione degli orfani dei caduti in guerra”, che celebra quest’anno il suo centesimo anniversario, guidata dalla presidente Rosanna Tonnetti.

Il cardinale Bassetti, che ha concelebrato l’Eucaristia insieme al rettore della chiesa di Sant’Ercolano, don Francesco Benussi, si è domandato «qual è oggi il messaggio di sant’Ercolano? Il messaggio dei Santi e soprattutto di un Pastore – ha evidenziato il presule – è il messaggio del Vangelo». Il porporato si è soffermato su due aspetti di questo messaggio rivolto ai cristiani: «custodite la fede e conservate la pace».

L’arcivescovo ha ricordato ai fedeli che «la fede non è un fatto scontato, ma il primo tesoro da mettere al sicuro, la perla preziosa da chiudere nello scrigno. “Custodire la fede” significa riconoscere la bellezza di uno sguardo nuovo sugli orizzonti del mondo… Custodire significa crescere, perché la vera fede è la vita della nostra vita ed essa cresce, con le diverse primavere della nostra esistenza, per illuminarla e per gratificarla. Essa non deve arrestarsi sul torrente della preadolescenza, dando addio alla comunità nel giorno della cresima; neppure deve arrestarsi nel turbine della prova quando la croce si abbatte sulla nostra esistenza. Custodire, per i genitori, per i catechisti significa educare alla fede come visione originale dell’esistenza e trasmettere il testimone alle nuove generazioni con la forza convincente della Parola e della vita. Custodire significa far fruttificare la fede: questa infatti non è una teoria filosofica né una astratta visione della vita, bensì un modo nuovo di essere ed operare. Ricordo le parole del papa Giovanni Paolo II, oggi santo come Ercolano. “Una fede che non diventa cultura, che non si incarna nella vita, è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta”».

Nel soffermarsi  sul secondo aspetto del messaggio di Ercolano, “Conservate la pace!”, il cardinale ha detto che «la pace» è «soprattutto là dove ci sono ferite aperte o discordie talvolta nascoste. Conservare la pace e la concordia nella piccola comunità familiare, quando si profilano le ombre dell’incomprensione e dei limiti. Il coraggio della pace si impone anche quando il matrimonio è andato in frantumi e richiede il permanere del rispetto verso l’altro per non defraudare i figli di essere amati dal cuore dei genitori e non surrogati da paternità e maternità surrettizie».

«Grande vigilanza per salvare la concordia e la pace – ha sottolineato l’arcivescovo avviandosi alla conclusione – è necessaria nella vita sociale e politica; soprattutto per perseguire il bene comune, che è il bene di tutti. La concordia è lo stile di una politica alta, che guarda al futuro di una città e sa riconoscere le istanze costruttive provenienti da qualsiasi parte. La concordia e la pace sono la sintesi di una politica intelligente e previdente, capace di aprire direzioni nuove senza rassegnarsi ad un amaro declino. Sono la pace e la concordia che, nel rispetto di ogni persona, rivelano lo stato di salute di una città, che voglia chiamarsi comunità civile e soprattutto comunità cristiana. Perché anche oggi ci sia pace e concordia nella nostra città di Perugia, sant’Ercolano, attraverso il suo ultimo successore, chiede di mettere alla porta “quell’uomo contro” che si nasconde dentro di noi, paludato di presunta intelligenza, perché critico nei confronti di tutti e di tutto; il vero nemico della pace e della concordia è “quell’uomo contro” il quale, invece di acquistare con gli anni la sapienza di un cuore misericordioso, comprensivo e magnanimo, lascia crescere la durezza dell’intolleranza del sospetto e del rifiuto dell’altro».

PERUGIA. CONVEGNO “GIOVANI E IL LAVORO CHE (NON) C’E'”

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La Chiesa diocesana di Perugia-Città della Pieve, da sempre attenta e sensibile al mondo giovanile alle prese con non facili problemi come quello occupazionale, attraverso i suoi ambiti pastorali di riferimento, si occupa spesso dell’importante rapporto “giovani e lavoro” promuovendo eventi di conoscenza, riflessione e dibattito per contribuire a tenere viva l’attenzione su questo delicato problema e offrire opportunità risolutive, coinvolgendo istituzioni civili e realtà socio-culturali e produttive.

