Archive for marzo, 2011

Mons. Giovanni Scanavino, Vescovo Emerito della Diocesi di Orvieto-Todi tiene a precisare la sua totale estraneità alle incaute iniziative di quanti anziché riversare su tutti i sacerdoti della Diocesi l’affetto che hanno testimoniato nei suoi confronti – come ha già espressamente sollecitato- si prodigano a sollecitare e/o a sostenere azioni di disturbo come quelle dirette verso il Parroco del Duomo di Orvieto.”
“Vittime ce ne sono già state – scrive Mons. Scanavino- Non causiamone altre, per favore: facciamo vincere la carità e saremo tutti più contenti. GRAZIE!”
marzo 10th, 2011

Uscirà a primavera con un’anteprima a Terni il film sulla vita di Don Pierino Gelmini. Lo afferma in una nota il regista ternano Andrea Sbarretti. La lavorazione, durata due anni, è appena terminata. “E’ un film – dichiara Sbarretti – che racconta un Don Pierino dal di dentro. Credo di aver ricreato un personaggio, veramente simile all’originale, nelle movenze, nello sguardo, nel modo di parlare”. Per interpretare il fondatore della Comunità Incontro è stato scelto Fernando Altieri, 73 anni, che ha già interpretato Oscar Luigi Scalfaro ne “Il divo” di Sorrentino.
Nell’ultimo giorno di riprese, da quanto riferisce Sbarretti, Don Gelmini ha voluto conoscere di persona l’attore e nel salutarlo, gli avrebbe detto: “Ci rivediamo presto”. “Ho lavorato molto sulla sceneggiatura – afferma il regista – poichè la mia paura era quella di mettere in bocca a Don Pierino, delle frasi che lui non avrebbe mai detto. Ho letto tutti i suoi libri, i suoi giornalini, gli opuscoli. Ho cercato di capire come funziona realmente la Comunità Incontro. Sono andato decine di volte al Molino Silla e negli altri centri presenti in Umbria, ho parlato con i ragazzi ospiti, con i collaboratori di Don Pierino e con Don Pierino stesso, il quale mi ha dato fin da subito il permesso di girare il film in Comunità”. Nel montaggio finale andranno anche delle scene reali, in un mix tra fiction e documentario. “Il film quindi – spiega il regista – inevitabilmente ha assorbito le regole ferree che vigono presso il centro, divenendo un film particolarmente ordinato, geometrico, per certi versi silenzioso. In Comunità vige un silenzio estremo. Non si urla, non si sprecano le parole. E nel film ogni minima parola è ben calibrata”.
Il film, della durata di 86 minuti, sara’ proiettato in anteprima a Terni in primavera.
(Fonte: Agi)
marzo 9th, 2011

E’ dal 2002 che durante il periodo di Quaresima la Chiesa di Perugia-Città della Pieve propone come attività per le parrocchie la “Grande Raccolta Viveri” per i bambini delle Ande peruviane. E’ il segno concreto della “Quaresima di Carità” proposto a famiglie e a giovani dalla Caritas diocesana, dalla Pastorale Giovanile e dall’Operazione Mato Grosso (OMG).
«Sono nove anni che portiamo avanti questa iniziativa – ricordano i promotori della raccolta –, con la quale sono stati spediti in Perù circa 6.250 quintali di viveri distribuiti a tante famiglie povere del Paese andino dai missionari dell’OMG. E’ già un bellissimo regalo, che l’unione del lavoro delle nostre parrocchie ha fatto a migliaia di bisognosi, soprattutto bambini, ma il frutto più bello è la Carità fatta da migliaia di ragazzi e ragazze, che sono andati a bussare alle case della comunità diocesana perugino-pievese, regalando il loro tempo e portando un segno di Amore».
«Anche quest’anno – auspicano sempre i promotori dell’iniziativa – sarebbe bello rilanciare l’avventura della “Grande Raccolta Viveri” con entusiasmo sperando di coinvolgere il maggior numero di parrocchie e ragazzi. Guardando i frutti positivi che ha dato l’iniziativa del mettere da parte un “Kilo al giorno di alimenti”, proposta l’anno scorso ad alcune parrocchie, si potrebbe anche quest’anno estendere l’invito e coinvolgere in maniera più mirata i bambini delle Scuole elementari e i loro genitori».
