CITTA’ DI CASTELLO. NUOVO ANNO ACCADEMICO DELLA SCUOLA DIOCESANA DI FORMAZIONE TEOLOGICA

0cdc

Prenderanno avvio domani, martedì 21 novembre, gli incontri della Scuola Diocesana di Formazione Teologica “Cesare Pagani”, che, proseguendo un’attività avviata nel 1975, propone degli itinerari di formazione per adulti desiderosi di prendersi cura della fede. Quest’anno l’impianto è stato completamente rivisto e reso più snello: anziché i tre anni cicli previsti in precedenza vi sarà un tema annuale (nuovo di anno in anno), presentato attraverso alcune discipline teologiche (Morale Sociale, Sacra Scrittura, Liturgia, Catechetica, Spiritualità).

La scuola si rivolge a chiunque sia desideroso di approfondire la propria fede. Le novità introdotte sono frutto dell’esigenza di considerare un orizzonte di riferimento diverso rispetto al passato, scegliendo di praticare una metodologia attenta a persona, società, ambiente, con puntuale riferimento alla dimensione pastorale.

“Prendersi cura della fede” è il titolo dell’itinerario di formazione dell’anno pastorale 2017-18 che affronterà il rapporto Chiesa-umanità dal Concilio Vaticano II allaEvangelii gaudium .

Le lezioni si svolgeranno sempre al piano terra del Seminario vescovile in un nuovo salone attrezzato per tale scopo, di martedì con inizio alle ore 21 fino alle 22.15 circa. La novità più rilevante è la suddivisione del corso annuale in tre segmenti relativi ad argomenti diversi e con relatori diversi, al termine dei quali si svolgerà un incontro/ laboratorio.

Con inizio il 21 novembre prossimo e nei successivi martedì 28, 5 e 12 dicembre si parlerà di morale sociale con suor Roberta Vinerba e Marco Fiorucci, in particolare il tema affrontato sarà “Dalla Gaudium et spes all’Evangelii gaudium ”. Il secondo segmento di lezioni riguarderà la Sacra Scrittura sul tema “La Bibbia dalla Dei Verbum alla Evangelii gaudium – Il Sinodo dei vescovi sui giovani” con relatori padre Giulio Michelini e Nicola Testamigna nei giorni 16, 23, 30 gennaio e 6 febbraio.

L’ultimo segmento, Liturgia e catechetica, si svolgerà il 20 e 27 febbraio con don Paolo Martinelli sul tema “Dalla Sacrasanctum Concilium all’Evangelii gaudium ”. Il 6 marzo don Samuele Biondini parlerà de “La gioia dell’annuncio ecclesiale” mentre il 13 marzo don Francesco Mariucci affronterà il tema “Essere catechisti e conversione pastorale”. Ultimo appuntamento il 20 marzo per un incontro/laboratorio.

Per informazioni ci si può rivolgere presso la Libreria “Sacro Cuore” in Piazza Gabriotti a Città di Castello.

CITTA’ DI CASTELLO. IN USCITA IL LIBRO “LE VITE DEI SANTI DI CITTA’ DI CASTELLO NEL MEDIOEVO”

città-di-castello

Il 13 novembre scorso, in occasione della festa dei santi Florido e Amanzio, patroni della diocesi di Città di Castello, il vescovo Domenico Cancian, ha annunciato l’uscita del libro “Le vite dei santi di Città di Castello nel medioevo”, terzo volume della collana “Castellana Ecclesia” (Pliniana Editrice), promossa dall’Archivio storico diocesano nel 2015.

Lo studio, condotto da Pierluigi Licciardello raccoglie in edizione critica e in traduzione italiana tutte le fonti agiografiche e liturgiche sui santi castellani dalle origini (san Crescenziano e compagni, martirizzati attorno all’anno 303) fino agli inizi del XIV secolo (beata Margherita, morta nel 1320). Per la prima volta è così possibile disporre delle più genuine fonti della tradizione ecclesiale castellana, antica di oltre 1500 anni, dove sono raccolte vite, epigrafi, testi liturgici relativi a santi e beati inseriti nel calendario diocesano (Crescenziano e compagni martiri, Florido e Amanzio, Donnino, Margherita), a santi oggi non più oggetto di culto liturgico (Illuminato) e a personaggi di dubbia identità storica (Alberto e Brizio), perché tutti, nel tempo, hanno contribuito a sviluppare elementi significativi dell’identità ecclesiale e civile locale.

