Archive for maggio, 2011

Il 10 giugno al Museo Diocesano di Terni è stato presentato il volume “Dai protomartiri francescani ad Antonio da Padova”, atti della giornata internazionale di studi (Terni, 11 giugno 2010) pubblicato dal Centro di studi Antoniani di Padova.
Il 45° volume della prestigiosa Collana del Centro Studi Antoniani, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, è stato volutamente stampato a Terni a conclusione delle celebrazioni per il 790° anniversario dal martirio dei santi frati Minori Berardo da Calvi dell’Umbria, Pietro da San Gemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto (1220-2010). I cinque frati furono inviati in Marocco da san Francesco d’Assisi per predicare il Vangelo ai saraceni. Giunti in Africa, attraverso il Portogallo e la Spagna, i cinque furono però uccisi poco dopo l’inizio dell’evangelizzazione. I loro corpi vennero riportati a Coimbra alcuni mesi più tardi. Gli agiografi di sant’Antonio di Padova (1195-1231) riferiranno in seguito che il martirio di questi fratelli, costituì per il Santo la spinta decisiva all’ingresso nell’ordine dei frati Minori, nel settembre 1220.
L’uscita di questo volume si pone sulla scia del recente progetto di valorizzazione culturale e religiosa di questi cinque testimoni della fede, che la Diocesi ha avviato con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani di Roma, il Centro Studi Antoniani di Padova e la Provincia Serafica dei Frati Minori dell’Umbria. Ciò ha permesso il rientro di alcune reliquie che monsignor Paglia ha appositamente richiesto alla diocesi di Coimbra per deporle lo scorso anno all’interno della chiesa di Sant’Antonio, elevata a Santuario Antoniano dei Protomartiri, centro propulsore del loro culto e tappa di arrivo di quello che si è ormai definito il “Cammino dei Protomartiri” attraverso l’Umbria Ternana, un itinerario spirituale a piedi ideato e organizzato dalla Compagnia dei Romei di San Michele Arcangelo (Terni), che per la prima volta verrà percorso dal 5 all’11 giugno tra i luoghi francescani più significativi (Piediluco, Stroncone, Calvi dell’Umbria, Narni, San Gemini e Terni) di un territorio che si sta facendo conoscere in Italia come la Valle dei Protomartiri incastonata tra la Valle Reatina e la Valle Spoletana sintetizzata nella guida turistico-religiosa “Oltre Assisi. Con Francesco nella Terra dei Protomartiri attraverso l’Umbria Ternana” promossa dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia e in vendita nelle librerie italiane.
maggio 31st, 2011

Il tema di riflessione per la 48a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni mi era sembrato coinvolgesse particolarmente la responsabilità di ogni singola Chiesa locale. Così mi aveva spinto a un più approfondito esame della situazione di ciascuna delle diocesi della nostra regione ecclesiastica. Avevo perciò ripreso in mano l’Annuario, sempre atteso e gradito, del nostro seminario maggiore, il Seminario regionale di Assisi, dove 29 giovani si stanno preparando al ministero presbiterale; ho riletto le loro testimonianze che già alla prima lettura mi avevano toccato per la loro immediatezza e, in particolare, per le gioia che comunicavano, e riguardavo la bella foto di gruppo che campeggiava al centro dello stesso Annuario 2010-2011. La curiosità mi ha spinto a notare la provenienza dei nostri seminaristi, e mi ha colpito che, dei 29, solo 21 provengono dalle nostre otto diocesi umbre, 8 da diocesi fuori della nostra regione. Una notazione che, senza abbandonare la speranza, ci fa riflettere insieme sulla responsabilità delle nostre singole diocesi. A riguardo della nostra corrispondenza al dono divino delle vocazioni sacerdotali, il messaggio del Papa per la Giornata del 15 novembre 2010 mi era sembrato stringente sul tema della riflessione a livello locale. Benedetto XVI, con la sua personale delicatezza e, insieme, puntualità, lo aveva calcato: un esame di coscienza che ogni nostra diocesi era chiamata a fare: “La capacità di coltivare vocazioni è segno caratteristico della vitalità di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza l’aiuto della Vergine Maria, perché, con l’esempio della