FOLIGNO. IL CARD. ERNEST SIMONI PRESIEDERA’ LA CELEBRAZIONE DEL CORPUS DOMINI

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La celebrazione eucaristica che precederà la processione del Corpus Domini a Foligno, domenica 3 giugno alle 17.30 nella Pro-Cattedrale di Sant’Agostino, sarà presieduta dal cardinale Ernest Simoni, sacerdote albanese testimone della persecuzione dei cristiani durante il regime comunista di Enver Hoxha.

Nato a Troshan, nel nord dell’Albania, nel 1928, il cardinal Simoni è stato ordinato presbitero nel 1956 dopo aver portato a termine clandestinamente gli studi teologici a causa della chiusura del seminario. Arrestato dalle autorità comuniste nel 1963 con l’accusa di aver celebrato Messe in suffragio del presidente Kennedy, fu incarcerato, torturato e condannato a morte, ma la pena fu commutata in 25 anni di lavori forzati tra miniere e cave, in cui divenne un vero padre spirituale per i compagni di prigionia. Dopo un’ulteriore condanna, fu liberato solo nel 1981 e costretto a lavorare nelle fogne di Scutari, considerato ancora “nemico del popolo” dalle autorità che avevano fatto dell’Albania “il primo Stato ateo al mondo”. Durante tutto il periodo della prigionia continuò ad esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale fino alla caduta del regime comunista, nel 1990, quando iniziò a portare la propria testimonianza di sacerdote cattolico sopravvissuto al regime. Nel 2014 ha incontrato papa Francesco in visita in Albania, il quale nel concistoro del 19 novembre 2016 lo ha creato cardinale diacono di Santa Maria della Scala.

FOLIGNO. UN SUSSIDIO PER GLI EDUCATORI DEGLI ORATORI

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Un sussidio per gli oratori dal titolo “Il creato non può attendere”. A proporlo per il secondo anno consecutivo, attraverso l’equipe di formatori del Coordinamento oratori, è la diocesi di Foligno, in vista dell’inizio delle attività estive. Lo strumento di lavoro è rivolto agli educatori impegnati negli oratori e presenta alcuni passaggi dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì”. Al centro, il tema di come “vivere il creato”. “Questo sussidio vuole essere un supporto utile a vivere l’esperienza dell’oratorio come un viaggio attraverso gli elementi che compongono il nostro creato: acqua, terra, cielo, e uomo”, si legge in una nota. Il viaggio proposto permetterà ai ragazzi di trovare occasioni per riflettere sul rapporto con la natura e il profondo legame con l’uomo, che “è chiamato a essere suo custode e non dominatore”. I ragazzi faranno parte del “Jumpers team” e saranno impegnati per quattro settimane, tra giugno e luglio, nella “scoperta, nel salvataggio e nella costruzione del creato”. “Educatori, animatori e ragazzi, grazie a un ‘vascello’ (l’oratorio), potranno viaggiare in ogni parte della terra per poter intervenire in aiuto degli elementi importanti della custodia del creato attraverso esperienze diverse”.

8X1000 E OFFERTE DEDUCIBILI PER IL CLERO NELLE DIOCESI UMBRE

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Nell’anno 2017 le otto Diocesi dell’Umbria hanno ricevuto dal servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Otto per mille e offerte deducibili per il clero) pari a 21.582.524,44 euro, con un incremento di 1.216.272,34 di euro rispetto al 2016 in gran parte ascrivibile ai maggiori fondi per Edilizia e beni culturali.

I soldi sono stati così ripartiti tra le Diocesi umbre: 2.853.372,29 di euro ad Assisi-Nocera Umbria-Gualdo Tadino; 1.967.963,86 euro a Città di Castello; 2.083.323,72 euro a Foligno; 1.832.407,84 a Gubbio; 2.531.141,05 ad Orvieto-Todi; 4.640.874,70 a Perugia-Città della Pieve; 2.644.347,38 a Spoleto-Norcia; 3.029.093,60 a Terni-Narni-Amelia.

