SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

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È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

PERUGIA. VISITA DEL VESCOVO DI ZOMBA

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Nei primi giorni di marzo è giunto in visita a Perugia mons. George Tambala, vescovo della Diocesi di Zomba, già capitale del Malawi, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Questa visita è coincisa con il 40° anniversario dell’inizio del rapporto di amicizia solidale Perugia-Zomba, nato con l’allora parroco di Ponte Felcino, don Gino Vicarelli, grande amico di padre Aristide Stefani, missionario Comboniano in Malawi. In seguito questo rapporto – grazie all’impegno di un altro sacerdote perugino particolarmente sensibile alla “Chiesa in missione”, mons. Remo Bistoni – si è trasformato in un proficuo gemellaggio tra le due Diocesi, che va avanti da 36 anni. Mons. Bistoni si prodigò molto per la nascita dell’associazione “Amici del Malawi” Onlus, una fattiva realtà che conta numerosi soci oggi guidata da un giovane sacerdote, don Marco Briziarelli.

La finalità principale di quest’associazione è quella di portare avanti i progetti di cooperazione internazionale per lo sviluppo umano della comunità diocesana di Zomba in alcuni ambiti fondamentali della società del Malawi, quali l’educazione e la scolarizzazione, la formazione e l’avviamento alle professioni dei giovani, l’agricoltura e la sanità. Settori per i quali da oltre un quarto di secolo gli “Amici del Malawi”, con il fondamentale coinvolgimento delle Istituzioni civili (in primis la Regione) e di realtà imprenditoriali umbre, stanno portando avanti realizzando periodicamente progetti specifici. Si tratta di un aiuto concreto a una popolazione che vuole sentirsi non abbandonata, ma sostenuta umanamente, oltre che materialmente, nel suo percorso di sviluppo. Per questo da alcuni anni, nel periodo estivo, sono molti i giovani delle parrocchie perugine che vanno a fare esperienza di volontariato a Zomba, attraverso il progetto “GiovaniInMissione”, vivendo la realtà di “Casa Perugia”, luogo di accoglienza per tanti professionisti che mettono volontariamente la loro esperienza a disposizione della popolazione locale in diversi settori, soprattutto agricolo e sanitario.

Mons. George Tambala, accolto in un clima di grande amicizia e stima, è giunto a Perugia per esprimere la riconoscenza della sua comunità per il prosieguo dell’impegno degli amici perugini, soprattutto per approntare nuovi progetti attraverso i quali è la Chiesa di Perugia-Città della Pieve a ringraziare il Malawi per l’opportunità datale nel mettere in pratica gli insegnamenti della condivisione cristiana che sono alla base del Vangelo della Carità. Oltre ad incontrare il cardinale Gualtiero Bassetti, il vescovo di Zomba ha fatto visita alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Andrea Romizi, ad alcune comunità parrocchiali perugine, tra cui la parrocchia di Santo Spirito, concelebrando con il presidente onorario degli “Amici del Malawi”, mons. Saulo Scarabattoli, e la chiesa di San Severo dove ha concelebrato con mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, per l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Varie sono le parrocchie che si sono distinte in questi primi 40 anni di rapporto di amicizia. Accompagnato dal presidente degli “Amici del Malawi” don Marco Briziarelli e da alcuni membri del Consiglio dell’associazione, mons. Tambala ha fatto visita al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi e a luoghi in cui viene quotidianamente praticato il Vangelo della Carità, gli Empori Caritas. Inoltre, nel recarsi a Ponte Felcino, dove nacque 40 anni fa il rapporto di amicizia Perugia-Zomba, dopo la celebrazione della messa con il parroco mons. Alberto Veschini, il vescovo del Malawi ha fatto visita agli immigrati ospitati presso il locale Ostello.

