PERUGIA. AL VIA LA IV EDIZIONE DELLA “SETTIMANA DELLA SCUOLA”

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Dal 2016 l’Ufficio diocesano per l’educazione e la scuola di Perugia-Città della Pieve promuove, su incoraggiamento del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, la “Settimana della scuola”. La prima edizione, ricorda il direttore dell’Ufficio diocesano, il professor Luca Oliveti, «coincise con il “Giubileo della Scuola” nell’ambito del Giubileo straordinario della Misericordia; un’attenzione al mondo dell’istruzione da parte della nostra Chiesa confermata in occasione della recenteVisita pastorale del cardinale Bassetti riservata anche a diverse scuole di ogni ordine e grado. Sono stati incontri proficui, di ascolto e di dialogo, che hanno visto un ampio coinvolgimento di alunni, docenti, dirigenti, personale ATA e genitori, come le prime tre edizioni di questo significativo evento».

La IV edizione della “Settimana della Scuola” si tiene a Perugia, fino a sabato 16 marzo, nelle location del Centro Mater Gratiae di Montemorcino, del Teatro e Salone della Parrocchia di San Barnaba e presso il Centro congressi “A. Capitini”. In programma ci sono diversi incontri aperti a tutte le componenti scolastiche e validi anche per l’aggiornamento obbligatorio degli insegnati di religione cattolica.

«I temi, trattati da esperti, riguardano problematiche di grande attualità – evidenzia il direttore Oliveti – a cui la Chiesa dà il proprio contributo proseguendo una riflessione e un dialogo avviati da tempo». Tra le tematiche che saranno affrontate, annuncia il professor Oliveti, quelle delle «nuove tecnologie» che «impattano con la realtà della scuola, allargando la visuale e collegando velocemente con il mondo; e tuttavia, queste non possono sostituire il rapporto fra le persone, perché l’educazione è un processo di acquisizione di conoscenze e competenze, mediato dalla relazione fra docenti e studenti». Soprattutto, sostiene il direttore dell’Ufficio diocesano per l’educazione e la scuola, «la sfida educativa di oggi è cercare di vivere la pienezza dell’umano, attraverso lo sviluppo di un pensiero ricco, consapevole e critico, anche con il contributo della fede, è una sfida che coinvolge adulti e giovani insieme».

Alla “Settimana della Scuola 2019” si parlerà di “Bullismo e cyber bullismo”, ma anche della “relazione educativa” tra docente e discente nel contesto sociale di riferimento, con un’analisi approfondita delle difficoltà e delle opportunità (mercoledì 13, ore 15.30, “Sala Mons. Pagani” del Centro Mater Gratiae). A seguire (alle ore 18.30, sempre al Mater Gratiae) si terrà l’incontro e la cena riservati ai dirigenti scolastici degli Istituti statali e paritari con sedi nell’Archidiocesi perugino-pievese; occasione di dialogo per approntare anche nuove forme di collaborazione tra realtà diocesane impegnate e mondo scolastico. Appuntamento molto atteso e partecipato (come nelle prime tre edizioni) è il Concorso delle Corali scolastiche organizzato in collaborazione con l’Istituto musicale diocesano “G. Frescobaldi” (giovedì 14, alle ore 15.30, Centro Congressi “A. Capitini”). La giornata conclusiva (sabato 16, dalle ore 9.30 alle 18.30, presso il Teatro e il Salone della Parrocchia di San Barnaba) sarà dedicata alla formazione per tutti i docenti nell’“essere educatori al tempo delle biotecnologie”, con gruppi di studio e laboratori (al mattino). Seguirà (nel pomeriggio) l’incontro dal titolo: “Incarnare la santità nella vita e nel proprio ambiente di lavoro”, con riflessione teologica alla luce dell’esortazione apostolicaGaudete et exsultate. Al termine la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo delegato ad omnia mons. Paolo Giulietti, che concluderà la IV edizione della “Settimana della scuola”.

