Archive for agosto, 2011

SPOLETO-NORCIA. 150° ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI DELLA MADONNA DELLA STELLA

 

L’ 8 settembre 2011, data importante per l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, per i Padri Passionisti e per il Comune di Montefalco, si è aperto ufficialmente il 150° anniversario delle apparizioni della Madonna della Stella. Il 150° anniversario si concluderà l’8 settembre 2012. Un anno scandito da momenti celebrativi, formativi e culturali.

Nel 1862 la Madonna appare ad un bambino di cinque anni, Federico (Righetto) Cionchi, che era uscito di casa per divertirsi nei dintorni della chiesetta di S. Bartolomeo. Egli si sente chiamare, si avvicina e vede l’affresco della chiesa prendere vita, circonfuso di una luce dorata. Appare la Madonna che lo prende per mano e gli dice: “Righetto, sii buono”. Più volte la Madonna gli apparirà. Il fatto viene raccontato candidamente dal bambino a chiunque lo interroga. Verrà confermato nel 1914, cinquantadue anni dopo, davanti ad un regolare tribunale ecclesiastico presieduto dal vescovo Pacifici che si pronuncerà con un documento solenne sulla veridicità delle apparizioni. La notizia dell’apparizione si diffonde subito. Giovanni Castellani di Fabbri, trentenne e malato di tisi, recatosi in pellegrinaggio con i parenti al luogo dell’apparizione, fu guarito all’istante. Si reca sul posto tanta gente da Spoleto, Perugia, Foligno, Nocera, Terni, Narni, Norcia.

Programma completo: www.spoletonorcia.it/attachments/article/503/Programma.pdf

Add comment agosto 31st, 2011

TERNI. INTERVENTO DI MONS. PAGLIA IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Intervenendo all’incontro congiunto del consiglio provinciale e comunale che si è tenuto a Terni alla presenza della presidente della Regione e dei parlamentari umbri per dibattere sul futuro assetto territoriale dell’Umbria alla luce della proposta del Governo di ridefinizione delle strutture amministrativa locali, il vescovo Vincenzo Paglia presidente della Ceu, ha riproposto la necessità di un impegno condiviso teso al perseguimento del bene comune attraverso una una visione poliarchica dell’impegno sociale.

Di seguito il testo integrale dell’intervento:

“E’ importante questa occasione di incontro tra noi. E’ importante perché ancora una volta vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e il nostro impegno per il futuro per il nostro territorio. Lo spunto nasce da una decisione che Governo e Parlamento stanno prendendo in queste settimane, una decisione ancora non definita e che i più auspicano sia rivista e sostanzialmente cambiata. E’ in effetti una decisione che appare insufficiente e non coerente con l’obiettivo che intende perseguire. Il paese è in un momento difficilissimo e scelte dolorose sono necessarie. Queste scelte debbono però riguardare tutti e non possono essere ristrette a pochi con metodi irragionevoli e forse anche di incerta compatibilità con le regole costituzionali.

E’ questo un mio personale giudizio: non sono un esperto di diritto o un politologo. Io sono il Vescovo di Terni Narni Amelia, cioè di quella porzione del popolo di Dio che è in Terni Narni Amelia. E’ dunque dal punto di vista del rapporto tra la Chiesa e la città che posso oggi portare il contributo che mi è proprio. Essere Vescovo significa infatti anche confrontarsi con la città e il suo futuro, anche con la città degli uomini e non solo con la città di Dio. Tra la Chiesa e la città c’è infatti distinzione, una distinzione importante a salvaguardia della libertà religiosa, delle libertà della persona e dei limiti del potere politico. Ma c’è anche un’intimità per cui l’una è interna all’altra, le preoccupazioni delle città, delle comunità, le loro ansie e speranze sono le ansie e le speranze della Chiesa.