L’otto per mille e le offerte deducibili per il clero sono due tipologie perfettamente distinte, anche se l’una non esclude l’altra. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento del clero e viceversa. E’ qui però che emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille, scelto con la firma apposta sulla dichiarazione dei redditi, è per il credente un atto di coerenza con la propria fede. Mentre l’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale, poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità in sede di dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui chi opera l’elargizione non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione.

Le voci di spesa. La domanda frequente è: come vengono spesi dalle diocesi questi soldi? Essi vengono ripartiti in quattro grandi macro aree, documentate e pubbliche: l’area Culto e pastorale comprende l’esercizio del culto nei vari ambiti pastorali, la cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana, formazione dei giovani. L’ambito Carità riguarda gli aiuti alle persone bisognose, le opere caritative diocesane o parrocchiali. L’area Sostentamento del clero è rivolta a favore del ministero dei tanti parroci che in Umbria che, come altrove, sono un punto di riferimento educativo e sociale, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. Il contributo ai sacerdoti permette alle comunità parrocchiali, dove i preti prestano il loro ministero, nei paesi e nei quartieri, di realizzare progetti a favore di famiglie, progetti di misericordia e coesione sociale per dare una speranza a tante persone spesso sole e abbandonate. Il quarto ambito Edilizia di culto e beni culturali riguarda la costruzione di nuove chiese, restauro di opere d’arte e la loro tutela e valorizzazione, l’adeguamento liturgico, cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche.

«Quello che vorremmo comunicare – scrive mons. Paolo Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire delle diocesi della Regione e sostegno economico della Chiesa (8xmille, Offerte per il sostentamento dei sacerdoti) – non sono solo delle cifre, pur importanti, ma la percezione di come le persone e le opere che beneficiano del denaro pubblico “restituiscano” alla collettività assai più di quanto hanno ricevuto, mediante numerose e varie azioni di attenzione a persone e ai loro bisogni, con un notevole effetto moltiplicatore. Servizi tra l’altro accessibili in larga parte a tutti i cittadini, anche a chi non appartiene alla Chiesa cattolica».

Il grazie dei Vescovi Umbri ai fedeli per il sostegno economico alla Chiesa. «Come Vescovi – afferma mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – vogliamo dire grazie ai tanti umbri che, con senso di corresponsabilità, comunione, solidarietà, trasparenza e libertà, contribuiscono al sostegno della vita e della missione della Chiesa».

FOLIGNO. FESTA DIOCESANA DELLA FAMIGLIA

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Domenica 27 maggio  a Foligno si terrà la festa diocesana della Famiglia dalle ore 11 con l’apertura degli stand a palazzo Trinci, piazza della Repubblica.

“Scopriamo la realtà del territorio” è lo slogan della festa che proseguirà alle 15.00 con l’animazione per bambini e ragazzi presso Parrocchia Santa Maria Infraportas  e alle 16 nell’incontro con Ezio Aceti “Generazione 2.0: Quale dialogo?” (quale pazienza i figli hanno nello stare con noi).  Al termine il saluto di Mons. Gualtiero Sigismondi.

COLLEVALENZA. GIORNATA REGIONALE DELLA VITA CONSACRATA

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Sabato 26 maggio 2018 a Collevalenza si terrà la giornata regionale della Vita Consacrata alla quale sono invitati tutti i Religiosi e Religiose dell’Umbria. Una giornata di riflessione sul tema della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dal tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, prevista per il mese di ottobre 2018. L’incontro si svolgerà con il seguente programma:

  • Ore 8.30: Arrivo;
  • Ore 9.00: Ora media nell’Auditorium. Presiede S.E.Mons. RENATO BOCCARDO, presidente Ceu;  Introduzione di S.E. Mons. DOMENICO CANCAN, delegato Ceu;
  • Ore 9.30 -11.30: Relazione di don ANDREA LONARDO, presbitero di Roma sul tema: “I giovani, la fede, discernimento e accompagnamento vocazionale”; Interventi;
  • Ore 12.00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. RENATO BOCCARDO;
  • Ore 13.00: Pranzo.