MONTEFRANCO. INCONTRO “OFFESA, FERITA, PERDONO”

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Le Pastorali giovanile e familiare dell’Archidiocesi Spoleto-Norcia invitano all’inocntro “Offesa, ferita, perdono – Cammini di ricomposizione interiore” condotto da Ignazio Punzi e Maria Letizia Lombardi. Si terrà il 16 e 17 marzo 2019 presso il Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR).

Amarezza, odio, rancore, senso di colpa, paura, vendetta: sono alcuni nomi della nostra prigione. Riconosciamolo: siamo tutti in qualche modo dei prigionieri feriti e doloranti. Portiamo le ferite della nostra storia di figli, di fratelli, di coniugi, di genitori, di amici o di colleghi. Ferite come conseguenza del male ricevuto ma anche del male dato, sia intenzionale che involontario. È il dolore provocato dalle delusioni, dai tradimenti, dagli abbandoni, dalle violenze; dal male per omissione, per incapacità o impossibilità degli altri di offrirci la vita che ci aspettavamo o nostra di offrirla per come altri si attendevano. Sul fondo delle nostre ferite giacciono dei grumi di energia vitale congelata, simili a legacci che rendono faticoso il nostro cammino. Il rancore, le ferite, il dolore e i sensi di colpa vivono in noi come tessere separate di un mosaico che non riesce a comporre il proprio disegno, unico, bello e conclusivo. Abbiamo allora bisogno di questa ricomposizione, c’è necessità di procedere verso un’armonia interiore che dia leggerezza al nostro passo, che ci faccia sentire meno frammentati e col cuore meno spaccato. Questo processo di ricomposizione lo chiamiamo Perdono.

Info e iscrizioni: suor Anna Maria Lolli (320-8071441).

ANCARANO DI NORCIA. PRESENTATO IL RESTAURO DEL CRISTO CROCIFISSO DI BENEDETTO DA MAIANO

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Mercoledì 6 marzo 2019 ad Ancarano di Norcia, presso la sala dei moduli abitativi, è stato presentato il restauro del Cristo Crocifisso di Benedetto da Maiano proveniente dalla chiesa della Madonna Bianca. L’intervento è stato eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze grazie al progetto di recupero delle opere d’arte mobili compromesse dai terremoti del 2016, realizzato in accodo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.
Alla presentazione del restauro sono intervenuti: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, la soprintendete Marica Mercalli, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno il direttore dell’Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, il restauratore Peter Stiberc.
Fino al 6 aprile verrà esposto nella Cattedrale di Spoleto, all’interno della Cappella delle Reliquie, e potrà così essere ammirata e offerta alla devozione dei fedeli della diocesi di Spoleto-Norcia. Poi, dal 7 aprile e fino al 14 luglio, il Cristo verrà esposto presso l’importante mostra “Verrocchio il Maestro di Leonardo” che si terrà al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
Don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, nel saluto iniziale ha parlato di “momento di festa e di speranza per la comunità”. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha detto che eventi come questo “sono delle iniezioni di speranza importante, ci dicono che è possibile ripartire dopo i terremoti grazie alla sinergia tra le persone e tra di esse e le istituzioni. Presentiamo questo restauro nel Mercoledì delle Ceneri, avvio della Quaresima: una coincidenza significativa che ci fa pensare all’umanità di Dio, che emerge chiaramente in questo bellissimo Crocifisso. Ora é qui, ma è senza casa, é profugo come tanti di voi a cui il terremoto ha tolto la casa, come quelle persone che tentano di rifugisrsi in altre terre a causa della guerra, alla ricerca di accoglienza e comunità. Così è per questo Cristo, che aspetta di essere nuovamente accolto nella chiesa della Madonna Bianca di Ancarano”.
La soprintendente Marica Mercalli ha definito il Cristo “un’opera di straordinaria importanza perché di Benedetto da Maiano, il quale ha realizzato un Cristo simile, quasi identico, conservato nella Cattedrale di Firenze. In Valnerina, infatti, nel ‘400, c’erano importanti contatti con la scuola fiorentina rinascimentale e questo Cristo lo testimonia. Oggi questo legame si rafforza grazie all’Istituto nazionale dell’Opificio delle Pietre Dure che ha sede nel capoluogo toscano e che ha curato il restauro. Far tornare queste opere a casa, anche se solo per poche ore, era un impegno voluto e mantenuto della Sovrintendenza e della Diocesi”.
Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure ha parlato di questa opera come di “un capolavoro assoluto, restaurato dal settore sculture lignee dell’Opificio. Come ente, ha detto, siamo sempre in prima fila dopo i terremoti per il restauro delle opere, è un dovere morale”.
Il restauratore Peter Stiberc ha illustrato le varie fasi del recupero e ha detto che “confronti tecnici e visivi, così come pure le radiografie, hanno dimostrato che il Cristo di Ancarano è quello di Firenze sono perfettamente sovrapponibili, dello stesso materiale, e quindi entrambi di Benedetto da Maiano”.
Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha detto che per noi “è emozionante che un’opera torni nel nostro territorio dopo il sisma. Tanta strada è ancora da fare e ne siamo consapevoli, ma ci impegneremo per riappropriarsi quanto prima di tutto il nostro patrimonio. Grazie all’Arcivescoco per aver permesso la mostra a Siena delle opere ferite: da allora molte opere sono in giro per musei e ciò consente a tanti di conoscere il nostro territorio”.