sua accoglienza del piano divino della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere all’interno di ogni comunità la disponibilità a dire ‘sì’ al Signore, che chiama sempre nuovi operai per la sua messe”. Il Papa ribadisce la nota sottolineatura di don Bosco: non è che il Signore non chiami più: è certamente vero che la chiamata del Signore è quanto mai impegnativa e che, in questo nostro tempo, la voce del Signore sembra soffocata da “altre voci” e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ma questo è proprio il motivo perché “ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale”. Di qui il fraterno e speciale incoraggiamento del Papa ai Vescovi, ai sacerdoti, a quanti collaborano in vario modo nelle parrocchie con i sacerdoti; in particolare il Papa si rivolge a coloro che possono offrire il loro contributo alla pastorale delle vocazioni le famiglie, i catechisti, gli animatori, e accenna al concreto contributo che i singoli soggetti sono chiamati a dare. Tenuto conto che “proporre le vocazioni nella Chiesa locale significa avere il coraggio di indicare attraverso una pastorale vocazionale attenta e adeguata questa via impegnativa della sequela di Cristo, che, in quanto ricca di senso, è capace di coinvolgere tutta la vita”. Il tempo estivo in cui siamo già entrati, nelle pre-assemblee pastorali che qua e là si programmano in vista ormai del nuovo anno sociale, può essere tempo opportuno, per riordinare i Centri diocesani di pastorale vocazionale e migliorare le iniziative di preziosi campi estivi di pastorale vocazionale per adolescenti, vedere se abbiamo qualche giovane in cui ci sembra di scorgere segni di vocazione da orientare all’anno propedeutico ad Assisi per un più attento discernimento. Oggetto particolare della nostra attenzione è il modo in cui Gesù ha chiamato i suoi più stretti collaboratori ad annunciare il regno di Dio (Lc 10,9). Innanzi tutto appare chiaro che il primo atto è stata la preghiera per loro prima di chiamarli.
† Pietro Bottaccioli, Vescovo emerito di Gubbio
maggio 29th, 2011

Il 28 Maggio 2011 è stata riaperta al culto la chiesa di Santa Maria di Vallegloria del Monastero delle Clarisse Urbaniste. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno.
Gli eventi sismici del 1997 avevano gravemente lesionato il Monastero e la Chiesa di Santa Maria di Vallegloria dove dal XIV secolo risiede la Comunità delle Clarisse. Nonostante i terribili colpi inferti all’edificio di residenza, le monache , nel rispetto della propria clausura, non avevano abbandonato il complesso riunendovi in container posizionati nell’orto. Con la forza della fede e la tenacia hanno quindi continuato a vivere quel luogo incuranti delle difficoltà logistiche provocate dallo stato di emergenza.
I lavori di ristrutturazione hanno ammontato a 6.453.836,99 euro e sono stati finanziati da fondi regionali per la ricostruzione, mentre gli interventi della chiesa sono stati stanziati dal Fondo Edifici di Culto.
La Chiesa e il Monastero di Vallegloria
La costruzione della chiesa e del monastero ebbe inizio intorno al 1320. Le clarisse al tempo risiedevano nel convento di Vallegloria Vecchio sul Monte Subasio, fondato nel 1215 per volontà di Balvina nipote di Santa Chiara. Al 1338 risale la costruzione del campanile e l’assestamento della copertura. La figlia di Braccio I Baglioni, Ilaria, appena undicenne fa ingresso nella comunità claustrale poco dopo la metà del XV secolo e rimarrà a Spello fini a quando non indosserà gli abiti di terziaria nel monastero di Sant’Antonio di Perugia.
Le leggi eversive post unitarie determinarono una momentanea soppressione della corporazione religiosa avvenuta nel 1866.
La chiesa di impianto romanico mostra un fronte esterno in pietra locale diviso in due ordini e caratterizzato da un grande rosone e un corrente di archetti pensili che tratteggia la facciata per tutta la larghezza.
L’aula interna a pianta rettangolare è coperta a botte lunettata, è ricca di un prezioso apparato decorativo di stampo seicentesco opera di Marcontonio Grecchi che rappresenta le storie del Vecchio e Nuovo Testamento sul marcapiano sottostante all’imposta della volta.
