Archive for settembre, 2011

ASSISI-NOCERA UMBRA-GUALDO TADINO. IL PROGRAMMA PASTORALE 2011/2012

Il 18 settembre 2011 il Vescovo diocesano mons. Domenico Sorrentino, ha consegnato alla comunità diocesana, il programma pastorale 2011 – 2012 per il secondo anno del quadriennio della Parola.

Di seguito il link all’Omelia programmatica di Mons Domenico sorrentino:

www.diocesiassisi.it/assisi/allegati/37/programma%20pastorale%202011_2012.pdf

 

Add comment settembre 29th, 2011

PERUGIA. IL SALUTO DELL’ARCIVESCOVO MONS. GUALTIERO BASSETTI AGLI STUDENTI

A due settimane dall’inizio dell’Anno scolastico 2011-2012 l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti scrive agli studenti dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, salutandoli ed incoraggiandoli nell’avvio del loro nuovo cammino di studi, augurando a tutti loro «tanta sapienza… un dono dall’alto». Di seguito il testo integrale del messaggio di mons. Bassetti.

Cari studenti, il vostro Vescovo, vi è vicino nella fatica dell’inizio di un nuovo anno scolastico e si rivolge a voi augurandovi tanta sapienza.

La sapienza è, prima di tutto, un dono dall’alto. Per l’esattezza, è uno dei sette doni che lo Spirito Santo offre a chi lo cerca. La sapienza è il dono che fa gustare il sapore delle cose di Dio e delle opere delle Sue mani. Tra di esse, un posto speciale tocca all’uomo che, creato libero e intelligente, è l’opera più splendida del Creatore. Egli è capace di leggere, interpretare, trasformare se stesso e il cosmo perché partecipa della stessa intelligenza di Dio. Noi siamo intelligenti, cioè sappiamo leggere dentro, entrare nella realtà intima delle cose, perché siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio! L’intelligenza è perciò una luce che scruta tutto ciò che esiste e le sue possibilità, caratteristica unica che contraddistingue l’uomo dalle altre specie viventi.

Resta vero, tuttavia, che l’intelligenza non è sinonimo di sapienza. L’intelligenza purtroppo può essere usata anche per scopi cattivi. Studiando la storia, vi sarete accorti che in fondo è piena di intelligenze deviate che hanno causato mali e distruzioni. Il pensiero, la conoscenza, purtroppo, possono corrompersi. Perciò l’intelligenza, da sola, non basta a fare di questo mondo un luogo abitabile. Per questo il mondo ha bisogno di uomini e di donne sapienti, che uniscano alla luce dell’intelligenza, il sapore del bene che sa aprire strade buone, creative e innovative sempre a favore dell’uomo.

Nell’anno scolastico che si è appena aperto sarete messi a contatto con tante discipline che richiedono sì il rigore scientifico dell’analisi, ma al contempo anche un approccio sapiente: è importante e basilare sapere il come delle cose, ma resta, oggi più urgente che mai, sapere il perché, e in ultimo, il per chi delle cose e dell’uomo.  Vi sarete certamente resi conto che tutto quello che esiste, quello che noi facciamo, non si risolve in una spiegazione sul funzionamento, seppur necessaria: quello di cui abbiamo bisogno è il significato di ciò che esiste e, in ultimo, se c’è Qualcuno per il quale e grazie al quale, tutto esiste. Scopriremo così che alla radice di tutto sta l’amore. La sapienza permette di riconoscere nella realtà che ci circonda l’Amore.

Entro la trama delle discipline del vostro corso di studi, cercate di rintracciare quel filo rosso che mostra come nel mondo e nella storia sia all’opera una Intelligenza sapiente e amorevole che regge e sostiene la vita e conduce la storia, seppur per vie misteriose, verso un fine. Troverete in Essa la radice della dignità e della grandezza propria e altrui, scoprirete che investigare scientificamente è un’opera religiosa, fatta di meraviglia e di umiltà. Riconoscerete nell’uomo non una povera passione inutile, ma colui del quale il Figlio di Dio ha voluto assumerne la natura: l’Intelligenza sapiente e amorosa si è fatta Persona.

Se nello studiare chiederete il dono della sapienza e la ricercherete, avrete la sorpresa meravigliosa di incontrarvi con un Volto nel quale troverete il come, il perché e il per chi dell’umano sapere.

Coraggio e al lavoro, cari studenti!