PERUGIA. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

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“La Quaresima rischia di diventare un tempo debole, rispetto agli interessi delle persone che sono ben altro dei richiami della Parola di Dio e della Chiesa”. Lo ha detto, ieri sera, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa del Mercoledì delle Ceneri celebrata in cattedrale, insieme ad un gruppo di giovani sacerdoti provenienti da tre continenti. “Questi sacerdoti, ospiti della nostra comunità per apprendere la lingua italiana – ha commentato –, sono testimoni di una Chiesa giovane a cui affidiamo le nostre speranze”.

Il rito delle ceneri esprime “certamente penitenza e domanda di perdono, ma soprattutto dimostra una cosa così semplice e chiara: siamo polvere, siamo cioè tutti deboli e fragili – ha osservato il porporato -. Quest’uomo, che si innalza e si sente potente (e ognuno di noi ha i suoi modi per innalzarsi), domani non sarà più nulla. Quest’uomo, diciamo pure questa nazione che si innalza e si sente forte e sfodera armi e denaro, rischia domani di sentirsi terribilmente debole. Siamo tutti polvere nonostante la nostra superbia e la cenere sul capo ce lo ricorda”.

“Il segno delle ceneri – ha aggiunto il cardinale – è certamente un segno austero come è il tempo quaresimale, ma ci è dato per aiutarci a vivere meglio e a farci capire quanto è grande l’amore di Dio, che si lega alla nostra fragilità e debolezza. E proprio a noi deboli e fragili Dio ha affidato il dono della pace, perché la viviamo, la custodiamo, la difendiamo e la costruiamo. In troppe parti del mondo la pace è quotidianamente offesa. Quanti popoli schiacciati dalla violenza, dalla fame, dai soprusi di ogni genere; quanti poveri alzano al cielo le loro mani vuote e invocano giustizia!”.

“Il Signore ha preso la polvere che noi siamo per farci ‘ambasciatori’ di pace e di riconciliazione. Noi cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle di pace nei luoghi in cui viviamo e operiamo – ha concluso il card. Bassetti -. Ci è chiesto di vigilare per non cedere alle tentazioni dell’egoismo, della menzogna e della violenza. Il digiuno e la preghiera ci renderanno sentinelle attente e vigili perché non vinca in noi il sonno della rassegnazione al male, che ci fa ripiegare su noi stessi e sui nostri egoismi”.

PERUGIA. AL VIA “RACCOLTISSIMA 2019”

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I più deboli e in difficoltà sono al centro, ormai da anni, del tempo “forte” di Quaresima vissuto dalla comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, che inizia con il Mercoledì delle Ceneri. Nelle chiese parrocchiali e dei santuari dell’arcidiocesi oggi saranno celebrate le messe con il rito dell’imposizione delle ceneri. Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti presiederà la celebrazione eucaristica in Cattedrale delle ore 18 a cui seguirà quella presso la chiesa dell’Università degli Studi (ore 19.15), rivolta al mondo accademico, presieduta dal vescovo delegato ad omnia mons. Paolo Giulietti.

La Quaresima è tempo “forte” per tutti, giovani e adulti, da vivere anche attraverso nuove esperienze di carità come l’iniziativa della “Raccoltissima 2019” di prodotti alimentari di prima necessità, incoraggiata e sostenuta dal card. Bassetti e promossa dall’Ufficio per la pastorale giovanile, in collaborazione con la Caritas diocesana, rivolta ad adolescenti, ragazzi e a studenti universitari, finalizzata a sostenere le attività dei quattro Empori della Solidarietà attivi da alcuni anni nelle zone del Perugino con maggiori criticità sociali. Nell’anno appena trascorso i quattro Empori hanno aiutato più di un migliaio di famiglie di cui quasi il 30% italiane, distribuendo 1.098 tessere famiglia e 181 tessere baby, per un totale di 3.742 persone assistite da 160 volontari Caritas.

