Archive for gennaio, 2011

SPELLO. NUOVA VITA PER LA PINACOTECA CIVICA GRAZIE ANCHE ALLLA DIOCESI

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Nuovo progetto di allestimento per la Pinacoteca Civica. Dopo i lavori post sisma del 1997 il prezioso contenitore delle opere della città comprese tra il XIII e il XIX secolo, tornerà nella sede storica di Palazzo dei Canonici. L’apertura ufficiale della Pinacoteca e la presentazione del nuovo allestimento è avvenuta venerdì 14 gennaio 2011.

Il ritorno della Pinacoteca civica nella sua sede storica è stato possibile grazie al contributo del Comune di Spello, la Regione Umbria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Bcc di Spello e Bettona e la Diocesi di Foligno.
“Il prossimo obiettivo – ha affermato il sindaco di Spello, Sandro Vitali – grazie anche alla messa a disposizione di ulteriori locali da parte della diocesi, è quello di ampliare l’esposizione con le opere attualmente in deposito e collegare la Pinacoteca con la Cappella Baglioni attraverso un ascensore. Questo permetterà di costruire un itinerario culturale di altissimo livello senza interferire con le funzioni religiose della chiesa e dare la possibilità ai turisti, anche durante gli orari di chiusura della Collegiata di Santa Maria Maggiore, di visitare la Pinacoteca e la Cappella Bella”.
La Pinacoteca adotterà il seguente orario di apertura invernale, in vigore fino al prossimo 31 marzo: tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. Giorno di chiusura lunedì.

Add comment gennaio 14th, 2011

IL POVERELLO D’ASSISI NELLE VIGNETTE DI DON MARCELLO CRUCIANI

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Un giro del mondo (francescano) in 60 vignette, allegramente indifferenti alla cronologia, una biografia del Poverello per immagini tratteggiata a colori squillanti e ambientata ai tempi di internet e dei talk show; ”si può educare sorridendo e facendo sorridere – scrive Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, presentando l’ultimo libro di Marcello Cruciani (Vita Francisci, Todi, Tau Editrice, pagine 69, euro 7) – in una sequenza di disegni, colori e humour. Una rilettura attualizzante, quella di don Marcello, uno sguardo al passato a partire dall’oggi, dai nostri problemi e dalle nostre sfide”.

Proprio le tante licenze poetiche spazio-temporali sono l’elemento che rende più divertente il libro, creando un piacevole effetto di straniamento narrativo; come negli affreschi medievali, il prima e il dopo sono messi sullo stesso piano, affiancati o addirittura mescolati in una stessa sequenza, visto che il tempo è una dimensione unicamente umana e tutta la storia fa parte dell’”oggi eterno” di Dio.

“E adesso datemi i telefonini!”, intima Francesco ai suoi frati – che lo guardano sconcertati e perplessi – per invitarli a scoprire cosa significa essere liberi dalle cose, usarle per il loro scopo senza lasciarsi ricattare dalla loro illusoria promessa di felicità; “oltre che con tuo padre ora avremo problemi con la Sovrintendenza, con la Confedilizia, con l’Inail, con il fisco…” sbotta il parroco di San Damiano rispondendo al Poverello – fermamente deciso a restaurare la Chiesa e a “cacciarsi nei guai” per obbedire alla sua vocazione – pensando al lungo iter burocratico e all’infinita serie di seccature che li aspettano; “per quale Asl lavorate?” chiedono i notabili in visita al lebbrosario di Rivotorto, “per quella di Gesù Cristo!” rispondono i frati; “strano, non ha portato nessuna telecamera, non mi tratta come il caso umano che aumenta lo share in seconda serata” si stupisce il malato curato da Francesco.

La modalità della comunicazione è leggera e divertente, ma ogni vignetta è pensata per raccontare un episodio realmente tratto della vita del santo. Il fumetto in cui un frate grida “Lasciatemi, non sono un no global, volevo solamente ricordare a Ottone la caducità della vita” illustra un passo preciso delle Fonti francescane: ”Passando un giorno per quelle contrade vicino a Rivotorto con grande pompa e clamore l’imperatore Ottone, che si recava a ricevere la “corona della terra”, il santissimo padre non volle neppure uscire dal suo tugurio, che era vicino alla via di transito, né permise che i suoi vi andassero, eccetto uno il quale doveva annunciare con fermezza all’imperatore che quella sua gloria sarebbe durata ben poco”.