E’ anche un’occasione per sensibilizzare i più piccoli a conoscere luoghi del mondo dove tanti loro coetanei non hanno nulla da mangiare e, nel contempo, insegnargli a non sciupare i beni che il Signore dona alle loro famiglie. Inoltre, «è importante ricordare che i viveri raccolti in Quaresima – sottolineano ancora gli organizzatori – vanno in Missione tramite un legame molto diretto poiché alcune famiglie e giovani della nostra Diocesi sono volontari che vivono in Perù: David e Francesca Fiori (delle parrocchie perugine di Prepo e Montebello), Diego e Patrizia Bellotti (di Case Bruciate), Elia e Sabrina (di Prepo), don Michele Pieravanti (di San Martino in Colle) e Nicola e Serena Casavecchia (della parrocchia di Tavernelle).
Due di queste coppie – annunciano alcuni volontari dell’OMG perugina – saranno in Italia in Quaresima: seguiranno alcuni incontri che i vari gruppi parrocchiali faranno in vista della “Grande Raccolta Viveri”. Inoltre, noi giovani dell’OMG saremo molto contenti di ascoltare dai ragazzi delle parrocchie nuove idee e accettiamo aiuti concreti nell’organizzare e nel portare avanti questa iniziativa».
Anche quest’anno l’organizzazione segnala che, per avere informazioni più dettagliare sulle modalità della raccolta e sui generi alimenti da donare, è stato attivato il numero verde 800 199343.
marzo 9th, 2011

In occasione della loro riunione mensile tenutasi in Assisi, presso il Seminario regionale “Pio XI”, lunedì 7 marzo, gli Arcivescovi e i Vescovi dell’Umbria salutano fraternamente Mons. Giovanni Scanavino, nel momento in cui lascia il servizio pastorale alla Diocesi di Orvieto-Todi. Rendono grazie con lui al Signore per il bene compiuto in questi anni di ministero vissuto nella cordiale comunione con i confratelli e nell’accompagnamento fedele della comunità cristiana; apprezzano la sollecitudine pastorale e la generosa disponibilità con cui ha accolto la decisione del Santo Padre per il bene della Chiesa orvietana-tuderte; augurano che il suo servizio ecclesiale, là dove si svolgerà, possa continuare a portare frutto per il bene di tutta la Chiesa.
I Presuli dell’Umbria, inoltre, rivolgono un saluto fraterno a Mons. Giovanni Marra, chiamato dal Papa ad accompagnare come Amministratore Apostolico il cammino del popolo di Dio in Orvieto-Todi.
marzo 7th, 2011

In occasione della riunione mensile della CEU (Conferenza Episcopale Umbra) tenutasi in Assisi, presso il Seminario regionale “Pio XI”, lunedì 7 marzo, i Pastori delle otto Diocesi dell’Umbria hanno espresso vicinanza e apprezzamento ai cinque Frati Minori Francescani (O.F.M.) impegnati nelle attività pastorali nella comunità cattolica di Tripoli. In particolare, il pensiero è andato a Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, O.F.M, vescovo titolare di Tabuda, Vicario Apostolico di Tripoli. La stessa vicinanza e lo stesso apprezzamento lo hanno manifestato alle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, alle Francescane Missionarie di Gesù Bambino e alle Piccole Suore del Sacro Cuore di Charles de Foucauld, che operano come missionarie in Libia. Ai religiosi e alle religiose va il vivo ringraziamento dei Vescovi umbri per la fedeltà dimostrata al popolo libico nel restare al suo fianco, nonostante l’oggettivo pericolo di vita.
La presenza delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto in Libia risale al 1921: fu lo stesso fondatore dell’Istituto, il beato Pietro Bonilli, a voler aprire una Missione in Cirenaica, nella città di Derna. Attualmente le religiose sono quattro, impegnate in ambito socio-sanitario, la cui opera è svolta nel locale ospedale civile ed è molto apprezzata dalla popolazione. Contattate telefonicamente dalla loro madre generale, suor Danila Santucci, hanno manifestato il desiderio di rimanere accanto alla gente bisognosa anche in questo momento di grande difficoltà per dare ancor più concretezza al messaggio del beato Bonilli: “essere famiglia, dare famiglia, costruire famiglia” soprattutto per i più piccoli e per gli emarginati.
