PIEDILUCO. FESTA DELLA MADONNA DELL’ECO

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A Piediluco dal 6 al 15 agosto la parrocchia di Santa Maria del Colle – santuario di San Francesco organizza la tradizionale festa della Madonna dell’Eco. La statua di Maria è posta in cima al monte Caperno, sulla sponda opposta al paese, portata nel 1911 per volere del parroco di allora, mons. Ludovico Canali e dei piedilucani, perché proteggesse il lago e il paese. La statua, costruita dalla fusione del residuo di armi usate durante la guerra di Etiopia, è stata sempre molto venerata e méta di numerosi pellegrinaggi. Oggi, ben illuminata e ben visibile anche di notte, è raggiungibile attraverso un piccolo sentiero con le venti stazioni del rosario.

Sabato 12 agosto sarà celebrata la festa della Madonna dell’Eco con la processione a piedi lungo il sentiero fino alla cima del monte, la recita del Rosario e celebrazione della Messa ai piedi della Madonna. La partenza è alle ore 8.30 ai piedi del sentiero che inizia all’ingresso del ristorante “Amaca all’Eco”. Per raggiungere il posto si può traghettare con il battello partendo alle ore 8.00 dalla spiaggetta Velino. Al termine delle celebrazioni ci sarà la merenda al sacco.

Varie manifestazioni sono in programma dal 6 al 14 agosto presso i locali parrocchiali dove sarà allestito uno stand gastronomico per la sagra del salmerino.

PROGRAMMA:

  • Domenica 5 agosto ore 18.45 in chiesa. Concerto di Canto Gregoriano, in collaborazione con l’associazione culturale MirabilEco
  • Dal 6 al 14 Agosto – Novena di preghiera: ore 17.30 S. Rosario – ore 18.00 S. Messa. Durante la novena: festa dei ragazzi della parrocchia il 9 agosto preghiera di affidamento e momento conviviale.
  • Festa con gli anziani della parrocchia l’11 agosto preghiera per gli anziani, amministrazione del sacramento dell’unzione dei malati, momento conviviale.
  • Festa delle famiglie il 12 agosto alla S. Messa delle 11.15 preghiera per le famiglie e affidamento. Sono attese tutte le famiglie in modo particolare i coniugi che quest’anno festeggiano il 5°, 10°, 15°, 20°, 25°, 30°, 35°, 40°, 45°, 50°, 55°, 60°, 65° anniversario di matrimonio.
  • Sabato 11 agosto – Processione alla Madonna dell’Eco. Partenza alle ore 8.30 ai piedi del sentiero che inizia all’ingresso del ristorante “Amaca all’Eco”. Si potrà traghettare con il battello partendo alle ore 8.00 dalla spiaggetta Velino (Lu pottu). Recita del Santo Rosario e celebrazione della S. Messa ai piedi della Madonna. Al termine merenda al sacco.
  • 15 Agosto – Assunzione della Vergine Maria
    Ore 11.15 e 18.00 – S. Messa
    Ore 21.00 Processione con la Statua della Madonna con la banda musicale di Cesi (si partirà dalla chiesa verso la porta Ternana e poi verso la spiaggia Velino. La statua sarà imbarcata e percorrerà il lago per sbarcare sui pontili sotto i giardini Don Mario Bacciarelli). Chi vorrà accompagnare la statua sul lago, è invitato a organizzarsi autonomamente con imbarcazioni private e pubbliche. Tutti i parrocchiani sono invitati ad addobbare il percorso della processione con bandiere, lanterne, lumini, luminarie.

SAGRA DE LU SARMERINU
Presso i locali parrocchiali dal 6 al 14 agosto a cena, il 12,14 e 15 agosto a pranzo.

