GUBBIO. “IL SENTIERO DI FRANCESCO”

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Nei giorni 1-2-3 settembre si rinnova l’ormai tradizionale appuntamento con “Il Sentiero di Francesco”, giunto alla decima edizione.
Tre giorni sui passi di San Francesco, ripercorrendo a piedi l’itinerario tra Assisi, Valfabbrica e Gubbio, compiuto dal Santo nell’inverno tra il 1206 e il 1207, dopo la scelta radicale espressa con la “spoliazione” e la rinuncia all’autorità paterna.

Tutte le informazioni su www.ilsentierodifrancesco.it

GUBBIO. LA MOSTRA “GUBBIO AL TEMPO DI GIOTTO. TESORI D’ARTE NELLA TERRA DI ODERISI”

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Se incontrate un Gennaro potete supporre che probabilmente arrivi da Napoli, un Efisio da Cagliari, una Agata da Catania. Ma se vi imbattete in un Ubaldo o in un Oderisi i dubbi sono pochi: al 99 per cento dei casi arriverà da Gubbio. Nomi propri che, siano essi legati alla sfera religiosa o a quella artistica, costituiscono la gloria del borgo umbro, “la più bella città medievale d’Italia” come non ha remore a proclamarsi sin dai cartelli che accolgono il visitatore. Cartelli un po’ fuorvianti, perché potrebbero far pensare che in altre nazioni esistano centri storici medievali più belli di quelli italiani. Si sarà capito che a Gubbio, che a rigore sarebbe dunque da ritenere “città medievale più bella del mondo”, le mezze misure non sono di casa e gli eugubini sono avvezzi a pensare in grande. Magari con quel pizzico di ironica follia che li ha portati ad autoproclamarsi abitanti della “città dei matti”, prerogativa quotidianamente estesa anche ai turisti che con tre giri della fontana del Bargello si vedono assegnata una “patente di matto”, pari a una cittadinanza onoraria.

Queste loro “folli” caratteristiche gli eugubini le provano anche con la venerazione smisurata per sant’Ubaldo, il santo vescovo che qui riesce persino a fare passare in secondo piano san Francesco, uno che pure in termini di marketing tanto fece per Gubbio con quella storia del lupo che i Fioretti hanno diffuso fino in Australia e in California. Le provano con gli altrettanto smisurati ceri che ogni anno in maggio scatenano passioni irrazionali, oltre che un groppo alla gola in chi per raggiunti limiti d’età deve smettere di sobbarcarsene il peso. E le provano, infine, con la convinzione che il più grande artista espresso dal Medioevo possa essere stato non Giotto bensì… Oderisi da Gubbio. Un miniatore la cui arte fu esaltata dallo stesso Dante Alighieri nel canto XI del Purgatorio («Oh!», diss’io lui, «non se’ tu Oderisi, / l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte / ch’alluminar chiamata è in Parisi?») ma del quale, si badi bene, non esiste una sola operache gli si possa attribuire con certezza. Infatti, pur essendo stato fatto il suo nome per messali, Bibbie e salteri, non esistono codici firmati da Oderisi, il quale dunque forse non era così superbo da meritare di essere messo da Dante nel Purgatorio.

C’è (anche) il mistero di Oderisi da Gubbio al centro della bella mostra allestita a Gubbio  in tre sedi diverse, visitabili con un solo biglietto: il Palazzo dei Consoli, che sullo sfondo della famosa piazza pensile costituisce l’icona più nota di Gubbio; il Museo Diocesano, allestito accanto alla cattedrale; e il Palazzo Ducale, che nel Quattrocento fu favolosa residenza di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Il titolo della mostra, “Gubbio al tempo di Giotto – Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, intende subito stabilire un legame fra i due artisti, legame determinato dal medesimo clima culturale, artistico, religioso e civile in cui lavorarono. Pazienza se poi, nonostante il titolo ingolosente, fra la sessantina di opere in mostra quelle di Giotto sono tante quante quelle attribuite a Oderisi: zero.

Roba da veri matti eugubini, dirà qualcuno, dedicare una mostra a Giotto e a Oderisi, senza l’ombra né dell’uno né dell’altro. Ma l’obiettivo (invero riuscito) dei curatori Elvio Lunghi, Giordana Benazzi ed Enrica Neri Lusanna era un altro: documentare con polittici, manoscritti miniati, opere di oreficeria e sculture lignee sia la centralità di Gubbio e delle sue botteghe nell’arte italiana del Due e Trecento, sia le caratteristiche peculiari del linguaggio artistico sviluppato nell’Umbria settentrionale da artisti che, come Palmerino da Gubbio e tanti altri, si ritroveranno a lavorare a fianco, appunto, di Giotto nel grande cantiere di Assisi, a soli 40 chilometri di distanza.

