GUBBIO. SALUTO DEL NUOVO VESCOVO ALLA CHIESA EUGUBINA

don luciano paolucci bedini 06

Sorelle e fratelli carissimi della Chiesa di Dio che è in Gubbio, pace a Voi!

Nel giorno in cui vi giunge la notizia che il Santo Padre mi ha chiamato eleggendomi vostro nuovo Vescovo, vi scrivo dal cuore della mia preghiera, che in questi giorni è stata densa di timore e di trepidazione, ma anche di fiducia e di speranza, rasserenata dalla dolcezza di Gesù Buon Pastore e della tenerezza dello sguardo materno di Maria.

Saluto con affetto filiale il Vescovo Mario, che vi ha guidato amabilmente in questi anni. Mi sarà padre e maestro, come lo è stato per voi. Con voi lo ringrazio per il dono del suo servizio di pastore buono, e spero di abbracciarlo presto, e in lui tutti voi.

Mi è grato anche salutare in questo inizio gli altri Padri Vescovi della terra umbra, accoglietemi con fraterna pazienza.

Saluto con gratitudine e stima i fratelli presbiteri e diaconi, che guidano e servono le comunità parrocchiali e la diocesi, Vengo per mettermi al vostro servizio, per sostenervi e incoraggiarvi a custodire il popolo santo di Dio. Camminiamo insieme dietro il nostro Maestro Gesù, e accompagnatemi a conoscere le strade e la case della vostra terra.

Saluto con amicizia fraterna le donne e gli uomini che hanno consacrato tutta la loro vita alla lode della misericordia divina e al servizio del regno di Dio. Voi che tenete fisso lo sguardo su Gesù, e contemplate da vicino la pienezza del suo amore, accompagnatemi e sostenetemi con la vostra preghiera, e coinvolgetemi con fiducia nel bene che vivete.

Saluto con tanta commozione tutte le vostre famiglie!

I bambini, prima di tutti, in loro si riflette il volto del Dio della vita, che dobbiamo custodire e proteggere sempre.

Gli anziani, i nonni e le nonne, che conoscono il cuore dell’esistenza e ce ne raccontano i colori e le fragilità.

I malati, che portano nel loro corpo il dolore del mondo e le ferite della comune debolezza, e ci aiutano a cadenzare i nostri passi quotidiani sul ritmo della tenerezza e della prossimità.

Gli sposi e le spose, che custodiscono il sogno di Dio di un amore unico, inesauribile e fruttuoso. La vostra alleanza, benedetta dalla grazia di Cristo – Sposo, riflette la bellezza di una Chiesa – Sposa e ne tesse la trama di comunione.

I papà e le mamme, esperti della vita e delle sue stagioni, che a tutti insegnano le sfumature e i toni dell’amore per chi ci è stato affidato.

Ed infine i giovani, non perché ultimi, ma perché ultimi, ma perché la vita li pone avanti a tutti noi. Per loro e con loro, speriamo e lottiamo per un mondo migliore di come lo abbiamo trovato, e per una Chiesa sempre più accogliente e in cammino con tutti. Con viva simpatica penso a quei giovani che stanno cercando la loro strada o che si preparano alle scelte grandi della vita, e tra di essi ai seminaristi.

Tutti vi porto nel cuore!

Un pensiero particolare e una fiduciosa preghiera per le famiglie ferite, che vivono il tempo della tristezza e del dolore, e per quelli che tra di voi faticano di più ad affrontare la quotidianità e vivono in condizioni di povertà e di disagio. LA tenerezza di Dio Padre vi consoli nell’accoglienza concreta delle nostre comunità. La Chiesa è la famiglia delle famiglia in cui tutti sono di casa.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” ( Matteo 10,8). Altro non so, e non so insegnarvi, carissimi, se non quello che anch’io ho ricevuto in dono: la vita, la fede e l’amore. Li ho appresi nella mia famiglia, con mio fratello, da mio padre e mia mamma. Dalla mia parrocchia di origine, con i preti, le suore, le famiglia e gli amici. Dal Seminario regionale, con i suoi educatori e i compagni di percorso. Dalla mia Chiesa diocesana di Ancona – Osimo, accompagnato dai suoi Vescovi e i preti miei fratelli. Tanta è la gratitudine, tanta la gioia. Che il buon Dio mi doni di saperle restituire donandole in mezzo a voi.

Saluto cordialmente le autorità civili e militari con cui avrò l’onore di collaborare per il bene comune, e l’onere di condividere con tutti e con ciascuno la responsabilità per le comunità che la storia ci affida. Gesù, il buon pastore, è venuto perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. Vorrei anch’io seguire il suo esempio e le sue orme.

Popolo della Chiesa eugubina accoglietemi prima di tutto come figlio, perché il impari ad amare questa Sposa, e poi come padre, perché io impari ad amare tutti voi secondo l’amore che il Signore ha per ciascuno.

Continuate a pregare per me, e con me, come ho saputo che fate da tempo, anche quando non sapevamo ancora che il Signore ci avrebbe fatti incontrare. Chiedere per me un cuore umile, capace di ascoltare la Sua Parola e le parole dei suoi figli. Il mio cuore desidera conoscervi presto, e presto iniziare a camminare con voi nel Signore.

Sia Benedetto il nome del Signore!

Il nostro aiuto è nel nome del Signore!

Sotto lo sguardo dei Santi Angeli, per intercessione della Vergine Madre e di Sant’Ubaldo nostro patrono, ci benedica, ci protegge ci custodisca la Trinità Santissima.

don Luciano Paolucci Bedini

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