L’ESORTAZIONE APOSTOLICA “GAUDETE ET EXSULTATE”

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“Non aver paura” della “santità della porta accanto”. È l’imperativo che fa da sfondo alla terza Esortazione apostolica di Papa Francesco – dopo l’Evangelii Gaudium e l’Amoris LaetitiaGaudete et Exsultate, resa pubblica ieri. I santi non sono solo quelli già beatificati e canonizzati, ma il “popolo” di Dio, cioè ognuno di noi, chiamato a vivere la santità come un itinerario fatto di “piccoli gesti” quotidiani.

Il titolo “Gaudete et exsultate”, “Rallegratevi ed esultate”, ripete le parole che Gesù rivolge “a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua”. Nei cinque capitoli e le 44 pagine del documento, il Papa segue il filo del suo magistero più sentito, la Chiesa prossima alla “carne di Cristo sofferente”. I 177 paragrafi non sono, avverte subito, “un trattato sulla santità con tante definizioni e distinzioni”, ma un modo per “far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità”, indicando “i suoi rischi, le sue sfide, le sue opportunità” (n. 2).

Prima di mostrare cosa fare per diventare santi, Francesco si sofferma nel primo capitolo sulla “chiamata alla santità” e rassicura: c’è una via di perfezione per ognuno e non ha senso scoraggiarsi contemplando “modelli di santità che appaiono irraggiungibili” o cercando “di imitare qualcosa che non è stato pensato” per noi (n. 11). “I santi che sono già al cospetto di Dio” ci “incoraggiano e ci accompagnano” (n. 4), afferma il Papa. Ma, soggiunge, la santità cui Dio chiama a crescere è quella dei “piccoli gesti” (n. 16) quotidiani, tante volte testimoniati “da quelli che vivono vicino a noi”, la “classe media della santità” (n. 7).

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