È un’altra occasione per rafforzare la profonda comunione delle consacrate e dei consacrati alle Chiese che sono in Umbria e alla Chiesa Universale.

SPELLO. “A COLPI DI PEDALE”

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’Azione Cattolica Italiana e il Centro Sportivo Italiano dell’Umbria, organizzano il 12 e 13 maggio, in occasione del passaggio del giro d’Italia in Umbria, un fine settimana di riflessione e di sport per ricordare il grande Gino Bartali campione di umanità e di ciclismo.

Il 12  maggio a Spello alle ore 17.00 presso casa San Girolamo “polmone spirituale dell’A.C.” si  terrà la presentazione del libro “A colpi di pedale” edito dall’Ave.

L’autore  Paolo Raineri e Gioia Bartali, nipote del grande ciclista ne racconteranno il valore sportivo ma anche l’enorme valore morale. In queste pagine si ripercorre la storia di Bartali che, a rischio della propria vita, trasporta documenti contraffatti all’interno del telaio della sua bicicletta, salvando  centinaia  di Ebrei dalle persecuzioni nazifasciste e che sempre “a colpi di pedale”vince il Tour de France  nel 1948.

Il pomeriggio si concluderà con la celebrazione della Santa Messa alle ore 19.00.

La domenica mattina del 13 maggio ci sarà una escursione in mountain bike, aperta a tutti quelli che hanno dimestichezza con i percorsi su strade e sentieri sterrati e con una adeguata preparazione fisica, che porterà i partecipanti lungo le pendici del Monte Subasio e fino al convento di San Girolamo dove li aspetterà un aperitivo.

La realizzazione degli eventi in programma è stata possibile grazie al contributo del CSI e dell’Ac di Foligno, e delle diverse società sportive dedite alla pratica della mountain bike, affiliate al CSI, al Comune di Spello per il  prezioso contributo e per aver, fin dall’inizio, sostenuto l’idea e patrocinato l’iniziativa e gli sponsor per i prodotti offerti.

PERUGIA. LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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Numerosi giovani dell’Umbria hanno accolto l’invito degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni di partecipare a Perugia, nella serata del 21 aprile, alla 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni dal titolo: “Dammi un cuore che ascolta” (cf. 1Re 3,9). Questa Giornata, a livello nazionale, è stata celebrata nel capoluogo umbro con due eventi: la catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, presso la chiesa del Gesù in piazza Matteotti; la Veglia di preghiera e l’Adorazione eucaristica presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella cattedrale di San Lorenzo raggiunta in processione aux flabeaux dalla chiesa del Gesù. Ai due eventi ha partecipato anche di mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, che al termine della Veglia in San Lorenzo, insieme ad alcuni sacerdoti, si è messo in ascolto di quanti volevano accedere al sacramento della confessione, mentre l’Adorazione eucaristica è proseguita in silenzio fino a quasi l’una di notte. Alla Veglia sono intervenuti don Michele Gianola, don Alessandro Scarda, rispettivamente direttori degli Uffici nazionale Cei e regionale Ceu per la pastorale delle vocazioni, e don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, che ha presentato le iniziative in preparazione dell’appuntamento di agosto con papa Francesco, a Roma, in vista del Sinodo dei Vescovi di ottobre dedicato ai giovani. Ad accompagnare la preghiera durante la Veglia sono stati i canti e le musiche del Coro diocesano giovanile “Voci di Giubilo” diretto da don Alessandro Scarda. Questa 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è culminata, domenica mattina 22 aprile, con la solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo, trasmessa in diretta da Rai Uno, presieduta dal cardinale Bassetti.