+ Gualtiero Bassetti, arcivescovo

 

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S. MARIA DEGLI ANGELI. LA “ROSA D’ARGENTO FRATE JACOPA 2011″

 

La Fraternità Francescana dei Frati Minori della Porziuncola in Assisi, unitamente al Comune di Assisi, all’Associazione Lo Storico Cantiere di Marino e alla Pro Loco di Santa Maria degli Angeli, è lieta di conferire il riconoscimento “Rosa d’argento Frate Jacopa 2011 – Donne del nostro tempo testimoni di fede, speranza e carità”, alla Sig.ra Maria Grazia Frezza.

Il riconoscimento prende spunto dalla figura di Donna Jacopa dei Settesoli che attraverso l’incontro con San Francesco ha cambiato radicalmente la sua vita divenendo testimone di fede e di carità. Ogni anno, in suo onore, viene scelta una figura femminile che nel nostro tempo incarni questi valori. Ad essa spetta il compito il 3 ottobre di omaggiare San Francesco con i doni che a suo tempo Frate Jacopa portò alla Porziuncola il giorno del beato transito del Poverello di Assisi.

Sposa di  Marco, mamma di Emanuele e Chiara, educatrice e formatrice, la signora Maria Grazia Frezza ha saputo accogliere la perdita del figlio Emanuele, confermando l’amore verso il Cristo e testimoniando la tenerezza, il calore e la dolcezza di questa presenza viva e operante nella vita personale e della sua famiglia,  attraverso la cura ai poveri e agli abbandonati.

Ha fatto così nascere a Farim, in Guinea Bissau, “Casa Emanuele”, un Centro Nutrizionale Pediatrico per aiutare tutti quei bambini denutriti, malnutriti e ammalati che, a motivo della scarsità dei mezzi materiali delle loro famiglie e anche a causa di retaggi culturali di quelle popolazioni, ancora oggi continuano a “morire di fame”. Il progetto è poi proseguito con la costruzione di unna nuova realtà, sempre a Farim, la “Casa del Sole”, una scuola materna ed elementare, nata dalla convinzione che l’istruzione e la formazione degli adulti di domani è la marcia necessaria per dare al futuro uomini e donne capaci di “passione” per la gente.

Chi era Donna Jacopa dei Settesoli: http://chiesaumbra.it/2010/09/27/assisi-la-rosa-dargento-frate-jacopa-assegnata-a-claudia-koll/

 

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ORVIETO-TODI. INSEDIATO IL NUOVO CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO

Sabato 24 settembre, nella Casa Diocesana di Spagliagrano di Todi, mons. Giovanni Marra, Amministratore Apostolico della  diocesi di Orvieto-Todi ha insediato il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano organismo collegiale di cui sono vice-presidenti don Mario Venturi e la prof. Giuseppina Bruscolotti, segretaria M. Caterina Leonardi.

Il Consiglio pastorale è uno degli organismi più rappresentativi della diocesi di cui fanno parte sacerdoti, religiosi e laici per la programmazione pastorale.

L’Arcivescovo, in comunione con la Chiesa italiana, ha proposto “Educare le nuove generazioni alla vita buona del Vangelo a partire dai sacramenti della iniziazione cristiana” come tema per la pastorale diocesana  di Orvieto-Todi il cui progetto sarà presentato all’Assemblea Diocesana per l’apertura del nuovo anno pastorale 2011/2012 in programma il 22 ottobre presso la struttura di accoglienza del Santuario di Collevalenza.

In particolare l’Arcivescovo ha messo in evidenza che, da sempre, la prima educazione, nella Chiesa, è la iniziazione ai sacramenti. Il primo approccio alla  Chiesa è l’occasione preziosa per una azione di educazione e di formazione. Il Battesimo – ha detto Marra – è sacramento d’ingresso alla vita cristiana e agli altri sacramenti. Si comincia con il Battesimo che i genitori chiedono, ma – ha soggiunto – l’azione pastorale deve continuare con la famiglia.

Parlando, poi, dell’Eucaristia ha ricordato come questo sia il “sacramento dei sacramenti “ con il quale si realizza l’intima comunione con Cristo. Per la nostra Diocesi – ha sottolineato – questo sacramento assume un significato tutto particolare per la presenza ad Orvieto  delle reliquie del Miracolo eucaristico come molto opportunamente mons. Giovanni Scanavino ebbe a mettere in risalto lo scorso anno  con la sua Lettera pastorale.

“Rilanciare” le conclusioni del Sinodo diocesano è stata, successivamente, la parola- chiave del discorso di mons. Marra. Nel corso dell’ articolata relazione al neo Consiglio, il Presule ha poi sottolineato come il progetto, alla luce delle conclusioni del Sinodo Diocesano presieduto dal compianto mons. Lucio Decio Grandoni, farà economia delle problematiche pastorali emerse anche nel corso degli incontri con i sacerdoti delle nove Vicarie e della riunione della Consulta delle Aggregazioni laicali.