PERUGIA. NUOVI PARROCI E VICARI NELLE CHIESE DELLA DIOCESI

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Nell’Archidiocesi di Perugi-Città della Pieve prosegue l’avvicendamento alla guida delle parrocchie avviato dopo la conclusione della Visita pastorale (2013-2017)  del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e la riorganizzazione delle parrocchie in Unità pastorali (Up). I nuovi parroci e vicari parrocchiali faranno ingresso nelle rispettive parrocchie-Up tra settembre e ottobre, all’inizio dell’Anno pastorale 2018-2019. Quest’anno i trasferimenti e le nuove nomine sono in numero ridotto rispetto al 2017, legate soprattutto alla destinazione dei cinque neo-ordinati sacerdoti e alla quiescenza di alcuni parroci. Le disposizioni della Curia arcivescovile riguardano le comunità parrocchiali-Up di Marsciano, San Valentino e Castello delle Forme, Elce e Case Bruciate in Perugia, Montebello, San Marco, Paciano, Vaiano e Villastrada, Torgiano e Brufa, Tuoro e Passignano sul Trasimeno, San Mariano e Girasole, Santo Spirito e Santi Biagio e Savino in Perugia.

A Marsciano don Marco Pezzanera, giovane sacerdote originario del luogo, prende il posto di mons. Giuseppe Ricci, il quale, dopo 17 anni di servizio, rimarrà a collaborare con il nuovo parroco. Don Marco sarà moderatore dell’unità pastorale 23 e parroco anche di Schiavo e Migliano.

Al posto di Don Pezzanera nelle parrocchie di San Valentino e Castello delle Forme subentra don Miroslaw Puchacz, sacerdote polacco della Diocesi di Drohiczyn, finora parroco di Paciano, Vaiano e Villastrada.

Lascia l’oratorio parrocchiale OSMA di Marsciano don Gaetano Romano SDB, che assume l’ufficio di parroco solidale di Elce e Case Bruciate; parroco moderatore di entrambe sarà don Riccardo Pascolini. Nella parrocchia di Elce si darà particolare attenzione alla pastorale dei numerosi studenti universitari presenti in zona.

Don Luca Bartoccini, parroco uscente di Elce, assumerà l’ufficio di Canonico Sacrista nella Cattedrale di San Lorenzo in Perugia, continuando a dirigere il Centro di Formazione Pastorale.

Padre Dante Camurri SdC, finora vicario parrocchiale di Brufa, assumerà l’ufficio di vicario parrocchiale di Montebello.

Padre Gabriele Cristaldini OFM Capp lascerà l’incarico di Cappellano del Sodalizio San Martino per servire come vicario parrocchiale la parrocchia di San Marco

Don Mauro Angelini, recentemente incardinato nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve dall’ordine dei Frati Minori, è stato nominato assistente spirituale del Perugia Calcio.

Padre Alberto Viganò OP è stato nominato assistente della sezione perugina dell’UGCI, Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Venendo ai  nuovi ordinati sacerdoti: don Augusto Martelli sarà parroco di Paciano, Vaiano e Villastrada; don Federico Casini vicario parrocchiale a Torgiano e Brufa; don Giovanni Yang vicario parrocchiale a Tuoro e Passignano sul Trasimeno; don Nicolò Gaggia vicario parrocchiale di San Mariano e Girasole; don Pietro Squarta vicario parrocchiale di Santo Spirito e dei Santi Biagio e Savino in Perugia.

Come previsto nella riforma del centro storico del capoluogo umbro varata in seguito alla suddetta Visita pastorale, dal 1 settembre 2018 la parrocchia di San Giovanni Rotondo alla Chiesa Nuova, detta anche di San Filippo Neri, viene soppressa e il relativo territorio unito alla Parrocchia di Sant’Andrea in Porta Santa Susanna. Il patrimonio della parrocchia estinta passerà alla Diocesi, eccetto la chiesa di San Filippo, che sarà restituita alla Congregazione dell’Oratorio (Padri Filippini), divenendo Rettoria.

Nello scorso mese di giugno, dopo la modifica dello Statuto, è stato nominato il nuovo Capitolo dei canonici della concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio di Città della Pieve, così composto: don Piero Becherini, don Paolo Cherubini, don Aldo Gattobigio, mons. Augusto Panzanelli, don Leonardo Romizi, don Alessandro Segantin, mons. Remo Serafini, don Simone Sorbaioli (arciprete).

