CITTA’ DI CASTELLO. GLI AUGURI DEL VESCOVO CANCIAN PER IL NUOVO ANNO

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Con sentimenti di sincera simpatia rivolgo il mio augurio di “buon anno 2018!” a tutte le persone della cara Diocesi di Città di Castello.

Il nuovo tempo che ci è dato possa essere per tutti tempo nuovo, di vita nuova, utilizzando al meglio le risorse a disposizione, valorizzando ogni momento e ogni giorno, ogni situazione bella e meno bella. Dipende da ciascuno di noi e non, come a volte si dice, dalla fortuna.

Guardiamo avanti con fiducia e con responsabilità, superando atteggiamenti negativi di rassegnazione e disincanto, di amarezza e scoraggiamento. Non diciamo: “tanto non cambia nulla! Tutto andrà come sempre nella società, nella politica, nelle relazioni, nel Paese, nella città e nella Chiesa”. No al pessimismo sterile al quale noi italiani cediamo facilmente. No all’accidia egoista per cui, magari per paura, ci si chiude nel proprio mondo e negli affari propri, peggio ancora se in modo non onesto.

Sì al coraggio nel fare con dignità e modestia la propria parte. Sì a lavorare insieme per il bene di tutti, a partire dagli ultimi.

Dinanzi ai nostri limiti, fragilità e contraddizioni, invoco su me e su tutti voi la Benedizione del Figlio di Dio fatto uomo per venirci incontro ed aiutarci. Come pensare di farne a meno? Dio ci benedica con il dono della Pace che abbraccia ogni bene, a cominciare dalla salute; dal lavoro e dal pane per tutti (in questo senso sono particolarmente preoccupato per il rischio della perdita di tanti posti di lavoro anche nella nostra valle); dal dialogo costruttivo a partire dai familiari e dai vicini di casa, dai più poveri e bisognosi; dalle azioni di giustizia e di riconciliazione. In questo modo possiamo costruire insieme luoghi di pace, benevolenza, amicizia, fraternità.

La Pace è il bene in assoluto più grande. Non a caso il primo giorno dell’anno è dedicato alla pace. Che non è solamente assenza di guerra, ma presenza di giustizia,amorebenevolenza e pazienza. Questo significa non perdere l’opportunità che abbiamo quotidianamente di una parola gentile, di un sorriso, di un perdono, di un qualsiasi piccolo gesto che semini simpatia e amicizia. Semplici gesti con i quali impariamo a spezzare ogni giorno la logica dell’indifferenze e dell’egoismo.

Voglio evidenziare due attenzioni particolari per il 2018.

La prima. È in corso la visita pastorale che si concluderà nella solennità dei santi patroni il 13 novembre. È stata, ed è, un’esperienza molto positiva per me ed anche per le tante persone che ho incontrato. Sono rimasto edificato da quanti, in modo semplice, onesto e coraggioso, stanno facendo il loro dovere, senza far rumore. Meritano la nostra attenzione perché stanno offrendo a tutti una bella testimonianza.

La seconda. Il 2018 per la Chiesa universale, e quindi anche per la nostra Chiesa tifernate, è l’anno del Sinodo dei Vescovi del mondo sulla situazione giovanile, la fede e il discernimento vocazionale. Già abbiamo messo in cantiere interessanti iniziative che hanno coinvolto non pochi giovani. Altre sono in programma. Mi permetto di fare un appello a tutti per una seria attenzione nei confronti dei giovani: ascoltandoli con rispetto, cercando di capirne le domande, dando spazio alla loro ricerca e proposta, avendo fiducia nella loro creatività, accompagnando discretamente con la nostra modesta esperienza di vita la realizzazione dei loro sogni per un mondo più bello. Nei tanti incontri avuti con loro nelle scuole (a partire dall’asilo nido fino all’università) ho riscontrato accoglienza, attenzione e interessanti domande che noi adulti spesso non ci facciamo e che siamo chiamati a raccogliere. Questo non solo per prevenire fallimenti esistenziali – che feriscono sia i giovani che la società intera – ma anche per educare alla vita buona del Vangelo, fonte di maturità umana e cristiana.

La Pace, nel senso più completo, è un dono di Dio che è ben disposto a donarcela. Gesù è la nostra Pace. Maria, nostra sorella, l’ha custodita attentamente nel suo cuore. Con il loro aiuto e con la nostra buona volontà possiamo vivere insieme un anno sereno e positivo.

In questo senso auguro a tutti il buon anno 2018.

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