Affinché la “Raccoltissima 2019” riesca al meglio, spiega don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, “si terranno degli incontri formativi iniziali in ciascuna delle sette Zone pastorali dell’arcidiocesi, oltre ad alcune visite ai quattro Empori della Solidarietà e all’importante opera di volantinaggio nel fine settimana del 23-24 marzo”. Mentre, evidenzia don Luca, “l’annuale appuntamento della veglia di preghiera dei giovani con il card. Bassetti in cattedrale del 26 marzo, alle ore 21, sarà occasione per riflettere a livello diocesano sul significato di questa iniziativa e per ricevere ufficialmente il mandato ad impegnarsi nella ‘Raccoltissima’ in programma nella giornata del 30 marzo nelle parrocchie e nei centri commerciali che hanno aderito”.

La Caritas diocesana, sempre in Quaresima, dedica la tradizionale raccolta di offerte alle dieci famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro ospitate nel “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” di Perugia, sostenendole materialmente nella fase di avvio della loro autonomia.

CORCIANO. RIAPERTA AL CULTO LA CHIESA “LEONINA” SAN PIETRO APOSTOLO

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“L’Italia è un terreno fragile, come dimostra l’ultimo terremoto che ha colpito quattro regioni centrali dove anche quest’inverno tanta gente ha sofferto, ed anche gli italiani sono molto fragili, come è fragile la bellezza espressa in questa splendida chiesa che da oggi possiamo riammirare, perché la bellezza è una categoria delicata”. Con queste parole il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso ieri sera la celebrazione eucaristica con la quale ha riaperto al culto la chiesa “leonina” di S. Pietro Apostolo in Chiugiana di Corciano. La chiesa – chiusa per cinque anni per lavori di restauro e di consolidamento strutturale delle volte e del tetto – è stata riaperta grazie alla collaborazione tra Comune e parrocchia.

“Ricordo sempre due realtà che sostengono, puntellano questo terreno fragile e le persone che lo abitano – ha aggiunto Bassetti –, che sono i nostri parroci e i nostri sindaci. Essi sono al servizio del bene comune della gente e il bene comune è il bene spirituale e materiale. Il bene è unico, è comune a tutto il popolo di Dio. Ringraziamo il Signore per i nostri parroci e per i nostri sindaci che presidiano il nostro territorio. Diceva il sindaco santo di Firenze, Giorgio La Pira, ‘noi siamo qui per favorire tutte le attese della povera gente’”.

Il card. Bassetti, che recentemente si è recato in Sicilia, a Pozzallo, paese natale di La Pira, ha incoraggiato i tanti parroci che si prodigano spiritualmente e materialmente per le persone, anche per quelle “lontane” dalla Chiesa, a testimonianza di una Chiesa “in uscita” e tra la gente. E questo in un periodo non facile per il nostro Paese.

“In Italia – ha sottolineato il presidente della Cei – cambiano i governi, i sindaci, i vescovi, ma rimangono i nostri parroci e così la fede va avanti nel tessuto del popolo di Dio e tutto il popolo è aiutato nelle sue necessità”.

Il cardinale ha apprezzato i lavori eseguiti grazie al contributo del fondo 8xmille della Chiesa cattolica, del Comune di Corciano, della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria, di non pochi benefattori e alla tenacia del parroco mons. Fabio Quaresima. “Questa chiesa – ha commentato – è stata ben restaurata e dotata di un impianto di illuminazione che crea dei chiaro-oscuri che mettono in evidenza i suoi spazi architettonici caratteristici delle chiese ‘leonine’. Sono i luoghi di culto voluti da Leone XIII quando era vescovo di Perugia e lo fu per 32 anni prima di diventare Papa, costruiti soprattutto in zone rurali”.

PERUGIA. INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO UMBRO

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E’ stato inaugurato il 26 febbraio, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo di Perugia, l’Anno giudiziario 2019 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu). Sono Intervenuti il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e moderatore del Teiu, mons. Giuseppe Bonfrate, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha tenuto la prolusione sull’esortazione apostolica Amoris Leatitia, e padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale.

