ASSISI. LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEL CLERO

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“La Chiesa amministra i beni per aiutare i poveri e promuovere l’evangelizzazione, non per mantenere o ampliare edifici”. Lo ha ricordato il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, intervenendo oggi ad Assisi al terzo convegno organizzato per celebrare il centenario della Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia (FACI), un organismo che conta oggi 11mila tesserati tra preti, vescovi e diaconi ai quali offre assistenza in campo giuridico, tributario, previdenziale, tecnico-ingegneristico e architettonico.

“Tutti i beni – ha spiegato – sono dati per far andare avanti il mondo e aiutare gli altri: bisogna dunque amministrarli con zelo evangelizzatore e con spirito missionario, facendo attenzione ad un uso malaccorto o disonesto del denaro perché, come ha detto il Papa, il popolo non perdona”. Secondo il card. Stella, “nella congiuntura ecclesiale e sociale, dobbiamo interrogarci su alcune scelte del passato e in determinati casi arrivare alla conclusione che bisogna cambiare strada”. In questo orizzonte, il card. Stella ha fatto riferimento all’obbligatorietà del Consiglio per gli affari economici, “un organismo di corresponsabilità ecclesiale e un aiuto prezioso per il parroco in ambito amministrativo, ma anche spirituale”. È “proficuo per il prete avere l’umiltà di riconoscere di non sapere tutto e di avere necessità di consigli”, ha aggiunto Stella per il quale “il presbitero, come una buona madre di famiglia, deve pensare al futuro dei suoi figli”.

È fondamentale “ritornare alle radici e fare memoria di una storia, ma non possiamo vivere di ricordi”. Bisogna invece “attualizzare ciò che abbiamo ricevuto e promuovere quella conversione pastorale che il Papa ci chiede”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che ha portato il suo saluto al convegno che ha chiuso le celebrazioni per il centenario della Federazione tra le associazioni per il clero in Italia (Faci). Il presidente della Cei ha esortato i sacerdoti, anche quelli più giovani, “a vivere la tensione della formazione permanente” e ha augurato alla Faci di “continuare ad essere ciò che è sempre stata per vocazione”.

Se all’inizio (sono gli anni del primo dopoguerra) la Federazione ha aiutato i preti a sopravvivere, dopo il Concordato del 1929 li ha sostenuti nell’amministrazione dei benefici e poi, con la revisione del 1984, ha collaborato con la Conferenza episcopale italiana per la costituzione dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero. Oggi continua a stare vicino ai sacerdoti nelle loro esigenze pastorali e personali grazie alla sua presenza sul territorio, alla rete di consulenti che presetano servizio presso la sede centrale di Roma, all’impegno dei suoi rappresentanti all’interno del Fondo clero dell’Inps, e anche con la rivista “L’amico del clero”.

Anche Papa Francesco ha voluto esprimere, in un messaggio inviato al presidente, don Francesco Scalmati, il suo “vivo apprezzamento” per “la benemerita attività” e “l’importante opera di assistenza morale, sociale ed economica, in favore dei sacerdoti per favorirne la fraternità”.

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