TERNI. FESTA DELLA FAMIGLIA

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Domenica 17 marzo 2019 a partire dalle 16.00 nella cattedrale di Terni si terrà la festa diocesana della Famiglia dal titolo: “In Gesù la famiglia ha un cuore giovane…che la sogna, la realizza, la vive”.
La festa è un appuntamento annuale che le famiglie cristiane vivono tra di loro e con il Vescovo per condividere e celebrare la fede nel Signore insieme.

“Quest’anno, in linea con l’attenzione ai giovani della Chiesa universale e della Chiesa diocesana – spiega il direttore dell’ufficio di pastorale familiare diocesano don Stefano Mazzoli – si è voluto guardare alla famiglia attraverso gli occhi dei giovani. Tre saranno le testimonianze che animeranno le festa: due giovani fidanzati che sognano e progettano la famiglia; una giovane coppia che ha realizzato da poco il sogno della famiglia anche con l’accoglienza di una nuova vita; due giovani che vivono la famiglia dalla prospettiva dei figli”.

Due gli invitati speciali: Padre Stefano Nava, frate minore che insieme ad una famiglia parlerà di come sia ancora oggi possibile amarsi e realizzare la famiglia in Dio, e Vittorio Gabassi che, insieme ad alcuni giovani, testimonierà con il canto la bellezza della fede e dell’amore.

Il gruppo dei ragazzi della Parrocchia di Valenza, che hanno vinto il contest giovani “Fatti sentire” nell’ambito musicale, organizzato in occasione delle iniziative per la Festa di San Valentino, cureranno l’accoglienza e l’animazione dei figli più piccoli delle famiglie che parteciperanno alla festa.

Il pomeriggio vivrà il suo culmine con la celebrazione della Messa presieduta dal Vescovo alle 18.30 come la stazione quaresimale. Alle famiglie partecipanti verrà consegnato un piccolo dono ricordo della festa.

SCELTO IL NUOVO SEGRETARIO DELLA CEU

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È monsignor Marco Salvi, da poco nominato vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il nuovo segretario della Ceu, la Conferenza episcopale umbra. La decisione è arrivata questo pomeriggio durante la riunione mensile della Ceu – alla quale ha partecipato anche Salvi – che si è tenuta al seminario regionale di Assisi. Ai lavori hanno partecipato il cardinale Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi della regione, che hanno dato il loro benvenuto a Salvi. Quest’ultimo, che riceverà l’ordinazione il 31 marzo ad Arezzo, è stato nominato anche presidente della rete del Musei ecclesiastici umbri. Il vescovo di Gubbio invece, monsignor Luciano Paolucci Bedini, è stato nominato delegato per le Comunicazioni sociali e per il Servizio del sovvenire.