Ultimo evento realizzato è il convegno dal titolo: “Giovani e il lavoro che (non) c’è”, promosso dal “Progetto Policoro” diocesano in collaborazione con la Pastorale giovanile e Confcooperative Umbria e con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Perugia.

“I giovani sono combattuti tra la fluttuazione dell’io, perché sono dispersi e poi vivono in un mondo scettico, e il desiderio di manifestare le proprie prerogative che si possono riassumere nella parola entusiasmo”. Lo ha detto Dario Eugenio Nicoli, docente di sociologia all’Università Cattolica di Brescia, intervenendo al convegno su “Giovani e il lavoro che (non) c’è”, svoltosi oggi a Perugia e arricchito da non poche testimonianze di giovani che hanno dato vita a realtà produttive di tipo cooperativo, avvalendosi del supporto del “Progetto Policoro” diocesano perugino-pievese e di Confcooperative Umbria, che, insieme all’Ufficio diocesano di pastorale giovanile hanno promosso l’iniziativa.

“Solo che sono bloccati per la mancanza di riferimenti, soprattutto di adulti, che possano essere per loro delle guide, e anche dal fatto che nel rapporto con il lavoro, i vecchi canali di inserimento non funzionavano più e occorre costruire dei canali più sensibili”, ha proseguito il relatore. Ai lavori, conclusi da Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del Lavoro, ha partecipato anche Mauro Magatti, docente di sociologia all’Università Cattolica di  Milano, che soffermandosi sul tema della “fuga” dei giovani, in cerca di lavoro, dal nostro Paese, ha affermato: “C’è una generazione, quella dei nostri figli, che rischia di stare in panchina e di dover andare all’estero. C’è bisogno di costruire un patto tra le istituzioni, le generazioni più avanti negli anni, le imprese, il territorio, perché il patrimonio che abbiamo non sia bloccato ma si trovi in modo di rimetterlo in gioco. Questo riguarda tutti noi, che dobbiamo trovare il modo che la nostra eredità non siano solo debiti e problemi”.

“Siamo tutti liberi di emigrare dal nostro Paese, ma questo non può avvenire per disperazione”: lo ha detto il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, intervenendo al convegno.
“L’Italia, che ha bisogno di nuove energie morali, ha bisogno di tutti noi – ha sottolineato Bassetti – ma particolarmente di voi giovani, delle vostre antenne che ci spingono a guardare lontano, dei vostri talenti a cui noi, generazione adulta, dobbiamo dare chance e speranza”. “Altrimenti – ha continuato – la fila di giovani che lasceranno l’Italia continuerà ad aumentare e i dati recentemente pubblicati dalla Fondazione Migrantes della Cei sono eloquenti e lasciano una profonda inquietudine”. “Carissimi giovani, ci attende una grande missione – ha aggiunto – quella di essere una presenza viva, autorevole e concreta, per tante attese che cogliamo nella povera gente e per il bene delle nostre famiglie e per il futuro dell’Italia”.

«Questo “Progetto” – spiega Francesca Ragnacci, referente diocesana del “Policoro” – è un’iniziativa della Cei avviata nel 1995 e prende il nome della cittadina lucana dove mosse i suoi primi passi grazie alla sinergia tra gli Uffici nazionali Cei per i Problemi sociali e i lavoro e di Pastorale giovanile e la Caritas italiana. Il “Progetto Policoro” si prefigge l’obiettivo di arrivare ai giovani parlando di lavoro attraverso il Vangelo: promuovere la centralità della persona umana, il bene comune, la sussidiarietà, la cooperazione e la solidarietà. Sono principi che verranno ribaditi nel nostro convegno, che punta a infondere nei giovani la speranza della possibilità di un lavoro eticamente valido».