La mostra contribuisce anche a gettare luce e a offrire chiavi di identificazione al complesso rebus di nomi e opere che innervano la scena artistica eugubina fra Due e Trecento, con la sua storia ahimè fatta più di opere che di persone: il Maestro dei Crocifissi francescani all’opera ad Assisi era forse (come ipotizza il curatore Elvio Lunghi) Guido di Pietro, padre di Oderisi da Gubbio? Chi era il Maestro della Croce di Gubbio, compagno di Giotto? Palmerino di Guido e il Maestro Espressionista di Santa Chiara erano la stessa persona? E il “Guiduccio Palmerucci” dalla sfuggente biografia era figlio di quest’ultimo, o è semplicemente un nome che sta a designare tutta una bottega e una serie di dipinti, e che va dunque scritto tra virgolette?

Si mettano poi le opere di artisti fra i più esemplari del periodo, come Mello da Gubbio e Ottaviano Nelli. Si aggiungano alcuni scomparti di un eccezionale polittico del giottesco Maestro di Figline per la prima volta visibili insieme. E si aggiunga pure un trittico pressoché inedito (“Madonna con Bambino fra i santi Paolo e Pietro”) attribuito ora niente meno che a Pietro Lorenzetti, opera recuperata dal deposito dell’eugubino Palazzo Ducale e cui, nonostante i danni irreversibili, un sapiente restauro ha restituito una decente leggibilità… Si avrà allora il quadro di una scena artistica vivacissima, nonché dell’importanza politica, economica, spirituale e culturale che una città di media grandezza come Gubbio rivestiva tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. Una piccola grande città, insomma, favorita certo anche dalla centralità geografica al cuore della penisola, ma capace di generare geniali artisti come Oderisi. Sì, d’accordo, ma quando mai riusciremo a vedere un’opera che possa dirsi con certezza sua?

Fino al 4 Novembre 2018
Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale – Gubbio
Orario: aperta tutti i giorni, ore 10-19. Biglietto intero 12 euro
Per informazioni: www.gubbioaltempodigiotto.it

a cura di Roberto Copello, Touring Club

L’OPUSCOLO DELLA CHIESA UMBRA SUL BILANCIO DEL 2017

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Le schede che accompagnano i rendiconti di ciascuna delle otto Diocesi dell’Umbria sono solo un piccolo esempio: illustrano opere sociali, interventi di manutenzione del patrimonio storico-artistico, esperienze educative per le nuove generazioni…
Che dire, poi, del ministero dei parroci? Essi sono assai spesso punti di riferimento educativo e sociale per l’intero paese o quartiere, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. La sezione finale, dedicata agli oratori, tenta di tradurre in cifre la ricaduta sociale di uno spazio educativo che la Chiesa.

L’OPUSCOLO

PERUGIA. AL VIA LA “SUMMER MEDIA CAMP”

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Usare i social network in modo intelligente e professionale per una comunicazione efficace. Si svolgerà con quest’obiettivo il “Summer media camp 2018” promosso dalla Conferenza episcopale umbra con le redazioni di “Umbria Radio” e “La Voce”. Sarà rivolto a giovani, tra i 18 e i 30 anni, appassionati di comunicazione. L’appuntamento con la seconda edizione del “Summer media camp” è dal 24 al 27 luglio, a Perugia, nel palazzo arcivescovile e nel Centro internazionale accoglienza.

Quattro i corsi organizzati in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti umbri. Il primo tratterà le “News nel sistema ibrido dei media. La comunicazione della Chiesa al tempo dei social media”. Ne parleranno Rita Marchetti, docente di Sociologia all’Università di Perugia, e don Walter Insero, collaboratore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. Altro tema: “Le community: risorsa per un’informazione affidabile. L’informazione al tempo delle community social-buone pratiche sul tema” con i giornalisti Bruno Mastroianni e Daniele Morini. Francesca Triani e Andrea Canton parleranno de “Le nuove vie dell’informazione: quale social network per quale obiettivo?”, mentre le “strategie per aumentare la circolazione delle notizie. Web marketing & Social media marketing” saranno approfondite da Lucia Rosati e Barbara Serafini.

L’apertura e le conclusioni dei lavori saranno affidate a mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Ceu per le comunicazioni sociali: “Ci aspettiamo dalla crescita delle competenze sui social media una nuova vitalità anche per i media più tradizionali, che se ne possono avvalere per suscitare nuovo interesse”.

Il “Summer media camp 2018” vuole approfondire la possibilità offerta dai social di diffondere notizie e costruire comunità, avvalendosi dell’esperienza di esperti e professionisti di fama nazionale nel campo del social media marketing, con laboratori full immersion, condivisione di esperienze e visite guidate nel mondo della comunicazione.