Quest’ultimo ha relazionato sull’attività 2018 del Teiu, «frutto di un impegno corale del Collegio dei giudici, dei collaboratori e di tutti gli operatori della giustizia canonica», ha detto padre Pawlik nel sottolineare che si è trattato di un «impegno unanime e fattivo per rispondere al meglio alle attese dei Pastori e dei fedeli che si sono avvicinati al ministero di giustizia del nostro Tribunale». Queste persone si rivolgono al Teiu, ha proseguito il vicario giudiziale, per «poter ottenere la giustizia e la verità sul loro matrimonio, hanno fiducia nel nostro operato perché non si sentono sotto l’esame dell’“inquisitore insensibile”, ma ascoltate, accolte e messe a loro agio, rasserenate, capite e benvolute. Chi opera nel nostro Tribunale lo fa con “cuore nuovo”, aperto, pronto ad immergersi nella “miseria” umana, senza scandalizzarsi, senza pregiudizi, affinché si scorga il cuore di Madre Chiesa che ama e soccorre tutti i suoi figli».

A precedere la relazione del vicario giudiziale è stato l’intervento di saluto del cardinale Bassetti incentrato sia su alcuni passaggi dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Leatitia che sul discorso dello stesso pontefice al Tribunale della Rota Romana tenuto il 29 gennaio scorso, appena tornato dalla GMG di Panama. Il cardinale, prendendo spunto da questi due documenti, ha ricordato l’impegno della Chiesa «nella cura pastorale costante e permanente per il bene del matrimonio e della famiglia». In concreto: «l’accostamento alla Parola di Dio, specialmente mediante la lectio divina; gli incontri di catechesi; il coinvolgimento nella celebrazione dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia; il colloquio e la direzione spirituale; la partecipazione ai gruppi familiari e di servizio caritativo. Dobbiamo accogliere e applicare il richiamo del Papa per formare nuove generazioni di sposi santi, fedeli, convinti della loro vocazione matrimoniale, “pronti sempre a rispondere a chiunque gli domandi ragione della speranza che è in loro” (1 Pt, 3, 15)».

Il cardinale, avviandosi alla conclusione, ha espresso gratitudine e riconoscenza al Teiu. «Non si tratta solo di parole di convenienza – ha detto Bassetti –, come potrebbe apparire dalla particolarità di questa cerimonia. Vorrei rinnovare tutta la stima, mia e dei Vescovi umbri, per il lavoro quotidiano che viene svolto nel nostro Tribunale, non solo per l’accuratezza nell’applicare le norme dell’ordinamento canonico e nella fedeltà alla verità, come si può evincere anche dai dati che avremo modo di analizzare in questa giornata. Mi preme mettere in luce ciò che non appare immediatamente, ma che rende possibile il conseguimento dei risultati di questi anni. Rinnovo così la piena fiducia al vicario giudiziale e ai suoi più stretti collaboratori: giudici, cancelliere, difensori del Vincolo, patroni stabili, periti e personale dipendente, perché hanno lavorato con impegno, applicando con la giusta fermezza la legge canonica, sempre esprimendo l’evangelica carità alle persone coinvolte, hanno sempre saputo ascoltare e riconoscere i drammi che tanti cuori feriti vengono a sottoporre al giudizio della Chiesa. Sono queste le persone che rendono il nostro Tribunale degno di stima e di fiducia». 