Alla riunione ha partecipato anche monsignor Paolo Giulietti, da poco nominato arcivescovo di Lucca, al quale è andato il ringraziamento dei confratelli per il lavoro svolto nel corso degli anni come segretario della Ceu. Sempre rimanendo in tema di nomine, sono arrivate lunedì quelle che riguardano l’Agesci, cioè l’Associazione guide e scout cattolici italiani: assistente ecclesiastico regionale sarà padre Damiano Romagnolo, per la zona Monti Martani don Lucian Afloarei, della diocesi di Terni-Narni-Amelia e, infine, per la Branca Rs don Marco Crocioni, sempre della Chiesa ternana.

Nel corso della riunione di lunedì si è parlato anche di uno degli appuntamenti più importanti della Chiesa umbra per quanto riguarda il 2019, cioè l’Assemblea ecclesiale regionale che si terrà a Foligno il 18 e il 19 ottobre. Il titolo scelto è «Perché la nostra gioia sia piena: l’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra», e al riguardo il presidente della Ceu Renato Boccardo ha sottolineato che «i vescovi sono stati informati sul percorso di preparazione dell’Assemblea che entra in Quaresima nella fase operativa a livello diocesano e parrocchiale. Sulla base dell’instrumentum laboris le diverse entità ecclesiali sono chiamate a leggere la realtà delle nostre Chiese locali. È importante che questo momento non si riduca a un’operazione tecnico statistica, ma diventi un vero e proprio itinerario di conversione pastorale e di maturazione spirituale verso la Pasqua, fatto di ascolto della Parola, di dialogo fraterno, di discernimento e di preghiera».

PERUGIA. VISITA DEL VESCOVO DI ZOMBA

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Nei primi giorni di marzo è giunto in visita a Perugia mons. George Tambala, vescovo della Diocesi di Zomba, già capitale del Malawi, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Questa visita è coincisa con il 40° anniversario dell’inizio del rapporto di amicizia solidale Perugia-Zomba, nato con l’allora parroco di Ponte Felcino, don Gino Vicarelli, grande amico di padre Aristide Stefani, missionario Comboniano in Malawi. In seguito questo rapporto – grazie all’impegno di un altro sacerdote perugino particolarmente sensibile alla “Chiesa in missione”, mons. Remo Bistoni – si è trasformato in un proficuo gemellaggio tra le due Diocesi, che va avanti da 36 anni. Mons. Bistoni si prodigò molto per la nascita dell’associazione “Amici del Malawi” Onlus, una fattiva realtà che conta numerosi soci oggi guidata da un giovane sacerdote, don Marco Briziarelli.

La finalità principale di quest’associazione è quella di portare avanti i progetti di cooperazione internazionale per lo sviluppo umano della comunità diocesana di Zomba in alcuni ambiti fondamentali della società del Malawi, quali l’educazione e la scolarizzazione, la formazione e l’avviamento alle professioni dei giovani, l’agricoltura e la sanità. Settori per i quali da oltre un quarto di secolo gli “Amici del Malawi”, con il fondamentale coinvolgimento delle Istituzioni civili (in primis la Regione) e di realtà imprenditoriali umbre, stanno portando avanti realizzando periodicamente progetti specifici. Si tratta di un aiuto concreto a una popolazione che vuole sentirsi non abbandonata, ma sostenuta umanamente, oltre che materialmente, nel suo percorso di sviluppo. Per questo da alcuni anni, nel periodo estivo, sono molti i giovani delle parrocchie perugine che vanno a fare esperienza di volontariato a Zomba, attraverso il progetto “GiovaniInMissione”, vivendo la realtà di “Casa Perugia”, luogo di accoglienza per tanti professionisti che mettono volontariamente la loro esperienza a disposizione della popolazione locale in diversi settori, soprattutto agricolo e sanitario.

