SPOLETO. GLI APPUNTAMENTI DELLA QUARESIMA

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Mercoledì 14 febbraio 2018 è il Mercoledì delle Ceneri, ossia il giorno che segna l’avvio della Quaresima. Alle 21.00 nella Basilica Cattedrale di Spoleto l’Arcivescovo presiederà la Messa con l’imposizione delle ceneri.

I martedì di Quaresima, ore 21.00, presso la palesatra del Sacro Cuore a Spoleto, l’Arcivescovo terrà un percorso di lectio divina:

  • Martedì 20 e 27 febbraio.
  • Martedì 6, 13 e 20 marzo.

I Venerdì di Quaresima alle ore 21.00 mons. Boccardo presiederà le Via Crucis nei Vicariati dell’Archidiocesi:

  • Venerdì 23 febbraio: Vicariato della Valnerina (luogo in via di definizione).
  • Venerdì 9 marzo: Vicariato del Clitunno a Trevi (dal convento di S. Martino al Duomo di S. Emiliano).
  • Venerdì 16 marzo: Vicariato Extra-Urbano (luogo in via di definizione).
  • Venerdì 23 marzo: Vicariato dei Sibillini a Norcia (Insediamenti SAE zona industriale).
  • Venerdì 30 marzo (Venerdì Santo): Vicariato Urbano a Spoleto (Piazza del Mercato, Giro della Rocca, Cattedrale).

PERUGIA. INIZIATIVE PER LA GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

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La Giornata per la Vita nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve è stata celebrata con alcuni incontri (a partire dal 1 febbraio) sulla vita nascente ma anche sulle vite violate, come quelle di tanti migranti e su quanti sono al crepuscolo della loro vita, perché anziani o malati terminali, con un unico filo conduttore, il tema centrale della Giornata 2018: “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Non è mancato neppure il ricordo di chi ha messo a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri, come un noto parroco perugino che salvò degli ebrei, dichiarato “giusto tra le nazioni”, mons. Federico Vincenti (1885-1954), parroco di Sant’Andrea in Porta Santa Susanna a cavallo dell’ultima guerra.

Gli incontri, promossi dall’Ufficio diocesano per la pastorale familiare in collaborazione con il Movimento per la Vita, sono culminati con la celebrazione eucaristica di domenica pomeriggio 4 febbraio, nel complesso interparrocchiale San Pio da Pietrelcina in Castel del Piano di Perugia, presieduta dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti insieme al parroco don Francesco Buono e al vice parroco don Simone Pascarosa, animata dal Coro Jubilate Deo dell’Unità pastorale di Castel del Piano-Pila.

Mons. Giulietti, nella sua breve ma significativa omelia, ha evidenziato che «Gesù nel Vangelo opera guarigioni come segni del Regno di Dio che ormai è a portata di mano: egli non intende risolvere i problemi dell’umanità, bensì coinvolgere gli uomini nella costruzione di un mondo migliore, con il suo aiuto e secondo il progetto del Padre. Nella Giornata per la Vita preghiamo dunque di convertirci al Vangelo della Vita, cioè di ritenere che valga sempre la pena operare con fatica per il bene».

Sono seguite due testimonianze richiamando non poco il tema della Giornata, che «hanno commosso l’assemblea – commentano i coniugi Maria Rita e Gianluca Carloni, responsabili della Pastorale diocesana familiare – sottolineando l’aspetto della gioia come frutto indiscusso quando si sceglie come obiettivo di promuovere il dono della vita». La prima testimonianza, proseguono i Carloni, «è stata quella di Lory, una ragazza di diciotto anni che abbandonata dal fidanzato e in attesa di un bimbo con apparenti problemi di salute, rinuncia all’aborto terapeutico, dando alla luce una bambina sana e bellissima. Lory è stata inserita nel “Progetto Gemma” di Perugia sostenuto dal Movimento per la Vita, che solo lo scorso anno ha salvato la vita di 23 bambini». L’altra testimonianza «è stata quella di Maria Grazia Marcacci, assistente sociale presso la Residenza protetta “Creusa Brizi Bittoni” di Città della Pieve – proseguono Maria Rita e Gianluca Carloni –, che si occupa di anziani e malati terminali accompagnandoli oltre la vita terrena secondo uno sguardo di fede che li aiuta a vivere questo passaggio con piena dignità e nella gioia di una speranza che ha il gusto e la certezza della vita eterna».

