PERUGIA. I DATI DELL’OSSERVATORIO CARITAS

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Oltre un migliaio di persone ha bussato lo scorso anno alla porta del Centro di ascolto diocesano della Caritas di Perugia-Città della Pieve per chiedere aiuto. Tre quarti di loro avevano un’età compresa tra i 35 e i 44 anni ed erano prevalentemente stranieri provenienti da Marocco, Ecuador, Nigeria, Albania e Camerun. È questa la fotografia che emerge dal terzo Rapporto sulla povertà nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve dal titolo “Contrasto alla povertà.

L’impegno della Caritas”, curato dall’Osservatorio sulle povertà e l’inclusione sociale della Caritas e presentato a Perugia dal direttore della Caritas diocesana, Giancarlo Pecetti, e dall’economista Pierluigi Maria Grasselli, direttore dell’Osservatorio. In base ai dati pubblicati nel Rapporto, tra il 2014 e il 2017 si è registrato un aumento marcato della quota degli stranieri, con il peso degli italiani che nel 2017 si attesta al 25,9% (dato nettamente inferiore al 42,8%, stimato da Caritas per l’Italia nel 2016). Al riguardo, si tenga conto dell’intenso afflusso di migranti in Umbria e in particolare a Perugia (con una percentuale di stranieri su residenti rispettivamente di 10,9% ed 11,2% contro l’8,3% nazionale). Rispetto al genere, gli utenti italiani si dividono per circa la metà tra maschi e femmine, mentre tra gli utenti stranieri prevalgono le femmine (61,5%).

Pressoché un quarto degli utenti del Centro di ascolto di Perugia è costituito da giovani, appartenenti alla classe 19-24 anni, e soprattutto alla classe 25-34 anni. Se si distingue in base alla cittadinanza, gli italiani mostrano una chiara prevalenza nelle classi da 45 anni e oltre, mentre gli stranieri nella 25-34 anni, e soprattutto nella 35-44 anni. Sotto il profilo professionale, nel 2017 prevale nettamente tra gli utenti la condizione di disoccupato in cerca di prima/nuova occupazione (64,5%). Seguono quella di occupato (13,3%) e quella di pensionato (5,7%). Tra gli stranieri si registra la maggior rilevanza, assoluta e relativa, di occupati e soprattutto di disoccupati, e invece, per gli italiani, di inabili al lavoro e di pensionati. Nel triennio 2015-2017, le macrovoci di bisogno hanno riguardato, nell’ordine, problemi di occupazione/lavoro, economici/di povertà e abitativi. Nel 2017 i problemi abitativi hanno pesato per il 23,7%, quelli di lavoro per il 75,5%, quelli economici per il 71,5%. Nel triennio è cresciuto fortemente il problema abitativo e si è ridotta l’iniziale prevalenza dei problemi di lavoro su quelli economici. Tra gli interventi realizzati dalla Caritas diocesana per fronteggiare i bisogni e le richieste degli utenti, si segnala l’espansione rilevata nel triennio 2015-2017 dei servizi di alloggio, dei servizi e beni materiali, delle consulenze professionali, della sanità. A questo va aggiunto un aumento significativo dell’attività di ascolto (+18,7% nel 2017).

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