Mons. George Tambala, accolto in un clima di grande amicizia e stima, è giunto a Perugia per esprimere la riconoscenza della sua comunità per il prosieguo dell’impegno degli amici perugini, soprattutto per approntare nuovi progetti attraverso i quali è la Chiesa di Perugia-Città della Pieve a ringraziare il Malawi per l’opportunità datale nel mettere in pratica gli insegnamenti della condivisione cristiana che sono alla base del Vangelo della Carità. Oltre ad incontrare il cardinale Gualtiero Bassetti, il vescovo di Zomba ha fatto visita alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Andrea Romizi, ad alcune comunità parrocchiali perugine, tra cui la parrocchia di Santo Spirito, concelebrando con il presidente onorario degli “Amici del Malawi”, mons. Saulo Scarabattoli, e la chiesa di San Severo dove ha concelebrato con mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, per l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Varie sono le parrocchie che si sono distinte in questi primi 40 anni di rapporto di amicizia. Accompagnato dal presidente degli “Amici del Malawi” don Marco Briziarelli e da alcuni membri del Consiglio dell’associazione, mons. Tambala ha fatto visita al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi e a luoghi in cui viene quotidianamente praticato il Vangelo della Carità, gli Empori Caritas. Inoltre, nel recarsi a Ponte Felcino, dove nacque 40 anni fa il rapporto di amicizia Perugia-Zomba, dopo la celebrazione della messa con il parroco mons. Alberto Veschini, il vescovo del Malawi ha fatto visita agli immigrati ospitati presso il locale Ostello.

PERUGIA. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

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“La Quaresima rischia di diventare un tempo debole, rispetto agli interessi delle persone che sono ben altro dei richiami della Parola di Dio e della Chiesa”. Lo ha detto, ieri sera, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa del Mercoledì delle Ceneri celebrata in cattedrale, insieme ad un gruppo di giovani sacerdoti provenienti da tre continenti. “Questi sacerdoti, ospiti della nostra comunità per apprendere la lingua italiana – ha commentato –, sono testimoni di una Chiesa giovane a cui affidiamo le nostre speranze”.

Il rito delle ceneri esprime “certamente penitenza e domanda di perdono, ma soprattutto dimostra una cosa così semplice e chiara: siamo polvere, siamo cioè tutti deboli e fragili – ha osservato il porporato -. Quest’uomo, che si innalza e si sente potente (e ognuno di noi ha i suoi modi per innalzarsi), domani non sarà più nulla. Quest’uomo, diciamo pure questa nazione che si innalza e si sente forte e sfodera armi e denaro, rischia domani di sentirsi terribilmente debole. Siamo tutti polvere nonostante la nostra superbia e la cenere sul capo ce lo ricorda”.

“Il segno delle ceneri – ha aggiunto il cardinale – è certamente un segno austero come è il tempo quaresimale, ma ci è dato per aiutarci a vivere meglio e a farci capire quanto è grande l’amore di Dio, che si lega alla nostra fragilità e debolezza. E proprio a noi deboli e fragili Dio ha affidato il dono della pace, perché la viviamo, la custodiamo, la difendiamo e la costruiamo. In troppe parti del mondo la pace è quotidianamente offesa. Quanti popoli schiacciati dalla violenza, dalla fame, dai soprusi di ogni genere; quanti poveri alzano al cielo le loro mani vuote e invocano giustizia!”.

“Il Signore ha preso la polvere che noi siamo per farci ‘ambasciatori’ di pace e di riconciliazione. Noi cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle di pace nei luoghi in cui viviamo e operiamo – ha concluso il card. Bassetti -. Ci è chiesto di vigilare per non cedere alle tentazioni dell’egoismo, della menzogna e della violenza. Il digiuno e la preghiera ci renderanno sentinelle attente e vigili perché non vinca in noi il sonno della rassegnazione al male, che ci fa ripiegare su noi stessi e sui nostri egoismi”.

