VESCOVI UMBRI IN RUSSIA: L’INCONTRO CON IL PATRIARCA KIRILL I
18 luglio 2011
Al termine della Divina Liturgia celebrata nella cattedrale della Dormizione del Cremlino, in memoria della traslazione delle reliquie di san Filippo metropolita di Mosca e di tutte le Russie, morto martire nel 1569, il patriarca Kirill I ha incontrato la delegazione dei vescovi umbri in pellegrinaggio in Russia dall’11 al 16 luglio.
Rivolgendosi loro il patriarca, tra l’altro, ha detto: «Saluto i cari amici della delegazione dell’Episcopato cattolico dell’Umbria. L’Umbria si trova al centro dell’Italia. Li ci sono molti santi della Chiesa indivisa. Saluto il vescovo Vincenzo Paglia, i suoi confratelli e i fedeli del popolo umbro venuti in pellegrinaggio in Russia. Auguro al vescovo Vincenzo e ai suoi confratelli di condurre il proprio ministero con audacia, sapienza e coraggio rafforzandosi nella preghiera e nella comunione con coloro che condividono il loro servizio e la loro responsabilità». Il patriarca, sottolineando l’importanza della visita collegiale della Conferenza episcopale umbra, ha voluto salutare personalmente tutti i vescovi: mons. Gualtiero Bassetti di Perugia-Città della Pieve, mons. Domenico Cancian di Città di Castello, mons. Mario Ceccobelli e mons. Pietro Bottaccioli (emerito) di Gubbio, mons. Vincenzo Paglia di Terni-Narni-Amelia e mons. Domenico Sorrentino di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Ha quindi chiesto all’arcivescovo di Perugia, mons. Bassetti, di salutare il rettore magnifico e l’intera Università degli Studi, ricordando la laurea honoris causa in Scienze Politiche che gli fu conferita esattamente nove anni fa.
Al termine dell’incontro è stata donata al patriarca un’immagine in ceramica dorata raffigurante la Vergine col Bambino, copia del Perugino, che ha baciato e mostrato ai fedeli.
«Il pellegrinaggio dei vescovi umbri – ha commentato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Ceu – ha permesso di incontrare una Chiesa che sta vivendo una nuova primavera. Dopo il risveglio alla libertà e dopo lo sforzo della ricostruzione di molti luoghi di culto e il ristabilimento di molti monasteri, l’intera Chiesa ortodossa russa sta sentendo con urgenza l’impegno per una evangelizzazione che risponda ai numerosi problemi che si affacciano nella società russa di questo inizio di millennio».
«Abbiamo potuto cogliere – ha aggiunto mons. Paglia – nei diversi incontri avvenuti con alcuni vescovi, preti, monaci e monache, nei luoghi del martirio, in alcuni monasteri, in centri della carità e della formazione teologica, i promettenti frutti di questa nuova vitalità della Chiesa ortodossa russa. Gli incontri avvenuti hanno permesso non solo di approfondire la conoscenza reciproca ed irrobustire l’amicizia tra le Chiese, ma anche di scambiarsi riflessioni sull’evangelizzazione del mondo contemporaneo e di quanto sia sempre più urgente l’unità tra i credenti per una più efficace comunicazione del Vangelo».
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