ASSISI. SEMINARIO CEI: “INIZIAZIONE CRISTIANA: UN PERCORSO INCLUSIVO”

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Un’occasione per riflettere sull’iniziazione cristiana delle persone disabili e per conoscere le pratiche realizzate nelle varie diocesi. Con questi obiettivi è stato organizzato ad Assisi, il 27 e il 28 aprile, il seminario nazionale, a cura del Settore Cei per la catechesi delle persone disabili. “Iniziazione cristiana: un percorso inclusivo” sarà il tema degli incontri.

L’iniziativa si svolgerà a distanza di 14 anni dalla pubblicazione del documento “L’iniziazione cristiana alle persone disabili” e di 4 dal seminario su “catechesi e disabilità”. Ad aprire gli appuntamenti nel pomeriggio del 27 aprile sarà la lectio divina di padre Giulio Michelini, alla quale seguirà la relazione sui cinque sensi per essere iniziati alla fede di padre José Tolentino Mendonça. Entrambi hanno predicato gli esercizi spirituali per Papa Francesco. In serata, sarà inaugurata la mostra “O tutti o nessuno! Alcuni strumenti pastorali inclusivi” e si apriranno gli atelier sensoriali sulle buone prassi nell’iniziazione cristiana sperimentate nelle diocesi. “Non solo laboratori. Attraverso i cinque sensi faremo esperienze che aiuteranno noi a cambiare, a rimetterci in discussione”, spiega suor Veronica Donatello, responsabile nazionale del Settore.

L’indomani mattina mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e delegato per la catechesi in Umbria, presiederà una Messa. Al termine, Enzo Biemmi, coordinatore dell’Ufficio catechistico nazionale, farà il punto su “iniziazione cristiana, comunità, inclusione”. Le riflessioni continueranno con una tavola rotonda su “un’iniziazione cristiana inclusiva” con mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, e alcune voci dalle comunità. Concluderanno l’iniziativa gli interventi di mons. Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, e di suor Donatello. “Si tratta di un percorso – spiega quest’ultima – che può essere inclusivo se tutti facciamo squadra, se ognuno con i suoi doni e le sue capacità partecipa. L’invito è rivolto ai responsabili dei settori, alle associazioni e ai movimenti, alle congregazioni che da anni operano in questo ambito”.

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