«Il “Progetto Policoro” non dà lavoro – precisa Francesca Ragnacci –, favorisce la creazione di realtà con sbocchi occupazionali come le cooperative. Nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve il “Policoro” ha favorito la nascita di due realtà cooperative dando opportunità di lavoro a una ventina di persone, tra cui alcuni soggetti svantaggiati».

PERUGIA. AL VIA IL CORSO DI FORMAZIONE AL VOLONTARIATO SOCIO-SANITARIO

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Si terrà a Perugia, a partire da oggi (ore 18.30-20), presso il “Villaggio della carità-Sorella Provvidenza” (via Montemalbe 1, nei pressi della chiesa parrocchiale di via Cortonese), il corso di formazione al volontariato socio-sanitario “Condividere il cammino dei poveri”, organizzato dall’Associazione perugina di volontariato (Apv), promossa dalla Caritas diocesana nel 1984, e dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, rivolto “a quanti intendono svolgere la propria opera di volontariato in ospedale, in strutture per anziani e per diversamente abili e in carcere”.

Questo corso, che prevede sette incontri (17, 24 e 31 ottobre e 7, 13, 21 e 28 novembre), oltre a motivazioni, conoscenze dei servizi dove operano i volontari Apv e loro storie ed esperienze, tratta le norme che regolano il volontariato in Italia. La novità, rispetto ai precedenti, è che si sviluppa in tre “parti”: la prima, introduttivo-nozionistica, arricchita con testimonianze di volontari, visite a strutture di accoglienza e conoscenza delle realtà territoriali del volontariato; la seconda, un tirocinio formativo con volontari esperti presso strutture dove è operativa l’Apv; la terza, per ambiti (carcerario e ospedaliero), è dedicata a incontri specifici in loco con esperti e operatori. Info e iscrizioni su: www.apv.diocesi.perugia.it/

PERUGIA. LE INIZIATIVE PER L'”OTTOBRE MISSIONARIO”

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A partire da oggi, lunedì 16 ottobre, a Perugia, sono in programma una serie di iniziative di sensibilizzazione e raccolte offerte in preparazione alla 91ª Giornata mondiale missionaria che si celebrerà il 22 ottobre sul tema “La messe è molta”. Alle 16.30, presso la cappella della Madonna del Riscatto, detta del Collandone, avrà inizio l’“Ottobre missionario” con la celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote nigeriano don Stephen Okworchinedu, assistente spirituale delle famiglie anglofone del continente africano presenti in diocesi. Nella stessa cappella si terrà l’adorazione eucaristica missionaria, martedì 17 ottobre alle 17.30, e la santa messa per i fratelli perseguitati in terra di missione, martedì 24 ottobre alle 16.30, celebrata dal direttore emerito dell’Ufficio diocesano missionario, padre Dante Volpini, per 40 anni missionario saveriano in Brasile. Giovedì 19 ottobre, la chiesa-prefabbricato di Prepo ospiterà alle 21 la veglia diocesana a cui interverrà il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti. Il momento di preghiera sarà preceduto, alle 20, dalla “cena povera di solidarietà”, a base di riso e patate, servita nei locali parrocchiali dall’equipe missionaria con il coinvolgimento dei ragazzi del catechismo e dell’oratorio “san Giovanni Paolo II”.

Annamaria Federico, membro dell’equipe del Centro missionario diocesano e referente regionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, sottolinea che “è importante ricordare alla gente che la partecipazione alla raccolta di offerte collegate alla Giornata mondiale è l’espressione più alta di comunione ecclesiale e di fraternità universale a sostegno di quanti soffrono nel mondo”.

PERUGIA. AL VIA CICLO D’INCONTRI “GIOVANI & SANTI”

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Al via un ciclo di quattro incontri su “Giovani & Santi” nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, in preparazione del prossimo Sinodo a loro dedicato nel 2018. Saranno presentate ai loro coetanei le testimonianze di chi da giovane ha saputo sperimentare la santità. Il primo appuntamento è per questa sera, giovedì 12 ottobre, alle 21 e si svolgerà nell’oratorio di San Sisto ed è dedicato al tema: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”, incentrato sulla figura di Carlo Acutis, morto a quindici anni per una leucemia fulminante, per il quale è avviata la causa di beatificazione. A relazionare sarà il giovane sacerdote perugino don Marco Briziarelli, appena tornato dalla recente esperienza di tre settimane come accompagnatore di dieci giovani della Pastorale giovanile diocesana in missione in Malawi.

