CITTA’ DI CASTELLO. SCOPRIMENTO DELLA VENERATA IMMAGINE DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

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Come ogni mese, il prossimo 26 luglio verrà scoperta alla venerazione dei fedeli l’immagine della Madonna delle Grazie, patrona di Città di Castello e della Diocesi, venerata nell’omonimo santuario cittadino, in Via XI Settembre (rione San Giacomo). Lo scoprimento sarà preceduto, lunedì 25, dalla celebrazione della festa di san Giacomo Apostolo (solenne concelebrazione ore 8,30).

Martedì 26 alle ore 8,15 saranno celebrate le lodi mattutine e alle ore 17,45 i vespri; la s. messa sarà celebrata alle ore 8,30 (don Giorgio Mariotti) e alle ore 18 (don Francesco Mariucci). Durante la giornata i sacerdoti saranno disponibili per le confessioni e in quattro momenti diversi verrà recitato comunitariamente il rosario, animato da vari gruppi ecclesiali.

Si tratta dell’ultimo scoprimento mensile prima della celebrazione della festa della Madonna delle Grazie il prossimo 26 Agosto, che quest’anno coincide con il 560° anniversario della pittura della venerata immagine ad opera di Giovanni di Piamonte, allievo e collaboratore di Piero della Francesca (1412 ca. – 1492).

CITTA’ DI CASTELLO. PRESENTAZIONE DEL LIBRO ” STUDIARE, PREDICARE, LEGGERE”

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Sarà presentato venerdì 1° Luglio, alle ore 17.30, presso la Sala Teatro “Orto della Cera” in Via del Pozzo a Città di Castello (quartiere San Giacomo) il secondo volume di “Castellana Ecclesia”, collana di studi sulla Diocesi di Città di Castello promossa dall’Archivio Storico Diocesano. La collana è pubblicata dalla Pliniana Editrice di Selci-Lama. Dopo il lavoro di Francesco Banconi dedicato alla riforma della musica sacra tra ‘800 e ‘900, la collana ospita uno studio di Andrea Czortek dal titolo “Studiare, predicare, leggere. Scuole ecclesiastiche e cultura religiosa in Alta Valle del Tevere nei secoli XIII-XV”.  Il libro sarà presentato dal prof. Pierantonio Piatti, del Pontificio Comitato di Scienze Storiche. La pubblicazione è sostenuta dalla Banca di Anghiari e Stia – Credito Cooperativo e dai Lions Club di Città di Castello e di  Sansepolcro.
Il volume analizza un’abbondante documentazione d’archivio dei secoli XIII-XV relativa alle scuole ecclesiastiche legate alla canonica della cattedrale di Città di Castello, al monastero camaldolese di Sansepolcro e agli Ordini mendicanti presenti nei due maggiori centri dell’Alta Valle del Tevere. Di particolare interesse si rivelano le costituzioni della scuola canonicale del 1288 (ma le prime informazioni sulla scuola risalgono agli anni ‘30 del XIII secolo). La seconda parte è dedicata alla presentazione di alcune biblioteche ecclesiastiche (monastero camaldolese di Anghiari 1140, vescovo di Città di Castello 1279, monastero camaldolese di Sansepolcro 1478/80) e familiari queste ultime nell’intento di capire quali testi di cultura religiosa fossero diffusi fra i laici. Un’appendice finale raccoglie schede bibliografico-documentarie su una quindicina di maestri (teologi e giuristi) di origine altotiberine e documentati tra la seconda metà del XIII secolo e gli inizi del XVI, tra cui l’agostiniano Dionigi da Sansepolcro (maestro spirituale di Francesco Petrarca), il camaldolese Giovanni Abbarbagliati, il minore conventuale Luca Pacioli (matematico), il Servo di Maria Stefano Becci da Sansepolcro (priore generale finora confuso con un quasi omonimo Stefano Mucciachelli), e il minore osservante Bartolomeo Cordoni da Città di Castello.

La ricerca permette di aggiungere nuovi e importanti tasselli alla conoscenza della vita culturale altotiberina dei secoli finali del medioevo, periodo nel quale si crea un humus intellettuale dal quale poi sorgeranno le grandi figure di artisti e intellettuali del  XV secolo, di cui Piero della Francesca e Luca Pacioli rappresentano i nomi più significativi.