Diamo di seguito i nomi dei componenti del Consiglio Pastorale Diocesano:

1. S.E. Mons. Giovanni Marra

2. Mons. Carlo Franzoni Vicario generale

3. Mons. Antonio Cardarelli Vicario Episcopale per la Cultura e la Formazione permanente

4. Mons. Italo Mattia Vicario Episcopale per la Catechesi e la Scuola

5. Mons. Marco Nunzi Vicario Episcopale per i Problemi guiridici

6. Don Francesco Valentini Vicario Episcopale per i Beni culturali

7. Don Marcello Sargeni Vicario Episcopale per i Laici e la Famiglia

8. Don Mario Venturi Vicario Episcopale per il Clero

9. Don Zeffiro Tordi Vicario Episcopale per la Carità

10. P. Sergio Prina Cerai Vicario Episcopale per la Vita consacrata e la Liturgia

11. Diac. Stefano Gambelli, segretario Comunità diaconale

12. P. Aurelio Del Prado F.A.M., segretario diocesano C.I.S.M.

13. Sr. Aurora Angelaccio S.D.A. segretaria diocesana U.S.M.I.

14. Sig.ra Patrizia Germini responsabile Consulta Aggregazioni laicali

15. Filippo Sciucchini Vicaria S. Pietro Parenzo e S. Crispino

16. Maria Caterina Leonardi Vicaria S. Pietro Parenzo e S. Crispino

17. Maria Grazia Gigli Vicaria S. Fortunato e S. Filippo Benizi

18. Fulvio Boschi Vicaria S. Fortunato e S. Filippo Benizi

19. Guido Morichetti Vicaria S. Callisto

20. Claudio Marcucci Vicaria S. Callisto

21. Rita De Maria Vicaria S. Cristina

22. Serenella Graziani Vicaria S. Cristina

23. Marco Agostinelli Vicaria S. Cassiano

24. Emanuele Bagnoli Vicaria S. Cassiano

25. Elia Romano Vicaria S. Venanzo, S. Degna e S. Romana

26. Rosanna Cannata Vicaria S. Venanzo, S. Degna e S. Romana

27. Giuliano Capodicasa Vicaria S. Terenziano e S. Felice

28. Giuseppina Bruscolotti Vicaria S. Terenziano e S. Felice

29. Osvaldo Mencarelli Vicaria B. Angelina e B. Vanna

30. Domenico Ferri Vicaria B. Angelina e B. Vanna

31. Simone Cecchini Vicaria S. Martino I

32. Marcello Marcelli Vicaria S. Martino I

33. Mauro Stella – nominato da mons. Vescovo

34. Ferruccio Della Fina – nominato da mons. Vescovo

35. Luigi Carandente

 

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PERUGIA. CON LA FESTA DIOCESANA DELLA FAMIGLIA SI E’ CONCLUSA LA CINQUE-GIORNI DI “TOBIA”

«L’iniziativa “Tobia”, questa bellissima libreria mobile, che per cinque giorni ha sostato davanti alla nostra cattedrale, si conclude con questo pomeriggio di festa e di grande gioia per la presenza di tante coppie di sposi e moltissimi bambini». Così ha esordito nella sua omelia l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, domenica 25 settembre, durante la celebrazione eucaristica della festa diocesana della famiglia che ha concluso, nel capoluogo umbro, la riuscita manifestazione “Tobia” tenutasi nella centralissima piazza IV Novembre, dal 21 al 25 settembre. Una manifestazione che attraversa l’Italia per fermarsi in 15 diverse piazze, è l’epicentro di un progetto che intende la cultura in senso dinamico, dialogante, mobile. Tutto questo avviene attraverso incontri con autori, dibattiti, convegni, spettacoli e laboratori per bambini, incontri con le famiglie e con le più importanti realtà del volontariato e del no-profit.

«Vedendovi, qui, dinanzi all’altare grande della nostra cattedrale – ha proseguito mons. Bassetti nel rivolgersi alle numerose famiglie presenti –, mi tornano in mente le parole di Giovanni Paolo II quando affermava che, fra tutte le vie, che l’uomo percorre nella sua vita terrena, la famiglia è la prima via ed è la più importante: una via unica, irripetibile, come irripetibile ed unica e ogni persona. Una via, quella della famiglia, della quale l’essere umano non può staccarsi. Ciascuno di noi, normalmente, viene al mondo all’interno di una famiglia. Quando manca la famiglia viene a crearsi nella creatura che viene alla luce – e pensiamo a quanti sono in questa condizione – una preoccupante e dolorosa carenza che peserà in seguito su tutta la vita».

