CITTA’ DI CASTELLO. LA DIOCESI PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI ECCLESIASTICI

21 febbraio 2011

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Furti sacrileghi nella Basilica Cattedrale di Città di Castello, ladri astuti e senza scrupoli hanno agito nella sacrestia. I parroci Mons. Giancarlo Lepri e Mons. Sergio Susi in accordo con il vescovo Domenico Cancian e con gli uffici diocesani competenti, hanno approntato da tempo una serie di interventi per evitare tali espoliazioni. Tra queste l’azione volontaria dell’Associazione Nazionale Volontari Carabinieri che prestano il loro servizio di vigilanza in alcuni giorni della settimana con passione e precisione. Non va però dimenticato che già all’epoca dell’episcopato di Mons. Cesare Pagani le opere più preziose furono volutamente messe al sicuro nei locali del costituendo Museo diocesano che poi ingrandendosi ha potuto ospitare altri beni preziosi non solo della Cattedrale ma provenienti da chiese diocesane. Così come depositi muniti di impianto di allarme sono stati allestiti per ospitare opere di provenienza diocesana. Per la Cattedrale è in corso di realizzazione, un avanzato progetto per la video-sorveglianza dell’intero complesso architettonico con anche un impianto antitrusione collegati alle forze dell’ordine, al quale la Diocesi tifernate sta lavorando unitamente alla Parrocchia della Cattedrale con un notevole sforzo di reperimento fondi per apparecchiature sofisticate ed efficaci. La valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio ecclesiastico sono da sempre al centro dell’attenzione della Diocesi di Città di Castello, del Vescovo ma anche di tutti gli uffici responsabili, dei direttori, coordinatori diocesani, parroci, diaconi, ed anche del singolo cittadino che rispetta e ama le opere d’arte sacra. Ne sono concreta testimonianza le iniziative realizzate con cadenza periodica e finalizzate alla valorizzazione del ricco patrimonio ecclesiastico presente nel comprensorio Altotiberino come “Chiese ed Arte”, “Luci di Natale”, ecc.

Importante è ricordare come dal giugno 2010 la Diocesi tifernate ha iniziato la campagna di inventariazione bei beni mobili secondo i criteri e le indicazioni dell’Ufficio Nazionale per i Beni Ecclesiastici della C.E.I. concordati con il Ministero per i Beni Culturali. L’intervento previsto avrà la durata di tre anni e riguarderà la realizzazione di ben 20.000 schede digitali. Lo stato dei lavori attuali ha visto già inventariate 15 parrocchie tra cui Pistrino, Fighille, San Leo. I finanziamenti per tale progetto sono della C.E.I., della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e della Diocesi con proprie risorse e delle singole Parrocchie. Lo sforzo economico, ma anche di energie umane, messo in campo della Diocesi è pertanto cospicuo, l’attenzione rivolta alla salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico risulta essere tra i primi obiettivi che si intende perseguire con serietà, efficacia e con l’aiuto e la collaborazione di tutti.

Mons. Sergio Susi

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