GUBBIO. MORTO IL VESCOVO EMERITO BOTTACCIOLI

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Si è spento intorno alle ore 7 del 22 Gennaio 2017, il vescovo emerito di Gubbio, monsignor Pietro Bottaccioli. Il decesso è stato causato dall’aggravarsi di un quadro clinico già complesso da qualche giorno. Il 15 febbraio prossimo, mons. Bottaccioli avrebbe compiuto 89 anni. Negli ultimi giorni, trascorsi presso il seminario diocesano di via Perugina, è stato circondato dall’affetto e dal calore del vescovo, monsignor Mario Ceccobelli, di sacerdoti, religiosi e fedeli.

Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale umbra Gualtiero Bassetti, unitamente agli altri vescovi delle altre diocesi della regione, “esprime profonda commozione e sincera ammirazione per questo stimato uomo della Chiesa, che visse con fedeltà il suo lungo e fecondo sacerdozio ed episcopato in terra eugubina”. In particolare i presuli ricordano il “generoso servizio alla Chiesa umbra”, prima come rettore del Seminario regionale “Pio XI” di Assisi dal 1983 al 1989 e, poi, da vescovo di Gubbio, quale segretario della Ceu.

“Nel suo ministero episcopale a Gubbio – prosegue – ha testimoniato saggezza pastorale, confluita tra l’altro nel Sinodo diocesano celebrato nel 1996, e generosa attenzione alle necessità dei fedeli, andando incontro a tutti con bontà, mansuetudine, apertura e disponibilità”.

I vescovi dell’Umbria “innalzano fervide preghiere di suffragio perché il Signore accolga il loro confratello Pietro nel gaudio e nella pace eterna e gli conceda il premio promesso ai suoi servi fedeli”.

GUBBIO. MOSTRA D’ARTE “LA CELESTE NAVIGAZIONE”

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Navigazione Celeste”, questo il titolo della mostra che sarà inaugurata il 7 dicembre presso Palazzo dei Canonici, sede del Museo Diocesano di Gubbio alle ore 17.00, del mesto pistoiese Franco Cappelli. L’esposizione artistica promossa dal Polo Museale Diocesano con il patrocinio del Comune di Gubbio e dell’Associazione MEU-Musei Ecclesiastici Umbri, è stata fortemente voluta dall’Associazione Culturale La Medusa, ente gestore tra gli altri, del Museo Diocesano.

L’esposizione del pittore astratto ed informale Franco Cappelli si inserisce in una ricca calendarizzazioni di eventi natalizi che vedrà la città umbra illuminarsi e vivere il magico spirito del Natale, infatti l’artista ha scelto non ha caso di inaugurare proprio il giorno dell’Accessione del Grande Albero di Natale di Gubbio. Cappelli ha iniziato a dedicarsi alla pittura alla fine degli anni ’60 nel clima culturale della scuola pistoiese di orientamento figurativo e, particolarmente, è attratto dalle esperienze di derivazione espressionista; corrente rappresentata con eccellenza dall’artista Alfiero Cappellini. La ricerca di un linguaggio essenziale e sintetico, che gli consentisse di rifuggire il rischioso accademismo, lo porta sempre più a prendere le distanze dalla realtà, fino a trasporla nell’ambito dell’astrazione. Così, il periodo che va dagli anni sessanta agli ottanta, costituisce un fervido momento creativo il cui riscontro è ben tangibile in opere basate sia sull’equilibrio compositivo quanto sulle sue scomposizioni. Al contempo s’interessa all’uso di nuovi materiali e ciò lo porta a rigenerare le proprie tipologie formali con ricchezza di varianti. Dagli anni ’80 abbandona gradatamente la figura e l’immagine della realtà per dedicarsi esclusivamente all’astrazione schematica e rigorosa, che lo induce, agli inizi degli anni duemila a fare riferimento esclusivo alle morfologie di derivazione geometrica che a tutt’oggi caratterizzano le sue opere. Più che dipinti dunque, oggetti/scultura, strettamente legati alla cultura del progetto che il razionalismo storico ha lasciato in eredità. Insegnamento interpretato dall’artista secondo il principio che la geometria è parte della nostra vita: dalla crescita delle città, al mondo degli oggetti, fino alle forme della stessa natura. Da qualche tempo il suo tema di riferimento è, per l’appunto, legato alla rappresentazione geometrico/simbolica della città:composizione, tracciati, vettori, colore, e soprattutto la luce, divengono gli elementi peculiari della grammatica visiva che qualifica la sua opera.