Il vicario giudiziale padre Pawlik ha snocciolato i dati che sintetizzano l’attività annuale del Teiu da cui si evince, come lo stesso religioso ha relazionato, «l’incremento dei procedimenti decisi e un lieve calo delle cause introdotte dovuto all’avvicendamento di un patrono stabile». Questi due aspetti, «rappresentano la risposta più evidente alla sfida lanciata dalla vigente nuova normativa canonica, ma è stato anche il frutto di un impegno di sensibilizzazione capillare realizzato nel corso dello scorso anno. L’informazione e la formazione rappresentano lo strumento più idoneo alla conoscenza della dimensione giudiziale della Chiesa. Grazie anche all’intervento di parroci e sacerdoti, che informano e incoraggiano i fedeli a verificare la propria situazione matrimoniale presso il nostro Tribunale, talune diffidenze e incomprensioni, che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali ecclesiastici, come l’eccessiva lunghezza dei processi e la questione degli oneri economici esagerati, iniziano lentamente ad essere ridimensionate». Grazie a questo «rapporto fondamentale con i sacerdoti, ancora da migliorare», ha sottolineato padre Pawlik, «si esprime al meglio la natura pastorale del servizio giudiziale, che sempre più assume la forma di un servizio “in uscita”. Anche gli operatori della giustizia ecclesiale si sentono, ormai, a pieno titolo, protagonisti di una “Chiesa in uscita”».

Il vicario giudiziale, nel riferire sull’attività 2018 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e Diocesi dell’Umbria, ha evidenziato che le cause pendenti al 31 dicembre 2017 erano 94 e quelle introdotte nell’ultimo anno 95, unasuper rato e nessun breviore. Sempre nel 2018 sono state trattate 189 cause di cui quelle concluse 111 (110 con sentenza affermativa, nessuna con sentenza negativa, una è andata perenta). Al 31 dicembre scorso risultavano pendenti 78 cause e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui 8 prossime alla sentenza, 12 in fase dibattimentale, 30 giacenti presso i periti, 27 in fase di istruttoria e una sospesa. Tra i principali capi di nullità quelli per “incapacità ex can 1095 n. 2” (59 casi) e per “incapacità ex can 1095 n. 2 e n. 3 (58 casi). La maggior parte delle cause concluse nel 2018 sono durate da sei a un anno (73 casi), da un anno a un anno e mezzo (34 casi) e quattro meno di sei mesi. «Tempi di durata brevi», ha commentato padre Pawlik, il cui merito va anche all’attività dei “patroni” sia “stabili” (avvocati messi a disposizione gratuitamente dal Teiu) sia “esterni” (scelti dalle parti tra gli avvocati ecclesiastici con onorari da un minimo di euro 1.575,00 a un massimo di euro 2.992,00). I patroni stabili sono stati scelti per 84 delle cause introdotte nel 2018, mentre appena 9 hanno riguardato i patroni esterni e una con patrocinio ex officio. Questi dati, ha rilevato padre Pawlik, «confermano la gravità della crisi economica che continua a gravare sulle persone, molte delle quali non avrebbero avuto la possibilità di ricorrere agli avvocati ecclesiastici (esterni) e senza l’assistenza del patrono stabile non avrebbero potuto conoscere la verità sul loro matrimonio». Altri dati significativi sono la presenza di figli nelle 111 cause concluse nel 2018, riguardanti ben 64 casi, le fasce di età delle parti “attrice” e “convenuta” (per entrambe quella centrale, dai 41 ai 50 anni, è la maggiore rispettivamente con 49 e 46 casi) e le professioni delle parti (al primo posto gli impiegati e a seguire gli operai, i liberi professionisti, i commercianti e artigiani, gli insegnanti e i non occupati). Le cause completate nel 2018 provengono dalle otto Diocesi umbre: Perugia, 42 cause; Terni 12; Spoleto 13; Assisi 14; Città di Castello 7; Orvieto 8; Gubbio 5; Foligno 10.

FOLIGNO. ASSEMBLEA ECCLESIALE REGIONALE PER RILANCIARE LA GIOIA DEL VANGELO

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“Rilanciare in Umbria la gioia del Vangelo grazie a una conversione pastorale in senso missionario”. Le otto Chiese diocesane dell’Umbria celebreranno il 18 e 19 ottobre 2019, a Foligno, l’Assemblea ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento avrà, dunque, come fulcro l’evangelizzazione delle persone che vivono nella terra dei Santi Benedetto e Francesco: “In maniera sinodale – si legge in una nota – si rifletterà sull’urgenza di rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale dell’Umbria la gioia del Vangelo attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario”.

