NASCE “MICROCREDITO PERUGIA”

23 dicembre 2011

E’ stato presentato alla stampa il 21 dicembre scorso, con la firma del relativo protocollo d’intesa, il progetto denominato “Microcredito Perugia” promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia in collaborazione con la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, la Banca Credito Cooperativo di Mantignana e l’Unicredit Banca, che vede la partecipazione della Provincia di Perugia, attraverso i suoi Centri per l’impiego, gli Sportelli polifunzionali decentrati e lo Sportello Donne, ed il Comune di Perugia con i suoi Servizi sociali e gli Uffici della Cittadinanza.

All’incontro-firma del protocollo d’intesa sono intervenuti Carlo Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Antonio Marinelli, presidente della Banca Credito Cooperativo di Mantignana, Gianfranco Caponeri, in rappresentanza dell’Unicredit Banca, mons. Paolo Giulietti, vicario generale, e Daniela Monni, direttore della Caritas diocesana. A coordinare i lavori è stato Giuliano Masciarri, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio.

Al termine del suo intervento il presidente Colaiacovo ha voluto sottolineare come questo progetto, che ha per slogan “Crediamo in ciò che credi”, si affianca all’iniziativa promossa dai vescovi dell’Umbria da due anni e mezzo a questa parte: il Fondo di solidarietà a favore delle famiglie in difficoltà. Al Fondo, ha detto lo stesso Colaiacovo, hanno aderito anche le Fondazioni bancarie dell’Umbria contribuendo con 750.000 euro ed è al vaglio lo stanziamento di un ulteriore contributo per il 2012.

Ma in cosa consiste il “Microcredito Perugia”? A rispondere è stato sempre il presidente Colaiacovo: «E’ un tentativo diretto, effettivo, semplice, di porre un argine ad un problema in effetti annoso, che la crisi finanziaria in atto ha indubbiamente reso ancora più drammatico. Ci riferiamo alla difficoltà, in cui molte famiglie, singole persone e piccole attività economiche si trovano allorquando si rivolgono, per una qualunque necessità, al sistema bancario tradizionale al fine di ottenere un prestito o un sostegno finanziario. Non potendo offrire garanzie dirette personali, e non disponendo di nessuno in grado di offrire garanzie al loro posto, costoro non possono usufruire di alcuna forma di credito ufficiale secondo le vigenti condizioni di mercato, peraltro divenute negli ultimi tempi non poco onerose. Da qui il rischio, che spesso si corre in questi casi, di affidarsi a circuiti finanziari clandestini e non ufficiali: con tutte le conseguenze che una simile scelta, in alcuni casi necessitata, comporta. Il microcredito, sperimentato con successo nel corso degli ultimi anni, è invece una formula di intervento finanziario che consente alle persone bisognose o in difficoltà, per una qualunque ragione, di accedere a prestiti di ridotte dimensioni concessi di solito a particolari tassi di interesse e con tempi di restituzione del debito tutt’altro che stringenti».

Infatti, coloro che sono interessati ad accedere al “Microcredito Perugia”, operativo a partire da inizio 2012, possono contare su un importo massimo finanziabile, in caso di necessità familiari (mutui, affitti, ristrutturazioni, spese mediche improvvise o particolarmente onerose…), di 5.000 euro, che diventano 7.000 euro nel caso di richieste legate all’incremento o all’avvio di piccole attività economiche in settori quali il commercio o l’artigianato, a tasso fisso del 4% per una durata massima del finanziamento di 5 anni. Il prestito è garantito inizialmente con una dotazione di centomila euro, che raddoppierà nel corso del 2012 per gli interventi della Fondazione e dei due istituti di credito.

Come poter accedere al “Microcredito Perugia”? A spiegarlo è stato sempre Colaiacovo: «la modalità di presentazione delle richieste è concepita in modo assai semplice, proprio per ridurre al massimo le procedure burocratiche. Gli interessati potranno direttamente rivolgersi alla Caritas diocesana, oppure ai Centri di Ascolto attivi presso la Provincia ed il Comune di Perugia. Dopo di che le domande verranno direttamente inoltrate al Comitato di valutazione, i cui componenti fungeranno anche da “tutor” del richiedente il prestito per verificare che durante il periodo della concessione del microcredito gli obiettivi siano stati raggiunti».

«Per quello che ci riguarda – ha sottolineato Colaiacovo –, si tratta di un’iniziativa che rientra a pieno titolo tra le nostre finalità istituzionali, che riguardano appunto le attività benefiche, assistenziali e di pubblica utilità. E non è un caso che, su questo terreno, in vista di questo progetto, abbiamo trovato un’immediata interlocuzione con la Caritas di Perugia, a sua volta impegnata in una capillare assistenza a beneficio dei bisognosi e di tutti coloro che si trovano a vivere situazioni di disagio e difficoltà».

«Naturalmente – ha concluso il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio –, per mettere a punto un simile progetto, che contempla pur sempre aspetti di natura tecnico-bancaria, c’era bisogno di partner che, accanto alla sensibilità e all’orientamento al sociale, potessero apportare uno specifico contributo organizzativo e professionale. E’ appunto il caso della Banca di Credito Cooperativo di Mantignana e dell’Unicredit Banca, che si sono associati al progetto garantendone così la praticabilità».

Plauso all’iniziativa, che segna un salto di qualità nel sostegno a persone in difficoltà economiche da parte del mondo bancario, è stato espresso da mons. Giulietti. «Questa forma di microcredito – ha detto il vicario generale – va, innanzitutto, incontro ad un gruppo di popolazione che si trova in difficoltà ma non è priva di opportunità. Ad esempio, una famiglia può fronteggiare una situazione di crisi con meno preoccupazione se sa di poter contare su un piccolo sostegno come il microcredito.

In questa iniziativa mons. Giulietti ha colto tre aspetti essenziali della fede cristiana: la «dignità» salvaguardata della persona che ricorre al prestito, la «speranza» che il microcredito dà ad una famiglia che fa fatica ad affrontare un’emergenza domestica, la «profezia», in quanto questa iniziativa può contribuire a far maturare una nuova gestione del credito ed una visione diversa dell’economia che pone al centro la persona. Un richiamo, questo, ha sottolineato mons. Giulietti, che fa sempre più spesso Papa Benedetto XVI a coloro che detengono il potere economico e politico.

Di fiducia e speranza ha parlato il direttore della Caritas diocesana Daniela Monni, che è un’imprenditrice sensibile alla problematica, come ha evidenziato il presidente Colaiacovo nel presentarla. Monni ha elogiato il “Microcredito Perugia” definendolo frutto di un impegno che ha visto al lavoro una commissione di esperti sollecitata in questo progetto dalle «numerosi richieste di aiuto, ma che sono – ha precisato il direttore della Caritas – soprattutto richieste di speranza. A noi della Caritas è stato chiesto, attraverso il nostro Centro di Ascolto diocesano, di accompagnare le persone in difficoltà in questo cammino di speranza che alimenta il microcredito». Daniela Monni ha concluso ricordando un proverbio cinese: «è meglio accendere una candela che maledire l’oscurità».

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