SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

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È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

GUBBIO. LA CARITAS EUGUBINA DONA 500MILA € PER I BISOGNI DEL TERRITORIO

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Nel 2018 la Caritas di Gubbio ha amministrato nel complesso 500.000 euro, utilizzati per intervenire su situazioni di bisogno presenti, in gran parte, all’interno del territorio diocesano.

Ha gestito direttamente 60.000 euro della quota dell’8xmille destinata dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) alla diocesi eugubina. Grazie al progetto “Famiglia, giardino di comunione”, finanziato dalla Caritas italiana sempre con l’8xmille, la Caritas diocesana ha beneficiato di risorse per 70.000 euro.

Dal “Progetto Anticrisi” di Caritas italiana, attivo da alcuni anni per aiutare le Caritas diocesane a fronteggiare gli effetti della crisi economica sulle famiglie più vulnerabili, sono arrivati ulteriori 20.000 euro come rimborso di contributi erogati nel 2017.

Le offerte raccolte in occasione dei funerali attraverso i cartelloni di suffragio sono state 16.600 euro. Da altre donazioni, non legate a specifici progetti, sono arrivati 7.600 euro.

Nel 2018 sono stati erogati 24.500 euro di contributi economici per bisogni abitativi (utenze, affitti, acquisto di legna e pellet), alimentari (buoni spesa) e sanitari (buoni farmaci e interventi legati a viaggi e degenze per motivi di salute).

Attraverso la Caritas, che ha anticipato le somme, il Comune di Gubbio ha erogato 12.900 euro di sussidi a persone in gravi situazioni di disagio sociale ed economico.

La Caritas ha partecipato con 30.000 euro al progetto “Sostegno alle situazioni di povertà nel Comune di Gubbio”, attivo dal 2013 per sostenere le famiglie in grave difficoltà per il pagamento di utenze e affitti, e finanziato anche dal Comune di Gubbio (30.000 euro) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (100.000 euro), con l’apporto del Cesvol di Perugia. Attraverso tale progetto, in cui la Caritas svolge anche la funzione di tesoriere, sono stati erogati 425 contributi per complessivi 160.000 euro.

Con 60.000 euro la Caritas ha continuato a sostenere l’attività dell’Aratorio Familiare, con sede a Gubbio in località Coppiolo, un’esperienza di agricoltura solidale che coinvolge famiglie e volontari, e che ha al suo interno una struttura di prima accoglienza che può ospitare fino a cinque persone. Numerose sono le collaborazioni, in primo luogo con il Comune di Gubbio, ma anche con Asl, scuole, associazioni. Circa due terzi della somma sono stati impiegati per la ristrutturazione del tetto dell’intero fabbricato nel quale l’Aratorio Familiare ha sede.

La convenzioni con i Comuni di Gubbio (per la collaborazione nell’ambito dell’Ufficio di Cittadinanza) e di Umbertide (per la gestione del Centro di prima accoglienza “J. Masslo”), hanno comportato un contributo complessivo da parte delle due istituzioni di 31.000 euro.

La Caritas diocesana ha inoltre gestito – attraverso le operatrici della cooperativa sociale “Il Sicomoro” – il servizio di sostegno scolastico “La farfalla”, per il quale il Comune di Gubbio ha messo a disposizione 10.000 euro. L’ attività, che si è svolta in collaborazione con le parrocchie di Padule, Semonte e Casamorcia, e con l’Associazione “Semonte”, ha coinvolto più di 60 tra bambini e ragazzi e ha beneficiato dell’apporto di circa 15 volontari.

Grazie al contributo di un insegnante volontario, presso la sede Caritas di San Pietro ha funzionato un corso base di italiano per stranieri, frequentato da una decina di persone.

Nel 2018 sono stati inviati alla missione diocesana in Bolivia 22.200 euro, di cui 10.800 grazie alle attività organizzate dai giovani che, negli anni scorsi, hanno fatto un’esperienza di servizio nella missione stessa, e 11.400 euro raccolti durante la Quaresima di Carità “A scuola di avventura”, finalizzata a sostenere la Scuola universitaria di Turismo d’avventura con sede a Peñas.

In favore della casa di accoglienza della Caritas Umbra in Kosovo sono arrivate donazioni per 32.500 euro; di questi 12.000 relativi al progetto di sostegno a distanza.

Per quanto riguarda l’aiuto alimentare, il centro diocesano nel 2018 ha operato 1.437 interventi, per un totale di 117quintali di cibo, di cui hanno beneficiato circa 3.300 persone. Inoltre, attraverso il cibo donato dai supermercati Coop di Gubbio e Umbertide e da altri esercizi commerciali, e a quello arrivato dal punto fisso di raccolta situato presso il supermercato Emi di Gubbio, è stato possibile sostenere in modo continuativo (in molti casi attraverso la consegna a domicilio) circa 60 famiglie in grave difficoltà economica. Il servizio è stato garantito dal lavoro di una quindicina di volontari.