ASSISI. IL RE DI GIORDANIA ALLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

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Sua Maestà il Re di Giordania, Abdullah II, farà visita, accompagnato da Sua Maestà la Regina di Giordania, Rania, alla Basilica di San Francesco d’Assisi il prossimo 29 marzo per ricevere in dono, dai frati del Sacro Convento, la Lampada della pace di San Francesco per “la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse e l’accoglienza dei rifugiati “. All’incontro di Assisi saranno presenti anche la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, ha sottolineato che la lampada di San Francesco verrà consegnata dal Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, a Sua Maestà il Re Abdullah II che “in Medio Oriente e in tutto il mondo ha distinto sé stesso e il Regno Hascemita di Giordania attraverso la sua azione e il suo impegno tesi a promuovere i diritti umani, l’armonia tra fedi diverse, la riforma del sistema educativo e la libertà di culto, e allo stesso tempo ha dato ospitalità e un rifugio sicuro a milioni di rifugiati. Queste sono le ragioni per le quali abbiamo deciso di premiare Sua Maestà con la Lampada della Pace”.

Durante la conferenza stampa di presentazione è stato annunciato dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, il cartone animato sul Santo di Assisi che andrà in onda sulle reti Rai.  “Un film d’animazione per ragazzi e famiglie, con attenzione particolare al pubblico che va dai 7 ai 14 anni – ha dichiarato il direttore Luca Milano -. Il film parte dall’incontro avvenuto nel 1219, ottocento anni fa, tra san Francesco e il Sultano d’Egitto. Da lì a ritroso, il film d’animazione presenta i momenti essenziali della vita del Santo di Assisi ai ragazzi d’oggi. Il film, avviato in produzione da Rai Ragazzi con uno studio di animazione torinese, sarà pronto per la trasmissione sulle reti Rai a fine 2019 e verrà quindi distribuito internazionalmente”.

TERNI. CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDÌ DELLE CENERI

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Mercoledì 6 marzo febbraio, inizio del tempo di Quaresima, periodo penitenziale verso la celebrazione della Pasqua, il vescovo mons. Giuseppe Piemontese ha presieduto la celebrazione con il rito della benedizione e imposizione delle Ceneri nella Cattedrale di Terni alle ore 18.30, con i sacerdoti e i fedeli della Comunità pastorale della Cattedrale.

Nella liturgia che caratterizza il primo giorno di Quaresima, il vescovo sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronare il fedele all’impegno penitenziale della Quaresima. Il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima prepara all’evento della Risurrezione attraverso la penitenza, il rinnovamento interiormente, la conversione.

“La Chiesa, in questo “tempo favorevole” ci propone e aiuta ad iniziare da capo – ricorda il vescovo nella sua lettera alla comunità diocesana per la Quaresima -. Per la società odierna, noi compresi, che tendiamo a sentirci e a comportarci come immortali, è quanto mai opportuno che la Chiesa, con il tempo liturgico della Quaresima, ci ricordi quale sia la nostra condizione, che benché indulga a manie di potenza, è impregnata di caducità e solo andando dietro Gesù Salvatore si può trovare consistenza e vita. Essa è un cammino, che partendo dal deserto delle tentazioni, e passando dal monte della trasfigurazione, conduce al monte della crocifissione e della Risurrezione”.

Di seguito l’omelia di mons. Giuseppe Piemontese:

Ricominciamo “da capo”
La nostra società conosce due modalità principali del tempo: lavoro – svago.
Lavoro che è sinonimo di fatica, generalmente costrizione, disagio… è il prezzo che si deve pagare per vivere o sopravvivere in attesa dello svago, divertimento, vacanza,
Il senso vero del lavoro e della festa purtroppo è nascosto e coperto dalla logica mondana e dalle manifestazioni amplificate e incentivate proposte dai media con la continua riproposizione e organizzazione di sagre, mascherate, carnevale, halloween, sfilate varie, vacanze invernali, pasquali, estive. Ogni occasione con i suoi riti e liturgie più o meno ripetuti e irriverenti.