Questa “importante tappa del cammino delle Chiese dell’Umbria” verrà presentata alla stampa venerdì 22 febbraio, alle ore 11.30, presso la sala S. Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre). Interverrà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (ceu).

ASSISI. CONVEGNO SUL “SOVVENIRE”

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“Comunione, corresponsabilità e compartecipazione nella trasparenza e all’impegno per far funzionare bene i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici”. È quanto ha invitato a mettere in pratica mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, ai circa 100 delegati diocesani per il Sovvenire, che hanno partecipato sabato al secondo convegno regionale sul sostegno economico della Chiesa cattolica in Umbria. Mons. Giulietti, che è presidente della commissione della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire, ha ricordato come i Consigli per gli affari economici non devono avere una funzione contabile, ma assumere un ruolo determinante nell’educare, nell’essere custodi, nella ponderazione delle scelte pastorali ed economiche, attraverso piani preventivi e consuntivi che vanno dallo stanziamento alla rendicontazione puntuale e trasparente di quanto la parrocchia fa in termini economici.

Il convegno – che si è tenuto sabato a Santa Maria degli Angeli (Assisi) – ha avuto per tema il valore della trasparenza al quale ha fatto riferimento in modo specifico la relazione di mons. Paolucci Bedini (vescovo di Gubbio) che ha preso come spunto il vangelo di Luca, riferendosi alla parabola dell’amministratore infedele per illustrare i valori alla base del Sovvenire.

L’8xmille alla Chiesa Cattolica e le offerte liberali, nonché la storia del sostegno economico alla Chiesa in Italia dal 1800 a oggi sono stati al centro dell’intervento di Paolo Cortellessa, responsabile dell’ufficio studi e ricerche del Sovvenire alla Cei. Cortellessa ha cercato, nel suo intervento, di intravvedere anche gli scenari futuri per l’8xmille.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con un laboratorio in cui è stata svolta una esercitazione pratica: i referenti parrocchiali, divisi in gruppi hanno pianificato un evento di formazione e informazione sui temi del Sovvenire per le loro parrocchie.

PERUGIA. LA CHIESA PERUGINO-PIEVESE HA UN NUOVO VESCOVO AUSILIARE

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L’Archidiocesi metropolitana di Perugia-Città della Pieve ha un nuovo vescovo ausiliare, il sacerdote don Marco Salvi della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. L’annuncio della nomina da parte di papa Francesco è stato dato a mezzogiorno del 15 febbraio, nella Curia del capoluogo umbro, dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e, in contemporanea, dalla Sala Stampa della Santa Sede e dall’arcivescovo-vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro mons. Riccardo Fontana nella cattedrale della città aretina dove era in corso la solenne concelebrazione eucaristica della Patrona, la Madonna del Conforto. Giornata particolarmente significativa per il vescovo ausiliare eletto mons. Marco Salvi, a cui è stata assegnata la sede titolare di Termini Imerese, fino ad oggi parroco di San Bartolomeo ad Anghiari e rettore del Santuario diocesano della Madonna del Carmine. Mons. Salvi subentrerà, dopo la sua ordinazione episcopale che avverrà domenica 31 marzo nella cattedrale di Arezzo, a mons. Paolo Giulietti nominato arcivescovo di Lucca lo scorso 19 gennaio. Sul cammino di entrambi i presuli veglia l’apostolo Bartolomeo, distintosi per la sua vita missionaria, titolare delle chiese parrocchiali dove hanno svolto il loro ministero sacerdotale prima di ricevere la nomina a vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Mons. Giulietti è stato parroco di San Bartolomeo in Ponte San Giovanni, dove attualmente è amministratore parrocchiale.