Sul fronte principale lavora Ascensidonio Spacca detto il Fantino che nel 1590 vi realizza le Storie della Vergine con l’Annunciazione posta nel centro. Il bellissimo monastero inaccessibile per la vigenza della clausura oltre all’interessante impianto architettonico, il chiostro rinascimentale costruito nel 1560, conserva numerose opere d’arte sacra tra cui un Crocifisso XIII secolo di scuola spoletina, appartenente probabilmente al primitivo monastero montano, una Madonna della Misericordia, del 1502 riferibile a Tommso Corbo allievo locale del Pintoricchio, una Madonna con Bambino del primo Seicento riferita a Marcantonio Grecchi.
maggio 27th, 2011

Impressionante. Questo l’aggettivo migliore per raccontare la festa di S. Rita a Cascia, celebrata il 22 maggio scorso. La cittadina umbra è stata invasa da migliaia e migliaia di pellegrini giunti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo. Fonti ufficiose parlano di 30.000 presenze, per un totale di oltre 500 autobus. La gente si è messa in cammino per venerare una donna, una moglie, una mamma, una vedova, una monaca, una Santa. A lei un popolo umile ha chiesto la conversione del cuore.
Dopo giorni di pioggia e freddo, il 22 maggio il sole risplendeva su Cascia. Fin dalle prime ore dell’alba i pellegrini hanno iniziato una lunga processione per poter pregare dinanzi all’urna della Santa, per ringraziare quella donna forte e saggia, quella donna virtuosa che adorna la casa del Signore.
Sono giunto a Cascia intorno alle 7.00, mi sono fatto spazio tra la gente, sono entrato in Basilica e mi sono seduto nella zona del presbiterio, a fianco dell’ambone dal quale il Rettore, l’agostiniano Mario De Santis, dava il benvenuto ai pellegrini e li guidava nella preghiera. La chiesa era quasi buia, illuminata dalla luce del sole che penetrava dalle porte. L’urna, invece, era ben visibile, «il corpo di Rita così bello e sì grazioso che par che da lui uscisse un raggio di splendore, segno chiaro di essere stato albergo e stanza di un’anima santissima» (dalla Vita della Beata Rita da Cascia dell’Ordine di Sant’Agostino di frà Agostino Cavalucci, osa, del 1610). Intanto, sul viale esterno le persone iniziavano a riempire le seggiole per assistere al pontificale delle 11.00. In silenzio, con una rosa in mano, ascoltando le meditazioni di padre De Santis, i fedeli lentamente si avvicinavano al corpo della Santa, e da lì poi si dirigevano nel monastero per visitare i luoghi dove visse gli ultimi anni. Mi ha colpito la numerosa presenza di giovani, di tante coppie con le carrozzine o i passeggini. E solo il piacevole vagito dei neonati ogni tanto “spezzava” il surreale clima di silenzio. C’era chi aveva già le valigie in mano per tornare a casa, ma non senza aver salutato per l’ultima volta S. Rita. Chi, invece, era ansioso di farsi fotografare o riprendere dinanzi all’urna. In quell’ora e mezza che sono stato all’interno della basilica tantissime storie cariche di gioie e dolori, di speranze e ricordi sono state consegnate al Signore per l’intercessione della Santa. Sono rimasto profondamente colpito anche dalla lunga fila di persone in attesa di accedere alla penitenzieria per riconciliarsi con Dio. Alle 9.30 la basilica è stata chiusa e Cascia era “invasa” dai pellegrini.
I Carabinieri, che gestivano insieme alla Protezione Civile e al personale del Santuario il flusso delle persone, hanno riferito che c’erano sei chilometri di fila sulla strada che da Serravalle di Norcia conduce a Cascia (in totale è lunga dieci km). I frati hanno sistemato sul sagrato della Basilica l’altare e tutto l’occorrente per la celebrazione eucaristica. Dalle finestre del monastero si potevano già scorgere le facce delle monache, pronte a partecipare dalla grata della clausura alla festa. Sulle prime file hanno trovato posto le autorità e le tre donne che hanno ricevuto il “Premio Internazione S. Rita 2011” (Suor Eugenia Bonetti, Egidia Patito e Sara Fumagalli). Alle 10.00 è arrivata la processione proveniente da Roccaporena, seguita dal corteo storico che ha riproposto le scene salienti della vita di Rita. Applausi, grida festose, canti, sventolio di fazzolettini e cappellini colorati hanno accompagnato questo momento.