Il Vescovo, i laici credenti, i presbiteri, i religiosi e le religiose della nostra Chiesa – chiamati al discernimento di questo tempo storico – sono oggi preoccupati per il futuro delle nostre città, per la loro capacità di crescere, di contrastare l’ingiustizia e l’esclusione sociale, per la loro capacità di perseguire il bene comune. Ma il bene comune è una responsabilità comune, una responsabilità di tutte le sfere sociali, dell’economia come della politica, delle comunità religiose come del mondo della cultura, e così via. Senza supremazie o distinzioni tra ruoli centrali e ruoli periferici. Quando si parla di bene comune siamo tutti centrali. E’ un tema che abbiamo affrontato più volte in questi anni e che oggi torna vigorosamente alla nostra attenzione. Solo con una visione poliarchica della città possiamo affrontare con successo le sfide che abbiamo di fronte a noi.

Se dunque una visione poliarchica ci mette nella giusta posizione per guardare al futuro dobbiamo cambiare molti dei nostri atteggiamenti. Non possiamo, ad esempio, continuare a pensare che altri ci debbano garantire status, condizioni sociali, qualità della vita. Non abbiamo più uno stato che garantisce la provincia. Non abbiamo più uno stato che crea sviluppo e posti di lavoro. Non abbiamo più uno stato che ci assicura contro la povertà. E non possiamo neppure sostituire la regione allo stato, non è questo il federalismo che può far crescere l’autonomia e la responsabilità delle nostre città. In altre parole non abbiamo più alibi.

Non avere più garanzie, o meglio non avere più le forme di garanzia che la storia recente ci aveva abituato a dare per scontate, ci obbliga così ad un salutare ripensamento delle nostre responsabilità, delle nostre capacità di far fruttare le risorse di cui siamo dotati e di lasciare spazio ai nostri talenti. Non dobbiamo chiedere garanzie ad altri ma chiedere a noi stessi di impegnarci di più, di lavorare di più e meglio, di avere più cura e di dedicare più tempo a chi resta indietro.

Abbiamo cioè di fronte una responsabilità tutta nostra: una responsabilità comune per il futuro che ci deve aiutare a contrastare il ripiegamento che rischia di attanagliarci e, accanto al ripiegamento, la tentazione di sostituire la rivendicazione alla laboriosità. Non è questa la nostra storia: è la nostra tentazione ma non è la nostra storia. Al contrario dobbiamo fare nostro l’invito di Paolo ai cristiani di Tessalonica: “vi esortiamo a progredire ancora di più, a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani” (1Ts 4,10-11).

Impegno per la crescita, capacità di far fronte alle urgenze del tempo presente, liberazione dei talenti locali, ricerca di una responsabile autonomia. Sono questi i pilastri di una visione per il futuro del territorio. Su questi pilastri possiamo edificare una nuova fase della vita della città, una fase “costituente”, una fase capace di porre nella giusta prospettiva anche le questioni dei rapporti tra i diversi livelli territoriali di esercizio del potere politico. Si tratta, volendo usare un’immagine, di sottoporre la città come ad una torsione nella quale lo sforzo deve concentrarsi nel restituire centralità a tutte le sfere sociali, nel lasciare che il protagonismo di tutti costruisca il futuro. Non si possono difendere forti livelli di governo dove le altre sfere sociali sono deboli, avvilite, dipendenti e non autonome, fiacche e non vigorose, dove c’è cooptazione e non sana competizione.

Gli strumenti per mettere in moto questo processo possono essere diversi, non è certo mio compito cercare di definirli, ma la visione è decisiva e occorre che sia una visione condivisa. Solo nella condivisione è possibile cercare un rafforzamento delle possibilità. Un futuro per il quale questo territorio deve saper guardare in ogni direzione, deve saper stringere alleanze senza preclusioni che non hanno più ragione di essere coltivate, e senza fedeltà che spesso non sono che il frutto di convenienze di breve periodo o di sudditanze non più giustificate.

