PERUGIA. PROGETTO “MANGIARE E’ UN DIRITTO E UN ATTO AMBIENTALE. NON SPRECARE E’ UN DOVERE”

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All’annuale festa di fine estate dei volontari impegnati nei servizi della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, tra cui i quattro “Empori della solidarietà”, in programma sabato 15 settembre (dalle 17.30 fino a dopocena) al “Villaggio della Carità” (via Montemalbe 1, zona via Cortonese di Perugia), sarà presentato il nuovo progetto “Mangiare è un diritto e un atto ambientale. Non sprecare è un dovere”. Si tratta di un’iniziativa promossa della stessa Caritas con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il cui obiettivo – si legge in una nota – è quello di “affrontare i problemi della povertà e delle eccedenze alimentari e aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini su questi temi”.

“Il fenomeno di insicurezza alimentare di cui soffre una parte della popolazione – prosegue la nota – va di pari passo non solo con lo spreco alimentare, ma anche con la sovrapproduzione e l’eccesso di offerta da parte delle imprese (eccedenze). Nel contempo, sempre di più, lo spreco alimentare assume rilevanza su questioni non solo di natura etica, ma anche economica, sociale e ambientale”. “Per questo è indispensabile – spiegano i responsabili del progetto Caritas – avviare un’attività di promozione del consumo responsabile finalizzato al contrasto dello spreco alimentare domestico”.

Il progetto prevede l’utilizzo di un automezzo coibentato e refrigerato, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, con cui sarà effettuato il recupero delle eccedenze alimentari (presso aziende produttrici, Ho.Re.Ca., Gdo, punti vendita di generi alimentari, mense collettive, ecc.) e la successiva distribuzione gratuita alle persone bisognose.

Inoltre, la Fondazione di carità San Lorenzo, ente operativo della Caritas diocesana, sarà impegnata nel progetto i-REXFO (Increase in the Reduction and Recovery of Expired Food) che “vuole dimostrare la fattibilità, la sostenibilità e la riproducibilità di un modello integrato che coinvolga due filiere, quella della riduzione delle eccedenze alimentari e quella della valorizzazione energetica degli scarti alimentari attraverso la produzione di biogas e la successiva distribuzione di una quota degli utili per la sostenibilità del progetto in un’ottica di economia circolare”.

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