Le Suore Francescane di Gesù Bambino in Santa Maria degli Angeli di Assisi, fondate nel 1879 da Barbara Micarelli, sono presenti in Libia con cinque religiose ed operano anch’esse in abito sanitario, prestando servizio nell’ospedale di Barce El-Mary.
Infine, sono due le Piccole Sorelle di Gesù che testimoniano in terra libica l’amore di Dio per ogni essere umano, di qualsiasi Paese, razza e religione.
marzo 7th, 2011

La nomina di Benedetto XVI:
http://chiesaumbra.it/2011/03/05/orvieto-todi-benedetto-xvi-ha-accettato-le-dimissioni-del-vescovo-di-orvieto-todi-mons-giovanni-scanavino-ed-ha-nominato-amministratore-apostolico/
Mons. Giovanni Marra è nato a Cinquefrondi, diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, il 5 febbraio 1931; ha frequentato il ginnasio presso il seminario di Mileto, gli studi teologici presso il Seminario di Reggio Calabria. È stato ordinato presbitero il 19 settembre 1953 dal vescovo mons. Vincenzo De Chiara nella parrocchiale di Cinquefrondi. Quindi,
trasferitosi a Roma, ha conseguito la laurea in scienze sociali presso la Pontificia Università Gregoriana e in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense.
Ancora studente, ha iniziato il suo ministero come cappellano dell’Istituto Ciechi Sant’Alessio e come collaboratore presso la parrocchia di Tor Marancia.
Dal 1960 al 1986 ha prestato servizio presso la Santa Sede, prima presso la Congregazione per il Clero, poi in Segreteria di Stato, infine all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).
Il 7 giugno 1986 è stato eletto da papa Giovanni Paolo II vescovo titolare di Usula, con l’incarico ausiliare di Roma per le attività pastorali ed amministrative e segretario generale del vicariato, ed è stato consacrato vescovo il 28 giugno dello stesso anno dal cardinale Ugo Poletti nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
Il 14 novembre 1989 è nominato arcivescovo titolare di Ravello ed Ordinario Militare per l’Italia, carica che manterrà fino al 31 gennaio 1996, e che gli dà diritto all’automatica promozione al grado di generale di corpo d’armata; nel contempo diviene Preposto del Capitolo della Basilica di Santa Maria ad Martyres in Roma.
Il 17 maggio 1997 è stato eletto Arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e Archimandrita del S.S. Salvatore; ha preso canonico possesso dell’arcidiocesi il 21 giugno dello stesso anno.
Il 18 novembre 2006 papa Benedetto XVI ha accettato le dimissioni nunc pro tunc rassegnate ai sensi del can. 401 C.I.C. Ha concluso il mandato in diocesi il 5 gennaio 2007.
Il 3 gennaio 2007 papa Benedetto XVI lo ha nominato Membro della
Congregazione per i Vescovi.
www.tempusvirtutum.it
marzo 7th, 2011

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Orvieto-Todi (Italia), presentata da S.E. Mons. Giovanni Scanavino, O.S.A., in conformità al can. 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico, ed ha nominato Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis della medesima diocesi S.E. Mons. Giovanni Marra, Arcivescovo emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
A mons. Marra sarà dunque affidata la diocesi di Orvieto-Todi nell’attesa che venga nominato il nuovo vescovo, successore di Padre Giovanni Scanavino.
Di seguito, il Messaggio alla Diocesi di Orvieto-Todi dell’ Arcivescovo
Amministratore Apostolico Mons. Giovanni Marra:
“Nel momento in cui il Santo Padre mi affida la missione di Amministratore Apostolico, rivolgo il mio rispettoso e cordiale saluto a tutta la comunità diocesana di Orvieto-Todi. Ho dato la mia disponibilità con quello spirito di obbedienza che, come cristiano e come vescovo, devo al Santo Padre; ma anche con l’animo di condividere con voi questo particolare momento, per renderlo, insieme a voi, tempo di grazia.
