PERUGIA. IL SALUTO DELL’ARCIVESCOVO MONS. GUALTIERO BASSETTI AGLI STUDENTI

28 settembre 2011

A due settimane dall’inizio dell’Anno scolastico 2011-2012 l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti scrive agli studenti dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, salutandoli ed incoraggiandoli nell’avvio del loro nuovo cammino di studi, augurando a tutti loro «tanta sapienza… un dono dall’alto». Di seguito il testo integrale del messaggio di mons. Bassetti.

Cari studenti, il vostro Vescovo, vi è vicino nella fatica dell’inizio di un nuovo anno scolastico e si rivolge a voi augurandovi tanta sapienza.

La sapienza è, prima di tutto, un dono dall’alto. Per l’esattezza, è uno dei sette doni che lo Spirito Santo offre a chi lo cerca. La sapienza è il dono che fa gustare il sapore delle cose di Dio e delle opere delle Sue mani. Tra di esse, un posto speciale tocca all’uomo che, creato libero e intelligente, è l’opera più splendida del Creatore. Egli è capace di leggere, interpretare, trasformare se stesso e il cosmo perché partecipa della stessa intelligenza di Dio. Noi siamo intelligenti, cioè sappiamo leggere dentro, entrare nella realtà intima delle cose, perché siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio! L’intelligenza è perciò una luce che scruta tutto ciò che esiste e le sue possibilità, caratteristica unica che contraddistingue l’uomo dalle altre specie viventi.

Resta vero, tuttavia, che l’intelligenza non è sinonimo di sapienza. L’intelligenza purtroppo può essere usata anche per scopi cattivi. Studiando la storia, vi sarete accorti che in fondo è piena di intelligenze deviate che hanno causato mali e distruzioni. Il pensiero, la conoscenza, purtroppo, possono corrompersi. Perciò l’intelligenza, da sola, non basta a fare di questo mondo un luogo abitabile. Per questo il mondo ha bisogno di uomini e di donne sapienti, che uniscano alla luce dell’intelligenza, il sapore del bene che sa aprire strade buone, creative e innovative sempre a favore dell’uomo.

Nell’anno scolastico che si è appena aperto sarete messi a contatto con tante discipline che richiedono sì il rigore scientifico dell’analisi, ma al contempo anche un approccio sapiente: è importante e basilare sapere il come delle cose, ma resta, oggi più urgente che mai, sapere il perché, e in ultimo, il per chi delle cose e dell’uomo.  Vi sarete certamente resi conto che tutto quello che esiste, quello che noi facciamo, non si risolve in una spiegazione sul funzionamento, seppur necessaria: quello di cui abbiamo bisogno è il significato di ciò che esiste e, in ultimo, se c’è Qualcuno per il quale e grazie al quale, tutto esiste. Scopriremo così che alla radice di tutto sta l’amore. La sapienza permette di riconoscere nella realtà che ci circonda l’Amore.

Entro la trama delle discipline del vostro corso di studi, cercate di rintracciare quel filo rosso che mostra come nel mondo e nella storia sia all’opera una Intelligenza sapiente e amorevole che regge e sostiene la vita e conduce la storia, seppur per vie misteriose, verso un fine. Troverete in Essa la radice della dignità e della grandezza propria e altrui, scoprirete che investigare scientificamente è un’opera religiosa, fatta di meraviglia e di umiltà. Riconoscerete nell’uomo non una povera passione inutile, ma colui del quale il Figlio di Dio ha voluto assumerne la natura: l’Intelligenza sapiente e amorosa si è fatta Persona.

Se nello studiare chiederete il dono della sapienza e la ricercherete, avrete la sorpresa meravigliosa di incontrarvi con un Volto nel quale troverete il come, il perché e il per chi dell’umano sapere.

Coraggio e al lavoro, cari studenti!

+ Gualtiero Bassetti, arcivescovo

 

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