ATTRIBUITO A GERTRUDE PROSPERI UN MIRACOLO
20 dicembre 2011
Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto, lunedì 19 Dicembre 2011, in udienza il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e nel corso dell’udienza ha autorizzato la Congregazione a promulgare i nuovi Decreti.
Tra i Decreti approvati c’è quello riguardante un miracolo attribuito alla intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Luisa (al secolo: Gertrude Prosperi), dell’Ordine di San Benedetto, Abbadessa del Monastero di Trevi in Umbria.
La Venerabile Maria Luisa Prosperi è nata a Fogliano di Cascia il 15 agosto 1799 da famiglia agiata. Sentendosi chiamata alla vita religiosa, il 4 maggio 1820 entrò nel Monastero delle Benedettine di S. Lucia in Trevi, poco dopo la riapertura a seguito della soppressione napoleonica. La sua breve esistenza è stata caratterizzata da una intensissima vita spirituale accompagnata da fatti e doni straordinari. Nel 1837 divenne Abbadessa del monastero, dove fece rifiorire la piena osservanza monastica. Tre sono i mezzi che praticò fin dalla fanciullezza e che ci indicano la sua formidabile testimonianza: adorazione del SS. Sacramento, contemplazione del Crocifisso, con amorosa fiducia nell’infinita misericordia del suo sacratissimo Cuore, piena consapevolezza dell’incontro con Lui e con i Fratelli nella santa Comunione.
Si esercitò in pratiche penitenziali che oggi ci sembrano quasi impossibili. Ha provato nella sua viva carne l’Agonia del Signore, la Flagellazione, la Coronazione di spine, le percosse, le stimmate al costato ed alle mani. Il Signore le si manifestava in continuità volendola partecipe di tutte le sofferenze della Passione. Ha inoltre provato tutte le insidie del demonio che continuamente la molestava anche con percosse e spaventi notturni. Fu tormentata per cinque anni dal suo direttore spirituale, il Card. Ignazio Cadolini Vescovo di Spoleto prima e di Ferrara poi, che la voleva costringere a riconoscere nelle sue visioni l’opera del demonio e della sua superbia.
Significativa fu l’apparizione di Gesù sotto l’aspetto di pellegrino nel parlatorio grande, vicino all’ultima grata a destra, dove anche oggi, qualche volta, si sente un profumo meraviglioso.
Morì, soffrendo tutti i momenti della Passione del Signore, il 12 settembre 1847, alle ore 15, in un estremo incontro con lo “Sposo sofferente”. Le sue spoglie riposano nella chiesa di S. Lucia, vicino al cancello che immette nel coro, decorosamente ricomposte dietro una nuova lapide del 1950.
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