Alle 10.45 è giunto sul sagrato della Basilica il Cardinale Paolo Sardi, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, accompagnato da mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia. Il porporato ha percorso a piedi il viale per raggiungere la sagrestia, sistemata per l’occasione nei pressi del convento dei padri agostiniani. Il tragitto è stato scandito da applausi, da gente che voleva stringergli le mani, che voleva una benedizione. Il Cardinale ha salutato quante più persone possibili. Alle 11.00 in punto è uscita la processione dei celebranti ed è iniziata così la messa in onore di S. Rita, animata dalla corale di Vito Martire di S. Vito dei Normanni, città della Diocesi di Brindisi-Ostuni gemellata quest’anno con Cascia.
Il Cardinale all’inizio della celebrazione ha detto di essere a Cascia, luogo benedetto, per la prima volta nella sua vita. Ai presenti ha portato il saluto di Papa Benedetto XVI: «proprio ieri sera, (21 maggio, ndr), quando gli ho detto che sarei venuto a celebrare la messa per la festa liturgica di S. Rita, il Papa mi ha chiesto di pregare per lui dinanzi alle spoglie mortali della Santa dei casi impossibili». Nell’omelia Sardi ha invitato i fedeli presenti, e quelli che erano collegati tramite le frequenze di Umbria Radio, a pregare S. Rita, ma soprattutto li ha esortati ad imitarla. «Da lei – ha affermato – impariamo la capacità di tacere, di sopportare, di reagire con dolcezza, di obbedire. È la Santa della riconciliazione, che altro non ha fatto che mettere in pratica il Vangelo». Al termine della messa il Cardinale ha benedetto le rose e ha recitato la supplica alla Santa: «S. Rita, prega per noi, prenditi cura di noi, ottieni per noi la benedizione del Signore».
Quando i celebranti hanno lasciato il sagrato della Basilica, con ordine la gente – quella che non è riuscita a farlo al mattino – si è messa nuovamente in fila per entrare nella Basilica e pregare dinanzi al corpo della Santa così famosa e così venerata. Eppure non è mai uscita da quel fazzoletto di terra compreso tra Roccaporena e Cascia, tranne che nel 1450, quando andò a Roma per il Giubileo. Impressionante.
maggio 25th, 2011

La scorsa settimana si è votato anche ad Assisi per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. Mons. Domenico Sorrentino, vescovo della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, aveva rivolto un suo appello a candidati e forze politiche all’inizio della campagna elettorale e a consultazione avvenuta ha ritenuto inviare un suo messaggio augurale agli amministratori eletti. Il testo integrale del messaggio è riportato di seguito.
Ad elezioni ormai avvenute, esprimo di cuore al neo eletto, e a quanti concorreranno con lui all’amministrazione comunale, gli auguri per un esercizio proficuo e sereno del mandato, a servizio del bene comune.
Nel solco del mio precedente appello del 15 aprile scorso, ribadisco la necessità di una politica che risponda pienamente alla vocazione di Assisi. In essa, nel rispetto delle legittime diversità, restino ben riconoscibili i tratti cristiani e francescani che la rendono terra di attrazione per la Chiesa ed il mondo.
Mi sembra poi importante invitare a fare quanto possibile in vista «di una di una politica a sostegno della produzione e del lavoro, specie per una più adeguata valorizzazione del turismo e dell’artigianato, come anche di una politica a sostegno della famiglia, per contrastare, specie nel centro storico, la tendenza allo spopolamento e, in ogni caso, per sostenere i valori fondamentali dell’unità dei nuclei familiari e dell’accoglienza generosa della vita… in particolare mi faccio voce dei più deboli, di quanti sono quotidianamente alle porte delle nostre strutture caritative alla ricerca di accoglienza, di ascolto, di un aiuto che non si limiti al sostegno immediato, ma offra soluzioni permanenti. La Città di Francesco deve spiccare per il suo senso di accoglienza e di solidarietà. Se occorre dare grande attenzione all’ambiente, ancor più la si deve alle persone. Gli anziani crescono nel numero e nelle esigenze: è segno di civiltà una speciale premura verso di loro. Agli immigrati, spesso tra noi presenti nel ruolo di badanti, occorre far sentire il calore di una piena accoglienza. Tra le persone mi si consenta di additare anche i giovani, alla cui condizione occorre dare, da parte ecclesiale come da parte civile, la massima attenzione” (messaggio alla città).