La catechesi di mons. Luciano Paolucci Bedini

«Il titolo di questa serata di preghiera – ha esordito mons. Paolucci Bedini –  è “Dammi un cuore che ascolta”, una frase di una preghiera innalzata a Dio da Salomone, quando apprende la notizia della morte del padre e di essere chiamato a diventare il nuovo re di Israele». Salomone è un giovane, sta crescendo, si sta affacciando alla vita adulta, e gli è chiesta una cosa grande: diventare Re. La vita non aspetta. Ha una grande eredità sulle spalle, quella di Davide, il più grande re della storia di Israele. Non è facile prendere il suo posto, ma Salomone come tutti i giovani sogna grandi cose. E come tutti, di fronte a una grande responsabilità, teme di fallire, è spaventato da quello che la vita gli chiede. «In questo – ha affermato il vescovo – è molto simile a noi”. Salomone, come anche i giovani di oggi, non sa darsi delle regole, perché, ha proseguito mons. Paolucci Bedini, «la vita ha bisogno anche di regole, di mappe, di tracce da seguire. E questo si impara quando si è ragazzi: nella vita non si entra da vecchi, ma da giovani, quando ancora nello zaino non c’è tutto quello che serve, ma c’è il grande desiderio di andare avanti, di correre… Dicendo “sono solo un ragazzo”, Salomone dimostra una bellissima virtù, l’umiltà», mettendo «la sua vita nelle mani di Dio», che «gli chiede l’unica cosa indispensabile, non la soluzione dei problemi attuali, ma un cuore capace di ascolto. La virtù dell’essenzialità, di chi sa riconoscere ciò che nella vita non può mancare: il cuore», che è «l’interezza della persona: libertà, responsabilità, pensieri, intenzioni. Il cuore nella Bibbia è tutto questo e noi possiamo entrare nella vita solo se il nostro cuore è in grado di ascoltare. Come diceva Il Piccolo Principe “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”». Avviandosi alla conclusione, il vescovo di Gubbio ha esortato i giovani «ad ascoltare sempre i piccoli e i poveri. Siamo chiamati quotidianamente ad ascoltare chi ci vive accanto…  Dio è contento perché Salomone chiede il discernimento. Nella vita abbiamo bisogno di guide, accompagnatori, madri e padri spirituali, guide che ci amano in nome di Dio, e nessuno di noi è in grado di camminare da solo». Mons. Paolucci Bedini ha concluso con «una provocazione: ascoltare fa rima con obbedire. Perché se io ascolto me stesso davvero, se ascolto Dio davvero e se ascolto gli altri davvero, alla fine mi ritrovo davanti alla verità di me, di Dio e degli altri. L’ascolto vero è quello che mi ha fatto scoprire quale è la strada migliore per me. A quel punto sono io che obbedisco alla mia vita, perché sono io che non vedo strada migliore. Obbedisco alla vita».

La meditazione del cardinale Gualtiero Bassetti

«Siamo qui in ascolto e per chiedere a Dio che ci dia un cuore che sa ascoltare, come chiedeva il giovane Salomone nella sua preghiera». Così il cardinale Bassetti ha introdotto la sua meditazione alla Veglia di preghiera in San Lorenzo. «Il nostro – ha proseguito il porporato – è un tempo meraviglioso per mettersi in ascolto della Parola di Dio, che ci dice di lasciare la propria terra, le proprie sicurezze per uscire e andare a incontrare gli altri: i giovani, gli uomini e le donne di oggi. Ma uscire richiede una conversione, un cambiamento radicale della nostra mente e del nostro cuore. Bisogna avere il coraggio di andare al di là del nostro modo di pensare e di vedere. Andare al largo è intraprendere lo sguardo e il cammino della fede. Nella vita c’è sempre Qualcuno che ci cerca e ci attende. Occorre mettersi in cammino, ma per arrivare dove? Ripescando nella memoria, mi è tornato in mente un pensiero di San Giovanni Paolo II, nella Giornata vocazionale del 1984, che disse ai giovani: sappiate unire i vostri sforzi con tutti gli uomini di buona volontà per realizzare pienamente il bene dell’umanità nella novità, nella libertà, nella gratuità e nell’amore. Quattro parole formidabili, che possono essere un programma di vita. Chi si mette in uscita cerca tutto questo. Vuole essere libero per camminare in una vita nuova. Io sento il bisogno di rinnovarmi e di cambiare. La vocazione non è un fatto statico, che avviene una volta nella tua vita, ma è un fatto dinamico, che sempre siamo chiamati a rinnovare. Questo ci mete in uscita continuamente». «Anche noi come Abramo – ha ricordato il cardinale Bassetti – sentiamo la fatica nella nostra vita, l’inadeguatezza dinanzi ai compiti che Dio ci chiama a compiere. E Dio ci dice ‘guarda il cielo, conta le stelle se ti riesce di contarle!’ Le stelle brillano nel buio, ci fanno compagnia. È come se Dio dicesse a ciascuno di noi: sei pronto a seguirmi? Il peccato più grande, ragazzi, è quello di sentirci inutili, perché siamo preziosi agli occhi di Dio, che ci dice di non sprecare la vita, l’esistenza».

