CITTA’ DI CASTELLO. “GESU’ MAESTRO DI MISERICORDIA”. L’ULTIMA LETTERA PASTORALE DI MONS. CANCIAN

18 novembre 2011

Incentrata sulla misericordia la lettera pastorale ricorda che la misericordia “è una precisa volontà di Gesù” e che la via della misericordia “è la vita buona del Vangelo”. Il vescovo non manca di sottolineare che “uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, forse il più avvertito, è quello di sentirsi compreso, accolto, amato, benvoluto, perdonato e di sentirsi a sua volta capace di comprendere, accogliere, amare, benvolere, aiutare, perdonare.In questo ricevere e dare amore e misericordia l’uomo fa esperienza di vita buona, di gioia, di verità, di bellezza, di speranza”.

E’ stata consegnata domenica 13 novembre alla chiesa tifernate in occasione della festa dei santi Florido ed Amanzio la lettera pastorale “Gesù maestro di misericordia” di mons. Domencio Cancian. Composta di 12 paragrafi, fa da guida la parola del Vangelo che si trova al capitolo 9 di Matteo (versetti 9-13). È il racconto della vocazione di Matteo e la successiva affermazione che fa Gesù: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

Mons. Cancian ci ricorda che la misericordia “è una precisa volontà di Gesù, ampiamente testimoniata dalla sua vita in mezzo a noi. Gesù ci ha rivelato che Dio è Amore misericordioso e come tale vuole la salvezza di tutti. In questo senso Lui è la Speranza di ogni uomo, a cominciare dai più bisognosi, ben consapevoli che siamo tutti peccatori”.

La via della misericordia “è la vita buona del Vangelo. Saremo giudicati proprio sulle opere di misericordia e il giudizio sarà senza misericordia per chi non avrà usato misericordia”. Il vescovo non manca di sottolineare che “uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, forse il più avvertito, è quello di sentirsi compreso, accolto, amato, benvoluto, perdonato e di sentirsi a sua volta capace di comprendere, accogliere, amare, benvolere, aiutare, perdonare. In questo ricevere e dare amore e misericordia l’uomo fa esperienza di vita buona, di gioia, di verità, di bellezza, di speranza”. La Parola del Signore deve rimanere al centro della vita della chiesa tifernate. Mons. Cancian chiede che si promuovano le Scuole della Parola o la lectio divina sul Vangelo della domenica. Di primaria importanza sono i corsi della Scuola di Formazione teologica nella quale i riferimenti alla Parola di Dio sono costantemente presenti.

La Parola ascoltata e celebrata va messa in atto nelle opere di carità, corporali e spirituali. “A livello personale ognuno è chiamato a mettere a disposizione tempo, energie, risorse, in modo discreto come raccomanda il Vangelo. A livello socio-ecclesiale chiedo che ogni UP abbia il suo Centro di ascolto, collegato con la Caritas diocesana che sta facendo un bel servizio.

Anche la chiesa tifernate, a partire dal documento “Rimanete nel mio amore” sta compiendo un cammino  nella misericordia cercando di vivere le tre dimensioni della vita evangelica: comunione con Cristo e tra di noi per una nuova evangelizzazione.

Dopo aver ripercorso il cammino di questi ultimi anni il vescovo stila altre proposte operative per il prossimo anno pastorale. Esse riguardano le unità pastorali (il vescovo chiede che si dia vita in ogni UP a “Comunità presbiterali” allargata ai diaconi, che preveda incontri periodici allo scopo di formarsi ad un pensare e operare in termini collegiali e che si pensi alla costituzione di una “Comunità pastorale”). Occorre cominciare a programmare insieme, in linea di massima, un programma pastorale unitario per l’intera UP che tenga conto degli orientamenti diocesani e della specifica situazione del territorio.

Mons. Cancian torna anche sul tema della catechesi, raccogliendo quanto discusso nell’ultima assemblea diocesana. Occorre recuperare l’antica concezione dell’iniziazione cristiana che collegava intimamente il sacramento alla fede e alla conversione evangelica della vita. Non possiamo più accontentarci di dare i sacramenti. Occorre avviare l’itinerario cristiano che dovrebbe durare per l’intera esistenza e coinvolgere tutta la persona nel contesto familiare, ecclesiale e sociale.

A livello diocesano mons. Cancian auspica che siano messe in rete le iniziative e le attività programmate dai vari Uffici (che stanno lavorando bene), concordando con le Vicarie e le UP, evitando sovrapposizioni.

La Lettera Pastorale: www.webregioni.chiesacattolica.it/cci_reg_v3/s2magazine/moduli/ultimora/uploads/allegati/cat_20/Gesu%20Maestro%20di%20Misericordia[1].pdf

 

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