Il momento nazionale e internazionale di crisi può tramutarsi in una grande opportunità. Le risorse per privilegiare le garanzie e le rivendicazioni a scapito della responsabilità e dell’autonomia sono esaurite. Non si potrà più compensare il consenso a scapito dell’autonomia e della responsabilità. Da anni si è andata cristallizzando una “questione Terni” dentro la realtà regionale, una questione che attraversa molte dimensioni, lo sviluppo industriale, la sanità, l’università, la ricerca, i servizi pubblici locali, la cultura. Questo è il nodo cruciale che dobbiamo anche oggi affrontare. Il dibattito sui livelli di governo è strumentale alla soluzione di questo nodo e in tanto è importante e merita attenzione in quanto riesce a rispondere ai diversi aspetti di questo nodo.

La “questione Terni” è una questione più larga dei suoi confini geografici e dei problemi dei suoi livelli di governo. Come diceva una delle relazioni del convegno del 14 giugno siamo “troppo piccoli per contare e troppo soli per competere. Terni, Narni e tutto il nostro territorio hanno bisogno di fare sistema con alcuni dei territori contigui. Con lucidità e spregiudicatezza. Vale la pena di abbandonare per sempre i vecchi miti. Da quello della piccola dimensione come culla del buon vivere a quello della “città regione”, mito dirigista e centralista. Occorre liberarsi degli accordi imposti gerarchicamente e procedere ad un rimescolamento dal basso”.

Credo che questa analisi sia ancora attuale e debba guidarci anche di fronte alle questioni di attualità. L’irragionevolezza delle decisioni che stiamo affrontando in queste settimane non cancella le nostre responsabilità. Non possiamo quindi ritrovarci solo per difendere il passato o quello che c’è oggi: dobbiamo orientare il nostro sguardo al futuro e inventare soluzioni nuove. Riconoscere e dare il giusto peso alle nostre potenzialità è un impegno che riguarda prima di tutto noi stessi: riconoscersi è il primo passo per progettare il futuro. E’ questa la sfida che è dinanzi a noi.”

Vincenzo Paglia

+ vescovo di Terni Narni Amelia

 

Add comment agosto 30th, 2011

ORVIETO. IN LIBRERIA “LE CHIESE DI ORVIETO”

E’ in vendita, da alcuni giorni, nelle edicole e nelle librerie, “Le chiese di Orvieto” un patrimonio notevolissimo e, in parte, dimenticato. Alcune sono giustamente celebrate e frequentate, ma ci sono anche quelle cadute nell’oblio. Sono le chiese di Orvieto, per la prima volta censite in maniera completa in un libro di Aldo Lo Presti.

Un tesoro da riscoprire composto da 48 edifici sacri. Alcuni in posti inimmaginabili. Nel libro si parla diffusamente anche del Cenacolo della Palombella e di una scoperta fatta dall’autore nella sacrestia della chiesa di San Francesco.
Il libro è edito da Intermedia Edizioni.
Prezzo: € 12,00

Per informazioni

Tel. 0763 344247
www.intermediaedizioni.com

 

Add comment agosto 30th, 2011

TORGIANO. TRAFUGATE DALLA CHIESA PARROCCHIALE LE RELIQUIE DEI SANTI MARTIRI COMPATRONI PRIMO E FELICIANO

«La nostra chiesa parrocchiale non chiude dopo il grave furto sacrilego delle reliquie dei santi martiri Primo e Feliciano – annuncia mons. Giuseppe Piccioni, parroco di San Bartolomeo in Torgiano –. Le ossa dei nostri due compatroni erano custodite in un reliquiario in legno dell’800 posto sotto l’altare maggiore donato alla comunità parrocchiale da Papa Leone XIII, già vescovo di Perugia. Eravamo tutti affezionati alle reliquie che venivano esposte alla venerazione dei fedeli una settimana prima della festa dei Santi Primo e Feliciano, che si celebra in forma solenne il 9 giugno da almeno cinque secoli».

Mons. Piccioni esorta gli abitanti ad una «maggiore attenzione ed amore verso i beni della Chiesa nel farsi loro custodi, perché sono beni che appartengono a tutta la comunità», invitando chiunque a «vigilare» su questo patrimonio nel segnalare situazioni e comportamenti «anomali».