La gratitudine del cardinale

Il cardinale Gualtiero Bassetti, informato dal nunzio apostolico mons. Emil Paul Tscherrig della nomina di mons. Salvi a suo vescovo ausiliare, ha espresso gratitudine a papa Francesco, che, dopo la recente nomina di mons. Giulietti ad arcivescovo di Lucca, ha provveduto con sollecitudine ad inviare a Perugia un vescovo ausiliare in aiuto al suo ministero episcopale svolto sia a livello diocesano che al servizio della Conferenza episcopale italiana. Gratitudine è stata espressa dal cardinale anche alla Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e al suo Pastore, mons. Riccardo Fontana, per aver donato questo figlio alla Chiesa di Perugia-Città della Pieve. Vivi ringraziamenti sono stati espressi dallo stesso cardinale a mons. Salvi per aver accettato questa nomina, di cui ha avuto modo di apprezzare le doti umane e sacerdotali durante il suo episcopato aretino. Mons. Salvi sarà un valido aiuto nella guida della Chiesa perugino-pievese in questi anni che vedono il cardinale Bassetti sempre più impegnato a livello nazionale.

I Vescovi della Conferenza Episcopale Umbra (CEU) rivolgono un caloroso e fraterno benvenuto a mons. Marco Salvi, nominato oggi (15 febbraio 2019) da papa Francesco vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, lieti di accoglierlo come collaboratore del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Mentre gli assicurano un particolare ricordo nella preghiera che invoca l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo, gli augurano fin da ora un fecondo ministero pastorale nella nostra Regione.

Vescovo architetto

Mons. Marco Salvi è nato a Sansepolcro (Ar) il 4 aprile 1954 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 28 maggio 1983. Ha frequentato l’Università di Firenze dove nel 1979 si è laureato in Architettura e Ingegneria civile e dal 1991 è iscritto all’Albo degli Architetti. Nel 1978 inizia il discernimento vocazionale nel Seminario di Arezzo, per poi conseguire il Baccellierato in Teologia presso il Seminario-Facoltà Teologica di Firenze. Ha svolto il suo ministero sacerdotale in diverse parrocchie dal 1983 a tutt’oggi. A San Bartolomeo di Anghiari è stato parroco per venti anni (1999-2019), ricoprendo anche l’incarico di coordinatore dell’Unità pastorale, e dal 1993 al 2005 è stato presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Sensibile al mondo giovanile e alle sue istanze, don Marco ha contribuito a realizzare diverse iniziative della Pastorale giovanile nelle sue parrocchie. Attento alle nuove sfide imposte dalla società, non ha fatto mancare il sostegno della Chiesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica. Significative sono sia la sua opera per la ricostruzione di edifici sacri, nell’esercitare la professione di architetto-ingegnere, che la sua esperienza di docente di Storia dell’Arte nei Licei statali aretini; esperienza che lo ha portato a contatto con molti giovani trasmettendo loro l’arte del bello, soprattutto l’arte del sapersi costruire cristiani interiormente nella vita di tutti i giorni.

Il quarto vescovo ausiliare

Mons. Salvi approda a Perugia, città d’arte e di cultura umbra per eccellenza, come quarto vescovo ausiliare che la Chiesa diocesana ha avuto nell’ultimo mezzo secolo. Il primo è stato mons. Agostino Ferrari Toniolo (1917-2004), nipote del beato Giuseppe Toniolo, ordinato vescovo ausiliare nel 1967 e nel 1971 al servizio della Curia romana come osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO, quindi nel Consiglio mondiale dell’alimentazione. Il secondo è stato mons. Giovanni Benedetti (1917-2017), nominato vescovo ausiliare nel 1974 e due anni più tardi vescovo di Foligno, molto amato dai folignati fino al suo ritorno alla Casa del Padre avvenuto poco dopo il compimento del centesimo anno di vita. Il terzo è mons. Paolo Giulietti, nominato vescovo ausiliare nel 2014, che, in qualità di delegato ad omnia e a nome di tutto il Clero e della comunità cristiana diocesana, dà il benvenuto fraterno al suo successore, augurandogli una fruttuosa opera evangelizzatrice-missionaria sull’esempio dell’apostolo Bartolomeo al servizio della Chiesa di Perugia-Città della Pieve e della società civile.