È facile rendere banale e oleografica la “stridente originalità” dell’alter Christus del Duecento; il “giovin signore” figlio del ricco mercante di stoffe, che disegna personalmente i suoi vestiti inventando raffinati accostamenti patchwork di tessuti preziosi e lana grezza (Cruciani dedica una vignetta a un’ipotetica “Sfilata autunno-inverno 1199″ dell’azienda di famiglia, la “Bernardone moda”) è lo stesso Francesco che, una volta sposato a Madonna Povertà, non rinuncia alle sue ambizioni – compiere grandi imprese, vivere avventure emozionanti, diventare un cavaliere senza macchia e senza paura, conquistare terre, popoli e castelli, difendere orfani e vedove – ma le ordina e le orienta secondo il suo compito, consapevole che ogni successo umano non riempie il cuore, lascia inquieti e delusi se non vissuto all’interno del rapporto con Dio. Leale con questa scoperta, il giovane aspirante cavaliere di Assisi diventerà il condottiero di un popolo in marcia verso il Paradiso. Un’avventura che da sempre è stata raccontata anche per immagini; dalle miniature ai rotoli di Exultet (illustrati al contrario perché le figure non erano destinate a essere viste dal sacerdote, ma dai fedeli vicini al pulpito) dalle stampe cinquecentesche ai film, l’obiettivo, in fondo, è sempre lo stesso, delectare docendo e lasciarsi contagiare dalla perfetta letizia della santità vissuta.

a cura di Silvia Guidi (L’Osservatore Romano)

Add comment gennaio 13th, 2011

INSERIRE ANCHE LE “DONNE SANTE” TRA I RIFERIMENTI NELLO STATUTO REGIONALE

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Inserire i nomi dei santi Benedetto e Francesco, potrebbe sembrare un idea saggia, ma poco utile, un escamotage per far parlare un po’ dell’Umbria, del cuore dell’Italia, dell’Italia che era un popolo di naviganti, eroi, poeti e … santi e adesso sembra un popolo di aspiranti tronisti e veline, politici navigati, di giovani e meno giovani la cui massima ambizione è diventare nazional-popolari partecipando ad un reality show o litigando vivacemente ad un talk show di un nostrano sapore politico … e d’altra parte che cosa costa una modifica ad uno statuto regionale? Una citazione di qualche santo fa un po’ di pubblicità e non fa male a nessuno, nemmeno ai più incalliti, se ancora ne esistono, laicisti che di Benedetto e Francesco apprezzano sicuramente le virtù umane e l’impulso turistico che ancora oggi danno ai nostri ‘ameni’ luoghi dell’Umbria.

Benedetto e Francesco hanno vissuto in epoche storiche molto differenti e molto lontane da noi, se non per il comune fattore di essere state epoche di grandi cambiamenti globali, di quel periodo storico chiamato “Medio Evo” termine che ingiustamente viene usato in senso dispregiativo, perché il medioevo fu un periodo davvero fecondo e straordinario pur nella molteplicità dei problemi che affliggevano gli uomini di quell’epoca.

Il primo santo, Benedetto, fu famoso per il suo motto ‘Ora et Labora’ e se meglio conosciuto sarebbe un santo molto gradito alla classe politica contemporanea, perché era il santo della Stabilitas, un qualcosa che in tempi moderni solo Silvio Berlusconi è riuscito in qualche modo a far vivere ai suoi governi e non senza immani difficoltà.

La Stabilitas nel mondo Benedettino è ancora oggi il quarto voto, quello che obbliga il monaco a vivere per sempre, nell’abbazia dove si sono presi i voti, voto che andava in contrasto con la moda dei cosiddetti clerici girovaganti la cui bassa moralità veniva combattuta con i fatti, con l’esempio. Il ruolo di queste Abbazie Benedettine nella presunta  oscurità dei tempi del cosiddetto ‘alto medioevo’ fu determinante per la cultura e l’economia dell’Europa , non è un caso che l’attuale papa, uomo di grande doti umane e culturali, abbia sorpreso tutti  scegliendo il nome di Benedetto al posto di quello scontato di Giovanni Paolo terzo.

Francesco che visse molti secoli dopo ebbe un ottimo rapporto con i frati di san Benedetto,  dai quali non volle accettare mai la proprietà della Porziuncola, per quell’amore cosi radicale alla povertà  che aveva e che voleva che i suoi figli avessero, sicché ogni anno faceva mandare ai legittimi proprietari del bene, come segno di un pagamento simbolico dell’affitto, un cesto di pesci …  a sua volta ricevuto dalla questua.

Al contrario di Benedetto che annovera nel suo carnet il nome di ben sedici papi, nessun papa fino ad oggi, ha mai preso il suo nome, il nome di Francesco, che possiamo immaginare  essere stato ed essere ancor oggi il papa dei carismatici, di quelle persone cioè che riescono  ad ascoltare la voce del Signore e fare quello che a loro suggerisce ma nello spirito di più totale obbedienza al papa e alla chiesa.