In primo luogo, saluto il caro confratello Vescovo Mons. Giovanni Scanavino, che ha concluso il suo ministero episcopale in questa Chiesa particolare, e a nome vostro gli esprimo la gratitudine per quanto egli ha fatto con cuore di Pastore e continuerà a fare con la preghiera e l’affetto.
Saluto i primi collaboratori del ministero episcopale che sono i Sacerdoti e a loro mi rivolgo con particolare affezione, facendo subito presente che la missione che mi accingo a svolgere è fortemente legata alla loro collaborazione. Con la stessa intensità saluto i Diaconi e i Seminaristi.
Un grato pensiero rivolgo a tutti i Consacrati e le Consacrate, a tutti i Fedeli laici e alle loro famiglie che vivono ed operano nelle singole parrocchie e che appartengono alla varie associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali.
Tutti invito a dare testimonianza di amore a questa storica e gloriosa diocesi che è in Orvieto-Todi, per crescere insieme in quello spirito di comunione che ci fa essere autenticamente Chiesa. Questo vincolo di unità trova il suo radicamento nell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana, Sacramento di carità, che in particolare nella tradizione religiosa di questa terra è legato allo storico miracolo eucaristico di Bolsena. Il Sacro Corporale, conservato nel Duomo di Orvieto, è preziosa reliquia che ancora illumina la nostra fede e continua a guidare il nostro cammino pastorale.
Un deferente saluto rivolgo alle Autorità civili e militari, delle città di Orvieto e di Todi e di tutti gli altri Comuni della Diocesi, e assicuro che, nel tempo della mia breve permanenza, non mancherò di offrire ogni utile collaborazione per il bene della nostra gente. D’altra parte, la storia civile di questi luoghi è profondamente legata a quella religiosa, come testimoniano le numerose e straordinarie opere d’arte di cui è ricco questo territorio, e di cui sono eloquenti simboli le due stupende Cattedrali di Orvieto e di Todi, note in tutto il mondo.
In questa comunanza di intenti le nostre comunità, ecclesiale e civile, ancora una volta si troveranno insieme a proseguire la preparazione del 750° anniversario del Miracolo di Bolsena e dell’ istituzione della solennità del Corpus Domini, eventi che, per loro natura, sono di portata mondiale e che non potranno non richiamare I’attenzione dell’intera Chiesa Cattolica.
Infine, per il sollecito svolgimento della missione temporanea a me affidata, vi invito ad unirvi a me nel chiedere la materna intercessione di Maria Santissima e di San Giuseppe e San Fortunato, nostri Patroni, sicuro che, con il loro aiuto e la vostra generosa collaborazione, potrò corrispondere a quanto sta particolarmente a cuore al Santo Padre e che riassume il senso della mia missione in mezzo. a voi: annunciare il Vangelo e portare serenità a tutti, nella concordia e nella pace del Signore. Nell’ attesa di incontrarVi, Vi saluto e Vi benedico”.
marzo 5th, 2011

Nella nota preghiera Saluto alla Beata Vergine, San Francesco definisce Maria “Vergine fatta Chiesa”. Si tratta di uno dei titoli più significativi utilizzati dal Poverello di Assisi per indicare il ruolo e l’identità della Vergine di Nazareth. Egli riprende in tal modo la tradizione patristica che accosta frequentemente la Vergine Maria alla Chiesa affiché l’una illumini il significato dell’altra nella storia della salvezza. Non è arduo rileggere questo testo poetico immaginando San Francesco in preghiera nella piccola chiesa della Porziuncola. Presso di essa infatti, in ragione della devozione alla Madre di Dio, egli ha vissuto i momenti più salienti della sua vita e della sua missione, così come insistentemente sottolineato da san Bonaventura: «ispirato dalla grazia divina, condusse i suoi dodici frati a Santa Maria della Porziuncola, perché voleva che l’Ordine dei minori crescesse e si sviluppasse, sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di lei, aveva avuto inizio» (LegM IV,5).
L’analogia Maria-Chiesa emerge in modo del tutto evidente nel Santuario della Porziuncola, intitolato alla Madonna degli Angeli, così come in tutti i santuari mariani, una presenza assai significativa e considerevole in ogni regione del mondo. In questo si potrebbe parlare – come già ebbe a dire Papa Giovanni Paolo II – «di una specifica geografia della fede e della pietà mariana, che comprende tutti questi luoghi di particolare pellegrinaggio per il popolo di Dio, il quale cerca l’incontro con la Madre di Dio per trovare, nel raggio della materna presenza di Colei che ha creduto, il consolidamento della propria fede» (Angelus, 26 giugno 1987).