Infine, a conclusione di una campagna elettorale che, a tratti, ha conosciuto notevoli livelli di tensione, mi si consenta di fare appello al senso di responsabilità di tutti, perché i toni del dialogo e del confronto, nella serena dialettica delle parti, favoriscano un clima costruttivo ed ogni possibile collaborazione a vantaggio dell’intera Città. Assisi assuma il volto che tanto le si addice, nel nome di Francesco di Assisi, di “città della pace”.
+ Domenico Sorrentino, vescovo
maggio 24th, 2011

Prima riunione del Consiglio pastorale diocesano (Cpd) come risulta a seguito dei rinnovi elettivi – nell’aprile scorso – dei Consigli pastorali parrocchiali e di conseguenza dei Consigli foraniali, della riduzione del numero delle Commissioni pastorali diocesane e delle conseguenti nomine dei presidenti, della conferma dei membri di diritto ex officio, dei rappresentanti del congresso dei laici e della nomina diretta di undici membri da parte del Vescovo, in tutto 51 componenti. Presidente del Cpd è il Vescovo.
La riunione ha avuto inizio con un saluto di accoglienza e la lettura di un brano della Prima lettera di san Paolo ai Tessalonicesi. Nel commento il Vescovo ha esortato ciascuno a comportarsi secondo le indicazioni che Paolo dà alle prime comunità cristiane e ad acquisire le virtù necessarie per una vera vita di comunione e condivisione, ringraziando per il lavoro svolto nel passato ed impegnandosi ancor di più per il futuro. Nella relazione di apertura ancora il Vescovo ha sottolineato il valore e l’importanza del Consiglio pastorale diocesano quale massimo consesso rappresentativo della intera comunità diocesana, che presuppone un grande senso di responsabilità nella compartecipazione alla missione episcopale in uno stile di sinodalità continua, così come è stato impostato in questi anni il rapporto dello stesso Vescovo con l’organo consiliare della diocesi, su cui fa molto affidamento. Ha annunciato che a settembre si terrà un’assemblea diocesana dedicata all’approfondimento del sacramento della cresima. La segreteria uscente ha relazionato sul lavoro svolto nel quinquennio precedente ed ha elencato le questioni aperte, sulle quali il nuovo Cpd dovrà misurarsi: maggior raccordo tra Commissioni pastorali e Consiglio, e superamento dei particolarismi, per una pastorale integrata; lo status economico della diocesi e la gestione delle risorse; la “questione” giovanile; la preparazione e formazione del clero; la formazione dei laici e la valorizzazione delle aggregazioni laicali.
Il direttore della Caritas diocesana Claudio Daminato ha riferito sull’accoglienza dei profughi dal Nord Africa sia nelle strutture esistenti che in singole famiglie.
Al termine è stata eletta la nuova segreteria del Cpd, che è composta da Giorgio Armillei, Emanuela Buccioni, Maurizio Leonardi.
Nicola Molè
maggio 24th, 2011

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile rende noto che in data odierna, 23 Maggio 2011, il Direttore Aeroportuale dell’Enac di Ancona-Pescara, Silvia Ceccarelli, ha emesso un’ordinanza per l’intitolazione dell’Aeroporto di Perugia a San Francesco d’Assisi. Il Direttore Generale Alessio Quaranta, che informerà il Consiglio di Amministrazione dell’Ente nella prossima seduta utile, ha dato l’approvazione definitiva dopo che la direzione competente per territorio, sentita la società di gestione Sase, ha acquisito i pareri favorevoli delle Istituzioni regionali e territoriali dell’Umbria. Da oggi, pertanto, l’esatta denominazione dello scalo è “Aeroporto Internazionale dell’Umbria-Perugia San Francesco d’Assisi”. Il Presidente Enac Vito Riggio, nel manifestare apprezzamento per il cambio di denominazione, dichiara: “Ritengo che questa decisione rispecchi il sentimento nazionale di dedizione nei confronti del Santo Patrono d’Italia, in una zona in cui il turismo, anche religioso, rappresenta un impulso molto importante per l’intero territorio. Ringrazio, tra gli altri, la Regione Umbria, la società di gestione Sase, il Presidente della Provincia di Perugia, i sindaci di Perugia e Assisi per la sensibilità dimostrata e per il contributo importante nel rendere possibile il progetto di dedicare l’Aeroporto di Perugia a San Francesco d’Assisi”.
