NARNI. UN OSTELLO AL POSTO DEL MONASTERO
24 febbraio 2011

Un ostello, capace di ospitare una quarantina di persone. L’ex monastero delle suore di sant’Anna, situato in via Gattamelata nel centro storico di Narni, cambia pelle e si appresta a diventare un punto di riferimento per un turismo religioso che nella nostra regione è fortemente praticato. La trattativa, tra la congregazione delle suore di Sant’Anna e una società che ha sede nella capitale, sembra arrivata a buon punto tanto che si tratterebbe solo di definire alcuni dettagli, prima di poter considerare concluso l’accordo. Un accordo che prevede l’affitto e non la vendita, del grande immobile e dei tanti spazi verdi che lo circondano. I tre piani dell’edificio verrebbero tutti riadattati, con gli interni trasformati in camere e mini appartamenti di vario taglio, in grado di ospitare varie alcune decine di persone. La scelta di contenere la capienza dei posti letto sarebbe nata dall’esigenza di non dare alla struttura le caratteristiche di albergo, in quanto questo avrebbe previsto tutta una serie, lunga ed onerosa, di interventi strutturali da parte del gestore. I “clienti” del nuovo ostello saranno di diverse tipologie; una parte di essi saranno giovani, legati ai tanti movimenti religiosi che ci sono nel nostro Paese, che per ragioni legate alla fede, sono soliti frequentare i tanti luoghi francescani presenti tra l’Umbria ed il Lazio. E Narni, in questo senso, potrebbe rappresentare proprio il crocevia adatto, trovandosi ad una media distanza tra la capitale e città importanti come Assisi, Cascia e Norcia e la Valle santa del reatino. C’è poi il filone legato all’arte, sacra e non solo, che richiama ogni anno verso l’Umbria decine di migliaia di visitatori e sotto questo punto di vista l’ostello narnese potrebbe ancora una volta rivelarsi interessante per quei tanti appassionati che potrebbero stabilire nella città del Gattamelata il proprio quartier generale e da lì muoversi in direzione dei maggiori luoghi di interesse, tutti raggiungibili in meno di un’ora.
Con la trasformazione in ostello dell’ex monastero si chiude in tempi rapidi una vicenda che aveva creato malumori ed amarezze in città e che era nata all’indomani della decisione, da parte della Madre generale e quella Provinciale della congregazione, di trasferire le ultime due suore rimaste in altri monasteri del nord Italia. Lo scorso mese di settembre il portone del Sant’Anna venne chiuso e per tanti narnesi, che dentro a quelle mura avevano studiato da piccoli, era stato come ricevere un pugno nello stomaco. Il timore che il grande monastero finisse in malora viene ora scongiurato da questo accordo che permetterà di far tornare a nuova vita un luogo da sempre impresso nella memoria dei narnesi.
Fonte: Narni News
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