NORCIA. RICOSTRUZIONE DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO

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Mercoledì 1° agosto 2018, probabilmente nella giornata più calda dell’anno, a Norcia, alle ore 16.00, presso gli Ufficio Speciale per la Ricostruzione (U.S.R.) – Regione Umbria post sisma 2016, si è tenuta la prima riunione della Commissione ministeriale di indirizzo per l’intervento di recupero della Basilica di S. Benedetto in Norcia. All’ordine del giorno dell’organismo presieduto dal prof. Antonio Paolucci (già Ministro dei Beni Culturali, commissario del Governo per la ricostruzione della Basilica di S. Francesco in Assisi dopo il sisma del 1997 e direttore dei Musei Vaticani) c’era l’insediamento ufficiale e la definizione del cronoprogramma e delle attività. La commissione, oltre a Paolucci, è così composta: prof. Giovanni Carbonara per il Mibact; arch. Luigi Di Prinzio per il Comune di Norcia; arch. Filippo Battoni per il Commissario straordinario; arch. Diego Zurli per la Regione Umbria; arch. Roberto Santarelli per l’archidiocesi di Spoleto Norcia.

«Ci occuperemo – ha commentato al termine il prof. Paolucci – del restauro e della reinvenzione della Basilica di S. Benedetto. È stata la riunione prima, quella in cui ci siamo scambiati le prime idee, abbiamo fissato la prossima riunione l’11 settembre a Roma, altre ne faremo a Norcia. Il nostro lavoro consiste nel fornire ai progettisti le dritte fondamentali, i confini insuperabili, i limiti da non violare, quello che ci aspettiamo da loro ecc… Di tutto vi renderemo contezza. Come sapete io sono stato Commissario del Governo per la ricostruzione di S. Francesco in Assisi dopo il terremoto del 1997 e ora sono qui a Norcia. Ebbene devo dire che l’intervento sul S. Francesco era molto più facile di quanto non sarà quello sul S. Benedetto. Ad Assisi era chiaro il nostro compito: consolidare le strutture lesionate, ricomporre le lacerazioni nelle pitture di Giotto e Cimabue. Erano obiettivi previsti e praticabili. Qui è molto più difficile, perché non è ancora chiaro quello che si chiederà ai progettisti, in quanto ancora non sappiamo bene cosa troveremo una volta smaltite tutte le macerie». Alla domanda se la Basilica tornerà così come era prima Paolucci ha risposto: «Sarà difficile, di certo tornerà all’uso liturgico, religioso e al godimento pubblico. Come ci tornerà è il nostro oggetto di studio».

«Il concetto di restituzione – ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo al termine della riunione – è più profondo di quelli di ricostruzione o restauro. Perché parlo restituzione? Perché la Basilica di S. Benedetto costituisce un patrimonio non solo di arte e di storia, ma anche di fede che ha segnato la vita di intere generazioni e che continua a parlare al popolo europeo. Allora si tratta di restituire a Norcia e al Vecchio Continente questo simbolo. Rimetteremo insieme le pietre, ed è giusto, faremo una nuova copertura, la Basilica tornerà ad essere luogo per le celebrazioni e il culto, ma la vogliamo anche restituire al mondo, all’Europa e a Norcia con la freschezza e la novità mai diminuita del messaggio di S. Benedetto che è un messaggio di pace, di riconciliazione, di unità, di superamento delle differenze e delle contrapposizioni».

Alle 18.00 in Piazza S. Benedetto, di fianco alle macerie della Basilica, si è tenuto un incontro tra la popolazione e la Commissione presieduta da Paolucci, alla presenza anche del sindaco Nicola Alemanno, dell’Arcivescovo, della Sovrintendente alle Belle Arti, all’Archeologia e al Paesaggio dell’Umbria Marica Mercalli, del Sovrintendete speciale per le aree colpite dal sisma Paolo Iannelli, del priore dei monaci benedettini padre Benedetto Nivakoff. Ha moderato il giornalista dell’agenzia Ansa Gianluigi Basilietti. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza che il progetto di ricostruzione sia partecipato con la popolazione, anche se – ha detto – «ancora non sappiamo come verrà ricostruita». L’arcivescovo Boccardo ha ribadito la sua visione espressa più volte, ossia di una ricostruzione che tenga conto delle ferite che il terremoto ha inferto alla chiesa. «Ciò – ha detto il Presule – per onestà storica. Non possiamo far finta che il 24 agosto e il 26 e 30 ottobre 2016 non sia successo nulla». La sovrintendente Mercalli propende piuttosto per una ricostruzione filologica, tecnicamente si usa il termine anastilosi, cioè rimettendo insieme elemento per elemento di un edificio distrutto, pietra per pietra in questo caso: quelle della Basilica di S. Benedetto si stanno catalogando singolarmente, ed è per questo che lo smaltimento delle macerie prosegue lentamente. La Mercalli ha portato l’esempio della chiesa di S. Andrea Apostolo a Venzone (UD) completamente distrutta dal sisma del 1976 e ricostruita proprio per anastilosi tra il 1988 e il 1995 ricollocando le pietre originali. Francesca Diosi è intervenuta chiedendo che la Basilica venga ricostruita così come era prima, perché – ha detto – «noi vogliamo dimenticare il terremoto che ha distrutto la città». Anche Gianpietro Angelini, ex sindaco di Norcia, ha sostenuto la necessità di cancellare la memoria del sisma e ha chiesto alla commissione di non allungare troppo i tempi per la ricostruzione, in considerazione del fatto – ha detto – «che pochi sono gli elementi originali della Basilica».