Il trafugamento di queste reliquie è avvenuto presumibilmente quando la chiesa era aperta, in occasione della manifestazione “Agosto torgianese”, ed è stato scoperto domenica sera 21 agosto. «Non poter più custodire le reliquie dei Santi Primo e Feliciano nella nostra chiesa parrocchiale – aggiunge mons. Piccioni – è una grave perdita per tanti motivi, soprattutto religiosi, e questo gesto sacrilego offende la sensibilità anche civile della nostra comunità».

I fedeli, ma non solo, sono rimasti sconcertati da quanto è accaduto, come se si fosse verificato in casa propria. Il trafugamento delle reliquie è avvenuto a poche settimane dalla scomparsa misteriosa di due lezionari (uno dei santi e l’altro dei riti). Questo particolare non fa scartare l’ipotesi, al vaglio degli investigatori, della pista dei riti esoterici. Non solo, appena un mese e mezzo fa, non molto distante da Torgiano, a San Martino in Colle di Perugia era stato profanato il cimitero. «Sono tutti episodi inquietanti che confermano che non esiste più il senso del rispetto e dei valori – conclude mons. Piccioni –, ma viviamo in una società che sempre più si trova a dover fare i conti con il male, quanto più in essa prevalgono forme di individualismo esasperato che allontanano l’uomo da Dio».

 

Add comment agosto 24th, 2011

MASSA MARTANA. RIAPERTURA AL CULTO DELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO

Mercoledi 24 agosto 2011, la Chiesa di San Sebastiano, opera del XII-XIII sec., che si trova nel Comune di Massa Martana, Parrocchia di Colpetrazzo, località Torre Lorenzetta, è stata riaperta al culto con una celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Carlo Franzoni, Vicario Generale della Diocesi di Orvieto-Todi.

La  Chiesa è adornata di diverse pitture ad affresco che vanno dal XV agli inizi del XVII secolo.

Il parroco, don Francesco Valentini, ha così precisato: “La Chiesa era stata dichiarata inagibile, perché molto lesionata, a seguito del terremoto del 1997. Ora restaurata sia dal punto di vista strutturale che nella decorazione pittorica a cura della Soprintendenza per i Beni Culturali dell’Umbria, sarà riaperta al culto. I lavori, finanziati e diretti dalla Soprintendenza, sono stati eseguiti per la parte strutturale dalla Ditta Rosati di Todi sotto la direzione dell’architetto Maurizio Damiani, per la parte artistica dalla restauratrice Rita Canneori sotto la direzione della dott.ssa Margherita Romano”.

 

Add comment agosto 23rd, 2011

L’EQUIPE FORMATIVA DEL PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE UMBRO “PIO XI”

Nell’ultima riunione ordinaria della Conferenza Episcopale Umbra, tenutasi a fine luglio a Villa Sacro Cuore in Perugia, i Vescovi dell’Umbria, volendo dare ulteriore robustezza alla vita del Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI”, anche in vista della celebrazione dei 100 anni dalla fondazione (2012), hanno ridefinito l’equipe formativa del Seminario Regionale e del tempo propedeutico.

Rettore del Seminario è stato confermato il Rev. Mons. Nazzareno Marconi, della Diocesi di Città di Castello; vice rettore del Seminario è stato nominato il Rev. Don Andrea Czortek, della Diocesi di Città di Castello; responsabile del periodo propedeutico è stato nominato il Rev. Don Simone Sorbaioli, dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve; padre spirituale del Seminario Regionale è stato nominato il Rev. Don Mauro Salciarini, della Diocesi di Gubbio; padre spirituale del tempo propedeutico è stato nominato il Rev. Mons. Remo Serafini, dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

I Vescovi umbri hanno espresso gratitudine al Rev. Don Andrea Rossi, della Diocesi di Orvieto-Todi, per anni vice rettore del Seminario, richiamato ora in diocesi per nuovi incarichi.