Per informazioni: www.mpvumbria.org

CARD. BASSETTI: “NO A INDIFFERENZA PERICOLOSA VERSO LA CORRUZIONE”

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“Settimo, non rubare”. È il tema di un articolo firmato dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, per l’edizione settimanale de “L’Osservatore Romano”. Il cardinale definisce il settimo comandamento “un insegnamento fondamentale che si colloca alla base della nostra civiltà”, “da mettere in pratica nella vita quotidiana senza scendere a compromessi”. La corruzione, come ha detto a più riprese il Papa, da ultimo in Cile e Perù, è un “cancro”, un “virus” che ha a che fare prima di tutto con la “moralità pubblica”, la cui partita si gioca però non solo in politica, ma “soprattutto nei comportamenti quotidiani”: “Una moralità che non può essere imposta solo con la forza del diritto, ma che deve essere acquisita con la centralità di una cultura che per difendere la dignità umana di ogni persona deve ripetere: settimo, non rubare”, sottolinea Bassetti, facendo notare che “nel tempo che precede le elezioni politiche in Italia la corruzione è, senza dubbio, un tema di grande importanza”. “Tutta la classe politica la stigmatizza come una malattia sociale da combattere in ogni modo”, l’analisi del presidente della Cei: “Eppure le cronache ci raccontano quasi ogni giorno casi di corruzione, più o meno gravi, che riguardano un po’ tutti i livelli della società. Secondo alcune statistiche, l’Italia nel 2016 era tra i Paesi più corrotti d’Europa, al terz’ultimo posto di questa drammatica classifica, superata soltanto da Grecia e Bulgaria. Alcuni giornali hanno addirittura commentato che l’Italia è un Paese in balia della corruzione”. “Io sono convinto che in Italia ci siano persone perbene e talenti inespressi che meritano di essere valorizzati”, il riconoscimento di Bassetti, secondo il quale tuttavia “questi dati non possono lasciarci indifferenti: ci riguardano come pastori, come credenti e come semplici cittadini. Ci riguardano tutti, insomma, e non possiamo far finta di credere che è sempre colpa di qualcun altro, che le responsabilità siano solo di qualche determinato attore sociale o, come è abitudine dire, della politica. Anzi, penso che sia sbagliato collegare il fenomeno della corruzione solo all’ambito politico. Temo, invece, che la vita politica rispecchi abbastanza fedelmente quella sociale”. “Non possiamo far finta di nulla”, l’analisi del presidente della Cei: “Prima ancora della corruzione che emerge pubblicamente essa è una dimensione morale ed esistenziale che si colloca a livello personale e comunitario: è un virus che, come ha detto il Papa, infetta, prima di tutto, i nostri cuori e poi si propaga nella società. Quante volte, dobbiamo chiederci, scendiamo a compromessi per difendere i più miseri interessi particolari? Quante volte sul posto di lavoro, nelle riunioni di condominio, nelle scuole, nelle parrocchie e in mille luoghi chiudiamo un occhio, o meglio, ci laviamo le mani, davanti a quello che chiamiamo un male minore per ottenere qualcosa per la nostra vita?”. Il “germe malato” della corruzione è dunque “un agente patogeno che nasce da un pervicace individualismo e da una sostanziale indifferenza verso il bene comune. Un’indifferenza pericolosa che mette in luce il lato più pericoloso del fenomeno corruttivo: la ‘banalità del male’. Ovvero, un fenomeno così diffuso in ogni piega della società da sembrare banale, e perciò non degno della nostra attenzione e della nostra preoccupazione”. In definitiva, conclude Bassetti, “anche se molte persone si stracciano le vesti davanti ai casi più eclatanti di corruzione, ciò che manca è la responsabilità personale e comunitaria dei propri gesti”.

