ERMANNO VENTURA E’ IL NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI MCL

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L’avvocato ternano Ermanno Ventura, 54 anni, già riconfermato nei giorni scorsi alla guida dell’Mcl di Terni è il nuovo Presidente dell’Unione regionale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Umbria. E’ stato eletto per acclamazione al Congresso regionale svoltosi a Città della Pieve lo scorso 7 dicembre. Entrerà di diritto nel Consiglio Generale del MCL. Con lui sono stati eletti i venti componenti dell’assemblea regionale in rappresentanza di tutti i circoli territoriali nonché i membri del Comitato esecutivo regionale. Alla Vice presidenza è stata chiamata Caterina Grifoni, presidente provinciale MCL di Perugia; segretario sarà invece Daniele Alcidi. In qualità di Amministratore è stata nominata Nadia Pazzaglia. Componente del consiglio Bruno Cini.
Ventura ha incentrato la sua relazione regionale su tre pilastri: lavoro, giovani e famiglia, inquadrando gli stessi nel contesto sociale ed economico di “un’ Umbria in evidenti difficoltà economiche e valoriali”. La relazione di Ventura è infatti partita da un approfondito quadro economico, nazionale e umbro, dal quale sono emerse le difficoltà delle famiglie nel poter assicurare un presente e un futuro dignitoso ai propri figli. “Si è perso il lavoro e si stanno perdendo le speranze” ha detto nella sua relazione il neo presidente dell’Mcl Umbria.“Pur vivendo e operando in una Regione che potremmo definire culla della civiltà cattolica per gli esempi e gli insegnamenti lasciatici da giganti della fede come San Francesco, San Benedetto, Santa Scolastica, San Valentino e Santa Rita, la comunità regionale sembra essersi avvitata in una crisi identitaria dettata da influenze esogene, ma anche da scelte amministrative interne figlie anzitutto di un miope allontanamento dai valori cristiani, frutto di questa terra generosa, messi all’angolo da minoranze agguerrite ed auto referenziali. Viviamo dunque nell’emergenza e nell’urgenza – ha proseguito Ventura – di portare con convinzione e decisione il nostro contributo al ripristino dei valori fondanti dell’identità cristiana e delle radici storiche e culturali della nostra regione. L’umiltà e la condivisione, il lavoro e la costruzione di un orizzonte aperto, la famiglia: sono questi i confini di un terreno oggi indurito, quasi inaridito, nel quale si fanno sempre più evidenti tracce di zizzania che dovremo invece, con la nostra semina, trasformare in grano buono per le generazioni di oggi e per quelle a venire. E non sarà più sufficiente seminare parole. La retorica è acqua avvelenata, buona, appunto, per la zizzania. Occorreranno, piuttosto, azioni concrete per produrre interventi operativi a sostegno della famiglia che merita di riguadagnare il ruolo centrale nella società; dei giovani, i quali dovranno poter riconquistare le chance per una piena partecipazione alla vita del Paese; e, infine, del nostro modo di intendere il lavoro, non fine ma mezzo di crescita personale e condivisione sociale”.
In conclusione Ventura ha posto di fronte all’assemblea degli iscritti Mcl dell’Umbria anche un orizzonte politico citando Papa Paolo VI (“la politica è la più alta forma di carità”) e Papa Francesco (“Tante volte abbiamo sentito dire: Un buon cattolico non si immischia in politica; questo non è vero, quella non è una buona strada. Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”). “A proposito di azioni concrete e operative da mettere in campo – ha concluso Ventura – i mesi che caratterizzeranno questo nuovo mandato regionale saranno segnati da un’intensa stagione elettorale che non potrà più vedere esclusi o relegati in posizioni marginali i secolari e condivisi principi non negoziabili dei cattolici. L’operato dell’Unione regionale del nostro Movimento dovrà necessariamente essere di supporto a chi, in prima linea, con fede, coraggio, onestà e dedizione intenderà restituire solare rappresentanza alla Dottrina Sociale della Chiesa, unico contesto credibile e percorribile per continuare a dare un futuro degno di essere vissuto alle presenti e alle nuove generazioni”.

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