 

Add comment agosto 16th, 2011

CITTA’ DI CASTELLO. AL VIA I LAVORI DI RESTAURO DELLE VETRATE POLICOME NEL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Nei giorni scorsi hanno avuto inizio i lavori di restauro delle vetrate policrome collocate entro i finestroni dell’abside del santuario della Madonna delle Grazie di Città di Castello, patrona della città e della diocesi. Si tratta di tre manufatti realizzati a Firenze nel 1874 nell’ambito degli ultimi imponenti lavori di rifacimento del santuario, coordinati da una commissione presieduta da p. Luigi Piccardini, appartenente alla congregazione dell’Oratorio di san Filippo Neri e fondatore del santuario mariano di Canoscio. La presidenza del comitato e il coordinamento dei lavori di rifacimento del santuario cittadino costituiscono l’ultimo impegno del padre Piccardini a sostegno di una rinnovata pietà mariana, sostenuta da un’importante lavoro di studio documentario che lo stesso Piccardini pubblicò nell’anno 1888. Nel corso di questi lavori venne anche realizzata l’attuale abside, illuminata dai tre finestroni entro i quali furono collocate le vetrate oggetto dell’intervento di restauro, promosso e finanziato dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e realizzato, sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali dell’Umbria, dallo Studio Forme di Roma e dalla ditta Epi Simone di Città di Castello (collaborazione per lo smontaggio e il rimontaggio).

Le vetrate saranno restaurate direttamente presso i laboratori dello Studi Forme, con la ripulitura di tutti i pezzi e la ricostruzione di quelli mancanti. La fine dei lavori e la ricollocazione delle vetrate e degli elementi di protezione è prevista per gli inizi del prossimo mese di ottobre.

Chi volesse contribuire a sostenere i lavori di restauro – che non beneficiano né di contributi pubblici né di sponsorizzazioni private – può consegnare la propria offerta direttamente in parrocchia, oppure versarla sul c/c bancario 155568 presso la Cassa di Risparmio di Città di Castello – Agenzia 1 (Piazza Matteotti), specificando la causale “pro restauri”.

 

Add comment agosto 8th, 2011

GUBBIO. MONS. CECCOBELLI, VESCOVO DJ PER UNA NOTTE

Un vescovo-dj, per una notte, a Gubbio. “Mi hanno invitato i giovani che animano la discoteca e questo invito ha colto in pieno un mio desiderio. Da tempo volevo conoscere questo tipo di ambiente, perché qualcosa deve avere se attira migliaia di ragazzi”: mons. Mario Ceccobelli ha spiegato così l’inedita iniziativa che lo ha portato a trasformarsi la scorsa notte nel disc-jockey ospite di un locale della zona.

“Spero che passi nei giovani la sensazione che la Chiesa e il vescovo che la rappresenta – ha spiegato il presule, colletto bianco alla camicia e croce pettorale ben in vista per tutta la serata – non sono lontani, ma vogliono essere presenze vicine. Vorrei allacciare rapporti e mettermi a disposizione di chi vuole parlare, di chi cerca qualcosa in più, di chi può avere qualche nostalgia. Sono qui per far capire che, se i giovani vogliono conoscere e comunicare, io sono a disposizione”.

Dopo una mezz’ora di brani mixati dal “resident dj” è salita in console la “guest star” della serata, annunciata come si conviene dai proclami roboanti del “vocalist”. “Benvenuti a tutti – ha esordito il vescovo di Gubbio – io sono contento di stare qui con voi. Vi propongo qualche canzone, quelle della mia gioventù, e nel caso non vi piacciano, possiamo sospendere subito il brano e cambiarlo”. Le ultime parole al microfono viaggiavano già sulle note della “Diana” di Paul Anka e in pista ballavano davvero tutti. La “play-list episcopale” è andata avanti sulle note di “24 mila baci” di Celentano, “Yellow Submarine” dei Beatles, “Cuore matto” di Little Tony, “Stasera mi butto”, “I Watussi”, “Fatti mandare dalla mamma”, “Azzurro” e altre, fino alla chiusura, intorno alle 2 di notte, con “Cuando calienta el sol”. “Grazie, cari giovani, per avermi fatto vivere questo bel momento insieme a voi – ha commentato il vescovo prima di lasciare microfono, cuffie e mixer audio – perché la musica è un veicolo straordinario. Auguri e buona serata”.