“Sin dal momento del mio arrivo a Città di Castello come vescovo – scrive mons. Cancian nella presentazione – mi ha colpito l’alto numero di uomini e donne di questa diocesi la cui santità è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa”. Dopo aver ripercorso le vicende di alcuni santi e beati della diocesi, il vescovo conclude rilevando che “anche il nostro mondo ha bisogno di questi cristiani, ‘sale della terra e luce del mondo’”.

ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

0as

“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

CITTA’ DI CASTELLO. SCUOLA DIOCESANA DI FORMAZIONE TEOLOGICA

0cdc

A Città di Castello, la SCUOLA DIOCESANA DI FORMAZIONE TEOLOGICA (di seguito: SDFT) è stata voluta dal Vescovo Cesare Pagani – al quale è intitolata – nel 1975. Sono passati 42 anni, durante i quali, ha svolto il suo compito promuovendo ininterrottamente la formazione dell’intero popolo di Dio e, in particolare, dei collaboratori più stretti nelle varie realtà ecclesiali della nostra diocesi e anche oltre (Gubbio, Sansepolcro, Pesaro-Urbino). Nell’ultimo ventennio, ha proposto un triennio formativo di base, con possibilità di accesso annuale. Le lezioni, attinenti le principali discipline teologiche e pastorali, si sono sempre svolte da ottobre a giugno, a cadenza quindicinale, con possibilità di verifica finale o semplice attestato di frequenza. Da circa un decennio, significativa è stata anche l’introduzione del cosiddetto quarto anno, con lezioni a cadenza mensile, su argomenti di stringente attualità teologico-pastorale. Nella gran parte dei casi, docenti sono stati alcuni qualificati sacerdoti della diocesi. Questo tipo di impegno ha senz’altro prodotto frutti apprezzabili, con qualche scricchiolio, soprattutto negli ultimi tempi. È ovvio, comunque, che con il passare del tempo, anche la SDFT debba essere ripensata nella struttura, nei contenuti e nelle modalità. Le esigenze cambiano, alcune questioni emergono, l’orizzonte di riferimento non è più quello precedente, il modello non può essere ripetitivo; la vita, e l’esistenza cristiana in modo particolare, pulsano sempre di nuove e antiche questioni. La Chiesa, alla quale per grazia apparteniamo, esiste per evangelizzare e lo fa, nella logica dell’incarnazione, dal di dentro dell’umanità intera, alla quale si riferisce nella comune appartenenza.

Dal giugno scorso, è in atto un processo di riforma che trova coinvolti i principali organismi diocesani. Si tratta della condivisione nella progettualità e nella realizzazione di itinerari culturali, teologici e pastorali, di Formazione permanente che ogni anno, senza ripetersi, saranno adeguati alla sete e alla fame dell’intero popolo di Dio. Per questo, si è deciso di privilegiare alcune discipline teologiche (Morale sociale, Sacra Scrittura, Liturgia, Catechetica, Spiritualità), di praticare una metodologia attualizzante-missionaria, di centrare l’attenzione sulla persona, la società e l’ambiente, di assumere come riferimento comune l’esortazione apostolica Evangelii gaudium e la conversione pastorale, di mantenere il nome SDFT Cesare Pagani, con il titolo Prendersi cura della fede: itinerario di Formazione permanente, anno pastorale 2017-2018 e il sottotitolo Chiesa e Mondo dal Concilio Vaticano II alla Evangelii gaudium. Si è deciso anche di potenziare la sede che resta nelle sale al piano terra del Seminario (via san Girolamo, 2), con l’utilizzo primario di un nuovo salone opportunamente adeguato e attrezzato. Pure la qualità dei docenti è stata oggetto di seria considerazione e per garantirla, almeno per questo anno pastorale, il giorno di lezione è stato spostato dal tradizionale giovedì, al martedì. Almeno due saranno i tutor (Marco Fiorucci e Nicola Testamigna), con il compito di affiancare gli insegnanti negli incontri e di sostituirli in sede di laboratorio. Il calendario sarà più leggero rispetto al passato e distribuito simbolicamente in tre segmenti tra la metà di novembre e il mese di marzo. Anche gli incontri, settimanali (per un totale di 13), che inizieranno alle ore 21,00 e termineranno indicativamente alle 22,15, avranno un tono meno cattedratico, più discorsivo e pastorale e sfoceranno naturalmente nel dialogo e nell’interiorizzazione. Al termine di ognuno dei tre segmenti, un incontro sarà programmato come laboratorio vero e proprio.