Dalla colletta del Banco Alimentare (24 novembre 2018) e da quella promossa dalla Coop di Gubbio (27 ottobre 2018) sono arrivati complessivamente 63 quintali di cibo, distribuiti alle famiglie indigenti attraverso le Caritas parrocchiali e zonali dotate di un centro di distribuzione alimentare. Queste hanno beneficiato mensilmente anche dei prodotti alimentari assegnati dal Banco Alimentare dell’Umbria.

Il centro diocesano di distribuzione vestiario, situato presso la parrocchia di Sant’Agostino, ha distribuito circa 2.400 pezzi tra vestiario per adulti, bambini e neonati, biancheria, articoli per la casa e giocattoli.

Per quanto riguarda il servizio di avviamento al lavoro, sono 160 le persone che sono riuscite a trovare un’occupazione, nella stragrande maggioranza dei casi come assistenti familiari o collaboratrici domestiche.

Come negli anni scorsi, anche nel 2018 la Caritas diocesana di Gubbio ha proposto e promosso esperienze di formazione e solidarietà in Italia (viaggio di ottobre a Torino presso il Gruppo Abele di don Luigi Ciotti) e presso le missioni diocesane in Bolivia e in Kosovo, per far conoscere e vivere realtà vicine a situazioni di povertà ed emarginazione sociale; le persone coinvolte sono state nel complesso una cinquantina. Si è favorita la partecipazione a tali esperienze anche di chi – soprattutto giovani – non era in grado di sostenere tutte le spese per il viaggio, con complessivi 3.000 euro.

E’ stato promosso infine un Gas (Gruppo di acquisto solidale) per sostenere il gruppo cooperativo Goel di Gioiosa Ionica (Calabria), che coltiva terreni confiscati alla ‘Ndrangheta e opera nel rispetto dell’ambiente e della dignità dei lavoratori. Sono stati acquistati agrumi per 6.096 euro da una rete di oltre 100 famiglie.

«Dai dati che abbiamo fornito – commentano dalla Caritas diocesana – vorremmo che trasparisse soprattutto il desiderio della comunità cristiana di farsi carico, pur con tante fatiche e innumerevoli mancanze, delle sofferenze dei suoi membri più deboli e vulnerabili, secondo lo stile dell’accompagnamento e della condivisione. Avendo al tempo stesso ben chiaro che la Caritas non è – come ripete spesso papa Francesco – una Ong ma un organismo pastorale della Chiesa. La sua funzione principale resta quella educativo-pedagogica nei confronti della comunità cristiana, chiamata a riconoscere e amare in ogni povero il Signore Gesù».

«Al tempo stesso – continuano gli “animatori” diocesani della carità – siamo chiamati a collaborare con tutte le realtà istituzionali e associative che sul territorio incontrano chi vive situazioni di bisogno, cercando di fare ogni giorno con impegno e onestà la nostra parte, ma senza rinunciare a richiamare alle proprie responsabilità chi è istituzionalmente chiamato a sostenere le persone più fragili. Ci sentiamo infine di camminare insieme a quanti operano, a livello locale, nazionale e internazionale, per costruire una cultura dell’accoglienza, del dialogo, della valorizzazione delle differenze, del rispetto della dignità di ogni persona, al di là della sua cittadinanza o provenienza geografica. “Prima la persona umana” ci sembra lo slogan più sensato e carico di speranza per il futuro del nostro pianeta».

PERUGIA. INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO UMBRO

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E’ stato inaugurato il 26 febbraio, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo di Perugia, l’Anno giudiziario 2019 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu). Sono Intervenuti il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e moderatore del Teiu, mons. Giuseppe Bonfrate, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha tenuto la prolusione sull’esortazione apostolica Amoris Leatitia, e padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale.

Quest’ultimo ha relazionato sull’attività 2018 del Teiu, «frutto di un impegno corale del Collegio dei giudici, dei collaboratori e di tutti gli operatori della giustizia canonica», ha detto padre Pawlik nel sottolineare che si è trattato di un «impegno unanime e fattivo per rispondere al meglio alle attese dei Pastori e dei fedeli che si sono avvicinati al ministero di giustizia del nostro Tribunale». Queste persone si rivolgono al Teiu, ha proseguito il vicario giudiziale, per «poter ottenere la giustizia e la verità sul loro matrimonio, hanno fiducia nel nostro operato perché non si sentono sotto l’esame dell’“inquisitore insensibile”, ma ascoltate, accolte e messe a loro agio, rasserenate, capite e benvolute. Chi opera nel nostro Tribunale lo fa con “cuore nuovo”, aperto, pronto ad immergersi nella “miseria” umana, senza scandalizzarsi, senza pregiudizi, affinché si scorga il cuore di Madre Chiesa che ama e soccorre tutti i suoi figli».