PERUGIA. AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PROGETTO “SOSTENIAMO IL LAVORO”

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«La cosa più bella dei volontari Caritas è che hanno sempre un sorriso malgrado le loro preoccupazioni in casa, come tutti. Essere accolta, ascoltata da loro mi fa stare bene e cosa posso dire a quanti incontrano delle difficoltà nella vita? Non tentennate, fatevi aiutare dalla Caritas, ci sono persone pronte e disponibili per voi». Lo racconta una frequentatrice del “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” del capoluogo umbro nel video di apertura-benvenuto al nuovo sito ufficiale della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve (www.caritasperugia.it) realizzato nell’ambito del progetto “Civis Mei” (un’iniziativa finanziata dal Fondo LIRE U.N.R.R.A del Ministero dell’Interno) e recensito nell’ultimo numero di «InformaCaritas» della Caritas italiana.

Il “Villaggio della Carità” di Perugia (situato in via Montemalbe 1 – zona via Cortonese) è la sede della gran parte dei servizi offerti dalla Caritas diocesana, oltre ad ospitare la sua direzione retta dai coniugi Maria Luisa e Giancarlo Pecetti, inaugurato cinque anni fa. Attualmente ospita il Centro di Ascolto diocesano, il Consultorio medico e l’Emporio della Solidarietà “Tabgha”. Soprattutto, grazie ai suoi sei grandi appartamenti, può accogliere una dozzina di famiglie in difficoltà per complessive quaranta persone tra adulti e minori. A settimana sono più di 60 le persone che si recano al Centro di Ascolto per chiedere un aiuto e 460 famiglie vanno a fare la “spesa” all’Emporio. «La gente – racconta Mario, un volontario – ha più bisogno di ascolto che di cose. Per noi volontari è importante la persona, la persona che deve riacquistare il sorriso, la serenità».

Tra le difficoltà impellenti c’è la ricerca di un lavoro dignitoso. «Per questo abbiamo dato vita nel 2017 – evidenzia il direttore Giancarlo Pecetti – al progetto “SoSteniamo il lavoro” realizzato insieme agli Uffici diocesani di pastorale giovanile e per i problemi sociali e il lavoro, finanziato dalla Caritas italiana, attraverso i fondi dell’8xMille della Chiesa cattolica, e con le risorse a disposizione della nostra Caritas diocesana».

La seconda edizione di questo progetto (la prima ha dato a sedici persone giovani adulte una opportunità di lavoro in aziende del territorio) sarà avviata a fine febbraio con la fase della selezione delle candidature pervenute in Caritas. Candidature che devono essere accompagnate da curriculum vitae, Isee, certificato storico lavorativo e indicando uno dei quattro ambiti del progetto a cui si vuole partecipare: 1) tirocini retribuiti presso importanti aziende con sede nella provincia di Perugia; 2) corso professionale di “addetto alle macchine utensili tradizionali e a CNC”; 3) corso professionale di “addetto al rammendo e al rammaglio”; 4) corso formativo di “imprenditoria e autoimpiego”.

Le candidature devono essere fatte pervenire entro il 24 febbraio via e-mail a: info@caritasperugia.it (per quelle consegnate a mano, presso il Centro di Ascolto, entro le ore 12.00 di venerdì 22 febbraio. Per info dettagliate su come partecipare al progetto, consultare il sito: www.caritasperugia.it/progetti/