Gli interessati possono ancora iscriversi e conoscere nei dettagli il programma dell’iniziativa (http://summercamp.chiesainumbria.it/ ; summermediacamp@chiesainumbria.it).

NORCIA. GIORNATA REGIONALE DEI GIOVANI “X MILLE STRADE”

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Il 4 agosto. a Norcia si terrà la Giornata regionale dei Giovani “X MILLE STRADE” promossa dal Servizio di Pastorale giovanile e Coordinamento oratori della Conferenza episcopale umbra (Ceu) in vista del Sinodo ordinario dei Vescovi 2018 dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale“.

Programma:

  • 9.30: arrivo a Norcia – Pellegrinaggio verso Piazza S. Benedetto.
  • 11.00: agorà dei giovani umbri.
  • 13.00: pranzo al sacco.
  • 15.00: laboratori della fede – Benedizione pellegrini e consegna credenziali.
  • a seguire: partenza dei cammini diocesani verso Roma per l’incontro con Papa Francesco dell’11 e 12 agosto a Roma.

ASSISI. PREGHIERA ECUMENICA PER IL CREATO

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Un incontro di preghiera ecumenico congiunto per il creato, ad Assisi, il 31 agosto. Lo organizzano il Movimento cattolico mondiale per il clima e il Comitato direttivo di “Tempo del Creato”, composto da varie Chiese cristiane. L’occasione è la Giornata mondiale di preghiera per il creato. La preghiera ecumenica sarà realizzata con la collaborazione della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, della diocesi di Gubbio, del Sacro Convento di Assisi e dell’Istituto Serafico.

Il momento di preghiera inizierà venerdì 31 agosto, alle 17, e si concluderà sabato 1° settembre, alle 11, con la dichiarazione ecumenica congiunta sul sagrato della basilica di San Francesco d’Assisi. Alla luce del tema di quest’anno del Tempo del Creato “Camminare insieme”, l’incontro di preghiera ecumenico costituirà anche l’avvio del pellegrinaggio “Il Sentiero di Francesco” da Assisi a Gubbio, “attraverso cui lo Spirito di Francesco giungerà in pellegrinaggio fino in Polonia, in vista della Conferenza internazionale sul clima Cop 24”.

CITTA’ DI CASTELLO. RIUNIONE MENSILE DEI VESCOVI UMBRI

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Si è tenuta oggi a Città di Castello, nella casa madre della congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, la riunione mensile dei vescovi umbri. Proprio oggi, 9 luglio, ricorre la festività di santa Veronica Giuliani, particolarmente sentita dalla comunità tifernate. Nel pomeriggio la solenne celebrazione eucaristica a conclusione della festa è stata presieduta da mons. Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra e concelebrata da mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello.

I vescovi sono stati salutati dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, che ha espresso ai presuli la soddisfazione per la collaborazione continua con la Chiesa locale, sia in ambito culturale che sociale, in un epoca di grandi difficoltà umane e materiali per tante famiglie.

Nel corso dei lavori, i vescovi – si legge in una nota – “si sono confrontati sulla situazione delle loro realtà ecclesiali al termine dell’anno pastorale, dando appuntamento ai giovani delle otto diocesi dell’Umbria il 4 agosto a Norcia, in segno di solidarietà con le popolazioni terremotate, e in occasione dell’incontro preparatorio al pellegrinaggio a piedi verso Roma, che si concluderà il 12 agosto con l’incontro con Papa Francesco in piazza San Pietro” in vista del Sinodo dei vescovi sui giovani.

La Conferenza episcopale umbra ha provveduto alla nomina del nuovo delegato regionale della Caritas umbra per il quinquennio 2018-2023 nella persona di Marcello Rinaldi, direttore della Caritas diocesana di Orvieto-Todi, che sarà affiancato nel delicato incarico in qualità di vice delegato dal diacono Mauro Masciotti, direttore della Caritas diocesana di Foligno.
Inoltre, i vescovi hanno nominato padre Matteo Siro, provinciale dell’ordine dei Frati minori cappuccini, delegato regionale Fies (Federazione italiana esercizi spirituali).

GUBBIO. FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DEL CARMELO

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La festa liturgica della Madonna del Carmelo fu istituita per commemorare l’apparizione il 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’Ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico “giardino”), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

Il Monte Carmelo, dove secondo la tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro. Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.

GUBBIO. PELLEGRINAGGIO CARITAS DIOCESANA A TORINO

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Quest’anno la meta del pellegrinaggio (19-20-21 ottobre) sarà Torino, secondo quello spirito di accoglienza e dialogo che ha sempre caratterizzato le esperienze Caritas in giro per l’Italia. In programma ci sono la visita a don Luigi Ciotti e al Gruppo Abele, alla Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), alla Chiesa Evangelica Valdese e alla Comunità Ebraica.