Il cardinale ha poi letto una lettera di una madre cinquantenne che con il marito e i loro undici figli avevano partecipato al mattino alla messa nella cappella dell’Arcivescovado. «Alla Veglia di preghiera di questa sera – scrive la mamma – dica ai giovani che tutte le vocazioni, compresa quella al matrimonio, sono strade che scremano la poesia, gli ideali da telenovela… Glielo dica che ai piedi verranno le vesciche per la durezza del cammino, che le mani suderanno per la fatica e che il cuore sussulterà  spesso per la paura di non farcela o di sbagliare tutto. Glielo dica che faranno i conti con la loro meravigliosa umanità, ma anche tanto fragile e ferita. Nella vita è come nel calcio, per arrivare alla finale della Champions, ci vuole la grinta di allenarsi, di correre, cadere e rialzarsi e di non abbattersi mai. Bella quest’icona del Calcio applicata a tutte le vocazioni!». La lettera di questa madre prosegue chiedendo al cardinale di dire, sempre ai giovani, «che non si è mai soli nella partita della vita, perché siamo titolari in una squadra di campioni dove c’è un pallone d’oro, un fuoriclasse vero che sta in porta, un attacco e una difesa, che è Gesù Cristo. E allora poco conta essere il massaggiatore, il porta-borracce, o altro. Le vocazioni sono tutte belle, l’essenziale è starci in ogni ruolo, tanto la coppa è uguale per tutti e profuma di una vittoria che è più bella di quella di un mondiale!».

I giovani protagonisti e interlocutori veri del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Il cardinale Bassetti ha concluso la sua meditazione soffermandosi sul Sinodo di ottobre in Vaticano: «La Chiesa sta per offrirvi un dono stupendo – ha evidenziato –, il Sinodo dei Vescovi a voi dedicato: “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”. Voi non dovrete essere solo l’oggetto della riflessione ecclesiale, ma siete chiamati a coinvolgervi quali protagonisti e interlocutori veri. Se la nostra società non vi offre appigli scontati, certezze facili o strade aperte e sicure, la madre Chiesa vuole proporvi quella pienezza di vita e di amore che il Signore ha pensato per ciascuno di voi. Questo è il Sinodo e non fosse questo non servirebbe a nulla. Si tratta di una grande sfida, ad aprirsi a nuovi stili di vita, a nuove conquiste e a forme di protagonismo. Per quello che posso, sento di potervi dire già ora, a nome del Papa e di tutti i nostri vescovi, che vi saremo vicini e cercheremo di esservi di aiuto e di accompagnarvi con tutto l’affetto e la premura di padri in questo cammino».

