SPOLETO-NORCIA. LA QUARESIMA DI CARITA’

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Il 6 marzo è il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni), giorno di avvio della Quaresima, ossia del tempo forte che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento. L’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo presiederà la liturgia del Mercoledì delle Ceneri alle ore 21.00 nella Basilica Cattedrale di Spoleto.

Il digiunola preghieral’elemosina sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima.

Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Afferma papa Francesco che esso «costituisce un’importante occasione di crescita perché ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame.

La Quaresima è tempo privilegiato per la preghiera. S. Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi».

Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle Diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Secondo papa Francesco, «l’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».

A tal proposito la Caritas della Chiesa locale propone due momenti in cui tutte le comunità parrocchiali raccoglieranno offerte e prodotti alimentari in favore della Caritas diocesana e della Mensa della Misericordia: il Mercoledì delle Ceneri (6 marzo) e la I Domenica di Quaresima (10 marzo). Nelle altre Domeniche di Quaresima ogni Pievania o parrocchia è chiamata a compiere gesti di generosità verso i bisogni locali.

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