TERNI. PRESENTATO IL “CAMMINO DEI PROTOMARTIRI FRANCESCANI”

12 febbraio 2012

E’ stato firmato nei giorni scorsi in Provincia l’accordo di programma riguardante il progetto turistico del Cammino dei Protomartiri Francescani. Il progetto vede insieme Provincia, Comuni di Terni, Narni, Stroncone, Calvi dell’Umbria, Otricoli e San Gemini, Diocesi di Terni, Narni e Amelia, Compagnia dei Romei di San Michele Arcangelo e Ditt ed è destinato ai pellegrini e ai viaggiatori. Alla presentazione c’erano il presidente della Provincia Feliciano Polli, il vicario del vescovo don Francesco de Santis, il dirigente provinciale al turismo Donatella Venti, l’assessore al turismo del Comune di Terni Roberto Fabbrini, i sindaci di San Gemini, Leonardo Grimani, Stroncone, Nicola Beranzoli e Calvi dell’Umbria, Silvano Lorenzoni, l’assessore alla cultura del Comune di Otricoli Cristiano Ceccotti e i rappresentanti del Comune di Narni. Il percorso si snoda su 129 km ed è strutturato su 7 tappe dislocate lungo un anello che tocca tutti i comuni firmatari dell’accordo. L’obiettivo è quello di valorizzare un percorso turistico-religioso attraverso i luoghi di provenienza dei cinque protomartiri francescani. Il Cammino dei Protomartiri è un circuito ad anello che tocca numerose chiese, santuari, conventi e abbazie, offrendo ai pellegrini la possibilità di godere di un vasto patrimonio storico, religioso, spirituale e naturalistico.

“Il Cammino di Protomartiri Francescani – ha detto il presidente Polli – è un progetto di grande valore e significato dal punto di vista turistico, religioso e naturalistico che si interseca con altre iniziative di questo genere. La Provincia sta lavorando infatti, insieme alla Regione e alla Provincia di Rieti, alla realizzazione del Cammino di San Francesco che da Terni arriva a Piediluco, Ferentillo fino a Rieti, attraversando la Valle Santa e giungendo a Piazza San Pietro a Roma. Analoga iniziativa riguarda il progetto per Amelia e l’amerino, a cui l’amministrazione sta lavorando insieme alla diocesi, al Comune di Amelia ed altri Comuni dell’amerino, per valorizzare i luoghi francescani di quei territori. Un importante progetto, inoltre, si sta portando avanti con varie Province e con alcune fondazioni bancarie per la promozione e lo sviluppo della Via Teutonica che scende dal Brennero ed incontra la Via Francigena nei pressi di Orvieto. L’obiettivo ambizioso è dare vita ad una rete di cammini e percorsi turistico-religiosi da mettere a disposizione dei pellegrini che a piedi attraversano anche la nostra provincia. Per migliorare la diffusione e la promozione del Cammino dei Protomartiri si sta lavorando affinché possa essere inserito il lancio in occasione della prima edizione dell’Umbria Water Festival”.

Don Francesco de Santis ha ricordato come l’Umbria del sud sia particolarmente cara a San Francesco e come “riscoprire la storia dei protomartiri equivalga a ripercorrere la storia religiosa, particolarmente importante, di questo territorio. Questa esperienza – ha affermato – identifica il territorio stesso come un’unità di spirito e natura e, oltre a rappresentare una grande opportunità turistico-religiosa, rende giustizia storica all’importanza dei protomartiri”.

“Per noi il Cammino dei Protomartiri – ha dichiarato Alessandro Corsi dei Romei di San Michele Arcangelo – è il coronamento di un sogno. Su questo progetto, che abbiamo proposto sulla scorta dell’esperienza del cammino di Santiago de Compostela, ci siamo spesi con tutte le energie, nella convinzione che esso sia uno straordinario veicolo per riscoprire il valore spirituale dei protomartiri e le eccellenze storico-architettoniche e culturali del territorio”.

Chi erano i Protomartiri Francescani

Furono i primi frati francescani martirizzati fuori dai confini italiani. San Francesco in persona li inviò in Marocco per portare il messaggio cristiano.

La storia dei cinque martiri, santificati nel 1481 da papa Sisto IV, risale agli inizi del tredicesimo secolo. Berardo da Calvi, Ottone da Stroncone, Pietro da San Gemini, Adiuto da Narni e Accursio da Aguzzo. Insieme a loro c’era anche Vitale (di Narni) che però interruppe il viaggio e si separò da loro per motivi di salute. Partirono in direzione del regno d’Aragona. Attraverso la via Francigena, arrivarono in Spagna, poi in Portogallo fino a Coimbra dove furono ospitati da una comunità francescana. Proprio lì conobbero Fernando, il futuro Antonio da Padova. L’incontro con questi francescani colpì molto quel giovane, ammirato dalla semplicità e dalla grande forza d’animo di questi messaggeri di San Francesco. Giunti in Marocco, i cinque francescani cominciarono a predicare ed a parlare di Cristo e del cristianesimo. Ma vennero fatti catturare dal sultano. Rimasero per 20 giorni in prigione senza cibo. Successivamente vennero torturati e flagellati. Ma nonostante tutto, non rinnegarono mai la loro fede. Finchè il 16 gennaio 1220 il sultano, afferrata la sua scimitarra, li decapitò. I loro corpi tornarono a Coimbra per essere sepolti. Al loro ingresso nella città portoghese c’era anche Fernando, che in quel momento sentì la vocazione e divenne francescano, prendendo il nome di Antonio.

San Francesco quando apprese del loro martirio disse: “Ora posso dire di aver avuto cinque veri frati”.

 

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