Ciò avviene alla vigilia di un incontro di caratura mondiale che vedrà ad ottobre prossimo il Papa con i leader religiosi del mondo ad Assisi, per invocare il dono della pace per l’uomo contemporaneo. Un uomo per sua natura viator, sempre in cammino verso orizzonti migliori, come ci ricorda Gabriel Marcel, in cerca della verità, della giustizia, della pace, nel rispetto del creato. Il camminare, come il volare, diventano motivo di incontro con culture e modi di vita diversi dai nostri. Anche il libro del Siracide ci ricorda che “chi ha viaggiato conosce molte cose…io stesso ho visto molte cose nei miei viaggi” (34,9.11). Il viaggio è un’idea profondamente cristiana, che simbolizza la vita dell’uomo che man mano si spoglia del suo egoismo per rivestirsi di Dio, o, per i non credenti, di rivestirsi della bellezza dei valori che edificano il cuore dell’uomo. Ecco perché Assisi rappresenta una meta privilegiata per questo simbolico viaggio, che noi auspichiamo per ogni uomo. “L’Italia e il mondo – ci ricorda il Cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano – guardano a Francesco d’Assisi, il Santo della fraternità universale, come ad un faro che illumina ogni giorno il cammino dell’umanità”. Tutti, credenti e non credenti, con una simpatia bipartisan, si direbbe oggi, sono attenti al poverello nato ad Assisi, vissuto in Umbria e pellegrino del mondo. Il nostro auspicio è che quando l’uomo contemporaneo volgerà lo sguardo verso quel “welcome to international airport of San Francesco” possa sentir sorgere spontaneo nel proprio animo una naturale l’invocazione alla preghiera per la pace nel mondo.
www.tempusvirtutum.it
maggio 23rd, 2011

Sabato 21 maggio alle ore 9,30 a Pantalla è stato inaugurato ufficialmente dalle autorità della Regione, dai Sindaci del territorio e dai dirigenti amministrativi, sanitari, parasanitari, e da prestigiosi nomi del mondo scientifico, della cultura il nuovo Ospedale della Media Valle del Tevere.
In questa circostanza l’arcivescovo Mons. Giovanni Marra, Amministratore Apostolico della Diocesi di Orvieto-Todi, accolto dalla Presidente della Regione Catiuscia Marini e dal Direttore Generale dell’Asl 2, Giuseppe Legato, prima di benedire la nuova struttura, che tra l’altro possiede un’ampia e funzionale Cappella, ha rivolto un breve indirizzo di saluto.
Mons. Marra dopo aver espresso il vivo compiacimento per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera che rende più moderno ed avanzato tecnologicamente il servizio sanitario alla popolazione del territorio ha detto: “Come Vescovo Amministratore Apostolico di Orvieto-Todi, cui appartiene il territorio di Pantalla, sono venuto per benedire questo nuovo ospedale, quanti in esso sono chiamati a svolgere la loro opera e coloro che saranno accolti per essere curati.
Il Vangelo di Matteo – ha poi ricordato il presule- descrive quale era lo stile dell’evangelizzazione di Gesù. Questi insegnava e predicava la Buona novella del Regno, curando ogni sorta di malattia e infermità nel popolo.”
Mons. Marra ha poi ricordato come Gesù richieda grande attenzione per i malati, fino a dire nel discorso sul giudizio universale: “ero malato e siete venuti a visitarmi” e ancora “ogni qualvolta avete fatto questo ad uno dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me” . Gesù stesso si identifica nel malato.
Ho citato il Vangelo – ha detto il presule – mi piace ora citare anche la Costituzione della Repubblica Italiana che, nella parte riguardante i diritti, è tra le più complete del mondo allorquando recita: “La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce la cura gratuita agli indigenti”.