«Sono queste – ha sottolineato l’arcivescovo – delle parole molto illuminate, che Giovanni Paolo II ha voluto scolpite nella sua lettera alle famiglie: “Famiglia diventa ciò che sei!” E cos’è la famiglia? E’ una comunità di tenerezza e d’amore, perché essa si fonda sulla comunione: comunione tra sposi, tra genitori e figli, fra le famiglie stesse».

La celebrazione eucaristica in San Lorenzo è stata preceduta in piazza IV Novembre dalla processione con la statua della Madonna delle Grazie, dopo un pomeriggio di festa con giochi sani di un tempo, che hanno attratto molti bambini e ragazzi, canti, musiche e testimonianze di seminaristi, famiglie e coppie di fidanzati. Una di queste, che si sposa tra poche settimane, ha raccontato l’esperienza del suo fidanzamento, che dura da otto anni, vissuto nella castità, una scelta compiuta con serenità, perché è soprattutto Amore.

E’ sull’amore ben saldo che nasce la famiglia, che è stata al centro della manifestazione “Tobia” a Perugia, come ha ricordato il presidente del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria, l’avv. Simone Pillon: «Al di là delle migliaia di persone che hanno visitato il tir di “Tobia” partecipando alle varie iniziative promosse, è stato un segno per la città: i cattolici sanno fare cultura e associazionismo. E’ stata una testimonianza che la famiglia è in grado di essere la risposta per la crisi del nostro tempo, del nostro modello sociale».

 

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PERUGIA. IN MOSTRA DUE BIBBIE “ATLANTICHE”

Tra i codici più noti e preziosi conservati presso l’Archivio storico di San Pietro a Perugia e la Biblioteca Augusta vi sono alcune “Bibbie atlantiche” dalle enormi dimensioni. Si tratta di Bibbie che raggiungono i 50-60 centimetri di altezza per 35-40 di larghezza: da qui l’origine del nome “atlantiche”, cioè “gigantesche”. Di recente sono state oggetto di uno studio sistematico ed approfondito volto a definirne le caratteristiche materiali, grafiche, ornamentali e testuali.

Si tratta di manoscritti realizzati a Roma e nell’Umbria meridionale tra la fine dell’XI secolo e la metà del XII, su commissione dell’abbazia perugina. L’identificazione di un fondo considerevole di manoscritti atlantici, tutti riconducibili a San Pietro, permette di chiarire il ruolo avuto da questa istituzione nella promozione della riforma ecclesiastica gregoriana nell’Italia centrale nell’XI sec. e di definire i rapporti tra i potenti abati perugini e la corte papale.

Realizzate in pergamena, quasi sempre ovina, tali documenti contengono il testo della Bibbia in latino, con l’Antico e il Nuovo testamento. Contano più di 800 pagine rilegate, con copertina di legno rivestita in pelle. Sono arricchite da iniziali in stile geometrico decorate in colori brillanti, dal verde al rosso, all’azzurro, al giallo. In tutta Italia ne sono state scoperte 130. Alla basilica di San Pietro appartenevano ben tre esemplari che, insieme a una ricca collezione di 24 frammenti di manoscritti dello stesso formato, furono utilizzati per molti secoli dai monaci nel corso delle celebrazioni liturgiche. In mostra ne saranno esposte solo due, una custodita a San Pietro e l’altra nella Biblioteca Augusta. Una terza, per le condizioni frammentarie, non è stato possibile portarla in mostra.

L’esposizione presenterà anche una serie di codici liturgici risalenti allo stesso periodo storico, insieme ad alcune Bolle pontificie.

Fino al 31 Gennaio 2012
Galleria dei tesori d’arte della Basilica di San Pietro, Borgo XX Giugno – Perugia
Orario: 9-12 dal lunedì al venerdì; 9-12 e 16-18 sabato e domenica 

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GUBBIO. CONCLUSE LE CELEBRAZIONI PER L’850° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SANT’UBALDO