Tutto bene, nella proposta di Mons. Paglia, dunque, no! A mio avviso, la proposta di Mons. Paglia, va integrata. È giusto mettere i nomi di Francesco e Benedetto, ma se non si chiede troppo e visto che si sta facendo questa fatica, sarebbe bello mettere anche quelli di Chiara e Scolastica, ma insieme, “Francesco e Chiara”,  “Benedetto e Scolastica”,  perché senza il loro casto, ma autentico amore probabilmente Francesco sarebbe stato meno Francesco e Benedetto meno …  Benedetto.

Se la giustizia di un uomo giusto fa sentire Dio che è persona, persona divina, ma persona e pertanto dotata di sentimenti, “Giusto” e la santità di un santo, fa sentire Dio “Santo”, l’amore di persone come Francesco e Chiara e di molte altre coppie che ci sono state e spero ci saranno nella storia, fa sentire il nostro Dio proprio ‘DIO’ perchè è dallo scambio dell’amore che nasce il mistero trinitario, che lo Spirito Santo Procede.

Da ciò la vocazione della nostra terra umbra, portare quest’ Amore sulla terra, portare .. la PACE.

di Claudio Pace

Add comment gennaio 8th, 2011

LA BEATA ANGELA DA FOLIGNO POTREBBE ESSERE PRESTO SANTA

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Anche se diversi biografi e scrittori, soprattutto francesi, e anche papi come Paolo III, Pio XI e Giovanni Paolo II l’hanno chiamata santa, Angela da Foligno è più propriamente “beata”, perché il suo culto ab immemorabili fu confermato nel 1701 da Clemente XI con questo titolo. Il desiderio di giungere alla canonizzazione è sempre stato forte nel corso dei secoli, ma è cresciuto soprattutto in quest’ultimo ventennio. Ecco allora la bella notizia: la Congregazione delle cause dei santi ha riconosciuto la validità giuridica del lavoro svolto nell’inchiesta diocesana istruita nel 1994 e ora procederà alla nomina di un relatore per redigere la Positio. Una tappa davvero importante nel lungo iter previsto per una causa di canonizzazione. Se si raggiungerà lo scopo, la figura di Angela, la cui popolarità non è stata mai pari alla sua grandezza, non rimarrà più confinata prevalentemente nell’ambito colto e specialistico, ma verrà a contatto con un crescente numero di persone, arricchendole spiritualmente con la sua preziosa eredità.

La Santa in Romania
Da circa un anno, nella chiesa del monastero delle Clarisse di Roman in Romania, intitolato a “Santa Maria degli Angeli”, si può ammirare una bella vetrata dedicata alla beata Angela da Foligno. Si tratta di un’opera dell’artista Francesco Manlio Lodigiani, che ha eseguito tutte e sei le vetrate della chiesa rifacendosi tecnicamente al metodo costruttivo medioevale, giunto invariato sino ai nostri giorni.
La vetrata si può dividere in tre parti.
In basso, ai piedi di Angela, si scorgono gli elementi che un tempo erano lo scopo della sua vita: gioielli, denaro e tutte le vanità, rappresentate da uno specchio rotto. Frammenti di una vita “spericolata”, inconsistente e vuota, che dal 1285 prese fortunatamente un’altra direzione, avendo Angela incontrato Dio, “seduttore dei cuori”.
Al centro della vetrata è raffigurata Angela che abbraccia Gesù Bambino. Il riferimento è a un bellissima visione che Angela ebbe il 2 febbraio 1301 nella chiesa di San Francesco in Foligno: la Vergine Maria entra in chiesa, si accosta alla veggente e le mette in braccio Gesù. Racconta Angela: “Il Bambino mi restò nudo tra le braccia, aprì gli occhi, li alzò verso di me e mi guardò. Nel guardare quegli occhi provai tanto amore, che fui completamente avvinta. Avvicinai il mio viso al suo e accostai la mia guancia alla sua. Vedendo i suoi occhi che si aprivano e si rivolgevano a me, sentii come un fuoco dentro di me. Un bene, una felicità indescrivibile promanava dal Bambino e dai suoi occhi”. Il mistero del Figlio di Dio incarnato o “umanato” ha fatto sempre ardere d’amore il cuore della Folignate.
Nella parte più alta è rappresentato il mistero eucaristico, anch’esso centrale nella spiritualità di Angela, come dimostrano le sue frequenti visioni ed esperienze estatiche legate a Cristo eucaristia.
Se la vetrata di Roman fosse stata più grande, non sarebbe potuto mancare il tema del Cristo crocifisso o “passionato”, che tanta parte ebbe nella vicenda spirituale di Angela. Merita invece di essere segnalato che, nella vetrata gemella, spicca la figura di Giovanni Paolo II, il papa che il 20 giugno del 1993 si recò a Foligno per pregare presso la tomba della grande Mistica folignate e la propose a tutti come “fulgido esempio di virtù evangeliche, maestra sapiente di discernimento cristiano e guida sicura nel cammino della perfezione”.