Il tempo della Chiesa è tempo di Dio, per Dio, durante il quale l’uomo trova realizzazione, pienezza di vita nel senso più ampio, gioia. Un tempo che ripercorre la storia della salvezza, un tempo nel quale la comunità ed ogni singola persona si appropria della sua umanità, trasformata da Cristo e dal suo mistero di incarnazione, morte e risurrezione, disteso e trascorso nella storia.
Un tempo caratterizzato non tanto dalla allegria sguaiata, ma caratterizzato da gioia profonda, pensieri, sentimenti, memoria, attesa, compassione, pentimento, veglia, fraternità, convivialità, festa, eucarestia. Caratteristiche che si esplicitano in gesti, ritualità, canti, liturgie secolari simboliche e coinvolgenti persone e comunità, esteriorità e interiorità.

Inizia la Quaresima, con il rito delle ceneri: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
Certamente ognuno di noi tende a sentirsi e a comportarsi come immortale e non è male che in qualche occasione ci si ricordi che la realtà non segue i nostri sogni. Ma il senso del rito celebrato in chiesa ha tutta un’altra portata.
Ritorniamo al racconto della creazione di Adamo, quando Dio prese della polvere della terra, la plasmò e con il suo soffio la rese essere vivente. Nel salmo 50 si dice che Dio gradisce un cuore contrito. Il termine contrito, dal latino conterere, (stritolare, consumare spiaccicati, triturati.) allude proprio a questo rendere polvere il cuore. Quando ci sentiamo afflitti, quando subiamo un’offesa o un’ingiustizia, quando subiamo una prova, senza ribellarci o adirarci, è come se il nostro cuore venisse pestato fino ad essere ridotto in polvere. È reso polvere quando non ha più diritti da avanzare, da rivendicare. Allora, come polvere della terra, Dio lo può plasmare di nuovo e il nostro cuore rinasce come essere nuovo, capace di sentimenti nuovi, più umani e divini allo stesso tempo.
È il senso appunto della penitenza quaresimale: riconsegnare il nostro cuore a Dio perché possa essere di nuovo modellato da Lui; lasciandoci plasmare dalla Parola, ascoltata nella preghiera, da una vita sobria, da relazioni rinnovate da Cristo con la grazia della sua passione, morte e risurrezione.
E’ il senso del cammino quaresimale, che inizia oggi e colma il nostro cuore di gioia e di speranza per la rinnovata vittoria di Cristo e nostra con Cristo sul peccato e sui tentacoli della morte.
La liturgia segna il cammino della conversione personale e comunitaria, quotidianamente; soprattutto la domenica lasciamoci ammaestrare per essere forti nella lotta quotidiana contro il peccato e il male.
Le armi per vincere sono quelle della tradizione, richiamate da Papa Francesco nel suo massaggio per la quaresima 2019:
“La Quaresima chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”

L’attualità della quaresima di quest’anno richiama la nostra chiesa diocesana, coinvolta nella visita pastorale, ma anche nel confronto con la missione-giovani, all’accoglienza delle consegne del sinodo dei vescovi su “I giovani la fede e il discernimento vocazionale”. L’assemblea diocesana di domenica scorsa ci ha riproposto l’urgenza di prendere consapevolezza di essere Chiesa Madre nella cura e nell’accompagnamento delle giovani generazioni.

Quest’anno, in comunione con le Diocesi dell’Umbria, vogliamo dare corpo alla sinodalità delle nostre Chiese per preparare l’Assemblea Ecclesiale di ottobre p.v. sul tema “Perché la nostra gioia sia piena. L’annuncio di Gesù Cristo nella terra umbra”. In un tempo di scristianizzazione e di indifferenza vogliamo lasciarci afferrare da Cristo, morto e risorto, per riconoscere le piaghe degli uomini contemporanei e annunciare in forma nuova il Vangelo mutuando l’entusiasmo e lo stile dei nostri santi fondatori e particolarmente dei santi Benedetto e Francesco.
Proprio in tema di missione, vogliamoaccogliere l’esortazione di san Paolo, nella seconda lettura, ad essere collaboratori di Dio, collaboratori al mistero della riconciliazione perché gli uomini possano fare esperienza dell’amore di Dio, della riconciliazione, testimoniata da noi, nel tempo favorevole.