Per le suddette ragioni è stata organizzata questa mostra. Essa avrà due sezioni: la prima – allestita lungo l’itinerario delle memorie francescane, all’interno del santuario – ha per titolo Il significato dei santuari mariani. Guadalupe, e vuole evidenziare il senso culturale ed ecclesiale di quello straordinario patrimonio mondiale che sono i santuari dedicati alla Vergine Maria. In particolare la mostra si soffermerà sul Santuario della Vergine di Guadalupe, il luogo della più antica apparizione riconosciuta dalla Chiesa Cattolica.
Una seconda mostra – allestita presso la Sala San Pio X del Museo della Porziuncola – denominata ”I volti di Maria alla Porziuncola”. Un percorso per immagini, cercherà invece di illustrare come la Vergine di Nazareth è stata raffigurata nel tempo presso il Santuario della Porziuncola. Lo farà attraverso l’esposizione di riproduzioni grafiche e di opere d’arte che in essa hanno Maria per soggetto. La Basilica di Santa Maria degli Angeli infatti conserva testimonianze artistiche di indiscutibile valore sia per ciò che concerne la storia dell’iconografia mariana, sia per quanto riguarda la storia stessa dell’arte. Entrambi gli allestimenti prevedono l’esposizione anche di opere e oggetti d’arte raramente esposti al pubblico e custoditi normalmente negli archivi del Museo della Porziuncola.
L’inaugurazione della mostra avverrà il 13 marzo 2011, alle ore 16.00 presso i locali del Museo della Porziuncola, interverranno il professor Fidel Gonzáles Fernández della Pontificia Università Urbaniana e Gregoriana e S.E. Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi.
Fino al 30 Ottobre 2011
Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, p.zza Porziuncola 2 – Santa Maria degli Angeli – Assisi (Pg)
Orario: tutti i giorni dalle 07.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.00. Entrata libera
Per informazioni: tel. 075 8051430
marzo 5th, 2011

Nel 2011 saranno tre i pellegrinaggi organizzati dalla diocesi e parrocchie con destinazione la Terra Santa. Pellegrinaggi per rafforzare la fede, e quale gesto di solidarietà con i cristiani che là vivono, un segno di speranza per una terra che attende con ansia la pace. E’ un viaggio che raccoglie l’invito, più volte espresso dal papa, ad essere vicini e presenti nella terra dove Gesù è vissuto, per conoscere, fraternizzare e solidarizzare con le popolazioni che vivono in un clima di tensione e di paura a causa dei tanti atti di violenza e degli attentati. In preparazione alla Pasqua la parrocchia della Cattedrale di Narni organizza dal 5 al 12 aprile un pellegrinaggio in Terra Santa, in collaborazione con Emmaus viaggi. Le preiscrizioni si ricevono presso la parrocchia e il parroco don Angelo. Il programma prevede la visita ai luoghi della vita di Gesù da Nazareth e la zona della Galilea e il lago di Tiberiade, Betlemme, Gerusalemme dal Santo Sepolcro alla città vecchia, la via Dolorosa, il monte degli Ulivi, il Cenacolo e monte Sion. La quota è di 1.090 euro.
Altro pellegrinaggio è quello organizzato dall’ufficio diocesano pellegrinaggi che si terrà dal 26 aprile al 5 maggio in Terra Santa e monte Sinai. Un pellegrinaggio che prevede la sosta a Nazareth e Gerusalemme, con escursioni che toccheranno i luoghi importanti della predicazione di Gesù: il lago di Tiberiade, la valle del Giordano, Betlemme, Emmaus e Ein Karem, Cana, Betania, il monte Tabor, ed inoltre Haifa e il monte Carmelo per raggiungere anche Qumran, Eialat e santa Caterina sul monte Sinai dove si sosterà per la notte. Il costo del viaggio è di 1240 euro (da versare 200 euro all’iscrizione) e l’iscrizioni si ricevono presso l’ufficio parrocchiale della Cattedrale il giovedì e sabato dalle 10 alle 12.