Bernardo Commodi ofmconv

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ASSISI. IL VESCOVO EMERITO MONS. GORETTI HA CELEBRATO NELLA BASILICA VATICANA DI SAN PIETRO IL 30° ANNIVERSARIO DELLA SUA ORDINAZIONE EPISCOPALE

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Il giorno dell’Epifania di trenta anni fa, in San Pietro, Papa Giovanni Paolo II ordinava vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino mons. Sergio Goretti.

Lo scorso mercoledì 5 Gennaio 2011, il vescovo emerito della Città Serafica ed altri quattro suoi confratelli, gli italiani Ennio Appignanesi, Alessandro Plotti, Giulio Sanguinetti ed il brasiliano Vicente Joaquim Zico, anch’essi ordinati vescovi nella Basilica Vaticana il 6 gennaio 1981, hanno celebrato insieme l’Eucaristia di ringraziamento al Signore sulla tomba dell’Apostolo Pietro.

A mons. Sergio Goretti gli auguri e la vicinanza con la preghiera dei vescovi umbri e della comunità ecclesiale diocesana che l’ha avuto come pastore per 25 anni, dal 1981 al 2006.

Mons. Goretti è nato a Città di Castello il 2 aprile 1929, ordinato presbitero il 5 aprile 1953 e nominato vescovo il 14 dicembre 1980, è stato presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu) dal 1995 al 2004, distinguendosi per il sapiente impegno con cui ha guidato la Ceu negli anni segnati da situazioni particolarmente difficili, come quelle derivanti dal sisma che ha colpito l’Umbria nel 1997.

Add comment gennaio 7th, 2011

MONS. PAGLIA NOMINATO DAL PAPA MEMBRO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

paglia

Mercoledì 5 gennaio 2011 papa Benedetto XVI ha nominato il vescovo di Terni-Narni-Amelia Vincenzo Paglia membro del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, uno dei nuovi dicasteri della curia vaticana.

Il Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione è stato istituito da papa Bendedetto XVI il 21 settembre 2010 con una lettera apostolica in forma di Motu Proprio.

L’azione del Consiglio, che si svolge in collaborazione con gli altri dicasteri ed organismi della Curia Romana, nel rispetto delle relative competenze, è al servizio delle Chiese particolari, specialmente in quei territori di tradizione cristiana dove con maggiore evidenza si manifesta il fenomeno della secolarizzazione e che necessitano di un rinnovato slancio missionario, espressione di una nuova generosa apertura al dono della grazia.

In particolare il Consiglio ha il compito di approfondire il significato teologico e pastorale della nuova evangelizzazione; di promuovere e favorire, in stretta collaborazione con le Conferenze Episcopali interessate, lo studio, la diffusione e l’attuazione del Magistero pontificio relativo alle tematiche connesse con la nuova evangelizzazione; di far conoscere e sostenere iniziative legate alla nuova evangelizzazione già in atto nelle diverse Chiese particolari e promuoverne la realizzazione di nuove, coinvolgendo attivamente anche le risorse presenti negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica, come pure nelle aggregazioni di fedeli e nelle nuove comunità; di studiare e favorire l’utilizzo delle moderne forme di comunicazione, come strumenti per la nuova evangelizzazione; di promuovere l’uso del Catechismo della Chiesa Cattolica, quale formulazione essenziale e completa del contenuto della fede per gli uomini del nostro tempo.

Insieme al vescovo di Terni Narni Amelia sono stati nominati membri del Pontifcio Consiglio Christoph Schönborn, Arcivescovo di Wien (Austria); Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia); George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia); Josip Bozanić, Arcivescovo di Zagreb (Croazia); Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Monterrey (Messico); Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile); William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; e gli Eccellentissimi Monsignori: Claudio Maria Celli, Arcivescovo tit. di Civitanova, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Nikola Eterović, Arcivescovo tit. di Cibale, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; Pierre-Marie Carré, Arcivescovo Coadiutore di Montpellier (Francia); Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York (Stati Uniti d’America); Robert Zollitsch, Arcivescovo di Freiburg im Breisgau (Germania); Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto (Italia); Bernard Longley, Arcivescovo di Birmingham (Gran Bretagna); André-Joseph Léonard, Arcivescovo di Mechelen-Brussel, Malines-Bruxelles (Belgio) e Adolfo González Montes, Vescovo di Almería (Spagna).

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RICORRE OGGI LA MEMORIA DELLA BEATA ANGELA DA FOLIGNO

beata angela

Oggi, 4 Gennaio, ricorre la memoria della Beata Angela da Foligno: http://chiesaumbra.it/2010/01/04/beata-angela-da-foligno/

Catechesi di Benedetto XVI sulla Beata Angela:

http://chiesaumbra.it/2010/10/14/catechesi-di-bxvi-sulla-beata-angela-da-foligno/

 

Add comment gennaio 4th, 2011


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