Poi l’ex primo cittadino ha chiesto cosa ne sarà della Basilica e dei monaci una volta riaperta al culto, visto – ha affermato pubblicamente – «che il Vescovo, così si dice, vuole prendere il monastero per la sua residenza». «Chiediamo che voi monaci – ha proseguito Angelini rivolto a padre Benedetto – viviate a fianco della Basilica e non nel costruendo monastero di S. Benedetto al Monte. Non abbiamo portato a Norcia i “figli” di S. Benedetto” per fargli fare gli eremiti. Altrimenti si sarebbero stabiliti intorno all’Abbazia di S. Eutizio». Ad Angelini ha risposto l’Arcivescovo: «I monaci già da qualche anno prima del terremoto avevano acquistato dalla Diocesi la ex villa del Seminario di Norcia con l’intenzione di stabilirvi il monastero. Alcuni di loro sarebbero stati in città per l’animazione pastorale della Basilica e l’accoglienza dei pellegrini. Ciò perché la vita monastica richiede un ambiente raccolto e silenzioso; soprattutto in estate ciò non poteva essere garantito e tutti ricordiamo, infatti, che nei mesi più caldi dell’anno si trasferivano nella casa parrocchiale di Agriano di Norcia. Poi è sopraggiunto il terremoto. Con i monaci allora abbiamo iniziato un dialogo, giunto alla seguente conclusione. Quando tutto sarà ricostruito, la Basilica tornerà ad essere luogo di culto animato dai monaci. Gli edifici che loro occupavano contempleranno: una parte riservata ai monaci (che quindi garantiranno una duplice presenza a Norcia, in monte e in città), una parte per l’abitazione del parroco di Norcia (quella dove risiedeva prima del sisma è difficilmente recuperabile, ndr) e una parte da riservare all’Arcivescovo che, ricordo, porta anche il titolo di Norcia. Anche perché, quando nel 2000 giunsero i monaci l’accordo stipulato tra il Comune e la Curia prevedeva che la Diocesi mettesse a disposizione l’Episcopio e la Curia e il Comune fornisse al Vescovo un’abitazione: questa seconda parte dell’accordo non è stata mai concretizzata».

Al di là dei vari punti di vista, tutti legittimi e degni di rispetto, l’unica cosa certa è che il lavoro di recupero della basilica di S. Benedetto sarà lento e lungo, ci vorrà molta pazienza. Rassicura il fatto che siamo sostenuti dai migliori specialisti. Alla Commissione presieduta da Paolucci ora il compito di indicare le linee guida per la ricostruzione che i partecipanti al concorso internazionale dovranno necessariamente seguire.

ASSISI. L’OMELIA DI MONS. BEDINI PER LA FESTA DEL PERDONO

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“Ognuno è chiamato a ricevere il dono della misericordia, della riconciliazione e della pace per condividerli”. Lo ha detto mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, nella messa che ha celebrato stamani nella basilica di Santa Maria degli Angeli, nella ricorrenza della dedicazione della basilica e nella solennità del Perdono di Assisi.