Per informazioni: www.cittadicastello.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/2017/10/SDFT-Programma-2017-2018.pdf

MONS. RENATO BOCCARDO NUOVO PRESIDENTE DELLA CEU

0CEU

Lunedì 18 settembre 2017, presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi, si è riunita la Conferenza Episcopale Umbra (Ceu). Dopo l’elezione del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, a Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, i Presuli hanno rinnovato il vertice della Conferenza Episcopale regionale per il quinquennio 2017-2022. Sono stati eletti:

  • mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, Presidente.
  • mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Vice-Presidente.
  • mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, Segretario.

“Ringrazio vivamente i presuli della Conferenza episcopale per questo gesto di fiducia e di amicizia – le parole del neo presidente Renato Boccardo -. In comunione fraterna con ciascuno di loro, alla scuola dei santi Francesco e Benedetto, intendo continuare il servizio alle Chiese che sono in Umbria, affinché la gioia del Vangelo possa diffondersi e raggiungere tutti gli abitanti della nostra regione, specialmente quanti portano in modi diversi le ferite della vita e affrontano situazioni difficili a causa della perdurante crisi economica. Il mio pensiero va in particolare alle popolazioni terremotate, alle quali confermo il sostegno e la solidarietà delle nostre Chiese. Nell’assumere questa nuova missione so di poter contare sulla vicinanza e il prezioso consiglio del cardinale Gualtiero Bassetti, chiamato recentemente a presiedere la Conferenza episcopale italiana. A lui desidero esprimere il vivissimo ringraziamento, a nome dei vescovi, per l’umanità e la sapienza con le quali in questi anni ha guidato la nostra Conferenza episcopale. Rivolgo un pensiero deferente e cordiale alle autorità civili, alle quali assicuro la collaborazione convinta dei vescovi per l’edificazione di una società che abbia a cuore la ricerca e la promozione del bene comune, della prosperità e  della pace delle nostre popolazioni”.

Mons. Renato Boccardo è nato a S. Ambrogio di Torino il 21 dicembre 1952. Dopo la maturità classica, come alunno dell’Almo Collegio Capranica frequenta a Roma la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Ordinato Sacerdote il 25 giugno 1977, incardinato nella diocesi di Susa. Ha conseguito la Licenza in Teologia dogmatica e la Laurea in Diritto Canonico. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1982, presta la sua opera nelle Nunziature Apostoliche di Bolivia, Camerun e Francia. Nominato Responsabile della Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici il 22 luglio 1992. In questa veste coordina, tra l’altro, l’organizzazione e la celebrazione delle Giornate Mondiali della Gioventù di Denver (1993), Manila (1995), Parigi (1997) e Roma (2000), nonché il Pellegrinaggio dei Giovani d’Europa a Loreto (1995). Nominato Capo del Protocollo della Segreteria di Stato con incarichi speciali l’11 febbraio 2001 (responsabile dell’organizzazione dei viaggi apostolici del Sommo Pontefice). Nominato Vescovo titolare di Acquapendente e Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali il 29 novembre 2003, riceve l’Ordinazione Episcopale nella Basilica di San Pietro in Vaticano dall’Em.mo Signor Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, il 24 gennaio 2004. Nominato Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano il 22 febbraio 2005. Il 16 luglio 2009 è stato nominato Arcivescovo di Spoleto-Norcia. Ha fatto solenne ingresso in Diocesi domenica 11 ottobre 2009. Il 27 novembre 2012 Papa Benedetto XVI lo ha nominato membro della Congregazione delle Cause dei Santi. Il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana (30 settembre-1° ottobre 2015) lo ha nominato membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della fede, l’Annuncio e la Catechesi.