Riconciliazione, amore, perdono: valori che fanno parte di una eredità preziosa, segni distintivi di una città e di un popolo, impegni per tutti. Nell’omelia pronunciata in occasione della festa della Traslazione, che ha concluso le celebrazioni per l’850° anniversario della morte di sant’Ubaldo, il vescovo mons. Mario Ceccobelli ha voluto richiamare, per consegnarli ancora una volta all’intera comunità, i tratti salienti dell’insegnamento e della testimonianza del patrono Ubaldo. La Traslazione, come noto, ricorda il trasferimento del corpo del santo vescovo eugubino nella chiesetta fatta costruire sulla cima del monte Ingino (11 settembre 1194). Una giornata che la diocesi vive sempre con grande partecipazione, con la cerimonia pomeridiana che esprime un momento di grande intensità e notevole coinvolgimento. Insieme al presule hanno concelebrato l’emerito mons. Pietro Bottaccioli e l’abate dei Canonici regolari lateranensi don Bruno Giuliani. In una affollatissima basilica, presenti il sindaco Guerrini ed autorità civili e militari, il vescovo Ceccobelli ha sottolineato che “traslazione” dà concretezza al desiderio che è nel cuore di ogni eugubino: “Alzare il capo e guardare Ubaldo”, visibile “da ogni piazza della città, da ogni casa della grande valle”. Ha richiamato quelli che sono i valori praticati e predicati dal Patrono: riconciliazione, perdono, amicizia, solidarietà, amore. “Giovanni Paolo II – ha ricordato Ceccobelli – nell’ottavo centenario della nascita di sant’Ubaldo, 1985, scrivendo al vescovo Antonelli chiama Ubaldo il santo della riconciliazione; la civica Amministrazione ha inserito nello statuto comunale ‘Ubaldo santo della riconciliazione’”. Ha operato alcuni paralleli con san Francesco che “nel 1206 venne a Gubbio” dove “un vescovo lo accolse e l’incoraggiò a vivere da figlio di Dio e da fratello di ogni uomo, privilegiando i poveri e gli abbandonati, e lui iniziò a servire i lebbrosi”, offrendogli “la chiesa della Vittorina, una seconda Purziuncola”. Infine avvenne proprio a Gubbio il celebre episodio dell’ammansimento del lupo, che si presta a più chiavi di lettura, compresa quella dell’accoglienza e del rispetto della natura e delle sue varie espressioni. Ha concluso ricordando “che Ubaldo e Francesco hanno etichettato questa città come quella della riconciliazione”, impegnando “gli eugubini a dare ancora e sempre il segno di essere un popolo che ama e cerca la riconciliazione”.

www.tempusvirtutum.it

 

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SPOLETO. LA CHIESA DELLA MADONNA DI LORETO ERETTA A SANTUARIO

Giovedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa della Madonna di Loreto a Spoleto. Al termine della celebrazione mons. Boccardo ha annunciato ai fedeli l’erezione a Santuario della chiesa della Madonna di Loreto. Grande la gioia della gente e del parroco dei Santi Pietro e Paolo don Edoardo Rossi.

L’origine di questo tempio rinascimentale si connota di avvenimenti leggendari: Jacopo Siculo, nel 1538, fece dipingere un’immagine di Maria con il Bambino. La leggenda vuole che il pittore, tornando a completare l’opera, la trovò già finita per mano angelica. In occasione dei terribili terremoti dell’anno 1571 la popolazione si recò più volte in processione presso la cappellina, attribuendo alla protezione della Madonna la salvezza dalle terribili scosse. L’entusiasmo popolare crebbe talmente che l’allora vescovo Fulvio Orsini decise di costruirvi una grande chiesa (l’attuale, ndr), iniziata nel 1572 su progetto del fiorentino Annibale de’ Lippi. Dopo le soppressioni napoleoniche vi si trasferirono gli Agostiniani di S. Nicolò, e più tardi i Padri Conventuali, che vi rimasero fino a quando nel convento non fu insediato l’ospedale. Nel 2007 la chiesa è tornata di proprietà della Diocesi.

 

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PERUGIA. LA DIOCESI IN PELLEGRINAGGIO A SAN PIETRO

Mons. Bassetti, vescovo della diocesi Perugia-Città della Pieve, è fiducioso. “Il Papa verrà, certamente non quest’anno, ma sono fiducioso”, ha aggiunto, ricordando che insieme al Rettore dell’Università degli Studi di Perugia ha già presentato per la seconda volta l’invito alla S. Sede. In attesa di questa visita, ha detto il vescovo, “ho pensato di portare i perugini in pellegrinaggio dal Papa”. La data scelta è mercoledì 16 novembre. È prevista la partecipazione all’udienza pontificia, la visita alla tomba del beato Giovanni Paolo II e la celebrazione eucaristica in San Pietro. L’Arcivescovo auspica un’ampia partecipazione. Chi vuol partecipare può già contattare il proprio parroco.

 

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LEGGERE & RIFLETTERE. “I TEMPLARI IN ORVIETO”

www.tempusvirtutum.it/headlines/articoli_lista_public.asp?HL_CATEGORIA_ID=63

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