“Celebriamo insieme la tenerezza di Maria che viene, attraverso il dono della Porziuncola, a rassicurare i suoi figli che davvero Dio è misericordioso”, ha aggiunto il presule sottolineando che “il perdono è per chi apre il cuore e si affida a Dio”. Volgendo lo sguardo a san Francesco, il vescovo lo ha definito come “l’amico santo che, come tutti i santi, non si preoccupa della propria salvezza ma sente il desiderio struggente che tutti i suoi fratelli possano godere della salvezza di Dio”. È questo il “marchio dei santi”.

“Quando nel nostro cammino di fede non ci viene spontaneo desiderare la salvezza dei fratelli – ha aggiunto mons. Paolucci Bedini – siamo ancora in cammino sulla strada della santità. I santi continuano a ricordarci la volontà di Dio per il bene eterno di tutti noi”. Infine, un parallelismo tra la Porziuncola, “piccola porzione”, e san Francesco, “grande per aver mostrato nella sua vita il capolavoro enorme che avviene quando Dio ci tocca”.

ASSISI. L’OMELIA DI FRA PERRY PER LA FESTA DEL PERDONO

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“Le politiche migratorie diventano sempre più escludenti e chiuse”, particolarmente “in Europa e negli Usa”: “Le immagini che negli ultimi giorni abbiamo visto dalle coste libiche fanno comprendere quanto insensibile possa diventare il cuore nei confronti del dolore altrui”. Lo ha detto oggi fra Michael A. Perry, ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, nell’omelia della messa celebrata per la Festa di Santa Maria degli Angeli nel Proto-Monastero di Santa Chiara in occasione del Perdono di Assisi.

La Parola di Dio oggi ci vuole incoraggiare a combattere quella cultura di esclusione e distanziamento che sembra imbattibile. Il Signore stesso – ha proseguito fra Perry – dice, ‘avvicinatevi’ e ‘saziatevi’. Questidue verbi sono un appello che contrasta con la mentalità egoista di chi sta bene e non vuole essere disturbato. Sono parole che ci spingono, come direbbe Papa Francesco, ad aprirci a un incontro personale, che contempla un tempo adeguato per accogliere, conoscere e riconoscere l’altro”.

Il ministro generale ha invitato, infine, a vivere “la festa del perdono con la consapevolezza che Dio vuole fare la sua dimora in mezzo a noi e che oggi si identifica particolarmente con lo straniero accolto o il rifiutato di ogni epoca”.

GLI APPUNTAMENTI

SPETTACOLO “VADO AL MASSIMO” DOPO L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

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Alex Britti, Clementino, Mirkoeilcane, Perturbazione, Banda Rulli Frulli. Saranno questi alcuni dei protagonisti della serata di musica e spettacolo che si svolgerà sabato 11 agosto al Circo Massimo di Roma subito dopo l’incontro di Papa Francesco con i giovani italiani. L’evento, dal titolo “Vado al Massimo”, prevede quasi due ore di intrattenimento, di musica e di storie e sarà trasmessa in diretta, alle ore 21.30, su Tv2000 l’emittente della Cei che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana. A presentare la serata Andrea Delogu. Tra gli artisti anche il comico Saverio Raimondo. I ragazzi, oltre 50mila, arriveranno nella Capitale dopo una settimana di cammino con le proprie diocesi per sostenere il Sinodo di ottobre voluto dal Papa e dedicato ai giovani e entreranno nell’area del Circo Massimo già dal primo pomeriggio. Alle 16 partirà un primo momento di intrattenimento con la musica dei The Sun. Poi alle 18.30 è previsto l’arrivo di Papa Francesco.

TERNI-NARNI-AMELIA. AL VIA I LAVORI PER RECUPERARE CINQUE CHIESE TERREMOTATE

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A quasi due anni dai terremoti che hanno devastato l’Italia centrale per cinque chiese inagibili della Diocesi di Terni-Narni-Amelia si avvia la fase del recupero e della conseguente riapertura al culto. Si tratta della Chiesa di Santa Maria della Neve in Penna in Teverina per la quale è previsto un finanziamento di 389.346,79 euro; Chiesa dei Santi Pietro e Cesareo in Guardea, 164.157,69 euro; Chiesa di Santa  Maria Assunta in Cielo di Alviano, 354.668,39 euro; Chiesa di Santa Maria della Cerqua in località La Quercia di Narni, 54.139,76 euro; Chiesa di San Pietro Apostolo ad Aguzzo, 185.358,56 euro.