A precedere la relazione del vicario giudiziale è stato l’intervento di saluto del cardinale Bassetti incentrato sia su alcuni passaggi dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Leatitia che sul discorso dello stesso pontefice al Tribunale della Rota Romana tenuto il 29 gennaio scorso, appena tornato dalla GMG di Panama. Il cardinale, prendendo spunto da questi due documenti, ha ricordato l’impegno della Chiesa «nella cura pastorale costante e permanente per il bene del matrimonio e della famiglia». In concreto: «l’accostamento alla Parola di Dio, specialmente mediante la lectio divina; gli incontri di catechesi; il coinvolgimento nella celebrazione dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia; il colloquio e la direzione spirituale; la partecipazione ai gruppi familiari e di servizio caritativo. Dobbiamo accogliere e applicare il richiamo del Papa per formare nuove generazioni di sposi santi, fedeli, convinti della loro vocazione matrimoniale, “pronti sempre a rispondere a chiunque gli domandi ragione della speranza che è in loro” (1 Pt, 3, 15)».

Il cardinale, avviandosi alla conclusione, ha espresso gratitudine e riconoscenza al Teiu. «Non si tratta solo di parole di convenienza – ha detto Bassetti –, come potrebbe apparire dalla particolarità di questa cerimonia. Vorrei rinnovare tutta la stima, mia e dei Vescovi umbri, per il lavoro quotidiano che viene svolto nel nostro Tribunale, non solo per l’accuratezza nell’applicare le norme dell’ordinamento canonico e nella fedeltà alla verità, come si può evincere anche dai dati che avremo modo di analizzare in questa giornata. Mi preme mettere in luce ciò che non appare immediatamente, ma che rende possibile il conseguimento dei risultati di questi anni. Rinnovo così la piena fiducia al vicario giudiziale e ai suoi più stretti collaboratori: giudici, cancelliere, difensori del Vincolo, patroni stabili, periti e personale dipendente, perché hanno lavorato con impegno, applicando con la giusta fermezza la legge canonica, sempre esprimendo l’evangelica carità alle persone coinvolte, hanno sempre saputo ascoltare e riconoscere i drammi che tanti cuori feriti vengono a sottoporre al giudizio della Chiesa. Sono queste le persone che rendono il nostro Tribunale degno di stima e di fiducia». 

Il vicario giudiziale padre Pawlik ha snocciolato i dati che sintetizzano l’attività annuale del Teiu da cui si evince, come lo stesso religioso ha relazionato, «l’incremento dei procedimenti decisi e un lieve calo delle cause introdotte dovuto all’avvicendamento di un patrono stabile». Questi due aspetti, «rappresentano la risposta più evidente alla sfida lanciata dalla vigente nuova normativa canonica, ma è stato anche il frutto di un impegno di sensibilizzazione capillare realizzato nel corso dello scorso anno. L’informazione e la formazione rappresentano lo strumento più idoneo alla conoscenza della dimensione giudiziale della Chiesa. Grazie anche all’intervento di parroci e sacerdoti, che informano e incoraggiano i fedeli a verificare la propria situazione matrimoniale presso il nostro Tribunale, talune diffidenze e incomprensioni, che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali ecclesiastici, come l’eccessiva lunghezza dei processi e la questione degli oneri economici esagerati, iniziano lentamente ad essere ridimensionate». Grazie a questo «rapporto fondamentale con i sacerdoti, ancora da migliorare», ha sottolineato padre Pawlik, «si esprime al meglio la natura pastorale del servizio giudiziale, che sempre più assume la forma di un servizio “in uscita”. Anche gli operatori della giustizia ecclesiale si sentono, ormai, a pieno titolo, protagonisti di una “Chiesa in uscita”».

