ORVIETO. L’OMELIA DI MONS.MARRA PER LA FESTA DEL CORPUS DOMINI

26 giugno 2011

Le comunità cristiane dell’Umbria vivono da sempre con particolare devozione e partecipazione la Solennità del Corpus Domini istituita da Papa Urbano IV nell’anno 1264 ad Orvieto, con la Bolla “Transitrurus de hoc mundo”, a seguito del miracolo eucaristico di Bolsena.

La Solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Marra, Amministratore Apostolico della Diocesi di Orvieto-Todi, ha avuto inizio con il canto d’ingresso “Lauda Sion” di F. Caudana eseguito dal coro Vox et Jubilum diretto da M° Stefano Benini.

Dopo le letture e la proclamazione del Vangelo Mons. Marra ha svolto l’omelia ed ha sottolineato come “ la festa del Corpus Domini sia la Grande festa del mistero della fede qual è il Corpo e il Sangue del Signore che celebriamo nella Santa Messa, osanniamo e onoriamo pubblicamente con la  processione.

“L’Eucaristia –ha spiegato il presule- è il centro e il cuore della Chiesa e di ogni vita cristiana, comunitaria e personale. Nell’Eucaristia rinnoviamo il mistero pasquale di morte e risurrezione: dono di Gesù per il Padre e dono d’amore per noi peccatori. Ciò che noi celebriamo non è solo un ricordo, ma rendiamo presente nell’oggi il mistero pasquale”. Mons. Marra illustrando, poi, il rapporto tra Eucaristia e Chiesa ha detto: ”Non c’è Chiesa senza Eucaristia e non c’è Eucaristia senza Chiesa perché vi è un rapporto come di causa ed effetto, di fine e mezzo, tra segno e realtà. La Chiesa fa l’ Eucaristia attraverso il sacerdozio ministeriale, istituito da Gesù. L’ Eucaristia fa la Chiesa che è il Corpo mistico di Cristo: Cristo è il Capo, noi le membra. E’ il Capo che fa l’unità del corpo. Perciò San Paolo – ha spiegato il presule – guarda all’aspetto comunionale dell’Eucaristia e dice: “Poiché c’è un solo pane, noi pur essendo molti siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane”.

L’Eucaristia afferma la presenza reale di Gesù sotto i segni del pane e del vino. Gesù stesso aveva detto : «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

Dunque Gesù è presente nell’ Eucaristia con la sua Parola, con il suo Spirito, con il suo Corpo e Sangue: vero cibo e vera bevanda.

L’Eucaristia è dono inesauribile e dono d’amore: non c’ è amore più grande. Gesù si dona sulla croce con il suo Corpo e con il suo Sangue. Anche nell’ultima cena – ha ricordato Mons. Marra – Gesù si era donato sotto i segni del pane e del vino. Gesù continua a donarsi come pane dei pellegrini a tutti noi viandanti su questa terra. Si tratta di un dono inesauribile ! Siamo uno, siamo mille ugualmente lo riceviamo senza che si esaurisca. L’istituzione dell’Eucaristia non nasce all’improvviso, ma viene da lontano – ha detto – cioè dall’Antico Testamento ed ha ricordato il sacrificio di Isacco che prefigura il sacrificio di Cristo, così come nel Nuovo Testamento, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù fa una promessa impegnativa e chiara: Vi darò a mangiare il mio Corpo e a bere il mio Sangue; promessa che culmina nell’ultima Cena allorquando  istituisce  l’Eucaristia: “prendete e mangiate questo è il mio Corpo, bevete questo è il mio Sangue.

Mons. Marra ha poi parlato delle caratteristiche della Eucaristia. Essa è un banchetto al quale siamo tutti invitati; è sacrificio che anticipa quello della Croce; è memoriale  perché rende presente la Pasqua di Cristo morto e risorto; è annuncio della venuta, cioè del ritorno alla fine dei tempi: annuncio della morte e della risurrezione del Signore, finchè venga; è culmine e fonte della vita cristiana; è comunione con Cristo e con i fratelli.

“Grazie Signore Gesù – ha detto Mons. Marra avviandosi alla conclusione – per questo dono immenso del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu ti doni a noi perché diventassimo come te. Fa che uniti a te nella comunione eucaristica possiamo testimoniare di essere uniti tra noi per essere Chiesa, come Tu ci vuoi perché il mondo creda. Fa che la nostra Chiesa di Orvieto-Todi sia autentica Chiesa eucaristica che sappia  amare e perdonare.

Buon Pastore, vero pane, o Gesù pietà di noi. Tu perdona e sana le nostre divisioni. Tu che tutto sai e puoi, cjhe ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli al banchetto del cielo nella gloria dei tuoi santi. Amen”.

Al termine della Concelebrazione si è mossa la Processione che si è svolta con larghissima partecipazione di sacerdoti e di fedeli.

Il Santissimo è stato mostrato per la ostensione dai Parroci della città e dall’Arcivescovo che si sono avvicendati lungo il percorso. Al baldacchino erano addetti i membri della antichissima confraternita del SS. Sacramento di Orvieto.

Al rientro in Duomo l’Arcivescovo Mons. Marra ha impartito la Santa Benedizione.

 

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