ASSISI. CONVEGNO REGIONALE CATECHISTICO

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“Oggi, più che in passato, la catechesi non può essere anonima, ma deve interessarsi dei volti di coloro a cui è diretta: per questo è essenziale che la catechesi sia animata da un carattere familiare, caldo, mansueto, vicino alla vita della gente e senza la paura di andare, quando è necessario, contro corrente”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo ieri, ad Assisi, il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione “La gioia di far incontrare Gesù”, promosso dalla Conferenza episcopale umbra, in collaborazione con gli Uffici catechistici delle otto diocesi umbre. All’incontro erano presenti circa 500 catechisti, tra cui molti giovani.

“Voi catechisti siete i servitori della gioia del Vangelo, testimoni e portatori della gioia di un messaggio che dinanzi alle ingiustizie e cattiverie del mondo sia pronto ad annunciare la vittoria dell’amore sull’odio”, ha aggiunto il cardinale. “È la gioia del Vangelo – ha sottolineato – che riempie il cuore e la vita dei cristiani ed è anche la fonte dell’entusiasmo che proviamo nella nostra missione catechistica ed evangelizzatrice. La gioia del Vangelo apre orizzonti di speranza nelle situazioni più faticose e critiche della esistenza quotidiana; è ancora essa ad essere quella fiducia stabile che ci permette uno stile di annuncio cristiano, capace di mettersi in ascolto dell’altro”.

“Il catechista svolge un servizio alla Chiesa, racconta con la sua esistenza l’incontro che ha avuto con il Signore”. Lo ha sottolineato ieri mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, durante il convegno regionale per la catechesi e l’evangelizzazione.

Durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha presieduto al Teatro Lyrick, mons. Boccardo ha aggiunto che “il servizio della catechesi è un incontro di fede vissuto in prima persona nella concretezza e nel realismo del mondo contemporaneo, abitando il tempo presente con un’attenzione alle realtà in continuo divenire nelle comunità ecclesiali e nella società”.

Secondo Boccardo, “da questo incontro nasce anche il dinamismo e la fantasia di cui il catechista è ricco, inventando modalità concrete per raccontare la gioia del Vangelo, animato dalla passione che lo ha catturato e che ha trasformato la vita, per trasmetterla agli altri e diventare così messaggeri gioiosi di questo incontro da diffondere e condividere”.

 

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