Il Vescovo, colletto bianco alla camicia e croce pettorale ben in vista per tutta la serata, si presta ancora a qualche richiesta dei giovani di fare foto insieme a lui e poi – a notte inoltrata – lascia la discoteca, mentre sono ancora tante le persone che stanno entrando.

 

Add comment agosto 8th, 2011

MIGLIAIA DI PELLEGRINI ALLA PORZIUNCOLA PER LA FESTA DEL PERDONO DI ASSISI

Ad Assisi, presso la Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, sono iniziate le celebrazioni per la solennità del Perdono che, come ogni anno, si ricorda oggi, 2 agosto. Migliaia i pellegrini giunti per ricevere l’indulgenza plenaria chiesta ed ottenuta nel 1216 da San Francesco.

Un amore traboccante, incontenibile e quindi da condividere. Questo abitava nel cuore di Francesco, un uomo che nell’incontro con il Dio misericordioso, morto e risorto, aveva trovato la pienezza di vita. Questa scoperta egli desiderava mostrarla ad ogni uomo, nella certezza che da ogni condizione di deserto spirituale e di morte, in Cristo potesse rigermogliare la vita. In preghiera, nella chiesetta della Porziuncola, chiese ed ottenne l’indulgenza plenaria per quanti, pentiti e confessati, avessero visitato la piccola cappellina. Subito diede l’annuncio ai numerosi fedeli radunatisi nella piana di Assisi con una frase carica di entusiasmo: “Fratelli, voglio mandarvi tutti in Paradiso”. Da sette secoli la porta della Porziuncola è stata varcata da milioni di anime che qui si sono riconciliate con il Creatore. Ma cosa viene a dirci oggi la festa del Perdono? Risponde padre Fabrizio Migliasso, custode della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli:

R. – L’indulgenza della Porziuncola ci ricorda la misericordia di Dio che non si stanca mai di noi e continua a darci la possibilità di ricominciare. E attraverso l’esperienza di Francesco d’Assisi, l’uomo che – per eccellenza – nella sua vita ha sperimentato questa porta aperta – come definiamo la nostra indulgenza – sul Paradiso.

D. – Ci sono situazioni in cui il male sembra avere la meglio, come nella recente strage in Norvegia. Come parlare di perdono in questi casi limite?

R. – Intanto, il perdono deve partire sempre dalla ricerca della verità: non delle colpe, perché le colpe alla fine non portano a niente, ma la ricerca della responsabilità; chiederci che posto ha oggi ancora il valore della persona umana, il valore dell’onestà, della giustizia, della pace sociale … E credo che questo messaggio dell’indulgenza stimoli e provochi soprattutto noi cristiani ad essere noi, oggi, dei ri-costruttori di pace.

D. – Per ottenere l’indulgenza plenaria per sé o per le anime del Purgatorio è necessario visitare una chiesa francescana o parrocchiale dal mezzogiorno di oggi alla mezzanotte di domani, confessandosi, partecipando alla Messa e recitando il Credo, il Padre Nostro e una preghiera secondo le intenzioni del Papa. Come mai questo elenco di azioni da compiere? Ancora padre Migliasso:

R. – Questi sono segni esteriori per aiutarci a rimetterci in cammino interiormente. L’indulgenza della Porziuncola, come oggi tutte le indulgenze, sono gratuite, nel senso che non si paga in moneta, ma c’è da pagare qualcosa di più grande che è la conversione personale. Per cui queste preghiere, questo metterci in comunione con il Santo Padre – quindi con la Chiesa – dev’essere però uno stimolo, un inizio di vita cambiata …

D. – Alla Porziuncola le celebrazioni sono iniziate ieri mattina con la Messa solenne presieduta dal ministro dell’ordine dei Frati Minori, padre Josè Rodriguez Carballo, e proseguiranno fino a stasera quando, dopo l’arrivo della XXXI marcia francescana, il ministro provinciale dei frati minori d’Umbria, padre Bruno Ottavi, celebrerà i secondi vespri della solennità nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli. Ancora padre Migliasso.