TERNI. LETTERA DEL VESCOVO PER SAN VALENTINO 2018

VESCOVO TERNI

Le feste dei santi patroni sono occasione provvidenziale per le nostre persone e per la comunità diocesana per rafforzare la nostra fedeltà al Signore e la comunione ecclesiale. Fare memoria della testimonianza del martirio e della specificità del carisma dei nostri patroni è la “via nostra” della comunicazione del Vangelo ai nostri fedeli e ai nostri giorni. Quest’anno celebreremo solennemente e comunitariamente la festa di san Valentino il giorno 11 febbraio secondo il programma, che è stato largamente diffuso. La coincidenza del 14 febbraio con il mercoledì delle ceneri rafforza ulteriormente la necessità di anticipare alla domenica 11 febbraio la festività liturgica e anche la solenne concelebrazione eucaristica. Lo spostamento temporaneo dell’urna del Santo in Cattedrale e la successiva processione vuole essere un ulteriore segno della vicinanza di Valentino alle nostre famiglie, alle nostre case e alla nostra città, bisognosa di grazia e di forza spirituale e morale.
Per favorire la partecipazione di sacerdoti, diaconi e fedeli al solenne pontificale, in cattedrale, e alla successiva processione, chiedo che dalle ore 9.30 alle ore 12 di domenica 11 febbraio non sia celebrata la Santa Messa nelle chiese della città di Terni. Nelle altre città e paesi della Diocesi i parroci si organizzino in modo da poter partecipare alla solenne concelebrazione a Terni e alla successiva processione sia modificando gli orari delle messe oppure facendosi sostituire da sacerdoti vicari o da altri sacerdoti collaboratori parrocchiali. Si avvisino i fedeli e si incoraggino alla partecipazione in cattedrale e alla testimonianza di fede e di amore al Santo con la presenza attiva e devota alla processione. I fedeli che non potranno o non vorranno partecipare, possono scegliere di partecipare alla S. Messa del sabato sera o di altri orari. Chiedo ai parroci dei paesi fuori Temi di tenermi informato, tramite mail, su come si organizzeranno per prendere parte alla concelebrazione.
Vi ringrazio per l’attenzione e l’adesione che darete alla presente e invoco su ciascuno la benedizione del Signore.

Padre Giuseppe Piemontese OFMConv
vescovo di Terni-Narni-Amelia

PROGRAMMA DELLA FESTA DI SAN VALENTINO 2018

ASSISI. MONS. SORRENTINO PARLA DEL SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE

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“Per Papa Francesco il santuario della Spogliazione può essere il luogo del discernimento dei giovani, nostro futuro e nostra sfida. Così lo vogliamo rendere”. Lo ha detto ieri sera mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ai partecipanti del convegno per gli assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Ac, Fuci, Fuci, Meic e Mieac, che hanno visitato la parrocchia di Santa Maria Maggiore, eretta a santuario. Il vescovo ha ricordato la risposta del Papa alla sua lettera di erezione della chiesa, in cui san Francesco dismise “gli abiti del mondo”, a santuario. “Il Papa ci chiede di avere la forza e il coraggio di presentare il Vangelo nella sua radicalità e questa chiesa è simbolo di ciò”.

Secondo mons. Sorrentino, “la spogliazione di Francesco ci deve fare riflettere su quella principale della nostra fede, quella di Dio che ci ha fatto dono del suo figlio. L’evento di Francesco iconizza questo dato”. E una propria lettura di ciò è stata data anche da padre Marko Ivan Rupnik, gesuita sloveno e artista di fama, che ha realizzato il logo del santuario. “Rappresenta Francesco rivestito e rivitalizzato dal mantello di Cristo”.

PERUGIA. SOLENNITA’ DEL SANTO PATRONO COSTANZO

 

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“Purtroppo oggi da tanti il Vangelo è ridotto ad opinione; se volete, una delle tante proposte etiche di questo tempo. Si sottolinea un divorzio fra fede e cultura, quando si afferma che altro è la fede, altro è la vita; altro è il Vangelo e altro è il modo di pensare e di operare del mondo, a cui si dà quasi sempre ragione. Se questa è la mentalità corrente, fratelli e sorelle, allora, è davvero necessario ritornare alle nostre radici”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nel corso della concelebrazione eucaristica per la festa di san Costanzo, vescovo e martire, patrono di Perugia e dell’Archidiocesi, “fondatore” della comunità cristiana perugina (il suo martirio risale intorno all’anno 175 d.C.).