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 55ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

INCONTRO DEI VESCOVI UMRBI CON IL NUNZIO APOSTOLICO

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Nella riunione del 12 Marzo della Conferenza episcopale umbra (Ceu), svoltasi al seminario regionale Pio XI di Assisi, i vescovi umbri hanno accolto il nuovo nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, l’arcivescovo Emil Paul Tscherrig (fino a qualche mese fa ambasciatore del Papa in Argentina), che ha portato i saluti del Santo Padre, ha augurato ai vescovi umbri di “proseguire nel cammino pastorale sull’esempio dei Santi di questa terra”.

In apertura dell’incontro i vescovi hanno ricordato i cinque anni dell’elezione di Papa Francesco, pregando affinché il suo ministero porti sempre maggiori frutti nella Chiesa universale.

Rispetto alla situazione venutasi a delineare a seguito delle recenti elezioni politiche, i vescovi umbri confidano nel senso di responsabilità degli eletti per la ricerca e la costruzione del bene comune, con particolare attenzione alle fasce sociali più deboli. Salutano i parlamentari umbri ed augurano loro un buon lavoro a servizio del Paese e della nostra regione.

Dopo la relazione di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Ceu, sull’incontro delle Commissioni ecclesiali del 3 marzo scorso, i vescovi dell’Umbria hanno annunciato un’Assemblea ecclesiale regionale, da celebrarsi nell’anno pastorale 2018-2019, che “aiuti a focalizzare la missione contemporanea della Chiesa nella terra dei santi Benedetto e Francesco”.

“Sarà un confronto sinodale – afferma Boccardo – sullo stile del convegno della Chiesa italiana di Firenze del 2015 e che si baserà sull’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium. Avremo a cuore il bene della nostra Chiesa umbra e, attraverso un percorso di preghiera, di riflessione e di discernimento, cercheremo di essere propositivi per una crescita sinergica delle nostre comunità diocesane”.

L’Assemblea si inserisce in un tempo non felice per l’Umbria, caratterizzato da varie difficoltà legate a povertà, calo demografico, disoccupazione giovanile. Nei centri di ascolto delle Caritas diocesane non si era mai registrato un numero di giovani così alto a chiedere aiuto ed assistenza. Anche la Chiesa umbra è chiamata a prendere coscienza di questa difficile situazione e, per quanto di sua competenza, collaborare a trovare delle soluzioni. In questa direzione va il progetto delle diocesi di Perugia-Città della Pieve e Spoleto-Norcia per dare aiuto ai più giovani con borse di lavoro finalizzate alla creazione di occupazione.

INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO UMBRO

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Alla presenza dei vescovi umbri e dei rappresentanti della Magistratura civile, è stato inaugurato a Perugia, nella sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo, il 6 marzo, l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro (Teiu) di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Archidiocesi e le Diocesi in Umbria.

Dopo gli interventi del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, moderatore del TEIU, e di padre Cristoforo Pawlik, vicario giudiziale del TEIU, mons. Paolo Bianchi, vicario giudiziale del TER Lombardo, ha tenuto la sua prolusione dal tema: “Le condizioni di ammissione al processo breviore e il ruolo del vescovo in tale forma processuale”, la vera novità del MP Mitis Iudex Dominus Iesus con cui papa Francesco, nel 2015, ha riformato il processo di nullità matrimoniale canonica. Mons. Bianchi ha illustrato i due passaggi fondamentali del processus brevior: la fase preliminare, esponendo le condizioni obbligatorie per l’ammissione della causa, e il ruolo del vescovo diocesano competente di giudicare. Inoltre ha coniugato le riflessioni sul tema basandosi sia sullo studio, sia sulla esperienza personale. Lo studio ha preso in esame la dottrina prodotta negli ultimi due anni sul tema (tempo dall’entrata in vigore della legge), insieme all’esperienza maturata nel Tribunale Lombardo.

Il numero delle cause.

