SPELLO. RIAPRE AL CULTO SANTA MARIA DI VALLEGLORIA
27 maggio 2011
Il 28 Maggio 2011 è stata riaperta al culto la chiesa di Santa Maria di Vallegloria del Monastero delle Clarisse Urbaniste. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno.
Gli eventi sismici del 1997 avevano gravemente lesionato il Monastero e la Chiesa di Santa Maria di Vallegloria dove dal XIV secolo risiede la Comunità delle Clarisse. Nonostante i terribili colpi inferti all’edificio di residenza, le monache , nel rispetto della propria clausura, non avevano abbandonato il complesso riunendovi in container posizionati nell’orto. Con la forza della fede e la tenacia hanno quindi continuato a vivere quel luogo incuranti delle difficoltà logistiche provocate dallo stato di emergenza.
I lavori di ristrutturazione hanno ammontato a 6.453.836,99 euro e sono stati finanziati da fondi regionali per la ricostruzione, mentre gli interventi della chiesa sono stati stanziati dal Fondo Edifici di Culto.
La Chiesa e il Monastero di Vallegloria
La costruzione della chiesa e del monastero ebbe inizio intorno al 1320. Le clarisse al tempo risiedevano nel convento di Vallegloria Vecchio sul Monte Subasio, fondato nel 1215 per volontà di Balvina nipote di Santa Chiara. Al 1338 risale la costruzione del campanile e l’assestamento della copertura. La figlia di Braccio I Baglioni, Ilaria, appena undicenne fa ingresso nella comunità claustrale poco dopo la metà del XV secolo e rimarrà a Spello fini a quando non indosserà gli abiti di terziaria nel monastero di Sant’Antonio di Perugia.
Le leggi eversive post unitarie determinarono una momentanea soppressione della corporazione religiosa avvenuta nel 1866.
La chiesa di impianto romanico mostra un fronte esterno in pietra locale diviso in due ordini e caratterizzato da un grande rosone e un corrente di archetti pensili che tratteggia la facciata per tutta la larghezza.
L’aula interna a pianta rettangolare è coperta a botte lunettata, è ricca di un prezioso apparato decorativo di stampo seicentesco opera di Marcontonio Grecchi che rappresenta le storie del Vecchio e Nuovo Testamento sul marcapiano sottostante all’imposta della volta.
Sul fronte principale lavora Ascensidonio Spacca detto il Fantino che nel 1590 vi realizza le Storie della Vergine con l’Annunciazione posta nel centro. Il bellissimo monastero inaccessibile per la vigenza della clausura oltre all’interessante impianto architettonico, il chiostro rinascimentale costruito nel 1560, conserva numerose opere d’arte sacra tra cui un Crocifisso XIII secolo di scuola spoletina, appartenente probabilmente al primitivo monastero montano, una Madonna della Misericordia, del 1502 riferibile a Tommso Corbo allievo locale del Pintoricchio, una Madonna con Bambino del primo Seicento riferita a Marcantonio Grecchi.
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