Con la solenne celebrazione presieduta nel pomeriggio dal vescovo Vincenzo Paglia nella Cattedrale di Amelia, si è conclusa la giornata dedicata alla festa della santa patrona di Amelia, Fermina. Celebrazione preceduta dalla suggestiva rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346 e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” partita in mattinata da Civitavecchia e portata in staffetta dalle associazioni sportive di Civitavecchia e Amelia. Nei tradizionali abiti del Trecento, i sindaci dei Comuni dell’amerino: Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina hanno offerto alla patrona grossi ceri il cui peso equivale simbolicamente a quello dei nuclei familiari presenti nel borgo che essi amministrano, insieme a quelli delle due città di Amelia e Civitavecchia.
Il vescovo Vincenzo Paglia, sottolineando l’importanza di ritrovarsi come comunità unita nella celebrazione della festività della santa patrona, ha ricordato come la giovane martire Fermina sia ancora oggi testimone della fede e dell’amore per gli altri. «In questo particolare momento di crisi che stiamo vivendo a livello mondiale – ha detto il presule – sia economica che sociale, in particolare ricordando il conflitto dei paesi del Nord Africa, è necessario essere uniti, superando individualismi ed egoismi, perché se ciascuno pensa per sé sarà sempre più difficile il futuro per tutti. Anche la crisi economica che stiamo vivendo nasce dall’egoismo di singoli e degli Stati, dall’egoismo di chi ha voluto speculare sugli altri. Per questo è importante ricordare che abbiamo bisogno dell’esempio di donne come Fermina, perché si superino divisioni e cresca in ciascuno una solidarietà maggiore verso tutti, perché s’impari ad essere generosi anche prestando attenzione al prossimo, mostrandosi accoglienti verso l’altro».
Una solidarietà concreta come quella del Fondo di solidarietà delle Chiese umbre che, ha ricordato ancora mons. Paglia nella sua omelia, «ha permesso di sostenere oltre 1000 famiglie umbre, lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e che non hanno nessun ammortizzatore sociale. Ora il fondo è terminato, ma c’è necessità di aiutare ancora chi è più bisognoso, perché nei momenti difficili nessuno sia lasciato solo. Per questo il 18 dicembre in Umbria si terrà una nuova colletta per il Fondo di solidarietà delle Chiese umbre. Un gesto che mostra quanto oggi sia necessario aiutarsi gli uni con gli altri, anche dando poco, disponibilità, attenzione, vicinanza. Tutti dobbiamo amare di più cominciando dai più deboli, sostenendo chi si torva in una condizione peggiore della nostra. C’è necessità che cresca tra noi l’amore e la solidarietà, aiutando chi è più povero, chi è nel bisogno maggiore».
All’insegna della solidarietà anche il premio “Santa Fermina” che è stato conferito alla Caritas del Kosovo di Dubrava, per la realizzazione di progetti e centri di aggregazione per i giovani. Progetti che la città di Amelia sta seguendo da qualche tempo in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Regina di Terni e i gruppi di volontari che già operano attraverso la Caritas.
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