I soldi per il recupero di queste chiese sono parte dei fondi nazionali gestiti dal Commissario del Governo per la ricostruzione e trasferiti nella contabilità speciale intestata alla Presidente delle Regione, Vice commissario per la ricostruzione in Umbria.

L’ufficio tecnico della Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha espletato tutte le procedure per l’invito alla gara d’appalto. Il 7 e l’8 agosto verranno aperte le gare e assegnati i lavori che inizieranno, presumibilmente, nel mese di settembre.

ASSISI. PREGHIERA PER LA PACE IN ERITREA

santu.spogliazioneUn mese dopo l’arrivo dei 24 profughi eritrei, accolti nella diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, il consueto appuntamento di preghiera per la pace del 27 di ogni mese sarà dedicato a luglio all’Eritrea. Un’intenzione di preghiera sarà inserita nelle liturgie, creando un momento di riflessione e orazione, “diffondendo la volontà di costruire la pace secondo lo ‘Spirito di Assisi’”.

Religiosi e laici sono invitati a pregare per la pace in Eritrea nei vari momenti e nelle celebrazioni eucaristiche della giornata nella diocesi di Assisi. L’annuncio è stato dato dal vescovo, mons. Domenico Sorrentino, che ha motivato questa scelta ricordando “i fratelli e le sorelle che nei giorni scorsi abbiamo accolto in Assisi partecipando al progetto di accoglienza di migranti attraverso i corridoi umanitari”. Fratelli che “sono venuti a ricordarci il dramma e le speranze di un intero popolo e nello stesso tempo a risvegliare il nostro senso di fraternità che a volte pare sopito”. L’invito del vescovo è a “sostenere un cammino di pace dal passo incerto”, dopo il termine del conflitto con l’Etiopia, e a pregare affinché “in Eritrea si creino le condizioni di riconoscimento dei diritti basilari della persona”.

LA MEDAGLIA UFFICIALE PER IL SESTO ANNO DI PONTIFICATO DI FRANCESCO

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Sarà disponibile da oggi, giovedì 26 luglio, presso l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica dello Stato della Città del Vaticano e nei locali della Libreria editrice vaticana la medaglia del sesto anno di pontificato di Papa Francesco. Sul fronte è raffigurata una colomba dalla quale si propagano fasci di luce concentrici che illuminano lo stemma papale e rimandano simbolicamente ai doni che lo Spirito Santo fa alla Chiesa. Sotto, il nome dell’artista. Sul bordo, la scritta “E civitate vaticana” con il numero della medaglia.

Sul rovescio, nella parte superiore della medaglia un ramoscello di ulivo, simbolo di pace, e l’abbraccio di una madre al bambino. La guerra è invece raffigurata nel piano inferiore con un filo spinato, “simbolo di coercizione e violenza”. A dividere i due opposti scenari spicca il tradizionale fiore di papavero “simbolo dei caduti in guerra”. La frase “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra” è citata dal radiomessaggio del 24 agosto 1939 di Pio XII. “A un secolo dal termine del primo conflitto mondiale, la scelta tra pace e guerra è per tutti ancora drammaticamente quotidiana”, si legge in una nota di presentazione della medaglia, che è opera di Chiara Principe.

CARD. BASSETTI: “MARCHIONNE UOMO DI UMILI ORIGINI”

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Di Sergio Marchionne ricorda “l’uomo, di umili origini, emigrato con la sua famiglia in Canada dove ha potuto studiare e realizzarsi come padre e come professionista” il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia. Che “con profonda commozione” esprime le sue “più sincere condoglianze alla famiglia”.

“E ne ricordo – ha affermato il cardinale Bassetti parlando ancora di Marchionne – il dirigente d’azienda che, con coraggio e intelligenza, ha saputo scrivere una delle più importanti pagine di storia industriale degli ultimi decenni. In questo momento, in cui la pietà cristiana supera ogni sterile polemica umana, prego per lui il Signore – ha concluso il presidente della Cei – perché lo accolga nella Sua pace e doni consolazione a quanti lo hanno avuto caro”.