TERNI. SANTA MESSA IN APERTURA ANNO SCOLASTICO

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All’inizio del nuovo anno scolastico, il vescovo Giuseppe Piemontese ha celebrato la messa per tutti gli studenti, insegnanti e operatori nel mondo della scuola nella festività di san Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti e degli esaminandi, nella chiesa di San Francesco a Terni. La celebrazione, per il primo anno proposta al mondo della scuola cittadino, organizzata dal servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi, è stata animata dal giovane coro della parrocchia di San Francesco ed è stata concelebrata dai sacerdoti responsabili della pastorale giovanile, vocazionale e dei gruppi giovanili di alcune parrocchie. Alla celebrazione ha preso parte l’assessore alla Scuola del Comune di Terni, Valeria Alessandrini.

“Questa sera sperimentiamo un misto di gioia e soddisfazione per ritrovarci fra amici – ha detto il Vescovo – abbiamo sentimenti di gratitudine e speranza perché il futuro si apre ai nostri cuori e alle nostre esistenze. I cristiani sanno di non poter fare nulla senza Dio quindi lo Spirito santo illuminerà le menti di ognuno di noi, dei componenti di una scuola, di una classe, scuola che io definirei con un alcune parole:la scuola come comunità di persone dove ci si educa a vicenda. C’è chi insegna e chi apprende, ma tutti insegniamo e apprendiamo contemporaneamente, certo i ruoli sono diversi. La scuola è anche una famiglia dove si impara a relazionarsi con persone strane, non con persone dello stesso sangue, come avviene in casa, ma persone strane che però costituiscono una stessa famiglia dopo  un anno, due anni, cinque anni, voi capite che le relazioni sono intense e diventano famigliari. La scuola, allo stesso tempo – ha aggiunto ancora Mons.Piemontese – è una palestra dove si fa attività sportiva, educazione fisica, ma soprattutto, una palestra dove si ricerca la verità, il sapere, la scienza. La scuola è una casa dove si impara a vivere perché se tutto non ha questo obbiettivo, allora è inutile.Si impara a vivere. Tutto questo, cari amici, da cristiani”.

Il vescovo ha poi citato San Paolo:”se io fossi uno scienziato, se io conoscessi tutti i misteri della vicenda umana, se anche io avessi una fede grandissima, ma non avessi la carità, non ho niente, non ho fatto niente. E se io anche parlassi tutte le lingue, ma non avessi la carità sarei come un cembalo che  suona, un bronzo, una campana stonata. Perché al centro di tutto ci sono l’amore e la carità. L’amore-carità. Questo alla scuola del Signore e nella scuola che avete appena iniziato. E questa scuola San Paolo la descrive così: la carità è paziente, la pazienza dello studio, la pazienza nei confronti degli amici, dei genitori e dei genitori verso i figli. La pazienza non manca di rispetto, non si adira, non tiene conto del male, non gode dell’ingiustizia, tutto copre, tutto crede, tutto sopporta, tutto spera. Io mi auguro che alla fine dell’anno possiate dire che siete cresciuti nell’amore-carità”.

Mons.Piemontese poi ha parlato di San Giuseppe da Copertino: “Oggi è la festa di San Giuseppe da Copertino, è stato un ragazzo sfortunato, con difficoltà ad apprendere, ma con grande volontà di raggiungere l’obbiettivo della sua vita, diventare francescano e diventare sacerdote. Tutti lo mettevano da parte perché non riusciva a studiare. Poi, però, per lui gli esami sono stati una passeggiata, studiava notte e giorno e alla fine è diventato consigliere di papi e cardinali. Aveva raggiunto la sintesi amore-carità.

Nonostante le sue difficoltà nello studio il suo culto si è diffuso in tutto il mondo. E’ il patrono degli aviatori, degli studenti in difficoltà, soprattutto degli esaminandi. A San Giuseppe è legata anche una importante città americana. La città di Copertino, in California, nella Silicon Valley, dove ci sono le industrie più grandi, dalla APPLE in giù. Può essere un caso, ma si chiama Copertino.”

“L’augurio è che ognuno di voi  – ha concluso Mons. Piemontese – possa essere soddisfatto e felice nella scuola. Possa dare il massimo per raggiungere gli obbiettivi possibili, crescendo come Gesù: età, sapienza e grazia. Nella sintesi dell’amore-carità”.

 

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