A seguire, giovedì 26 ottobre, alle 21, nell’oratorio di San Barnaba, l’incontro dal titolo: “Tutto mi è di gioia”, dove sarà presentata la figura di Santina Campana da Mario De Luca, membro della Comunità Magnificat di Perugia.

Altro incontro giovedì 16 novembre, alle 21, Oratorio di Marsciano è intitolato: “Io ho tutto” ed è dedicato alla figura di Chiara Luce Badano, che avrà come relatore il giovane francescano padre Paolo Zampollini.

Don Bosco sarà al centro dell’ultimo appuntamento, il 30 novembre, dedicato al tema: “Santo giovane perché”, a cura di don Giorgio Colajacomo, direttore dell’Istituto salesiano “Don Bosco” di Perugia.

«I giovani hanno sete di bellezza, ogni uomo cerca nella propria vita un punto di riferimento, una direzione dove poter indirizzare le proprie scelte e il proprio cammino. Come comunità ecclesiale abbiamo il dovere di rendere luminosa e comprensibile sia la metà che il tracciato che si può percorrere. Così è nata l’idea di poter essere gli amici di amici che, come ad una festa, presentano i nuovi invitati. E’ nella vita di ogni giorno, con le sue difficoltà e le sue gioie, che possiamo ricorrere a queste figure giovani e per i giovani», spiega don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile

“Questi quattro appuntamenti serali – continua don Luca Delunghi – seguono quelli promossi negli anni scorsi per contribuire alla crescita umana e cristiana dei giovani. Oltre a essere una delle iniziative messe in campo per prepararci al Sinodo dei vescovi dedicato da Papa Francesco ai giovani. Queste iniziative, per la scelta dei luoghi in cui si terranno, vogliono richiamare l’attenzione di adolescenti e adulti anche all’importanza delle esperienze oratoriali nella formazione dei ragazzi”.

PERUGIA. IN 600 DAL PAPA CON IL “TRENO STORICO”

 

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“Seguire nella vita di tutti i giorni l’esempio di Maria e recitare il Rosario in famiglia”. È la consegna affidata ieri dall’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, alla comunità diocesana nel corso del viaggio-pellegrinaggio in “treno storico”, messo a disposizione dalla Fondazione Ferrovie della Stato, che ha portato da Chiusi Scalo alla stazione San Pietro in Vaticano quasi seicento fedeli perugino-pievesi.

Al termine della recita dell’Angelus in Piazza San Pietro, i pellegrini perugino-pievesi si sono recati nella chiesa di Santo Spirito in Sassia per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Bassetti. Commentando le parole del Papa rivolte ai fedeli perugino-pievesi durante l’Angelus, l’arcivescovo ha richiamato non poco l’attenzione dei fedeli alla devozione mariana.

Il rosario, ha aggiunto, “di tutte le pratiche di pietà è quella che più di ogni altra si avvicina alla preghiera liturgica del Vespro e della Messa. Infatti vi è una meditazione di tutti i misteri di Cristo e di Maria e, quindi, è preghiera biblica”.

Secondo il cardinale, quello di ieri “è stato un pellegrinaggio eccezionale con più di ottanta bambini e ragazzi gioiosi che hanno pregato, ma anche saputo divertirsi sul ‘treno storico’ che ci ha portato in Vaticano, sulla tomba dell’Apostolo Pietro e a partecipare alla preghiera dell’Angelus di Papa Francesco”.

“Mi ha commosso vedere tanti giovani e adulti alternarsi a pregare nel vagone dove si trovava la statua della Madonna di Fatima del santuario di Città della Pieve”, ha rivelato Bassetti, secondo cui “la gente è ritornata a casa piena di entusiasmo e ricorderà per molto tempo questo viaggio in treno, il mezzo di trasporto che si presta bene a questo tipo di pellegrinaggio”.