CITTA’ DI CASTELLO. LA VISITA PASTORALE DI MONS. CANCIAN NELLA ZONA CENTRO

cancian1

Dal prossimo 8 ottobre e fino al mese di febbraio 2018 si svolgerà nella zona pastorale centro della diocesi di Città di Castello la visita pastorale del vescovo, mons. Domenico Cancian. “L’evento – si legge in una nota della diocesi – offre l’opportunità a tutti i cittadini, credenti e non, di relazionarsi con il pastore della chiesa tifernate, che sarà ben felice di incontrare chiunque lo vorrà, soprattutto coloro che si sentono più lontani da Dio”.

Il Consiglio pastorale diocesano ha pensato di favorire questo incontro, “ascoltando” la voce di ciascun cittadino, attraverso la diffusione di un semplice questionario che resterà anonimo, distribuito in vari punti ed esercizi pubblici di ciascuna parrocchia (cattedrale, S. Maria delle Grazie-S. Michele Arcangelo-S. Francesco, S. Maria Maggiore-S. Domenico-S. Maria Nova, S. Pio, S. Giovanni Battista presso gli Zoccolanti, Santa Lucia di campagna, Santa Veronica in La Tina, S. Giuseppe lavoratore in Graticole, S. Maria in Badiali, S. Maria Madre della Chiesa in Userna-Titta, Madonna del Latte, S. Maria in Belvedere, S. Maria e S. Giuliano in Riosecco, S. Lorenzo in Lerchi, S. Ansano in Piosina, S. Martino in Giove, San Bartolomeo in Astucci, S. Biagio in Nuvole).

“La visita pastorale – evidenzia la nota – non sarà solo la visita del vescovo alla comunità praticante o il mero controllo delle attività in atto e lo stato delle infrastrutture ma l’incontro del pastore con il suo gregge: per questo motivo il vescovo propone a tutti l’invito che Gesù rivolse a Zaccheo: ‘Oggi devo fermarmi a casa tua’ (Lc 19,5). Il desiderio di mons. Domenico Cancian e dei sacerdoti è quello di cercare di essere sempre una ‘porta aperta’ all’ascolto, al dialogo all’aiuto e alla vicinanza alle persone, al di là dei propri vissuti e delle proprie convinzioni”.

“GUIDA AI MUSEI ECCLESIASTICI DELL’UMBRIA”

0MEU

Guida ai musei ecclesiastici dell’Umbria (Fabrizio Fabbri Editore, 2016, pp. 79) a cura della Conferenza episcopale umbra (Ceu) – Musei ecclesiastici umbri (Meu) e pubblicata con il decisivo contributo della Regione Umbria, è il volume che raccoglie i tesori d’arte delle chiese umbre esposti durante il Giubileo straordinario della Misericordia per la valorizzazione del rapporto-legame “fede e arte”. E’ una pubblicazione che vede la luce dopo il recente evento sismico, che ha causato seri danni anche al patrimonio storico-artistico, un contributo culturale al ritorno alla “normalità” di una terra conosciuta in tutto il mondo per la sua arte e la sua spiritualità.

Le tredici realtà museali che costituiscono la rete dei Meu presenti nelle otto Diocesi della regione sono: Museo diocesano e Cripta di San Rufino (Assisi), Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco e Collezione Perkins (Assisi), MUMA-Museo Missionario Indios dei frati Cappuccini dell’Umbria in Amazzonia (Assisi), Galleria d’Arte contemporanea della Pro Civitate Christiana (Assisi), Museo della Porziuncola (Assisi); Museo del Duomo (Città di Castello), Museo capitolare diocesano e Cripta di San Feliciano (Foligno), Museo diocesano-Palazzo dei Canonici (Gubbio), Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo (Perugia), Museo diocesano e Basilica di Sant’Eufemia (Spoleto), Museo dell’Abbazia di Preci (Preci), Museo diocesano e capitolare (Terni), Esposizione di arte sacra nel Duomo di Todi (Todi).