La piena attuazione di questo diritto – ha soggiunto Mons. Marra – si è avuta negli anni 70 del secolo scorso con l’introduzione del Servizio Sanitario Nazionale. Questo Ospedale si colloca nell’ambito di questo Servizio. In ambito sanitario tutto va migliorando sul piano tecnologico, terapeutico, delle analisi e delle cure. Sul piano della umanizzazione della medicina e della vita ospedaliera si sono fatti grandi progressi, ma molto resta ancora da fare. A tal fine importanti sono l’assistenza spirituale e religiosa richiesta dai malati e l’apporto dei volontari come previsto dai rapporti tra Stato e Chiesa e anche dalle Intese Regionali con la Conferenza episcopale Umbra. Di grande significato – ha evidenziato Mons. Marra – è la collocazione dei Crocifissi nei locali dell’ospedale perché il Cristo crocifisso esprime la nostra comune identità italiana per cui noi credenti o non credenti, praticanti e non praticanti, “non possiamo non dirci cristiani” (Benedetto Croce). Inoltre il Crocifisso esprime il massimo della sofferenza umana, ma anche il massimo del conforto e della speranza della guarigione confidando non solo nella guarigione ma anche nell’aiuto di Dio, secondo il senso religioso della maggioranza della nostra gente.
In questo contesto della umanizzazione della vita ospedaliera benedirò un simbolico numero di crocifissi per essere collocati nelle stanze dei degenti, e altri saranno messi a disposizione dell’ospedale, secondo necessità, tenendo comunque presente le esigenze di altre eventuali confessioni religiose nel rispetto dell’art. 8 della Costituzione.
Per ultimo – ha detto Mons. Marra avviandosi alla conclusione – auspico che, alla già definita denominazione geografica dell’ospedale “Media Valle del Tevere”, venga anche dato un nome carico di valenza morale e spirituale, secondo una comune tradizione.
Si era parlato, tempo fa, di attribuire all’ospedale il nome di “san Benedetto da Norcia”, di origine umbra, fondatore del monachesimo occidentale e patrono d’Europa. Di recente è stato segnalato il nome di “Madre Speranza”, fondatrice della grande opera dell’Amore Misericordioso della vicina Collevalenza. Ultimamente è emerso anche il nome del Beato Giovanni Paolo II che le popolazioni della Valle del Tevere hanno conosciuto personalmente avendo attraversato più volte la Valle del Tevere per visitare Perugia, Assisi, Terni, Collevalenza, Todi e Orvieto. Su questi tre nomi, tutti pienamente validi, si potrebbe chiedere il parere delle popolazioni interessate della Media Valle del Tevere con l’auspicio che tutto si svolga serenamente e gioiosamente e, se possibile, sollecitamente”.
maggio 23rd, 2011

Il 22 Maggio il calendario liturgico universale ricorda Santa Rita da Cascia (Cascia 1381 – Cascia 22 maggio 1447). Portata alla vita religiosa, fu data in sposa ad un uomo brutale e violento che, convertito da lei, venne in seguito ucciso per una vendetta. I due figli giurarono di vendicarlo e Rita, non riuscendo a dissuaderli, pregò Dio farli piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò nel locale monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena. Qui condusse una santa vita con una particolare spiritualità in cui veniva privilegiata la Passione di Cristo. Durante un’estasi ricevette una speciale stigmata sulla fronte, che le rimase fino alla morte. La sua esistenza di moglie di madre cristiana, segnata dal dolore e dalle miserie umane, è ancora oggi un esempio.
maggio 22nd, 2011

Nel periodo estivo è prevista l’apertura serale delle Basiliche Papali di San Francesco, due venerdì al mese, per offrire ai Cittadini di Assisi, ai Turisti e ai Pellegrini di ammirare lo splendore dei luoghi sacri e dei preziosi cicli pittorici.
I Frati del Sacro Convento accompagneranno i visitatori, attraverso un itinerario artistico – spirituale, alla straordinaria scoperta dei cicli pittorici realizzati da sommi artisti del XIII secolo e inizi del XIV: Maestro di San Francesco, Cimabue, Jacopo Turriti, Pietro Cavallini, Giotto, Puccio Capanna, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, ecc.
L’accesso alle Basiliche avverrà dalle ore 21.00 alle ore 21.15 rispettivamente dalla Piazza Inferiore e dalla Piazza Superiore. L’ingresso è gratuito.
CALENDARIO
Luglio 2011
Venerdì, 15 (ore 21.15) Basilica Inferiore
Venerdì, 22 (ore 21.15) Basilica Superiore
Settembre 2011
Venerdì, 2 (ore 21.15) Basilica Inferiore
Venerdì, 9 (ore 21.15) Basilica Superiore
maggio 20th, 2011
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