TORGIANO. TRAFUGATE DALLA CHIESA PARROCCHIALE LE RELIQUIE DEI SANTI MARTIRI COMPATRONI PRIMO E FELICIANO
24 agosto 2011
«La nostra chiesa parrocchiale non chiude dopo il grave furto sacrilego delle reliquie dei santi martiri Primo e Feliciano – annuncia mons. Giuseppe Piccioni, parroco di San Bartolomeo in Torgiano –. Le ossa dei nostri due compatroni erano custodite in un reliquiario in legno dell’800 posto sotto l’altare maggiore donato alla comunità parrocchiale da Papa Leone XIII, già vescovo di Perugia. Eravamo tutti affezionati alle reliquie che venivano esposte alla venerazione dei fedeli una settimana prima della festa dei Santi Primo e Feliciano, che si celebra in forma solenne il 9 giugno da almeno cinque secoli».
Mons. Piccioni esorta gli abitanti ad una «maggiore attenzione ed amore verso i beni della Chiesa nel farsi loro custodi, perché sono beni che appartengono a tutta la comunità», invitando chiunque a «vigilare» su questo patrimonio nel segnalare situazioni e comportamenti «anomali».
Il trafugamento di queste reliquie è avvenuto presumibilmente quando la chiesa era aperta, in occasione della manifestazione “Agosto torgianese”, ed è stato scoperto domenica sera 21 agosto. «Non poter più custodire le reliquie dei Santi Primo e Feliciano nella nostra chiesa parrocchiale – aggiunge mons. Piccioni – è una grave perdita per tanti motivi, soprattutto religiosi, e questo gesto sacrilego offende la sensibilità anche civile della nostra comunità».
I fedeli, ma non solo, sono rimasti sconcertati da quanto è accaduto, come se si fosse verificato in casa propria. Il trafugamento delle reliquie è avvenuto a poche settimane dalla scomparsa misteriosa di due lezionari (uno dei santi e l’altro dei riti). Questo particolare non fa scartare l’ipotesi, al vaglio degli investigatori, della pista dei riti esoterici. Non solo, appena un mese e mezzo fa, non molto distante da Torgiano, a San Martino in Colle di Perugia era stato profanato il cimitero. «Sono tutti episodi inquietanti che confermano che non esiste più il senso del rispetto e dei valori – conclude mons. Piccioni –, ma viviamo in una società che sempre più si trova a dover fare i conti con il male, quanto più in essa prevalgono forme di individualismo esasperato che allontanano l’uomo da Dio».
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