PERUGIA. SOLENNITA’ DEL SANTO PATRONO COSTANZO

 

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“Purtroppo oggi da tanti il Vangelo è ridotto ad opinione; se volete, una delle tante proposte etiche di questo tempo. Si sottolinea un divorzio fra fede e cultura, quando si afferma che altro è la fede, altro è la vita; altro è il Vangelo e altro è il modo di pensare e di operare del mondo, a cui si dà quasi sempre ragione. Se questa è la mentalità corrente, fratelli e sorelle, allora, è davvero necessario ritornare alle nostre radici”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nel corso della concelebrazione eucaristica per la festa di san Costanzo, vescovo e martire, patrono di Perugia e dell’Archidiocesi, “fondatore” della comunità cristiana perugina (il suo martirio risale intorno all’anno 175 d.C.).

“Come far sì che la fede superi il drammatico divario con la vita? Come far si che la fede testimoniata di Costanzo ed Ercolano diventi cultura, modo di pensare e di agire e continui ad alimentare come sorgente d’acqua viva la nostra vita?”, ha chiesto il cardinale. “San Costanzo fu vera ‘sentinella’ della nostra città”, ha ricordato Bassetti, sottolineando che “anche oggi i cristiani, la comunità ecclesiale, hanno bisogno di essere sentinelle della propria fede”.

“La fede – ha aggiunto – ha bisogno di trovare comunità fervide, parrocchie vive, sotto la guida dei loro pastori; la fede ha bisogno di ‘testimonianze’ cristiane solide, e coerenti”. Ma “spesso – ha notato l’arcivescovo – invece di essere la sentinella e la custode dei nostri giovani, così problematici e pieni di interrogativi – penso, ad esempio, ai tanti ragazzi del dopo cresima – si addormenta e si spegne”. “Qualcuno – ha raccontato il cardinale – mi ha detto: ‘Lei sente la nostalgia dei giovani!’. No, correggo: avverto la nostalgia per qualcosa di più: la nostalgia per una Chiesa giovane!”.

Costanzo fu un giovane vescovo, premuroso verso gli “ultimi”, i più bisognosi e indifesi in un’epoca in cui i cristiani venivano perseguitati. Oggi più che mai la sua testimonianza di fede e di santità è di esempio soprattutto per le giovani generazioni.

 

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