Questo il programma di massima:
VENERDI’ 19 OTTOBRE
Partenza in autobus da Gubbio alle ore 05.00 e arrivo previsto a Torino alle ore 12.30 circa. Pranzo in autonomia (tutti gli altri pasti sono compresi) e pomeriggio dedicato all’incontro con il Gruppo Abele. Al termine trasferimento presso l’Oasi di Cavoretto (struttura ricettiva del Gruppo Abele) per la cena e il pernottamento.

SABATO 20 OTTOBRE
Al mattino è previsto l’incontro con la Comunità Valdese. Dopo pranzo (in self-service o presso i Salesiani) incontro al Cottolengo e, successivamente, visita guidata del Museo del Cinema e della Mole Antonelliana con la salita in ascensore. Al termine rientro all’Oasi, cena e pernottamento.

DOMENICA 21 OTTOBRE
Visita alla Comunità Ebraica e Santa Messa presso il Santuario della Consolata. Dopo il pranzo (menu pizza), ultimo giro in città prima della partenza per Gubbio prevista per le ore 15.00. Arrivo a Gubbio previsto per le ore 22.00 circa.

La quota di partecipazione è 265 euro (minimo 25 persone).
Iscrizioni entro il 7 settembre (Caritas diocesana, 075 9221202 – Luca, 349 1916424)
L’organizzazione tecnica è di Giringiro Viaggi di Gubbio (075 9271540).

8X1000 E OFFERTE DEDUCIBILI PER IL CLERO NELLE DIOCESI UMBRE

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Nell’anno 2017 le otto Diocesi dell’Umbria hanno ricevuto dal servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Otto per mille e offerte deducibili per il clero) pari a 21.582.524,44 euro, con un incremento di 1.216.272,34 di euro rispetto al 2016 in gran parte ascrivibile ai maggiori fondi per Edilizia e beni culturali.

I soldi sono stati così ripartiti tra le Diocesi umbre: 2.853.372,29 di euro ad Assisi-Nocera Umbria-Gualdo Tadino; 1.967.963,86 euro a Città di Castello; 2.083.323,72 euro a Foligno; 1.832.407,84 a Gubbio; 2.531.141,05 ad Orvieto-Todi; 4.640.874,70 a Perugia-Città della Pieve; 2.644.347,38 a Spoleto-Norcia; 3.029.093,60 a Terni-Narni-Amelia.

L’otto per mille e le offerte deducibili per il clero sono due tipologie perfettamente distinte, anche se l’una non esclude l’altra. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento del clero e viceversa. E’ qui però che emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille, scelto con la firma apposta sulla dichiarazione dei redditi, è per il credente un atto di coerenza con la propria fede. Mentre l’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale, poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità in sede di dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui chi opera l’elargizione non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione.

Le voci di spesa. La domanda frequente è: come vengono spesi dalle diocesi questi soldi? Essi vengono ripartiti in quattro grandi macro aree, documentate e pubbliche: l’area Culto e pastorale comprende l’esercizio del culto nei vari ambiti pastorali, la cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana, formazione dei giovani. L’ambito Carità riguarda gli aiuti alle persone bisognose, le opere caritative diocesane o parrocchiali. L’area Sostentamento del clero è rivolta a favore del ministero dei tanti parroci che in Umbria che, come altrove, sono un punto di riferimento educativo e sociale, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. Il contributo ai sacerdoti permette alle comunità parrocchiali, dove i preti prestano il loro ministero, nei paesi e nei quartieri, di realizzare progetti a favore di famiglie, progetti di misericordia e coesione sociale per dare una speranza a tante persone spesso sole e abbandonate. Il quarto ambito Edilizia di culto e beni culturali riguarda la costruzione di nuove chiese, restauro di opere d’arte e la loro tutela e valorizzazione, l’adeguamento liturgico, cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche.

«Quello che vorremmo comunicare – scrive mons. Paolo Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire delle diocesi della Regione e sostegno economico della Chiesa (8xmille, Offerte per il sostentamento dei sacerdoti) – non sono solo delle cifre, pur importanti, ma la percezione di come le persone e le opere che beneficiano del denaro pubblico “restituiscano” alla collettività assai più di quanto hanno ricevuto, mediante numerose e varie azioni di attenzione a persone e ai loro bisogni, con un notevole effetto moltiplicatore. Servizi tra l’altro accessibili in larga parte a tutti i cittadini, anche a chi non appartiene alla Chiesa cattolica».

Il grazie dei Vescovi Umbri ai fedeli per il sostegno economico alla Chiesa. «Come Vescovi – afferma mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – vogliamo dire grazie ai tanti umbri che, con senso di corresponsabilità, comunione, solidarietà, trasparenza e libertà, contribuiscono al sostegno della vita e della missione della Chiesa».