Il vicario giudiziale, nel riferire sull’attività 2018 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e Diocesi dell’Umbria, ha evidenziato che le cause pendenti al 31 dicembre 2017 erano 94 e quelle introdotte nell’ultimo anno 95, unasuper rato e nessun breviore. Sempre nel 2018 sono state trattate 189 cause di cui quelle concluse 111 (110 con sentenza affermativa, nessuna con sentenza negativa, una è andata perenta). Al 31 dicembre scorso risultavano pendenti 78 cause e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui 8 prossime alla sentenza, 12 in fase dibattimentale, 30 giacenti presso i periti, 27 in fase di istruttoria e una sospesa. Tra i principali capi di nullità quelli per “incapacità ex can 1095 n. 2” (59 casi) e per “incapacità ex can 1095 n. 2 e n. 3 (58 casi). La maggior parte delle cause concluse nel 2018 sono durate da sei a un anno (73 casi), da un anno a un anno e mezzo (34 casi) e quattro meno di sei mesi. «Tempi di durata brevi», ha commentato padre Pawlik, il cui merito va anche all’attività dei “patroni” sia “stabili” (avvocati messi a disposizione gratuitamente dal Teiu) sia “esterni” (scelti dalle parti tra gli avvocati ecclesiastici con onorari da un minimo di euro 1.575,00 a un massimo di euro 2.992,00). I patroni stabili sono stati scelti per 84 delle cause introdotte nel 2018, mentre appena 9 hanno riguardato i patroni esterni e una con patrocinio ex officio. Questi dati, ha rilevato padre Pawlik, «confermano la gravità della crisi economica che continua a gravare sulle persone, molte delle quali non avrebbero avuto la possibilità di ricorrere agli avvocati ecclesiastici (esterni) e senza l’assistenza del patrono stabile non avrebbero potuto conoscere la verità sul loro matrimonio». Altri dati significativi sono la presenza di figli nelle 111 cause concluse nel 2018, riguardanti ben 64 casi, le fasce di età delle parti “attrice” e “convenuta” (per entrambe quella centrale, dai 41 ai 50 anni, è la maggiore rispettivamente con 49 e 46 casi) e le professioni delle parti (al primo posto gli impiegati e a seguire gli operai, i liberi professionisti, i commercianti e artigiani, gli insegnanti e i non occupati). Le cause completate nel 2018 provengono dalle otto Diocesi umbre: Perugia, 42 cause; Terni 12; Spoleto 13; Assisi 14; Città di Castello 7; Orvieto 8; Gubbio 5; Foligno 10.

FOLIGNO. ASSEMBLEA ECCLESIALE REGIONALE PER RILANCIARE LA GIOIA DEL VANGELO

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“Rilanciare in Umbria la gioia del Vangelo grazie a una conversione pastorale in senso missionario”. Le otto Chiese diocesane dell’Umbria celebreranno il 18 e 19 ottobre 2019, a Foligno, l’Assemblea ecclesiale regionale dal tema “Perché la nostra gioia sia piena (1 Gv 1,4). L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. L’evento avrà, dunque, come fulcro l’evangelizzazione delle persone che vivono nella terra dei Santi Benedetto e Francesco: “In maniera sinodale – si legge in una nota – si rifletterà sull’urgenza di rilanciare nel tessuto ecclesiale e sociale dell’Umbria la gioia del Vangelo attraverso una decisa conversione pastorale in senso missionario”.

Questa “importante tappa del cammino delle Chiese dell’Umbria” verrà presentata alla stampa venerdì 22 febbraio, alle ore 11.30, presso la sala S. Francesco del palazzo arcivescovile di Perugia (piazza IV Novembre). Interverrà mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (ceu).

ASSISI. CONVEGNO SUL “SOVVENIRE”

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“Comunione, corresponsabilità e compartecipazione nella trasparenza e all’impegno per far funzionare bene i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici”. È quanto ha invitato a mettere in pratica mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, ai circa 100 delegati diocesani per il Sovvenire, che hanno partecipato sabato al secondo convegno regionale sul sostegno economico della Chiesa cattolica in Umbria. Mons. Giulietti, che è presidente della commissione della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire, ha ricordato come i Consigli per gli affari economici non devono avere una funzione contabile, ma assumere un ruolo determinante nell’educare, nell’essere custodi, nella ponderazione delle scelte pastorali ed economiche, attraverso piani preventivi e consuntivi che vanno dallo stanziamento alla rendicontazione puntuale e trasparente di quanto la parrocchia fa in termini economici.

Il convegno – che si è tenuto sabato a Santa Maria degli Angeli (Assisi) – ha avuto per tema il valore della trasparenza al quale ha fatto riferimento in modo specifico la relazione di mons. Paolucci Bedini (vescovo di Gubbio) che ha preso come spunto il vangelo di Luca, riferendosi alla parabola dell’amministratore infedele per illustrare i valori alla base del Sovvenire.

L’8xmille alla Chiesa Cattolica e le offerte liberali, nonché la storia del sostegno economico alla Chiesa in Italia dal 1800 a oggi sono stati al centro dell’intervento di Paolo Cortellessa, responsabile dell’ufficio studi e ricerche del Sovvenire alla Cei. Cortellessa ha cercato, nel suo intervento, di intravvedere anche gli scenari futuri per l’8xmille.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con un laboratorio in cui è stata svolta una esercitazione pratica: i referenti parrocchiali, divisi in gruppi hanno pianificato un evento di formazione e informazione sui temi del Sovvenire per le loro parrocchie.

ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.