Padre Pawlik, nel relazionare sull’attività 2017 del TEIU, ha ricordato che «le cause di nullità matrimoniale (n.m.) pendenti al 31 dicembre 2016 erano 93 e quelle introdotte nel corso del 2017 sono state 106 e nessun Super Rato, per un totale di 199. Tra le cause di n.m., una è stata introdotta e trattata con rito breviore e unadocumentale». Nel 2017, ha proseguito il vicario giudiziale, «sono state portate a termine 104 cause di n.m., comprese quelle breviore e documentale, di cui 102 cause con sentenza affermativa, una con sentenza negativa e una è stata archiviata per la morte della parte convenuta». Inoltre, al 31 dicembre 2017, ha comunicato padre Pawlik, «risultavano pendenti 95 cause n.m. e nessuna richiesta di dispensa Super rato, di cui 9 prossime alla sentenza, 14 in fase di dibattimentale, 35 giacenti presso i periti, 36 in fase di istruttoria e una sospesa».

I capi di nullità e i tempi delle cause.

Tra i capi di nullità accusati con i rispettivi pronunciamenti, quelli di esclusione indissolubilità, della prole e della fedeltà (ex can. 1101 § 2), di incapacità (ex can. 1095 n. 2, n. 3) e di difetto di forma canonica (ex can. 1108§1 e 111§2). Al riguardo il vicario giudiziale ha ricordato che «la causa di nullità matrimoniale, come ben noto, può essere presentata per più capi, che comunque devono essere trattati singolarmente, in quanto basta che sia provato un solo capo di nullità per dichiarare nullo il matrimonio. Così complessivamente abbiamo avuto nel 2017 ben 112 decisioni affermative e 19 negative che danno 131 decisioni, che vanno ben oltre le statistiche riferite al numero delle cause introdotte e decise. Questo confronto rende meglio l’opera del nostro Tribunale nel 2017». E’ anche «importante rilevare che oltre alla breve durata del processo di nullità – ha precisato padre Pawlik – si è raggiunta anche una rapida stesura delle sentenze a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande, nell’arco di un mese nel rispetto dei cann. 1453 e 1610 §3. Dobbiamo invece migliorare i tempi delle perizie per evitare il protrarsi delle cause oltre i tempi canonici». I tempi della durata del processo di prima istanza, nel 2017, sono stati i seguenti: meno di sei mesi per 6 cause, da sei mesi ad un anno per 64 cause, da un anno ad un anno e mezzo per 29 cause, da un anno e mezzo a due anni per 3 cause e oltre i due anni per 2 cause.

I costi delle cause.

Il vicario giudiziale si è soffermato sui costi delle cause sostenendo che «ancora oggi circolano notizie infondate riguardo ai costi per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale. Per questo tante persone sono scoraggiate, diffidenti fino a rinunciare in partenza ad accostarsi al Tribunale Ecclesiastico per introdurre la causa, pur avendone diritto e motivi validi». Attualmente il contributo delle parti alle spese processuali è il seguentela parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare € 525,00 al momento della presentazione del libello; la parte convenuta non è tenuta ad alcun contributo, ove partecipi all’istruttoria e solo nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare € 262,50.

Padre Pawlik ha anche ricordato che «nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno tante persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero dal contributo dovuto per le spese processuali. Ne sono la prova i 47 esonerati totali e i 22 che hanno ottenuto le riduzioni, mentre 37 le parti attrice e 3 le parti convenute che hanno contribuito regolarmente alle spese. Questo è stato possibile – ha evidenziato il vicario giudiziale – grazie al finanziamento dell’8xMille alla Chiesa cattolica».

«Circa il numero delle cause introdotte nel 2017 – ha spiegato padre Pawlik – si nota che ben 97 sono state patrocinate dai Patroni stabili (dove le parti non hanno dovuto spendere neppure un centesimo per l’avvocato, che è totalmente retribuito dal Tribunale) e solo 9 sono state introdotte dai Patroni di fiducia». Ha anche ricordato che «per le norme CEI, l’onorario complessivo per il patrocinio dell’avvocato di fiducia nel primo grado va dal minimo di € 1.575,00 al massimo di € 2.992,00 e nel processo di appello ai suddetti onorari si aggiungono da un minimo di € 604,00 ad un massimo di € 1.207,00».