CITTA’ DI CASTELLO. APERTURA SERALE DEL CAMPANILE CILINDRICO

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Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento relativo alle aperture serali del Campanile cilindrico, infatti tutti i mercoledì dalle ore 21, è possibile visitare uno dei monumenti simbolo della città nelle ore notturne. Vista la richiesta di visite ed il successo riscontrato l’estate scorsa la Diocesi, il Comune di Città di Castello e il Caffè Accademia ripropongono l’iniziativa attesa da residenti e turisti.

Arte e Musica binomio vincente nella suggestiva piazza del Campanile: qui si esibiranno gruppi musicali di qualità che offriranno al pubblico un momento di sonorità unito alla possibilità di visita del monumento con l’intento di allietare l’estate cittadina.

L’iniziativa è inserita nel programma di “Estate in Città – 2016”.

CITTA’ DI CASTELLO. I 560 ANNI DELLA PITTURA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

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Quest’anno si ricordano i 560 anni dalla pittura della venerata immagine della patrona di Città di Castello e della Diocesi.

Nel 1456 Giovanni di Piamonte, allievo di Piero della Francesca (Sansepolcro, 1412 circa – 1492), dipinse l’immagine su tavola raffigurante la Vergine Maria con il Bambino fra i santi Florido e Filippo Benizi e angeli. Si tratta dell’unica opera firmata e datata da questo autore, che secondo recenti studi sarebbe di origine locale (Piamonte pare essere il nome del padre), probabilmente della zona attorno a Montedoglio. Con il maestro, Giovanni collaborò nel celebre ciclo degli affreschi con le Storie della Vera Croce nella chiesa di San Francesco di Arezzo e la sua mano è ben riconoscibile in alcune scene, tra le quali quella con il trasporto della croce.

La tavola di Città di Castello riscuote da subito l’attenzione dei devoti, al punto che nel 1480 il Comune decide di mettere a disposizione di un privato il terreno per costruire una cappella per ospitarla, nella piazza adiacente alla chiesa dei Servi di Maria. Nel 1518 si formò una Confraternita per la gestione del culto, che progressivamente si diffusa ampiamente in città, tra tutti gli strati sociali. Nel 1622 l’immagine fu solennemente incoronata. Nel 1783 il Comune di Città di Castello proclamò la Madonna delle Grazie patrona della città. Fino al 1910 la sua immagine veniva scoperta alla venerazione in via ordinaria ogni venticinque anni; nel 1910 il nuovo, vescovo, il beato Carlo Liviero, ne dispose lo scoprimento due volte l’anno, il 2 febbraio e il 26 agosto; oggi, oltre che nelle principali festività mariane, viene scoperta il giorno 26 di ogni mese. Inoltre, la devozione alla Madonna delle Grazie costituì uno dei punti fondamentali dell’attività pastorale sia del vescovo Liviero che del secondo suo successore, mons. Filippo Maria Cipriani (1934-1956), il quale promosse anche una “Visitatio Mariae” in tutte le parrocchie e le famiglie della Diocesi (e ancora oggi le immagini fotografiche utilizzate per l’occasione sono conservate in molte chiese).

La devozione alla Madonna delle Grazie è tutt’ora molto viva, come dimostrano gli ex voto che continuano a giungere, spesso in forma anonima, al santuario.

CITTA’ DI CASTELLO. PRESENTAZIONE RESTAURO DE “LA GLORIA DI SAN FILIPPO BENIZI”

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Sabato 16 Aprile nel santuario della Madonna delle Grazie di Città di Castello è stato presentato il restauro della grande tela raffigurante la “Gloria di san  Filippo Benizi” conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie a Città di Castello. L’iniziativa è stata promossa dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e dal Rotary Club di Città di Castello.

L’opera, che risale al XVIII secolo, raffigura il santo (nato a Firenze nel 1233 e morto a Todi nel 1285) che ascende al cielo, con alcuni tradizionali attributi iconografici. Priore generale dei Servi di Maria, attivamente impegnato nella salvaguardia dell’esistenza dell’Ordine dopo il 1274, san Filippo è documentato anche a Città di Castello dove, il 5 gennaio 1272, chiede al vescovo Niccolò la licenza di costruire una nuova chiesa a Sansepolcro; il vescovo concede quanto richiesto, benedice la prima pietra per la costruzione dell’edificio e la consegna a Filippo, delegandolo a collocarla in sua vece.

 

CITTA’ DI CASTELLO. MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA PASQUA

Cancian

La Pasqua 2016 ha un significato tutto particolare.

