LA CHIESA UMBRA HA ASSISTITO 1.000 FAMIGLIE CON IL FONDO DI SOLIDARIETA’
19 ottobre 2011
Sono trascorsi due anni e mezzo da quando il Fondo di solidarietà delle Chiese Umbre ha iniziato ad operare attraverso l’erogazione di contributi alle otto diocesi dell’Umbria, a seconda della loro estensione, da destinare attraverso le parrocchie a famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, in particolare a coloro che hanno perso il lavoro e non usufruiscono di alcun ammortizzatore sociale.
Fino ad ottobre 2011 i contributi affluiti al Fondo hanno permesso di aiutare 988 famiglie residenti in Umbria per un importo complessivo impegnato pari a 1 milione 816 mila euro a fronte di una disponibilità complessiva pari a 1.826.508, dei quali 1.325.360 realizzati con la prima raccolta (marzo 2009 – aprile 2010) e 485.313 euro con la seconda raccolta (maggio 2010 – settembre 2011). Attualmente nel fondo rimane una disponibilità di 10.408 euro.
Il contributo di 22mila euro a favore del Fondo di solidarietà delle chiese umbre, elargito dalla Coop Umbria e consegnato il 18 ottobre 2011 al presidente della Conferenza episcopale umbra, monsignor Vincenzo Paglia, rappresenta un segno importante del sostegno del mondo civile e imprenditoriale all’opera del Fondo.
“Una donazione che giunge in un momento opportuno – ha detto il vescovo Vincenzo Paglia, ringraziando il presidente della Coop Umbria Casa, Paolo Bocci – proprio perché la residua disponibilità economica del Fondo non ci avrebbe consentito di continuare ancora a sostenere le famiglie in difficoltà. Questo ci dà l’opportunità di riavviare il Fondo di solidarietà che ora richiede un rinnovato impegno da parte di tutti e un ulteriore scatto di generosità. Vorremmo riuscire a raccogliere altri 500mila euro per aiutare le sempre più numerose famiglie nel bisogno, alle quali si aggiungono non solo coloro che hanno perso il posto di lavoro, ma anche gli altri per i quali è scaduta la cassa integrazione e che non hanno trovato una nuova occupazione. I vescovi devolveranno una mensilità del loro stipendio e una parte dell’8 per mille per la carità del sostentamento clero sarà destinata al Fondo stesso, proprio perché il problema del lavoro per noi continua ad avere un’attenzione particolare rispetto alle altre forme di povertà che non ci sono estranee e alle quali cerchiamo di far fronte attraverso le istituzioni caritative ecclesiali”.
Finora con il fondo sono stati erogati aiuti, dai 350 a 500 euro mensili, a persone rimaste senza lavoro e con nessuna tutela sociale ed economica per sei – dodici mesi, privilegiando nella seconda trance coloro che non avevano fatto richiesta in precedenza. Delle 988 famiglie che hanno usufruito dell’aiuto del Fondo di solidarietà il 51% ha la cittadinanza italiana.
Le entrate del Fondo di solidarietà sono state determinate in prevalenza dal contributo di Fondazioni bancarie e banche per un importo pari a 1.007.379,00 euro di cui 750.000 elargiti dalla Consulta delle Fondazioni umbre (367.500 Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – 150.950 Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e altre); 536.733,97 euro dalle Chiese umbre (parrocchie, vescovi che hanno dato mensilità del loro stipendio e sacerdoti delle 8 diocesi), dalle aziende 116.700 euro di cui 100.000 euro dalla Coop Centro Italia; 80.722, 40 da privati; 50.411,02 da parlamentari e Consiglieri regionali; 26.455,69 da associazioni enti e comitati.
Nella seconda raccolta sono stati realizzati contributi prevalentemente dalle Chiese Umbre mentre è risultato dimezzato il contributo delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Umbre pari a 250.475 euro. In proporzione risultano inferiori alla prima raccolta le elargizioni provenienti dalle aziende, parlamentari e consiglieri regionali e dai privati.
La gestione 2009-2010 del Fondo ha avuto un costo pressoché zero, appena 40,17 euro per le spese di bollo di conto corrente bancario. Per il successivo anno la spesa del conto corrente è stata di 55,35 euro.
I nuclei familiari aiutati complessivamente nei due anni sono 988, così ripartiti per ciascuna delle otto Diocesi dell’Umbria: 88 Assisi-Nocera Umbra Gualdo Tadino; 109 Città di Castello; 87 Foligno; 40 Gubbio; 92 Orvieto-Todi; 303 Perugia-Città della Pieve; 105 Spoleto-Norcia; 164 Terni-Narni-Amelia.
Un aspetto positivo di questa forma di sostegno è la modalità di erogazione del contributo assegnato alla famiglia che lo riceve dal parroco, con il quale si instaura un rapporto umano di conoscenza reciproca che va oltre il semplice gesto di solidarietà.
L’iniziativa del Fondo vuole essere un richiamo alle coscienze e, soprattutto, un segnale per invitate tutti alla necessità di cambiare gli stili di vita: «sono offensivi ed inquietanti gli stili dello spreco, del lusso sfrenato, dell’accumulo», per tornare a modalità di vita più rispettose della sobrietà, della modernizzazione, della capacità di accorgersi dei bisogni altrui; stili che possano fare spazio nei cuori alla solidarietà ed emarginare l’indifferenza.
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