“Come far sì che la fede superi il drammatico divario con la vita? Come far si che la fede testimoniata di Costanzo ed Ercolano diventi cultura, modo di pensare e di agire e continui ad alimentare come sorgente d’acqua viva la nostra vita?”, ha chiesto il cardinale. “San Costanzo fu vera ‘sentinella’ della nostra città”, ha ricordato Bassetti, sottolineando che “anche oggi i cristiani, la comunità ecclesiale, hanno bisogno di essere sentinelle della propria fede”.

“La fede – ha aggiunto – ha bisogno di trovare comunità fervide, parrocchie vive, sotto la guida dei loro pastori; la fede ha bisogno di ‘testimonianze’ cristiane solide, e coerenti”. Ma “spesso – ha notato l’arcivescovo – invece di essere la sentinella e la custode dei nostri giovani, così problematici e pieni di interrogativi – penso, ad esempio, ai tanti ragazzi del dopo cresima – si addormenta e si spegne”. “Qualcuno – ha raccontato il cardinale – mi ha detto: ‘Lei sente la nostalgia dei giovani!’. No, correggo: avverto la nostalgia per qualcosa di più: la nostalgia per una Chiesa giovane!”.

Costanzo fu un giovane vescovo, premuroso verso gli “ultimi”, i più bisognosi e indifesi in un’epoca in cui i cristiani venivano perseguitati. Oggi più che mai la sua testimonianza di fede e di santità è di esempio soprattutto per le giovani generazioni.

 

COLLEVALENZA. INAUGURAZIONE DELLA CASA DI MADRE SPERANZA

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Giovedì 8 febbraio s’inaugura la Casa di Madre Speranza a Collevalenza.

Si tratta di un nuovo allestimento multimediale realizzato nelle stanze dove ha vissuto la fondatrice della Famiglia religiosa dell’Amore Misericordioso, arricchito da elementi inediti.

Un viaggio totalmente nuovo tra oggetti, documenti, testimoni e immagini mai viste prima che costituiscono un valore aggiunto importante di questo nuovo progetto.

Un percorso che si sviluppa per temi e propone al visitatore una ricerca attraverso elementi multimediali (musica, testimonianze filmate, immagini inedite di Madre Speranza) proposti con tecnologie che compongono una narrazione coinvolgente e al passo con le nuove concezioni espositive.

Il progetto, curato da Fogo Multimedia di Torino, favorisce un’esperienza immersiva, per coinvolgere i visitatori nella storia e nel mondo di Madre Speranza.

Giovedì 8 febbraio, festa liturgica della Beata Madre Speranza, è previsto alle ore 10 un incontro nell’Auditorium Giovanni Paolo II presso il Santuario nel quale interverranno il Superiore Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso, padre Aurelio Perez e la Superiora Generale delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, madre Speranza Montecchiani.

Segue la presentazione dell’allestimento multimediale da parte di Paolo Damosso di Fogo Multimedia, curatore del progetto.

“Abbiamo voluto dare il nome “Casa di Madre Speranza” e non museo – ricorda, tra l’altro, Paolo Damosso – perché questo non è un luogo che racconta qualcosa di passato, di finito e chiuso nella storia, ma al contrario un luogo aperto, vivo, che si propone di comunicare al cuore delle donne e degli uomini di oggi. Sotto questo aspetto l’uso della tecnologia è al servizio di questo obiettivo di conoscenza e coinvolgimento per far scoprire, in modo nuovo, la storia di una donna eccezionale con tutti i valori che ne conseguono, di grandissima attualità. Abbiamo cercato di valorizzare al massimo tutte le novità a disposizione nel desiderio che possa rappresentare la Casa di tutti”.

Il progetto ha avuto una lunga gestazione ed ha coinvolto tutta la Famiglia dell’Amore Misericordioso che crede molto nella funzione comunicativa e formativa della nuova Casa di Madre Speranza. Per questa ragione ha voluto mettere a disposizione elementi ad oggi mai visti dai pellegrini e visitatori.