La mostra “Navigazione Celeste”, sarà aperta al pubblico dal 7 dicembre 2016 al 8 gennaio 2017. Per informazioni contattare la segreteria organizzativa del Museo Diocesano di Gubbio al numero 075 9220904 – info@museogubbio.it,

GUBBIO. DIMISSIONI DEL VESCOVO CECCOBELLI

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ll vescovo di Gubbio, Mario Ceccobelli, si è dimesso dal suo incarico per aver raggiunto limite d’età. Ceccobelli ha infatti compiuto 75 anni il 14 agosto. E’ nato a Marsciano nel 1941.
Monsignor Ceccobelli, che ha depositato la lettera di dimissioni da vescovo di Gubbio, era stato nominato vescovo il 23 dicembre 2004 da Papa Giovanni Paolo II e consacrato il 29 gennaio 2005 nella cattedrale di Perugia dall’arcivescovo Giuseppe Chiaretti. “Don Mario” (si faceva chiamare così) resterà in carica nell’esercizio delle sue funzioni fino a quando Papa Francesco non nominerà il successore.

GUBBIO. PAPA FRANCESCO ACCENDERA’ LA “FIAMMA DEL BEN…ESSERE”

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Il 6 Aprile prossimo il Santo Padre accenderà a Roma la “Fiamma del Ben…essere!”, simbolo della possibilità di affrontare con successo i problemi alimentari dell’umanità. Con l’occasione – in presenza di una rappresentanza degli organizzatori accompagnati in Vaticano dal vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli – sarà festeggiato il trentesimo compleanno del progetto “Città del Ben…essere!”, avviato a Gubbio nel 1987 e poi esteso ai Comuni dell’Alta Umbria. Le attività del progetto affrontano sia gli aspetti etici, sia quelli scientifici della sana alimentazione, con un convincente successo nella prevenzione, ad esempio, del gozzo tiroideo.

L’accensione avverrà al termine dell’udienza generale del mercoledì e a papa Francesco verrà anche donata la ceramica creata per il trentennale del progetto, che rievoca il noto episodio avvenuto a Gubbio: il “prodigio” di san Francesco che ammansisce il Lupo. In questo caso l’immagine rappresenta il simbolo della speranza di “ammansire i lupi del millennio” che mettono in pericolo l’umanità intera.

La giornata, infatti, fa riferimento ai nuovi “17 Obiettivi di sviluppo sostenibile”, approvati dall’Assemblea delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2015, che impegnano i 194 Stati aderenti ad attivarsi per raggiungere – ad esempio – l’istruzione universale, la parità di genere, la preservazione degli ecosistemi marini e terrestri, la salute e il benessere per tutti.

Il Centro studi nutrizione umana (Cesnu), in questa occasione, rivolge particolare attenzione al secondo obiettivo: “Fame zero entro il 2030”. Dunque, il Santo Padre accenderà la “Fiamma del Ben…essere!” per aggregare gli uomini di “buona volontà”, riscaldare i loro cuori per aprirsi alla solidarietà planetaria, illuminare le loro menti per cercare e trovare le soluzioni a un problema così grave, la malnutrizione, che ancora oggi causa quattro milioni di vittime in età infantile ogni anno (dati Unicef).

Il Cesnu, in collaborazione con la Usl Umbria 1, in questi anni ha affrontato patologie che rientrano nella malnutrizione per difetto (gozzo tiroideo da carenza iodica, malformazioni congenite dovute a carenza di acido folico in gravidanza, osteoporosi legata alla carenza di calcio e vitamina D), o per eccesso (stili di vita obesizzanti o eccesso di sale e pressione arteriosa) e il delicato tema dei modelli estetici femminili potenzialmente induttivi di disturbi del comportamento alimentare.

Le attività etiche fanno invece riferimento al progetto “mucche in comodato d’uso”, che prevede l’assegnazione di bovini a famiglie in Etiopia, in collaborazione con l’associazione “In missione con noi” di Bologna. La possibilità di utilizzare un capo di bestiame – sia per la produzione di latte, per la riproduzione o per il lavoro agricolo – cambia radicalmente la vita quotidiana e il destino di molte famiglie della zona.

Proprio una di queste mucche, la numero 153, è stata donata a una famiglia del territorio di Saula, con la dedica al Santo Padre. Della “mandria” di oltre 200 bovini già consegnati in Etiopia fanno parte anche i capi dedicati ai cardinali Maradiaga e Montenegro, al direttore di Caritas Internationalis, Roy, quello di Caritas Italiana, Soddu, e vari prelati tra cui il vescovo di Gubbio, Ceccobelli.