MONS. PAGLIA: “PRIMAVERA ARABA, UN’OPPORTUNITÀ DA COGLIERE”

23 luglio 2011

La primavera araba non ha un esito scontato, ma è “un’opportunità”: non bisogna tornare indietro, bensì accogliere quei “semi di amicizia e fraternità” che essa ha portato. Lo ha affermato mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, intervenendo (insieme al ministro dell’Economia Tremonti) a un incontro sulle “rivoluzioni in corso” nell’area mediterranea, tra Nord Africa e Medio Oriente. Di fronte alle sfide del tempo presente l’Europa, ha annotato il vescovo, “pare invecchiata, impaurita e divisa”, incapace di ricordare “la sua vocazione universale”, “concentrata su se stessa fino al punto di correre il rischio dell’autodistruzione”. Compito del Mediterraneo, invece, è “riconquistare la sua centralità e forza culturale sul pianeta. C’è bisogno – ha sottolineato – di un nuovo sogno, che può nascere proprio in un Mediterraneo capace, di fronte alla globalizzazione, di ritrovare una visione umanistica che porti i popoli a uno sguardo universale”. “La storia va guidata e gestita, non subita”, e se “non è facile intravedere il futuro”, ciò non basta, ha evidenziato il vescovo, per “fermarsi alla stazione della rassegnazione e della paura”.

Mons. Paglia ha poi sottolineato come motore di queste rivoluzioni siano stati i giovani, dal momento che “il 60% dei manifestanti aveva meno di 30 anni”. Essi rappresentano “una generazione nuova cresciuta senza che nessuno se ne rendesse conto”, in anni in cui “l’unico vero leader capace di parlare anche a questo mondo è stato Giovanni Paolo II”.

La “Primavera Araba”: www.tempusvitae.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=27361

 

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