A partire dal giorno 8 febbraio per i successivi tre giorni, fino a domenica 11, sono previste visite guidate da parte del team che ha curato l’allestimento.

Una scoperta per chi non conosce Madre Speranza e Collevalenza, un bel regalo a chi invece ha già avuto modo di incontrare e venire in contatto con questa realtà immersa tra le colline di Todi.

ASSISI. SCUOLA SOCIO-POLITICA AL VIA

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Sarà il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti a inaugurare il ciclo di lezioni della Scuola socio-politica “Giuseppe Toniolo” della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino che prenderà il via sabato 3 febbraio alle ore 18.00 all’Istituto Serafico di Assisi con una relazione del cardinale “Il lavoro: vocazione umana e dimensione spirituale”.

“In continuità con la 48° Settimana sociale di Cagliari, al centro del programma della Scuola di Formazione Socio Politica 2018 abbiamo voluto collocare il tema del lavoro – spiega la presidente della Scuola Francesca Di Maolo – . Il lavoro è espressione primaria della dignità della persona e ne consente la sua realizzazione personale e familiare, nonché la sua partecipazione alla vita sociale e alla costruzione del bene comune. Dalla Rerum Novarum di Leone XIII all’Evangelii Gaudium di papa Francesco, gli interventi della Chiesa hanno avuto sempre a cuore il lavoro e i lavoratori. La stessa Costituzione italiana pone il lavoro a fondamento della Repubblica, come principio di ciò che segue e ne dipende. Un lavoro per tutti, dunque, ma un lavoro decente: ‘libero creativo partecipativo e solidale’, per usare le parole di papa Francesco nell’Evangelii Gaudium”.

“La società in questi ultimi anni è stata travolta da tante urgenze in tema di lavoro. Pensiamo alla disoccupazione giovanile – spiega la Di Maolo – di quanti non riescono ad esprimere il proprio talento. Pensiamo all’angoscia di chi perde il proprio lavoro, alla sofferenza di chi è sfruttato e malpagato. Ci preoccupa il problema legato alla distanza tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. Se poi guardiamo alle nuove tecnologie e alla velocità dell’innovazione in ogni ambito produttivo gli interrogativi sui cambiamenti nel mondo del lavoro diventano ancora più incalzanti. E’ per questo che ci sembrava doveroso e necessario approfondire il tema del lavoro partendo dal Toniolo”.

Il ciclo di lezioni di quest’anno sarà caratterizzato da diversi momenti sia teorici con esperti e professori sia di ascolto di situazioni e casi concreti di realizzazione lavorativa. Tra i vari appuntamenti è previsto anche un approfondimento sulla crisi della Fascia Appenninica e sulle sue potenzialità. Inoltre verrà anche realizzato un evento in collaborazione con il progetto Policoro per affrontare la tematica dell’occupazione e disoccupazione giovanile.

STRONCONE. CELEBRAZIONI PER IL TRANSITO DEL BEATO ANTONIO VICI

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Presso il santuario del Beato Antonio Vici e dell’Ave Maria a Stroncone dal 4 al 7 febbraio si terranno le celebrazioni nel transito del beato Antonio Vici da Stroncone. La comunità dei Frati minori, l’ordine francescano secolare e l’associazione del santuario di San Francesco invitano tutti alla partecipazione.

4 – 5 – 6 febbraio triduo
ore 17.00 adorazione eucaristica
ore 18.00 celebrazione eucaristica presiede padre Giancarlo Lati, o.f.m. del convento Sacro Speco di Narni

Mercoledì 7 febbraio festa del transito del beato Antonio
ore 9.00 celebrazione eucaristica presiede padre Sergio Prina Cerai, o.f.m. parroco di Stroncone e Coppe
ore 11.00 celebrazione eucaristica presiede mons. Giuseppe Piemontese, o.f.m. conv.
ore 18.00 celebrazione eucaristica presiede padre Pietro Messa, o.f.m. professore alla pontificia università Antonianum