Il terzo pellegrinaggio è organizzato dalla parrocchia di Penna in Teverina dal 6 al 13 agosto con la collaborazione di Emmaus viaggi. Il viaggio prevede la sosta in alberghi di Nazareth e Betlemme e la visita ai luoghi più significativi della Galilea, Haifa e Monte Carmelo, Mar Morto e Gerusalemme con spostamenti programmati. Il costo è di 1180 euro con volo Alitalia, per le prenotazioni ci si può rivolgere al parroco don Antonino De Santis.
marzo 2nd, 2011

Il diffondersi dello scautismo in Umbria avvenne in tre periodi ben distinti, caratterizzati dagli eventi socio-politici del momento. Il primo nel 1910, dove per iniziativa dell’on. Romeo Gallenga Stuart e di Percy Frost, sulla scia dell’esperienza del primo tentativo di scautismo in Italia di Francis Vaine a Bagni di Lucca, nasce a Perugia – a inizio novembre di quell’anno – un gruppo di scout. Il gruppo partecipò al primo raduno nazionale di scout a Firenze il 18 dicembre 1910, dove furono ufficialmente fondati i Rei (Ragazzi esploratori italiani). Non si hanno molte informazioni su questo gruppo, ma sembra che continuò le sue attività, con alti e bassi, fino a confluire nella sezione del Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori italiani) nel 1914/15. Il secondo momento è nel 1915: con la minaccia della guerra con l’Austria, in varie città umbre nascono i primi gruppi scout del Cngei, favoriti dalla collaborazione e la simpatia che ottennero da parte delle autorità locali, che vedevano in questa istituzione la possibilità di formare una gioventù atta a sostenere, nel caso di bisogno, le fatiche della difesa nazionale. Nascono così sezioni a Perugia (febbraio 1915), Spoleto (marzo 1915), Orvieto -Foligno (aprile 1915), Gualdo Tadino – Gubbio – Terni (giugno 1915). C’è anche la formazione a Spoleto (aprile 1915 ad opera di don Domenico Ettorre) ed a Gubbio (luglio 1915 ad opera di don Bosone Rossi) di un gruppo scout con connotati prettamente cattolici, nato in contrapposizione al locale gruppo Cngei (che secondo don Domenico Ettorre “aveva spiccate tendenze massoniche”), che anticipa da lì a poco la nascita dei gruppi scout cattolici dell’Asci (Associazione scautistica cattolica italiana) avvenuta il 16 gennaio 1916.
La terza fase risale al 1920-1923 quando alcuni sacerdoti “progressisti”, con il diffondersi di una politica sociale e nell’intento di gestire all’ombra del campanile il tempo libero della gioventù, in varie città umbre fondano sezioni dell’Asci; nascono così i gruppi di Spoleto (ottobre 1919), Gualdo Tadino (ottobre 1921), Todi (novembre 1921), Poggio Mirteto (marzo 1922), Città di Castello – Foligno – Umbertide (aprile 1922) Terni (giugno 1922), Gubbio (luglio 1922), Perugia (marzo 1923), Amelia – Passignano sul Trasimeno (aprile 1923), Bevagna, (maggio 1923), Narni (novembre 1923) ed Orvieto (settembre 1924). In questo terzo periodo si verifica anche il rifiorire e la nascita di nuovi sezioni del Cngei (Perugia, Spoleto, Terni, Gualdo Tadino, Città di Castello ed Umbertide), dato che nel periodo post-bellico le autorità avevano perso interesse nei confronti di questi gruppi, che inevitabilmente erano scivolati in un lento declino fino alla chiusura di quasi tutte le sezioni. I gruppi scout umbri proseguirono le proprie attività fino allo scioglimento da parte del regime fascista avvenuto il 31 marzo 1927 per quelli del Cngei (i quali confluirono in parte nella nascente Opera nazionale balilla) e il 28 aprile 1928 per quelli dell’Asci.
Dopo la guerra, nel 1945, vennero ricostituiti alcuni gruppi facenti capo all’Asci e all’Agi. Oggi le principali associazioni sono l’Agesci, Fse, Masci e in alcuni centri il Cngei.
Enrico Biagioli
marzo 2nd, 2011
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