La validità del consenso matrimoniale.

Riguardo al consenso matrimoniale, padre Pawlik ha ricordato che «alla luce dell’insegnamento Pontificio, la mancanza della fede, la lontananza dalla pratica religiosa e la vita vissuta nell’opposizione ai principi morali cristiani, ecc. (elementi che in buona parte possono essere verificati e provati con l’istruttoria canonica), incidono o almeno possono incidere gravemente sul consenso matrimoniale, che non può più essere inteso – come insegna papa Francesco – come un “automatismo”, ma esige sempre per la sua validità “una coscienza illuminata dalla fede (ossia l’intenzione di fare davvero ciò che fa la Chiesa), come il risultato di una combinazione tra umano e divino”. A queste condizioni risulta ovvio che “la coscienza assume un ruolo decisivo nelle scelte impegnative che i fidanzati devono affrontare per accogliere e costruire l’unione coniugale e quindi la famiglia secondo il disegno di Dio”. Di conseguenza la mancanza della fede può costituire una causa simulandi, dove gli sposi formalmente compiono un rito nuziale, senza però (ac)cogliere tutti i beni e le proprietà del matrimonio e così, di fatto, simulano il consenso matrimoniale. In tal caso le persone compiono un atto solo per iocum (per gioco, scherzi, burla), simulando e fingendo di sposarsi, ma di fatto non producono alcun effetto. In altre parole, alla luce dell’insegnamento di papa Francesco, non si può pretendere che l’intenzione umana generale nel consenso matrimoniale sia identificata automaticamente “a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa”».

Il giudizio breviore accorcia tantissimo i tempi.

Sulla Mitis Iudex Dominus Iesus di papa Francesco è intervenuto il cardinale Bassetti, che ha parlato di «un valido strumento che accorcia i tempi con il giudizio breviorenel caso di annullamento di matrimoni. Ringraziamo il Signore per questo grande dono attraverso la Mitis Iudex Dominus Iesus che ci ha fatto il Santo Padre nell’abbreviare, a determinate condizioni, il processo canonico e metterlo direttamente nelle mani del vescovo per cui la procedura viene abbreviata tantissima quando ci sono chiari i motivi della nullità. Questo è stato davvero un gesto bellissimo del Papa, che ha fatto anche a seguito del Giubileo Straordinario della Misericordia».

Più preparati a ricevere il sacramento del matrimonio.

Il porporato ha anche ricordato che il sacramento del matrimonio «è il simbolo e segno dell’amore di Cristo con la sua Chiesa, perciò arriviamo tutti impreparati». Per questo «dobbiamo fare molto di più per la preparazione al sacramento, accompagnare di più le coppie di fidanzati o coloro che convivono in vista del matrimonio».

Il cardinale ha espresso «gratitudine al Tribunale Ecclesiastico e stima per il lavoro quotidiano e l’accuratezza nell’applicare le norme nella fedeltà alla verità e tenendo conto con carità pastorale della salus animarum riconoscendo i drammi di tanti cuori feriti che vengono a sottoporre alla Chiesa i loro drammi che colpiscono l’istituzione più fragile che è la famiglia».

I figli non ostaggi della separazione dei genitori.

Il presule si è anche soffermato sul Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre dedicato da papa Francesco ai giovani, che «manifesta la premura pastorale per loro, l’attenzione per la famiglia. I giovani – ha commentato Bassetti – sono sempre pronti a proiettarsi in avanti e a richiamare con entusiasmo la Chiesa a sostenerli e ad accompagnarli. Accanto ai giovani c’è il ruolo dei genitori e delle famiglie che nella difficoltà della separazione non facciano dei figli degli ostaggi. Aiutarli ad orientare il loro sguardo sul futuro senza paura di sbagliare ed essere iperprotettivi o al contrario assenti, quanto piuttosto nell’accompagnarli e comprenderli».