ASSISI. APERTURA DEL CAMPANILE DI SAN RUFINO

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Finora solo pochi assisani hanno avuto la fortuna di percorrere i 130 gradini che portano alla sommità del campanile di San Rufino e di affacciarsi a godere di un panorama mozzafiato sulla Città Serafica. Oggi, dopo la messa in sicurezza delle scale e della cella campanaria mediante il montaggio di ringhiere di protezione e successivamente al restauro delle superfici calpestabili, non solo tutta la comunità, ma anche pellegrini e turisti, avranno la possibilità di fare quest’esperienza.

L’inaugurazione della torre avvenuta, domenica 15 ottobre, presso la cattedrale di San Rufino ad Assisi. Con il recupero funzionale del bellissimo campanile romanico, intervento realizzato grazie sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, viene restituito alla città un punto di interesse straordinario e panoramico, situato in un’area che solitamente rimane esclusa dai flussi turistici più cospicui ma che riveste una straordinaria importanza riveste dal punto di vista spirituale, archeologico e storico – artistico. Grazie al recupero e alla rivitalizzazione di questo importante monumento siamo certi di avere compiuto un altro passo importante, non solo per l’incremento di tutta l’offerta culturale cittadina, ma anche per motivare pellegrini e turisti a vivere più intensamente la parte alta della città, troppo spesso considerata solo come luogo di passaggio. Elevata sopra una cisterna romana del II secolo a.C., la torre campanaria della Basilica Ugoniana era posizionata un tempo a sinistra dell’abside dell’antico edificio. Con la costruzione della nuova Cattedrale di San Rufino su progetto di Giovanni da Gubbio la torre, che venne a trovarsi a fianco facciata, fu sopraelevata. Oggi presenta cinque ordini (i primi due sono quelli che risalgono all’XI secolo), segnati da cornici marcapiano e scanditi da paraste ed archetti pensili. Nella prima zona c’è un orologio, mentre la cella campanaria ha doppie bifore molto ampie, con archi a tutto sesto. La campana più antica, proveniente dall’Abbazia di San Benedetto sul Subasio, riporta il nome di Bono da Pisa e la data 1287.

“Bisogna passare dal campanile al campanello; la Chiesa deve avvinarsi il più possibile alla comunità”. Sono queste le parole del vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino nel corso della cerimonia di apertura al pubblico del campanile.

Oltre al vescovo e al parroco don Cesare Provenzi erano presenti il vice sindaco Valter Stoppini, il presidente del consiglio Donatella Casciarri,  e il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Perugia Gianpiero Bianconi che ha sostenuto il restauro. Ad allietare la cerimonia, tamburini e sbandieratori della Compagnia Balestrieri di Assisi.

Monsignor Sorrentino elogiando la cura del restauro ha ricordato che “in questa era di social il campanile non è più sufficiente alla religiosità delle famiglie. Bisogna essere più vicini alla gente”.

L’ingegnere Claudio Menichelli che ha spiegato i dettagli del recupero ha poi guidato i molti presenti nella visita che è poi proseguita per tutta la giornata grazie allo staff del Museo diocesano.

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