Anzitutto il significato Cristiano che da due millenni ha fatto di questa Festa il giorno più bello dell’anno. Non semplicemente la festa della primavera, ma la celebrazione dell’Avvenimento che ha portato nel mondo la Speranza della Vita oltre l’inesorabile appuntamento di ogni uomo con la morte.

Che Gesù Cristo, e solo Lui, sia uscito dal sepolcro dopo tre giorni, è la notizia più bella del mondo perché questa prospettiva è offerta ad ogni uomo che a Lui si affida. Questa Speranza cristiana, unica davvero, non dovremmo perderla e neanche sottovalutarla, magari vivendo la Pasqua semplicemente come una vacanza o come il ripetersi di una tradizione tutto sommato non rilevante.

Le situazioni di sofferenza che ognuno sta vivendo, quelle che provengono dalle contraddizioni sociali e anche politiche, non raramente molto deprimenti, mettono in crisi la speranza. D’altra parte le soddisfazioni e le gioie umane sono così limitate che non riempiono il cuore dell’uomo perchè non offrono una gioia che abbia il sapore dell’eterno. La Pasqua dà ampia ragione sia al nostro soffrire che al nostro gioire. Al nostro vivere.

La Pasqua 2016 possa portare buone novità a tutti coloro che vivono nella disoccupazione, nel disagio, nelle sofferenze di vario genere, nella solitudine e qualche volta nella disperazione. In questi giorni, insieme ai sacerdoti, ho incontrato molti malati all’ospedale, alla Muzi Betti e nelle case. Abbiamo visto situazioni anche di grave sofferenza portate con grande dignità. La nostra Caritas sta dando notevole attenzione alle non poche persone bisognose.

Una Pasqua speciale quest’anno perché è in corso il Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco per ravvivare la speranza di un mondo più fraterno attraverso le opere di misericordia corporale e spirituale verso gli ultimi e i poveri, i rifugiati e gli emarginati.

Il nostro Paese e la nostra terra Altotiberina hanno bisogno di misericordia. Ne abbiamo bisogno per riconciliarci con noi stessi, per (ri)accendere l’amore vero e fecondo nelle famiglie, per ritrovare la forza di credere e di lottare per un futuro migliore specialmente per i giovani, per mettere in atto quei gesti, spesso semplici e quotidiani, che portano serenità e pace nei nostri rapporti, superando relazioni interrotte e creando vera fraternità.

Celebreremo la Pasqua nelle nostre parrocchie dove i parroci hanno benedetto le famiglie e si stanno prodigando per essere vicini alla gente. La celebreremo con particolare solennità nei due luoghi giubilari: nella Cattedrale e nel Santuario di Canoscio. In Cattedrale, come vedrete, abbiamo delle belle novità: è stato ripulito, e in qualche parte anche rifatto, il pavimento: sono state messe le nuove panche; rimesso a posto l’esterno. Tutto questo spero possa favorire una larga partecipazione, soprattutto il Venerdì Santo, il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua. Un bel segno di speranza è il fatto che alcune centinaia di nostri giovani, il lunedì, il martedì e il mercoledì dopo Pasqua saranno in pellegrinaggio a piedi da Monterosi (VT) a Roma in San Pietro, dove insieme a diversi sacerdoti celebreremo il Giubileo, dopo aver attraversato la Porta Santa.

Il 10 aprile migliaia di tifernati da ogni parrocchia faranno il percorso giubilare a Collevalenza, accompagnati dai rispettivi parroci. Pure questo sarà un momento di grazia per tutta la nostra diocesi.

Anche a livello regionale sono previste iniziative che sicuramente lasceranno segni positivi nella luce di quella Misericordia che può cambiare il nostro modo di pensare e di vivere, può cambiare il nostro sguardo e allargare il cuore. La Misericordia non è semplicemente un sentimento, è il modo più umano di porci nei confronti degli altri, imparando ogni giorno di più a diventare misericordiosi, comprensivi, fraterni. Ha scritto Alessandro Manzoni: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”.

Le parole di Cristo: “Sono risorto e sono sempre con te” costituiscono un invito a seguire la strada da Lui percorsa, per sentire la sua compagnia, nella certezza che Lui non ci lascerà più.

Benedico tutti augurando di intercettare la Gioia della Pasqua che apre l’orizzonte infinito.

+ Domenico Cancian f.a.m., Vescovo di Città di Castello