La guida, in italiano e in inglese, presenta al visitatore gran parte dei tesori custoditi nella «terra di Benedetto e Francesco, culla del monachesimo occidentale e di un originalissimo umanesimo cristiano», scrive mons. Giulietti nella presentazione, che «ha ancora oggi qualcosa da dire: l’Umbria delle cittadine e dei piccoli borghi continua a parlare al mondo con una bellezza innervata dalla sua straordinaria vicenda di spiritualità».

«Questa guida si colloca nella logica del fare sistema – prosegue il presidente della rete Meu –, in modo che la diffusione del patrimonio non porti con sé la dispersione di risorse e di attenzione, ma sia invece proposta e vissuta come una modalità innovativa e piacevole di accostarsi all’arte. Se si vuole, infatti, rendere apprezzabile una realtà qual è quella umbra, è indispensabile offrire un’informazione che consenta di avere una visione d’insieme, unitamente ad una serie di servizi che faciliti e incoraggi lo spostarsi».

La presidente Marini, che ricorda nella presentazione il primo protocollo d’intesa-collaborazione tra Regione e Ceu per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici umbri, risalente al febbraio 1994, sottolinea quanto all’epoca fu riportato nella premessa di tale documento: «i beni culturali ecclesiastici venivano definiti come “parte integrante ed essenziale della generalità del patrimonio regionale” e si dava pieno riconoscimento al carattere ecclesiale come “valore per se stesso irrinunciabile e condizionante”».

«I musei ecclesiastici dell’Umbria – conclude la presidente della Regione –, riuniti in una rete attiva e sempre propositiva, dimostrano ancora una volta, con questa guida, di volersi aprile al mondo della conoscenza, della bellezza e della conservazione attiva del patrimonio. E’ solo un tragico caso che questo appuntamento arrivi a ridosso delle ferite causate dal recente terremoto, ma non è casuale né episodico l’impegno nel conservare e valorizzare le tante opere d’arte, di storia e di devozione diffuse in tutte le chiese e le raccolte d’arte del territorio. Per noi tutti, sarà solo uno stimolo in più per rialzarci e affidare alla cultura il compito fondamentale per la rinascita e la cura delle ferite».

L’INTERVENTO DI MONS. SORRENTINO SULLA LEGGE IN DISCUSSIONE AL CONSIGLIO REGIONALE DELL’UMBRIA

Sorrentino

Persone di diversa ispirazione – cristiana e non – mi chiedono di esprimermi, come pastore, sul dibattito che si sta svolgendo nel parlamento regionale a proposito della legge mirante a respingere ogni sorta di discriminazione legata a orientamenti sessuali. Premetto che il nostro compito di pastori, in genere, si svolge più volentieri nei tempi lunghi dell’evangelizzazione e dell’educazione. Non amiamo interventi estemporanei, e tanto meno quelli che possano dare anche solo l’impressione di interferenze nei legittimi processi di decisione democratica delle assemblee rappresentative.

Sento tuttavia di non poter deludere quanti si aspettano una parola. E da Assisi, luogo simbolo di pace e di dialogo, questo non può che essere un appello accorato alla reciproca comprensione, alla attenta riflessione, alla comune responsabilità.Quanti hanno a cuore i valori della convivenza ispirata a questi valori, non dimentichino che il tema della famiglia, nella sua verità naturale che fa di un uomo e una donna partners di vita stabile e generatrice di figli, non è una questione marginale. Ne va del presente e del futuro della società.

