PAPA GIOVANNI PAOLO II. IL RICORDO DI MONS. SORRENTINO, VESCOVO DI ASSISI-NOCERA UMBRA-GUALDO TADINO
26 aprile 2011
L’ultimo incontro con la Città serafica avvenne il 24 gennaio 2002, mentre l’opinione pubblica era ancora sotto lo shock provocato dall’attentato alle Torri Gemelle. Giovanni Paolo II giocò ancora una volta la “carta” del Poverello, per ribadire l’importanza del dialogo e scongiurare tendenze reattive indiscriminate. La sua iniziativa era un monito ai terroristi ma anche un appello alla ragionevolezza per tutti.
Le sue parole in quell’ora drammatica rimangono di perenne attualità: “Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo! In nome di Dio ogni religione porti sulla terra Giustizia e Pace, Perdono e Vita, Amore!”.
La beatificazione di Giovanni Paolo II dà a tutti questi gesti e a queste parole, in certo senso, un valore aggiunto. Egli viene solennemente proposto, agli occhi della Chiesa e del mondo, come un uomo di Dio, da venerare e imitare. Personalmente non posso non ricordare di essere stato privilegiato nel rapporto con lui, sia per il piccolo servizio che ho potuto rendergli nei miei anni di lavoro in Segreteria di Stato, sia per essere stato poi ordinato Vescovo da lui e per averlo potuto accogliere a Pompei, nel tempo del mio ministero pastorale nella Città mariana. Il suo magistero di Pontefice acquista nuovo splendore dal riconoscimento della sua santità.
Possa la sua figura tanto amata continuare a svolgere un grande ruolo nel rinnovamento della vita cristiana e nella nuova evangelizzazione. Qui, ad Assisi, nel ricordo e nell’affetto, egli resta “di casa”.
+ Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
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