R. – Personalmente, ho fatto alcune ore di confessione: vedi proprio la voglia di ricominciare. Pellegrini che vengono, quindi, non da turisti, ma veramente come coloro che cercano un nuovo inizio della propria vita. Ed è un po’ questa la caratteristica della festa del Perdono.

 

Add comment agosto 2nd, 2011

ASSISI. COMPIE 140 ANNI L’ISTITUTO SERAFICO

L’Istituto Serafico di Assisi, che accoglie bambini e ragazzi con gravi disabilità, in occasione del 140° anniversario della sua fondazione (1871-2011) ha in programma una serie di eventi e manifestazioni che culmineranno dal 17 al 19 novembre nel Convegno celebrativo che si terrà presso il Centro Congressi Ora – Hotel Cenacolo Francescano di Assisi. Negli stessi giorni sarà realizzato un importante Corso di aggiornamento professionale sulla cecità e pluridisabilità sensoriale per medici con rilascio crediti ECM.

Tra gli eventi molto attesi c’è il pellegrinaggio a Lourdes, un progetto che andrà a concretizzarsi per un primo gruppo di ragazzi e operatori del Serafico dal 26 settembre al 2 ottobre prossimi. Guidati dall’assistente spirituale dell’Istituto e con l’ausilio dell’Unitalsi, sosteranno per sei giorni nella suggestiva cittadina francese ai piedi dei Pirenei, dove l’11 febbraio 1858 iniziarono le prime apparizioni della Beata Vergine Maria. Per gli altri ragazzi l’appuntamento è invece rimandato a giugno 2012 e sarà inserito  nel pellegrinaggio regionale dell’UNITALSI. L’Istituto si farà carico di sostenere le spese di viaggio e soggiorno dei ragazzi e familiari che non hanno le possibilità, grazie anche alle generose offerte dei benefattori.

Altre iniziative importanti riguardano il Progetto Sollievo a favore dei genitori del territorio, i cui ragazzi verranno accolti dall’1 al 10 agosto per consentire alle famiglie di “staccare la spina” per qualche giorno. I ragazzi accolti, oltre al programma consueto di riabilitazione funzionale proposto all’interno dell’Istituto, fruiranno di uscite sui temi dell’educazione e dell’esperienza sensoriale (Lago Trasimeno, visita ad allevamenti di animali, trekking in montagna …). I ragazzi che rimarranno in Istituto perché senza famiglia o perché i propri cari sono impossibilitati ad accoglierli, fruiranno – poi – oltre che delle summenzionate uscite, anche di uno speciale soggiorno marino sulle dorate spiagge dell’Adriatico.

«In questi 140 di attività, anche nei momenti più difficili – afferma il presidente dott. Gino Brunozzi – in coloro che hanno guidato il Serafico non è mai venuta meno la certezza che, quando ci si impegna a favore delle persone deboli e bisognose, si trovano sempre le soluzioni per affrontare i problemi. La Provvidenza ci ha sempre accompagnati ed ha suggerito a tanti benefattori il modo di aiutarci».

Per chi fosse interessato ad una conoscenza più approfondita dell’opera svolta dall’Istituto Serafico, può consultare il sito www.serafico.org . Inoltre, chi vuole sostenere materialmente le attività dell’Istituto, può far pervenire il suo contributo attraverso versamento su conto corrente postale n° 10556066, intestato a: Istituto Serafico – Gestione Istituzionale, viale Marconi 6 – 06081 Assisi (Pg); oppure attraverso bonifico bancario, presso la Cassa di Risparmio di Foligno: iban IT75D0616538271000000072191 .

 

Add comment agosto 1st, 2011


Archivio

Link