Il rispetto per altre forme di unione e per le persone che, a diverso titolo, le scelgono, non può giungere a mettere in sordina il valore della famiglia. L’espressione ferma e la testimonianza credibile di questa convinzione, pur sempre nel rispetto delle persone di diversa opinione, è vitale per un dibattito che faccia crescere insieme la libertà, il buon ordine sociale e la democrazia. L’obiettivo di scongiurare la discriminazione in base agli orientamenti sessuali dei singoli è plausibile. Ogni persona merita rispetto, accoglienza ed anzi, cristianamente, amore. Ciò non esime tuttavia dalla valutazione etica dei comportamenti oggettivi. Nessun bavaglio può essere messo ai pensieri e alle parole, tanto meno alla coscienza, e la democrazia senza dibattito è destinata a degenerare nel totalitarismo del pensiero unico.

Lo stile esagitato e gli insulti reciproci non servono. Nel solco di san Francesco, che non esitò a scrivere una lettera ai governanti, chiedo ai credenti l’impegno della preghiera e della testimonianza, mentre invio un cordiale saluto a quanti, nella pubblica opinione o nei luoghi della politica, sono impegnati nel dibattito su questi temi cruciali.

CITTA’ DI CASTELLO. LA FESTA DI SAN FRANCESCO DI SALES

0cancian-sales

Con una riflessione sulla crisi dell’editoria e con un paragone con i tempi difficili della Controriforma, il vescovo di Città di Castello, mons. Domenico Cancian, ha introdotto la tradizionale Messa in occasione della festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales.

“La sua – ha detto il presule – è una bella testimonianza in tempi come i nostri. Nella comunicazione attuale, in cui non mancano mai tante polemiche, san Francesco di Sales, tanto polemista nel tempo della Controriforma, ci insegna a comunicare con coraggio e con mitezza”. Di qui l’invito a “dare notizie con prudenza, umiltà, ascolto e riflessione, ma senza mai dimenticare la verità”.

“Nella comunicazione non possono mai mancare due pilastri come la verità e l’amore. – ha aggiunto –. Secondo alcuni la parola dell’anno 2016 è ‘post-verità’: viviamo in un momento in cui, nel flusso di informazioni, i fatti oggettivi sono meno influenti rispetto ad appelli alle emozioni e alle credenze personali; certo, la notizia è data sempre da un angolo soggettivo e dobbiamo essere sempre coscienti che la verità in senso assoluto non ci appartiene, come esseri umani”. Ma, ha avvertito il presule, “dobbiamo collaborare insieme per cercarla e non possiamo ridurre la comunicazione alla diffusione di semplici dati”.

“La comunicazione, inoltre, non deve puntare alla disperazione: come sappiamo, attraverso l’informazione, è facile creare distruzione – ha continuato il vescovo – e nemmeno dobbiamo utilizzare i mass media per anestetizzare le coscienze. Vi invito a raccontare la storia del mondo e della nostra città secondo la logica della Buona Notizia”.

Al termine, il vescovo ha consegnato ai presenti lo stesso messaggio che Papa Francesco ha pronunciato in occasione della 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. In questo c’è un invito “alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia”.

CITTA’ DI CASTELLO. INCONTRI PER SPOSI E FIDANZATI “L’OLIO DELLA LAMPADA”

0CDC

L’ufficio Pastorale Familiare della Diocesi di Città di Castello organizza una serie di incontri per sposi e fidanzati dal titolo “L’olio della lampada“.
 Gli incontri si terranno presso le sale di San Michele Arcangelo in Città di Castello ogni primo venerdì del mese alle ore 21.00.

Per informazioni contattare Giovanni e Elisa Rubechi tel. 3351015874 / 3203745213.

– 3 Febbraio 2017
Spiritualità coniugale e preghiera di coppia
– 3 Marzo 2017
Coppia aperta e apostolica e volontariato
– 7 Aprile 2017
Cantico dei Cantici
– 5 Maggio 2017
Decisioni di coppia e conflitto
– 9 Giugno 2017
La chiesa domestica (se possibile ritiro)
– 6 Ottobre 2017
Il dialogo
– 3 Novembre 2017
Le diversità nella coppia
– 1° Dicembre 2017
Il perdono